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18.5.26

Osama e Mohammed Shalaby che. hanno. salvato. vite a. Modena. eroi ma. non per. il. governo

Nel post precedente : << miserie umane  e propaganda  della politica italiana  sugli immigranti o  nuovi italiani   il caso di Bakary Sako e Salim El Koudri  a confronto >> preso dalla  foga nel commentare  subito  senza aspettare l'evolversi degli eventi  e deluso dai nostro politicanti  ( salvo eccezioni come quella che trovate sotto )  perchè non affrontano. se non per  tornaconto personale  il problema. dell'immigrazione  e dei nuovi italiani   e usano due pesi e  due. misure.  vedi  i. due. casi recenti  vengo smentito Smentito , anche. se parzialmente . da questa  notizia
  
  da Lorenzo Tosa 

nel palco allestito in piazza Grande, è successo qualcosa di meraviglioso.
È successo che il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, l’uomo con la fascia tricolore indosso, ha voluto invitare sul palco Osama e Mohammed Shalaby, il padre e figlio egiziani che con un coraggio
inaudito 




hanno affrontato e disarmato l’autore della strage di ieri.
C’è voluto il sindaco di Modena per fare quello che nessuno a destra e del governo, né Meloni né nessun altro, è riuscito a fare nelle ultime 24 ore.
Ha voluto portare Osama e Mohammed in piazza davanti alla sua città e alla sua gente perché le migliaia di persone accorse potessero ringraziarli pubblicamente, applaudirli, abbracciarli, farli sentire parte della loro comunità.
È un modo giusto, necessario, per celebrare i propri eroi.
Tutti. Nessuno escluso. Di qualsiasi colore, origine, nazionalità, carta di identità e soggiorno.
Grazie di cuore sindaco perché con questo gesto non ha solo ridato giustizia e onore a questi due esemplari di esseri umano, ma ha restituito dignità e umanità a un Paese intero.

22.4.16

Omonimia da record a Modena: la burocrazia impazzisce, loro si incontrano Hanno lo stesso nome e lo stesso cognome, e sono nati lo stesso giorno, dello stesso mese, dello stesso anno ma uno a pescara e uno a modena



a volte lavita ci riservza delle cose incredibili e questa è una di quelle . Non meto nessun commento perchè un conto , a chi è che non capita di avere degli omonimi ( addirittura a me è capitato che in un paese a 30\ 40 km dal mio c'era una via dedicata ad mio omonimo , forse andando a fare delle ricerchè in archivio mio avo in quanto mio noonno paterno era originario di quel paese ) magari più piccoli o più grandi , ma questo è un caso più unico che raro . Infatti essi



Hanno lo stesso nome e lo stesso cognome, e sono nati lo stesso giorno, dello stesso mese, dello stesso anno. L’abruzzese: «Volevo la pensione: mi dissero che la percepivo già nel Modenese». Poi l’incontro e le incredibili analogie: uno ha chiamato Yuri il figlio

di Simona De Leonardis




da http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca del 22.4.2016

VITE PARALLELE. È stata la burocrazia, complice un’esistenza scandita dalle stesse tappe - dalla scuola al militare, fino alla pensione - a farli incrociare. A raccontare questa storia di suggestive coincidenze è, quasi ancora stupito, il Franco Calanca pescarese che per primo ha scoperto il caso di omonimia che lo vedeva protagonista: «È stato per caso. Alla soglia dei 60 anni andai al patronato per informarmi a che punto ero con i versamenti per andare in pensione e risultò che ero già pensionato, cosa impossibile perché lavoravo ancora. Dal patronato mi mandarono all’Inps per capirci qualcosa in più. Ma anche all’Inps risultava che ero in pensione, a Finale Emilia. Ma non ridavano alcuni contributi e così mi consigliarono di andare all’Agenzia delle Entrate. Qui finalmente - continua Calanca - sono riuscito a risalire all’indirizzo di quello che era a tutti gli effetti il mio omonimo. E a quell’indirizzo ho scritto allegando anche la fotocopia della mia carta d’identità e i miei riferimenti».








UNA LETTERA PER CONOSCERSI. Passano mesi fino a quando, a ottobre del 2006, il Franco Calanca modenese risponde a sua volta con una lettera nella quale, dopo presentazioni e saluti, chiede al suo omonimo ritrovato: «Mi piacerebbe continuare una corrispondenza tra di noi per conoscerci meglio e perché no, anche conoscerci personalmente». Detto fatto. Il pescarese gli telefona e l’incontro avviene all’uscita autostradale di Città Sant’Angelo a Pescara. «Per riconoscerci abbiamo descritto le nostre macchine, quel giorno mi tremavano le gambe, ero emozionatissimo». Emozione e voglia di conoscersi ricambiata dal modenese che nell’estate del 2007 soggiorna in un albergo pescarese con la moglie, mangia gli arrosticini e visita la città accompagnato dal Calanca pescarese e dalla consorte.
 COINCIDENEZE DA BRIVIDI. «Parlando abbiamo scoperto altre coincidenze da brividi - aggiunge l’abruzzese - a entrambi ci piaceva la pesca, entrambi avevamo il porto d’armi per uso sportivo e la stessa carabina 22. Ma non solo. Entrambi abbiamo scelto il nome Yuri, io per il mio cane e lui per il figlio». Un’amicizia alimentata da nuovi incontri nel corso di questi dieci anni, ma soprattutto un’amicizia che si è rivelata decisiva per difendersi, ognuno con la fotocopia della carta d’identità dell’altro, dalla burocrazia che di quell’omonimia non ha mai tenuto conto. «A lui è arrivato il conto della mia assicurazione, e io risultavo, per la finanziaria, residente a Modena: senza saperlo abbiamo scelto uguale pure quella».

il senatore. di Fdi Mamia non riesce. a. girarsi dall'altra parte. quando. vede una coppia. che. gay. che. scambia. effusioni

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