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28.12.25

diario di bordo speciale feste natalizie 2025\26 parte I Due fratelli (Danilo e Luca Giustozzi) ., diventano papà a Natale: Sara e Amelia sono il regalo più bello ., tregua di natale del 1914 ., A NATALE SIAMO TUTTI PIÙ…CAZZONI – A BARI, UN UOMO HA ADDOBBATO LA SUA AUTO CON LUCI LED A TEMA NATALIZIO – IL TRENTENNE STAVA SCORRAZZANDO PER LE STRADE DELLA CITTÀ,

  DA MSN.IT 

«È una storia bellissima, incredibile. Una di quelle che fanno bene al cuore». Danilo Giustozzi, con grande emozione, racconta il Natale più incredibile della sua vita. Lui e il fratello Luca sono diventati papà lo stesso giorno, il 25 dicembre, a distanza di poche ore l’uno dall’altro. Due bambine nate nel giorno simbolo della famiglia, una vicenda straordinaria, che ha il sapore del piccolo miracolo natalizio.


Macerata, due fratelli (Danilo e Luca Giustozzi) diventano papà a Natale: Sara e Amelia sono il regalo più bello

I momenti
La prima a venire al mondo è stata Sara, nata all’1.30 della notte di Natale all’ospedale di Macerata. Figlia del civitanovese Danilo Giustozzi, 37 anni, ingegnere, e di Giulia Rosettani, 38 anni, medico.
La piccola pesava 3 chili e 300 grammi ed è la seconda figlia della coppia. Un parto naturale, arrivato all’inizio di una notte che sembrava già speciale e che invece avrebbe riservato ancora molte sorprese. Nello stesso giorno, ma alle 16.45 e all’ospedale di Civitanova, è nata Amelia, anche lei del peso di 3 chili e 300 grammi, figlia di Luca Giustozzi, 33 anni, pure lui residente a Civitanova, incaricato dell’oratorio salesiano della città rivierasca, e di Beatrice Ciccioli, 30 anni, segretaria in uno studio di ingegneria a Lido di Fermo. Per loro si tratta della prima figlia, arrivata in anticipo e accolta con un’emozione difficile da descrivere. Luca e Beatrice hanno saputo della nascita di Sara solo dopo la messa di mezzanotte.
«Eravamo appena rientrati a casa – racconta Luca – e mai avremmo potuto pensare che dopo così poco sarebbe toccato anche a noi». Le due gravidanze, infatti, avevano scadenze diverse e nulla faceva immaginare un esito così sincronizzato. Sara sarebbe dovuta venire al mondo a metà dicembre; Amelia, invece, era attesa verso la fine del mese, proprio in coincidenza con il compleanno di Luca. E invece, nel giro di poche ore, il Natale è diventato un evento doppio, capace di unire ancora di più due famiglie già molto legate.
L’annuncio
Nove mesi fa, durante una cena, a tavola c’erano Danilo e Giulia, Luca e Beatrice. Un brindisi, una risata, poi l’annuncio arrivato quasi per caso. «Per far capire a mio fratello che mia moglie era incinta – racconta Danilo – ho detto che Giulia non poteva bere perché aspettava un bambino. A quel punto Beatrice ci ha guardati e ha detto: nemmeno io posso, perché sono incinta anche io».
La battuta
In famiglia, con il passare dei mesi, c’era una battuta ricorrente: «Nasceranno insieme». A dirlo con più convinzione era stato soprattutto il nonno, il padre di Danilo e Luca, che fin dall’inizio ripeteva che quelle due bambine sarebbero nate lo stesso giorno. «Noi ci scherzavamo sopra – raccontano i due fratelli – dicevamo che era impossibile, viste le date diverse». Alla fine, però, aveva ragione lui. In casa Giustozzi si parla già di “cugine gemelle”. Un Natale davvero indimenticabile.
«Diventare padre è sempre un’emozione enorme – dice Luca – ma farlo lo stesso giorno di tuo fratello, e per di più il 25 dicembre, è qualcosa che ti resta dentro per sempre». Una storia straordinaria fatta di famiglia, coincidenze e vita che nasce.


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  Non riesco a leggerlo  correttamente    e  quindi non sapendo se  dipende da  me  o da  voi  ripropongo   un  post    che  avevo  già proposto  la settimana  scorsa   mi  s'era  cancellato    per  problemi. tecnici      ho    rimosso  ( meno  male   che  lo avevo salvato  sul  pc )  


   canzoni  suggerite  

generale ( cover ) - Anastasio Generale ( originale ) -Francesco de Gregori La tregua di Natale del 1914 è uno dei paradossi più potenti della storia:un gesto di pace nato non dall’alto, ma dal basso.Non dai governi, che rifiutarono la proposta di Benedetto XV,ma da soldati esausti, immersi nella morte, che decisero di sospendere l’odio almeno per un giorno.È un episodio che smaschera la struttura stessa della guerra:chi la decide non la combatte, chi la combatte non la vuole.E quando i soldati si incontrano senza armi, la propaganda evapora,e resta solo la nudità dell’umano.Nel dicembre del 1914, nel fango di Ypres, la guerra di logoramento sembrava aver inghiottito ogni residuo di senso. Trincee scavate da chi non era sopravvissuto, cadaveri disseminati nella “terra di nessuno”, assalti sanguinosi per pochi metri destinati a essere persi il giorno dopo.Eppure, proprio lì, nel punto più buio, accadde qualcosa che nessun comando aveva previsto.La notte della vigilia, i soldati tedeschi accesero piccole luci lungo il filo spinato. Un soldato inglese vide i bagliori e sentì una voce: “Soldato inglese, buon Natale!”.Uomini che fino a poche ore prima si sparavano addosso uscirono


disarmati, si incontrarono a metà strada, si strinsero la mano, si scambiarono sigarette e auguri. Per un giorno, nessuno sparò.La tregua non cambiò la guerra, ma incrinò la sua logica. Ricordò a tutti che il conflitto è deciso da chi non combatte, mentre chi combatte desidera solo tornare a casa.
Infatti L’avvicinarsi del primo Natale di guerra sembra offrire un’occasione. È papa Benedetto XV a proporre una tregua natalizia. Il 7 dicembre 1914 scrive ai governi delle potenze belligeranti, chiedendo che “i cannoni possano tacere almeno nella notte in cui gli angeli cantano”. La proposta viene respinta, come accadrà anche nel 1917, quando il pontefice definirà il conflitto un’“inutile strage”. I governi rifiutano. Ma chi combatte è stanco. Così, la notte della vigilia di Natale, accade qualcosa di inatteso. Nelle linee tedesche attorno a Ypres compaiono piccoli segnali luminosi lungo il filo spinato. Una vedetta inglese annota nel suo diario: “Mentre osservavo il campo, ho notato un bagliore nell’oscurità. Poi un’altra luce, e un’altra ancora, lungo tutta la linea tedesca”. Poco dopo, nel silenzio, si sente una voce: “Soldato inglese, buon Natale!”.
Alcuni soldati tedeschi escono dalle trincee disarmati, le mani alzate. Provano a spiegare, in un inglese incerto, che non vogliono combattere almeno quel giorno. Con esitazione, anche alcuni britannici fanno lo stesso. Attraversano la terra di nessuno, evitando crateri, reticolati e corpi insepolti. Il rumore della guerra si spegne.I primi uomini si incontrano a metà strada. Si guardano negli occhi. Si stringono la mano. È un gesto semplice, eppure impensabile fino a poche ore prima. Nemici pronti a uccidersi scoprono di essere uomini simili. Il coraggio si diffonde: sempre più soldati escono dalle trincee, si scambiano sigarette, sorrisi, auguri. Non serve una lingua comune per riconoscersi.
Il tenente inglese Alfred Dougan Chater scrive: “Penso di aver assistito a uno degli spettacoli più straordinari che si possano immaginare. In pochi minuti, il terreno tra le trincee era pieno di uomini di entrambi i lati che si stringevano la mano e si auguravano un felice Natale”.
Per un giorno, la tregua restituisce umanità alla guerra. Ogni soldato capisce che dall’altra parte c’è la stessa paura, la stessa stanchezza, la stessa voglia di tornare a casa. “La maggior parte di loro sarebbe felice di tornare a casa, come noi”, conclude Chater. “Per tutta la giornata nessuno ha sparato”. La notizia raggiunge i civili. I giornali raccontano l’evento, Arthur Conan Doyle lo cita come prova che la guerra può spezzare le vite, ma non cancellare l’umanità. Alcune fotografie mostrano persino una partita di calcio improvvisata tra le trincee. Quando i cannoni riprendono a sparare, molti soldati si chiedono che senso abbia uccidere perfetti sconosciuti. La guerra, ancora una volta, è decisa da chi non combatte mai.

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  dagospia 

A NATALE SIAMO TUTTI PIÙ…CAZZONI – A BARI, UN UOMO HA ADDOBBATO LA SUA AUTO CON LUCI LED A TEMA NATALIZIO – IL TRENTENNE STAVA SCORRAZZANDO PER LE STRADE DELLA CITTÀ, QUANDO È STATO FERMATO DALLA POLIZIA, CHE LO HA MULTATO PERCHÉ LE LUCI RAPPRESENTAVANO UN POTENZIALE PERICOLO PER LA CIRCOLAZIONE – A BARI LE VETTURE TRASFORMATE IN ALBERI DI NATALE SONO DIVENTATE UNA MODA IMBECILLE. POCHI GIORNI FA UN'ALTRA VETTURA RICOPERTA DI LUCINE AVEVA CAUSATO UN INCIDENTE


bari - auto addobbata per natale

Estratto dell’articolo di Nicolò Delvecchio per www.corriere.it

 

BARI - AUTO ADDOBBATA PER NATALE

Le festività del 2025, a Bari, sono state caratterizzate dalla moda delle auto addobbate come alberi di Natale. La loro presenza appariscente nel centro di Bari aveva fatto rapidamente il giro dei social, anche perché vedere una macchina interamente modificata come fosse un abete non è cosa da tutti i giorni.

 Soprattutto se quella macchina è una Mercedes Glc, interamente ricoperta di mini Led di colori diversi e con «animata» da giochi di luci. 

Quella macchina è stata però fermata dalla polizia stradale di Bari durante i controlli sulle strade cittadine e sulla tangenziale. Le luci, come spiega la polizia in un comunicato, «rappresentavano un potenziale pericolo per la circolazione, disturbando la visibilità degli altri automobilisti e creando possibile confusione con la segnaletica stradale e semaforica».

 

auto addobbata con luci al led per natale - bari

Dagli accertamenti svolti è anche emersa l’assenza delle autorizzazioni della Motorizzazione Civile per le modifiche apportate al veicolo. Il conducente, un trentenne, è stato sanzionato ed è stata vietata la circolazione della Mercedes fino al ripristino delle condizioni originali. [...] 

Il caso, comunque, non è l'unico: pochi giorni fa, infatti, il conducente di un'auto modificata nello stesso modo si è schiantato con la macchina dopo aver ignorato un alt della polizia locale. Il conducente è stato seguito lungo la statale 16 e ha poi finito la sua corsa schiantandosi contro un muretto nel comune di Bitritto.  A guidarla un 20enne, con precedenti penali, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e rimasto lievemente ferito.[...] 


                                                             
                    BARI - AUTO ADDOBBATA PER NATALE


BARI - AUTO ADDOBBATA PER NATALE

Sono stati sequestrati la vettura, le luci e gli arnesi per lo scasso trovati nel veicolo, risultato già sottoposto a fermo amministrativo nelle settimane precedenti per violazioni al codice della strada.


25.8.25

Mestieri usuranti, chirurgie medievali, strane tribù imboscate, diamanti nascosti, giochi domestici, pranzi riciclabili e gabbie d’acqua



Pace in salita Putin viaggia con un assistente che raccoglie le sue feci e le riporta a Mosca


Potrebbe passare alla storia come il mestiere più usurante di tutti i tempi: l’uomo che raccoglie le feci di Putin. Il presidente russo – come scritto dalla stampa britannica e ripreso dal resto del mondo – viaggia con un team incaricato di una delicatissima missione: recuperare, sigillare e riportare a Mosca ogni sua produzione intestinale. Già nel 2017 alcuni giornalisti avevano raccontato dell’ossessione del Cremlino per la materia organica del capo, custodita in appositi contenitori sterili. Nel 2018 comparve il “bagno portatile” personale. L’ossessione ha un senso: nessun Paese straniero deve mettere le mani su campioni biologici che potrebbero rivelare lo stato di salute dello zar, tra tremori sospetti e gonfiori di viso che hanno alimentato teorie su cancro e Parkinson. Putin soffre più l’analisi delle feci che le sanzioni e questo peculiare bisogno si traduce in mestiere: al suo seguito ci deve essere un assistente dedito al recupero degli scarti. Una straordinaria opportunità professionale


Turchia Il business delle cliniche per diventare più alti: una tortura pericolosissima in cambio di pochi centimetri

“Allungarsi” di qualche centimetro è possibile, ma più che un intervento chirurgico si passa per una tortura medievale. In Turchia, già patria degli innocui trapianti di capelli, le cliniche come Wanna Be Taller accolgono pazienti da mezzo mondo: gambe spezzate, ferri infilati nelle ossa, mesi di fisioterapia e dolore, tutto in nome di una manciata di centimetri in più. Lo racconta un’inchiesta del Guardian. Frank, 38 anni, ex “uomo basso” di 1,70, ha speso 32 mila dollari per guadagnarne quasi 8, deciso a “superare” la moglie Emilia. Ogni giorno ha girato la chiave del suo fissatore esterno, spingendo le ossa a crescere millimetro dopo millimetro, fino a un ricovero d’urgenza per embolia polmonare. Non è un caso isolato: uomini già oltre il metro e ottanta si fanno allungare per inseguire lo standard dei 190 cm. I rischi, però, sono enormi: coaguli, tendini che non si adattano, dolori cronici, e in rari casi la morte. Il mercato globale del limb lengthening varrà 8,6 miliardi entro il 2030.



Maryland Corsa con la spesa, cambio di pannolino e basket col cesto dell’immondizia: gli sport delle Olimpiadi dei papà


Le Olimpiadi sono per ragazzi, i Dad Games per uomini veri. Si svolgono nel Maryland, Stati Uniti: si affrontano padri di famiglia alle prese con discipline che solo loro possono comprendere fino in fondo. La più dura? La “One-trip Grocery Bag Relay”: portare quindici buste della spesa in un solo viaggio, senza mollare o perdersi nulla per strada. Don Alley, 46 anni e quattro figli, ha chiuso la prova con il ginocchio sanguinante e una dichiarazione da grintoso padre di famiglia che in realtà sogna il divano: “Sono fortissimo, ho energia da vendere”. In programma ci sono anche il basket nel cestino della spazzatura, la gara di cambio pannolino e il concorso sulle acconciature delle figlie. I giudici erano i bambini stessi, i peggiori: inflessibili e spietati nel distribuire voti e commenti. Alla fine nemmeno una medaglia d’oro, solo pacche sulle spalle e complimenti familiari. Il messaggio non è difficile da decrittare, in società dove si nasce (e cresce) sempre di meno, diventare genitori è una corsa a ostacoli.


California Rimane bloccato per due giorni all’interno di una cascata, alla fine viene salvato con l’elicottero

Un uomo è rimasto bloccato per due giorni dietro una cascata californiana, come in un videogioco di sopravvivenza dove non si poteva ripartire dal via. Ryan Wardwell, 46 anni di Long Beach, stava scendendo in corda doppia lungo le celebri Seven Teacups quando la potenza dell’acqua lo ha scaraventato via dalle corde, parcheggiandolo in una grotta fradicia dietro il muro d’acqua. Gli amici, più prudenti, si erano fermati prima, lasciando un biglietto sulla sua auto: “se domani è ancora qui, chiamate aiuto”. I soccorsi lo hanno cercato con droni e infrarossi, un elicottero della polizia lo ha issato fuori in una scena da action movie. Disidratato, infreddolito ma con ferite minime, Wardwell ha raccontato di aver passato 48 ore senza possibilità di scaldarsi né asciugarsi, tentando invano di uscire dalla trappola d’acqua. La contea ha parlato di “stunning survival story”, straordinaria storia di sopravvivenza, ma nella stessa gola tre persone sono annegate solo nell’ultimo anno.



L’esperimento dei “garbage cafè”, i ristoranti dove il cibo si paga consegnando spazzatura riciclabile


La via indiana al riciclo passa per i “Garbage Cafe”, locali dove paghi il pasto con la plastica usata invece che con soldi. Ad Ambikapur la regola è semplice: un chilo di bottigliette corrisponde a un pranzo completo, mezzo chilo alla colazione. Lanciato nel 2019 con lo slogan “più spazzatura, più gusto”, è un’ambiziosa strategia per combattere fame e inquinamento insieme. Rashmi Mondal, collezionista di bottigliette abbandonate, prima vendeva la plastica per 10 rupie al chilo. Noccioline. “Ora do da mangiare alla famiglia scambiando plastica”, dice. Il caffè sfama 20 persone al giorno e ha raccolto 23 tonnellate di plastica dal 2019. Su 226 tonnellate l’anno prodotte in città, è come svuotare il mare con un cucchiaino, ma l’esempio è potente. A Delhi però non ha funzionato: in città erano stati aperti 20 locali così, ma li hanno chiusi tutti. La gente è più ricca e meno bisognosa: non si mette a raccogliere rifiuti per un piatto di riso.


Arkansas Esiste un parco dei diamanti, dove ognuno può armarsi di setaccio e andare a cercare il proprio tesoro


Tre settimanedi tende, terra sotto le unghie e punture d’insetto. Micherre Fox, 31 anni, newyorkese con master fresco in tasca, ha deciso che l’anello di fidanzamento non si compra: si scava. La sua storia l’ha raccontata al New York Times. Lo scenario è il “parco dei diamanti” in Arkansas. Sveglia alle cinque, 15 dollari d’ingresso, setacci e fango. Voleva un diamante vero, strappato alla terra, simbolo di un matrimonio costruito con fatica. All’ultimo giorno, pronta a ripiegare su un’ametista di consolazione, inciampa in quella che sembra rugiada su una ragnatela. Ma non evapora, non si stacca: è un diamante bianco, 2,3 carati, il terzo più grande trovato quest’anno. Potrebbe valere fino a 50 mila dollari, ma lei sostiene che il valore è altro: “Era impossibile, e l’ho fatto. È il lavoro quotidiano che tiene insieme le cose, non i soldi”. Al parco vale la regola più antica del mondo: “finders, keepers”: chi trova, se lo tiene. La fortuna ha sorriso a una donna che si è sporcata davvero le mani.


Scozia Una donna texana è data per dispersa, ma si è unita a una tribù ebraica africana che vive nei boschi di Edimburgo


Scomparsa dal Texas, riapparsa in Scozia come ancella di un re autoproclamato e decisamente bizzarro: la parabola di Kaura Taylor, ora ribattezzata Asnat, ha tratti surreali. La donna è stata ritrovata in una foresta scozzese con il “Regno di Kubala”, guidato da King Atehene (ex tenore d’opera) e da sua moglie, Queen Nandi. Si definiscono discendenti di un’antica tribù ebraica africana, costretta all’esilio da quattro secoli, con l’obiettivo di “riconquistare la terra rubata” e ricostruire Gerusalemme, ma a Edimburgo. Le autorità li vogliono sfrattare, ma loro non riconoscono leggi diverse da quelle di Yahowah: vivono in tende senza muri, bevono acqua di sorgente e resistono – evidentemente hanno la pelle dura – “protetti dal Creatore”. Così una texana può riscoprire se stessa in un regno afro-ebraico in una foresta del Regno Unito. Asnat non ha nessuna intenzione di tornare a casa: “Non sono affatto dispersa. Lasciatemi in pace, sono una persona adulta, non una bambina disperata”.




29.6.25

CANE ABBANDONATO IN SPIAGGIA DIVENTA CUSTODE DELLE TARTARUGHE

 È notte a Miramar, in Messico. Un’auto accosta vicino alla spiaggia. La portiera si apre. Un cane viene spinto fuori a forza. Abbaia, guaisce. I suoi lamenti si perdono nel buio, mentre l’auto riparte. Fredda, dura. Il cane le corre dietro per un tratto. Poi si ferma smarrito, si guarda intorno, annusa l’aria. Un profumo, un rumore, qualcosa lo riporta verso spiaggia. Si accuccia nella sabbia e si addormenta.
Quando il sole sorge il cane è ancora lì. Circondato però da alcune tartarughe. Le annusa, prova a giocare colpendole con le zampe. Le tartarughe battono in ritirata nel guscio. Di tanto in tanto allungano la testolina, danno una sbirciata, qualcuna si fa coraggio e avanza verso l’acqua. Il cane le segue. Non abbaia, non le disturba. Le guarda immergersi fino a scomparire.
Intanto la spiaggia inizia ad animarsi. I bambini accarezzano quel cane sbucato dal nulla, gli danno qualcosa da mangiare. Dei volontari provano a portarlo via, in un posto sicuro. Ma il cane torna sempre su quella spiaggia. Dalle tartarughe. Allontana chi dà loro fastidio. Le difende dai predatori. Resta accucciato, in disparte e in allerta, mentre le uova si schiudono e le piccole tartarughine iniziano la loro corsa verso l’oceano. Il cane le scorta lungo tutto il percorso. E guai a chi osa avvicinarsi. Si assicura che i piccoli animaletti arrivino sani e salvi tra le onde. Di giorno in giorno, le persone che frequentano il posto assistono incredule al nascere di quell’insolita amicizia. Chiamano il cane Solovino, fanno in modo che abbia cibo, acqua, coccole. Il necessario per vivere, senza allontanarsi dalla sua nuova casa. Oggi Solovino ha una famiglia che si prende cura di lui. Proprio come lui continua a custodire le tartarughe della spiaggia di Miramar. Per tutti gli abitanti è un simbolo di rinascita, un paladino dell’ambiente. Il cane abbandonato, protettore dei più deboli. Un’altra meraviglia della natura.

30.4.25

Donna scompare per due giorni, la vicina di casa dà l'allarme e i soccorritori le entrano in casa: «Ero in crociera, la prossima volta avviso»


dopo   tante  notizie  triste   ogni  tanto       qualcuna  un po'  allegra 
 meglio  sempre  avvisare  🙄😇✍🏼😛😜.

 da  msn.it

“Credevo fossi morto”. Una frase che si dice spesso scherzosamente quando non si sente qualcuno per parecchio tempo ma che per Silvia Lodi Pasini – comandante della polizia locale di alcuni Comuni del Pavese – è diventata realtà. A Motta Visconti, in provincia di Milano, una vicina della donna, non vedendola da due giorni, ha temuto il peggio e ha allertato carabinieri, polizia locale, vigili del fuoco e


persino un’ambulanza. Lei era in crociera.
Il telefono non prendeva
La comandante – molto stimata nella sua città e Cavaliere della Repubblica – si era imbarcata per un viaggio di beneficenza organizzato dal Rotary club di Cairoli (Pavia) nel weekend di Pasqua. Ad un tratto del viaggio il telefono ha smesso di ricevere il segnale e nel comune lombardo è scoppiato letteralmente il caos. «Tra messaggi WhatsApp, chiamate perse e notifiche della segreteria, ho visto i nomi più disparati: la stazione dei carabinieri di Motta Visconti, il maresciallo, il sindaco di Motta e quello del Comune dove presto servizio – racconta Lodi Pasini –. A quel punto ho pensato che fosse successo qualcosa di grave: che mi avessero occupato la casa, che fosse scoppiato un incendio, o addirittura che fosse passato un tornado», le sue parole riportate da Il Giorno.
Nulla di tutto ciò. Semplicemente la vicina, avendo perso i contatti e non sentendo i cani della donna, ha temuto che fosse successa una tragedia. Una reazione dettata anche da esperienze traumatiche successe in passato.
L’intervento dei soccorsi e il “perdono” di Silvia
I soccorritori, arrivati nell’appartamento, hanno trovato tutto in perfetto ordine. L’allarme però, è rientrato soltanto quando la comandante è tornata raggiungibile: intorno all’una di notte.
Lodi Pasini, dopo lo spavento iniziale, ha riconosciuto la buona fede della sua amica: «Il gesto è stato dettato dal cuore. Abbiamo un ottimo rapporto, ci vogliamo bene. E anche se mi trovavo in vacanza, non avrei mai immaginato che potesse scatenarsi una mobilitazione del genere. Ma è bello sapere che non si è soli almeno in piccole realtà come quella dove vivo. Dovesse ricapitare, non mancherò di avvisare tutti».

24.8.24

pur di fare contento un politico s'anticipa il natale . il caso Concerto di Natale in estate: chiude la Valle dei Templi

  Dopo  le stramplate  idee  di politicvi e  d  impreditori   che    già d'agosto iniziano a  sfruttare   il natale   vedere  : <<   la  politica    spara  cazzate  e  le  ditte     le  calvacano per  fare pubblicita  il   caso   della deputata     daniela  dondi  (  FdI  )   ha proposto    d'istituire per legge  la  giornatra del panettone   >>.Eccone  un altra      .

Concerto di Natale in estate: chiude la Valle dei Templi

A fine mese la 2 giorni per 1.200 ospiti Schifani: “A dicembre va in tv, venite in cappotto”



Tenetevi forte: il 31 agosto e il 1º settembre la Valle dei Templi di Agrigento chiuderà al pubblico per un grande evento di livello internazionale. Due concerti-evento del trio Il Volo. E per l’evento – oltre alla chiusura del Parco, che ha un certo costo, anche d’immagine – la Regione Siciliana e Enit hanno deciso di investire 1,2 milioni di euro: lo spettacolo sarà registrato e mandato in tv in Italia (su Canale 5) e negli Usa per lanciare Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025. Problema: la trasmissione italiana è programmata per Natale – un bel regalo al palinsesto festivo Mediaset, che ringrazia concedendo quattro spot alla Regione – e il pubblico è stato invitato a vestirsi di conseguenza. Insomma, tutti in cappotto.

Il presidente siciliano Renato Schifani è entusiasta: “Un’occasione straordinaria e non solo per la promozione di Agrigento 2025, ma per tutta l’isola”. D’altronde i rapporti tra Forza Italia, il partito dell’ex presidente del Senato, e Mediaset non sono certo un segreto.

La determina con cui il direttore del Parco archeologico dichiarò l’investimento e le sue finalità data all’8 agosto, ma ha fatto rumore solo nelle ultime ore, quando agli agrigentini – provati da un’estate di siccità e razionamenti d’acqua – è stato comunicato che il concerto davanti al Tempio della Concordia (il più noto e iconico) sarebbe stato riservato a pochissime persone (600 a serata) con inviti e biglietti a partire da 80 euro, il cui ricavato andrà in beneficenza.

Nella prima serata saranno presenti i vertici Mediaset e ospiti legati alla produzione, mentre nella seconda sono attese le autorità, compresi i ministri della Cultura Gennaro Sangiuliano e del Turismo Daniela Santanchè. “Centinaia di turisti che avevano pianificato la visita alla Valle dei templi non riusciranno a farla a causa di una dannosa informazione o programmazione last minute degli eventi, cosa già avvenuta in passato in altre aree archeologiche dell’isola”, ha detto Anna Maria Ulisse, presidente di Assoviaggi Confesercenti. Anche le guide turistiche protestano per aver saputo della chiusura, che arriva proprio mentre la stagione stava ripartendo, solo mercoledì 21 agosto.

AL DI LÀ DEI PROBLEMI

logistici, che potranno essere in parte risolti nei prossimi giorni, le polemiche riguardano anche l’operazione in sé, con la chiusura di uno degli spazi più noti di Sicilia, alla fine di agosto, per un concerto. Nella determina dell’8 agosto si legge che è stato proprio il gruppo di tenori a proporre al Parco l’evento, che fu discusso e approvato quel giorno insieme ai costi: 200 mila euro il cachet del gruppo (inclusi i diritti tv), più 20 mila euro per conferenze stampa e campagna come testimonial della regione, 100 mila euro per gli altri musicisti, 374 mila euro di produzione televisiva, tutto più Iva, per 800mila euro totali impegnati (a cui aggiungere i costi della logistica).

L’evento, comunica la presidenza della Regione, è stato finanziato con 900 mila euro dall’assessorato del Turismo siciliano e con 300 mila euro da governo nazionale, ministero del Turismo e Enit. Il concerto del 31 agosto andrà in onda in prima serata su Canale 5, il 24 dicembre, “con un repertorio interamente dedicato alle più belle arie e canzoni natalizie”. Il giorno successivo, invece, gli artisti saranno impegnati nella registrazione di un concerto che sarà trasmesso in tutti gli Stati Uniti dalla PBS, la tv pubblica americana, a partire da fine novembre e per tutto il 2025 (la speranza è che sia poi diffuso anche in altri Paesi). Fin qui le spiegazioni della Regione, che poi passa alle raccomandazioni: “Per l’evento del 31 agosto sarà obbligatorio indossare un abbigliamento adeguato al periodo di messa in onda dello spettacolo, ovvero la notte di Natale”.

Resta da capire se chiudere il Parco due giorni, mettere i cappotti a 600 persone e regalare una prima serata a Mediaset sia il modo migliore per promuovere il patrimonio archeologico siciliano nel mondo.




 Il che    conferma  la  mia   decisione  di  di continuare  per il 2  anno  consecutivo    a non fare   nonostante  le  grandi richieste  e  i  sucessi  riscossi . Mi sa  che  come  sto  diventando ,  o  poco ci manca   come  il  rotagonista   de  Il Canto di Natale (titolo orig. A Christmas Carol. In Prose. Being a Ghost-Story of Christmas pubblicata a Londra nel 1843 da Charles Dickens  anche  se  non odio  la  festa   in se   e  le  persone (  ovviamente  senza  generalizzare  )     che  per  omologazione     , conformismo  , ecc    la celebrano  ,  ma  la  sua  atmosfera   caramellossa   e stucchevole  . 

22.8.24

adesso anche i prof truffano gli alunni ? Prof del liceo scientifico di Milano,organizza una gita, ma è una truffa: rubati 1600 euro ad alunno

 mi  è  arrivata  la  notifica   thesocialpost.it   più precisamnte  questa  comica  notizia  







Prof organizza una gita, ma è una truffa: rubati 1600 euro ad alunno

                                                                 Silvia Nazzareni


Quello che doveva essere un viaggio di studio e volontariato indimenticabile a Rio de Janeiro, organizzato da un liceo scientifico di Milano, si è trasformato in un vero incubo per ventotto studenti. L’iniziativa, proposta da un docente di inglese della scuola, prevedeva due settimane di attività solidali nella capitale brasiliana. Tuttavia, il progetto ha preso una piega drammatica, culminando con una
denuncia per tentata truffa nei confronti del professore, mentre numerosi interrogativi rimangono ancora irrisolti.
Il viaggio, pubblicizzato sulla bacheca online della scuola e visibile sul sito dell’istituto, ha suscitato l’entusiasmo di molti studenti e la fiducia delle loro famiglie. Convinti della serietà dell’iniziativa, i genitori hanno versato anticipi di almeno 1.600 euro per coprire i costi dei voli e altre spese, e hanno creato un gruppo WhatsApp per comunicare direttamente con il professore. Il viaggio era programmato dal 3 al 18 agosto, ma a pochi giorni dalla partenza, le famiglie hanno iniziato a preoccuparsi: il docente ha iniziato a fornire informazioni vaghe e incerte su voli, alloggi e dettagli delle attività previste.
La Confessione del Docente e i Sospetti Crescenti
Proprio a ridosso delle date stabilite, il professore ha informato i genitori che i biglietti aerei non erano stati emessi. Durante un video-incontro, ha confessato di essere stato vittima di una truffa da parte dell‘agenzia di viaggi “7D” di Gragnano, Napoli, e ha promesso di sporgere denuncia e tentare di ottenere rimborsi tramite l’assicurazione. Ha anche proposto di posticipare il viaggio, ma solo sette studenti hanno accettato l’offerta, mentre gli altri, sempre più insoddisfatti, hanno deciso di indagare autonomamente.
La Denuncia per Truffa
Le indagini condotte dai genitori hanno portato alla luce dettagli preoccupanti. L’agenzia di viaggi menzionata dal docente era chiusa da mesi ed era già stata coinvolta in precedenti truffe. Inoltre, il conto bancario su cui erano stati versati i soldi delle iscrizioni apparteneva alla “Cambridge House English School“, una società collegata allo stesso docente e attualmente in fase di liquidazione. Come se non bastasse, il codice IBAN fornito dal professore nella sua denuncia si è rivelato inesistente.
Nonostante il professore abbia risarcito le famiglie utilizzando i propri fondi, due genitori hanno deciso di sporgere denuncia per tentata truffa. Il caso è ora sotto la lente della Procura, mentre molti interrogativi rimangono ancora senza risposta, alimentando il mistero attorno a questa vicenda che ha sconvolto studenti e genitori, trasformando un’opportunità di crescita in un incubo inaspettato.

4.7.24

La favola dell’underdog: non aveva mai vinto una partita prima di Wimbledon! Chi è l’avversario di Musetti al 3° turno






La favola dell’underdog: non aveva mai vinto una partita prima di Wimbledon! Chi è l’avversario di Musetti al 3° turno

 Paolo Cagnoni  da  https://www.thesocialpost.it/  Pubblicato: 04/07/2024 18:46




A volte lo sport regala favole che sembrano uscire direttamente dalla fervida mente di qualche autore fantasy. Ed è certamente questo il caso di un giovane, ma non giovanissimo giocatore argentino. Che ha dalla sua una innata simpatia, che gli viene riconosciuta dagli addetti ai lavori, ma il cui curriculum tennistico era piuttosto povero. Almeno fino a un paio di giorni fa. Stiamo parlando dell’argentino Francisco Comesana, 24 anni il prossimo ottobre, 1,78 per 72 chilogrammi di peso, che solo grazie ai risultati nei tornei Challenger era riuscito a salire fino al 122esimo posto nella classifica mondiale. Tanto che il sito dell’ATP, accanto al suo nome, riportava (fino all’altroieri) questa segnalazione: “Nessuna biografia disponibile. Sfortunatamente, al momento non disponiamo di informazioni sulla biografia di questo giocatore”. Comesana è arrivato a Wimbledon senza avere mai vinto in carriera nemmeno un match ATP nel circuito maggiore. Prima di essere ammesso nel tabellone principale a Londra, l’argentino aveva rimediato due sconfitte al primo turno nei tornei minori italiani ed era stato battuto dal numero 245 del mondo Broom nelle qualificazioni di Eastbourne.

Non c’era da stupirsi, peraltro, visto che quello, per Comesana, era il primo match su erba della carriera. Poi è successo il primo “miracolo”: opposto al numero 6 del tabellone, il bizzoso Andrey Rublev, Francisco ha giocato la partita della vita. Al suo secondo match su erba in assoluto. Oltretutto, essendo come molti argentini un “regolarista“, l’erba non sembrava essere il terreno più adatto a lui. Invece, come in una favola il 24enne argentino ha battuto il molto più quotato atleta Russo in quattro set, provocandogli una crisi di nervi. Tanto che Rublev ha finito per spaccarsi letteralmente una racchetta su un ginocchio. Comesana gioca un tennis essenziale, è veloce nel muoversi sul campo e possiede un innato coraggio nel tirare i colpi. Coraggio che lo ha portato a scrivere un’altra pagina della sua storia tennistica nel secondo turno del torneo londinese. Opposto al neozelandese Walton, il giovane argentino ha vinto un’epica e infinita battaglia terminata con il punteggio di 7-5 1-6 6-7 (12-14 al tie break!) 6-1 7-6 (10-8 al tie break).



Un epilogo pazzesco per il più inaspettato degli underdog che si sia visto da tempo sull’erba inglese. Un giocatore che non aveva mai vinto una partita del circuito ATP e che ha inanellato due piccoli trionfi proprio nel torneo più prestigioso del mondo, eliminando uno dei primi 10 giocatori in classifica. E ora si troverà opposto al terzo turno al nostro Lorenzo Musetti, che ha vinto un match maratona contro l’altro italiano Luciano Darderi al quinto set. Un motivo in più per seguire un’altra puntata della favola di questo giovane underdog argentino, anche se ovviamente tiferemo per il talentuosissimo Lorenzo. Ma con un occhio di riguardo per questo 24enne argentino che, come minimo, si è guadagnato una vera biografia sul sito dell’ATP, oltre all’ammirazione del pubblico e, chissà, a una carriera futura giocata a livelli più alti. I colpi li ha, il coraggio non gli manca. Benvenuto nel tennis di Serie A e in bocca al lupo, Francisco Comesana!

17.6.24

Cerca lavoro in Italia per quasi un anno, poi viene assunto a tempo indeterminato in Germania: «60 anni? Nessun problema» e Non si ferma all'alt e travolge 3 ciclisti della Dolomiti race: «Ero in ritardo per la messa». Fratture multiple per gli atleti e corsa all'ospedale





Per quasi un anno ha cercato lavoro mandando curriculum senza ricevere nemmeno una risposta. Inaspettatamente, è stato contattato dalla Germania per un posto da dipendente all'aeroporto di Monaco, e dopo aver svolto una serie di test è stato assunto a tempo indeterminato all'età di 60 anni.
Questa è la storia del signor Luciano che ha deciso di raccontare la sua esperienza a Fanpage, a partire da come si è ritrovato più volte senza lavoro, dopo essere stato direttore di un supermercato, autista della Croce Rossa e proprietario di una ferramenta. Da giugno dell'anno scorso era in cerca di lavoro, poi a marzo ha ricevuto una chiamata da una compagnia tedesca, che gli ha chiesto di fornirgli dei documenti per procedere con l'iter ma non si era più fatta sentire.
La buona notizia e la partenza
A maggio, quando ormai non se l'aspettava più, la compagnia lo ha ricontattato dicendo che era ancora interessata a lui e gli ha consegnato un elenco di cose da fare per prepararsi alla mansione per cui si era candidato, ovvero dipendente dell'aeroporto. «Quando il recruiter mi ha chiamato gli ho ricordato che ho 60 anni e lui mi ha risposto: "Sì, lo so, qual è il problema?"», ha raccontato.
Luciano ha dovuto compiere una scelta non facile: mentre i parenti gli consigliavano di rimanere in Italia, lui ha pensato invece che «il treno passa una volta sola». E quel treno è passato in un momento in cui, a causa dei ripetuti "no" da parte di aziende italiane, l'uomo si è visto costretto ad attingere sempre di più dai suoi risparmi.
Il contratto
Una volta arrivato in Germania ha dovuto frequentare dei corsi specifici e sostenere dei test con sole due possibilità di fallirli, ma dopo aver superato queste prove, gli hanno offerto un contratto a tempo indeterminato con 6 mesi di prova.
Il contratto prevede per lui 6 ore di lavoro al giorno per 6 giorni alla settimana e «se si lavora nel weekend, questi valgono il 50% in più, durante i festivi il 100%». I benefit della sua posizione comprendono la casa vicino all'aeroposto per i primi sei mesi (di cui il primo gratuito), la mensa e il parcheggio, senza tralasciare gli straordinari e il rimborso per la benzina.
L'ambientamento in Germania
Il trasferimento a Monaco ha significato confrontarsi con un costo della vita più alto, ma pareggiato dagli stipendi adeguati. Anche per quanto riguarda la lingua ha avuto modo di impararla insieme a dei colleghi stranieri come lui che ha incontrato durante i corsi.
«Non è stata una passeggiata, è stato faticoso abituarmi a nuovi ritmi e perché si tratta di un lavoro duro che i tedeschi non fanno più. Però sono molto contento e a chi si sente di fare questo passo, anche i giovani, consiglio di farlo», conclude il signor Luciano.
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RIVAMONTE - Era in ritardo per andare a messa. E nulla aveva più valore per lei se non l'appuntamento domenicale. Così quando l'anziana donna si è trovata di fronte a quel posto di blocco la sua fretta è aumentata ancor di più. Onorare la domenica era il suo unico obiettivo e quei signori con le palette che le intimavano l'alt, erano dei fastidi da evitare, subito. E così ha fatto: la donna ha forzato il
blocco, ha proseguito lungo la strada e alla curva cieca di Forcella Franche, a Rivamonte, le sono piombati addosso tre ciclisti impegnati nella Sportful Dolomiti Race, la famosa gran fondo più dura d'Europa che proprio oggi, domenica 16 giugno, va in scena lungo le strade delle Dolomiti. Ed è stato un vero disastro: gli atleti hanno riportato fratture multiple e sono stati ricoverati in ospedale ad Agordo. Lei non si è scomposta e ha ribadito: «Sono in ritardo per andare a messa».
Sportful Dolomiti Race, quasi 4 mila ciclisti al via
L'anziana signora, residente nella zona, a bordo di un'utilitaria, una Peugeot, ha così deciso di immettersi nella direzione opposta a quella della corsa e in una semicurva ha investito tre corridori, trasportati all'ospedale di Agordo con fratture varie. E la manovra dell'automobilista poteva avere conseguenze ben più gravi.
I ciclisti travolti: chi sono
Nessuno dei tre atleti, un 46enne di Lucca, un 34enne di Rovereto e un 49enne irlandese sono in pericolo di vita. Sul posto sono stati subito chiamati i soccorsi e i ciclisti infortunati sono stati portati nell'ospedale più vicino, il Papa Luciani di Agordo.
Tragedia sfiorata
Una tragedia sfiorata ma resta l'amaro in bocca agli organizzatori. «È un anno che lavoriamo a questo evento - affermano - abbiamo avuto tantissimi colloqui con le forze dell'ordine, con le amministrazioni della zona. E abbiamo trovato da parte di tutti tanto interesse, tanta disponibilità. Quest'anno siamo tornati anche all'antico come percorso riproponendo le Dolomiti bellunesi in omaggio ai prossimi Giochi Olimpici di Cortina».
Doveva essere una bellissima giornata di festa, «purtroppo questo incidente - continuano - la offusca. Siamo convinti anche che, tutto sommato, è andata bene perchè le conseguenze potevano essere ben più gravi». Gli organizzatori insistono sul fatto che la donna si sia dichiarata irremovibile. «La signora è stata fermata più di una volta ma non ne voleva sapere, i volontari presenti hanno cercato in tutti i modi di fermarla, lei nonostante tutto ha continuato - concludono - . Di fronte a certi comportamenti siamo inermi e molto arrabbiati. Ci domandiamo se l'anziana si renda davvero conto di cosa ha combinato e quali conseguenze ha provocato il suo comportamento. La motivazione? Ha detto che era in ritardo per la messa».


11.6.24

FEDERER-NADAL Da grandi rivali a grandi amici e il loro spot da favola ., Poliziotto salva la sua ex professoressa che voleva suicidarsi., il circo ti cura

 


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Poliziotto salva la sua ex professoressa che voleva suicidarsi
 Delfina Rebecchi    da   thesocial.post.it   pubblicato: 11/06/2024 10:52



Drammatico tentativo di suicidio a Roma. Ma stavolta la storia termina con un lieto fine. A sventare la tragedia è stata la prontezza e la forza d’animo di un poliziotto. Secondo quanto si apprende, infatti, una volta arrivato fuori dall’abitazione dove una donna minacciava di farla finita, l’agente di polizia ha riconosciuto la voce di quella che era stata una sua ex professoressa di scuola.
Alessandro Olivetti   il poliziotto che ha
salvato la sua prof dal suicidio - la Repubblica
Cosa ha detto il poliziotto alla sua ex professoressaIl poliziotto a quel punto si è fatto coraggio e, per cercare di guadagnare tempo prezioso, ha iniziato a raccontare alla donna alcuni aneddoti degli anni trascorsi insieme a scuola. “Professoressa sono Alessandro! Si ricorda di me? Sono stato suo allievo per tanti anni”, è una delle frasi con cui è riuscito ad instaurare un dialogo con l’aspirante suicida. Intanto erano giunti sul posto anche i vigili del fuoco che hanno quindi provveduto a sfondare la porta dell’abitazione.


“Il poliziotto, intervenuto con il collega per una segnalazione di un possibile tentativo di suicidio, ha sentito la voce della sua ex professoressa attraverso la porta e, dopo essersi fatto riconoscere, ha iniziato a parlare con lei dei vecchi tempi”, si legge in un comunicato della questura che ricostruisce quanto accaduto. A quel punto sono entrati in azione i vigili del fuoco e, si conclude la nota, “una volta aperta la porta, alunno e professoressa si sono abbracciati”.



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22.5.24

DIARIO DI BORDO N 52 ANNO II . Ingegnere cambia vita, si licenzia e molla tutto: «Giro il mondo in bicicletta» ., Ferite e vive per miracolo dopo incidente stradale si scattano un selfie sul bordo della strada ., ed altre storie




 Nnon è  mai troppo tardi per  cambiare  vita  e  rimettersi indiscussione  



Alex Battiston© Anthology

SAN VITO - Mollare tutto e fare il giro del mondo. Un pensiero che fa capolino nella mente di molte persone, almeno una volta nella vita. Alex Battiston lo sta facendo davvero, in sella alla sua bici. Classe 1985, il viaggiatore è originario di Sesto al Reghena. Dal borgo si era poi trasferito nella vicina San Vito, ma da una decina di anni la sua vita è in Finlandia. A portarlo nel nord Europa, la sua tesi di laurea incentrata sull'automazione. Alex è un ingegnere meccatronico e con i suoi studi si era guadagnato un'ottima posizione lavorativa a Helsinki. Un incarico che negli anni gli ha dato molte soddisfazioni, e che non ha lasciato a cuor leggero. Qualche settimana fa, la scena quasi da film. L'incontro con il capo per comunicare «mi licenzio e mi metto in viaggio». «È stata una scelta difficile racconta Alex -, ma avevo questo sogno da tanti anni e non volevo aspettare ancora. La cosa bella è che sono stato non solo compreso, ma anche appoggiato. Hanno capito tutti il valore che ha per me questa esperienza». 150 mila chilometri da percorrere su quello che da sempre è il suo mezzo preferito, alla scoperta di culture diverse, bellezze naturali, sapori e profumi di ogni parte del globo. Un tour che richiederà più di tre anni. E soprattutto un cambio d'abitudini radicale, dalla quotidianità "tradizionale" del lavoro in azienda, a quella nuova e a volte imprevedibile dell'avventura.
LE TAPPE
Ma da buon ingegnere, Alex è organizzato: tenda, materassino, fornello a gas da campeggio, piccoli attrezzi per la bici, telefono e pc, e lo stretto necessario per spostarsi in sicurezza. Il viaggio è cominciato qualche giorno fa dalla Finlandia, con un traghetto per arrivare a Tallinn, capitale dell'Estonia, e cominciare a pedalare «tra foreste - spiega Alex -, piccole città e gemme quasi sconosciute che meritano di essere viste». In questi giorni continua il tragitto in direzione sud-ovest, che toccherà, oltre ai Paesi baltici, la Polonia, la Slovacchia, l'Austria e la Slovenia. In Italia non mancherà la tappa in Friuli Venezia Giulia, per salutare la famiglia, e poi via per la Francia, l'Andorra e la Spagna. Terminata la parte europea del tour, sarà il turno dell'Africa, un momento molto atteso dall'ingegnere, che pensa al deserto del Sahara, e ai colori e alle ombre delle foreste tropicali. Pedalerà lungo tutta la costa occidentale del continente nero per poi risalire a est e arrivare in Etiopia. Seguiranno i soggiorni in alcuni Paesi del Medio Oriente, in India, Bangladesh, Thailandia, Malesia e Indonesia. E giù, fino all'Australia. «Un "must" - commenta Alex per chi come me ama i deserti». Il ciclista raggiungerà poi il Sud America e si sposterà verso l'emisfero Nord. Argentina, Cile, Bolivia, Perù e Colombia. E ancora Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala, Messico, per finire con gli Stati Uniti, da percorrere da ovest a est.
SUL SUO SITO
L'itinerario di Alex è pubblico, si possono leggere tutte le tappe sul suo sito, World On Bicycle. Nel portale, così come nei suoi canali social, l'ingegnere condivide foto e video della sua avventura. Scrive e parla in inglese, così da rendere i suoi contenuti fruibili per un pubblico più ampio possibile. Alex non nasconde di avere un ulteriore sogno: trasformare la sua passione in un lavoro, proprio grazie all'ausilio dei social media. Una passione che gli ha trasmesso il nonno Felice, «che mi ispira - spiega - ogni volta che conquisto una salita», e che nel tempo è cresciuta. Il desiderio di affrontare in bici sfide sempre più ardue è stato alimentato anche dal mondo del web, caro all'ingegnere. «Ho fatto i primi viaggi in Irlanda, Scozia, Islanda e Toscana - conclude - spinto da alcuni video visti su YouTube. Ora vorrei anch'io motivare altre persone, ispirarle a inseguire i loro sogni. Tutto si può fare, basta volerlo».


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leggendo   su https://www.fanpage.it/  la  vicenda      riporta  sotto  

Mi chiedo e mi sono sempre chiesto ( vedere il precedente post : << perchè non dobbiamo diffondere ulteriormente e non ho guardato ed diffuso il video della pompa di benzina di brescia o dintorni >> d'appassionato fotografo , io che volglio sempre cogliere l'attimo e fare foto da bastard inside 😇😂 agli amici senza chiedere di mettersi in posa , perché c'è un bisogno così costante di scattare una foto di tutto ciò che facciamo. Stiamo raggiungendo un livello ridicolo ed esagerato solo per attirare l'attenzione"? .

Ferite e vive per miracolo dopo incidente stradale si scattano un selfie sul bordo della strada
È accaduto in Messico, dove due ragazze gravemente ferite dopo un incidente stradale si sono scattate un selfie sul bordo della strada in attesa dei soccorsi.

                             A cura di Davide Falcioni

Scampate alla morte per miracolo dopo un terribile incidente stradale hanno trovato la voglia e il modo di scattarsi un selfie. Sta facendo discutere l'immagine scattata in Messico di due donne insanguinate, gravemente ferite e sedute su un marciapiedi intente a scattarsi una fotografia dopo essere state protagoniste di uno schianto nel quartiere Lomas del Mirador della città di Cuernavaca.
L'incidente è avvenuto sabato sera: nella foto scattata da un passante si vedono due ragazze sedute sul
bordo di una strada con lo smartphone in mano, intente a scattarsi un selfie mentre tutto intorno gli altri occupanti della vettura incidentata erano intenti a chiamare polizia e ambulanza. L'auto sulla quale viaggiavano intanto era ribaltata in mezzo alla strada con i finestrini rotti. Il sospetto delle forze dell'ordine è che lo schianto sia avvenuto a causa dell'eccessiva assunzione di alcol da parte della persona al volante.
Stando a quanto riferiscono i giornali locali entrambe le ragazze protagoniste del selfie avrebbero riportato ferite gravi e sarebbero state condotte in ospedale insieme agli altri tre occupanti della vettura. I dettagli dell'incidente non sono stati resi noti e le autorità messicane stanno ancora indagando, tuttavia online si è scatenato un acceso dibattito sulla "scena del selfie"


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13.5.24

diiario di bordo n 50 anno II .Amori artificiali, case improbabili, sonnellini volanti, cliché da primato, fritti misti criminali, carcerati noiosi e prestigiatori armati

 


Cagliari Viene fermato dalla volante e prova a distrarre i poliziotti con trucchi di magia, in auto aveva 9 coltelli

Abbiamo l’idolo della settimana, un 57enne di Cagliari. È immortalato da questo articolo della Nuova Sardegna: “Fermato a un posto di blocco stradale al volante di una vettura di grossa cilindrata, ha messoin atto pratiche da illusionista per distogliere gli agenti della polizia stradale dal procedere con i controlli di routine”. La prossima volta che vi chiedono patente e libretto provateci anche voi, per vedere l’effetto che fa: “Con gesti da prestigiatore professionista, prima ha estratto un fazzoletto sporco da uno dei calzini che indossava, poi un altro da un orecchio”. Ipnotico, ma vano: “L’atteggiamento ha lasciato meravigliati i due agenti della pattuglia, ma non li ha distolti dal loro servizio”. Dentro al portabagli hanno trovato “9 coltelli (di cui otto a serramanico) tenuti in una busta di plastica, un altro da cucina lungo 40 centimetri e un bastone, che gli sono costati una denuncia per porto di oggetti atti ad offendere, di cui non ha saputo giustiziare la detenzione”. Provaci ancora, mago.


Russia
Nerd usa Chatgpt per chattare con 5mila donne su Tinder e alla fine conosce sua moglie
L’informatico russo Aleksandr Zhadan è un personaggio a metà tra la commedia romantica e la letteratura distopica. Ha messo a frutto le sue conoscenze, le inquietanti potenzialità dell’intelligenza artificiale e le praterie digitali di Tinder per risolvere la questione fondamentale della vita: trovare l’amore. “Tutto è iniziato nel 2021 – scrive Wired – al termine della sua precedente relazione. (...) Ha creato un software che piazzava in autonomia like a utenti che corrispondevano alle sue preferenze (...) poi in caso di match la palla passava a un GPT personalizzato e addestrato per scrivere come lui così da intrattenersi in conversazioni nelle chat interne a Tinder”. In altre parole: lasciava che la fase del corteggiamento fosse gestita al posto suo dall’ia. “Il sistema è stato sfruttato per chattare con 5239 utenti su Tinder”. Risultato? Un po’ di incontri deludenti e almeno uno memorabile: nel 2022 ha conosciuto Karina, hanno iniziato a convivere e si sono sposati.




Usa/1 Una lavoratrice 34enne vive per un anno all’interno dell’insegna del supermercato senza farsi scoprire


Quando si tratta di mettere un tetto sopra la testa, ci si arrangia come si può. “Una donna dello Stato del Michigan, negli Stati Uniti, è stata trovata a vivere all’interno dell’insegna di un negozio”, scrive Today. Family Fare, supermecato di Midland, cittadina di 42mila abitanti, ha un’insegna triangolare larga un
metro e mezzo e larga poco più di due: è lì che è andata a vivere la 34enne. Fantasia e spirito d’adattamento, ma soprattutto la disperazione nera a cui ti costringe una vita di precarietà e stenti.“Nonostante lo spazio ridottissimo, era riuscita a creare persino un piccolo ufficio, con una scrivania e una macchinetta del caffè. Ha confessato alla polizia di vivere così da circa un anno, perché priva di una casa, pur lavorando. In maniera ingegnosa è riuscita a procurarsi anche l’energia elettrica, ma proprio l’elettricità ha fatto scoprire il suo alloggio ‘alternativo’”. A far incuriosire i proprietari del negozio è stata una prolunga. La donna si è scusata ed è andata via, non è stata denunciata.


Usa/2 L’aereo sta per partire ma nella cappelliera c’è una signora che riposa. Il video spopola su Tiktok

A proposito di sistemazioni anguste e improbabili, sono diventate virali le immagini di una passeggera che dorme nella cappelliera dell’aereo su un volo in partenza da Albuquerque a Phoenix, ancora negli Stati Uniti. In Italia ne ha scritto il sito locale Oggi Treviso.
“Proprio mentre il personale di bordo stava dando il benvenuto prima del decollo, qualcosa di insolito è spuntato dalla cappelliera: una donna sdraiata nello spazio destinato alle piccole borse e ai bagagli a mano”. Sulle circostanze di questa bizzarra apparizione non si sa quasi nulla: “Il breve video è stato condiviso su Tiktok e in pochi giorni è diventato virale, superando i 5 milioni di visualizzazioni. Tuttavia è stato rimosso dalla piattaforma social e non è più disponibile. La clip si interrompe tra la perplessità dei passeggeri e qualche risata. Non è stata divulgata l'identità della donna né il motivo per cui si è posizionata in quel modo”.


Guinnes dei primati La Francia conquista il record per la baguette più lunga del mondo: 140 metri e mezzo

Stereotipi, non vi temo: la Francia ha conquistato il record per la baguette più lunga del mondo. L’impresa risale ad otto giorni fa, i transalpini – come diceva un loro saggio connazionale – hanno “rimesso la Chiesa al centro del villaggio”: prima del sorpasso infatti il primato apparteneva all’italia. “Domenica 5 maggio, a Suresnes, alle porte di Parigi, 18 panettieri d’oltralpe hanno sfornato una baguette artigianale lunga ben 140,53 metri – riporta Repubblica – assicurandosi così il nuovo Guinness World Record ufficiale e superando di quasi otto metri il record precedente di 132,62 metri stabilito a Como nel 2019”. Lo smacco della baguette riaprirà le polemiche sulla Gioconda? Con Sangiuliano alla Cultura è possibile. Intanto, ecco i dettagli dell’impresa: “I panettieri francesi hanno cominciato a preparare l’impasto da 152 kg alle 3 del mattino utilizzando 90 kg di farina, 60 litri d’acqua, 1,2 kg di sale e 1,2 kg di lievito”.



Torino Favori e (presunta) corruzione per farsi affidare la sagra del fritto misto: cinque indagati tra Regione e Gedi

In Italia la compromissione morale delle classi dirigenti regala anche momenti di comicità assoluta. Su Repubblica di venerdì è comparso questo titolo a suo modo meraviglioso: “Favori per farsi affidare la sagra del fritto misto, 5 indagati a Torino”. I dettagli sono ripresi da un’agenzia dell’ansa: “Il procedimento riguarda due funzionari di Visit Piemonte, società in house della Regione, un consigliere comunale a Baldissero (Torino) e un giornalista, direttore della testata Il Gusto, portale di enogastronomia del gruppo Gedi, Luca Ferrua. Il fascicolo è aperto, a vario titolo, per corruzione e turbata libertà di scelta del contraente”. Tutto ruoterebbe attorno a un incarico, pagato con 48mila euro provenienti da fondi pubblici, per la promozione di un piatto tipico di Baldissero, la “fricassea”. Anzi per la precisione, la Fricassé ‘d Baudissé an girula. “Un fritto misto – leggiamo proprio su Il Gusto – che mette insieme carne, vegetale, dolce e salato, in un assortimento di ben 16/18 pezzi che variano in base alla stagione”. Il classico magna magna.



Bologna Faceva selfie con i passanti vestito da Topolino e intanto gli rubava il portafogli: condannato a cinque anni

Si aprono le porte del carcere per Topolino. Per alcuni sarà un sollievo: è universalmente riconosciuto come il personaggio più borioso e antipatico della Disney. “I poliziotti delle volanti hanno notato un ventinovenne romeno già conosciuto, assieme a una connazionale vestita da Minnie”, scrive il sito di Sky Tg24. “L’uomo, che nella circostanza era in ‘ borghese’ di solito si nascondeva sotto i panni di Topolino avvicinando i bambini e le mamme per poi derubarli. Dai controlli è emerso che a suo carico c’è un ordine di carcerazione per un cumulo di pene pari a quattro anni, otto mesi e 26 giorni, per furti e rapine commessi a partire dal 2017 in città”. I metodi di Topolino e consorte erano rinomati: “Utilizzando il fascino dei personaggi Disney, i due avvicinavano i bambini in piazza Maggiore, offrendo gioiosamente palloncini o proponendo selfie e nel frattempo derubavano i genitori distratti”. Alla fine, ironia del destino, s’è fatto beccare quando non indossava la maschera.









21.2.24

Notizie demenziali : aerei biblici , natiche in fuga, poliziotti teneroni, musei ultra romantici, bambini al volante, influencer da ricovero e imbecilli alla griglia






Mantova Utilizzano come barbecue un’opera d’arte costata 150mila euro e poi scappano a gambe levate dai vigili urbani



Quei bravi ragazzi di Suzzara. “Hanno utilizzato un’opera d’arte da oltre centomila euro come barbecue per una festa e solo all’arrivo di una pattuglia della Polizia locale se ne sono andati, lasciando anche rifiuti tutt’intorno”, si legge sull’ansa. Succede appunto a Suzzara, in provincia di Mantova: “In rete è finito un filmato della festa che un gruppo di giovani aveva organizzato sull’installazione artistica Sweet Home dell’artista Umberto Cavenago, collocata nell’area golenale del Po denominata San Colombano. I ragazzi erano saliti su quell’opera d’arte che assomiglia ad una barca coperta e hanno acceso un barbecue, costruito con alcuni massi raccolti intorno, per grigliare della carne”. Al di là della sensibilità artistica, l’opera ha un valore economico: “L’installazione in ferro era costata 153mila euro, di cui 103 finanziati dal Piano per l’arte contemporanea 2020, un progetto promosso dal ministero della Cultura, e gli altri 50mila sborsati direttamente dal Comune di Suzzara”. Buoni per farci la griglia.
Article Name:Mantova Utilizzan

Roma Scappa dopo un lifting ai glutei da 20mila euro. Il chirurgo: “Restituisca almeno i drenaggi”

Stira il sedere e scappa. A Roma una 38enne accumulatrice seriale di chirurgia estetica si è data alla macchia dopo un impegnativo intervento di lifting ai glutei. Un’operazione durata sei ore e che sarebbe costata circa 20mila euro, ma la donna non ha saldato la parcella (solo un anticipo di mille euro) e ha preferito una “fuga rocambolesca – scrive Repubblica – con i drenaggi, le protesi e la guaina pur di non pagare quanto dovuto. Poco ha potuto fare il personale sanitario che l’ha vista dileguarsi a bordo di un’auto dove, presumibilmente, l'aspettava il compagno”. Il medico che l’ha operata è stato costretto a denunciarla e a chiederle pubblicamente, sui social, “di restituire almeno i quattro drenaggi”. La signora è recidiva: “Da una breve ricerca il chirurgo ha scoperto che la donna era già ‘ricercata’ da un altro collega al quale avrebbe rubato un trattamento di medicina estetica con acido ialuronico di filler alle labbra”. In quel caso fuggì “con la scusa di dover andare a prendere la borsa nell'auto





Croazia A Zagabria c’è il “Museo delle relazioni interrotte”, dove si conservano i ricordi delle storie d’amore finite male



A proposito di San Valentino, un’idea curiosa e romantica arriva da Zagabria, dove si può visitare un “Museo delle relazioni interrotte”. Lo racconta la Reuters: “Una crosta causata da un vecchio incidente in moto. Un abito da sposa mai indossato. Una gamba protesica. Un’ascia. Mentre il mondo celebra San Valentino, un museo a Zagabria ha raccolto oggetti che commemorano storie a volte bizzarre di amore perduto”. Il museo è stato fondato nel 2006 in pieno centro, è gestito da privati e “ha migliaia di pezzi, alcuni ordinari, altri strani, ciascuno emblema di una storia d’amore morente”. Come ha spiegato il cofondatore, Drazen Grubisic, “non sono gli oggetti, ma le storie ad essere intriganti ed emozionanti”. La protesi, per esempio, apparteneva a un veterano di guerra che si era innamorato di un impiegato del ministero della Difesa dopo l’operazione alla gamba. “Questo è un museo sull’amore – ha detto Grubisic –. Quando un rapporto finisce, c’è una prospettiva nuova”.
Article Name:Croazia A Zagabria c’è il “Museo delle relazioni in



Perù A San Valentino un poliziotto si traveste da orsetto di peluche per arrestare due donne narcotrafficanti


Poliziotti puccettosi per combattere il narcotraffico. Succede in America Latina. “La polizia peruviana – scrive La Stampa – ha usato un trucco approfittando di San Valentino per catturare una donna spacciatrice: un poliziotto si è travestito da orsacchiotto che porta messaggi d’amore e ha attirato l’attenzione della donna che la polizia sospettava detenesse la droga. Quando la donna è uscita i poliziotti l’hanno fermata e perquisito la casa, trovando sacchi di droga già divisa in dosi e pronta al consumo. L’operazione è avvenuta nel nord di Lima, a San Martin de Porres. La polizia ha arrestato anche un'altra persona. Le due donne, una madre e sua figlia, sono state accusate di spaccio di droga”. Nel video si vede l’orsetto bruno di peluche, con un palloncino a forma di cuore, accovacciato di fronte alla casa della pusher con le zampe spalancate. Dopo pochi secondi l’infido plantigrado le salta addosso e la ammanetta. Vatti a fidare.



Firenze Un bambino di 3 anni dimenticato per un’ora e mezza nello scuolabus, si fa liberare suonando il clacson a ripetizione


Un bimbo di 3 anni è stato dimenticato per più di un’ora all’interno dello scuolabus a Gambassi Terme, in provincia di Firenze. Cose che possono capitare, in fondo, tanto più che è stato lo stesso fanciullo intraprendente a farsi liberare attaccandosi al clacson del bus, finché qualche adulto non si è finalmente accorto di lui. “Suonando da solo insistentemente il clacson del mezzo”, scrive Today, “il piccolo è riuscito a farsi notare da una passante che ha immediatamente dato l’allarme. La donna ha chiesto aiuto al personale della scuola primaria che ha liberato il bambino”. Non vinceranno il premio di scuola dell’anno. “L’autista non si sarebbe accorto che il piccolo era ancora a bordo e aveva parcheggiato il mezzo nelle vicinanze di un istituto scolastico. Da quanto riportato è rimasto dalle 8 alle 10:30 circa all’interno del mezzo. Dopo essere stato liberato, è stato portato a scuola e sono stati avvertiti i genitori, il sindaco di Gambassi Terme ha promesso che sarà individuato il responsabile.


Amsterdam Piovono vermi in cabina, il volo è costretto a invertire la rotta: “È colpa di un pesce andato a male”


Sembra la sceneggiatura di una piaga biblica, ma è solo un volo della Delta da Amsterdam a Detroit, durante il quale decine di “vermi sono letteralmente caduti sulla testa dei passeggeri” (lo riporta il sito di Sky Tg24). La colpa è di un passeggero “che ha portato del pesce marcio sull’aereo, collocato in un bagaglio a mano riposto poi in una cappelliera”. Nella carne guasta sono proliferati i vermi che poi sono piovuti sulle teste dei passeggeri durante il viaggio. Non dev’essere stata la migliore delle esperienze. “Philip Schotte, originario dei Paesi Bassi e residente in Iowa, ha raccontato ai media di aver visto almeno una dozzina di vermi cadere su una donna, proprio durante il volo. ‘Ho provato realmente disgusto’, ha detto, rivelando come gli assistenti di volo abbiano rintracciato i vermi nella borsa di un passeggero situata nella cappelliera, dove hanno trovato un pesce avvolto in un giornale”. L’aereo ha invertito la rotta ed è tornato all’aeroporto di Schipol.



Stati Uniti La sfida dell’influencer da 400mila follower: “Mangio pollo e uova crude per 100 giorni consecutivi”

Il mondo, lo sappiamo, pullula di cretini e i social ne sono lo specchio deformante. Tra i più recenti eroi digitali spicca il nome di John, un uomo che ha avuto il buonsenso di omettere il suo cognome, ma è diventato famoso per aver lanciato e documentato questa sfida: mangerà pollo crudo per 100 giorni consecutivi, o almeno fino a quando non finirà all’ospedale. Il Raw Chicken Experiment (Esperimento del pollo crudo) è seguito da oltre 410mila follower. Lo apprendiamo da Leggo: “Nel corso dei giorni (ha scavallato il trentesimo, dr) il protagonista ha condiviso video e foto di sé stesso mentre gusta pezzi di pollo crudo – siano essi cosce, filetti, o persino un intero volatile con tanto di interiora – accompagnati da salse piccanti e uova altrettanto crude”. Un autentico imbecille. “John paragona il sapore del pollo crudo a quello del sashimi giapponese, suggerendo che, se preparato correttamente, può essere considerato un’alimentazione sicura e prelibata. Un altro beneficio è disgustare le persone e farle incazzare”.