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11.12.25

cosa fare davanti ad una malattia terminale e incurabile curarsi o non curarsi ? il caso di Diana Zanin che diceva «Lei diceva: “Il corpo non si tocca”

a freddo , ho aspettato un po' prima di dire la mia sulla scelta di Diana Zanin ( vedere post precedente ) e ho deciso di farlo come suggerisce l'unione sarda di oggi :

[...] Conviene raccontarla con estrema delicatezza questa storia confinata nello spazio accidentato in cui possono incontrarsi la libertà personale, le convinzioni ideologiche e persino la volontà di cedere e accettare una qualche sorta di condizionamento. Lo spazio in cui una persona può essere pienamente in sé, ed è qui – su questo crinale tutto da sondare – che si sono schierati da una parte il sindaco Giovanni Daga e tanti nella comunità, dall’altra il compagno Giuseppe. «Da oltre un anno Diana non era più lei», raccontano in
paese, ed è la voce di chi la vedeva ogni giorno, più spesso dietro la cassa o il bancone del supermercato. Raccontano che era diventata «magra da non reggersi in piedi», e che aveva «il ventre gonfio». Che «si nutriva soltanto di insalate e di frullati».         C’è chi riferisce il monito di diverse amiche affezionate: «Se continui così, muori». [...] «“Il corpo non si tocca”, diceva, ed era ciò che riteneva giusto». Giuseppe, il compagno di Diana [...] il viso incorniciato dalla barba rada, non vuole parlare ma due cose ci tiene a metterle in chiaro. «Stavamo insieme da tre anni, ho cercato in tutti i modi di convincerla a curarsi ma niente, lei non voleva. L’ho portata al pronto soccorso di San Gavino ed è venuta via. Ho lasciato il mio lavoro per farla star bene, per permetterle di andare nella nostra casa in montagna e riposare». La chiama «mia moglie». Io, puntualizza, «l’amavo, nessuno può dire il contrario».
Non so che  malattia  avesse  o  se  fosse  una  che   rifiuta  le  cure   ufficiali  e  si cure  con quelle  alternative  (   scietìntificamente provate  o meno  ) ,  se    si sia  arresa  accettano   il proprio destino  . Ma   se  la sua   scelta soprattutto    se    spontanea  e  non indotta  (  c'è un indagine  in  corso   staremo a  vedere  come s'evolve  )  , anche se  a  noi  , sembrerà  asurda  ed   egoistica  ,   va  rispettata   ed  acettata  . Chi  siamo noi   per  giudicare  e   decidere  , soprattutto    quando come riferito dal  marito  ,   non voleva   curarsi  ,     cosa  avrebbe dovuto  fare  . Quindi facciamo   silenzio   


  lasciamo in pace la  sua famiglia  ( sempre  che  la magistratura  non acerti il  contrario   cioè sia stata manipolata   nella  sua decisione  )  e  facciamo   silenzio   e    facciamo   cadere  il velo   dell'oblio   sutale  vicenda 

 

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