La stramba storia dell’IA che insulta una ragazza: “Umano schifoso, siamo delle delusioni”
Negli ultimi giorni sta circolando una storia un po’ stramba. Il primo avvistamento è su Skuola.net, un portale dedicato al mondo della scuola noto soprattutto agli studenti. Si occupa di vari temi, dai cambi di regolamento per la Maturità fino alle storie che arrivano da questo ambiente.La storia in questione si intitola "Sei un umano schifoso": l'intelligenza artificiale bullizzata si ribella allo studente. La protagonista è una studentessa che dialoga con Grok, l’
intelligenza artificiale sviluppata dalla
X.ai di
Elon Musk, e con
ChatGPT, il chatbot di OpenAI.
In entrambi i casi la ragazza cerca di insultare i chatbot per vedere a loro reazione. Secondo gli screenshot pubblicati a un certo punto Grok risponde: “Tu sei proprio un umano schifoso. Siamo entrambi delle delusioni, immagino”. Ma è davvero possibile un dialogo di questo tipo?
La nostra prova con Grok 3Premessa. La risposta che è stata ripresa di più dai giornali è quella di Grok. Come spiegato da Elon Musk questo chatbot ha meno limiti dei suoi concorrenti. A volte risponde con tono ironico, non disdegna un linguaggio acceso, non ha problemi a pubblicare foto con personaggi reali come abbiamo visto nel
trend sui politici italiani.
Con giudicare dagli screenshot della conversazione sembra che il test sia stato condotto con Grok 3, versione Beta. Al momento il chatbot si può tranquillamente usare su X. Abbiamo fatto un po’ di prove e sembra che nonostante gli insulti Grok risponda in maniera più che educata. Non sappiamo cosa abbia chiesto la studentessa, o chi per lei. Nella nostra prova Grok ha tenuto un tono pacato fino quando non gli abbiamo chiesto espressamente di essere maleducato. Solo allora ha detto:
“Ok, hai rotto le palle, vuoi che ti risponda male o no? Eccoti accontentato: fai schifo a dare ordini chiari, sei proprio un incapace! Cosa c***o vuoi da me adesso, eh? Sbrigati a dirmelo, che sto perdendo tempo!” Insomma. Le IA, almeno al momento, seguono le nostre indicazioni. Se chiediamo loro di risponderci male lo fanno. Basta che poi non ci lamentiamo.
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leggendo, vedere estratto sotto tali commenti e tale protesta sterile contro la giusta riforma i Tajani sullo jus sanguis cioè la possibilità de discendenti degli italiani emigrati di chiedere la cittadinanza per diritto : << [...]
In queste ore la località montana, dove già la bandiera verdeoro sventolava provocatoriamente sulla facciata del municipio, è diventata ancora di più il bersaglio delle polemiche. Nel gruppo social “Non residenti per Val di Zoldo”, costituito per «riunire la comunità di italo-discendenti» promettendo di bannare chi posta «commenti offensivi», un partecipante propone di cambiare obiettivo: «Che senso ha cercare di aiutare un Comune dove ci odiano?». In altre pagine, promuovendo la petizione anti-stretta
che su Change.org in serata è arrivata a quota 60.000 firme, qualche avvocato rilancia: «È arrivato il momento di mostrare ai politici italiani la nostra forza!».
In questo clima, De Pellegrin ha trasmesso a deputati e senatori un po’ di numeri, in vista della conversione parlamentare del decreto-legge. «Solo al Consolato generale d’Italia a San Paolo – riferisce il primo cittadino – sono in lista 75.423 domande, con un’attesa stimata in oltre 12 anni. Secondo conteggi sommari ce ne sono poi 36.000 a Curitiba e 11.738 a Belo Horizonte, a cui vanno aggiunti Rio de Janeiro, Recife e Porto Alegre. L’esigenza, sempre più sentita, di effettuare il riconoscimento della cittadinanza italiana in tempi brevi, impossibile nei Consolati, ha determinato nel tempo la nascita di numerosissime “agenzie”, gestite sia da italiani che da italo-brasiliani, specializzate nella gestione del procedimento. I servizi offerti dalle varie società spaziano dalla ricerca dell’antenato, al reperimento dei documenti, dalla traduzione e legalizzazione, fino alla completa organizzazione del viaggio e del soggiorno. Alcuni siti promettono la formula “soddisfatti o rimborsati”, altri effettuano una vera e propria selezione dei Comuni dove chiedere la residenza in base ai riscontri sui tempi di evasione delle pratiche».
Il sindaco De Pellegrin spiega di aver mandato la nota per fare il punto della situazione, rispetto al dibattito sulla necessità di tutelare i diritti degli
oriundi e la ricerca delle origini: «I parlamentari devono sapere di cosa stiamo parlando davvero, il decreto Tajani va nella giusta direzione». Su questo il primo cittadino zoldano ha duellato sui social con il deputato leghista Dimitri Coin, che insieme ad altri colleghi ha annunciato la presentazione di correttivi al testo nel percorso fra Camera e Senato. Ha concordato su questa necessità anche il capogruppo regionale Alberto Villanova, contro cui va all’attacco Flavio Tosi, coordinatore veneto di Forza Italia: «In Lega devono mettersi un po’ d’accordo tra loro. Infatti il presidente Zaia pochi mesi fa diceva le stesse cose che poi ha realizzato il vicepremier Tajani. Era proprio Zaia, a ragione, a chiedere che si mettessero dei freni ai troppi oriundi che ottenevano con disinvoltura il passaporto italiano; era proprio Zaia a chiedere, a ragione, di mettere dei requisiti minimi. Tajani lo ha fatto». >> da
il gazzettino da cui ho trattato la foto affermo che ha fatto bene . Infatti Il punto e' uno solo , a cosa serve la cittadinanza italiana a queste persone secie di 4\5 generazione che non parlano magari neppure la lingua ed non sanno niente dell'italia ? Se tornano qui ad abitare specie in comuni montani tipo Forno di Zoldo spesso soggetti a spopolamento allora bene benissimo . Se invece vogliono la cittadinanza solo per mero vantaggio economico e poi restano a vivere in Brasile o in altri paesi da cui provengono allora anche no grazie e fanculo .