Loro sono Ilaria Valentini e Riccardo Marchetto, due infermieri vicentini dell’Ulss 8 Berica, nonché marito e moglie, e quello che hanno fatto merita di essere raccontato e, perché no, pure premiato. Erano in partenza per le vacanze per il Marocco, in volo da Bergamo a Marrakech. Pochi minuti prima dell’atterraggio, un bambino si è sentito male, colpito da un grave arresto respiratorio per un’ostruzione delle vie aeree in seguito a un episodio di convulsioni febbrili.Di fronte alla richiesta dell’equipaggio di assistenza sanitaria, Ilaria e Riccardo sono intervenuti immediatamente, trovandosi di fronte a un bambino molto piccolo, cianotico e incapace di respirare.I due infermieri hanno cominciato allora le manovre di emergenza: prima la disostruzione e subito dopo la rianimazione pediatrica. Il tutto con la difficoltà ulteriore della lingua, privi delle dotazioni mediche necessarie, di mascherine facciali, ossigeno inutilizzabile e defibrillatore solo in modalità adulti.La coppia non si è lasciata scoraggiare e ha praticato comunque tutte le manovre necessarie, tra ventilazioni e massaggio cardiaco. Lo hanno fatto per due volte, fino a quando il bambino non ha ripreso a respirare.In pratica, gli hanno salvato la vita, mentre si trovavano in vacanza, senza quasi strumentazione, solo con la propria esperienza e una buona dose di sangue freddo, ottenendo il plauso pubblico dell’Ordine degli Infermieri di Vicenza che riassume tutto:“Il loro è stato un esempio autentico di competenza, responsabilità e umanità”.Competenza, responsabilità e umanità. Tutto insieme. Queste sono le storie che meritano di essere raccontate e fatte conoscere. E mi auguro che il Presidente della Repubblica Mattarella li inviti presto al Quirinale per premiarli ufficialmente. Sono sicuro che sarà così.È il minimo per dir loro grazie a nome di un Paese intero
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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3.6.26
medici attivi. anche. in. vacanza . il caso. di ilaria Valentini e Riccardo Marchetto, che. salvano. una. vita. durante un volo. per il Marocco
12.5.24
la libertà è .....
With a little help from my friends- Joe Cocker(cover )
con questo è tutto .
With a little help from my friends - Joe Cocker
Dalla foce al porto (Ciò che non siamo) - Vito Rorro e Mayda Guerzoni
⁕La libertà -Gaber
⁕⁕ la tua libertà -Guccini
⁕⁕⁕ Ma Liberté - George Moustaki | Ma Liberté - Serge Reggiani
4.1.23
MATER SOCIAL di Simone Sanna
Simone Sanna ha perfettamente ragione purtroppo . ma vanno fatte delle precisazioni non tutti i genitori e non tutte le mamme , c'è una minoranza che non si può identificare in genitori social , sono cosi . Ci sono e che purtroppo sono mosche bianche genitori che sono coerenti tra il dire il fare e stanno lontano dai social o se ci sono evitano sparate del genere commenti a post del genere
Ma pra lascimo la parola a Simon
14.6.22
Lunga riflessione sul bene e sul male e sul bacato sistema giudiziario italiano di Madre Maria Vittoria Longhitano
https://www.facebook.com/madremariavittoria.longhitano
Piccola Elena, Gesù faceva a sé stesso una domanda retorica: "Ma quando il Figlio dell'uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?". No, non la troverà perché fa parte del patrimonio della fede anche la verità cioè la visione della realtà così come è senza alibi ed orpelli e,, soprattutto, senza paura di guardare l'umanità nella sua interezza ossia in quanto capace di bene ma anche in grado di commettere le più innominabili atrocità.
Viviamo in un Paese in cui le vittime diventano vittime almeno tre volte, fino a tutti e tre i gradi di
giudizio e neppure questo basta: gli assassini sghignazzano in faccia alle vittime, gli stupratori
scorazzano felici, pedofili ottengono tutte le attenuanti per non trascorrere neppure un giorno di galera e chi ha commesso stragi scorazza felice per il mondo e tiene banco nelle università.
E le vittime piangono, soffrono, muoiono di crepacuore, bruciano di rabbia....
Ma tutto ciò ha a che fare con una visione antropologica bacata, creata ad hoc per non assumerci le nostre responsabilità.
Sociologismi (è colpa della società!), psicologismi (poverino...aveva un cattivo rapporto col cuginetto!), panzane di tutti o tipi per non accettare che il Bene o il Male sono una SCELTA, frutto del dono della libertà e del libero arbitrio.
Non c'è paese al mondo più lassista dell'Italia nel tutelare i criminali e colpevolizzare le vittime. È scritto persino nella Costituzione che la (non) pena avrebbe lo scopo di recuperare il criminale: cioè non tanto il ladro di prugne ma lo stupratore seriale, il pedofilo, l'assassino, il maltrattante femminicida... Cioè, sotteso al sistema giudiziario italiano, è che nessuno sceglie visceralmente il male ma sono - poveretti! - le circostanze.
Piuttosto che tutelare le vittime... attenuanti, privilegi, premi per chi ha commesso crimini atroci. Puntualmente reiterati: come può cambiare senza un lungo percorso (obbligato tra l'altro ...se si desiderano sconti e attenuanti) chi deliberatamente ha scelto di stuprare bimbi o di sfruttare delle poverette sbattendole sul marciapiede?
Come può cambiare chi può guardare un bimbo negli occhi mentre ne abusa?
Non saranno certamente gli agenti di polizia penitenziaria o gli assistenti sociali a cambiare il cuore e l'indole di chi è capace di atrocità.
La priorità di uno Stato di diritto dovrebbe essere la protezione e la tutela dei piccoli. Chi vuol cambiare, può farlo anche tra le mura di una Casa Circondariale. Negli USA abbiamo decine di esempi: detenuti che fanno adorazione eucaristica in cella, che organizzano preghiere e corsi biblici. È un pentimento sincero e non hanno bisogno di fingere dal momento che non ci sono i famigerati regali o.privilegi della legge Gozzini e vantaggi affini.
No, H. Arendt, il male non è banale, il male è una scelta deliberata, lucida....magari graduale ma noi - se non tra il bene e il male - abbiamo almeno la possibilità di scegliere il male minore. Quasi sempre.
Piccola Elena, vedi ... di là dello status psichiatrico della tua mamma, è già partita la macchina del giustificazionismo.
È colpa del tuo papà, della società, dei nonni....forse, anche tua, Piccola Elena, se sei stata ammazzata senza pietà e gettata via come un rifiuto in una discarica.
Si, l'atomo opaco del male, l'azione diabolica pura che passa attraverso la nostra volontà....
Addio, Piccola....
20.11.21
contro il femminicidio e la violenza Senza se e se Senza ma
Oggi 25 novembre un nuovo 8 marzo lascio la parola a questo editoriale della rivista free www.ioacquaesapone.it/
Senza ma
Mar 26 Ott 2021 | di Angela Iantosca | Editoriale
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“Sono atti violenti, ma quelle ragazze avevano bevuto”. “È stato accertato che la violenza è stata consumata, ma lei avrebbe potuto evitare di andare in giro di notte…”.“Mio figlio è stato condannato, ma la giustizia ha esagerato…”. “L’ho picchiata, ma è stata lei a provocarmi...”.
Siamo ormai nella società del “sì, ma”. Della non pienezza, delle frasi dette senza convinzione, dell’assunzione di responsabilità a metà, delle finte condanne verbali ad azioni violente, ma in fondo legittime.
Assistiamo continuamente a questo allontanamento da noi di ciò che abbiamo commesso.
Come se niente dipendesse dalle nostre scelte, come se fossimo sempre innocenti, nonostante le prove e non fino a prova contraria. Come se volessimo distrarre chi ci ascolta da ciò di cui siamo stati artefici, portando il focus sull’altro, sulle sue mancanze, sui suoi ‘errori’, sulla presunta superficialità.
Non c’è mai uno “Scusate”, “Ho sbagliato”. Non c’è una mano passata sul cuore, una testa reclinata in segno di consapevolezza di ciò che si è fatto.
Ma è possibile che sia sempre colpa degli altri? Non è tempo, forse, di tacere o di parlare solo per ammettere quanto commesso?
Il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne. Senza ma.
19.10.21
La storia del padre che denuncia il figlio 16enne che aveva pestato un compagno di scuola È accaduto a Castrolibero, in provincia di Cosenza. Il giovane ha pestato un ragazzo di 14 anni e, alla fine, ha confessato tutto ai genitori che non hanno esitato e lo hanno portato dai Carabinieri
Questa lettera e questo fatto mi interrogano prima come zio diretto ( la figlia di mio cugino ) ed indiretto ( il nipote di un parente lontano di mia nonna paterna ) e poi come cittadino. Essa Impone a tutti noi una riflessione profonda sulle nostre idee, le nostre convinzioni, sul confine tra le nostre certezze e le nostre debolezze umane. Mi auguro di non vivere mai quello che stanno vivendo i genitori di entrambi, vittima e carnefice, ma mi auguro, se mai dovessi ritrovarmi in quei panni, di avere la stessa dignità di questi genitori. Ma soprattutto , mette in discussione , le mie credenze che certi genitori difendo i figli a spadfa tratta anche quando sono colpevoli e li giustificano sempre .
“Da poche ore abbiamo appreso, da nostro figlio, che è lui l'autore dell'aggressione al giovane di Castrolibero. E, da quello stesso istante, il mondo ci è crollato addosso, con una sola certezza: quella di dover informare le Forze dell'Ordine.Il fatto, da qualunque angolazione lo si guardi, è di gravità inaudita. È grave per la giovane vittima, è grave per la sua famiglia, è grave per nostro figlio, è grave per nostra figlia che, frequentando quella stessa scuola, rischia di portare il peso di comportamenti non suoi e, se possibile, è ancora più grave per me e mia moglie, che stiamo vivendo il dramma di un fallimento. Perché in questo momento ci troviamo a sperimentare che quello del genitore è veramente il mestiere più difficile al mondo.Non facciamo altro che chiederci dove abbiamo sbagliato, dopo aver vissuto una vita intera guidati dai valori dell'accoglienza, della correttezza e del senso di responsabilità. Valori lontani anni luce da queste azioni. Non so se avremo mai risposta a questa domanda, ma, proprio sulla base dei valori che ci guidano, riteniamo giusto che nostro figlio impari ad assumersi le sue responsabilità ed a rispondere delle sue scelte e delle sue azioni, sebbene ancora minorenne”.
[....] << Se davvero voglio aiutare mio figlio >> ha dichiarato a https://www.nextquotidiano.it/ << devo farlo alla luce del sole, non possiamo nasconderci. C’è bisogno che la comunità capisca”, ha scritto il padre del 16enne che aveva picchiato, solo qualche giorno fa, un 14enne in un cortile della sua scuola. Perché il giovane, per motivi ancora da chiarire, aveva ripetutamente colpito al volto l’altro ragazzo. E la madre di quest’ultimo aveva condiviso sui social le foto del minore con il volto insanguinato dal letto del Pronto Soccorso della cittadina in provincia di Cosenza.Lo aveva fatto per cercare la verità dietro a quell’assurda aggressione. Lo aveva fatto per chiedere a chi avesse visto quel pestaggio di farsi avanti e testimoniare. Ma i giorni sono passati, senza notizie in merito. Fino al “crollo” del 16enne che ha deciso di raccontare ciò che aveva fatto al suo compagno di scuola. E, allora, i suoi genitori hanno trovato il coraggio educativo di fare quel che doveva essere fatto: andare dai Carabinieri per auto-denunciare il proprio figlio. E il padre ha spiegato perché ha deciso di portare avanti questa dolorosa decisione: “Il fatto, da qualunque angolazione lo si guardi, è di gravità inaudita. È grave per la giovane vittima, è grave per la sua famiglia, è grave per nostro figlio, è grave per nostra figlia che, frequentando quella stessa scuola, rischia di portare il peso di comportamenti non suoi. Ed è grave per me e mia moglie, che stiamo vivendo il dramma di un fallimento. Perché in questo momento ci troviamo a sperimentare che quello del genitore è veramente il mestiere più difficile al mondo>>.Credo come lui che tutti dovremmo dir loro grazie per questo esempio in quanto questi sono Genitori di rara correttezza e responsabilità nei confronti della vittima, del figlio e di loro stessi....decisione difficile, molto difficile , ma che in futuro consentirà a questi genitori il poter andare a testa alta davanti al mondo ...... e per il figlio speriamo un grande insegnamento di vita che difficilmente dimenticherà !!! Infatti questa è una vicenda che racconta di come, spesso e volentieri, sia difficile per i genitori rendersi conto di ciò che fanno i propri figli. Ma si racconta anche come ci sia il tempo per recuperare e restituire al mondo un senso di educazione in linea con il proprio ruolo genitoriale.
Questo per tutti quelli che dicono che dietro ad un qualsiasi gesto, non c'è una buona famiglia. I ragazzi seppur abbiano alle spalle una buona educazione e valori spesso compiono gesti che nulla hanno a che fare con ciò che gli è stato insegnato. Non sappiamo cosa in quel momento gli passava per la testa, questo non significa che i suoi genitori non siano delle brave persone. Il fatto che lui stesso alla fine abbia denunciato la cosa ai genitori vuol dire che le basi le ha... Ora resta solo da capire e lavorare su di lui perché non si ripeta questa violenza. Complimenti ai genitori per la denuncia, la lettera e per metterci la faccia prendendosi tutta la responsabilità.
il senatore. di Fdi Mamia non riesce. a. girarsi dall'altra parte. quando. vede una coppia. che. gay. che. scambia. effusioni
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