Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta negritudine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta negritudine. Mostra tutti i post

8.3.26

dittatura woke , eccesso di politicamente corretto, cancel culture ? il caso della pasticceria chez le negres di Cagliari fa ancora discutere


ha ragione  Tacitus     sull'unione  sarda  8\3\2026







perchè s' è vero che il termine Negritudine dal significato originario



La negritudine (négritude in francese) fu un movimento letterario, culturale e politico sviluppatosi nel XX secolo nelle colonie francofone e che coinvolse scrittori africani e afroamericani. Gli esponenti di questo movimento (fra cui Léopold Sédar Senghor, Léon-Gontran Damas, Aimé Césaire, e Guy Tirolien) si proponevano di affrancare i propri popoli dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori attraverso l'orgogliosa rivendicazione delle qualità peculiari proprie dei neri (la loro "negritudine").
Origine
Fra i precursori del concetto di negritudine si cita in genere René Maran, autore di Batouala. Il termine négritude fu usato per la prima volta da Aimé Césaire nel 1935, nel terzo numero della rivista L'Etudiant Noir[1]. Césaire rivendicava l'identità e la cultura nera contro quella francese, percepita come strumento di oppressione da parte dell'amministrazione coloniale. Il concetto fu poi ripreso da molti altri autori. Fra questi spicca Léopold Sédar Senghor, che in Canti d'ombra (Chants d'ombre, 1945) arricchì l'idea di negritudine opponendo la "ragione ellenica" all'"emozione nera".
si proponevano di affrancare i propri popoli dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori attraverso l'orgogliosa rivendicazione delle qualità peculiari proprie dei neri (la loro "negritudine").[...]
Si sia trasformato in termine razzista e dispregiativo tanto è vero che  il  termine   è  stato      rimesso   in discussione    addirittura  dagli stessi    che  lo hanno  coniato   .  Infatti         
sempre da wikipedia  :  [...] L'idea di negritudine è stata criticata soprattutto da autori neri (o creoli), che l'hanno denunciata come forma celata di razzismo o di resa nei confronti della mentalità del colonialismo. Il poeta nigeriano Wole Soyinka, premio Nobel per la letteratura, ha per esempio osservato:«La tigre non proclama la sua "tigritudine". Essa assale la sua preda e la divora.»Lo stesso Césaire, che ha coniato il termine, se ne è progressivamente allontanato. Fabien Eboussi Boulaga, in Autenticità africana e filosofia, denuncia l'idea della negritudine come feticcio ed espressione della "colonizzazione mentale" degli europei sugli africani.[3] Analogamente, Stanislas Adotevi in Négritude et négrologues (1972) vede nel modello di nero proposto dalla negritudine una riproposizione degli stereotipi creati dai bianchi.Franz Fanon (autore de "i dannati della terra" e allievo di Césaire) muove una critica al movimento in quanto quest'ultimo faceva "essenzialismo strategico", ovvero si riappropriava di termini dispregiativi che invece di emancipare la figura dell'indigeno nero, lo determinava in base agli stereotipi coloniali.È un discorso strategico per il movimento Negritude perché ciò giustificava il rimanere sullo stesso piano del linguaggio del colono, ma è strategico anche per il colono in sé che viene così legittimato ad una "missione civilizzatrice" perpetua.Perché se gli indigeni sono "selvaggi per natura e lo rimarranno per sempre allora il colonialismo deve rimanere a civilizzarli per sempre".
Ma   nel  caso  del locale in questione   ,  vedere  riferimento  inizio  post  ,  si tratta    di  un  caso  come  fa  notare  lo stesso  tacitus   di  cancel culture ovvero cancellarela storia passata indipendentemente  che sia : giusta o sbagliat,bella o brutta , ecc. oltre  che   un eccesso    della  cultura   woke    di  cancell culture    visto che  l'erede    che  ora  gestisce  il locale   ha  detto che  era   un nome  usato  ai   nonni  che emigrarono      dalla  Tunisia    nel  periodo  in  cui  il termine  aveva  ancora il suo  significato originario  e  distintivo  . 
Secondo me   va  lasciato   e  non rimosso   o cambiato

emozione nella gara di Super G per ipovedenti (Vision Impaired ) l'emozionante bronzo di Giacomo Bertagnolli e la sua guida Andrea Ravelli

 Ololtre al curling paraolimpico più bello ( parere personale di cui ho spiegato ,sul mio fb il perché ) di quello "normale" mi...