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24.9.15

strano Raffaele Arzu uno dei 30 alttitanti più pericolosi nazionali in aula stupisce tutti: "Non perdiamo tempo, sono colpevole"


 da  l'unione  sarda  Oggi alle 15:41 - ultimo aggiornamento alle 20:08


raffaele arzu
                                                      Raffaele Arzu

"Vi faccio risparmiare tempo, sono colpevole".
Questa la frase d'esordio di Raffaele Arzu, 36 anni, nato a Lanusei e cresciuto a Talana, appena è entrato in aula per essere giudicato dalla Corte d'Assise di Grosseto per la rapina avvenuta all'ufficio postale di San Quirico di Sorano il 2 settembre 2003.
Capelli rasati a zero, scortato da otto poliziotti, ha detto rivolto ai giudici: "Vi faccio risparmiare tempo: sono il colpevole della rapina all'ufficio postale. Vi chiedo solo una pena umana".
Udienza lampo, quindi, per Arzu, un tempo considerato fra i 30 latitanti più pericolosi d'Italia, accusato di una serie di rapine e condannato per un omicidio.
Il giudice Giovanni Puliatti ha letto poi la sentenza: 3 anni di reclusione, contro i 5 chiesti dal pubblico ministero.
Il giorno della rapina il bandito, insieme a un complice, era entrato nell'ufficio postale con in faccia dei passamontagna, in mano una pistola; si erano fatti consegnare i soldi, circa 2mila euro, minacciando impiegati e clienti, poi erano fuggiti su una Uno bianca, alla cui guida c'era una terza persona, mai identificata.
Dopo dieci anni di indagini si è arrivati al rinvio a giudizio: a incastrare Arzu sarebbe stato un capello.
Lui intanto sta scontando l'ergastolo per la morte del carabiniere Donato Fezzuoglio, ucciso nel corso di una rapina a Umbertide (Perugia) nel 2006.


la cosa puzza parecchio e quindi se uno dei 30 più pericolosi ricercati nazionali si dichiara colpevole le ipotesi sono : 1) ha messo da parte i soldi ., 2) preferisce andare in carcere per "coprire" qualcosa o qualcuno? gli piace stare in carcere ., 3) ha capito i suoi errori

la vergogna non deve essere la fine di una storia.A volte è solo il punto da cui qualcuno trova la forza di ricominciare.Monica Lewinsky

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