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9.2.26

“Si può amare un Paese senza accettarne le politiche. E criticare l’amministrazione senza rinnegare la propria identità”.il caso di Gus Kenworthy ,sciatore free-styler , attivista per la comunità Lgbtqia+ che ha criticato l'Ice



Gus Kenworthy è uno sciatore free-styler e attivista per la comunità Lgbtqia+ che ha trascorso una vita negli Stati Uniti ma gareggia a Milano-Cortina per la Gran Bretagna, dove è nato.
Negli scorsi giorni ha pubblicato sui propri canali l’immagine di una scritta con l’urina sulla neve (con l’aiuto dell’IA) che recitava un inequivocabile “Fu** Ice”, prendendo una posizione dura e chiara contro l’Ice e Donald Trump.
E per questo in queste ore ha ricevuto - in mezzo a tanti apprezzamenti - una quantità fuori scala di insulti, minacce di morte, gente che gli augurava di spaccarsi un ginocchio, addirittura inviti al suicidio.
E lui, invece di ritrattare, ha rivendicato con forza le sue idee e il diritto di prendere una posizione politica forte.
Dopo Hess, un altro atleta di livello assoluto (già argento a Sochi, in quel caso per gli Usa) che ci mette la faccia per una causa giusta.
Lo fece già dieci anni fa in occasione del suo coming-out, aprendo una strada per tanti atleti.
Lo ha fatto oggi per difendere il popolo di Minneapolis e chiunque sia perseguitato.
Le sue parole sono un manifesto valido sempre e ovunque, soprattutto ai Giochi:
“Si può amare un Paese senza accettarne le politiche. E criticare l’amministrazione senza rinnegare la propria identità”.
Un discorso troppo alto e complesso per il trumpiano e )medio.

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