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27.1.26

i testimoni i geova dei lager nazisti vittime ignorati dalla vulgata ufficiale del 27 gennaio

  canzoni   \  album suggerite
Gam Gam
 Evenu Shalom Aleichem
Auschwitz (Guccini) 
 Anime Salve (De André)
l'assolo   di violino  del  film  omonimo  Schindler's List Main Theme (John Williams)


Con questo  post  concludo   la  carrellata  dei  post  sulla  giornata   \ setimana dela memoria  ,  prima che   diventi sempre  più  retorica   stopposa  e melliflua    oltre  che  ipocrita     come segnalato   nel  precedente  post  : « Moni   ovadia     boccia  il  giorno  della memoria    da qualche anno  è solo  retorica  dimentica  gli altri genocidi   del novecento   ,  è un occasione    di manipolazione » e  succeda     ( ci siamo molto vicino  purtroppo   😢😲 visto che  la settimana del 27  gennaio si parla  solo  di Shoah  e mettono   sullo  stesso  piano\ in unico Genocidio  Olocausto e Shoah   )   come  lo sfogo    del  2023 durante  una  delle  commemorazioni   per  la  giornata    della memoria   Di Liliana  Segre senatrice a vita e sopravvissuta all'Olocausto :« Temo che tra qualche anno sulla Shoah ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella .La gente, già da anni, dice 'basta con questi ebrei, è una cosa noiosa, la sappiamo, basta parlarne...», sempre  Secondo Segre, « tra qualche anno sulla Shoah ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella. Le iniziative che possono venire da una vecchia come me a volte sono noiose per gli altri. Questo lo capisco perfettamente »[...  da   Milano, lo sfogo di Liliana Segre: "So bene che la gente è stanca di sentire parlare degli ebrei deportati" di   https://www.milanotoday.it/ 

Un ultima premessa   prima     del post in questione non   sono  testimone di geova   .  Ma quello  che hanno subito nei lager i testimoni di geova ,inieme ai Rom\  zingari di cui ho  parlato nei  post   per la  giornata       della menoria   negli anni  scorsi,  è  uno degli olocausti  nazifascisti  degli argomenti   che   la  vulgata  ufficiale    del  27  gennaio  \  giornata della  menoria (  salvo  ecezioni  per  specialisti  o   siti  a  360 gradi  ) omette e  dimentica  palando solo ed  esclusivamente  degli  Ebrei  .
I testimoni di Geova furono perseguitati dal regime nazista tra il 1933 e il 1945. Nella Germania nazista vivevano circa 25.000[1][2] Studenti Biblici (denominazione che allora avevano i testimoni di Geova). Si stima che circa 10.000 di essi finirono nei campi di concentramento e che di questi circa 2.500 furono uccisi. Centinaia di testimoni di Geova furono uccisi per il loro rifiuto di prestare servizio militare nella Germania nazista e di giurare ad essa fedeltà. La storica Sybil Milton sottolinea il loro coraggio nell'atteggiamento di rifiuto alla Germania nazista[3].[...] .                                      I nazisti, per conoscere il gruppo al quale apparteneva ciascun internato[66], affibbiavano sulla casacca dei detenuti, oltre al numero di matricola, un triangolo rovesciato di colore diverso. I prigionieri erano pertanto generalmente così suddivisi: [...]
un triangolo viola per identificare i testimoni di Geova, i "ricercatori della Bibbia", Bibelforscher[67][68][69][70], perciò detti anche "i viola", die Violetten[71].


Erano anche appellatti dai nazisti con i termini dispregiativi di Kriegsdienstverweigerer, coloro che non prestano il servizio militare, ossia obiettori di coscienza, Bibelwürmer, vermi della Bibbia, derivante da Bibelforscher e Bücherwürmer, topo di biblioteca, Himmelskomiker, comici del cielo, Jordanscheiche, sceicchi giordani, Himmelhunde, cani del cielo, o Bibelbiene, api della Bibbia, che qui assume la connotazione di "pidocchio", che nel linguaggio popolare significa anche "amichetta", "prostituta"[72]. [..]  da  Storia dei testimoni di Geova nella Germania nazista e durante l'Olocausto - Wikipedia

 ma  adesso parlare      lascio la  parola  all'amico   Enrico  Carbini  che  mi  ha  fatto   conoscere  e spinto all'approfondimento di tale  argomento        

     Oggi è il cosiddetto “giorno della memoria” in cui il mondo, solo una volta l’anno, si ricorda di una tragedia immensa. Noi non abbiamo bisogno di una data per ricordare i fratelli che nei campi di concentramento hanno visto e vissuto L’esperienza più atroce. I Testimoni di Geova avrebbero potuto evitarla con una semplice firma. E questo mostra una verità spietata:il male non chiede solo di ucciderti. Chiede che tu gli dia ragione. I Testimoni di Geova furono tra i pochissimi gruppi che non negoziarono.

August Dickmann Campo di Sachsenhausen
Fu il primo obiettore di coscienza giustiziato pubblicamente dal regime nazista.Gli offrirono la libertà in cambio della firma di abiura. Rifiutò.

Franz Reiter Condannato a morte, poi deportatoRicevette il modulo di abiura. Bastava firmarlo.Scrisse al comandante del campo una frase devastante per un regime totalitario:“La mia vita è nelle vostre mani. La mia coscienza no.”

Minna Döhring. Madre, Testimone di GeovaLe portarono via i figli. Le dissero: firma e li riavrai.Non firmò.Lei spiegò più tardi che insegnare ai figli a vivere nella menzogna sarebbe stato peggio che perderli.

La domanda che ci facciamo tutti è: se succedesse a me, riuscirei a fare come loro? Questa è la domanda più onesta che ci possiamo fare. nessuno sa chi sarebbe, prima di esserci dentro.Nemmeno loro lo sapevano.Erano persone normali che avevano fatto, per anni, piccole scelte di coerenza.Ed è qui il punto decisivo.Non si diventa capaci di resistere nel momento estremo.Si diventa capaci prima, nelle cose piccole:La coscienza non è un interruttore.È un muscolo.Chi nei lager non firmò, non lo fece perché improvvisamente eroe.Lo fece perché era già abituato a non cedere.Non dobbiamo sapere se saremmo capaci di morire.Dobbiamo sapere se siamo capaci, oggi, di non mentire a noi stessi.E poi c’è Geova che non abbandona mai. Molti nostri fratelli raccontarono dopo la guerra che, nei momenti di crollo, pregavano sottovoce.Non chiedevano di essere liberati.Chiedevano di non cedere.Lo spirito di Dio, per loro, era proprio questo:una calma, una chiarezza, una pace che permetteva di dire “no” anche tremando. Salmo 34:19 dice: “Molte sono le afflizioni del giusto, ma Geova lo libera da tutte.”Ecco perché i nostri fratelli, diventarono, anche nei campi di concentramento, irriducibilmente liberi.


Concludo    con 

 "Il Silenzio" (1965)  di  Nini Rosso ,  adattamento del Silenzio fuori ordinanza militare.

22.1.26

La capacità del castoro di costruire dighe è un prodotto dell’evoluzione? O è frutto di un progetto? secondo me entrambe le cose



da un opuscolo lasciatomi da i testimoni bottega all'associazione del commercio equo e solidale .






Troy Harrison/Moment via Getty Images




Le dighe costruite dai castori possono misurare fino a 850 metri di lunghezza e 5,3 metri di altezza. Come fanno i castori a costruire strutture così grandi ?
Per prima cosa abbattono e tagliano alberi che generalmente hanno una circonferenza inferiore ai 30 centimetri. Conficcano rami robusti sul fondo di un corso d’acqua perché fungano da pali verticali, e intrecciano rami e canne tra i pali. Poi stabilizzano la struttura ancorandola al fondo con grandi rocce e fissandone le due estremità a un albero o a un grosso masso. Sul lato a valle della diga aggiungono anche dei pali di rinforzo per fare in modo che la struttura resista meglio alla corrente. Sul lato a monte, invece, sigillano la diga con ramoscelli, erbacce e fango. Inoltre costruiscono canali di scarico su entrambe le estremità della diga per deviare l’acqua in eccesso, e quando ci sono forti piogge li ampliano.


Rappresentazione schematica della diga di un castoro in cui si vedono (1) pali verticali, (2) rami intrecciati, (3) pali di rinforzo, (4) rocce di ancoraggio e (5) ramoscelli ed erbacce misti a fango

Secondo i ricercatori, le dighe costruite dai castori hanno effetti positivi sull’ambiente circostante. Per esempio, riducono l’erosione del suolo, migliorano la qualità dell’acqua e innalzano il livello delle acque sotterranee. Inoltre, in molti casi, corsi d’acqua che prima andavano in secca iniziano a scorrere tutto l’anno. Le dighe riducono anche l’impatto delle inondazioni creando zone umide che assorbono l’acqua durante le forti piogge. Quando scoppia un incendio, queste zone umide possono perfino costituire una barriera naturale contro il fuoco e restano spesso le uniche aree in cui continua a crescere la vegetazione. Inoltre, le zone umide che si formano grazie alle dighe dei castori creano l’ambiente adatto per molte specie animali.
A seguito di uno studio, alcuni scienziati hanno concluso che “le dighe dei castori sembrano strutture ideate da un ingegnere”. In effetti, in Nordamerica dei ricercatori hanno costruito molte dighe simili a quelle dei castori. Quindi non c’è da stupirsi che i castori siano stati spesso chiamati “ingegneri dell’ecosistema”.po

15.2.19

questa non è più fede ma settarismo e fondamentalismo Ripudiata dalle figlie per aver accettato una trasfusione di sangue.

 sarà pure      una peccatrice   ma  come    viene trattata   , oltre  che  dalla  congregazione    dai  tuoi figli sangue  del  tuo sangue  ha ben poco di religioso    .  Va bene    interpretare  in modo differente le  sacre scritture  o  crede in maniera  differente  dai cristiani    ma  arrivare  a     trattare    cosi  la gente  e fare  del lavaggio del cervello \ plagiare    e   far  si che   un tuo familiare o  amico   ed  in questo caso    le  figlie , sangue del tuo  sangue  arrivano  a tanto mi sembra    vero messaggio   dei testi in cui  dicono di  credere    e  di praticare 
È l'incredibile storia di Grazia Di Nicola: 48 anni da Colliano (Salerno), Testimone di Geova come le figlie, tre anni fa, quando ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico ha accettato alcune trasfusioni di sangue.Pratica vietata dalla sua religione, che la donna ha accettato dopo una lunga riflessioni e su pressioni dei medici, dal momento che rischiava di morire.Prima l'espulsione dai Testimoni di Geova, poi l'allontanamento delle tre figlie che, accusandola di essere una peccatrice, hanno rotto con l'intera famiglia e lasciato casa, facendosi ospitare nello stesso paese da altri Testimoni di Geova. Per tanto tempo Grazia è andata sotto la casa in cui vivevano le ragazze per vedere la luce accesa e assicurarsi che ci fossero. Poi, da una sera all'altra, quella luce si è spenta, e la donna è venuta a sapere che le tre si sono licenziate.Hanno lasciato Colliano e la famiglia non sa dove siano. Di qui l'appello disperato lanciato dalla donna: "Papà, io e il vostro fratellino vogliamo essere sicuri che stiate bene, rispettiamo le vostre decisioni in campo religioso, ma voi rendetevi conto del nostro dolore, chiamateci".E ancora: "Non è normale per un genitore che ha cresciuto i propri figli con sacrifici non sapere dove si trovino".Grazia è convinta che le figlie siano state plagiate, sul suo profilo Facebook spesso e volentieri condivide contenuti contro i Testimoni di Geova.
  questa  non è   fede  ma  una setta  . sentite   questa  testimonianza  
  o leggete    queste  critiche  che  gli  vengono rivolte    da più   parti  https://it.wikipedia.org/wiki/Critiche_ai_Testimoni_di_Geova

23.1.17

L'altro 27 gennaio giornata della memoria terza puntata cattolici , protestanti , testimoni di geova nei lager nazisti



Ora nei simboli    dei campi nazisti  presi dalla voce wikipediana   :  simboli dei dei campi di concentramento nazisti riportati sotto  

Schemi riassuntivi dei simboli

Seguono alcuni schemi riassuntivi dei simboli.
TRIANGOLIPoliticiCriminaliEmigratiTestimoni
di Geova
OmosessualiAsocialiZingari
NormaleRed triangle.svgGreen triangle.svgBlue triangle.svgPurple triangle.svgPink triangle.svgBlack triangle.svgBrown triangle svg.jpg
RecidivoRed triangle repeater.svgGreen triangle repeater.svgBlue triangle repeater.svgPurple triangle repeater.svgPink triangle repeater.svgBlack triangle repeater.svgBrown triangle repeater svg.jpg
Prigioniero di compagnia di disciplinaRed triangle penal.svgGreen triangle penal.svgBlue triangle penal.svgPurple triangle penal.svgPink triangle penal.svgBlack triangle penal.svgMaroon triangle penal.png
EbreoRed triangle jew.svgGreen triangle jew.svgBlue triangle jew.svgPurple triangle jew.svg
Nota[46]
Pink triangle jew.svgBlack triangle jew.svgBrown triangle jew.jpg
ALTRI SIMBOLIMale race defiler.svg
Ebreo che ha una relazione "interrazziale"
Female race defiler.svg
"Ariana" che ha una relazione "interrazziale"
Ebrei Auschwitz 1944.png
Ebreo ad Auschwitz dalla fine del 1944
Escape suspect.svg
Sospetto di fuga
Inmate number.svg
Numero di matricola


Special inmate.svg
Bracciale marrone: prigioniero speciale
Sleeve badges.svg
In ordine discendente: numero di matricola, rettangolo da recidivo, triangolo o stella, membro di battaglione penale, sospetto di fuga
[46 ] La classificazione "ebreo-testimone di Geova" appare contraddittoria, ma la definizione nazista di "ebreo", in base alla politica "razziale" nazista, includeva persone che avevano antenati ebrei; era dunque possibile che tali persone appartenessero ad altre religioni. L'esistenza di un ebreo-testimone di Geova, dunque, benché forse poco comune, non era in ogni caso impossibile.
Infatti  

[----]
4.Sono una studentessa di un liceo scientifico. Nel mio libro di storia viene indicato che il triangolo viola contraddistingueva i preti nei lager e non i testimoni di Geova. Chi ha ragione?


Come documentato dai tabelloni ancora esposti in molti musei degli ex-campi di concentramento in essi (visibili in tutti i musei degli ex lager) sono riportati i colori dei triangoli di stoffa che servivano per classificare i prigionieri. Se avrete modo di visitare in un museo del genere noterete che i triangoli sono rosso per i prigionieri politici, verde per i criminali, rosa per gli omosessuali, giallo per gli ebrei (stella di Davide), etc. Affianco al triangolo di colore viola è scritto Testimoni di Geova o Bibelforscher ù. Non noterete alcun triangolo atto a indicare gli appartenenti ad altre confessioni.
Ogni tanto qualcuno fa confusione su questo argomento pensando che Bibelforscher sia un riferimento a generici studenti biblici [traduzione dal tedesco] che potrebbero includere anche il clero Cattolico o protestante. In realtà Bibelforscher indica il nome con cui l'associazione religiosa dei testimoni di Geova era registrata in Germania. "Internationale Vereinigung der Ernsten Bibelforscher". Nel 1 Aprile 1935 fu varata in Germania una legge nazionale che metteva al bando gli Ernste Bibelforscher. Il nome 'Testimoni di Geova" è un nome adottato da tale gruppo religioso solo negli anni 30, e questo spiega perché il governo tedesco non scrisse Testimoni di Geova ma Studenti Biblici sui pannelli ancora esistenti nei lager.
Per questi motivi storici possiamo dire che il triangolo viola era il segno caratteristico riservato solamente ai testimoni di Geova.
Vedi solo ad esempio i seguenti articoli in inglese da siti di musei, di matrice ebraica o di altre minoranze perseguitati :

JEVISH VIRTUAL LIBRARYhttp://www.us-israel.org/jsource/Holocaust/markings.html
UNITED STATES HOLOCAUST MEMORIAL MUSEUM http://www.ushmm.org
HOLOCAUST FORGOTTEN http://www.holocaustforgotten.com/Jehovah.htm
HOLOCAUST HISTORY http://www.holocaust-history.org/questions/triangles.shtml
INTERNATIONAL MEMORIE DACAU 
http://www.scrapbookpages.com/Dachau/dachautour18b.html
UNITED STATES HOLOCAUST MEMORIAL MUSEUM http://www.ushmm.org

Un esempio di una tabella con tutti i colori caratteristici dei prigionieri è visibile in originale in queste pagine di siti esterni oppure ad alta definizione nel nostro sito a questa pagina 

http://www.pink-triangle.org/ptps/symbol.html
-
http://www.igc.org/ddickerson/dachau-badges.html
http://www.fedglobe.org/issues/pride/PINKTRIA.PDF
http://www.vittime-dimenticate.ch/testimonianze/simboli.htm

Quindi  come  potete  vedere   è   pressoché difficile , per i profani e non specialisti trovare materiale , visto che su google materiale sui cattolici nei lager nazisti si viene rimandato al sito http://www.triangoloviola.it/ quindi mi scuso



Prima d'iniziare ecco comunque i siti a cui ho fatto riferimento 

 CATTOLICI E PROTESTANTI 

TESTIMONI DI GEOVA 


E'n troppo lungo   e  impossibile  da  risssumere   in poche  righe  e     rischierebbe   d'allungare   erende  troppo  pesante  il post  ,  spiegare
PERCHE’ PER TANTO TEMPO NON SI È PARLATO DI QUESTA STORIA? IN SOSTANZA, COME MAI SOLO OGGI, A DISTANZA DI TANTI ANNI, SI PARLA DI PERSECUZIONE NAZISTA DELLE MINORANZE
 trovate la  risposta   a  tale  domanda  in questa   analisi storica Claudio Vercelli, ricercatore presso l'Istituto di studi storici Salvemini di Torino, risponde a questa domanda.
Quello  che  si  può dire    è che nella sua lucida e diabolica follia Adolf Hitler non voleva solo lo sterminio degli ebrei, degli omosessuali, degli zingari, dei malati di mente. Voleva la distruzione di quanti si opponevano e combattevano il nazifascismo. Voleva --- non condivido quest'ultima ipotesi http://www.lavocedeltempo.it/Chiesa2/Il-martirio-dei-cristiani-nei-lager-nazisti ( da cui ho preso queste notizie ) altrimenti non si spiegherebbero gli accordi \ concordati della chiesa cattolica con i vari regimi fascisti e nazisti europei oltre che con Hitler e Mussolini qui maggiori dettagli --- di distruggere la Chiesa cattolica, invadere il Vaticano, sequestrare e deportare Pio XII, uccidere cardinali, vescovi e preti. Nei campi di sterminio, ai ministri di culto, specie cattolici, si riservano le più raffinate umiliazioni con sadismo tutto nazista. A Dachau a un prete cattolico tedesco un aguzzino delle SS mette la corona del rosario sulla testa, con la croce pendente sulla fronte e, a pugni e calci, gli fa girare il campo urlando: «È arrivato final­mente il primo maiale di prete. Poi arriverà anche il gran prete di Roma e allora la truffa cattolica finirà una volta per tutte».Il «giorno della memoria» viene celebrato il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto degli ebrei: è il giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta 70 anni fa, il 27 gennaio 1945, a opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.Centinaia i sacerdoti cattolici uccisi dai nazisti, dai fascisti o dai loro alleati in Europa: in Germania 164 preti diocesani e 60 religiosi tedeschi; nella Francia del regime-fantoccio di Vichy del maresciallo Philippe Pétain. In Polonia una vera «mattanza» di preti: 3 mila, di cui 1.992 nei campi di concentramento e 787 a Dachau. In Germania il giovane gesuita Alfred Delp è ucciso perché accusato di complicità nel fallito attentato contro Hitler. Padre Tito Brandsma, carmelitano olandese, beato dal 1985, è deportato e ucciso a Dachau per la sua opposizione al nazismo e per la sua strenua difesa della libertà religiosa. Il francescano polacco Massimilano Kolbe, santo dal 1982, è martire della fede e della carità
C’è (....) secondo https://appuntialessandrini.wordpress.com/2014/01/22/i-sacerdoti-cattolici-nei-lager-nazisti/ << una questione, al di là delle cifre, che potrebbe rendere importante il capitolo dei sacerdoti nei Lager. Nella maggiore parte dei casi la loro deportazione non era collegata a motivazioni di consapevolezza politica; soprattutto i preti italiani deportati non lo furono per una loro scelta antifascista o antitedesca. Più spesso, per non dire quasi sempre, essi si trovarono nei campi o perché, cappellani militari, dopo la sfaldamento dell’esercito (8 settembre 1943), vollero seguire i militari arrestati dalla polizia politica nazista, o perché non vollero abbandonare le popolazioni delle loro parrocchie, sottoposte alla deportazione. >> (... continua nell'articolo sopracitato )

  La stessa   aberrazione  fu Lo sterminio nazista dei Testimoni di Geova  . Infatti     secondo    questo articolo  di G. Di Biasi  preso  da   Triangoloviola

"Lo strazio più grande, in questi cinquant’anni è stato quello di dover subire l’indifferenza e la vigliaccheria di coloro che, ancora adesso, negano l’evidenza dello sterminio. Come tanti altri sopravvissuti mi ero imposta di non parlare, di soffocare le mie lacrime nello spazio più profondo e nascosto della mia anima, per essere io sola, testimone del mio silenzio; così è stato fino ad oggi!". Con queste parole Elisa Springer, autrice del libro, Il silenzio dei vivi,1interrompe il suo silenzio e ritrova le parole che le sembravano perdute. Ha taciuto per il timore di non essere capita, di non essere creduta e cinquant’anni dopo la sua deportazione ad Auschwitz, proprio suo figlio, vuole capire e sapere di quell’immane tragedia.
"E’ un dovere verso milioni di ebrei, di zingari, di Testimoni di Geova, di omosessuali e di mille fiori violenti, calpestati e immolati al vento dell’assurdo; è un dovere verso tutte quelle stelle dell’universo che il male del mondo ha voluto spegnere… I giovani liberi devono sapere, capire che tutto ciò che è stato, è storia, e oggi la storia si sta paurosamente ripetendo". Con questa determinazione, Elisa Springer, ha voluto dare voce ad un silenzio, prima che fosse troppo tardi.
I contrassegni dati dai nazisti nei lager. Il triangolo viola identificava i Bibelforscher


A questa voce si è aggiunta negli ultimi anni, anche quella di un altro gruppo dimenticato dalla storia, quello dei Bibelforscher o Studenti Biblici, come erano chiamati in Germania i Testimoni di Geova. Per molti anni si è parlato dell’"Olocausto"come riferimento esclusivo alla terribile sorte del popolo ebreo sotto il regime nazista. Recentemente l’interesse dei ricercatori e degli storici, ha cominciato a includere altre minoranze. Lo storico ecclesiastico protestante tedesco, Detlef Garbe,2 pubblicò per primo, un’opera fondamentale su questo spaccato di storia. In seguito, altri studiosi,3 hanno approfondito le vicende dei Bibelforscher, facendo luce sul buio che avvolgeva questa storia. Perché il silenzio, perché la dimenticanza per molto tempo, di questo gruppo? A questa domanda, ci risponde Mauro Mellini4: "Rimuovendo la loro persecuzione, il loro sterminio, molti, troppi hanno voluto e vogliono rimuovere la loro responsabilità, il loro colpevole silenzio… Dimenticando il sacrificio dei Bibelforscher, molti si aiutano oggi a mimetizzare il loro "fastidio" per il proselitismo dei Testimoni di Geova".

Quindi   , pur  essendo critico sui testimoni geova ( li considero fondamentalisti ) il loro olocausto è particolare perchè tesi non vera ( o dubbia non ho trovato fonti neutrali nè da una nè da l'altra parte ) a questa accusa dell'antisemitismo dei testimoni di Geova (  articolo  con  numerosi  link  e  documenti  i  merito ) 

23.1.15

Il documentario di Hitchcock e Bernstein sull'Olocausto Fatto a partire da filmati girati dai soldati, archiviato per 40 anni, sarà pubblicato nel 2015

 musica  consigliata  Ballade No.1 in G Minor (Op.23)

Potrebbe interessarti   anche  questa  buona  news  apresa  proprio mentre leggevo  l'articolo di ètratto il post  d'oggi 


Anne Frank: il diario diventa un fumetto

 

 

E  con questo  post  si conclude  , salvo colpi di scena e  ripensamenti dell'ultima ora , la mia serie  d'articoli \  post  e ricerche  sull'olocausto 


Pero  prima oltre  i link    dei post  precedenti   una premessa 
con cui  mi preme    chiarire   spero  una   volta  per  tutte   : A )    a   chi  scrive  via email   sia  che  abbai letto i tag  manifesto blog  e   faq  ma   (  e sopratutto a   quest'ultimi  ) che   lo hanno fatto   .,B ) con chi  mi segue o saltuariamente o   chi  ha trovato per la  1  volta    uno più link  dedicati a tale  argomento  scritti in questi    11  di blog    nei motori di ricerca  o su  social     che
 1)   non sono  , nonostante  le mie posizioni   critiche  sulla  politica delo stato israeliano  ,  antisemita  e  contro il polopoo ebraico  . e le mie amicizie  iscrizioni a ( pur  non condivendone  in toto alcuen  cose  )   a  gruppi  come https://www.facebook.com/ProgettoDreyfus ed  avendo  fra i contatti-  amicizie   alcuni\e   dir eligione ebraica ed israeliani 
2)  non intendo  sminuire  l'olocausto ebraico   cioè la Shoah  che  è il  peggiore    fra gli olocausti  in quanto iniziato  primna   degli altri ed  quello che  ha  avuto maggiore  numero vittime   . Ma solo  evitare  i media e  i  siti  internet   compresi i social  facciano passare in secondo   piano  o  peggio tacciono    gli altri  Genocidi  . Infatti  :  <<  Con il termine Olocausto (con l'adozione della maiuscola), a partire dalla seconda metà del XX secolo, si indica il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d'Europa e, per estensione, lo sterminio nazista verso tutte le categorie ritenute "indesiderabili" che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni.Il termine olocausto viene principalmente utilizzato per indicare lo sterminio sistematico di milioni di ebrei da parte dei nazisti. In alcuni ambienti il termine olocausto viene usato anche per descrivere il genocidio sistematico di altri gruppi che vennero colpiti nelle stesse circostanze dai nazisti, compresi i gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, malati di mente, Pentecostali (classificati come malati di mente), Testimoni di Geova, Sovietici, Polacchi e altre popolazioni slave (considerati nel complesso Untermenschen). Aggiungendo anche questi gruppi il totale di vittime del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra. Molti Rom usano la parola Porajmos o Porrajmos («grande divoramento»), oppure Samudaripen («genocidio») per descrivere lo sterminio operato dai nazisti

Ora   dopo la  premessa lunga ma necessaria   veniamo al post  

da 
 http://www.linkiesta.it/documentario-hitchcock-olocausto


È il 1945 e le truppe inglesi, oltre a combattere contro i soldati tedeschi in Germania, hanno un altro compito: girare filmati dei campi di concentramento liberati. La richiesta è del Ministero dell’Informazione britannico, che vuole realizzare un documentario — di propaganda, pensato per i tedeschi e non gli inglesi — con cui mostrare alla popolazione la realtà dei campi di concentramento.

Già nel febbraio del 1945 il regista Sidney Bernstein è incaricato di occuparsi di questo lavoro: prendere i filmati che arrivavano dal fronte e trasformarli in un film. E Bernstein, conscio della mole e della difficoltà dell'opera, chiede aiuto dell’amico Alfred Hichcock e i due si mettono insieme al lavoro sul documentario. Bernstein si occupa della regia, mentre Hitchcock scrive uno script per accompagnare le immagini e lavora con i montatori per scegliere i filmati e trasformarli in una narrazione coerente.
Il progetto, però, viene presto bloccato. Nell’agosto 1945 i rapporti politici tra Regno Unito e Germania sono già cambiati e il Ministero degli Esteri (non più quello dell'Informazione) invece di calcare la mano sui campi di concentramento, preferisce percorrere la strada della riabilitazione del Paese.
Da lì in avanti, il film rimane fermo negli archivi del Imperial War Museum per quasi quarant’anni e conosciuto semplicemente per il suo numero d’archivio: “F3080”. Il film esce dagli archivi solo nel 1984, quando viene proiettato in una versione incompleta al festival del cinema di Berlino. Poi, nel 1985, il programma Frontline della della rete statunitense PBS acquisisce i diritti per trasmettere il film e lo manda in onda, esattamente come è stato trovato, intitolandolo Memory of the Camps. Il film è ancora incompleto: manca la sesta e ultima bobina di filmato e il soggetto scritto da Hitchcock non è mai stato registrato. PBS chiede allora all’attore Trevor Howard di registrare la traccia sonora e manda in onda il film senza video nella parte conclusiva, montando la voce di Howard sopra immagini statiche.
Il film andato in onda è quello che si vede qui sotto, in una versione archiviata sul sito Internet Archive.
Nelle scorse settimane l’Imperial War Museum ha annunciato di aver restaurato la pellicola, anche recuperando da nuove fonti il materiale mancante della sesta bobina del film, e che lo pubblichterà nel 2015 in occasione dei 70 anni dalla creazione del film. Il curatore del museo, Toby Haggith, dice che «la restaurazione digitale fa sembrare il filmato molto vivo [...]. Uno dei commenti che abbiamo sentito più spesso [nelle proiezioni private del film] è che il documentario è terribile e acuto allo stesso tempo».

Un  film \  documentario come testimonia  anche rai3   nella puntata  d'ieri  speciale  27  gennaio   de la grande storia    che ha mandato anche un doumentario  sulle  vicende  di  questo film    dove  è spiegato  , causa   guerra fredda  fra  Usa- Urss   il perchè     si ebbe solo  fino a  quasi  60 anni  fa   una versione edulcorata  e  non completa    del documetario  , anche  se  vista  la   suia  forza e le sue prove  schiaccianti   leimmagini furono usate  come prova  al  processo di Norimberga 

25.1.14

l'altro olocausto e l'altra shoa Quella dei pacifisti ed obbiettori di coscienza , religiosi ( cattolici , protestanti , testimoni di geova )

In questo  giorno  di dolore  e  di ricordo voglio parlare   di un'altra  categoria  di vittime   degli  orrori  nazisti   ignorata   dai media   e  poco   studiata   dagli studiosi  . Quella  dei pacifisti  ed  obbiettori di coscienza , religiosi  (  cattolici , protestanti  , testimoni di geova    ) Infatti  ha  ragione  il  sito http://www.olokaustos.org ( da  cui è tratta anche    la storia  riportata  sotto  )  quando dice

Se volessimo classificare le vittime del nazismo in grandi macrocategorie potremmo dire che vi furono vittime "per ciò che erano", vittime "per quel che facevano" e infine vittime "per ciò che rifiutavano di fare". Nella prima categoria possiamo far rientrare gli Ebrei, i Rom e i Sinti e - in misura variabile - gli Slavi e i "non ariani". La categoria di coloro che venivano vittimizzati "per quel che facevano" era composta da tutti coloro che mostravano attitudini e comportamenti divergenti dall'ideologia o dalla morale nazista. Gli omosessuali quindi, gli oppositori politici, i massoni, i cosiddetti "asociali", coloro che trasgredivano agli ordini. La terza categoria - quella di coloro che erano vittime "per ciò che rifiutavano di fare" appare la meno studiata. Vi rientravano ad esempio coloro che rifiutavano di prestare servizio militare (come ad esempio i Testimoni di Geova), i militari che rifiutavano di obbedire ad ordini considerati immorali. Un gruppo di appartenenti a questa categoria è stata quasi del tutto ignorata dagli storici: i pacifisti. Cosa significava essere pacifisti o anche obiettori di coscienza nel Terzo Reich? 


                                                     Franz Jaegerstaetter: il pacifista solitario
 
 
 
Un umile contadino, con tre figlie, nativo di un piccolo paesino austriaco il 9 agosto 1943 venne decapitato dopo la condanna a morte comminatagli per aver rifiutato risolutamente di essere coinvolto nella guerra di Hitler.(1)
La notte prima della barbara esecuzione che avrebbe posto fine alla sua vita Franz la trascorse da solo in cella in compagnia di un foglio di carta e di una penna. Il foglio di carta era un documento con il quale si impegnava a servire nell'esercito tedesco. Sarebbe bastata una firma per salvarsi la vita.
Quando il cappellano del carcere lo visitò lo implorò di firmare Franz rispose: «Sono in una completa e totale unione con il Signore». 

Perché non firmò? Studs Terkel ha cercato di porsi questa domanda dandosi questa risposta: «Franz Jägerstätter (  foto a destra  )  
fu un folle o un santo? Forse né l'una cosa né l'altra. Non vi è alcun dubbio tuttavia fu un 'impulso' che lo condusse ad essere un testimone solitario e che questo forse derivava da un essere umano pieno del potenziale morale dell'uomo».(2)
Studs risponde parzialmente alla domanda perché non sappiamo come questo 'impulso' crebbe sino alle sue estreme conseguenze. Per cercare di capirlo occorre ripercorrere le tracce del percorso umano.
Jägerstätter quando venne decapitato aveva compiuto da poco trentasette anni. Era nato il 20 maggio 1907 nel villaggio di Sankt Radegund in Stiria che ancora oggi non supera i 2.500 abitanti. Sarebbe stato un anonimo contadino austriaco se non avesse iniziato dopo il matrimonio a nutrire un interesse religioso sempre più vivo.
Religiosità che non rimase circoscritta al privato ma che da subito si estese alle sue scelte di vita.
Nel 1938 - quando l'Austria fu annessa alla Germania - fu l'unico del suo paesino a votare no alla fine della indipendenza austriaca. Scrivendo dal carcere quando oramai si profilava la condanna a morte scrisse alla moglie: «Preferisco senza tentennamenti rinunciare ai miei diritti sotto il Terzo Reich conservando la sicurezza di mantenere intatti i diritti garantiti dal regno di Dio». Quando nel 1943 il suo parroco cercò di convincerlo a desistere dal suo proposito Franz discusse con lui citando le Sacre Scritture in modo tale che il prete dovette rinunciare al suo tentativo. L'interpretazione dei passi che 'costringevano' Franz a rifiutare la guerra erano così chiari che nessuna obiezione era possibile.

                         Sotto: le figlie di Jägerstätter chiedono il ritorno del padre dal carcere
 
Occorre dire che la decisione di Franz non fu una specie di 'illuminazione mistica' come può sembrare.
Nel giugno 1940 era stato chiamato al servizio militare ed aveva prestato giuramento di fedeltà a Hitler come tutti i soldati. Era stato pochi giorni in divisa e venne rimandato casa per 'insostituibilità'. A quei tempi - come d'altronde in tutti gli eserciti - un uomo era considerato insostituibile quando rappresentava l'unico sostentamento per la sua famiglia. Ancora nel 1940 e nel 1941 fu richiamato ma riuscì sempre dopo brevi periodi e senza mai essere impiegato in operazioni militari a rientrare a casa a causa della sua insostituibilità.
Nel 1943, quando all'esercito occorrevano tutti gli uomini abili, venne richiamato nuovamente. Inizialmente non si presentò in caserma poi. sotto la pressione, del parroco partì ma dichiarò al momento di essere inquadrato che non avrebbe portato armi. Combattere per il nazismo era contrario alla sua coscienza. Ovviamente questo atteggiamento lo condusse di fronte ai tribunali militari. L'unica concessione che Franz fece fu quella di rendersi disponibile ad essere impiegato come soldato addetto ai servizi sanitari.
Il viceammiraglio Theodor Arps, uno degli uomini
 che mandarono a morte Jägerstätter.
Che avesse maturato le sue convinzioni pacifiste e di opposizione al Terzo Reich lo dimostra il fatto che durante uno dei processi intermedi cui venne sottoposto dichiarò che aveva maturato la sua decisione nel corso dell'ultimo anno e che era giunto alla conclusione che per lui «era impossibile essere contemporaneamente nazista e cattolico». 
  La radicalità della decisione morale di Jägerstätter fa riflettere sulla pericolosità che il suo atteggiamento rappresentò per il nazismo. La sua interpretazione del cattolicesimo come antitetico al nazismo avrebbe rappresentato un pericoloso precedente, un'inaccettabile prova di debolezza. Altro elemento importante è il fatto che Franz fu un uomo solo e - soprattutto - lasciato solo. Che l'abitudine di benedire cannoni fosse cosa illecita e immorale allora non sfiorava minimamente nessuno né laico né religioso. 
Il suo atteggiamento fu pericoloso anche per la 'parte' che rappresentava. Ancora nell'agosto del 1945 il vescovo Fliesser indicava Jägerstätter come un modello da non seguire per le sue attitudini verso il servizio militare.(3) 
Il contadino Franz venne giudicato da un'alta corte di giustizia composta dal consigliere Leuben, dal consigliere Ranft, dal generale della Luftwaffe Walther Musshoff, dal viceammiraglio Theodor Arps, dal maggior generale Schreiber. L'accusa fu sostenuta dal consigliere Kleint. 
Di questi uomini che mandarono a morte Jägerstätter sappiamo poco. Il generale Walter Musshoff è morto nel suo letto nel 1971 mentre il viceammiraglio Arps - che ricoprì l'incarico di giudice militare dal gennaio 1940 sino all'8 maggio 1945 morì in prigionia nell'aprile del 1947 a Garmisch-Partenkirchen  
   
  NOTE

1) Oltre al già citato libro di Zahn va segnalato in italiano Erna Putz, Franz Jägerstätter. Un contadino contro Hitler, Editrice Berti, 2000. Esiste poi un cortometraggio realizzato dalla Associazione “Franz Jägerstätter” con la regia di Fulvio De Martin Pinter che si può richiedere alla Associazione "Franz Jägerstätter", c/o Caritas diocesana, via Endrici, 27, 38100, Trento.
   
2) Studs Terkel in Chicago Sun Times, 24 gennaio 1965.

3) «nicht als objektiv gültiges Vorbild für seine Haltung zur Militärpflicht hingestellt werden» cfr. Bischöfliches Ordinariat Linz, Seelsorgeamt, an Pfarramt St. Radegund, 11. August 1945, fatto citato anche nella versione originale tedesca del volume di Erna Putz, p. 149.

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