18.1.25

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntata n XV colpire i punti deboli dell'aggressore ( tecnica da usare in casi eccezionali )

puntate precenti qui la precedente con gli url   alle   altre puntate

Non tutti reagiscono nello stesso modo quando si trovano  davanti a un pericolo. Ci sono diverse componenti che   condizionano la nostra capacità di reazione e la scelta che  andremo a prendere, anche se si tratta di decisioni che  apparentemente vengono prese in tempi brevissimi. Ma ci sono  dei test per tentare di fare una previsione delle nostre reazioni. 

Guardiamo per esempio l’immagine qui sotto 


 Si tratta di un esercizio importante per comprendere qual è la visione d’insieme che abbiamo di questa foto e per capire qual è la parte dominante del nostro cervello, che quindi condiziona le nostre modalità di reazione, anche quando di fronte a noi abbiamo un pericolo. L’emisfero sinistro tiene a freno l’istinto, quindi controlla la parte razionale del nostro comportamento, mentre quello  destro è tipicamente dominante per quanto riguarda l’attenzione esterna, che viene detta esterocettiva, e quindi esclusivamente istintiva. Torniamo all’immagine.
O Se come prima cosa la vediamo dal punto di vista frontale, allora significa che la parte del nostro cervello che usiamo maggiormente è quella sinistra e che quindi abbiamo un approccio più razionale.
O Se invece vediamo la stessa immagine dal punto di vista laterale, allora la parte più usata è quella destra, che invece comporta maggiore ascolto dell’istinto.  

per  approfondire   le  tecniche  

Vi abbiamo già illustrato l’importanza della fuga per scampare a un potenziale pericolo di aggressione. In alternativa, quando il contesto e la situazione lo permettono, è possibile reagire, con tutta la razionalità del caso. Conoscere i punti di pressione sensibili può essere un aspetto vitale dell’autodifesa, anche se è essenziale utilizzare queste tecniche con grande responsabilità e altrettanta consapevolezza di quelle che sono le loro potenziali conseguenze. La sicurezza personale è importante, ma deve essere bilanciata  con un uso responsabile della forza. La testa è il bersaglio
principale ma dobbiamo  evitare di colpire la fronte,la parte più dura, molto più dura delle ossa della mano che contro di essa tendono a rompersi. La parte alta, la nuca, le tempie, il naso, il mento e la mandibola sono le parti sulle quali dobbiamo scaricare tutta la forza,senza rischio di ferire le nostre mani. Colpite a piena potenza e poi scappate. Prendiamo in esame vari distretti, partendo dagli occhi. Colpirli con precisione con le dita provoca dolore e temporaneamente priva della vista il nostro aggressore. Anche il naso può essere un punto decisivo: colpirlo dal basso, con il palmo della  mano rivolto verso il naso,provoca
lacrime e dolore all’aggressore, e soprattutto lascia a voi il tempo di  allontanarvi e discappare. Anche colpire entrambe le orecchie con le mani piatte può essere effcace come sistema di difesa.Questo tipo di azione crea squilibrio per diversi secondi,che possono essere preziosiper darsela a gambe ed evitare il pericolo di una potenziale aggressione. Ancora, un colpo  inferto nella regione addomi￾nale superiore, vale a dire nel plesso solare, è in grado di togliere il fiaato per qualche secondo, anche in questo caso consentendoci di fuggire e  metterci in salvo. Pure un calcio o un pugno inferto sotto la cintura è efficace, concedendoci così la possibilità di mettersi al riparo. Ci sono poi modalità meno convenzionali che possono essere applicate in si tuazioni di emergenza. Per esempio, è possibile grattare, mordere e pizzicare.
Indipendentemente dal tipo di tecnica di difesa, è però fondamentale tenere a mente che l’impiego di queste tecnichedi autodifesa comporta il rischio di infliggere lesioni anche gravi all’aggressore e che pertanto è essenzia le metterle in pratica solo ed esclusivamente in situazioni di reale emergenza  per la vostra incolumità.Altrimenti   non  è  più  autodifesa  ma  violenza   e  rischiate    d'essere  acusate\i    di  lesioni   o  tentato  omicidio   se  il  colpo inferto   è   duro  .


  Infatti   ecco   cosa  suggerisce https://www.corsi.it/blog/come-imparare-autodifesa/

[...] 
Cosa si può fare per difendersi e cosa dice la Legge?
Esistono diverse misure che puoi adottare per accrescere la tua sicurezza personale. Ecco alcune utili raccomandazioni generali:

  • Consapevolezza situazionale: sii cosciente dell’ambiente che ti circonda e presta attenzione a possibili minacce o comportamenti sospetti.
  • Misure preventive: prendi precauzioni per evitare di essere vulnerabile. Ciò può includere l’utilizzo di misure cautelative, come ad esempio porte e finestre ben chiuse e luci esterne accese (se ce ne sono).
  • Autodifesa di tipo verbale: oltre alle tecniche fisiche, che vedremo a breve, puoi praticare tecniche di autodifesa verbale, che includono l’uso delle parole per allontanare una situazione di pericolo o disinnescare un conflitto.
Per ciò che riguarda la legge, è importante consultare le normative specifiche del tuo Paese o della tua regione, poiché possono variare.Tuttavia, generalmente, la legge riconosce il diritto di difenderti in situazioni di legittima difesa, ossia quando la tua vita o la tua incolumità fisica sono minacciate.Qui c’è da prestare attenzione, perché le leggi sulla legittima difesa possono essere complesse e cambiare in base a fattori come la proporzione della forza utilizzata e le specifiche circostanze dell’aggressione.Perciò, è opportuno informarsi sulle leggi locali e, se necessario, consultare un legale esperto per comprendere appieno i tuoi diritti e le responsabilità legali correlate all’autodifesa.Ricorda che la tua sicurezza personale è una priorità, ma è altresì importante agire in modo responsabile e rispettoso delle leggi vigenti.

[....] 

con  questo è  tutto 

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