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28.7.07

Senza titolo 1960

disteso al
tapeto tra
lacrime
di fango ed una
smorzata preghiera
quasi mi
arresto nel
silenzio della
colpa i tuoi occhi
intrisi le mie labbra
scalze lo sbiascicare
delle colpe come
stelle infrante
ancora sotto
uno strato di
rugine scola
il sangue come
cenere errante che
non sa cadere e
tutti i nostri passi
sembran lacrime
di neve che
scaldi su altra
pelle mentre
squami il tuo
sorriso tra perle
di ricordi ed il
tuo falso paradiso
resto alla finestra a
contare i corpi
nell'incertezza
che non ti voglio
se tu torni

1 commento:

indistintonero ha detto...

Ciao ragazzi. Grazie per l'invito! Mi piacerebbe potere postare in questo blog, è possibile? Al momento non sono abilitato a farlo.

vietato parlare. di Giulio Regeni troppi. affari. con l'Egitto di Lorenzo Tosa

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