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8.3.26

dittatura woke , eccesso di politicamente corretto, cancel culture ? il caso della pasticceria chez le negres di Cagliari fa ancora discutere


ha ragione  Tacitus     sull'unione  sarda  8\3\2026







perchè s' è vero che il termine Negritudine dal significato originario



La negritudine (négritude in francese) fu un movimento letterario, culturale e politico sviluppatosi nel XX secolo nelle colonie francofone e che coinvolse scrittori africani e afroamericani. Gli esponenti di questo movimento (fra cui Léopold Sédar Senghor, Léon-Gontran Damas, Aimé Césaire, e Guy Tirolien) si proponevano di affrancare i propri popoli dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori attraverso l'orgogliosa rivendicazione delle qualità peculiari proprie dei neri (la loro "negritudine").
Origine
Fra i precursori del concetto di negritudine si cita in genere René Maran, autore di Batouala. Il termine négritude fu usato per la prima volta da Aimé Césaire nel 1935, nel terzo numero della rivista L'Etudiant Noir[1]. Césaire rivendicava l'identità e la cultura nera contro quella francese, percepita come strumento di oppressione da parte dell'amministrazione coloniale. Il concetto fu poi ripreso da molti altri autori. Fra questi spicca Léopold Sédar Senghor, che in Canti d'ombra (Chants d'ombre, 1945) arricchì l'idea di negritudine opponendo la "ragione ellenica" all'"emozione nera".
si proponevano di affrancare i propri popoli dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori attraverso l'orgogliosa rivendicazione delle qualità peculiari proprie dei neri (la loro "negritudine").[...]
Si sia trasformato in termine razzista e dispregiativo tanto è vero che  il  termine   è  stato      rimesso   in discussione    addirittura  dagli stessi    che  lo hanno  coniato   .  Infatti         
sempre da wikipedia  :  [...] L'idea di negritudine è stata criticata soprattutto da autori neri (o creoli), che l'hanno denunciata come forma celata di razzismo o di resa nei confronti della mentalità del colonialismo. Il poeta nigeriano Wole Soyinka, premio Nobel per la letteratura, ha per esempio osservato:«La tigre non proclama la sua "tigritudine". Essa assale la sua preda e la divora.»Lo stesso Césaire, che ha coniato il termine, se ne è progressivamente allontanato. Fabien Eboussi Boulaga, in Autenticità africana e filosofia, denuncia l'idea della negritudine come feticcio ed espressione della "colonizzazione mentale" degli europei sugli africani.[3] Analogamente, Stanislas Adotevi in Négritude et négrologues (1972) vede nel modello di nero proposto dalla negritudine una riproposizione degli stereotipi creati dai bianchi.Franz Fanon (autore de "i dannati della terra" e allievo di Césaire) muove una critica al movimento in quanto quest'ultimo faceva "essenzialismo strategico", ovvero si riappropriava di termini dispregiativi che invece di emancipare la figura dell'indigeno nero, lo determinava in base agli stereotipi coloniali.È un discorso strategico per il movimento Negritude perché ciò giustificava il rimanere sullo stesso piano del linguaggio del colono, ma è strategico anche per il colono in sé che viene così legittimato ad una "missione civilizzatrice" perpetua.Perché se gli indigeni sono "selvaggi per natura e lo rimarranno per sempre allora il colonialismo deve rimanere a civilizzarli per sempre".
Ma   nel  caso  del locale in questione   ,  vedere  riferimento  inizio  post  ,  si tratta    di  un  caso  come  fa  notare  lo stesso  tacitus   di  cancel culture ovvero cancellarela storia passata indipendentemente  che sia : giusta o sbagliat,bella o brutta , ecc. oltre  che   un eccesso    della  cultura   woke    di  cancell culture    visto che  l'erede    che  ora  gestisce  il locale   ha  detto che  era   un nome  usato  ai   nonni  che emigrarono      dalla  Tunisia    nel  periodo  in  cui  il termine  aveva  ancora il suo  significato originario  e  distintivo  . 
Secondo me   va  lasciato   e  non rimosso   o cambiato

3.3.26

Il padre gli disse "Niente laurea, niente rugby". Ora Maro Itoje lotta contro il razzismo, mette in discussione vecchie tradizioni, e sabato sfiderà l’Italia al Sei Nazioni






"Non puoi allenarti come Tarzan e vivere come Mick Jagger": Itoje, dottore, poeta e capitano inglese
Il padre gli disse "Niente laurea, niente rugby". Ora lui lotta contro il razzismo, mette in discussione vecchie tradizioni, e sabato sfiderà l’Italia al Sei Nazioni
Francesco Palma
2 marzo - 12:12 





Maro Itoje è uno che ci mette la faccia. Sempre. Lo fa quando l’Inghilterra, di cui è capitano, da favorita del Sei Nazioni finisce a lottare per non arrivare ultima. Lo fa quando bisogna parlare di razzismo, di politica, di temi davvero importanti (“Non sono solo un rugbista, quella è solo una parte di me”). Lo fa anche a costo di mettersi contro i tifosi, di mettere in discussione tradizioni storiche del tifo e del rugby inglese. Itoje non è mai stato come gli altri, ma allo stesso tempo non ha mai voluto distinguersi per forza, per necessità: è semplicemente questo. Da un anno è il capitano dell’Inghilterra che sfiderà l’Italia sabato, è un giocatore simbolo della Nazionale (esordio nel 2016 a 21 anni) e un elemento fondamentale in campo, con le sue braccia da piovra e i suoi 2 metri per 115 kg che non gli impediscono però di essere elastico e dinamico. Ma è anche un simbolo della lotta al razzismo (“anche dopo aver esordito andavo in alcuni supermercati e mi scambiavano per un dipendente, e questo succede a molti neri. E per i neri la strada è sempre più insidiosa”), un amante della cultura, appassionato di quadri e di poesia, e un uomo che porta avanti le sue idee a testa alta e a schiena dritta. In campo e fuori.

14.2.26

chi lo dice che a san valentino si debba celebrare solo l'amore etero ?

la  storia    riporta da   Fabiosa Italia sarà seconcondo Simona Habibi  : « probabilmente fake,ma se fosse vera, tanto meglio così! Ognuno ha il diritto di amare chi vuole.C'è da scandalizzarsi contro chi odia,non contro chi ama »


“Le ragazze non amano le ragazze,” ci disse mia madre negli anni '70. Ero una ragazza nera in un quartiere stretto dove tutti osservavano tutti. Lei era la ragazza pallida con albinismo che viveva due strade più in là. Ci siamo incontrate a scuola, pranzavamo insieme e tornavamo a casa per la stessa strada ogni giorno. La gente la fissava ovunque andassimo. Quando mi teneva per mano, ci fissavano entrambe. Un pomeriggio mia madre mi prese da parte e disse quelle parole. I suoi genitori dissero di peggio. Così smettemmo di vederci. Non perché non lo volessimo più. Perché era impossibile allora. Gli anni passarono. Io mi trasferii per lavoro. Lei si trasferì per sfuggire agli sguardi. Ci siamo ritrovate di nuovo nei nostri quaranta sui social media. Un messaggio si trasformò in chiamate. Le chiamate si trasformarono in visite. Le visite si trasformarono in qualcosa che finalmente avevamo il coraggio di scegliere. L'anno scorso, abbiamo firmato il nostro contratto di locazione insieme. Dopo tutto quel tempo, finalmente possiamo tornare a casa l'una dall'altra.

9.2.26

a che punto siamo arrivati che ci beviamo la propaganda exenofoba e le balle di un femminicida . il caso Naudy Carbone,

L’uomo nella foto si chiama Naudy Carbone, ha 30 anni, e la sua è una di quelle storie che dovrebbe farci vergognare di essere italiani.
Se solo esistesse ancora, come  dice  Tosa  ed  altri  che  anora  non hanno mandato il cervello all'ammasso  ,  in questo Paese, il senso della vergogna.
Pochi giorni fa, subito dopo (  l'ennessimo )  il  femminicidio di Zoe Trinchero, l’assassino, Alex Manna, ha cercato di depistare le indagini e scaricare tutta la colpa su questo giovane uomo, non solo completamente innocente ma del tutto all’oscuro anche del delitto.
E lo ha accusato non per caso ma perché Naudy Carbone è nero, il “colpevole perfetto” da dare in pasto a un’opinione pubblica ormai   sempre   più  spaventosamente razzista, abbeverata da una martellante propaganda xenofoba.
E infatti, quella stessa notte, intorno all’una e mezza, mentre stava dormendo, Carbone è stato svegliato da alcuni rumori sulle scale e in strada.
Una folla si era radunata davanti a casa sua armata di bastoni per vendicare la morte di Zoe Trinchero.
“Esci, ne*** di me***”, questo gli urlavano dalla strada, al punto che Naudy è stato costretto a barricarsi in casa per evitare quello che sarebbe stato un vero e proprio linciaggio.
E solo l’intervento dei carabinieri, chiamati da Carbone, ha evitato il peggio.  Quello   che  più  impressione    e    che  Naudy Carbone è italiano, italianissimo, un jazzista di grande talento, diplomato al Conservatorio di Genova, originario della Guinea, adottato da una famiglia di Nizza Monferrato quando aveva 3 anni.
È stato accusato di omicidio dall’uomo italiano bianco che lo aveva commesso.E immediatamente, per tutti, è diventato all’istante il colpevole. Senza alcun dubbio.Se non è razzismo questo, davvero non so cosa sia il razzismo.
Voglio mandare un abbraccio fortissimo a quest’uomo, e dirgli che non è solo, nonostante tutto. concludo con quanto dice l'amico Marco domina : << [...] Ora Nizza tace. Dovrebbe - dovremmo - riflettere a fondo su questi fatti, e, per prima cosa, chiedere scusa ufficialmente a Naudy: uno per uno, in processione a casa sua. E poi scuse pubbliche. Anche dalla loquace Giorgia Meloni, che si occupa pure del personale di Sanremo, ma non ha mai una parola giusta o saggia per i profondi disagi che attraversano il paese. >>

14.11.25

basta dare spazio alle .... di Vanacci



Inizialmente   avevo   preparato    il  post    odierno      con   relativo  commento   all'ennesima  uscita   di vanacci .  mai  poi  ho cambiato idea . Lo   so     che     l'indifferenza  e  il  silenzio  hano  permesso   alle  dittature   di   resistere  per  anni . Ma    come  dice   su  facebook  

La sinistra  e   i media    passano  troppo tempo a inseguire qualsiasi rutto di questo soggetto.È perdita di tempo.Questo soggetto qua non ha politicamente niente da dire, scrive malissimo, non ha argomenti, trasuda libri non letti ed è un mix marginale di luoghi comuni, rabbia, bassezze, qualunquismo becero e vuoto contenutistico. L’incarnazione da bar sport 2.0 dell’italiano medio al suo minimo.Però ha anche dei difetti.Lasciatelo ai suoi soliloqui da nostalgico caricaturale: non merita neanche il vostro sdegno. È solo un napalm57 uscito (un po’) dall’anonimato, ma finisce lì.Che la tranvata monumentale in Toscana gli sia  lieve 




Il post    potrebbe    concludersi    qui  ma  purtroppo    non riesco  a      non  chiedermi :  Cosa c’entra la nomina a direttrice musicale di un teatro con la vicepresidenza di una Regione?  Cosa c’entra la pelle nera, l’essere biondi, bianchi, cristiani, musulmani, africani ??  Vannacci è talmente ossessionato dal colore della pelle da non riuscire a concepire che Mia Diop è stata nominata perché capace, meritevole di un incarico che non è tecnico ma POLITICO, espressione di idee e cultura per fortuna lontane anni luce da Vannacci.
Povero Generale, ancora non si è ripreso dall’accoglienza antifascista di Livorno (la città di Diop) e soprattutto dalla batosta presa in Toscana, dove non l’hanno votato manco i leghisti.Se ne faccia una ragione, (ex) generale, prima o poi.


16.9.25

DIario di bordo . n 147 anno III Quando il razzismo aveva forza di legge 15 settembre 1935 legi di norimberga\ leggi razziali ., genitori che mettono online le foto dei figli e poi si lamentano se un pedofilo se trova e le usa



sembra oggi .Eppure è successo esattamente il 15 settembre di 90 anni fa




AGI - Una sessione speciale del Parlamento tedesco sotto controllo dei nazisti era stata voluta da Adolf Hitler per approvare quelle che passeranno alla storia come le Leggi di Norimberga: due provvedimenti che rendevano legali discriminazione e persecuzione. L’annuncio ufficiale del Führer era arrivato il 15 settembre 1935, durante il settimo raduno annuale del partito, e la pubblicazione avverrà il giorno seguente. segue    su   https://www.agi.it/cultura/news/2025-09-15/razzismo-aveva-forza-legge-33169391/  per  chi  volesse   approfondire  tale  argomento   consiglio sempre dello stesso autore   e   stessa fonte     questi due  articoli  : I  II

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 per    chi ancoira  non lo sapesse , visto che  il  mio vecchio  account   ( redbeppeulisse1)  è stato dissattivato , sono ancra  su fb   con 








Non scambiatemi per censore . perchè postare le foto dei bambini ,questo è un mio parere ,poi ognuno è libero di fare ciò che vuole ci mancherebbe.  Però poi  non ti   lamentare   e  non fare  il  forcaiolo    se i tuoi figli\e  sono   vitime  di un pedofilo  che  ha  usato per  i  tuoi turpi  e depravati usi  le  tue foto    che  tu  haoi  messo sui social 

4.9.25

Miss Trieste sommersa dagli insulti dopo la vittoria, la mamma: «Attaccata da chi non accetta italiani con la pelle scura »meno male che la città s'indigna e dice no

leggo   su msn.it    mi  pare   degli articoi    di  tgcom24    e  https://corrieredelveneto.corriere.it/  una   notizia  di    due  giorni fa    . Ma  tali  notizie  non hanno    data  di scadenza  .  
La  nortizia    riguarda  La polemica social sulla “triestinità” e il ruolo dell’identità culturale 
Dopo l’incoronazione di Vittoria, su varie piattaforme social è emerso un confronto serrato fra utenti che mettono in discussione la sua appartenenza culturale a Trieste basandosi soprattutto sul colore della pelle. Alcuni commenti, spesso critici, definiscono la vittoria come una possibile “tradimento” della tradizione della città. Dall’altro lato, altre voci difendono la ragazza, ricordando che Trieste ha una storia multietnica e che la presenza di diverse etnie è ormai parte integrante del tessuto sociale da secoli. Il quotidiano locale Il Piccolo ha evidenziato come certi messaggi ricordano epoche di discriminazione profonda, con riferimenti all’America degli anni ‘60, mentre altri utenti si interrogano su quali reazioni potrebbero esserci in Paesi da cui la vincitrice ha origini diverse, se per esempio una Miss europea vincesse in quei contesti. Questo scambio testimonia l’ampiezza delle sensibilità e delle tensioni sul tema dell’identità e dell’inclusione nell’Italia contemporanea.
Il concorso Miss Trieste, tra tradizione e valore sociale oltre la semplice bellezza. Nel corso degli anni, è stato pensato come evento di riflessione e sensibilizzazione su temi sociali come la lotta contro la violenza sulle donne e le discriminazioni di genere. L’elezione di Vittoria Maculan assume una rilevanza simbolica in questo contesto, promuovendo valori come il rispetto, l’uguaglianza e la convivenza tra culture diverse. Gli organizzatori hanno scelto di mantenere il concorso come momento aperto e inclusivo, riconoscendo come la città stessa rifletta un mosaico di etnie e storie. La giovane Miss Trieste incarna oggi questo ruolo, portando in scena non solo una bellezza esteriore, ma anche una rappresentanza della complessità sociale che caratterizza Trieste.
Reazioni personali di vittoria e della madre di fronte alle critiche
La vittoria di Vittoria ha suscitato emozioni forti, soprattutto per lei e la madre, Marianna. Entrambe hanno espresso amarezza per l’onda polemica emersa sui social. Marianna ha spiegato che vorrebbe che l’evento rimanesse nel suo ambito naturale, cioè un semplice concorso di bellezza, senza essere trasformato in terreno di scontri culturali. Ha ribadito come la figlia abbia seguito le regole previste, sia residente a Trieste da anni e sia perfettamente integrata nel tessuto sociale. Oggi Marianna cerca di trasmettere a Vittoria la consapevolezza che certi attacchi possono presentarsi e che bisogna imparare a superarli con forza. La ragazza, figlia di una famiglia che ha vissuto esperienze multiculturali in più continenti, rappresenta una nuova generazione che incarna un modo diverso di essere italiani e triestini. Le critiche ricevute pesano, ma fanno parte di un confronto più ampio che coinvolge la società intera.  Infatti
L'elezione di Vittoria MaculanVittoria Maculan, nata a Verona da mamma veronese e papà senegalese. a Miss Trieste 2025, avvenuta lo scorso 30 agosto, ha scatenato un'ondata di polemiche sui social. La ragazza, quasi sedicenne, nata a Verona da madre italiana e padre senegalese, è finita nel mirino dei “leoni da tastiera”, che ne hanno messo in discussione la "triestinità" e l'"italianità", con attacchi espliciti legati al colore della sua pelle. A difendere pubblicamente la figlia è Marianna Maculan, che in un'intervista al Corriere del Veneto ha sottolineato l'ipocrisia dei commenti ricevuti: "Tra le sei finaliste, solo Vittoria e un'altra concorrente avevano un cognome inequivocabilmente italiano. Le altre avevano cognomi stranieri, eppure le critiche si sono concentrate solo su mia figlia, per il colore della sua pelle".Vittoria è nata a Verona ma si è trasferita a Trieste nel 2017, quando la famiglia ha seguito la madre per motivi di lavoro. Qui ha iniziato la scuola, costruito amicizie e si è perfettamente integrata nella vita cittadina. La madre ricorda con amarezza il giorno successivo alla vittoria al concorso:
"Avremmo voluto festeggiare in famiglia, ma ci siamo trovati travolti dalle polemiche e dagli insulti". Le critiche rivolte a Vittoria si sono concentrate su tre fronti: l’età - compirà 16 anni a breve -, la residenza e la presunta "non italianità". "L’hanno invitata persino a partecipare a un concorso in Africa - ha raccontato la madre - Vittoria ha la sola cittadinanza italiana, non ha mai vissuto in Africa, la sua unica patria è l’Italia". 
Un messaggio oltre la polemica Un aspetto particolarmente amaro della vicenda riguarda il contesto triestino. "Criticare questa elezione - ha affermato Marianna - è come rinnegare l'identità stessa della città. I triestini  e  l'odierno  Friuli venezia  Giulia  hano   conosciutto  coesistenza  \  convivenza   con gli Salvi   , ha  subito    gli efetti  nefasti   dei nazionalismoi ( pulizie   etniche  ,  genocidi  ,  campi  di deportazione  di cocentramento   ,  leggi  etnico  razziali )   e  tuttora convivono da sempre con cognomi slavi, ma sembra che una pelle scura sia ancora in grado di creare fastidio". Meno  male    che -- secondo tgcom 24 preso da  msn.it  -- Nonostante le critiche, la famiglia Maculan ha deciso di non rispondere con rabbia: "Non abbiamo voluto abboccare ai commenti d'odio, ma ci teniamo a lanciare un messaggio chiaro: si può e si deve andare avanti a testa alta, perché essere italiani non significa necessariamente avere la pelle bianca".
Moda e studi nel futuro di Vittoria  Dopo la vittoria, Vittoria ha già ricevuto proposte dal mondo della moda: un'azienda milanese l'ha contattata per sfilare in passerella e ha superato la selezione per partecipare a Miss Mondo. Cresciuta in una famiglia internazionale ha vissuto tra Asia, Africa e Stati Uniti, non trascura gli studi, coltivando i suoi sogni. "È una cittadina del mondo" ha concluso Marianna.  Fortunatamente   secondo  https://www.veronaoggi.it   a prendere posizione è arrivato in particolar modo, un post su Facebook.  di  qualche  triestino 
“Care cittadine, cari cittadini, oggi il nostro quotidiano locale parla di ‘piano anti degrado’. Ma quale degrado vogliamo contrastare, estirpare dalla nostra bella e spero ancora civile città? Io vorrei radere al suolo il degrado culturale, morale e umano che ho letto in questi due giorni dopo la vittoria al concorso di Miss Trieste della bellissima mula triestina Vittoria Maculan. Ho letto commenti di triestine e triestini di un odio, di un razzismo e di un’invidia inarrivabili. Questa non può essere la nostra Trieste internazionale e multietnica. Il vero, abissale degrado è in quei commenti bui e maleodoranti. Trieste, risvegliati ed esci dall’odio in cui stai scivolando”.


12.8.25

Perché i giornali esaltano Kelly Doualla, campionessa europea nei 100 metri femminili U20 a 15 anni? Ecco la risposta A vanacci e xenofobici nostrani

 DI COSA STIAMO PARLANDO
https://l-nk.it/7urfsR
Era difficile concentrare in sole sei righe l’intero repertorio razzistoide e islamofobo del leghista e purtroppo non solo medio. Ma l’ex generale Vannacci ancora una volta è riuscito nell’impresa.Parlando della (splendida) medaglia d’oro nel triplo di Erika Saraceni agli Europei Under 20, Vannacci ha scritto:


Il tutto senza neanche il coraggio di nominare il vero bersaglio delle sue frecciate: Kelly Doualla. Il cui oro è stato celebrato non perché nera ma perché a 15 anni ha compiuto imprese e tempi che nessuna prima di lei neanche a 18 anni aveva realizzato.Ma è possibile che una bellissima vittoria a livello europeo di una quindicenne [ vedere fotosopra] debba,essere usata per delle becere ,già superate dalla storia ,idee ( se tali  si possano chiamare ) ?.       
 Lo so che 


ma davanti al riemergere di vecchie ideologie che hanno causato fra il XIX e Il XX secolo razzismo , persecuzioni, due guerre mondiali , olocausti , segregazione., ecc non riesco a riesco a far finta di niente . E a considerare anacronistico o macchiette simili persone e pensieri . lo so che replicare a tali persone è come tale detto 

Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi".

ma sono allo stesso tempo convinto che se educati come  fa  Daryl Davis    [...] un musicista e attivista
R&B e blues americano. I suoi sforzi per combattere il razzismo coinvolgendo i membri del Ku Klux Klan (KKK) hanno convinto decine di uomini del Klan ad andarsene e denunciare il KKK. Conosciuto per il suo energico stile di pianoforte boogie-woogie,Davis ha suonato con musicisti come Chuck Berry,[Jerry Lee LewisB. B. King,[Bruce Hornsby
È il soggetto del documentario del 2016  Accidental Courtesy: Daryl Davis, Race & America [ .....  segue  su Wikipedia alla  voce Darly Davis  voce enciclopedica  presente  anche  in italiano per  chi non mastica  inglese. ] Ma  sopratutto  perchè credo (  per  me   è  stato cosi  tra i  13\15  anni  ) che  possa succedere come nel finale del film The Best of Enemies (2019) doponilmprotagonista ex kkk   discutendo  e confrontandosi cambia idea e strappa pubblicamente la tessera di tale organizza,ione neonazista . Ora dopo questo  sfogo ecco  Perché i giornali esaltano Kelly Doualla, campionessa europea nei 100 metri femminili U20 a 15 anni? Ecco la risposta come mai l'atleta azzurra ha avuto più spazio mediatico di quello delle altre (magnifiche) medaglie d'oro di Erika Saraceni e Diego Nappi?, chiedono in modo provocatorio certi account social. Il motivo ha poco a che fare con i complottismi. Basta dare uno sguardo ai numeri di un talento che corre nella gara regina dell'atletica 



Da ilfattoquotidiano  10 Agosto 2025



di Domenico Cannizzaro 


Da un paio di giorni le pagine sportive dei quotidiani parlano dell’impresa di Kelly Doualla, atleta italiana che ha dominato i 100 metri agli Europei U20 in Finlandia, a Tampere. E come spesso capita, intorno ai campioni sportivi azzurri c’è sempre una polemica. Per qualsiasi motivo. Sinner “non è italiano”, Tamberi è “esuberante”, Jacobs è “americano” e adesso, più sottilmente: “Perché le altre due medaglie d’oro Diego Nappi ed Erika Saraceni non sono così celebrati?” è la domanda che rimbalza in modo provocatorio su diversi profili social.
Non che a lei freghi molto (“Mi piacciono Paola Egonu e Myriam Sylla: sono nera e


italiana come loro, i commenti razzisti me li faccio scivolare addosso” ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera). Ma proviamo a mettere ordine. Partiamo dalle basi: no, Doualla non è sulle prime pagine dei giornali “perché è nera”, come si legge in alcuni commenti social. Altra premessa: complimenti a Erika Saraceni (ma ilfattoquotidiano.it come il resto della stampa italiana ne aveva già esaltato le gesta) – che nel salto triplo ha vinto stabilendo il record dei campionati e migliorando il record nazionale di categoria – e complimenti anche a Diego Nappi, che ha vinto i 200 metri con un gran tempo. Ma nell’impresa di Kelly Doualla c’è di più, dal punto di vista tecnico-sportivo e quindi giornalistico. Lo dicono i dati che parlano di un talento dalle potenzialità più che notevoli e che come tale va trattato (e tutelato e coltivato).
Kelly Doualla (in alto   al centro  foto  Francesca Grana per la Federazione italiana atletica leggera) Ha fermato il cronometro di Tampere a 11″22. Un tempone. È così che Doualla è diventata la più giovane U20 di sempre a vincere nella specialità. Basterebbe già questo per rendere onore all’impresa della 15enne azzurra. Ma c’è altro: in primis, parliamo della gara regina dell’atletica leggera. I 100 metri – che sia maschile o femminile – rimangono la gara più vista e più popolare. E nulla cambia se sia ai Mondiali, agli Europei o alle Olimpiadi. Per lo stesso motivo l’Italia ha esultato – “scioccata” – per l’oro di Marcell Jacobs nei 100 maschili dei Giochi di Tokyo, in quei 20 minuti che hanno cambiato la storia dello sport italiano che portarono anche il trionfo di Gimbo Tamberi nel salto in alto.Con il suo 11″22 (al Festival olimpico della gioventù europea di Skopje aveva anche chiuso in 11″21), è già la terza italiana più veloce della storia dopo Zaynab Dosso (11″01) e Manuela Levorato (11″14). E ha ancora 15 anni: Doualla ha vinto contro avversarie di due, tre, quattro anni più grandi di lei (e nell’età che porta dall’adolescenza alla piena maturità atletica fa tutta la differenza del mondo). Alle sue spalle la medaglia d’argento è finita al collo della diciottenne britannica Mabel Akande (11”41), il bronzo alla diciassettenne ucraina Uliana Stepaniuk (11”53). 19 centesimi di distacco sulla seconda, un’enormità sui 100 metri. Più giovane U20 di sempre a vincere nella gara regina dell’atletica, terza italiana più veloce della storia, trionfo netto contro avversarie anche tre o quattro anni più grande. Numeri che possono essere sufficienti per dare una risposta a “perché tutti parlano di Kelly Doualla”. Anche per i margini di miglioramento che può avere un’atleta che ha davanti a sé anni di possibile perfezionamento della tecnica, della preparazione atletica e di quella psico-agonistica.

Chi è Kelly Doualla

Kelly Ann Doualla è nata a Pavia il 20 novembre 2009 da genitori camerunensi, entrambi operatori sanitari e da tempo in possesso della cittadinanza italiana. Doualla abita a Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi e da anni si allena con il Cus Pro Patria Milano con l’allenatore Walter Monti, che le fa disputare gare anche con i maschi di 16 e 17 anni (e spesso vince).Doualla inizia a praticare atletica a livello agonistico molto presto e nel 2022 si fa notare ai Giochi Studenteschi, facendo registrare negli 80 metri un tempo migliore anche del vincitore maschile della categoria: 9″79 e seconda classificata staccata di circa 30 metri. A gennaio 2025 ha segnato il nuovo record europeo Under 18 nei 60 metri, vincendo ad Ancona in 7″23 e tre settimane dopo si è migliorata di altri 4 centesimi, mancando di un solo centesimo il record mondiale di categoria, alla finale dei Campionati italiani Allievi nei 60 indoor.Adesso l’impresa in Finlandia: la vittoria della finale dei 100 metri donne agli Europei U20 con un tempo di 11″22, con ben diciannove centesimi di vantaggio sulla seconda classificata. È la più giovane vincitrice della storia su questa distanza nelle 28 edizioni dell’evento, a 15 anni e 261 giorni di età, anche se lei non ci pensa, come ha dichiarato a corriere.it: “Non penso mai al fatto che ho solo 15 anni”.Ma non c’è solo la velocità. Doualla infatti è forte anche nel salto in lungo, con un record personale di 6,24 metri. La giovanissima atleta ha già partecipato a un raduno delle nazionali giovanili italiane. Insomma, un talento grezzo dell’atletica italiana ancora da affinare, considerando che ha soltanto 15 anni. E chi se ne frega delle critiche. Kelly Doualla le schiva, fugge. Un gioco troppo facile per chi corre i 100 metri a 15 anni in 11″21.


Le basta    come  risposta   Signor  Vannacci  ?






20.4.25

l'italia che non cambia o che cambia in peggio . Daniela Coli, il tweet sessista della prof filo-dem contro Meloni: "Lei si tocca" Bufera sulla Lega per immagini create IA, Pd e Avs “Rappresentano immigrati come criminali, alimentano odio e paura”.,


Daniela Coli, il tweet sessista della prof filo-dem contro Meloni: "Lei si tocca"


l post contro Meloni in foto con Trump: "Si tocca la f*** per l'eccitazione"

Un contenuto postato su un profilo X che porta il nome di Daniela Coli ha scatenato le reazioni degli utenti: cosa è successo

La visita di Giorgia Meloni a Washington, alla Casa Bianca per incontrare Donald Trump, è stata molto commentata sui social. Un post in particolare ha attirato l'attenzione per i toni utilizzati. Il nome del profilo si riferisce a Daniela Coli e nella descrizione si intuisce che si tratta di una docente universitaria. Nel post in questione c'è la foto di Meloni accanto a Trump in cui i due fanno il simbolo "ok" col pollice. La didascalia è evidentemente esplicita: "Lei si tocca la f*** tutta bagnata per l'eccitazione", alludendo alla posizione dell'altra mano della presidente del Consiglio. 

Il post di Daniela Colli con la foto di Meloni e Trump
Il post di Daniela Colli con la foto di Meloni e Trump

Il post è diventato virale in poco tempo, con centinaia di utenti che hanno commentato anche per insultare l'autrice. Persino il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ripostato il contenuto commentando: "Insegna".

Guido Crosetto commenta il post di Daniela Coli su Giorgia Meloni e Trump
Il commento del ministro della Difesa, Guido Crosetto, al post di Daniela Coli su Giorgia Meloni e Donald Trump

Daniela Coli ha risposto a numerosi utenti, difendendosi e definendo le sue parole una "battuta". A chi la "accusava" di essere comunista, Coli ha risposto: "Mai stata comunista, neppure di sinistra. Per i supporter di Meloni chiunque faccia una battuta è un comunista e/ o una zecca rossa".

Le risposte di Daniela Coli che si difende su X
Le risposte di Daniela Coli

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Chi è Daniela Coli

La descrizione del profilo recita: "PhD EUI, docente universitario, libri su Croce, Gentile, Hobbes, saggi e articoli su "900 e '600". Cercando referenze su Daniela Coli, su "Pensiero storico", rivista internazionale di storia delle idee patrocinata dell'università di Siena, si legge che "Daniela Coli è PhD EUI, docente universitario, ha pubblicato: La modernità di Thomas Hobbes, il Mulino, 1994; Il filosofo, i libri, gli editori. Croce, Laterza e la cultura europea, ES, 2001 (1° ed. il Mulino); Giovanni Gentile, il Mulino, 2004", più altri libri che sembrano coincidere con la descrizione del profilo. Nel sito "Lettere.it", risulta un profilo autore in cui si può leggere che "Daniela Coli insegna Storia della Filosofia all'Università di Firenze". Sul sito dell'università fiorentina il profilo non è attivo.Già in passato, nel 2018, Coli aveva fatto parlare di sè con un altro tweet, stavolta su Marcello Foa, all'epoca presidente Rai: "Ci sono sempre stati ebrei alleati del fascismo, anzi fascistissimi, onorati e remunerati. #Foa non è una novità. Ma si ricorda come finirono gli Ovazza? Bruciati in una stufa".  

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Pd e Avs denunciano l’uso di immagini generate con AI da parte della Lega: “Rappresentano immigrati come criminali, alimentano odio e paura”.
L’opposizione accusa la Lega: “Uso distorto dell’intelligenza artificiale”


Si accende il dibattito politico sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito comunicativo. La Lega, guidata da Matteo Salvini, è finita al centro di una segnalazione formale presentata all’Agcom dal Partito Democratico e da Alleanza Verdi e Sinistra, che accusano il partito di aver pubblicato immagini artificialmente generate, contenenti messaggi a sfondo razzista, xenofobo e islamofobo.
Le immagini in questione, diffuse attraverso i canali social ufficiali del partito, mostrano presunti criminali – quasi esclusivamente uomini stranieri, con particolare riferimento a persone nere – nell’atto
di compiere furti, aggressioni e stupri, spesso ai danni di donne.
Nicita (Pd): “Si crea un clima di paura e odio”  Secondo i partiti promotori della segnalazione, il problema non riguarda soltanto la rappresentazione violenta, ma soprattutto l’uso della tecnologia per enfatizzare l’etnia degli aggressori. “Stanno usando l’intelligenza artificiale per prendere di mira categorie specifiche di persone, immigrati, arabi, rappresentandoli sistematicamente come ladri, stupratori o aggressori”, ha dichiarato il senatore Antonio Nicita (Pd) al Guardian, firmatario della denuncia.
Nicita ha poi aggiunto: “Si tratta di un uso strumentale e pericoloso delle nuove tecnologie, che contribuisce a creare un clima di paura e di odio nei confronti di chi ha origini straniere”.
La replica della Lega: “Fatti ispirati alla realtà”
Da parte della Lega, la replica non si è fatta attendere. Il partito ha difeso l’uso delle immagini affermando che esse “si basano su fatti accaduti realmente”. Una giustificazione che però non ha placato le polemiche, soprattutto alla luce del fatto che le immagini non riproducono eventi documentati con materiale fotografico autentico, ma sono costruite con strumenti di generazione visiva artificiale, potenzialmente capaci di influenzare la percezione pubblica.



21.3.25

idiozia e razzismo nei media italiani o pubblicità per per far parlare di se ? Il caso di Michelle comi nella trasmissione la zanzara

lo so che parlare di queste persone significa far loro pubblicità gratuita . E non dovrei fare il loro gioco vedere ( video di sottto ) . Ma non resisto ad esprimere il mio disgusto ed indignazione davanti a simili personaggi che pur di far parlare di se fanno e dico ( magari poi non lo sono davvero ) cosi imbelli .E' il caso di Michelle Comi va in trasmissioni come La Zanzara a dire che gli africani puzzano perché in Africa si mangiano antilopi e zebre.
Ormai l’Italia è diventata ( salvo eccezzioni ) questo : persone senza alcuna cultura vanno in radio o in televisione a parlare di cose e luoghi che non conoscono.<<Quando degli idioti si sentono acculturati, basta che aprano bocca per confermare di essere perfetti idioti.>>
( dall'account Facebook di Soumaila Diawara )
Meglio aprire un libro o ... Oltre all’evidente idiozia, qui c’è una dose massiccia di razzismo, del tipo più becero e ignorante. Generalizzare su un intero continente attraverso stereotipi disgustosi non solo rivela una totale mancanza di cultura, ma denota anche un’intenzionale volontà di denigrare.L’Italia sta davvero toccando il fondo se questo è il livello del dibattito pubblico. Il paradosso è che chi si presenta come paladina del femminismo finisce per perpetuare gli stessi meccanismi di discriminazione e oppressione che afferma di combattere.Un libro aperto vale più di mille microfoni accesi nelle bocche degli stolti. 
Questo  il mio   giudizio a  caldo  .  Poi   diminuiti  gli ardori  , a  freddo,  mi  rendo  conto  che    sono  caduto   come  evidenziato    dal protagonista     di questo video  sociale di https://www.facebook.com/k.kiko.co/videos/ 




  
nel  loro  gioco  provocatorio  usato  da  Vip  e  pseudo  vip   per   avere pubblicità gratuita   e  far  parlare  di se  .

8.2.25

diario di bodo 102 anno III wanda processo sommario a Sinner, i Lego sono omofobi e sessisti ? , finalmente il razzismo sportivo viene punito daspo per una tifoa delbasket , mia riflessione sul perdono

 

in sottofondo   
Just The Way You Are (from Old Grey Whistle Test) -Billy Joel




È scorretto che il numero 1 della Wada faccia dichiarazioni pubbliche a due mesi dal processo sportivo dell'anno contro Sinner (è l'accusa).C'è l'arroganza di chi esercita il potere . Ma  quello che     ancora   più delirante la motivazione che lo porta a dire perché Sinner merita condanna. Si sostiene che uno sportivo deve ledere i più naturali diritti dell'uomo nei confronti del suo team, invaderne totalmente la privacy e conoscerne ogni azione, h24.  E  poi   Sinner   gli   ha  licenziati  per  pressapochismo   . Nemmeno un stato totalitario è così delirante.


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Stavolta ,  non importa    se  tale  riflessione    viene  d  destra ,   ha  ragione  .  Siamo   arrivati  a  considerare   un  semplice  gioco unisex    come  i Lego  fonte  di traviamenti   patriarcale    e  omofobico  .  Ora    va bene    essere gi stereotipi del genere  e   contro il patriacarto ed il sessimo   ma  qu si  sta   degenerando    ,  lasciamoli  giocare  in  pace i  bambini \  e ,  lasciamoli   liberi     da tali degenerazioni ideologiche   .


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Quallche giorno fa c'è stato un grave episodio di razzismo sportibo . Esso si è verificato durante una partita di basket femminile Under 19 a Rimini, dove una cestista è stata insultata da una spettatrice che le ha urlato "scimmia". La donna, madre di due giocatrici del team avversario, stava trasmettendo l’incontro in diretta su Facebook. Il video, poi rimosso, si è diffuso rapidamente tramite chat private. La
giocatrice, dopo aver udito l’offesa, ha reagito cercando di affrontare la donna ed è stata espulsa dal match. La squadra riminese ha deciso di sporgere denuncia, mentre il club cesenate ha condannato il gesto, sottolineando che la spettatrice non è affiliata alla società. Ieri è arrivata la decisione in merito la ragazza dell'Under 19 dell’Under 19 del Rimini Basket che ha reagito, forse certo in maniera eccessiva ( ma sfido chiunque riceva un insulto del genere riesca difficilmente a porgere l'altra guancia ) agli incommentabili insulti razzisti da parte della madre di una giocatrice avversaria.Non riceverà nessuna squalifica . In compenso, la madre razzista è stata denunciata e ha ricevuto un Daspo di due anni.È finita così. Un degno finale di una storia indegna  .
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concludo questo  n   d'oggi  con  una  riflessione    che  mi  è  ritornata  in mente   dopo la  visone  della  fictione  rai  (  qui  e  qui  la  mia recensione  )   sul  conte  di  montecristo  . ll perdono non cancella il passato, ma permette di costruire un futuro senza il peso dell'odio e dei rimpianti.

La campagna a senso unico non sempre funziona . il caso dei 150 studenti di Castel Capuano, Napoli.

da  Lorenzo Tosa La Lega aveva appena organizzato un presunto convegno sul Referendum Giustizia chiamando a raccolta 150 studenti con la pr...