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15.5.26

Dalla televisione alla pittura: la seconda vita di Fiorella Pierobon


da  https://www.ilgiornale.it/

Michele Vanossi 14 maggio 2026 - 10:39


La ex storica annunciatrice di Canale 5, da oltre 20 anni pittrice affermata, ha aperto da qualche giorno il suo atelier d’arte a Imbersago (Lc). Noi de “Il Giornale” siamo andati a trovarla per farci raccontare il passaggio dall’epoca della televisione alla ricerca artistica. Tra memoria, materia e nuovi progetti culturali                                                                                                                                                      Dalla televisione alla pittura, senza rinnegare nulla ma trasformando tutto in linguaggio artistico. È il percorso di Fiorella Pierobon, volto storico e presentatrice di Canale 5 dagli anni ottanta al duemila (talmente popolare da essere considerata, ancor prima di Lorella Cuccarini “La più amata dagli italiani”) è oggi pittrice e scultrice affermata con atelier tra Italia e Francia. «Ho lasciato Milano all’età di 45 anni e mi sono trasferita in Francia per capire se il mio percorso artistico potesse avere un seguito», racconta. In Costa Azzurra ha vissuto e lavorato per 17 anni, aprendo un atelier a Nizza che mantiene ancora oggi come spazio attivo di ricerca e produzione. Poi il ritorno in Italia e una scelta precisa: creare un luogo stabile anche a Imbersago, in provincia di Lecco dove è residente dal 1992. «Questo spazio è una sorta di esposizione permanente. Volevo che le persone potessero entrare nel mio mondo, non solo guardarlo da lontano», spiega. La scelta di Imbersago non è casuale. Il borgo, noto per il traghetto leonardesco sul fiume Adda e per il Santuario della Madonna del Bosco, è anche un luogo FAI e conserva un’identità culturale molto forte. «Qui si respira un clima particolare», racconta Pierobon. «È un paese vivo, con gruppi di lettura, iniziative culturali e diversi artisti che lavorano insieme. È un ambiente che stimola la condivisione».                                                                                                                                                    Nel tempo il suo lavoro ha trovato riconoscimento anche fuori dall’Europa; le sue opere sono state vendute e collezionate in diverse parti del mondo consolidando un percorso internazionale: Stati Uniti, Giappone, Australia… L’atelier non è una galleria tradizionale, ma uno spazio fluido tra lavoro, incontro e sperimentazione. «Non volevo uno spazio con orari rigidi. Qui si entra per respirare un’altra energia», dice. Accanto alla pittura, il progetto si apre anche a iniziative culturali: libri, incontri, eventi e proposte per i giovani artisti. «Vorrei che l’arte tornasse a essere un luogo di relazione, non di isolamento». Il percorso artistico nasce da una pittura fortemente materica e fisica. Opere come “Una giornata in Provenza” raccontano il suo metodo: «È un lavoro a doppio livello, tra impressionismo e stratificazione personale. Ogni colore richiede tempo, anche una giornata intera. Un’opera può richiedere trenta giorni». In lavori come “Cielo stellato” il gesto diventa diretto: «La tela è sul tavolo e il colore viene lavorato con le mani. Non uso strumenti intermedi. Dentro il quadro ci sono io, la mia energia». Mentre “Mirto e Ciclamino” rappresenta una delle opere più intense: «È un sottobosco, ma anche qualcosa di molto interiore. È un lavoro complesso, stratificato, quasi “infernale” da realizzare». Il passato televisivo resta una componente fondamentale della sua identità. Negli anni ottanta , la sua popolarità era tale da essere considerata tra i volti più amati della televisione italiana, «la più amata dagli italiani ancora prima che lo scettro passasse alla Cuccarini». Un riconoscimento che racconta l’impatto di un’epoca in cui la televisione costruiva immaginari collettivi molto forti. «La TV di quegli anni era bellissima, curata in ogni dettaglio. Ho lavorato con grandi professionisti e artisti straordinari (Mike Bongiorno, Corrado, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini - una grande amica, ironica e profondamente umana»). Non rinnego nulla del passato, quelli della tv sono stati anni pieni di incontri straordinari e di energia. Ma la direzione per me da vent’anni a questa parte è diversa: tutto gira attorno alla pittura, alla scultura, alla materia.


28.6.25

Fabrizio Miccoli, compleanno speciale: dalla serie A all'inferno e il carcere. La nuova vita: «Ho chiesto scusa alla famiglia Falcone, ora servo le colazioni al b&b»

Fabrizio Miccoli compie 47 anni oggi, 27 giugno 2025, è un ex calciatore, di ruolo attaccante. Nato a Nardò, è cresciuto a San Donato di Lecce. È soprannominato Il Romário del Salento e il Pibe di Nardò. Sposato dal 2002 con Flaviana Perrone, ha due figli, Swami (nata nel 2003) e Diego (nato nel 2008), chiamato così in onore di Diego Armando Maradona. Ha un fratello, Federico (nato nel 1984), anch'egli attaccante, che fu acquistato dal Perugia insieme a lui. 
La cittadinanza onoraria revocata per gli insulti a Giovanni Falcone




Il 24 settembre 2009 è stato insignito della cittadinanza onoraria del comune di Corleone, in provincia di Palermo, per meriti sportivi, riconoscimento revocato il 1º luglio 2013 in seguito alle polemiche suscitate dagli insulti proferiti dal giocatore nei confronti del magistrato Giovanni Falcone. Dopo aver iniziato a gestire uno stabilimento balneare a Santa Maria di Leuca, a San Donato, il paese di cui è originario, nel 2010 ha aperto una scuola calcio per bambini, l'A.S.D. Fabrizio Miccoli. Attualmente, dopo aver scontato la pena, gestisce dei b&b insieme alla moglie Flaviana.
La carriera calcistica, il Romario del Salento





Fabrizio Miccoli ha vestito le maglie di Casarano, Ternana, Perugia, Juventus, Fiorentina, Benfica, Palermo, Lecce e Birkirkara vincendo una Supercoppa italiana nel 2003 con la Juventus. Ha segnato più di 220 reti in carriera, 81 delle quali con il Palermo, squadra alla quale ha legato la maggior parte della sua carriera e di cui è il miglior marcatore di tutti i tempi, il miglior marcatore in Serie A (74 reti) ed il giocatore con più presenze (165) in massima serie. Con la maglia del Perugia è stato, invece, capocannoniere della Coppa Italia 2002-2003. Dal 2003 al 2004 ha fatto parte della nazionale italiana, totalizzando 10 presenze e 2 reti
Procedimenti giudiziari








Il 22 giugno 2013 Fabrizio Miccoli riceve un avviso di garanzia dalla procura di Palermo per tentata estorsione, concorso in tentata estorsione ed accesso abusivo a sistema informatico (per l'uso di schede telefoniche cellulari intestate a persone ignare); nello stesso contesto le intercettazioni telefoniche rivelano insulti rivolti dal giocatore al giudice Giovanni Falcone, qualificato come «fango», durante conversazioni con Mauro Lauricella, il figlio del boss del quartiere Kalsa di Palermo. La FIGC apre un'inchiesta sul caso. Il 27 giugno seguente Miccoli tiene una conferenza stampa in cui in lacrime chiede scusa «alla città di Palermo» per il proprio comportamento; il giorno successivo affida al quotidiano la Repubblica una lettera idealmente indirizzata a Falcone stesso, scritta di propria mano. In conseguenza di tali fatti, il 1º luglio il comune di Corleone gli revoca la cittadinanza onoraria. Il 20 aprile 2015 viene indagato con l'accusa di estorsione aggravata perché avrebbe contattato sempre Mauro Lauricella per recuperare un credito di 12 000 euro che l'ex giocatore del Palermo aveva nei confronti di un imprenditore dopo avergli ceduto la proprietà della discoteca "il Paparazzi" di Isola delle Femmine . Nell'ottobre 2017 viene condannato dal tribunale di Palermo a 3 anni e 6 mesi di reclusione, con rito abbreviato, per estorsione aggravata dal metodo mafioso,condanna confermata in appello a gennaio 2020. Il 23 novembre 2021 diventa definitiva la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione dopo che la seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e ha confermato la sentenza decisa nel gennaio 2020 dalla Corte di Appello di Palermo per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il giorno successivo si costituisce presso il Carcere di Rovigo. Il 13 maggio 2022 il tribunale di sorveglianza di Venezia, accogliendo il ricorso del suo legale, gli concede la misura alternativa dell'affidamento in prova: da allora Miccoli ha potuto tornare ad occuparsi della sua scuola calcio, ma deve rientrare a casa prima di mezzanotte e non deve frequentare pregiudicati. 

Un cambiamento di vita radicale nato da un grande errore, spiega Fabrizio Miccoli: "Ho fatto io un errore enorme. Dire sempre di sì a tutti. Sono stato molto ingenuo, troppo disponibile, ma questo è il mio carattere che sto cercando di modificare. Ho sbagliato, ho pagato, ho chiesto scusa e ho messo un punto definitivo incontrando Maria Falcone".Cosa fa oggi Fabrizio Miccoli
L'ex attaccante  adesso è un uomo libero e si dedica alle attività di famiglia che ha creato investendo i soldi conservati durante tutta la sua carriera. È proprietario di alcune strutture alberghiere alle quali si dedica in prima persona: "Sono io che a volte vado a fare i check in ai clienti, mi capita di andarli a prendere in aeroporto, consegno le colazioni". E poi c'è l'amore per il calcio con la sua scuola calcio fondata a Lecce che gli ha regalato la soddisfazione di vedere qualche ragazzo tra i grandi: "Siamo un centro federale del Milan e qualche ragazzino lo abbiamo dato anche a squadre di serie A. Lavoriamo bene, aiutiamo chi ha situazioni familiari complicate".

14.5.25

Sulle ali del vento contro il tumore Le protagoniste della Sail for Women: «La barca a vela ci cura lo spirito»

 Partecipazione record, alla seconda edizione della Sail For Women, la veleggiata ideata dall’associazione Avas (Armatori vela d’altura Sardegna) per la lotta ai tumori femminili e per sensibilizzare sull’importanza dello screening. Questa mattina, centoventi cabinati hanno raggiunto lo start all’altezza della Sella del Diavolo da tutti i marina di Cagliari, Teulada e Villasimius e partecipato alla passeggiata a pelo d’acqua lungo la spiaggia del Poetto.Uno spettacolo di sole e colori, su cui ha dominato il rosa, colore del lungo nastro svolazzante su ogni barca e simbolo della prevenzione.

Una fase della Sail for Women (foto concessa da Alessandro Spiga)

Tantissime, non a caso, le donne a bordo, molte al debutto in una manifestazione velica. “La presenza di molte famiglie ed equipaggi femminili, il loro entusiasmo e la loro allegria sono stati il vero successo della Sail for Women”, ha fatto presente il presindete dell’Avas, Carlo Cottiglia, “i proventi della veleggiata andranno a sostegno della lotta ai tumori femminili, ci siamo divertiti facendo del bene, non possiamo che ritenerci soddisfatti”.Sabato, sempre al Poetto, si era svolta l'anteprima della veleggiata, a Kayak & Sup for Women, a bordo di canoe e Stand up paddle.
Le loro voci si sono alzate sopra il vento. Non erano urla di competizione, ma di rinascita. Domenica il Golfo degli Angeli, con partenza da Su Siccu, ha visto srotolarsi più di cento vele per la sesta edizione della “Sail for Women”, la veleggiata per la lotta ai tumori femminili. E sotto ognuna c’era una storia di vita.Le protagonisteA bordo di Belfagor, Giorgia Zaccheddu, 33 anni, sorride con il vento tra i capelli.
«La barca a vela mi ha salvato la vita», racconta.

 Dopo la diagnosi di tumore al seno quattro anni fa, il sogno di diventare velista è diventato ancora più urgente. «Mi sono risvegliata dall’anestesia con l’immagine di me a prua, e lì ho capito che era il momento di iniziare sul serio». Ora naviga con accanto gli amici di una vita e si fa portatrice di un messaggio potente: «L'amore salva ogni cosa». L’imprevisto era dietro l’angolo. «All’ultimo abbiamo cambiato la rotta per cercare di intercettare il vento», ha spiegato l’oncologa Francesca Bruder. «È un po’ una metafora della vita. Anche in condizioni avverse, bisogna imparare a cogliere il vento e posizionare le vele per andare avanti». Dopo trent’anni di professione è convinta: «I farmaci curano tante cose, ma non lo spirito. Ormai in tutte le famiglie ci sono situazioni di natura oncologica. In un futuro ideale quello che facciamo come associazione arriverà anche nel settore pubblico».
Solidarietà
Ma non è finita in mare. Rita Grazietti di Salute Donna Onlus ha annunciato con orgoglio: «Abbiamo raggiunto l’obiettivo: comprare un secondo ecografo super performante». Al Villaggio della Salute allestito a Su Siccu sono stati visitati oltre 250 pazienti. «Tutti i medici hanno lavorato gratis, con strumenti acquistati grazie alle donazioni degli anni passati». Lei stessa ha affrontato un tumore al seno dieci anni fa. «Nonostante avessi la possibilità di essere operata in centri d’élite, ho scelto il Brotzu, abbiamo professionisti straordinari, ed essere circondata dalla mia famiglia, le mie figlie, mio marito, ha fatto la differenza». E ora restituisce con entusiasmo. «Abbiamo molti progetti in atto per i percorsi di guarigione. Il trucco oncologico e le ricostruzioni areola-capezzolo, aiutano le donne a riconoscersi allo specchio. Non sono dettagli, sono libertà».
Il supportoElena Medda, 53 anni, armatrice, ha offerto due barche, Knut e Fenice. «Ogni scusa è buona per veleggiare», ha detto, commossa per aver condiviso la giornata con la madre 87enne.Chi non ha issato vele ha indossato gli scarponi. Una trentina di partecipanti ha seguito Alberto Fenu, chinesiologo, in un trekking sulla Sella del Diavolo. «Ci siamo fermati in cima, abbiamo respirato e preso consapevolezza del perché fossimo lì. Un momento di raccoglimento emozionante».Sul palco della premiazione, applausi scroscianti hanno accolto Carlo Cottiglia, presidente Avas. «Questa è la Sail for Women, passare dei bei momenti insieme».

18.5.08

nuovo blog e ringraziameto a voi tuttii\e

Durante  i lavori di ristrutturazione del blog  ho scoperto d'essere arrivato  ad  oltre queste visite   ringrazio tutti voi   esternie  ed interni   che  nel bene  e nel male  avete  seguito  scritto e  continuato  nonostante a causa dei lavorti precedenti fatti da me  medesimo  il blog  s'era  apessantito    e  pieno di virus   ( trojan in particolare  a causa  di un a reffertlist   pessima  ) . Ora se doveste   riscontrare  ancora lentezza  nel  caricare la  pagine  il mio amico ( www.finestrasulcortile.splinder.com ) che ringrazio  per il suo lavoro  mi ha detto : << Se dovessero lamentare ancora delle lentezze, significa che occorre eliminare l'elenco dei membri del blog. Infatti è un'elenco lunghissimo (ci sono centinaia e centinaia di nomi) ed il povero splinder impiega un bel pò di tempo a caricarlo tutto.>> . Quindi fatemi sapere cosa devo fare   se devo eliminarlo  o lasciarlo  .
Speriamo che  quelli \ e  che  s'erano iscritti   e non hanno mai scritto  o  hanno scritto   poche  volte  ( idem per  i  commenti ) perchè scoraggiati   dai problemi sudetti  ritornino  
Con questo è tutto la vita del blog  continua 

Giornalismo. d'accatto e sempre più trash il caso Garlasco

 Lo so che  come me ,  che  seguo il  caso  fin dall'inizio tale  caso di mala. giustizia .  e  seguo la. cronaca nera soprattutto  quel...