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21.3.26

Calciatori mascherati per evitare le multe: la sfida agli ex rossoblù



unione sarda 
21 marzo 2026 alle 00:58



In campo senza il permesso dei club, hanno giocato con il passamontagna 








Pur di giocare sono scesi in campo con il passamontagna per non essere riconosciuti. I calciatori dilettanti hanno evitato così multe e sanzioni da parte delle proprie società per aver preso parte all’Island Cup, la “Kings League” cagliaritana. Il torneo è ispirato al format ideato da Piqué nel 2022 e che sta spopolando a livello mondiale. Regole speciali, imprevisti decisi da una ruota, dirette online e premiazioni. Il tutto condito da ex stelle della Serie A come Andrea Cossu, Marco Sau, Matteo Mancosu e Luca Ceppitelli. Non è un semplice torneo di calcio a 7, ma «un vero show», spiega Emanuele Binaghi, che con Marco Chiaramida ha pensato e creato l’Island Cup. «È nata dall’idea di unire le nostre passioni, sport e organizzazione di eventi. Non volevamo che fosse il classico torneo, ma qualcosa di più e che potesse intrattenere tutti».

In campo

La finale di giovedì sera è stato l’epilogo perfetto dell’edizione invernale della competizione. A trionfare allo “Sporting Bola” di Quartu è stato l’Atletico Ginmare grazie al 2-1 sul Planet, la squadra di Cossu e Sau, anche se l’ex attaccante ha dovuto abbandonare quasi subito la contesa a causa di un infortunio. Nell’ultimo atto è risultato decisivo proprio uno dei tanti giocatori mascherati del torneo. «Non possiamo svelare chi sono perché giocano in incognito altrimenti rischiano di essere multati. Le società gli hanno vietato di partecipare», riferiscono gli organizzatori. La paura è quella che possano farsi male, ma i giovani hanno trovato una soluzione per non essere scoperti: usare un passamontagna in modo da non essere riconosciuti né in foto né nei video, mentre su Twitch, dove vengono trasmesse in diretta tutte le partite, il telecronista li annuncia con nomi falsi. «Questo fa capire quanto ci tengono a partecipare», sottolineano Binaghi e Chiaramida.

La ruota

Come per la Kings League, anche l’Island Cup propone regole particolari che possono cambiare il corso della partita. Tutto viene deciso da una ruota che regala dei bonus alle squadre da utilizzare durante la gara. In finale, per esempio, l’Atletico Ginmare aveva l’opportunità di espellere un giocatore avversario per due minuti e proprio in superiorità numerica ha trovato il gol del 2-0. Tra gli altri imprevisti, la ruota propone anche il gol che vale doppio, il tre contro tre o la possibilità di rubare il bonus ai rivali. C’è poi il coinvolgimento degli allenatori e dei presidenti: «Hanno un ruolo ufficiale e sono parte attiva del gioco», dice Binaghi, «tra i vari bonus ci sono anche: lo shootout presidenziale, l’uno contro uno tra presidenti e il rigore dell’allenatore». Queste novità, che rendono il torneo diverso rispetto a quelli classici, sono state particolarmente apprezzate dagli ex professionisti: «A volte sembrava che tornassero ad essere bambini per come hanno giocato spensierati», aggiunge, «si è visto che hanno preso a cuore il torneo».

I numeri

Nelle due edizioni, l’Island Cup ha coinvolto complessivamente quasi 500 giocatori. È stato un torneo di richiamo per tutto il movimento cagliaritano. Nell’edizione estiva, senza troppe restrizioni delle società, hanno partecipato diversi giovani in rampa di lancio come Yael Trepy, che qualche mese dopo ha debuttato e segnato in Serie A con la maglia del Cagliari. Tra gli altri big anche Nicola Murru, Nicolò Cavouti, Michele Masala, Andrea Pibiri, Thomas Boccia, altri ex rossoblù illustri come David Suazo e Francesco Pisano e tanti altri giocatori conosciuti che militano nei campionati dilettantistici. «Abbiamo visto tanto entusiasmo sia da parte dei più giovani sia dei più grandi. Volevamo che fosse un vero e proprio show, anche grazie alle dirette streaming. Un vero evento capace di intrattenere il pubblico sia in presenza sia da casa».


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