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20.4.26

quando. le. cattive. abitudini. ti penalizzano. analisi. delle. abitudini nascoste

canzoni  suggerite 

 La bellissima poesia il senso nascosto delle  abitudini abitudini  della  nostra utente  di L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort   che trovate qui     In : <<  Il senso nascosto delle abitudini di L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort  >>                                                           Mi  ha  come sempre  succede  quando leggo o vedo qualcosa  che mi prende  ,spronato  all’auto analisi. Mi   sprona ad affrontare  o almeno ci provo  il problema delle mie  abitudini negative  che ancora non sono riuscito ad eliminare o come ho fatto con altre d’esse a trasformarle in punti di forza.                                                                                                                               Fra queste : 1) quella di dire  o scrivere  senza filtri. sempre quello  penso. ,    2) di mettere le mani o la mia forchetta o peggio il pane nel piatto di portata  e nelle pentole comuni   .                                                                                                                         Sto provando per entrambe  a seguire i consigli  di https://saltomentale.it/cambiare-abitudini-in-modo-semplice/ ( da  cui ho preso la foto a  sinistra e. gli approfondimenti  che  trovate a fine post ) . Ma soprattutto  per la  2 provando  ad immaginare  che. non dev'essere. piacevole  se lo si fa  quando. devono mangiarci tutti \ e per la 1   chiedendomi. ,  ma lo sto umiliando ?

Il. post.   sembrava. chiuso qui quando il mio grillo parlante  mi ha. fatto. come. sempre. delle obbiezioni .  Ecco la. discussione. 

Quindi cerchi …

 - D’identificare, anche se. In realtà la maggior parte le conosco già le  abitudini dannose  soprattutto quelle che sono più radicate  e  che ancora non riesco o a trasformare o ad eliminare . 
  • - Ma … 
-  mi  stai. chiedendo. Come faccio a  riconoscere abitudini dannose?   tenendo presente. come. dicono molti  formatori e  psicologici che : riconoscere abitudini dannose può essere difficile, soprattutto quando sono radicate nella nostra routine quotidiana. 
Ecco alcuni modi per identificarle:

1. Autoconsapevolezza: Prenditi del tempo per riflettere sulle tue abitudini e chiediti se ti stanno aiutando o danneggiando. 2. Effetti negativi: Se noti che alcune abitudini stanno influenzando negativamente la tua salute fisica o mentale, le relazioni o la produttività, potrebbe essere il momento di rivalutarle. 3. Sensazione di blocco: Se ti senti bloccato o incapace di cambiare una certa abitudine nonostante i tuoi sforzi, potrebbe essere un segno che è dannosa. 4. Confronto con gli obiettivi: Valuta se le tue abitudini sono allineate con i tuoi obiettivi e valori personali. Se non lo sono, potrebbe essere il momento di cambiare. 5. Reazioni emotive: Presta attenzione alle tue emozioni quando esegui certe abitudini. Se ti senti ansioso, stressato

 - quali. sarebbero oltre. a quelle. elencate le. tue. abitudini.  dannose o. limitanti
- Ecco alcuni esempi di abitudini dannose che voglio considerare di cambiare: 
Mangiare in modo non salutare, troppo per sfogare : rabbia , delusioni. , frustrazioni , sensi di colpa. , ecc 
Procrastinare o rimandare compiti importanti
Utilizzare eccessivamente i social media o la tecnologia , ed intervenire come ho  detto prima su tutto e  tutti 
Essere troppo critico verso me  stesso o gli altri
Essere. Troppo sincero da. Non distinguere. Quando. È il. Caso. E. Quando. È no
Scherzare , ìronizzare arrivando. Talvolta. All’insulto. Ed. Al cinismo.

Ecco quindi che. riconoscere e cambiare abitudini dannose richiede tempo e impegno, ma può portare a miglioramenti significativi nella tua vita.
Infatti. interpretare le abitudini nascoste può essere un processo interessante e rivelatore. Ecco alcuni passaggi per farlo: 1. Osservazione: inizia osservando le tue abitudini quotidiane o quelle di qualcun altro. Prendi nota di azioni ripetute, anche quelle apparentemente insignificanti. 2. Identificazione dei pattern: cerca di identificare schemi o pattern nelle abitudini osservate. Ad esempio, potresti notare che una persona tende a fare qualcosa di specifico ogni mattina o prima di andare a letto. 3. Analisi del contesto: considera il contesto in cui si verificano queste abitudini. Ci sono fattori esterni che potrebbero influenzare queste azioni? 4. Riflessione: rifletti sulle possibili ragioni dietro queste abitudini. Potrebbero essere legate a bisogni emotivi, fisici o psicologici? 5. Confronto con la teoria: se possibile, confronta le tue osservazioni con teorie psicologiche o scientifiche sulle abitudini. Ad esempio, potresti considerare la teoria dell'abitudine di Charles Duhigg o le teorie sulla dipendenza.


- E ci. Stai riuscendo. ?
-Sto iniziando stavolta con. Più consapevolezza \ determinazione. ( almeno. Credo e Spero. )
Buona. Fortuna . Vedrai che  ce la. faremo.
-Grazie 🙏
-Figurati



Approfondimenti

  • Atomic Habits, di James Clear è il libro da cui ho tratto maggiormente ispirazione per questo articolo, un lavoro eccellente e molto pratico. Spero che la traduzione italiana sia all’altezza.
  • La dittatura delle abitudini di Charles Duhigg è uno dei saggi più famosi sulle abitudini. È un’ottima lettura da cui ho tratto il ciclo delle abitudini che abbiamo presentato, fatto d’indizio-azione-ricompensa.
  • Puoi cambiare le tue abitudini in modo intenzionale usando un habit tracker. Ho creato un sito che raccoglie una marea di templates per creare il tuo habit tracker, sia su carta e penna che digitale, con Google Sheet o Notion. Ed ho anche creato un habit tracker per iOS, purtroppo non è ancora disponibile su Android. Occhio solo a non aprire TikTok “per sbaglio” dopo aver segnato le abitudini!
  • Change Your Life – One Tiny Step at a Time è un breve documentario di Kurzgesagt che parla delle abitudini. Come sempre è fatto in modo meraviglioso.
  • Lorien Ashfort oltre. alla. pagina. fb. dell'utente. di questo. blog. è il protagonista di una web novel fantasy/mistery che gira online, spesso collegata al mondo di Lord of Mysteries e alle "Sequenze dei Beyonder".
    Non ha un titolo ufficiale unico perché circola in più versioni fan-made/tradotte. Viene spesso citata come Lorien Ashfort: Advocate of Truth o semplicemente Lorien Ashfort Arc all’interno di storie tipo Lord of Mysteries o Circle of Inevitability.Dove leggerla La trovi su siti di web novel cinesi tradotti come WebNovel, NovelUpdates, o forum dedicati a Lord of Mysteries. Non è un’opera pubblicata ufficialmente in italiano al momento.





14.7.14

E per news come queste che la mafia , anzi le mafie , continueranno ad esistere . il parroco di oppido mamertina che si schiera con i portatori dell'inchino e la solitudine di Tibero Bentivoglio che denuncia chi paga il pizzo




E  per  news   come queste   che   la mafia , anzi le mafie  ,  continueranno ad esistere   
la prima  è  la risposta  del parroco di oppido  mamertina   dopo le denunce  dei portatori   della processione  
da http://apocalisselaica.net/
L'INCHINO AL BOSS? SARÒ AL FIANCO DEI DENUNCIATI
.La processione di Oppido Mamertina

(©LaPresse) La processione di Oppido Mamertina
Gaetano MazzuccaOppido Mamertina (Reggio Calabria)
Presidente di una cooperativa sociale che lavora i campi confiscati e prete pronto a schierarsi con i portatori della Madonna che rischiano un’accusa di associazione mafiosa. È la doppia veste di don Benedetto Rustico il parroco di Oppido Mamertina finito al centro del caso dell’inchino al boss del paese.
La statua della Madonna.


 è  questa sarebbe antimafia  ?  Infatti  . Il parroco  di una chiesa a Oppido Mamertina (RC), dopo lo scandalo dell'inchino della statua della Madonna di fronte alla casa del boss locale, accortosi che una troupe de Il Fatto Quotidiano stava riprendendo la chiesa durante la messa, ha "autorizzato" i fedeli a "prendere a schiaffi" i giornalisti. E i fedeli hanno eseguito. Poi ci si chiede da dove derivi una certa mentalità che fa prosperare la mafia

la seconda  invece è  quella  di  Tiberio Bentivoglio da http://www.ilfattoquotidiano.it/





  ultimi aggiornamenti 




Mafia: la solitudine di Tiberio, imprenditore che osò resistere al pizzo

di Nando dalla Chiesa | 13 luglio 2014.
E chi se ne frega se ne ho già parlato. Tiberio Bentivoglio: la sua storia la trovate sul Fatto Quotidiano del 17 febbraio 2013. Avevamo raccontato di questo imprenditore dalla schiena diritta, che ha scelto di resistere al pizzo e poi alle bombe della ‘ndrangheta nel quartiere Condera di Reggio Calabria. Che ha camminato con coraggio tra incendi, attentati, denunce, processi amari, solitudini, burocrazie kafkiane. Che è uscito vivo per miracolo da un tentativo di omicidio, salvato dal marsupio e con una gamba trapassata da un proiettile.
Tiberio Bentivoglio. Ho ritrovato pochi giorni fa il suo nome in poche righe messe da lui in Rete. Vivo una lenta agonia, ha scritto, forse sarebbe stato meglio se mi avessero ucciso quella volta. Che succede, Tiberio?.“Che succede… C’è che sono solo, disperatamente solo. Solo nel quartiere in cui sono nato e cresciuto, dove nessuno mi saluta più, nessuno entra in questo negozio di articoli
sanitari e corredini per bambini. Il negozio è deserto. E il bello è che qualche avvocato dei loro dice nei processi che l’ho fatto per guadagnarci, che ho inventato tutto per soldini. Eccoli qui i miei soldini. Diffamato e rinnegato nella mia terra. La mia casa è ipotecata perché non ho potuto pagare i contributi dei dipendenti, se no dovevo licenziarli. Non posso usarla nemmeno per chiedere un mutuo. A dicembre dovrò lasciare anche il negozio, non ce la faccio più a pagare l’affitto. Io gliel’ho detto al direttore di banca. Ma così fate il gioco della mafia. Lui ha risposto che non ci sono altre possibilità, però non ha neppure provato a cercare alternative. Sono stato chiamato come teste chiave in un processo che si concluderà, pare, martedì prossimo. Avrei dovuto esserci come parte lesa. Almeno avrei potuto costituirmi parte civile, avere un avvocato che mi difendesse dalle diffamazioni.                                                                                                 Ricevo ancora intimidazioni. Mi hanno alzato il livello della tutela, vivo sotto la protezione dei carabinieri. Il giovedì di Pasqua ho trovato un sacchetto appeso al cancello di casa. C’era dentro una salsiccia con un biglietto: ‘Farai la stessa fine’. Allora tutti sono venuti a trovarmi. Poi mi sono ritrovato di nuovo solo con i miei incubi. Mi guardo indietro e mi chiedo a che cosa è servito quello che ho fatto. Quando ho deciso di ribellarmi ero orgoglioso, mi sentivo un soldato. Ora mi sento un verme. Mia moglie e i miei figli ogni tanto piangono e mi sembra di sentirli: perché l’hai fatto?             Mi hanno convocato alla commissione anti-‘ndrangheta della Regione. Si sono commossi al mio racconto, poi però non è successo niente. Sono andato anche al V comitato della Commissione parlamentare antimafia, quello sui testimoni di giustizia , invitato dal coordinatore, Davide Mattiello. Mi sono detto ‘questa è la volta che cambia tutto’. E invece ho trovato ad ascoltarmi, oltre a Mattiello, solo una senatrice, Elisa Bulgarelli dei 5Stelle. Da Reggio Calabria a Roma per una sola persona. Ogni tanto penso alla mia casa ipotecata. Secondo lei chi se la comprerà? Io dico che quando sarà messa all’asta se la comprerà un mafioso. Qui a Reggio è così, basta andare a vedere le aste dove liquidano i beni degli imprenditori onesti stroncati dalla crisi. Sono i mafiosi con i loro prestanome che comprano tutto. E allora mi dico che abbiamo fatto tanti sforzi per confiscare i beni dei mafiosi e ridarli alla collettività, però i beni di chi denuncia la mafia se li prendono i mafiosi. 

Intanto si fanno i convegni. Un giorno un magistrato mi ha detto ‘Io e lei conosciamo la mafia allo stesso modo’. Io gli ho risposto: ‘Dottore, mi perdoni, la conosciamo in modo diverso. Lei l’ha conosciuta in manette, io quando mi entravano in negozio il pomeriggio e la sera me lo facevano saltare’. Lui ha capito e mi ha detto ‘Mi scusi’.                                                                                                     Chiedo aiuto dappertutto. Il procuratore Cafiero de Raho sta cercando di darmelo. Sa, qui con i magistrati è difficile. A Reggio arrivano da fuori per fare punteggio, specie dal nord. Vengono un paio d’anni e vanno via. E io ogni volta mi ritrovo a ripetere a giovani magistrati sempre le stesse cose senza che nulla cambi. L’altro giorno l’ho detto al prefetto. Io, se non succede niente, a settembre vado a Roma e mi incateno. Lo so che mi vergognerò. Ma vede, io non ho perso la mia dignità con la ‘ndrangheta, l’ho persa con lo Stato. Qui lo Stato non esiste. Meglio: lo Stato che c’è qui è troppo piccolo. Troppo pochi quelli che lo rappresentano davvero.                                                   Sì, ho avuto anche le mie vittorie. Minuscole ma importanti. Il parroco che io ho denunciato mi ha trascinato per calunnia fino in Cassazione. E ha perso. E ha dovuto pagare le spese processuali. Ma non lo sa nessuno. Qui nella mia terra io sono uno che perderà il negozio e la casa, costretto a vivere come un prigioniero. Uno a cui in anni e anni, 16 ormai dal primo incendio, nessuno ha saputotrovare una legge, un provvedimento che dicesse a tutti ‘lui per noi è un esempio da difendere’. Gliel’ho detto in Commissione antimafia. Noi siamo i feriti che eravamo in trincea. Curateci e rimandateci lì, fateci diventare contagiosi. Altrimenti questo male non si sconfiggerà mai”.



aprile. 1986. non. solo il. disastro di Chernobyl ma anche il primo collegamento in Italia

È passato. piano che  il 30. aprile. fu. creato (vedere   fotosotto al centro )il. primo nodo  di quella. che. sarà. la prima. rete. interne...