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3.6.21

sarò sfigato ma sono libero

Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, ed al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo:  Tu sei pazzo!  (Sant'Antonio abate)  

 
 Sono arrivato alle  stesse conclusioni di Massimo Gramellini  ( vedere l'articolo che riporto 
 sotto )Venivo considerato  un tipo stravagante / un matto quando misi nel manifesto  del blog l'inno frigideriano   (  dell'omonima  rivista   e comunità
rieccolo  per  i nuovi  iscritti o per   chi  mi segue  via  facebook  


o tutte  le volte che ho messo questo video di (una delle poche cose belle che ha fatto ) Nanni Moretti



inizialmente  ci rimanevo male e soprattutto  piangevo   richiudendomi in me  stesso  quando  i matusa  mi dicevano che devo essere normale  . ma poi grazie all'analisi e auto  analisi ho imparato  a far scivolare via e ad andare  avanti e come l'omonima canzone di Ligabue  , a dirmi , non tempo per noi  . quindi l'articolo  di Gramellini   che qui  riporto  conferma ed rafforza il mio pensiero  e il mio viaggio  nelle strade della vita

Il  caffe   di  M.Gramellini  1 giugno 2021, 07:07 - modifica il 1 giugno 2021 | 07:08

Lungi da me l’intenzione di dare ulteriore spago alla ragazza del volo Ibiza-Bergamo che ha sputazzato e inveito contro gli altri passeggeri perché si ostinavano a chiederle di indossare la mascherina. Però mi ha colpito la parola con cui ha inteso mortificare una delle sue vicine di posto: «Sfigata». Ormai è l’epiteto preferito dai prepotenti in missione per conto di Io. Affiora sulle labbra di chi lascia l’auto in doppia fila come di chi, sul treno, guarda i video a pieno volume ignorando l’invenzione delle cuffiette. Il Superuomo e la Superdonna (questo è uno dei pochi campi in cui vige la parità) si sentono talmente nel giusto da affibbiare la patente di «sfigato» a chi subisce le conseguenze della loro ingiustizia. Tutto gira talmente intorno a loro che alla fine gli gira anche la testa. E si convincono che chi rispetta e pretende che si rispettino le regole non lo fa per convinzione, ma solo perché non osa infrangerle. Ai loro occhi il «bravo cittadino» è una persona complessata e infelice che non conosce il vitalismo insito nella trasgressione ed è vittima di un lungo elenco di frustrazioni che si riassume in quell’aggettivo colmo di disprezzo e sparato in faccia come una sberla: «Sfigato!». Si direbbe però che certi esempi di audacia siano tali solo finché il rischio rimane basso. Appena la situazione si fa seria, sono spesso «gli sfigati» a rivelare dosi insospettabili di resilienza, mentre i Superominidi finiscono a piagnucolare sotto il sedile.

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