Cerca nel blog

11.9.25

11 settembre 2001 una giornata particolare di 24 anni fa che sconvolse il mondo e di cui paghiamo le conseguenze

canzoni suggerite

11 settembre 2001, New York. Una data, un luogo e una tragedia che nessuno può scordare. Lo spartiacque tra vecchio e nuovo millennio. Un evento di portata talmente grande che tutti ricordano dove erano e che cosa stavano facendo quando sono venuti a conoscenza della notizia dell’attentato alle Twin Towers a New York. Di quell’impensabile giorno in cui due aerei si sono infilati in due grattacieli. Di quando la più sfrenata fantasia è uscita dai kolossal hollywoodiani a tema catastrofico-terroristico ed è tragicamente entrata nell’immaginario del pianeta Terra come una incredibile realtà. Quanto accaduto quel giorno ha influito in profondità sulla struttura sociale che, almeno a occidente, si era costruita. Ha colpito tutti nell’intimo  ......  Continua a leggere su Rockol https://bit.ly/32iG2I2

Infatti  ogni anno   quando s'avvicina  l'11  settembre  ,  è sempre  più difficile  parlare, nonostante  sia  passati  24   anni  ,   degli eventi  del  11  settembre  2001     senza  scadere  in  discorsi   retorici , melensi ,  nostagici ,  di  parte  ,  complottisti  . L'unca cos    che  riesco a   dire e  scrivere   è  che  tali eventi  furono    ( e  lo sono  ancora   )  una  giornata  particolare   che  ha  cambiato   (  e    ne  vediamo  ancora  oggi  le  conseguenze  )  la storia  . E'   avvenuta  , dopo  10 anni di   calma  \  pausa  ,   cioè  la fine della  giuerra  fredda  un accellerazione   di  evanti     che  non  si sa  ancora   dove ci porterà . Un evento 
spartiacque nella storia contemporanea . Infatti : << L’11 settembre 2001 è una delle date più significative della storia contemporanea. Quella mattina, gli Stati Uniti furono colpiti da una serie di attacchi terroristici coordinati che avrebbero inciso profondamente non solo sulla politica americana, ma anche sugli equilibri globali, dando inizio a una nuova fase storica.>>  ( da  11 settembre 2001: il giorno in cui il mondo cambiò   di DIRE.it ) E quindi meglio il silenzio . Ma ecco che stavo per chiudere questo post quando ho trovato sui social tre storie che trovate sotto


L’ALBERO CHE NON VOLLE MORIRE  (11 SETTEMBRE 2001 - VOLUME 4)

La mattina che a Downtown New York venne giù tutto, esattamente ventitré anni fa, ci fu una vita che continuò a resistere.La mattina che crollarono i due grattacieli più alti della città, con quasi tremila persone dentro, che crollarono gli edifici circostanti, che bruciò tutto quanto c’era intorno, che si aprì una voragine nel suolo profonda oltre venti metri, la mattina in cui crollarono le nostre stesse sicurezze, e il concetto di libertà non fu mai più quello di prima, ci fu una vita che continuò a resistere.La mattina dell’11 settembre 2001, mentre era morte, terrore e distruzione ovunque, ci fu un albero di pero, proprio sotto alle Torri Gemelle, che prese fuoco come tutti gli altri, ma che alla fine si salvò. Si salvò ed è arrivato sino a noi, e oggi è il simbolo più straordinario, mirabile, incredibile e miracoloso di quella tragedia e di tutto quello che c’è stato dopo, di tutto quello che c’è e che ci potrà essere dopo.
Vennero giù la Torre Sud e poi la Torre Nord, a pochi minuti l’una dall’altra. Vennero giù e trascinarono oltre alle vite umane anche migliaia di tonnellate di cemento, di acciaio, di cristallo, di arredi, di mobilia, di oggetti di ogni tipo. Un’immensa onda nera travolse New York, l’aria fu irrespirabile per settimane, ogni parvenza di vita umana rimase cancellata, eradicata, disintegrata, per decine di isolati.Ogni albero della zona, ogni singolo arbusto venne distrutto, mangiato senza pietà dalle fiamme. Rimase vivo solo un ramo, un solo ramo, un unico ramo di quell’albero di pero che stava proprio sotto alle Torri Gemelle. Era messo malissimo: carbonizzato nel tronco, nelle radici, in tutti gli altri rami sino alla punta. Ma ce n’era uno soltanto, che era rimasto vivo.Se ne accorsero, un mese dopo la tragedia, gli uomini dell’FDNY, il Fire Department of New York, i pompieri eroi dell’11 settembre. Se ne accorsero, che pulsava ancora un briciolo di vita, in mezzo a tutta quella morte, in mezzo a tutta quella puzza di bruciato, di marcio, di putrido, in mezzo alle fredde vestigia di quell’immane tragedia.Se ne accorsero e chiamarono dei botanici: presero visione del pero di Ground Zero e dissero che sì, che era ancora vivo, che non ci si poteva minimamente spiegare come, ma il pero era ancora vivo. Solo che bisognava portarlo via di lì, bisognava metterlo in salvo, bisognava trapiantarlo altrove, nella speranza che potesse guarire.Il pero che stava proprio sotto alle Torri Gemelle venne eradicato e poi ripiantato, nel novembre del 2001, al Van Cortland Park, nel Bronx. Fu questo il suo ‘ospedale’ per nove lunghissimi anni. Nove anni nei quali ci si è presi cura di lui, lo si è visto diventare più forte, giorno dopo giorno, lo si è visto riprendere vigore, riacquistare la corteccia, le foglie, il suo magnifico colore.Poi, la mattina del 22 dicembre del 2010, il pero che stava proprio sotto alle Torri Gemelle è tornato a casa sua, dov’era stato sin dalle sue origini. Proprio sotto al nuovissimo One Wtc. Lo hanno chiamato “Survivor Tree”, e il motivo è facilissimo da capire. Lo hanno chiamato così e quel pero scampato all’11 settembre (e non si saprà mai come) è diventato l’albero più famoso di New York, ma anche il simbolo della vita che riparte, della città che resiste, della pagina che andava comunque svoltata.Chissà che destino, si portava e si porta dentro, quell’albero di pero. Non doveva morire l’11 settembre, non voleva morire l’11 settembre di ventitré anni fa. Non volle morire neppure tredici anni fa, quando fu seriamente compromesso dall’uragano Irene.Oggi è circondato da un recinto, è diventato alto trenta metri dai dieci metri che era nel 2001, ha le radici che devono ancora attecchire perfettamente, ma lo sapete qual è l’aspetto più eccezionale? È che il “Survivor Tree” è l’unico albero della piazza a fare i fiori: dei fiori stupendi, bianchissimi, profumatissimi. Provateci, a passare di fronte a questo prodigio della natura, e a non commuovervi.Io penso che non ci riuscirete.Chiunque ha un cuore, non ci potrà riuscire. Quando passerete da questo luogo, andate di fronte al “Survivor Tree”: ogni singolo fiore di quel pero è una vita umana che ci dice di essere solamente passata dall’altra parte, e chissà che tutte, tutte insieme, non siano proprio ancora qui, dentro a quest’albero.A tenerci compagnia per l’eternità.

Mi ricordo il post, il cui video citato in molti mieri post sul 11 settembre , contenuto in film collettivo 11′09"01 11 settembre - Wikipedia se volete vederlo o rivederlo lo trovate qui , di Sean Penn

Un anziano trascorre la sua vita da solo in un appartamento oscurato dalle Torri Gemelle. L'uomo vedovo sfoga la sua solitudine parlando con la sua defunta moglie come se fosse ancora viva e coltivando il suo vaso di fiori, appassito dalla mancanza di luce. Il crollo delle Torri permette finalmente alla luce di inondare l'appartamento e rivitalizza improvvisamente i fiori. L'anziano, felice per l'accaduto, cerca di mostrare il vaso alla moglie, ma la luce rivela l'illusione in cui viveva fino a quel momento. Tra le lacrime, si rammarica che sua moglie non sia lì per vedere finalmente il vaso rifiorire.


...


non ricordo l'autore di facebook

Un anno dopo la tragedia dell’11 settembre 2001, su un giornale americano apparve un piccolo biglietto.
Non era gridato né drammatico, ma semplice… e indimenticabile.
Diceva così:
“Potresti aver sentito parlare dell’amministratore delegato sopravvissuto perché quel giorno toccava a lui portare il figlio all’asilo.
Un altro uomo si è salvato perché era il suo turno di prendere le ciambelle.
Una donna è arrivata in ritardo perché la sveglia non ha suonato.
Qualcuno è rimasto imbottigliato nel traffico del New Jersey.
Un altro ha perso l’autobus.
Qualcuno si è macchiato la camicia di caffè ed è dovuto tornare a cambiarsi.
La macchina di uno non partiva.
Un altro ha risposto a una telefonata di troppo.
Un bambino ha impiegato più tempo a vestirsi.
E qualcuno, semplicemente, non riusciva a trovare un taxi.
Ma la storia che mi ha colpito di più è quella di un uomo sopravvissuto… perché indossava scarpe nuove.Gli provocarono una vescica, così si fermò in farmacia a comprare una benda.
E per questo è vivo.”
Da allora, ogni volta che resto bloccato nel traffico, perdo l’ascensore, devo tornare indietro a prendere le chiavi o rispondo a una chiamata all’ultimo momento… mi fermo a pensare:
Forse sono esattamente dove dovrei essere.Forse quel ritardo è una protezione che non conoscerò mai.Così, la prossima volta che la tua mattina sembra “storta”—i bambini sono lenti, non trovi le chiavi, o ti fermi a ogni semaforo rosso—non stressarti, non arrabbiarti.  Forse… solo forse… Dio ti sta proteggendo in silenzio, in modi che ancora non puoi vedere.

.......
L’11 settembre 2001, mentre il mondo cambiava per sempre, un eroe camminava su quattro zampe.Michael Hingson era al lavoro, al 78° piano della Torre Nord del World Trade Center. Cieco dalla nascita, non poteva vedere le fiamme che divoravano l’edificio, né i detriti che piovevano giù come piombo dal cielo. Ma sentiva…Sentiva la terra tremare sotto i piedi.Sentiva l’aria diventare pesante.Sentiva la paura, quella cruda, che ti stringe il cuore e paralizza il corpo.Accanto a lui c’era Roselle, la sua cagna guida.Si era appena svegliata da un pisolino. Nessun panico. Nessuna esitazione. Solo calma. Silenziosa, ferma, pronta.In mezzo al caos, quello sguardo tranquillo fu tutto ciò di cui Michael aveva bisogno per credere che ce l’avrebbero fatta.E così, con Roselle a guidarlo, iniziò la lunga discesa.1.463 gradini.Uno dopo l’altro.Tra urla, fumo, sangue, panico.Mentre il grattacielo tremava e ogni secondo sembrava
l’ultimo.Un collega si bloccò, con la disperazione negli occhi.“Non possiamo farcela,” sussurrò.Michael si voltò, stringendo forte il guinzaglio.“Se io e Roselle possiamo scendere, puoi farlo anche tu. Perché lei non si è mai fermata.”Passarono accanto a vigili del fuoco che salivano verso l’inferno, consapevoli che molti non sarebbero mai tornati.Ma Roselle non si fermò. Non esitò. Non indietreggiò mai.Pochi minuti dopo, raggiunsero l’atrio. E poi l’esterno.Un mondo completamente trasformato: buio, fumo, macerie.Per la prima volta, tutti erano ciechi.Ma Michael no. Lui ci era abituato. Sapeva muoversi dove gli occhi non servono, dove contano solo l’ascolto, l’istinto, il legame.Guidato da Roselle tra polvere e distruzione, arrivò a un punto in cui lei si fermò di colpo. Aveva sentito qualcosa.Una scalinata.Una via d’uscita.La salvezza.Quel giorno, Roselle salvò la vita del suo umano.Non con la forza. Non con il rumore.Ma con la calma, la fiducia e l’amore incondizionato che solo un cane può offrire.Eppure, ancora oggi, c’è chi si chiede se gli animali provino emozioni.Chi non riesce a vedere l’anima che si nasconde in quegli occhi silenziosi.Ma Michael sa. E Roselle sapeva.E questa storia lo urla, in mezzo a un mondo che troppo spesso non ascolta. #fblifestyle


con questo è tutto . Per tutti coloro vecchi o nuovi fossero interessati a vedere come ho trattato \ affrontato tale evento dal lontano 2004 ( cioè da quando ho messo su il blog prima in splinder e poi in blogger ) può consultare nelle etichette o nel motore di ricerca del mio nostro blog la voce 11 settembre o 11 settembre 2001

Nessun commento:

La fatica di essere gentili di © L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort

diamo il benvenuto alla nuova utente proprietaria del bellissimo spazio facebook L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort in cui ...