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2.2.26

primo caso di doping alle Olimpiadi di Milano Cortina e lo stupore dell’atleta canadese davanti al bidet in camera

c.... non sono ancora inziatene  le  cerimonia  d'apertura  ne  le gare che già si parla di doping . Ormai non siamo più abituati a perdere . Se prima il doping ( sempre condannabile ) poteva avere anche dele esecrabili motivazioni ideologiche e politiche . Era un Il doping di Stato . Esso avveniva nella Germania Est, ed era noto come "Piano di Stato 14.25", era un sistema sistematico di doping sponsorizzato dallo Stato, che ha avuto un impatto devastante sugli atleti. Questo sistema, che ha visto la somministrazione di steroidi anabolizzanti e ormoni a migliaia di atleti, ha portato a gravi conseguenze fisiche e psicologiche per molti atleti dopati.
La caduta del Muro di Berlino ha reso pubblico il bilancio vero, con vittime che hanno subito tumori, problemi di sterilità, aborti, e altre devastazioni.Ora invece è , altrettanto esecrabile per denaro . il farmaco in questione è Il letrozolo è un inibitore dell’aromatasi che blocca la conversione del testosterone in estrogeni. Usato in oncologia contro il tumore al seno, nello sport è vietato perché aumenta indirettamente il testosterone e maschera l’uso di steroidi.


da Fanpage




A pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, Rebecca Passler, un'atleta del biathlon azzurro, è risultata positiva a un controllo antidoping. Nel suo sangue è stata rilevata la presenza di letrozolo, una sostanza poco conosciuta dal grande pubblico ma ben nota agli organismi di controllo. Si tratta di un farmaco antitumorale appartenente alla classe degli inibitori dell'aromatasi. Non si tratta quindi di una sostanza "nata" per lo sport, ma di un medicinale utilizzato in ambito oncologico per trattare i tumori al seno. Proprio per questo rientra nella categoria delle "sostanze specificate" inserite nella lista vietata dall'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), che ne proibisce l'uso in ogni momento, sia in gara sia fuori gara.
A cosa serve il letrozolo in medicina
In ambito clinico il letrozolo viene prescritto soprattutto nel trattamento del carcinoma mammario nelle donne in postmenopausa. È indicato sia nelle fasi iniziali della malattia, come terapia adiuvante dopo interventi chirurgici o radioterapia, sia nei casi più avanzati o metastatici. Secondo uno studio del 2011 sarebbe anche leggermente più efficace del tamoxifene (un altro farmaco ormonale antiestrogeno) per ridurre le recidive. In alcune situazioni particolari viene utilizzato anche prima dell’intervento chirurgico, quando la chemioterapia non è praticabile. Come ricorda l'Agenzia Italiana del Farmaco AIFA, il letrozolo può favorire l'ovulazione, motivo per cui viene utilizzato anche in terapie di medicina riproduttiva, seppur in modo limitato e controllato.
Come funziona: il ruolo degli ormoni
Per capire perché il letrozolo sia rilevante anche fuori dall'ambito medico è necessario soffermarsi sul suo meccanismo d'azione. Il farmaco interviene su un delicato equilibrio ormonale regolato da un enzima chiamato aromatasi. Questo enzima ha il compito di trasformare una parte del testosterone (l'ormone tipicamente associato alle caratteristiche maschili, ma presente anche nel corpo femminile) in estrogeni, gli ormoni sessuali femminili.
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Il letrozolo blocca l'aromatasi e interrompe questa trasformazione. In pratica impedisce che il testosterone venga "convertito" in estrogeni. Ciò comporta due conseguenze. Da un lato diminuiscono i livelli di estrogeni circolanti, dall'altro il testosterone tende ad aumentare perché non viene più metabolizzato come prima.
In ambito oncologico questo effetto è utile perché molti tumori al seno sono ormonodipendenti, cioè crescono grazie agli estrogeni: ridurne la presenza significa rallentare o bloccare la progressione della malattia. Ma lo stesso meccanismo, applicato a un organismo sano, produce uno squilibrio ormonale artificiale. È come se l'organismo venisse spinto verso una condizione non naturale, con livelli di testosterone più alti di quelli fisiologici. Ed è proprio questo aumento indiretto dell'ormone a rendere il letrozolo interessante (e problematico) nel contesto sportivo, dove il testosterone è strettamente legato a forza, recupero muscolare e adattamento allo sforzo.
Perché il letrozolo è considerato dopante
Nel contesto sportivo il letrozolo è classificato come agente ormonale vietato. Pur non essendo uno steroide anabolizzante, può aumentare indirettamente il testosterone, con effetti potenzialmente favorevoli sulla forza muscolare, sul recupero e sulla struttura corporea. In altre parole, può offrire un vantaggio competitivo in una gara dove lo sforzo è prolungato.
Non solo. Gli inibitori dell'aromatasi vengono talvolta utilizzati come "sostanze mascheranti", assunti insieme a steroidi per ridurne gli effetti collaterali e mantenere elevati i livelli di testosterone. Per la WADA questi farmaci soddisfano almeno due dei criteri che giustificano un divieto: migliorano la prestazione e comportano rischi per la salute, oltre a violare lo spirito dello sport.
I rischi e le conseguenze sportive
L'alterazione artificiale dell'equilibrio ormonale non è priva di conseguenze. Tra i possibili effetti avversi figurano problemi cardiovascolari, riduzione della densità ossea, disturbi metabolici e squilibri endocrini nel lungo periodo.
Dal punto di vista dei controlli, il letrozolo è facilmente individuabile nelle analisi antidoping e non esiste una soglia di tolleranza. Anche tracce minime possono determinare una positività.
Le sanzioni previste sono severe: sospensione immediata, possibile squalifica fino a quattro anni, annullamento dei risultati e, ovviamente, l'esclusione dalle competizioni più importanti. Il precedente in casa Italia risale al 2018, quando la tennista Sara Errani venne trovata positiva al letrozolo. Errani si giustificò raccontando di un'accidentale contaminazione causata dalla madre mentre preparava il brodo per i tortellini, ma venne comunque raggiunta da una squalifica di 10 mesi

Incurisitoe  per verificare la  notizia    ho  consultato   anche   altri siti   ed  ho  trovato   questo   su  https://www.caffeinamagazine.it/sport


“Positiva all’antidoping”. Terremoto nella squadra azzurra, la campionessa fuori dalle Olimpiadi invernali 

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli e l’attesa cresce di ora in ora. Le Olimpiadi invernali stanno per prendere il via, con le prime competizioni già fissate a calendario e una macchina organizzativa che lavora a pieno ritmo. Tra entusiasmo, speranze di medaglie e grande attenzione mediatica, l’avvicinamento ai Giochi si sta trasformando in un momento cruciale per atleti e delegazioni, chiamati a gestire pressione e aspettative in un contesto unico.
In questo clima carico di emozioni, però, non mancano le ombre. A pochi giorni dall’inizio delle gare, una notizia improvvisa ha scosso l’ambiente sportivo italiano, aprendo interrogativi e preoccupazioni proprio mentre tutto sembrava pronto per la grande festa dello sport. Un episodio inatteso che rischia di condizionare l’atmosfera della vigilia olimpica.




Doping, chi è la stella 25enne fermata
Le brutte notizie arrivano direttamente dalla delegazione azzurra. Nel corso di un controllo antidoping “out competition”, una delle atlete inserite nel gruppo dei 109 convocati italiani è risultata positiva a una sostanza vietata. Si tratta di un inibitore, il letrozolo, che rientra nella Lista delle Sostanze Proibite della Wada, in quanto può favorire le prestazioni e mascherare l’utilizzo di altri prodotti non consentiti. Un caso che assume un peso ancora maggiore perché rappresenta il primo episodio di doping alla vigilia dei Giochi.


Il contesto rende la vicenda ancora più delicata. Milano Cortina è ormai alle porte, con le prime gare in programma dal 4 febbraio e la cerimonia ufficiale di apertura fissata per il 6 febbraio a San Siro. In Casa Italia tutto era stato definito nei dettagli, a partire da un contingente mai così numeroso, pronto a rappresentare il Paese in ogni disciplina. Proprio per questo, la notizia ha colto tutti di sorpresa, incrinando l’entusiasmo della vigilia.




L’atleta coinvolta faceva parte della squadra femminile di biathlon, un reparto considerato tra i più competitivi della spedizione azzurra. Il controllo è avvenuto lontano dalle gare, ma l’esito ha fatto immediatamente scattare le procedure previste dai regolamenti internazionali. Per una sportiva di 25 anni, tesserata per il C.S. Carabinieri, e per l’intero movimento italiano, l’avvicinamento alle Olimpiadi si trasforma così in un percorso improvvisamente in salita.
Dietro a questo nome, che solo ora emerge con chiarezza, c’è una carriera costruita con costanza e risultati fin dalle categorie giovanili. Cresciuta sportivamente in un territorio simbolo del biathlon, l’atleta aveva già mostrato talento e continuità, conquistando numerosi titoli di categoria, otto medaglie individuali e anche un oro in staffetta, confermandosi come una delle promesse più solide del panorama nazionale.
Al momento della convocazione olimpica, il suo rendimento stagionale parlava chiaro. Era 33ª nella classifica generale di Coppa del Mondo di biathlon, con un doppio 11° posto come miglior risultato: prima nella Mass Start di Annecy-Le Grand Bornand nel dicembre 2025 e poi nella Sprint di Oberhof a gennaio 2026. Piazzamenti che avevano rafforzato la fiducia dello staff tecnico e giustificato la chiamata per i Giochi.Solo in chiusura si svela il nome che ora fa discutere l’Italia sportiva. L’atleta fermata dal controllo antidoping è Rebecca Passler, classe 2001, originaria di Anterselva e nipote d’arte, essendo lo zio Johann Passler, due volte bronzo olimpico a Calgary 1988. Un caso destinato a lasciare il segno, proprio mentre le Olimpiadi di Milano Cortina sono pronte ad accendere il fuoco olimpico.....

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  fonti   il  fatto quotidiano  ( qui  il video ) e  www.zazoom.it/ ( per la foto  ) 

La pattinatrice canadese Ivanie Blondin si sorprende davanti al bidet nel suo alloggio al villaggio olimpico di Milano. Arrivata per le Olimpiadi invernali, Blondin ha condiviso sui social un video in cui mostra con entusiasmo la stanza più grande di quanto si aspettasse e il bagno con il bidet, che le ha suscitato un’espressione di sorpresa. La sua reazione ha fatto il giro dei social, diventando subito virale tra gli appassionati di sport e curiosi.



Una stanza singola “più grande di come mi aspettavo” e un bagno in camera con tanto di bidet. È bastato questo per sbalordire la pattinatrice di velocità canadese Ivanie Blondin che, arrivata a Milano per partecipare alle prossime Olimpiadi invernali, ha condiviso sui suoi social un video in cui mostra fiera la camera del villaggio olimpico in cui alloggia. La clip, probabilmente realizzata nelle storie di Instagram, e quindi ora non più visibile, è diventata però virale. La pattinatrice, infatti, nel riprendere la stanza si mostra estremamente sorpresa di un particolare: il bidet. Tanto che inquadrandolo esclama un inequivocabile: “Ooh”.

  viene da  chiedersi    ma  in America     se  laveranno il  sedere  ?

primo caso di doping alle Olimpiadi di Milano Cortina e lo stupore dell’atleta canadese davanti al bidet in camera

c.... non sono ancora inziatene  le  cerimonia  d'apertura  ne  le gare che già si parla di doping . Ormai non siamo più abituati a perd...