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3.2.26

my splatter valentine

 il  post   d'oggi    scritto  di  getto  e  ispirato (  diciamo  deliberatamente  tratto )  sia   dalla     lettura   de dell'ultima  storia  di  Dylan Dog 

    sia   all'introduzione  del  dylan  dog horror club  (  foto    al lato )  dellla storia    del n  473    in titolato 

appunto  my splatter  valentine  .
Dopo questo  spiegone    veniamo    a  noi    Cari amici   vicini e lontani  . Tra qualche  giorno  sfrofondiamo    in un orrore  molto contemporaneo la famigerata  festa  degl inamorato     amorosa  .  Un giorno   in cui nolente  e  dolente     sei in  coppia  sei  costretto a  festeggiare    perchè  le  donne    sono  più romantiche  di   te  e   ci tengono   altrimenti  ....😜🙄😋   sono guai  . Ma  soprattutto è un giorno  per  noi    single  ( per  scelta   o per  sfiga  )   tocca  a  sorbirci  prediche  e  gli  sfottò    i genitori e  parentame assortito  (   che    ti chiedono ancora  non sei  fidanzato o sposato   ,  ancora  nessun  nipote  )  o  di  amici\che  impegnati   che  ti.  prendono in giro  perchè non sei   fidanzato .  Da single     smemorati (  ma  anche   che  considerano    sa valentino  una  festa  come  un altra in quanto   ormai  mercificata  e  obbligatoria )   che   se  ne  fregano e quasi imprudentemente     vano lo stesso  in pizzeria   e  nei locali     ovviamente  pieni  di coppie       che festeggiano   san  valentino  e  subiscono prese  in giro e   risatine  come   è ( ne h o parlato  ne meandri del blog  )  sucesso    qualche volta  al sottoscrito   se  non bastassero    quelle    quando   l'8  marzo,data  ormai  snaturalizzata   e  mercificata  , perchè  tu  uomo  (  da  solo,  con amici  )  hai osato mettere  piede    in un locale  . 
Ora    lo so che bisogna  fare  buon viso a  cattivo cioè  farsene  una  ragione  visto    che  la  società occidentale  ( ma   non solo  vista  la  mercificazione  e  la globalizzazione   omologante e  neoliberista  ha    trasformato e  mercificato   una festa   mista  ( la vera storia  di san  valentino   ) in cui s'intrecciavano  tadizioni cristiane e pagane, commemorando il martire Valentino di Terni e sostituendo i riti dei Lupercali in qualcosa   di  commerciale  .
 Meno  male , grazie   del  suggerimento di  #BarbaraBaraldi   e al suo   Dylan dog horror   club  ,  ci sono   film horror  

 


17.5.25

Le altre storie di Pippo Novecento . recensione

 Dopo dopo   una  trepidante  attesa  Finalmente  è uscito     .  Ma  vista  la  mole  d'impegni  : genitori  anziani , lavoro  ,  blog , ecc . solo ora  riuscito a leggerlo   con calma  .
Oggi , 17 anni dopo , si torna sul Virginian il terzetto di amici/autori è tornato, e con loro incontriamo | personaggi di allora più un geniale nuovo arrivo. Con l'abbrivio fornito da due formidabili e nebbiose tavole a matita, salpiamo e lasciamoci trasportare da parole e disegni che hannol'andamento musicale come dimostra la foto a destra Un lavoro  il loro permeato di quella leggerezza con cui solo i fumetti Disney sono capaci di affrontare tematiche complesse  . La sirena sta suonando! Il piroscafo è in partenza.Forza o rischiate di restare a terra!😜😇😂 Buona navigazione a tutti!






 
Il meraviglioso tratto del Maestro veneziano, che già si preannuncia nelle suggestive matite che introducono la storia, una colorazione di gran fascino, arricchita da una meravigliosa ombreggiatura, e l’unicità dell’atmosfera d’antan, ricostruita dallo svilupparsi delle vignette: tutto ciò concorre a calare i lettori in una dimensione magica e rende la storia di godibile fruizione. Eppure, sempre partendo dal presupposto di condividere in leggerezza il parere di semplice appassionato, la lettura e rilettura della storia mi ha suscitato sensazioni un poco controverse che non convince appieno nell’impianto, nonostante i numerosi spunti interessanti, a partire dalle citazioni e dai rimandi all’opera di James Joyce, intellettualmente assai appaganti.

Ci si può, peraltro, legittimamente domandare quanto simile colto esercizio possa essere compreso dai lettori più giovani. Sarebbe forse stata utile una nota di commento al termine della storia, una sorta di postfazione per aiutare i lettori di ogni età che non conoscono Joyce a individuare le diffuse citazioni sparse tra i balloon.

Un atteggiamento un po’ troppo spudorato

Il difetto maggiore della storia, però, è il suo svilupparsi in maniera tutto sommato scontata. Sin dall’inizio individuiamo i due antagonisti, interpretati da Gambadilegno e Trudy, cattivi in incognito che recitano un gioco di finzione sin troppo palese, e che – immancabilmente – alla fine arriveranno a concretizzare il proprio piano criminoso, palesemente annunciato, sempre che Pippo Novecento e Topolino, partner di note musicali e di avventure nelle traversate oceaniche, non riescano a vanificarne in extremis i loschi propositi.

Nel mezzo, i dubbi di un James Joyce a fumetti che, in cerca di una perduta ispirazione, finisce con l’essere involontariamente ‘guidato’ dalla meravigliosa, tenera e disarmante ingenua spiazzante logica di Pippo Novecento. E che, al momento giusto, saprà trovare non solo l’ispirazione ma anche la giusta lucidità per aiutare i due nuovi amici conosciuti nella traversata a trarsi d’impaccio.

In conclusione anch'io  come  La recensione del Papersera  (     da  cui   ho tratto alcune foto  ) da sempre affascinato da Cavazzano, ho senz’altro seguito lo sviluppo della trama ma mi sono principalmente – e piacevolmente – perso nell’ammirare le espressioni dei personaggi (Pippo Novecento in primis), i dettagli, le vignette che raffigurano, visto da più angolazioni, il piroscafo che solca le onde o gli ambienti esterni e interni del transatlantico. Insomma, più di ogni altro aspetto è stata l’atmosfera suscitata dalle tavole in cui si sono mossi i personaggi, tratteggiati da soggetto e sceneggiatura della storia, ad avermi affascinato.





Infatti  Proprio come nel racconto originale, anche “La vera storia di Novecento” ci ha fatto riflettere su temi complessi e di straordinaria modernità. In un mondo in perenne e vorticosa corsa verso Il futuro, che finisce col porci quotidianamente di tronte a sfide e problematiche sempre diverse e dove abitudini e “status quo” sono sempre più frequentemente soggetti a terremoti e trasformazioni, non di rado traumatici, la difficoltà di affrontare (e gestire) il cambiamento diventa uno dei paradigmi più complicati da affrontare. Non tutti, sottoscritto compreso , siamo attrezzati ad accettare i mutamenti e l'ignoto come elementi strutturali della nostra esistenza, e a volte proprio come Pippo Novecento finiamo intrappolati tra due mondi: la nave (il suo microcosmo protetto) e terra oppure tra il nostro “io” e la realtà esterna, come per molti di noi.Descritto e  disegnato sublimanente  alle   pagine   29   e  30   di cui riporto   sotto   una  ( scusandomi se  pessima    ma  sto imparando a  usare  lo scanner e   non usare i classici  sistemi   del sito  ) .


Dopo  la  lettura      di questo numero   è  iniziato   Il mio viaggio    letterario   a  ritroso  cioè   la rilettura  della  storia  del 2008  , del monologo i Baricco  , che culminerà  nei prossimi giorni    appena trovo un po' di tempo , del film  la  leggenda  del pianista  sullì'oceano .   Infatti tale  storia       con i  suoi viaggi pindarici mi ha aiutato   ad evadere  ed  a isolarmi ,  tanto  da  rischiare  di perdere  il  posto   di una  vista  in ospedale  . 




Infatti    ero  assorto     a  tal  punto da  immedesimarmi  in questo  dialogo   ( pag 34-35  )   tra   Pippo e   Gambadilegno  : 

G  ESSERE CIRCONDATO DA PERSONECHE TI APPLAUDONO... SEMPRE DIVERSE, OGNI SERA ! 
P  MA PER ME TUTTE  LE PERSONE  SONO UGUALI...SPECIALMENTE QUELLE DIVERSE... SONO LE PIÙ UGUALI! PERCHÉ OGNI
PERSONA È DIVERSA! E DUNQLE...  
G  PIANO! QUESTA ME LA SCRIVO... E POI ME LA STUDIO ! 
LE COSE  CHJE  VEDE
G INSOMMA, NOVECENTO ?!  DAVVERO NON VUOI! VEDERE  POSTI NUOVI ?
P  BAH! QUELLI NUOVI PER ME,LI HO GIA VISTI TUTTI! MIMANCANO SOLO  I  VECCHI !   E'FACILE  [ SI METTE  A  SUONARE  UNA  NOTA ] 
G    FERMO! NON TI   DISTRRARRE    CON  COSE   CHE VEDI  SOLTANTO   TU  !
P   OGNIUNO VEDE SOLTANTO LE  COSE  CHE  SOLTANTO LUI  
G  LUI  CHI  ?
P OGNI UNO
G MI  è  VENUTO IL MAL  DI MARE
P  CAITA  SU  UA  NAVE
G  IO PARLO DI  POSTI  REALI   E  CONCRETI  , TANGIBILI  . IL PROSSIMO   SCALO  SARà NELLA  CITTA  DI  DUBLINO  UN POSTO PIENO  DI GENTE  INTERESSATE 
 
Ottime  le  citazioni   letterarie  in particolare  quella   dell' Ulisse   del'irlandese   J. Joyce) e se pur indirettamente : 1 ) cinemattografiche ovvero Molly's Game film del 2017 scritto e diretto da Aaron Sorkin, al suo esordio alla regia.
Il  cui  film si basa sula vera storia e sulle memorie Molly's Game: From Hollywood's Elite to Wall Street's Billionaire Boys Club, My High-Stakes Adventure in the World of Underground Poker di Molly Bloom .
2) Musicali  Norman Blake & Tony Rice - Molly Bloom    e  cover  varie   in particolare quella  che   una    dellle  colonne  sonore     del  post      che  trovate  sottto alla fine   la  versione    in chiave jazz  di     Stefano Di Battista - Molly Bloom .
Un  buon  fumetto   comunque .  Infatti  è  un opinione  personale   da  profano     dovuto  al sogno     che  ho  fatto     dopo   averlo   letto  ieri  notte  prima  di coricarmi   ,    l'avrei raccontato   diversamente .
  IL primo  tempo uguale  a  questo n   sul Virginian   con l'aggiunta   Gambadilegno     non  solo  ladro  e truffatore  ,  ma anche ex  "discografico"  in declino     che  registra  l'esibizione    dell'orchestra  e  poi solista   di Novecento    riuscendo   con la sua  arte  affabulatoria   a  convicere   oltre  al capitano  e  il  suo vice  , anche  i dubbiosi Pippo  e   topolino  
Ma  nonostante  Pippo poi  ci  ripensi   riesce   a salvare  clandestinamente a  salvare la  resgistrazione   prima  d'essere  arrestato per   furto  e a  portarla  con se  . Ma  poi   per  debiti   finice tra  i  suoi   oggetti     all'asta  e  viene acquistata    da Orazio e clarabella  proprietari   di  un negozio di dischoi e  strumenti musicali  . Il  secondo  tempo   ambientato  ,  qualche   anno  dopo , nel negozio  di  dischi    e  di strumenti   del porto gestito  da  Orazio  e Clarabella  in cui  topolino  e   minni  che cercano  qualcosa  che    gli ricordi  il passato   su  Virgian  trovano  tale registrazione  . E  per  poterla  acquistare   ,  non bastando  i  solfi    provano a vendere i  loro oggetti  più preziosi  : la  tromba  per  topolino  , e  una  spilla    preziosa    acquista   con  la prima  paga   da  Minni   il  loro oggetto i per    comprarla  ed  evitare  che  essa  venga   , insieme  al negozio   svenduta    per  cessata   attività. Mentre  i  due   tentano  di convincere il proprietari raccontandoli ( con flashback di tale   della  prima  storia  ) .  Gambadilegno  entrato per ubacchiare  sentendola       ricorda  il suo  passato e tenta  di rubare  l'incisione  ma      viene  scoperto  e    nella    colluttazione   prima  di venire arrestato    da Irik    il disco si rompe   e   come  una  magia   (  vedi la  saga   Alla ricerca della Pietra Zodiacale   )  compare  Pippo novecento e   dice   che la  musica  on  ha   bisogno d'essere  incisa   o fissata   sui  supporti    rimane    dentro ciascuno di noi   .    A  parte  questo  è un numero   bello e profondo , anche  se  non eguagliabile  e sulla stessa linea   come ci si aspettava  ,   di quello di 17 anni fa   ormai  divenuto un  classico .  Confermo il commento scritto  all'epoca  della prima storia  di  pipppo  novecento  sul forum di  https://www.papersera.net/ Novecento era  ed  è   « una di quelle storie che ti danno la risposta quando dopo settimane e mesi di storie mediocri ti chiedi perché alla tua età compri ancora Topolino».  Concludendo  Voto  7- 

  COLONNA   SONORA  

  • Stefano Di Battista - Molly Bloom 
  • la colonna  sonora  della  leggenda  del  pianista  sull'oceano
braniu  suggeriti     da  Copilot   alla mia richiesta  : <<Oltre alla colonna sonora de pianista sull'oceano potresti suggerirmi pezzi di jazz cje venivano suonati sulle navi da crociera  >>
  • "Take the 'A' Train" – Duke Ellington

  • "Mack the Knife" – Louis Armstrong

  • "Sing, Sing, Sing" – Benny Goodman

  • "Beyond the Sea" – Bobby Darin (perfetto per l'atmosfera marittima!)

  • "Blue Skies" – Ella Fitzgerald

  • "It Don't Mean a Thing (If It Ain't Got That Swing)" – Duke Ellington

  idem    da   gemini

  • "Fly Me to the Moon" di Bart Howard: Un classico intramontabile, con un testo che ben si adatta a un viaggio.
  • "The Girl from Ipanema" di Antônio Carlos Jobim: Un pezzo bossa nova che porta con sé il sole e la brezza marina.
  • "L-O-V-E" di Nat King Cole: Semplice, elegante e piena di sentimento.
  • "What a Wonderful World" di Louis Armstrong: Un inno all'ottimismo e alla bellezza del mondo circostante.
  • "Misty" di Erroll Garner: Una melodia sognante e romantica, perfetta per la sera.
  • "Autumn Leaves" di Joseph Kosma: Un pezzo malinconico ma affascinante, che evoca la nostalgia del viaggio.
  • "Summertime" da "Porgy and Bess" di George Gershwin: Un'aria che spesso viene reinterpretata in chiave jazz, evocando atmosfere rilassate.
  • "Blue Moon" di Richard Rodgers e Lorenz Hart: Un classico che ha un fascino notturno e romantico.
  • "All of Me" di Gerald Marks e Seymour Simons: Un pezzo vivace e coinvolgente.
  • "Night and Day" di Cole Porter: Sofisticato e pieno di ritmo.


7.5.25

in attesa di le altre storie di pippo novecento

La prossima  settimana su topolino  Pippo  ( copertina  a  sinistra)  torna a vestire i panni del pianista più talentuoso di tutti i mari in una nuova, grande avventura firmatada Alessandro Baricco,Tito Faraci e Giorgio Cavazzano.
Cresciuto tra musiche e maree,Danny Boodmann P. P. Pippo Novecento, meglio noto anche solo come Novecento, è lo straordinariopianista che tutte le sere intrattiene con le sue performance i viaggiatori del transatlantico Virginian. Era approdato sulle pagine di Topolino esattamente 17 anni fa in La vera storia di Novecento, racconto a fumetti ispirato al monologo teatrale Novecento, di Alessandro Baricco,torna a suonare per noi in una nuova avventura. Per l'occasione, si è riformato il triogià autore della prima storia .Dalle anticipazioni delle scorse settimane n'è risultato Un midquel  in perioo in cui in  ambito artistico ssi tene a realizzare    più  seguiti  o   remarke .
 Ora  non importa  se , il  ritorno di baricco  sulle  pagine  del settimanale  sia  dovuto  ad un lungo travaglio   interiore  come  dichiarato in    alcune anticipazioni da  Tito  faraci : 

 CIAO, TITO. BEN RITROVATO.SONO PASSATI TANTI ANNI DALLA PRIMA STORIA, COM'È NATA L'IDEA DI TORNARE A SCRIVERE DI NOVECENTO?

«Alessandro era così felice del risultato di quella prima storia, che, diversi anni fa,gli ho proposto di andare avanti. Ci ha pensato e poi, di colpo, ha detto che pur non avendo mai voluto e autorizzato seguiti di Novecento, perTopolino (e Pippo) avrebbe fatto un’eccezione! L'idea è rimasta lì un paio di anni:doveva maturare e, allafine, sorprendendo entrambi, siamo salpati di nuovo insieme con una fitta collaborazione e un costante scambio di idee, oltre a tante risate».

 oppure    per  bisogno   di pubblicità  o  per   necessità ecomiche, porterà  sicuramente  una storia   sublime   ed  affascinante     come la    come  la precedente   . 
Infatti «Sì,  è  colmato un'assenza   che  era dispiaciuta   ai lettori  (  che  magari  hano  visto il  film  o letto  l'opera  )    , sotto   scritto compreso ,  della   prima sroria: quella di Gambadilegno. Lui sarà ,  come    riportano  alcune aticipazioni  il cardine di questo “midquel”. Dai disegni   qui  riportati    ,  e locandine    in anteprima  trovate  in rete   ipotizzo    che    gli autori    hanno  saputo  immedesimarsi  nei lettori    più  anziani è venuto naturale portare a bordo anche Trudy, «  in  un ruolo fortemente (e brillantemente) ---  sempre  Tito Farci ---- voluto proprio da Alessandro Baricco  . 



 Essi abbiano anche ripreso e approfondito personaggi  già apparsi nella prima storia e, mentre sceneggia vo, ho attinto a  tante sezioni del  Novecento originale  che non avevano trovato posto nella prima storia a fumetti. [....] ». Ci  saranno conoscendo  il calibro   degli. autori  in questione  e     altre  sorprese  ... che scopriremo  leggendo la storia e  usando  la nostra immaginazione    .


Infatti   riporto  diettamente   dal  pdf     l'intervista  integrale  a  Cavezzano   rilasciata      come quella  di Faraci  su   questo  numero     in edicola  di topolino   che   conferma  che  sarà un numero speciale    , da  collezionare  e conservare   per  i nipoti 






 il  che fa  bene  sperare  .    con questo  è  tutto   alla  prossima  

10.4.25

Non dovresti essere qui Déjà-vu, incubi e una verità sconvolgente: Dylan Dog indaga sul sottile confine tra sogno e realtà…

 






Soggetto: Baraldi Barbara
Sceneggiatura: Baraldi Barbara
Disegni: Furnò Davide
Copertina: Cestaro Raul, Cestaro Gianluca


Violet è perseguitata da frequenti déjà-vu: ha l’impressione di aver già vissuto situazioni di cui non ha alcuna memoria. Convinta di essere stata sottoposta a qualche tipo di esperimento illegale durante la terapia per rimuovere un tumore al cervello, decide di rivolgersi a Dylan Dog. Mentre in città si verificano inspiegabili morti da incubo, Dylan intraprende un’indagine serrata, ignaro di essere sorvegliato dai depositari di una verità così sconcertante da poter sovvertire i concetti di sogno e realtà… ma c’è davvero differenza ?
Disegni  Bellissimi   ,abbastanza  puliti  . ottimo l'uso del  chiaroscuro  . Cosi come la copertina    collegata    alla storia   in questione . La trama molto  onirica    . Buono  l'uso del dejà  vu   .  Ottimo  l'equilibrio tra il mostrare  e il non mostrare  . Azzecato il consiglio   di non leggerlo  prima di andare  a dormire  . Infatti  ho avuto   una bruttissima serie d'incubi  . Era  un bel po'   che non ne avevo   così . Una  notte  abbastanza  massacrante e senza  sogni se  non sul finire   della notte  . Una   di quelle  notti  in cui   si sono assottigliati   e  in cui si sovvertito il concetto   tra sogno   e realtà  . Tanto  ,  da  rispondere alla domanda :«   ma c’è davvero differenza ? »  ammettendo che   non c'è  differenza    tra i diue stati .
Voto 6.5\7 



3.1.25

non sempre è necessario che un fumetto o un cartone continui dopo la morte degli autori fondatori per essere grande il caso dei Penauts di Schulz venticinque anni fa l’ultima striscia. L’uscita di scena del loro papà fu indimenticabile


 

Leggi  anche  


 https://it.wikipedia.org/wiki/Peanuts
https://www.doppiozero.com/charles-m-schulz-i-cento-anni-del-papa-dei-peanuts


A volte  per ragioni diverse (  fama   duratura   del  suo  creatore  , indotto  economico  ,  desideri  dei fans    di   continuare  a  vedere \ leggere  ciò  che riguarda  i  loro  beniamini , ecc    )   i personaggi dei fumetti o  dei cartoni animati    tendono   generalmente  a sopravvivere ai loro creatori . Dal seriale a quello d’autore, dai manga ai supereroi, capita sempre più raramente di vedere un pronipote di Yellow Kid abbandonare il palcoscenico delle nuvole parlanti e ritirarsi a miglior vita seguendo le orme del proprio creatore verso il Walhalla delle storie.Infatti  negli ultimi anni abbiamo infatti visto tornare a popolare gli scaffali delle librerie un Corto Maltese in grandissimo spolvero, anche se per opera di autori ben diversi da Hugo Pratt, mentre gli invincibili galli armoricani, nemesi delle legioni romane di Cesare non li hanno mai abbandonati, seppur senza le storie di Goscinny prima e ora privi anche delle matite di Uderzo. E se il 2024 ha reso orfani anche il Martin Mystere del compianto Alfredo Castelli e l’invincibile Goku di Akira Toriyama, vendite alla mano si può essere abbastanza sicuri che il pubblico preferisca evitare di veder calare il sipario sui loro personaggi preferiti per poterne seguire le orme ancora un altro po’.Ma come  dicevo nel  titolo , ci sono  anche  delle  eccezioni   ed  una  di    queste  è appunto  quella  dei Penauts  . Se infatti i suoi personaggi continuano a godere di ottima salute in nuove avventure declinate attraverso media diversi che vanno dai cartoni animati ai videogiochi, grupppi  social   , ecc   la loro dimensione naturale, ossia le strisce, li ha visti salutarci una volta e per sempre proprio per volontà del loro autore.Dopo aver disegnato l’ultima striscia di una cinquantennale carriera il 3 gennaio del 2000, poi pubblicata 40 giorni dopo, il geniale papà di Snoopy, Linus e Charlie Brown, in accordo con la famiglia, decise di ritirarsi dall’impegno causa mzle incurabile al colon che lo aveva assorbito quotidianamente per tutta la vita, e di portarsi via il pallone, convinto che i suoi personaggi avrebbero approvato.Per un bizzarro tiro del fato infatti, la striscia in cui Charlie Brown rispondeva al telefono indicando che Snoopy/Schulz stesse scrivendo venne pubblicata proprio il giorno successivo alla sua morte. Un’uscita di scena indimenticabile e tempestiva, perfettamente in linea con la puntualità dell’autore che, convinto di non poter più sostenere l’impegno nei confronti di lettori, editore e personaggi, si accomiatava da quel mondo di “noccioline” che, in ogni lingua e a ogni latitudine, aveva accompagnato generazioni e generazioni di lettori con una soave, intelligente leggerezza

Lucy, Linus, Woodstock, Patty, Schroeder e tutti gli altri personaggi continuano, un quarto di secolo dopo quell’addio, a vivere nelle strisce dei Peanuts che hanno continuato ad essere ristampate, ma mai aggiornate da altri autori, perché solo il loro creatore sarebbe stato in grado di portarle avanti nel modo giusto. E non per l’assenza di una formula, perché in tempi di intelligenza artificiale tutto può essere replicato (a eccezione del genio), ma perché non sarebbe stato possibile ottenere un effetto sincero.Oggi il repertorio di quei personaggi, scolpito eternamente nell’immaginario collettivo mondiale, suscita ancora le stesse emozioni, pur essendosi ormai allontanato dal tempo in cui veniva concepito. Perché il tempo dei Peanuts è una dimensione di non-tempo, un presente eterno in cui l’infanzia dura per sempre riflettendo le penurie del mondo adulto per addolcirle, in cui un bracchetto vestito da Barone Rosso può sempre spiccare il volo pilotando la sua cuccia, o in cui una partita di baseball che non può essere vinta viene comunque giocata all’infinito come memento della visione dell’autore. Un autore che però, almeno una volta, ha concesso a Charlie Brown di colpire quella maledetta palla e di fare un home run, anche se non ha fatto in tempo a fargli calciare, nemmeno una volta, il pallone da football. Che dispetto!In quella che potrebbe quasi essere considerata un’accogliente, serena rassegnazione c’è tutto un mondo filosofico, ironico e titanico, capace di farci vivere ancora oggi le storture di ogni quotidianità con un sorriso malinconico che può riassumersi tutto, ma proprio tutto, in una battuta capace di stare dentro un’unica vignetta: misericordia ! .  Infatti    come fa  notare  https://downtobaker.com/2019/08/24/come-i-peanuts-hanno-creato-uno-spazio-per-pensare/   essi  sono ancora   , nonostante  siano   passati    quasi 80 anni più precisamente  dal 2 ottobre 1950 al 13 febbraio 2000 (giorno dopo la morte dell'autore) , immortali   e ricchi  di  spunto 

9.10.24

Diario di bordo n 81 anno II . lode ai 130 soldati israeliani che si sono rifiutati di combattere per proteggere gli ostaggi , il 7 ottobre non è solo il vigliacco atacco di hamas , cento anni della radio , in rai non sarebbe mai successo che Flavio Insinna dia al ministro Salvini una sottilissima bordata.

stavo iniziando questo  n  dellla rubrica ( strana 😁😲🤔✍🏼🎙🎵 coincidenza visto che uno dei post parlerà de 100 anni della radio ) e  quindi cambio   l'ordine dei post  d'apertura  . leggo  su  msn.it   che 130 soldati israeliani , a cui va tutto il mio appoggio e la mia solidarietà   anche  se  pur  critica  perchè l'hano  fatto  per  gli ostaggi  e  non per   la  pace ,  ma   è  già un  qualcosa anche  se  una  goccia  in mezzo  al mare   delle operazioni militari   , si sono

Gaza, 130 soldati israeliani si sono rifutati di combattere per salvaguardare gli ostaggi
Storia di agi
• 3 ora/e 



AGI - Si rifiutano di combattere a Gaza per non "sottoscrivere la condanna a morte" degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. Un gruppo di 130 soldati dell'esercito israeliano si sono opposti alla continuazione dei combattimenti nella Striscia poiché rappresentano una "sentenza capitale" per i 101 ostaggi ancora nell'enclave palestinese."E' chiaro che la continuazione della guerra a Gaza non solo ritarda il ritorno degli ostaggi ma mette anche in pericolo la loro vita" si legge in una lettera inviata alle autorita' israeliane "molti sono stati uccisi dai bombardamenti dell'Idf, molti di più di quelli che sono stati salvati nelle operazioni militari". "Noi, che abbiamo servito e continuiamo a servire con dedizione, rischiando la vita, annunciamo che se il governo non cambia immediatamente rotta e non si adopera per raggiungere un accordo per riportare a casa gli ostaggi, non saremo in grado di continuare a combattere", prosegue il testo. 

 Adesso veniamo a  quanto  programmato  .   Iniziamo con  una mia  riflessione  a  freddo    sul #7ottobre  

 
Manifestare (pacificamente) per la Palestina non significa negare l’atrocità ingiustificabile degli attacchi del 7 ottobre né essere filo-Hamas o non riconoscere l’enorme complessità di una questione in cui tutti a turno hanno sbagliato con vari gradi di colpe e di responsabilità. Infatti    ciascuno dei  protagonisti  in causa :  Dall'impero  turco\ottomano al Mandato britannico della Palestina, detto anche Palestina mandataria (in inglese Mandatory Palestine; in arabo الانتداب البريطاني على فلسطين?Filasṭīn al-Intidābiyah; in ebraico המנדט הבריטי על פלשתינה (א״י)?haMandát haBríti ʿal Palestína (E.Y.), dove "E.Y." significa Erétz Yisra'él) o semplicemente Palestina  1917\1920-1948  dall'Onu  ,  dagli Arabi   ,  dagli Israeliani e  dai Palestinesi  ha   commesso  come  dicevo  prima   degli errori  e  delle atrocità  .  Significa non piegarsi all’unica e sola voce martellante e a media unificati che dal 7 ottobre scorso ci vuole convincere che Israele ha “diritto di difendersi” con qualsiasi forma e mezzo.Significa ricordare ai sordi e agli indifferenti che dal 7 ottobre scorso, in nome del diritto alla difesa e con la scusa di Hamas, il criminale di guerra Netanyahu ha provocato e s ta  provocando  la morte di oltre 40mila civili innocenti, tra cui un numero incalcolabile di donne e bambini, per la sola colpa di essere nati.Significa rivendicare il diritto e il DOVERE di chiamare le cose col loro nome: e questo si chiama genocidio.Significa distinguere chiaramente la maggioranza silenziosa di israeliani che chiede solo pace, due popoli e due Stati e l combatte  ’oligarchia politica, militare e mediatica di Netanyahu.  e  vuole  vivere  e  coesistere  gli uni  con gli altri  


Domenica 6 ottobre, Pescara per la Palestina.
Foto di Piero Rovigatti
«Siamo qui nella fede che ci sarà la possibilità di costruire una Terra Santa migliore, un Israele, una Palestina in cui si può vivere in pace e nella mutua accoglienza. Certamente non sarà facile e ci vorrà tanto tanto sforzo ma è l’unica vera soluzione possibile.
E i segnali ci 
sono, piccoli, nascosti… La continua amicizia tra individui e gruppi israeliani e palestinesi, la lotta non violenta dei rabbini per i diritti umani che sostengono e accompagnano famiglie e villaggi beduini minacciati, il rifiuto alle armi di alcuni giovani israeliani che preferiscono la prigione all’uccisione, l’impegno delle chiese cristiane nel dialogo con ebrei e mussulmani…»
da La forza del popolo di Gaza - Comune-info di (Giovanna Sguazza, missionaria comboniana)



Significa scegliere di difendere e sostenere la parte in causa in assoluto più debole, abbandonata, dimenticata, sradicata, deumanizzata e perseguitata della Terra negli ultimi decenni. Che non è né Israele né Hamas. È la popolazione civile palestinese di Gaza.Questo non vuol dire né odiare Israele e meno che mai - con quel ricatto insopportabile che prima o poi esce fuori - essere antisemiti.Significa solo essere, e possibilmente restare, umani. E mi aspetto, anzi pretendo, che una sinistra (  ed  eventualmente  anche se ci credo poco )  degna di questo nome abbia ancora la forza, la capacità e la credibilità per urlarlo anche in piazza, civilmente e a testa alta. Senza paura.Questo post, come tutti quelli che parlano di Israele e Palestina, avrà una portata organica prossima allo 0 virgola.Se volete, possiamo diffonderlo maggiormente condividendolo, col potere del passaparola, e questo vale per tutti i contenuti sul tema prodotti da chiunque, non importa quanto la pagina sia seguita.

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In questi   giorni   ricorrono   i   100  anni dellaradio  . A  differenza dei rispett a vari bla.. bla ... bla che sentiamo in tv o sui giornali non saprei cosa dire lascio che a parlare per me ed a testimoniare di come la radio nonostante i. cambiamenti epocali a ci essa a dato origine e partecipato sia ancora viva ed infliuisca sulle nostre vite e creazioni , sono ( io ne ho trovato solo tre magari ci saranno altre , se le avete segnalatemele nei commenti o qui sulle appendici social )







il film radio freccia 


e l'albetto voci dall'incubo allegato al n 457 di dylan l'anteprima contemporanea di Prix Italia speciale Dylan Dog alla Radio: Voci dall'Incubo Un evento di pura sperimentazione multimediale e



multipiattaforma, ideato e scritto da Armando Traverso e realizzato in collaborazione con Sergio Bonelli Editorie, Rai Radio e RaiPlay Sound che andrà in onda il 12 ottobre
A vestire i panni dell'indagatore dell'incubo Lino Guanciale, che insieme ad un eccezionale cast di doppiatori propone un medley delle sceneggiature a fumetti più iconiche di Dylan Dog : Grand Guinol e Ghost hotel firmate da Tiziano Sclavi, riadattate per l'occasione.  IL  che  dimostra      che la  radio  ha  ancora     la  si  ascolti in  internet   \  cellulare , dalla macchina  ,  dalla  tv ,  dallo  stereo   ,  radio   è  un mezzo  che   lascia  molt  o spazio all'immaginazione   e  alla   fantasia e     ti  fare  certi viaggi con la mente   più  che    le  droghe   ed i paradisi artificiali   oltre che  di denuncia  politico sociale 
 da : Radio Sardegna che   fu  la prima radio libera in Italia dopo venti anni di dittatura.
Nacque a Bortigali nel 1943 ed è stata la prima radio al mondo ad annunciare, da Cagliari il 7 maggio 1945, la fine della guerra in Europa. radicalle  radio   dei  movimenti   e  delle  battagli e  civili     degli  anni  60\80  (    radio alice del  movimento  del 77  ,radio out di peppino impastato , radio sherwood  dei   centri sociali  del nord  est  ,  radio   gap   del movimento  no  global  genova2001 ,   radio radicale  , ecc  )   e   tutte le  altre radio  private   e  locali    


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Ieri sera Flavio Insinna ci ha regalato una piccola perla delle sue, dando al ministro Salvini una sottilissima bordata.Rivolgendosi scherzosamente a un giovane concorrente, ha detto:“Loro fanno dei lavori veri. Tu, invece, Manuel, sei un tiktoker… Fai video su TikTok?”“Esatto”.“E da
grande vuoi fare il ministro? Che poi vai in giro a fare i tiktok con i salami.”
Uno scherzo, ma neanche troppo.Immaginatevi solo cosa sarebbe successo se Insinna avesse detto un quarto di tutto ciò in Rai: denunce, post, interrogazioni parlamentari In fondo, è anche la ragione per cui uno come Insinna piaccia o non mi piaccia ( a me per esempio non piace granchè ) , uno con un pensiero proprio e uno spirito critico, in questa Rai non c’è e non ci sarà mai. Un po' pessimista ma purtroppo al di là delle commento ideologico del Tosa è vero conoscendo la storia dei 70 anni della Rai e del suo asservimento e lottizazione ai partiti governativi prima e poi ai vari presidenti del consiglio dopo la fine della prima repubblica