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13.11.23

Nassyria 12\11\2003-12\11\2023 parte II si può ricordare anche in maniera non retorica . il casoi del libro e film 20 sigarette a Nassyria di Aureliano amadei e francesco trento

 per  sfuggire   alla  solita  retorica   belliccista  , nazionalista     mi  sono riletto    dopo anni  il libricino  20 sigarettea  Nassirya (  copertina     sinistra  )  . Esso   è  anche   un film del 2010 diretto da Aureliano Amadei, tratto dal romanzo Venti sigarette a Nassirya scritto dallo stesso Amadei con Francesco Trento.Il film narra   come   il  romanzo \  reportage  la vicenda autobiografica dello scrittore-regista, coinvolto nell'attentato del 12 novembre 2003 contro la base militare italiana di Nāṣiriya: «Ho cercato di raccontare l'umanità delle persone, anche dei militari, senza retorica. In Iraq mi ci sono trovato per caso e non ci tornerei mai», ha raccontato Amadei.Mi ricordo  che  quando   gli autori   lo presentarono nel mio paese  ,  avevo le lacrime   agli occhi   più  di quanto vedevo  in tv   le  immagini  della    strage  e  dei funerali di  stato  . 
Aureliano è un giovane che sogna il cinema. In attesa della vera occasione, si diletta facendo il filmmaker nei centri sociali, lontano dalle responsabilità degli adulti, finché il regista Stefano Rolla chiede a sua madre i fondi per girare un film ambientato in Iraq e gli propone il ruolo di assistente. Aureliano accetta frettolosamente la proposta contro il volere di tutti, genitori e amici, tra cui la sua ex Claudia, di cui è ancora innamorato.All'indomani del suo arrivo a Nāṣiriya, si trova vittima di un attentato terroristico

Il vero Aureliano Amadei all'indomani dell'attentato del 2003, assieme a Carlo Azeglio Ciampi
Gravemente ferito riesce, diversamente dall'amico Rolla e dei militari della loro scorta, a scampare alla morte, venendo curato in un ospedale da campo dell'esercito statunitense, facendo ritorno a Roma dopo aver fumato l'ultima delle venti sigarette del pacchetto comprato prima della partenza.Una volta rientrato in Italia viene ricoverato all'ospedale militare del Celio, dove è soggetto all'assalto dei giornalisti, in cerca di scoop, e anche alle fredde visite ufficiali, reagendo sdegnato alla ricostruzione ufficiale dell'attentato, di cui contesta la versione ufficiale data inizialmente alle stampe.Due anni dopo, rimasto invalido alla gamba sinistra, soggetto a sordità all'orecchio sinistro e perseguitato dagli atroci ricordi della strage, che si manifestano attraverso attacchi di panico, trova il coraggio di raccontare la sua storia nel romanzo Venti sigarette a Nasiriyya, anche grazie al supporto di Claudia, nel frattempo divenuta madre di sua figlia.

Un  libro intenso   fiero ed  indigesto  . Cruo se  vogliamo  ed  diretto   che  refugge  da  iogni retorica   . Ed  unisce  il linguasgio giornalistico a  quello letterario  

la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.Monica Lewinsky

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