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23.5.26

Fuggire. o. restare. ? [ pensieri. sparsi ]

Canzoni Suggerite \ colonna sonora
  • Extra terrestre - Eugenio Finardi
  • Un altro giorno è andato - Frncesco guccini 
  • Spunta la luna dal monte. - Pierangelo bertoli 
  • Fuochi nella notte diSan giovanni. - Csi (live @ Acoustica Videomusic)

Come da titolo del post mi chiedo : « fuggire o restare ? » .
Fuggire e restare sono le due facce della stessa medaglia: la ricerca di un cambiamento. Non c'è una risposta giusta in assoluto, ma solo quella adatta al momento che stai vivendo. Infatti.  molti.  siti. d'analisi e  di auto analisi  suggeriscono di  vliutare  la tua scelta ponendoti queste domande:
  • Per cosa stai lottando? Se resti, le cose che ti circondano possono migliorare? Hai le energie per investire in questo cambiamento?
  • Cosa stai cercando (o cosa vuoi evitare)? Se fuggi, stai scappando da un problema irrisolto o ti stai avvicinando a nuove opportunità ed esperienze? 
Scegliere di fuggire significa avere il coraggio di ammettere che un ambiente o una situazione non fanno più per te. Significa cercare altrove, ma richiede anche la capacità di adattarsi e il rischio di dover ricominciare da zero. Scegliere di restare significa avere la resilienza per affrontare le avversità. Può essere una
scelta di responsabilità, di affetto o di attaccamento alle proprie radici, ma comporta il rischio di rimanere bloccati nella propria zona di comfort o in dinamiche tossiche. Non rimanere mai immobile solo per paura dell'ignoto. L'importante non è il luogo in cui ti trovi, ma la tua serenità interiore Quindi  ho scelto di restare. perchè non sempre  si. può. fuggire  Ma.  soprattutto  molto. spesso  restare è  segno \ sintomo di serietà e di responsabilità in quanto significa non fuggire \ scappare da responsabilità , verità , accettare che la felicità dev’essere alimentata e mantenuta . Non è rifugiarsi dietro uno schermo dove quando le cose non vanno si stacca , con le persone No è diverso . È qui la differenza tra piacere  e felicità.

  • Perchè qual’è la differenza ? 
  • In sintesi IL piacere è per il 90. % effimero e veloce e a volte ti distrae. La felicità è uno stato di benessere profondo e duraturo che deriva dalla costruzione di un senso nella propria vita. 
  • E nel dettaglio ? 
  • Le differenze principali si possono riassumere in: Natura ed Estensione: Il piacere è di natura biologica e impulsiva (come mangiare un buon cibo o fare shopping , ecc ). La felicità è di natura psicologica, esistenziale e relazionale. Durata: Il piacere è temporaneo e svanisce rapidamente; la felicità è uno stato continuo e stabile nel tempo. Origine: Il piacere è spesso stimolato da fattori esterni (oggetti, sostanze, acquisti); la felicità è un percorso interiore costruito attraverso passioni e obiettivi. Acquistabilità: Il piacere generalmente è un prodotto di mercato che si può comprare; la felicità quella. vera. indotta  non è in vendita e non si può acquistare 
  • Ma  non … 
  • Si è come ho detto nel post precedente . Ma può anche essere vista come. Qualcosa che ha e può  avere un  valore costruttivo Sta a noi decidere se bloccarla o lasciarla andare . E poi essa. In determinati momenti  .... 
  • … è fatta. Di presenza , di scelte scomode , di ci sono al momento giusto , ecc 
  • Esatto. Come. Una clessidra dove due minuti momenti. fanno la differenza e 

  • possono essere una vita intera
  • Esatto questo è Il Senso. Non è importante essere perfetti al 100 % ma essere presenti per. Non essere. D’assenti
  • Già
                 per approfondire




6.9.24

perchè il passato non resti solo passato

 COLONNA  SONORA  

Leggi  anche post   IL MIO This Wandering Day

Al di  là  dei  specifici avvenimenti   , belli o brutti  ,  quello che  è  importante   è oggi il  valore dell'autocoscienza  storica  e  di forza unificante  .  Nessun (  anche  se  è  facile a  dirsi  difficile  a  metterlo in atto  )     ripiegamento  nostalgico  o risentito    verso il  passato dunque  .
Ma  il  passato    sepolto ,  nascosto    rimosso  , si tratta   prima   di    tutto  di dissotterarlo    e  conoscerlo , perchè  diventi   fatto nuovo   che  interroga   l'esperienza  del   tempo attuale , per  affrontare il presente   nella sua  drammatica   attualità , per definire   un orrizzonte  di senso , per situarci  e per  abitare  , aperti al suo respiro , al  il mondo  , lottando contro il tempo   della dimenticanza  . 

Un passato   che  --  solo appparentemente perduto  ---  occorre   perchè  è durata  , eredità  , coscienza  . In esso   s'innesta  il  valore dell'identità , non  quella   statica  e  chiusa  , non memoria  cristallizzata   ma patrimonio  che   viene da lontano  e fondamento   nel  quale  far  calare  \ immetterci   nuovi apporti di culture  , di vite    e storie  individiuali  e  soiciali   che detterminano sempre  nuove  identità  . In modo  d'acquistare   consapevolezza   di appartenere   ad una storia  ed  a  una civiltà  e  ereditare   un patrimonio  culturale  , linguistico  , artistico   ricco  di risorse  da   elaborare   e  confrontare  con esperienze   e proposte    di un modo  più vasto    e  complesso  . In cui  partendo da  radici  sicure   e  dotati di robuste  ali  si possa  volare   alti  .
E andare  avanti   sapendo   da cosa siamo partiti . Ma soprattutto accettare il fatto che non si può rimediare agli errori del passato, ma si può agire sul presente per proiettarsi su un futuro migliore  ed   non ripeterli   uguali  

2.9.19

cosa è il viaggio ? è ascoltare e condividere storie di gente , di mestieri , di passioni

Riporto  quello che  ho scritto  per  la  pagina e  l'account  di  fb  ,  visto che molti nei  commenti    e  in messanger    mi reputano strano  ne  approfitto  per   rinnovare  ed  aggiornare  le  FAQ 

Compagnidistrada
Pubblicato da Giuseppe Scano19 min

 trovate nei post continua qui nel blog oppure clicca sopra per poter continuare a leggere ) e nella sua appendice https://www.facebook.com/compagnidistrada/ ) non raccontiamo e non riportiamo le solite favole, ma storie vere, storie di persone, di paesi, di città ai margini dei media ufficiali o d'esse
strumentalizzate \ usate politicamente per scopi elettorali e di propaganda . Ma anche Storie che stanno sbiadendo nelle nebbie della memoria o che anche resistono al martellare costante degli avvenimenti quotidiani che cancella immediatamente la memoria del giorno precedente. Infatti molto spesso n on sappiamo più da dove veniamo, quale è stato il nostro passato e lentamente la nostra storia si cancella. Queste pagine parleranno di persone comuni che nel loro piccolo hanno contribuito a costruire la nostra società. Perché è vero la storia è fatta dai grandi personaggi, ma è altrettanto vero che la storia siamo noi con le nostre piccole o grandi scelte scelte.
Storie che stanno sbiadendo nelle nebbie della memoria. Non sappiamo più da dove veniamo, quale è stato il nostro passato e lentamente la nostra storia si cancella. La storia siamo noi con le nostre piccole o grandi scelte nel bene e nel male , con rimpianti e sensi di colpa .

20.9.14

anche il nulla può essere prezioso e utile

in sottofondo non insegnate ai bambini - giorgio gaber

Il  post  vuole essere  una mia  risposta alla lettera su repubblica del 19.9.2014 di francesca.ioia@libero.it francesca.loia@libero.it la pagina  delle  lettere  era  troppo scura    e  di dificile lettura   mi scuso in anticipo per l'eventuale  scambio  di persona  con le interessate     e  a quei genitori che affermano che il nulla sia solo negativo . Ci sono dei momenti in cui anche il nulla può essere prezioso ed utile , e che non sempre  è  necessario  fare qualcosa  per passare il tempo ed ad  impegnarsi  per  forza

7.12.09

Quelle piccole morti quotidiane

 


Vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, vivere ogni giorno come se fosse l'unico. Quale disperazione, quale noia, quale nostalgia ed attaccamento alla vita, da quando il mio ultimo giorno bussa alla porta ogni mattina ed ogni notte, con la sua missiva d'addio tra le mani e fiori bianchi tra i capelli. Quale mancanza di gioia, nell'alzarsi al mattino, spazzolare i capelli priva della felicità dell'abitudine. E quella pochezza di senso che si impadronisce di me, quando ogni gesto diviene potenzialmente unico, potenzialmente l'ultimo, spoglio della bellezza della routine. Privata dell'incanto della distrazione, del piacere dell'attesa di tempi migliori, di un futuro incerto, di un domani possibile. L'attaccamento alla vita fugace, l'urgenza disgraziata di un unico giorno, di un ultimo giorno, la prepotenza dell'allarme di perdita, quanto mi derubano, per ogni istante che passa, della delizia della mia monotonia. Dimenticare le chiavi di casa con la certezza che avverrà ancora, rinunciare alla panna sul caffè perchè domani ne avrò il tempo, la sicurezza del rimandare, dell'aspettare, del fare piano, del non far rumore, del vivere lento. Vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, vivere ogni giorno come se fosse l'unico. E non concedersi più il tempo di fermarsi ad interpretare le nuvole e i suoni, ed a fare progetti. Non posso cedere, non posso crederci, non devo piegarmi. Ribellarsi, alla fugacità dei giorni, alla vita precaria, al cogliere l'attimo. Sia maledetto, quell' angoscioso carpe diem. Se la vita mi priva della quiete dell'attesa, io non sono più nulla.

Vivere ogni giorno come se fosse il primo, vivere ogni giorno come se fosse uno.




Parole e pensieri da MariLouLou, casa mia: http://trattidanima.splinder.com

17.12.08

da Riflessioni: Il tempo

L’Oste scaltro


Gli_orologi_molli_-_Explosion


Pensando al tempo, viene in mente un oste scaltro che ci ubriaca mescolando vini diversi  per rubarci il senno ed i baiocchi … ma se con Dalì provassimo a ridisegnare gli orologi ed inventassimo un tempo nuovo, fuori dalla logica fredda “del prima e del poi”, un tempo che si piega e non ci piega, nel quale poter “ubriacare l’oste” perché possa mescere ottimo vino per gli amanti, allora potremmo recuperare quella dimensione della “contemporaneità”  che ci permette di vivere non solo l’uno accanto all’altro, ma con l’altro, così la vecchia “ora” dilatandosi per accogliere il prima ed il dopo, esploderebbe, perdendo la rigidità per recuperare la fluidità, l’elasticità della fanciullezza.


Non un invito al “carpe diem” pare, dunque, quello di Dalì, in quanto il tempo perde la propria “carpibilità” intesa come individualistica fruizione dell’ “attimo che fugge” per diventare un’indivisibilità condividibile, un “tempo” da coniugare al plurale, che non si lascia incatenare in un display al plasma ma che scivolando sulle cose, tutte ugualmente le carezza  senza oltre-passarle.


a.f.


http://filosofipercaso.splinder.com

24.6.08

Come il giorno e la notte

Hai mai provato a stare su un balcone di notte mentre tutto fuori è buio e c'è silenzio? L'aria è tiepida e tu hai una bottiglia in mano, immaginalo. Ci sei tu, il buio e qualche luce ancora accesa. Luci che illuminano camere di gente vulnerabile, di gente che si offre al tuo sguardo.

Continua a leggere...

1.9.07

La foglia

2006111317234_Solitudine


 


Non ci si accorge..............ma in molti sono come questa foglia.


Sempre, per quello che ci possa interessare.


ma il prensiero predominate in tutti è...........non sono io quella foglia.


31.8.07

In un minuto

TEMP0136Non è lo stesso tramonto di ieri sera, si daccordo tutto è al loro posto, ma qualcosa manca, rispetto al tramonto di ieri sera.


Si, credo che oggni giorno che passa......qualcosa ci viene a mancare, e se pensiamo che non manca nulla, non è mai quella di ieri.


C'è qualcosa che rimane dentro, che ti dà l'impressione che nulla è cambiato.

27.2.07

Il vento del tempo - Lucia merli





Lucia Merli - Il vento del tempo



La vita ha molte tappe, tutte importanti... e tutte meritano di essere vissute.
Sono le grandi cose che segnano la vita, ma sono le piccole che le danno sapore

il senatore. di Fdi Mamia non riesce. a. girarsi dall'altra parte. quando. vede una coppia. che. gay. che. scambia. effusioni

Canzoni suggerite  L'amore merita     di Greta Manuzi, Roberta Pompa e Simonetta Spiri ‧ 2016 Il figlio del re   di Piero Maras Neppure ...