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8.3.26

“È sempre snowboard, l’importante è non mollare mai”: le due vite di Emanuel Perathoner oro alle paraolimpiadi 2 invernali del 2026 lle Olimpiadi alle Paralimpiadi



  da  il  fatto quotisiano del  8\3\2026

“È sempre snowboard, l’importante è non mollare mai”: le due vite di Emanuel Perathoner, dalle Olimpiadi alle Paralimpiadi
              RENATO LA CARA

Il campione azzurro, già atleta olimpionico a Sochi e PyeongChang, dopo un grave incidente in allenamento è passato alla tavola paralimpica, vincendo anche i Mondiali. Ora la grande occasione a Milano-Cortina: "Mi sento pronto"





Una doppia vita, non solo sportiva, prima e dopo l’incidente durante un allenamento nel 2021. Ha gareggiato da normodotato, da cinque anni lo fa da persona con disabilità motoria. Emanuel Perathoner è uno dei simboli dell’Italia Team ai Giochi Paralimpici invernali di Milano-Cortina nello snowboard paralimpico, specialità cross, dove è particolarmente bravo, ma pure banked slalom.
Pochi sportivi professionisti possono vantare un legame così profondo con i Cinque Cerchi come Perathoner. Già protagonista dello snowboard mondiale con due partecipazioni olimpiche a Sochi 2014 e PyeongChang 2018, la sua carriera cambia nel gennaio 2021. Subisce un gravissimo infortunio alla gamba sinistra durante la preparazione per i Giochi di Pechino. Dopo quattro interventi chirurgici e l’applicazione di una protesi totale al ginocchio, la sfida sembrava finita. Invece, dopo un anno di riabilitazione, Emanuel è tornato sulla tavola, reinventandosi campione paralimpico.
“Cosa cambia tra essere atleta senza disabilità e con? Le differenze nello sport in generale non ci sono, poi sono gli atleti, a seconda della loro disabilità, a doversi adattare. Ma sempre di snowboard si tratta”, dice a ilfattoquotidiano.it Emanuel Perathoner. Nato a Bolzano il 12 maggio 1986, Perathoner sulla neve è un perfezionista della tecnica, che continua a migliorare anche dopo aver già vinto un oro e un argento ai Mondiali. Alle Paralimpiadi di Pechino 2022 è arrivato al quarto posto nello snowboard cross categoria SB-UL. Ora c’è la grande occasione di Milano-Cortina: “Alla vigilia di questi Giochi Paralimpici in casa mi sento pronto”, spiega lo snowboarder, “la stagione è andata bene e non vedo l’ora di gareggiare”. “L’obiettivo”, aggiunge il rider altoatesino, “è quello di vincere la medaglia d’oro ma si tratta di una gara e può succedere di tutto”.
Dopo l’incidente del 2021, Perathoner ha subito un intervento al ginocchio, a cui ha fatto seguito un anno di riabilitazione e 18 mesi con le stampelle. Dopo diverse operazioni si è resa poi necessaria, nell’aprile del 2022, la protesi. Diventa a tutti gli effetti un atleta paralimpico, facente parte del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, e partecipa ai circuiti di categoria. Il 22 dicembre 2023 riceve a Roma il Collare d’oro al merito sportivo paralimpico per la sua vittoria mondiale nello snowboard Dual Banked Slalom LL2 2023. Due anni dopo, il 3 novembre 2025, alla casa delle Armi del Foro Italico a Roma, ha ricevuto il suo secondo Collare d’oro in virtù della vittoria del Campionato del mondo nello snowboard cross e nel banked slalom al mondiale che si è svolto in Canada.
“Bisogna cercare di essere positivi e guardare il lato buono di ciò che accade”, racconta il rider che scia da quando aveva tre anni e che negli anni Novanta scelse “lo snowboard per puro divertimento”. Oggi, quella passione è diventata quasi “una missione“. A Milano Cortina 2026 Perathoner si presenta tra gli atleti favoriti per salire sul podio, ma con una consapevolezza nuova e le idee molto chiare in testa: “Vorrei vincere, certo, ma soprattutto divertirmi davanti alla mia famiglia e dimostrare a tutti i ragazzi quanto sia fondamentale non mollare mai”.

21.12.22

La Crisi Fa Emergere Una Forza Che Non Pensavamo Di Avere ---- Elena Bernabè - 26 Gennaio 2021

« Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri. Basta vivere da uomini, cioè cercare di spiegare a sé stessi il perché delle azioni proprie e altrui, tenere gli occhi aperti, curiosi su tutto e tutti, sforzarsi di capire ogni giorno di più l’organismo di cui siamo parte, penetrare la vita con tutte le nostre forze di consapevolezza, di passione, dì volontà; non addormentarsi, non impigrire mai. »
                              Antonio Gramsci, “Quaderni del carcere”

Oltre in me  stesso   e   agli amici     trovo la  forza  l'aaiuto in articoli    come  questo   di   Elena Bernabè (  Autrice del libro “Alla conquista delle stelle”  )  - 26 Gennaio 2021  pubblicato  su  https://www.eticamente.net/

La crisi non è da allontanare ma da attraversare. E’ l’unico modo per sciogliere nodi, prendere decisioni, avviare cambiamenti.
E’ arrivato il momento di spogliarci da tutti i pregiudizi legati alla crisi: non è una sfortuna, una disgrazia fine a se stessa o un fallimento. Ma un’occasione di crescita, di arricchimento, di conoscenza di sé.

La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
(Albert Einstein)

Attribuire colpe a se stessi o ad altri per aver fatto nascere una crisi è solo un modo per fuggire dai significati che ogni crisi porta con sé e che vuole portarci. Ciò che siamo chiamati a fare dinnanzi al dolore, al disorientamento e alla confusione è aprire finalmente i nostri occhi interiori. Per poterci scorgere l’occasione di cambiamento. Non è facile destarci dalla nostra vita di sempre e cambiare prospettiva e modo di pensiero, ma la crisi giunge proprio per aiutarci in questo. Se riusciamo ad abbandonare scuse, pregiudizi, paure e difese siamo in grado di scorgere la via indicata dalla crisi stessa.

In una congiuntura negativa bisogna affidarsi alla creatività: fare della crisi un’opportunità per reinventarsi. Un’altra dote indispensabile è l’ubiquità: essere flessibili, non vincolati a vecchi schemi e a un’immagine rigida della propria persona.
(Jacques Attali)

Nel dolore, nella frantumazione delle nostre certezze e nella confusione che ogni crisi porta con sé possiamo assistere a due tipi di risposte: possiamo farci annientare dagli eventi oppure cavalcarli come un surfista con le onde. Nel primo caso diventiamo servitori delle nostre paure. Se invece decidiamo di sfruttare il maremoto che c’è dentro di noi emerge una forza interiore che non pensavamo di avere.

Credit foto©Pixabay

E’ una forza speciale che nasce solo nei momenti di forte crisi. E’ la nostra ricompensa al dolore che abbiamo scelto di vivere in modo costruttivo e non distruttivo. E’ un’energia così potente da renderci particolarmente vitali, svegli, determinati.

I momenti di crisi raddoppiano la vitalità negli uomini. O forse, più in soldoni: gli uomini cominciano a vivere appieno solo quando si trovano con le spalle al muro.
(Paul Auster)

Affrontare la crisi in questo modo vuol dire risvegliare il proprio intuito, avere fiducia nella vita, affidarsi alla creatività, credere che tutto è il dettato di un maestro divino. Si comprende così che la crisi porta sempre con sé una ventata di aria nuova, invita a tagliare i rami ormai secchi, conduce a lasciar andare ciò che non ha più senso che resti. E’ il passo fondamentale che precede ogni cambiamento. Sappiamo che l’inverno precede la primavera e che un bambino per poter iniziare a camminare dovrà specializzarsi nella caduta, ma non abbiamo bene in mente che la crisi è un momento indispensabile alla costruzione di un nuovo equilibro. Non è distruzione: è l’inizio di una nuova costruzione. Che può avvenire solo grazie ad una forza primordiale e generatrice, proprio come quella che sperimenta il neonato quando nasce: non sa a cosa va incontro ma sente che deve seguire quel richiamo di vita e si affida con tutto se stesso al suo intuito. La stessa forza che trova sua madre nel farlo nascere: non potrebbe sopportare un dolore fisico così grande in un momento di stasi.

Credit foto ©Pixabay


La crisi ci risveglia, ci mette in moto, ci chiama a sé per mostrarci i nostri tesori interiori.  Non consideriamola più una seccatura. E’ il nostro fuoco interiore che vuole emergere !






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