Non si fa vedere in volto e il suo marchio distintivo sono i supereroi, dipinti sui muri delle città. Solo ha 35 anni, ed è cresciuto nel quartiere Trullo di Roma. Dai primi disegni di quando era bambino ora è uno degli street artist italiani più conosciuti al mondo
In ..... a che dice che chi fa " graffiti " sia un vandalo o uno che deturpa e basta .
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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14.4.17
26.10.14
ebrei-cristiani-e-musulmani-insieme-convivere-in-pace-si-puo ? il caso di Djerbahood città graffito in tunisia
in sottofondo e consigliata immagine- John Lennon
da , foto comprese , da http://www.caffeinamagazine.it/2014-10-20-12-41-28/street-art/
Sapete cos’è Djerbahood? Èun villaggio sull'isola di Djerba, in Tunisia e anche uno dei più grandi allestimenti di street art al mondo. Un progetto nato dalla passione di che, per realizzare a Djerbahood questa specie di "mostra", ha coinvolto più di 150 street artist provenienti da 30 paesi.
(Continua a leggere dopo la foto)

Tra i nomi di spicco che hanno prestato la loro opera sui muri di Er-Riadh ci sono BomK, Liliween, Shoof, Roa, C215, Faith47, Know Hope, Herbert Baglione, eL Seed e molti altri.

Ci sono voluti due mesi per fare il miracolo: far diventare quel piccolo villaggio un museo a cielo aperto.

Tutte le opere sono state realizzate con il consenso del sindaco di Djerba e con il permesso dei proprietari di muri e appezzamenti di terreno.

Nobile la missione dell'artista: «Ebrei, cristiani e musulmani qui hanno vissuto in pace per oltre 2000 anni. Il mio obiettivo è quello di consolidare questa convivenza e offrire agli artisti una tela unica nel suo genere».

Beh, secondo noi ne è valsa la pena... E secondo voi
da , foto comprese , da http://www.caffeinamagazine.it/2014-10-20-12-41-28/street-art/
Sapete cos’è Djerbahood? Èun villaggio sull'isola di Djerba, in Tunisia e anche uno dei più grandi allestimenti di street art al mondo. Un progetto nato dalla passione di che, per realizzare a Djerbahood questa specie di "mostra", ha coinvolto più di 150 street artist provenienti da 30 paesi.
(Continua a leggere dopo la foto)
Tra i nomi di spicco che hanno prestato la loro opera sui muri di Er-Riadh ci sono BomK, Liliween, Shoof, Roa, C215, Faith47, Know Hope, Herbert Baglione, eL Seed e molti altri.
Ci sono voluti due mesi per fare il miracolo: far diventare quel piccolo villaggio un museo a cielo aperto.
Tutte le opere sono state realizzate con il consenso del sindaco di Djerba e con il permesso dei proprietari di muri e appezzamenti di terreno.
Nobile la missione dell'artista: «Ebrei, cristiani e musulmani qui hanno vissuto in pace per oltre 2000 anni. Il mio obiettivo è quello di consolidare questa convivenza e offrire agli artisti una tela unica nel suo genere».
Beh, secondo noi ne è valsa la pena... E secondo voi
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