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| Foto: Norman Wong/ courtesy of Inner_Spaces |
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Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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Ero indeciso se scrivere del suicidio dei genitori dell'ultimo femminicidia o stare ad zitto e lasciare che l'oblio lo coprisse . Ecco che stavo cercando le parole ma l'emozioni createmi dalla lettura di questo post di Giampaolo Cassitta mi hanno anticipato .
La scelta più brutta
Non reggere il dolore, la vergogna, camminare sui binari della disperazione. Non riuscire a soppesare i gesti, non avere la forza di convivere con un figlio assassino, femminicida. Essere genitori e decidere di farla finita. Impiccarsi entrambi. Impiccarsi insieme, con una corda che segnala l’abisso infinito tra una vita destinata al silenzio, al dover essere additati, segnalati, riconosciuti, e una morte che cancella, che lava, come un simulacro maledetto, le colpe di un figlio che non può essere neppure nominato.
Quanta forza c’è voluta per questo gesto? E quanta debolezza? Com’è difficile, sempre, costruire analisi, insultarli in quanto genitori e quindi colpevoli di aver messo al mondo un assassino. Come se fosse tutto facile, lineare, come se quella lavagna fosse divisa da una sola linea: buoni e cattivi.
E allora ditemi voi: da che parte mettiamo i genitori di Claudio Carlomagno, l’uomo arrestato per il femminicidio della moglie Federica Torzullo? In quale girone dei dannati dovrebbero finire Pasquale Carlomagno e Maria Messineo, colpevoli di troppa debolezza o di troppa forza, di troppa disperazione e di poca voglia di continuare una vita comunque segnata, maledetta, conclusa?
Oltre al silenzio, ci vorrebbe un momento lungo di riflessione per tutti coloro che, davanti a una tastiera, continuano a vomitare sentenze. Quelle corde che hanno reciso il collo di due innocenti dovrebbero trasportarci in un silenzio lungo, definitivo e definito.
Non è una tragedia, ma la tragedia. La morte cercata per sfuggire a una vita bastarda, a un figlio. Niente da aggiungere, vi prego
Origine religiosa: nasce principalmente come antigiudaismo, ovvero ostilità verso gli ebrei per motivi teologici. Il cristianesimo, ad esempio, li accusava di deicidio (la morte di Cristo).
Contesto storico: si sviluppa nel Medioevo e nell’età moderna, con pogrom, ghettizzazione e conversioni forzate.
Narrativa dominante: gli ebrei erano visti come “altri” religiosi, colpevoli di non accettare la verità cristiana.
Strumenti di diffusione: prediche religiose, testi ecclesiastici, leggi discriminatorie.
Obiettivo: spesso mirava alla conversione o all’esclusione sociale.
Origine razziale e ideologica: si afferma nel XIX secolo con l’idea che gli ebrei costituiscano una “razza” inferiore o pericolosa. Wilhelm Marr coniò il termine “antisemitismo” nel 1879 proprio in questo contesto
Contesto storico: culmina con le leggi razziali, il nazismo e la Shoah. Dopo la Seconda guerra mondiale, assume forme più sottili ma persistenti.
Narrativa dominante: gli ebrei sono accusati di controllare finanza, media, politica, e di minare la società dall’interno.
Strumenti di diffusione: stampa, pseudoscienza, propaganda politica, oggi anche social media.
Obiettivo: non più la conversione, ma l’eliminazione o l’esclusione totale.
Forme nuove: negazionismo, relativizzazione della Shoah, teorie del complotto, attacchi contro Israele che sfociano in odio antiebraico.
Ambiguità ideologica: può provenire sia da estrema destra che da estrema sinistra, spesso mascherato da “critica politica”.
Retorica ed ovvietà a parte concordo da chhiaccherone ex ( o quasi incallito ) quanto 'dice Luigi Almiento nella rubrica Caffè scorretto sull unione sarda 23\7\2025
Tutti pazzi per Internet, la sede della democrazia nel mondo perché lì tutti avrebbero potuto esprimere liberamente il proprio pensiero. Lo credevamo nel 1994, quando il web sbarcò in Europa. Mai è stato vero.
Lo dicevano tutti ma non Umberto Eco, che ci spiegò che razza di postaccio può essere Internet: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e venivano subito messi a tacere, ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel».Luigi Almiento
Poichè una è poco e due sono troppe preferisco il silenzio è lasciar parlare le immagini
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https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2023/12/quando-finiranno-i-femminicidi-e-non.html
N.B
non sto mettendo nessun divieto e nessuna censura . Ma dopo il necessario, sacrosanto, rumore, i genitori di Giulia ( e delle altre vittime ) meritino adesso di essere lasciati in pace in attesa dell’unica verità che speriamo di poter raccontare senza imbarazzi e ad alta voce: quella processuale.Il resto è voyeurismo gratuito e oscena morbosità ed un pescare nel torbido
Infatti concordo con
LEGGI
tra i tanti bla .... bla ... sull'ennessimo cas fmminicido , reso ancora più brutale per il fatto che fosse al 7 mese di gravidanza , c'è anche ipocrisia da parte dei vicini di casa o di condominio
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