Quando si viene aggrediti e si è sotto shock, il corpo entra in modalità di sopravvivenza: il respiro accelera, la vista si restringe, la mente si frammenta. È normale. E proprio per questo gli esperti di sicurezza personale insegnano strategie realistiche, non eroiche, per riuscire comunque a memorizzare qualcosa senza mettere a rischio la tua vita.In caso di aggressione, è fondamentale memorizzare ogni dettaglio possibile. Questo include la descrizione dettagliata dell'aggressione, la data e l'ora in cui si è verificata, il luogo e il contesto in cui si è verificata, e la identificazione o l'ignoranza dell'autore dell'aggressione. È importante anche includere testimoni e prove, come referti medici, fotografie, registrazioni audio o video, e contenuti digitali, per confermare la dinamica dei fatti e orientare la corretta qualificazione del reato. La denuncia deve essere presentata entro tre mesi dalla notizia del fatto, salvo alcune eccezioni.(*)
Infatti come segnala l'ultimo numero della guidda dell'esperto anti agressione tenuta dall'esperto antiagressioe Antonio Bianco per il settimanale Giallo
Purtroppo capita che, nonostante tu!a la prevenzione messa in campo, si possa essere vittime di un’aggressione. E cosa succede in quei momenti? La mente tende a chiudersi e a proteggersi, riducendo il campo visivo. Si tra!a di una reazione naturale, ma che è importante provare a ostacolare. Perché in quei secondi la capacità di memorizzare dettagli sulla persona che ci sta minacciando può diventare cruciale. Non serve osservare tutto ciò che ci circonda, ma serve osservare bene. Perché la memoria che si trova a vivere sotto stress non registra quantità, ma qualità.Il primo elemento da fissare è il volto, o almeno la parte che è visibile, di chi abbiamo davanti: la forma del naso, della bocca, eventuali cicatrici, tatuaggi, piercing, un’andatura particolare. Anche il modo di parlare può lasciare una traccia: accento, parole ricorrenti oppure il tono. Se il volto è coperto, concentratevi sulla corporatura,sull’altezza approssimativa rapportata a oggetti vicini, sul modo in cui muove le braccia o le mani, sulla sua gestualità. L’abbigliamento è un secondo pilastro della memoria: ci sono colori dominanti, loghi, scri!e, la presenza di cappuccio o berretto? L’errore più comune è tentare di ricordare tutto. È meglio scegliere due o tre elementi sicuri e fissarli mentalmente, come se si sca!asse una foto. È molto utile anche osservare ciò che l’aggressore tocca: un telefono, un coltello, una bici, un’auto. La targa del mezzo con cui si sposta, anche solo in parte, è un’informazione preziosa. Se ci sposta, ci strattona o ci parla da vicino, approfittate dell’occasione per annotare mentalmente odori: profumo, fumo, deodorante, sudore. Spesso vengono sottovalutati, ma si tratta di indizi che restano impressi più di altri particolari. Memorizzare naturalmente non deve significare esporsi a rischi inutili, magari fissando negli occhi il nostro aggressore o potenziale tale. Si tratta di un processo laterale: cogliere, registrare, lasciar andare. La priorità resta salvarsi. Ma anche nel caos, un de!aglio nitido può fare la differenza.
infatti è fondamentale memorizzare più dettagli possibili durante un'aggressione, poiché aiuteranno le forze dell'ordine e il sistema giudiziario, ma la priorità assoluta è la sicurezza personale e la fuga, non la raccolta di prove; dopo aver raggiunto un luogo sicuro, è cruciale cercare aiuto medico (per certificare le lesioni) e denunciare l'accaduto, fornendo dettagli su aggressore, luogo, ora, dinamica e eventuali testimoni.
Dettagli da memorizzare (se possibile e in sicurezza):
Aspetto dell'aggressore: sesso, età approssimativa, altezza, corporatura, colore occhi/capelli, eventuali segni particolari (tatuaggi, cicatrici), vestiti, voce, accento, odore.
Dinamica dell'evento: come è iniziata, azioni specifiche, parole usate, sensazioni fisiche.
Luogo e ora: indirizzo esatto, punti di riferimento, condizioni di illuminazione, orario.
Mezzi: eventuali veicoli (modello, colore, targa, anche parziale), armi.
Testimoni: presenza di altre persone, descrizioni.
Cosa fare immediatamente dopo (Priorità Assoluta):
Allontanarsi: Raggiungere un luogo sicuro il più rapidamente possibile (negozio affollato, casa, stazione di polizia).
Chiamare i soccorsi (112): Segnalare l'aggressione e fornire i dettagli principali.
Cercare assistenza medica: Andare al pronto soccorso per farsi certificare lesioni, escoriazioni, segni di colluttazione, anche se appaiono lievi, per avere prove mediche.
Denunciare: Sporgere denuncia alle forze dell'ordine il prima possibile, fornendo tutti i dettagli raccolti.
Perché è importante:
Le prove raccolte (certificati medici, dettagli precisi) sono fondamentali per l'indagine penale e per l'accertamento del reato (percosse, lesioni, ecc.).
Aiutano a identificare l'aggressore e a garantire che risponda delle proprie azioni.
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