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4.1.26

la mappa che non serve e geografia del perdersi

Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.


riflettendo     su  questa  frase      trovata nel  profilo di questo  account  facebook    "Find a good place and get lost..." (  da  cui  ho  rierlaborato la  foto con  la  IA)  che  sembra anzi è avuto da quasi 30 anni ( du cui 22 proprio in oggi di blog ) un motto da viandante etico : scegliete , come sto facendo io , un luogo che vi somiglia e poi lasciatevi andare, smarriamoci per ritrovare qualcosa che non sapevamo di cercare
Letta nel contesto della pagina Facebook che ho aperto ma anche no , diventa quasi un autoritratto in forma di aforisma. Una dichiarazione di stile: minimalista, aperta, un po’ nomade. Perfetta per un eventuale rubrica sulle “ micro‑poetiche dell’identità digitale ” ovvero il tag filosofando Proprio come la poesia L'infinito di Leopardi di cui i versi finali sono citati nell'apertura del post .
Ci sono giorni in cui il mondo chiede direzioni, e giorni in cui è più saggio smarrirle. Trovi un luogo che ti respira addosso, lasci cadere le mappe, e ti accorgi che il passo incerto è l’unico che dice la verità.
Perdersi non è fuga: è un modo obliquo di tornare a sé.Perdersi è un atto che sovverte la logica dell’efficienza e dell’orientamento permanente.In un mondo che pretende traiettorie lineari, il “perdersi” ed affrontare le linee curve perchè a volte la retta via è per chi ha fretta* diventa un gesto etico perché:

  • sospende il dominio: rinuncia al controllo, alla pretesa di possedere lo spazio e di dominarne il senso.

  • riapre la percezione: costringe a vedere ciò che la routine invisibilizza, a rallentare, a riconoscere l’alterità del luogo e degli altri.

  • interrompe la narrazione dominante: quella che vuole l’individuo sempre performante, sempre localizzabile, sempre “in direzione”.

  • restituisce vulnerabilità: e la vulnerabilità, quando accolta, è una forma di responsabilità verso sé e verso il mondo.

Perdersi, dunque, non è sempre un errore: è un atto di resistenza contro la tirannia della direzione obbligata*. Un piccolo sabotaggio etico che riapre possibilità.Trova un posto che ti spiazza. E poi sparisci ( ovviamente in senso psicologico non in senso fisico , non vorei che qualcuno\a si suicidasse è poi mi inagassero per induzione al suicidio ) Non per fuggire, ma per sottrarti all’addomesticamento delle strade dritte. Chi non si perde mai, non vede nulla.Scegli un luogo che ti chiama piano, come una nota rimasta sospesa. Lascia che ti smonti le certezze, che ti sciolga le direzioni. Perditi. È lì, nel tremore del passo incauto, che nasce la parte più viva di te.Concludo con questa poesi.a tratta da Giuliana Demurtas Ieri alle 07:25

 

Siamo il riflesso di ciò
che pensiamo,
di ciò che viviamo
di ciò che amiamo.
E il cielo si riflette
in noi
perchè siamo "infinito"

Rosita Matera, 2019




Colonna sonora \ citazioni e parafrasi

Il peggior Zalone ? Recensione di Buen Camino

  Ieri sera    no  sapendo che    fare     sono    andato   a  vedere , nono stante  ne   abbia  sentito parlare  male   o  come   niente  d'eccezionale     l'ultimo film    di Checco  Zalone . Infatti  rispetto ai  precedenti    posso confermare  che rispetto ai precedenti   è un  film senza  infamia  e  senza   lode  ,    senza  sale  ,   non  è   un  film  , anche  se    si avvicina    da  escapismo  escatologico  . Infatti  : <<  [...]
Non è perfetto questo film, non è né un trattato di pedagogia, né Vangelo, tantomeno è destinato a entrare nei manuali di storia del cinema. Sta in una categoria differente: è cinema popolare (e anche qui l’aggettivo non è negativo), parla a molti (dispiace?), riempie le sale e suggerisce una riflessione su alcuni valori. È una nuova via della oltremodo celebrata commedia all’italiana: come è accaduto per quei film che ora consideriamo pilastri culturali del nostro comune sentire, anche al giudizio su quest’opera serve una giusta distanza temporale e meno schizzinosa superficialità, affinché se ne possa apprezzare il giusto valore. Molte delle critiche mosse al film di Zalone sembrano essere le stesse allora rivolte a registi definiti a suo tempo leziosi e disimpegnati ma oggi venerati come maestri.Le vette della settima arte stanno certamente altrove, ma passare 90 minuti piacevoli durante i giorni di riposo delle festività natalizie, maturando qualche buona riflessione e contribuendo alla sopravvivenza di presidi culturali fondamentali come sono le sale cinematografiche, non sono esperienze da buttare in questi tem >> (   dal settimanale   famigliacristiana  più  precisamente qui  )   . Infatti  Se   lo  si  paragona  ai precedenti     questo  è  per  me   è  forse   uno  dei  peggiori     di Zalone  che  ho visto   . 
 Almeno  negli altri  si  rideva  ,  qui  no  e   se   si  ride lo si fa   per  non piangere cioè     non ride  spontaneamente  ma   forzatamente    . Infatti    non biasimo  questa  recensione  \  stroncatura 

 parziale  in quanto  la  live   integrale   e  per  abbonati    La replica integrale della diretta è in anteprima per gli abbonati di WesaChannel (con la chat salvata e senza pubblicità  )  che  può essere   recuperarta qui https://youtube.com/live/OBfcWjQ7EWc .
Zalone  come  sempre  ha  dimostrato di saper catalizzare l’attenzione del pubblico come pochi altri titoli, trasformandosi in veri e propri fenomeni sociali e culturali, oltre che in successi economici senza precedenti. Nel luglio di quest’anno, era stato il medesimo  a svelarne l’uscita durante la presentazione del listino Medusa a Ciné - Giornate di Cinema di Riccione, confermando così le indiscrezioni che circolavano già da tempo. Ma c’è un dettaglio che ha contribuito ad alzare ulteriormente l’attesa: la regia di Buen Camino è tornata nelle mani di Gennaro Nunziante, storico collaboratore che aveva diretto tutti i film precedenti del comico pugliese tranne Tolo Tolo, girato da Zalone stesso. Un ritorno che ha dunque segnato la ricomposizione di una coppia creativa capace di battere ogni record e che si è ritrovata, ancora una volta, a riportare milioni di spettatori al cinema proprio sotto l’albero di Natale. Ecco allora tre motivi per cui Buen Camino è  secondo  le  recensioni  favorevoli   un film da non perdere.


1. La nuova tappa di un sodalizio che funziona

Il sodalizio tra Checco Zalone e Gennaro Nunziante prende avvio nel 2009 con Cado dalle nubi, film che inaugura una collaborazione destinata a cambiare per sempre la commedia italiana. Seguono Che bella giornata (2011), Sole a catinelle (2013) e Quo Vado? (2016), tutti capaci di stabilire un nuovo record al botteghino. L’unica eccezione è Tolo Tolo (2020), girato come detto dallo stesso Zalone, che pur dividendo critica e pubblico si è comunque confermato campione d’incassi. Ora con Buen Camino la coppia Zalone-Nunziante si è finalmente ricomposta, confermando un’intesa che, film dopo film, ha dimostrato di funzionare senza perdere efficacia.

Anche questa volta, infatti, Buen Camino mescola avventura e comicità, con i cliché italiani calati in un contesto internazionale e con quella vena tragicomica che da sempre caratterizza i titoli di Checco Zalone. Nei suoi film, dopotutto, convivono tre livelli diversi di comicità - dal linguaggio deformato alla maschera riconoscibile del personaggio fino all’equivoco della situazione - disposti come in un vero e proprio spartito, con i tempi e i silenzi di una partitura musicale. È questa precisione artigianale, che Nunziante e Zalone curano fin nei minimi dettagli, a trasformare ogni battuta in un colpo sicuro e ogni film in un appuntamento irrinunciabile per il pubblico italiano.

2. La redenzione proposta da (tutti) i film

Il filo rosso che attraversa tutti i film è il personaggio di Checco Zalone (dal dialetto barese "Che cozzalone"), maschera di Luca Medici: sempre uguale a sé stesso, ma ogni volta immerso in contesti diversi, dall’aspirante cantante all’addetto alla sicurezza, dal padre disilluso all’impiegato aggrappato al posto fisso. Ed è qui che si colloca la vera unicità del suo cinema: Zalone non è la parodia dell’uomo medio, come spesso si sente dire. Innanzitutto perché non fa satira: quest’ultima, per sua natura, osserva dall’alto e giudica, smascherando i difetti ma senza mai condividerli. Allo stesso tempo non appartiene alla tradizione dei cinepanettoni, dove i vizi italiani non solo venivano esibiti, ma addirittura consacrati senza alcuna possibilità di redenzione.Franco Origlia//Getty Images

Checco sceglie un’altra strada. Si pone al di sotto dello spettatore, finge di non capire, di non sapere, di essere sempre più "inconsapevole" di chi guarda. È questa inferiorità ostentata che libera la risata, perché ci fa sentire - almeno per un attimo - superiori. Ma non basta. Nei suoi film c’è sempre un movimento finale che porta a una forma di riscatto, una piccola redenzione che scioglie gli errori messi in scena fino a quel momento. Così Zalone diventa piuttosto una sorta di esorcista dell’uomo medio: mostra i vizi degli italiani, li esaspera e ci fa ridere di essi, ma infine li neutralizza. È questo meccanismo, né satirico né puramente commerciale, a rendere irripetibile il suo modello di comicità.

3. Il rapporto padre-figlia al centro della storia

Non per ultimo, Buen Camino merita di essere visto anche per la trama e, in particolare, per il rapporto padre-figlia che mette in scena. Un elemento che, pur inserito all’interno di meccanismi comici spesso leggeri e spesso esasperati, riesce comunque a generare immedesimazione, andando oltre il mero registro della farsa. Anche la sceneggiatura, dopotutto, porta la doppia firma di Zalone e Nunziante e rimette al centro il personaggio-maschera di Checco, qui nei panni di un ricco e viziato erede di un impero di divani, abituato a ottenere tutto senza sforzo, privo di qualsiasi reale motivazione e così pieno di sé (e di ogni bene inimmaginabile) da risultare, in fondo, profondamene vuoto. Separato dalla moglie Linda (Martina Colombari) e concentrato solo su sé stesso, la sua vita viene improvvisamente sconvolta dalla misteriosa scomparsa della figlia adolescente Cristal (Letizia Arnò), evento che lo costringe ad abbandonare la sua esistenza dorata per mettersi sulle sue tracce. Tuttavia, presto scoprirà che la figlia è partita per il Cammino di Santiago, un pellegrinaggio che, da semplice sfondo narrativo, si trasforma in un pretesto simbolico per un viaggio interiore fatto di fatica, imprevisti, incontri, malintesi e, soprattutto, per un tentativo sincero di riparare quel vuoto esistenziale che lo contraddistingue e che, inevitabilmente, lo separa dalla figlia

  Ha    ragione   Gabriele Niola  su https://www.wired.it/article/buen-camino-film-checco-zalone-recensione/« Buen Camino è il film che sancisce la normalizzazione di Checco Zalone Da comico che prendeva in giro la massa e i mostri della porta accanto è diventato un comico che prende in giro le elite, le persone lontane e distanti, e si è piegato alla logica dei film pigri e fatti male dei comici televisivi » Tutto sommato   non era  male   nonostante    tutte   le  criticità  elencate  sopra  in particolare  nel  video citato . Si  riesce  a prendere    in  giuro  se  stesso   ed  a  scherzare   su se  stesso :   il divorzio  ,  la  malattia  ,  il suo  egocentrismo  ,   il  rapporto con sua  figlia  ,  la  sua megalomania.  Insomma  una  trasformazione  ,  un  cambiamento   rispetto ai  precedenti   . Far  ridere    è  un mestiere  difficile    è  anche  ai  grandi  capita    di  fare film  mediocri . Nessuno  è perfetto  ed  il  finale  del  film   lo  dimostra  . Conoscendo la  verve e la  creatività   di  Zalone  il  prossimo andrà meglio       . 
 Concludo    consigliandolo   ai  Checco Zalone  dipendenti   o    se  non   sapete      come   per  passare il tempo    e  stare  in compagnia   ., insomma  in  mancanza     di meglio  . Lo  sconsiglio   a  chi cerca   la  risata  semplice  ed  istantanea  .    

3.1.26

Non toccate chi ha più di 50 anni

Lo  so    che  manca  quasi  un mese   ai mie 50  anni  .   Ma  non riesco a  smettere   di  pensarci e  fare iconto  alla  rovescia   . Se prima ero , come potete notare dal post originale che avevo scritto prima di vedere queto video che descive alla perfezione la mia generazione la quale Non si preoccupava il body shaming, la presa in giro, il militare. Affrontavamo tutto a testa alta, senza paura: le guardie, le prese in giro dei professori. Se ti fermavano controsenso invece della multa il poliziotto ti dava uno scappellotto. Altro che airbag, esp, aria condizionata. Erano altri tempi ma che tempi.




Alla fine sono arrivati, i miei temuti 50 anni. Temuti perché è sempre tempo di bilanci, tirare le somme (  come  fa   , proprio come  un  mio  incubo fatto di recente   , il  protagonistas  di questo    second video )  , insomma ci si guada indietro. Sono nato tra l'inverno è la primavera o meglio Il 28 febbraio era chiamato “VI Kalendas Martias” (cioè sesto giorno prima delle Calende di marzo, contando inclusivamente, come facevano i latini ).
 

 

 ho conosciuto i computer a cassette, i primi cellulari , i magianastri , i cd , i flopdisch , le passeggiate al corso, gli appuntamenti dati sotto i portici e le chiamate con i gettoni e poi a scheda dalle cabine telefoniche a casa degli amici o a casa .FGli ultimi sprazzi della vita contadina degli stazzi . Quando ero piccolo vedevo mio padre come uno che non stava al passo sulla musica, che mi diceva si negli anni miei facevamo questo e quello, mi ero ripromesso di non cadere in questa trappola nostalgica e malinconica, ma eccomi qua, nostalgico e malinconico, che ascolto musica dei miei genitori e spesso sprofondo in radio tipo "dimensione suono soft"... Arrivati a questo punto non escludo che tra qualche anno mi venga il desiderio di fare l'orto o cose così. Vi potrei dire che ho vissuto anni bellissimi in periodi bellissimi, ma non è proprio così, ho vissuto anni tostissimi, alla ricerca di me stesso, con l'ansia di non sentirmi mai realizzato, da non goermi neppure l'estate perchè er semrpre rimandato a settembre , cercando qualcosa che mi facesse stare meglio, o che potesse placare la mia insoddisfazione. Ricerco una crescita personale, questa è stata la mia costante negli ultimi 10 anni( e ancora lo sarà perchè la vita è sempre in continua discussione , forse a tentoni, forse in modo sbagliato ma cerco sempre di crescere e migliorarmi, forse è l'unica realtà che posso affermare con serenità. Per questo motivo ho lasciato indietro persone alle quali ho voluto veramente bene, non scrivo mai e non ho più neanche l'interesse di essere letto, compreso o compatito, scrivo per me e per chiarirmi su chi sono e da dove arrivo. In questo percorso dove ho conosciuto tante gente, sappiate che vi porto tutti nel cuore anche chi per un errore o per altro, mi ha ferito; siete riusciti a rendermi più forte ogni volta di più, e per questo a modo mio vi sono grato ♥️ in ogni caso vi falia un rajiu, ma vi sono grato. Beh andiamo avanti e vediamo di rendere questi 50 memorabili, per scrivere un post migliore per i 60. Grazie.

GIANNI, PAOLO, CHIARA. E GLI ALTRI di © Daniela Tuscano

Se c'è qualche speranza, e c'è, in questo mondo, si deve a loro. Una speranza che non cancella il dolore, né lo spiega; e tuttavia resta speranza, anzi, certezza, perché quel dolore lo attraversa, lo fa proprio, e in quel momento lo supera. Gl'impedisce, cioè, di avere l'ultima parola.
Gianni, Paolo e altri di cui ancora non conosciamo i nomi, che forse non conosceremo mai; ma sappiamo esistere; Gianni e Paolo, che li rappresentano tutti, sono lì, un giovanissimo e un uomo adulto, per qualche
ora, forse per qualche giorno, poi li dimenticheremo. E invece dovremmo sempre tenerli a mente.
Hanno salvato quanti più ragazzi potevano dal rogo di Capodanno a #cransmontana. Hanno visto, hanno agito. In nome della vita: non più della loro, né di quella altrui: la vita è vita, senza aggettivi, senza possesso. Gianni, Paolo e, prima ancora, #aymaneeddafali, #paolofoglia, #lorenzopianazza; ma anche #ahmedelahmed e #mohammedmassat, il poliziotto musulmano che la stessa notte di Cras-Montana, ma molto più lontano, ad #aleppo, ha fermato un terrorista dell'#Isis che voleva colpire i #cristiani, rimanendo ucciso. Situazioni diverse? Semmai, diversamente eguali; d'una eguaglianza che completa, e ogni volta sorprende, perché dietro ha una storia irripetibile e concreta.
Gianni, Paolo, Aymane, Paolo, Lorenzo, Ahmed, Mohammed e gli altri: senza trascurare la solerzia della #protezionecivile e gli aiuti provenienti dall'estero (#israele ha messo a disposizione un team di specialisti) dovremmo ripeterli continuamente, questi nomi, come un salmo. Senza spiegarli, ché qualsiasi chiosa li impoverirebbe.
#chiaracostanzo non ce l'ha fatta. Aveva sedici anni, era italiana, milanese. Le amiche la ricordano come una ragazza gioiosa, che studiava danza classica. Noi la conosciamo adesso, nelle immagini dei media dove appare meravigliosamente bella, ed è lei, ora, l'icona di quell'entusiasmo innocente che il fuoco ha spento. L'altro volto che assieme alla speranza non dobbiamo dimenticare. E preghiamo per #achillebarosi, milanese anch'egli, disperso. Portava al collo una Madonnina.


© Daniela Tuscano

2.1.26

Carla Del Ponte 88 anni, e la battaglia vinta per rimettere gli orari manuali nelle fermate degli autobus: «Tutti gli anziani qui mi ringraziano. Il Qr code? Ci faceva sentire esclusi»

Non sempre  chi    combatte  contro  la  tecnologia  e  contro  internet  lo fa  con  cattive  intenzioni   il    caso   (  trovate   tutti  i precedenti    nel  stiamo  parlando  )  lo  fa  per  snobismo o  cattiveria ma  per  necessità Infatti qui si tratta   di una battaglia     di umanità e  di rispetto  per coloro ( specie    quelli di  una  certa età )  non avvezzi alla  rivoluzione digitale  e  che   hanno  difficoltà  con le  nuove  tecnologie   . IL   caso  di    Carla Del Ponte
  corriere  veneto  del  30\12\2025   
                               di Dimitri Canello

Mesi di mobilitazione, lettera alle istituzioni e protesta: «Ne è valsa la pena. Questione di civiltà: credete che tutti abbiano uno smartphone?»





Quasi una testa d'ariete. Quella che poteva sembrare una battaglia ristretta al proprio orticello è diventata, con il passare delle settimane, una battaglia di civiltà. E la signora Carla Del Ponte, 88 anni, residente a Montegrotto Terme, pare aver colpito nel segno. A settembre protestò vivacemente, coinvolgendo anche la Regione Veneto, per la presenza alle fermate degli autobus dell'orario solo con Qr code e non in formato cartaceo. Una novità che tagliava fuori diversi anziani ma che adesso ha subito un clamoroso ribaltamento. In tutta Italia sono tornati gli orari in formato cartaceo, per la soddisfazione di Del Ponte, che brinda a quella che ritiene una vittoria importantissima.

Signora Carla Del Ponte, ha visto? In tutta Italia sono tornati gli orari in formato cartaceo alla fermata degli autobus. È contenta?
«Sono veramente felice. Ritengo si tratti di una battaglia di civiltà vinta. Non tutti possiedono uno smartphone, non tutti sanno leggere un Qr Code. Quello che può sembrare una sciocchezza per un giovane e per un adulto, non può esserlo allo stesso modo per un anziano. Mi sembra che lo abbiano capito».

I suoi coetanei, le sue amiche, i suoi conoscenti, cosa le dicono?
«Dicono tutti che avevo ragione e che sono stata determinata. Ringrazio anche voi giornalisti, perché senza il vostro intervento non sarebbe cambiato nulla. Dicono che la stampa abbia perso importanza, ma non è così. Quando si fanno battaglie tutti insieme, si vincono. Che senso ha togliere un foglio di carta stampato alla fermata? Ci si sente più belli? Davvero non lo capisco. E poi mi lasci aggiungere una cosa».

Prego.
«Ci siamo trovati negli ultimi giorni con amici per farci gli auguri di Natale. Tutti, ma proprio tutti, mi hanno detto che avevo ragione, mi hanno ringraziato. Sono andata a Padova recentemente e anche lì è ricomparso l'orario cartaceo. Lo stesso in altre località. Non posso che essere soddisfatta, io l'autobus lo prendo ancora spesso e con me tante altre persone. Rendere il servizio più fruibile secondo me è qualcosa che non si poteva eludere».

Quando ha preso l'autobus l'ultima volta?
«Le rispondo raccontandole un aneddoto. Mi è capitato diverse volte di prendere l'autobus, un servizio impagabile per tanta gente, per recarmi all'aeroporto di Venezia. Volevo vedere gli aerei che partivano, è una cosa che mi ha sempre affascinato. L'ho fatto con grande soddisfazione anche recentemente. E quando sono arrivata alla fermata e ho visto l'orario cartaceo, ero veramente contenta».


Qualche altro ringraziamento?
«Alla Regione. Scrissi una mail, presi contatti e si sono fatti carico del problema. Diciamo che è stato un lavoro di squadra e adesso ne raccogliamo i frutti»

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntate LXIV-XV : COME SENTIRVI PIÙ SICURE QUANDO SIETE SOLE A CASA e LA SICUREZZA PASSA ANCHE DA UNA BUONA SERRATURA - puntate LXIII - LXIV


ramente porterà i suoi frutti. 

 L'articolo    (  tradotto  in  automatico    da  Microsoft  edige  )    )   : « 10 consigli di sicurezza per vivere da soli per la prima volta 2025 » di  Aqara LLC 

donna vive da sola

Anche se potresti sentire storie sulle notizie sulla criminalità, in generale vivere da soli è sicuro. Tuttavia, proteggersi da intrusi e ladri è fondamentale, poiché si è più a rischio di danni. Prendendo le misure giuste, puoi ridurre notevolmente le tue possibilità di diventare vittima di un crimine. Questi consigli utili ti aiuteranno a restare al sicuro quando sarai da solo.

● Chiudi sempre le porte quando sei a casa e fuori

● Utilizza telecamere di sicurezza per monitorare la tua proprietà

● Installare un sistema di allarme

● Usare l'illuminazione per mantenere illuminate le aree vulnerabili

● Conosci i tuoi vicini

● Avere una lista di contatti di emergenza

● Controlla regolarmente porte e finestre

● Non pubblicare mai la tua posizione sui social media

● Impara tecniche di autodifesa

Quando si vive da soli per la prima volta, consigli come quelli sopra sono molto importanti per mantenerti al sicuro e offrirti tranquillità.

Lista di controllo per la prima volta che vivi da solo

1. Installare serrature smart per porte

Aqara Smart Lock U300

Le serrature smart stanno ridefinendo la sicurezza, e nessuna di esse si può paragonare alla Aqara Smart Lock U300. Queste serrature futuristiche ti danno il pieno controllo su chi entra in casa, con funzionalità come accesso tramite impronte digitali, codici PIN, connessione Bluetooth e protezione temporanea tramite password. Scegli tra modalità passaggio e auto-lock per un accesso senza sforzo e sblocca la porta con un semplice tocco sul tuo iPhone o Apple Watch. Nessuna corrente? Non c'è problema! Anche se la batteria dura un'impressionante durata di 10 mesi, puoi facilmente aprire la serratura anche quando manca la corrente. L'U300 è classificato IPX4, il che lo rende ideale per l'uso residenziale. Funziona a temperature fino a -22°F e nelle condizioni più piovose. Poiché puoi creare password temporanee, non dovrai mai preoccuparti che il proprietario abbia accessi indesiderati o ristrutturazioni. Basta fornire ai tuoi ospiti la loro password e disattivarla quando non sarà più necessaria. Le serrature intelligenti come la U300 tolgono la paura di vivere da soli per la prima volta.

2. Utilizzare telecamere di sicurezza intelligenti

Aqara Camera Hub G3

Le telecamere di sicurezza intelligenti ti permettono di monitorare la tua proprietà e di darti occhi e orecchie in tutta la casa. La chiave è utilizzare attrezzature che offrano qualità visiva e audio sia di giorno che di notte. L'Aqara Camera Hub G3 è il tuo nuovo compagno di casa. Alimentato da tecnologie avanzate di intelligenza artificiale, offre riconoscimento di volti, gesti e animali domestici senza pari per un'automazione senza pari. L'angolo di visuale a 360° ti permette di osservare aree specifiche e seguire persone o animali domestici in qualsiasi momento e ovunque. Si abbina perfettamente ai tuoi dispositivi compatibili con l'infrarosso, HomeKit Secure Video, Amazon Alexa e Google Home, e poiché l'automazione IR è locale, funziona anche se la connessione internet è caduta. Il sensore ad alta risoluzione di 2304 x 1296 pixel offre immagini cristalline che dovrai vedere per credere.

Aqara Camera Hub G5 Pro

Per una qualità audio e visiva esterna premium, passa all'Aqara Camera Hub G5 Pro. Dispone di intelligenza artificiale visiva 7-in-1 e IA audio 4-in-1 per un rilevamento avanzato con connettività WiFi o ethernet. Con risoluzione 4MP 1520p, True Color Night Vision e un riflettore integrato, puoi goderti immagini cristalline giorno e notte. Il G5 Pro vanta una classificazione IP65 per la resistenza a polvere e acqua, permettendogli di funzionare a temperature fino a -22°F. Con un supporto rotabile che ti permette di montare su soffitti, pareti o superfici piane, monitorare la tua casa non è mai stato così facile.

3. Installare sistemi di allarme intelligenti

Sensore di movimento Aqara P1

Un sistema di allarme intelligente è indispensabile per chiunque viva da solo per la prima volta. Non solo ti avvisa di eventuali preoccupazioni, ma ti mette anche in contatto con le autorità competenti. Il cuore e l'anima di qualsiasi sistema d'allarme sono i sensori di movimento che rilevano i movimenti dentro e intorno alla tua casa. L'Aqara Motion Sensor P1 funziona con l'hub Aqara Zigbee 3.0, creando un ecosistema smart home avanzato per una tranquillità mentale senza pari. Il P1 ha una durata della batteria di 5 anni, permettendogli di funzionare costantemente anche a basse temperature. Il suo design compatto è piccolo ma potente, con tre modalità di sensibilità per ridurre i falsi allarmi e offrire maggiore flessibilità. Un sensore luminoso integrato e un timeout di rilevamento configurabile ti danno il controllo, così puoi scegliere come vuoi che funzioni il tuo sistema di rilevamento.

Sensore Porta e Finestra Aqara

Il sensore Aqara porta e finestre porta il tuo sistema di allarme intelligente a un livello superiore, fornendo avvisi in tempo reale quando finestre e porte sono aperte. Una parte dell'hub Aqara utilizza tecnologia avanzata per informarti sullo stato della tua casa e offre una impressionante durata della batteria di 2 anni in un uso normale. Puoi programmare il tuo sistema per accendere le luci quando la porta è aperta e godere di una compatibilità senza soluzione di continuità con i tuoi dispositivi Apple HomeKit, Alexa o Google Home.

4. Installare sistemi di illuminazione intelligente

Nessuna lista di controllo per la prima volta che vive da sola sarebbe completa senza menzionare i sistemi di illuminazione intelligente. L'illuminazione è uno dei tuoi più potenti deterrenti contro il crimine, poiché molti criminali scelgono di lavorare nell'ombra. Avere le luci accese con un timer dà l'impressione che la tua casa sia occupata, anche quando non ci sei. Il 72% dei furti avviene quando nessuno è in casa, quindi simulare un occupante è uno dei modi migliori per mantenere la propria casa al sicuro. Dando priorità a una buona illuminazione, puoi mettere un riflettore sui ladri, tenendoli lontani.

Presa Intelligente Aqara

La presa intelligente Aqara funziona con l'Aqara Hub e si adatta a qualsiasi presa elettrica standard. Attacca le luci e goditi il telecomando ovunque tramite l'app. Puoi anche monitorare il consumo energetico, il che rende più facile ridurre il consumo e risparmiare denaro. La Smart Plug automatizza completamente qualsiasi luce, permettendoti di creare orari, orari e scene per la tua routine quotidiana. Come bonus aggiuntivo, puoi anche usarla per ventilatori, elettrodomestici e altro ancora, rendendo facile creare una casa intelligente a un prezzo accessibile.

Aqara Smart Bulb T2

Per ancora più opzioni di illuminazione, la Aqara Smart Bulb T2 ti offre le opzioni che desideri. Scegli tra 16 milioni di colori che danno il tono a qualunque occasione. Poiché il T2 è completamente compatibile con Apple HomeKit Adaptive Lighting, puoi persino controllare la temperatura della luce, rendendolo più caldo o più fresco con un solo tocco. Il supporto della memoria con spegnimento ti permette di accendere o spegnere le luci dopo un blackout per una comodità e un comfort superiori. Infine, caratteristiche esclusive come impostazioni di transizione, effetti dinamici e statici, e la tecnologia MARS rendono questa lampadina l'aggiunta perfetta per chi vive da solo per la prima volta.

Luce a soffitto LED Aqara T1M

Se preferisci un aspetto elegante e moderno per l'illuminazione, ti innamorerai della luce a LED Aqara T1M. Questo splendido accessorio rende la protezione della tua casa facile e bello con tonalità autentiche e oltre 16 milioni di opzioni di colore. Le capacità di controllo vocale funzionano con Google, Alexa, Home Kit e altri ancora, mentre la durata di 50.000 ore ti dà una tranquillità senza pari. Aggiorna l'illuminazione con l'elegante T1M e completa il sistema di illuminazione smart per tutta la casa.

5. Utilizzare un rilevatore di fumo intelligente

Rilevatore di fumo Aqara

Ogni casa deve avere un rilevatore di fumo in ogni stanza per avvisarti in caso di incendio. I rilevatori di fumo intelligenti sono un'ottima aggiunta per chi vive da solo per la prima volta. Come un tradizionale rilevatore di fumo, ti avvisano se rilevano fumo, ma questi modelli smart vanno oltre la connettività WiFi. Quando un rilevatore suona, attiva tutti i rilevatori, assicurandosi che tutti in casa sappiano che c'è pericolo ovunque si trovino. Si collegano anche al tuo smartphone per un monitoraggio semplice e evacuazioni rapide. Aggiungere un rilevatore di fumo intelligente è un modo piccolo ma efficace per aiutarti a restare al sicuro quando sei da solo.

Simile a un rilevatore di fumo è un rilevatore di gas. Questi dispositivi sono essenziali nelle case che utilizzano gas naturale come il propano. Troppo spesso, le persone non si accorgono di una perdita di gas finché non raggiunge livelli pericolosi, causando numerosi problemi di salute e mettendo a rischio la tua casa. Un rilevatore di gas intelligente invia un allarme sonoro quando i livelli di gas raggiungono un limite esplosivo basso del 7%, ma sono programmabili per rispondere a quantità minori per allarmi precedenti. Si collegano anche al tuo smartphone e forniscono avvisi e livelli di gas in tempo reale, così puoi avere tranquillità. Se la tua casa è a rischio di perdite di gas naturale, propano, GNL, GPL, butano, metano o altri tipi di gas, un rilevatore di gas intelligente è una parte essenziale della prima volta che vivi da solo.

6. Costruire buoni rapporti con i vicini

Costruisci buoni rapporti con i vicini

I tuoi vicini possono svolgere un ruolo chiave nel mantenere la sicurezza tua e della tua casa. Possono monitorare la tua casa quando sei via e avvisarti di chiunque mostri comportamenti sospetti. Quando si vive da soli, avere una comunità di persone di cui ti fidi intorno a te può fare tutta la differenza, e i tuoi vicini sono un ottimo punto di partenza. Se non sai come conoscere i tuoi vicini, puoi provare a preparare biscotti o brownies e usarli per presentarti. Passeggiare nel tuo quartiere è un altro ottimo modo per conoscere persone, oppure puoi provare a visitare negozi e ristoranti locali. Anche se può volerci un po' di tempo, costruire un buon rapporto con i vicini ti manterrà in contatto e ti darà un ulteriore livello di sicurezza e protezione.

7. Creare una lista di contatti di emergenza

Crea una lista di contatti di emergenza

Una lista di contatti di emergenza è il modo in cui i primi soccorritori avvisano amici e familiari se ti succede qualcosa. Puoi anche usarlo come guida per capire chi chiamare se succede qualcosa quando sei da solo. Prenditi del tempo quando crei la tua lista di contatti di emergenza e scegli persone di cui ti fidi e su cui puoi contare.

8. Controlla regolarmente porte e finestre

Controlla regolarmente porte e finestre

Quando si tratta di vivere da solo per la prima volta, è importante ricordare che sei il tuo miglior sostenitore. Adottare misure precauzionali, come controllare che finestre e porte siano chiuse e chiuse a chiave, può essere molto importante per mantenere la casa sicura. Molte persone scelgono di aggiungere serrature extra per maggiore tranquillità, soprattutto se vivono al piano terra. Anche se può essere piacevole far entrare una brezza fresca, la sicurezza di base di finestre e porte può fare la differenza tra una casa sicura e una che attira i ladri.

9. Evita di condividere la tua posizione sui social media

Evita di condividere la tua posizione sui social media

I social media sono un luogo dove le persone si connettono, ma possono anche essere un modo per i ladri di sapere quando sei via. Condividere la tua posizione mette in luce la tua casa e facilita furti e rapine. Mantieni la tua posizione privata e aspetta di pubblicare foto durante le vacanze fino al tuo ritorno. Questi semplici passaggi possono aiutarti a mantenere la tua casa al sicuro anche quando sei via.

10. Imparare le tecniche di autodifesa di base

Impara le tecniche di autodifesa di base

Chiunque, indipendentemente dall'età o dal genere, dovrebbe conoscere le tecniche di autodifesa di base. Anche se pensi di vivere in un quartiere sicuro, sapere come difenderti è una competenza che non si spreca mai. Puoi trovare corsi nella tua zona pensati per principianti, così non devi sentirti in imbarazzo a provare qualcosa di nuovo. Investire nella tua sicurezza è una spesa che sicurament e porterà  i  suoi  fruttti 

 conferma  quanti  dice    su Giallo  l'esperto antiageressione Antonio  bianco  .  

   Anche a casa dobbiamo stare all’erta. Questo non significa che ci si debba rifugiare nella paranoia e nella paura, ma che si debbano assumere abitudini che rendano la propria abitazione un luogo diffcile da violare e al tempo stesso facile da difendere. La prima regola è la più semplice: rendere i punti d’accesso a prova di ladro. Sono utili una porta blindata di classe adeguata, un cilindro europeo antistrappo, persiane o grate certi$cate. Ma la sicurezza non è fatta solo di ferri e serrature all’avanguardia. È un’abitudine anche di natura mentale.Prima di tutto, controllate sempre di avere chiuso la porta, anche quando rientrate in casa per una manciata di minuti. Non lasciate mai le chiavi di scorta in luoghi banali, come lo zerbino, la cassetta della posta o il portaombrelli. Installate un videocitofono o una videocamera esterna: non sarete “sorvegliati”, ma saprete con anticipo chi sta bussando e con quale intenzione. La tecnologia sa essere un alleato silenzioso: grazie a sensori di movimento, luci automatiche e noti$che sul telefono è possibile sapere cosa accade fuori dalla porta, andando a ridurre il margine di sorpresa, che è la più grande arma di chi proa ad aggredirci.All’interno della casa, l’obiettivo è avere sempre una via di fuga e non rimanere bloccati dentro. Mantenete corridoi sgombri, memorizzate i punti dove potervi nascondere e chiudere a chiave. Preparate mentalmente un breve protocollo: chi chiamare, dove posizionarsi, come mantenere la calma. Ricordate che non si tra!a di paranoia, ma di una forma di lucidità preventiva. Senza dimenticare che anche la routine ha un ruolo: variare orari, evitare di far sapere troppo sui vostri movimenti e gestire con prudenza ciò che si pubblica sui social può fare la differenza.Infine, coltivate rapporti di vicinato. Un vicino che sa riconoscere un rumore sospe!o è un presidio di sicurezza
Infatti La sicurezza in casa passa anche dalla scelta della serratura, di fatto il primo atto concreto di autodifesa domestica. Non tutte sono uguali, e non tutte resistono nello stesso modo agli attacchi. Oggi lo standard più sicuro per una porta d’ingresso è il cilindro europeo di alta qualità, purché sia certificato e corredato da una scocca rinforzata. L’elemento chiave è l’anti-bumping: si tratta di una tecnologia che impedisce l’apertura con le chiavi “colpite”, una tecnica silenziosa e molto usata dai ladri. Accanto a questo servono protezioni anti-trapano e anti-estrazione, perché un cilindro senza corazza esterna è in fondo come un lucchetto senza arco: robusto in teoria, ma facile da strappare. È consigliabile evitare le vecchie serrature a doppia mappa, che sono superate: anche quelle moderne, che sono dette “a doppia mappa evoluta”, non raggiungono il livello della sicurezza del cilindro europeo. Se la porta è datata, la sostituzione dell’intero blocco serratura-cilindro è l’investimento più efficace. È importante anche scegliere una defender esterna – la borchia che protegge il cilindro – in acciaio temperato e certi!cata. Chi vuole un livello di sicurezza in più può considerare le serrature motorizzate o ele!romeccaniche, che uniscono il cilindro europeo alla gestione ele#ronica: la porta si chiude da sola, le mandate sca#ano senza dimenticanze, si possono creare chiavi digitali temporanee oppure controllare l’accesso da remoto. Non sono infallibili, ma riducono gli errori umani, che restano l’anello debole. Infine, la chiave: deve essere breve!ata e duplicabile con una tessera di proprietà. Una chiave replicabile in qualsiasi centro può vani!care la serratura più so!sticata. La sicurezza nasce dall’incastro fra una meccanica robusta, una protezione esterna e il controllo delle copie. Una buona serratura rende la porta un vero ostacolo.




In sintesi Per essere più sicuri quando sei solo in casa, considera i seguenti consigli:

  • Installare serrature intelligenti e sistemi di allarme per proteggere la tua casa.
  • Utilizzare telecamere di sicurezza per monitorare la tua proprietà e avere un'illusione di presenza.
  • Chiudere sempre le porte e le finestre quando sei fuori casa per evitare intrusioni.
  • Controllare regolarmente le porte e finestre per assicurarti che siano ben serrate.
  • Utilizzare app di sicurezza per chiedere aiuto o per monitorare la tua posizione.

Seguendo questi suggerimenti, puoi aumentare la tua sicurezza e sentirti più tranquillo quando sei solo in casa.