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8.1.26

la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.Monica Lewinsky

 da  facebook



Nel 1998, una donna di 24 anni diventò la persona più famosa d’America.Per il motivo peggiore possibile.Si chiamava Monica Lewinsky.Due anni prima aveva solo 22 anni ed era una stagista alla Casa Bianca.Lui aveva quasi 50 anni. Ed era il presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton.Quando la storia esplose, accadde qualcosa di nuovo e devastante.Prima dei social, prima che capissimo davvero cosa potesse fare l’umiliazione pubblica a una persona, Monica Lewinsky divenne una delle prime vittime di una gogna mediatica globale.I programmi televisivi la trasformarono in una barzelletta, sera dopo sera.I giornali analizzarono il suo corpo, i suoi vestiti, la sua personalità.Persone che non l’avevano mai incontrata si sentirono autorizzate a giudicarla, ridurla, schiacciarla.La carriera del presidente sopravvisse.La sua reputazione si ricostruì.Continuò a parlare, a scrivere libri, a essere rispettato.Monica no.Non riusciva a trovare lavoro.Non poteva uscire di casa senza essere fotografata.Non poteva esistere senza essere trasformata in uno scherzo.In seguito raccontò di aver attraversato una depressione profonda.Di aver avuto pensieri oscuri.Sua madre non la lasciava mai sola, per paura di perderla.A 24 anni, Monica Lewinsky voleva sparire.Perché il mondo intero la odiava per qualcosa accaduto quando era poco più che una studentessa, con un uomo che aveva tutto il potere.E così, a un certo punto, sparì davvero.Si trasferì a Londra.Smise di parlare con i media.Rifiutò di guadagnare sulla fama che tutti si aspettavano sfruttasse.Scelse il silenzio.E lo studio.Si iscrisse alla London School of Economics.Si laureò in psicologia.Studiò la vergogna.Cercò di capire ciò che quasi l’aveva distrutta.Per anni non disse una parola.Poi, nel 2010, un ragazzo di 18 anni si tolse la vita dopo essere stato umiliato online.Monica lesse quella notizia e capì qualcosa di terribile: lei era sopravvissuta a ciò che lui non era riuscito a sopportare.E capì che la sua sopravvivenza doveva avere un senso.Nel 2014 tornò a parlare, ma alle sue condizioni.Scrisse un articolo su Vanity Fair, raccontando la sua storia con la sua voce.Non quella dei titoli scandalistici.La sua.Questa volta, la reazione fu diversa.Per la prima volta, molte persone videro l’essere umano.Nel 2015 salì sul palco di TED con un discorso intitolato Il prezzo della vergogna.Si definì la paziente zero dell’umiliazione su Internet.Chiese empatia al posto del voyeurismo.Compassione al posto dell’intrattenimento.Quel discorso ha superato i 20 milioni di visualizzazioni.È diventato uno dei più visti nella storia di TED.Oggi Monica Lewinsky è una delle voci più forti contro il cyberbullismo.Parla nelle scuole.Aiuta i giovani vittime di odio online.Ha prodotto una serie per raccontare la sua storia senza filtri.Aveva 22 anni quando il mondo decise chi fosse.Ha passato i 25 anni successivi dimostrando che il mondo si sbagliava.Non cancellando il passato.Non urlando per difendersi.Ma trasformando il dolore in significato.Il mondo voleva che la sua storia finisse nella vergogna.Lei l’ha riscritta come sopravvivenza.Oggi ha 52 anni.È ancora qui.E continua a parlare, per chi oggi sta affrontando ciò che lei ha affrontato allora.Perché la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.

5.1.26

Vergognatevi che siete tutti/e genitori perfetti e giudicate quelli ai quali sono morti dei figli, 40 ragazzi, in un locale in Svizzera.

Prima di giudicare i parenti delle vittime dall'alto del.vostro essere perfetti, guardatevi queste immagini
che mostrano il dolore di una sorella che ha perso un fratello di appena sedici anni e di una nonna che ha perso un nipote. Ed auguratevi di non trovarvi MAI al loro posto. Video di TGR Emilia Romagna. Leggo della gogna mediatica alla quale sono sottoposti i genitori dei ragazzi deceduti o dispersi nella strage di Capodanno in Svizzera. Post e commenti che vengano principalmente da genitori evidentemente perfetti. Con figli perfetti. Che non sbagliano mai. Che comandano perfettamente i loro figli che alle 22 tornano a casa, non bevono, non fumano. Sono perfetti come loro e quindi condannano i genitori dei ragazzi morti ed i ragazzi stessi. Ma come ca××o vi permettete? Che razza di umanità avete? Siete convinti che i vostri figli, i nostri figli non possano morire comunque per una disgrazia pur non bevendo alcoolici o rientrando alle 22? Si, possono morire anche alle 17 uscendo di casa. O alle 10 soffocati a scuola mangiando un panino. Vi credete perfetti, esenti da una disgrazia, quando nessun genitore lo è. Neanche io. Ma a differenza vostra mi ricordo bene di quando a 16 anni andavo a ballare di nascosto sino alle sei del mattino. Bevevo alcoolici e fumavo. Chi non lo ha fatto? << Da madre ora do il permesso ai miei figli di uscire, ma cosa ne sappiamo come si comportano realmente quando non li vediamo? Quei ragazzi sono morti non perché avevano bevuto alcoolici o perché la notte di Capodanno hanno fatto tardi in un locale, ma perché lo stesso aveva problemi di sicurezza ed è bastata una scintilla per farlo andare a fuoco. E se in un primo momento quei poveri ragazzi sono rimasti a guardare il fuoco è perché neanche loro sapevano esattamente cosa stesse accadendo.Sono morti 40 ragazzi giovanissimi. Dai 13/14 anni in su e voi vi permettete di dirgli che hanno sbagliato loro ad avere voglia di divertirsi o i genitori che li hanno mandati? >> ( maria vittoria dettoto cronache della sardegna ) Qui gli unici,  come  dice  sempre  cronache  della  saregna    con il video  che  riporto  sotto  ( ma  se  per  problemi   di  incorporazione  non l oveste  vedere  se   lo   fa  vedere  lo trovatre  qui ) , che si devono vergognare siete VOI. Vi auguro che non vi accada mai una disgrazia del genere e di dovervi pure sentire criticati da migliaia di imbecilli che neanche sanno cosa vuol dire avere un figlio morto. Mi dissocio in toto dai vostri vergognosi commenti 
 che  riporto     giusto per    dovere  di cronaca
 
    
  

con questo è tiutto alla prossima

16.11.22

stranezze antropologiche e mediatiche . differenza tra i casi di Chiara Carluccio di Senise che si laurea a 23 in la laurea in medicina e chirurgia e Carlotta Rossignoli anche essa in medicina con un anno d'anticipo

Discutendo   su  facebook   di come L'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ha chiarito che il percorso di studi della giovane veronese non presenta alcuna irregolarità, ma emergono ora nuovi dettagli che lasciano pensare che l'ateneo sconsigli questo iter e, addirittura, starebbe pensando di abolirlo come  riferisce il ilgazzettino.it edizione nordest/verona  in : <<   Carlotta Rossignoli, l'Università ammette: «Ha seguito lezioni registrate». Ma sconsiglia il percorso e vuole abolirlo>> 

. Mi  è stato  fatto notare   giustamente  di come 
più  che  aizzare   mi sembrava  , vista  la  scarsa  collaborazione   e  il rifiuto      se  non tardivo    di  smentire  e provare con   documenti alla mano   il contrario  da parte  dei protagonisti   della  vicenda ,,  mettere  in  dubbio la legalità   della  procedura  . 
Comunque  ha  ragiuone il commento  sopra    si sono  fatti figli e  figliastri  perchè  la laurea   della
Rossignoli    ha  creato   un  clamore  mediatico   haters  compresi  ,  mentre  quello  della Carluccio   nessuno  - 
Un pessimo  Giornalismo  quello  della  Lucarelli perchè va bene    avere  dei dubbi  e dei sospetti    ed  chiedere  chiarezza   ma  se  nell'università  ne  la protagonista   ( foto  a  destra  )    non ti  aiutano ndaga  ancora    ed  saresti arrivata     allestesse  conclusioni    de ilgazzettino  .  Invece   qui  si  è  solo  lanciato il sasso   ma   si  p  nascosta  la mano  .  Ma  soprattutto  un sistema  universitario   ingessato    che    importa  se  uno\a studente   riesce  perchè  s'impegna   mette il culo  sullla sedia  nello studio  e  dagli esami  prima degli altri   ?  non si parla  tanto  di merito ?  L'importante  è  che  lo si faccia  " in regola  "

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