Anche la Goggia ha fatto un impresa ma non ha avuto lo stesso clamore mediatico che ha avuto quelli della Brignone e qualcuno lo riconosce ( vedi titolo ) ed articolo sotto preso da msn.it
Intervistata da ilNordEst.it Deborah Compagnoni ha parlato anche delle Olimpiadi di Sofia Goggia. “Ha conquistato un bronzo pesantissimo, in condizioni mentali delicate – ha tenuto a sottolineare -. Quel bronzo assomiglia tanto ad un oro. Non era facile scendere dopo un infortunio così grave, l’elicottero sulla testa e venti minuti di stop. Lei è stata bravissima. A volte Sofia pecca nell’istinto. È una istintiva, aggredisce la pista senza mezze misure, è sempre stata la sua forza ma qualche volta anche un limite”.
“Il bronzo in discesa è arrivato perché Sofia ha capito che la situazione richiedeva gestione. In super
gigante aveva il miglior tempo quando è incappata nell’errore. L’errore fa parte del percorso, ma resta la più forte di tutte in discesa. La Goggia ha ottime possibilità di conquistare un titolo di specialità, discesa o super G. Vorrà anche vendicare un po’ queste olimpiadi, le motivazioni non le mancheranno di sicuro” ha aggiunto la valtellinese.
“La giornata di domenica è stata di difficile gestione, anche dopo l’infortunio della Lindsey Vonn, a cui mando tutti i miei più sinceri auguri di guarigione – ha evidenziato la bergamasca a RTL 102.5 -. Innanzitutto mi è dispiaciuto tantissimo per quello che le è capitato. Lei partiva con il pettorale 13, io avevo il 15: in partenza si sentivano le urla, sebbene la terza porta, dove poi è caduta, fosse a circa 100 metri in linea d’aria o poco più. Non è stato un momento semplice da gestire, ma chiaramente il dispiacere per lei va oltre la mia difficoltà nel gestire quel momento in partenza”.
“Sul Gigante non mi sono sentita delusa. È chiaro che, quando sei terza nella prima manche alle Olimpiadi e poi arrivi ottava, la delusione venga descritta anche dalle testate giornalistiche per quella che avrebbe potuto essere un’altra medaglia – ha proseguito -. Però, a dire la verità, io in Gigante non salgo più sul podio in Coppa del Mondo dal 2018. Mi ritengo comunque soddisfatta della mia gara, perché ho fatto due manche ad alto livello. Poi, chiaramente, nella seconda manche le vere gigantiste, che forse erano andate un pochino più piano nella prima, si sono date una mossa e hanno sciato un po’ più forte. Comunque ho preso quattro decimi sia nella prima sia nella seconda manche dalla vincitrice, quindi la mia gara è stata molto lineare. È chiaro che poi si sono invertite un po’ le posizioni e questo può essere visto come una delusione”.
“Devo dire che, se dovessi avere un rammarico per qualcosa, nel caso sarebbe per il superG, perché io sono molto più forte nelle discipline veloci, sebbene sappia sciare anche in Gigante. Essere in testa fino a metà pista con 65 centesimi di vantaggio e poi sbagliare, non riuscendo a concludere la gara, mi è dispiaciuto molto. In discesa, invece, sono riuscita a portare a casa questo bronzo” ha sottolineato poi la campionessa.
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