Alberto Angela è senza contratto con la Rai da mesi. E secondo La Stampa, proprio la Rai starebbe pensando di tagliare i suoi programmi (Ulisse, Noos, Passaggio a Nord Ovest) perché preoccupata dai costi.
Dai costi.
Stiamo parlando del più grande divulgatore della televisione italiana. L’uomo che porta milioni di persone davanti allo schermo per guardare la Cappella Sistina invece del Grande Fratello.
L’unico capace di far fare ascolti a un documentario sull’Impero Romano alle nove di sera.
Quello che ha ereditato da suo padre Piero non solo il mestiere ma la capacità di far sentire intelligenti gli italiani.
Ecco, quell’uomo non ha un contratto con la Rai.
Da mesi. E la Rai vuole tagliarlo. Per i costi.
La situazione, dicono le voci da viale Mazzini, assomiglia sempre più a quella che precedette l’uscita di Fabio Fazio.
Ora, facciamo il punto.
Paolo Petrecca, che ha scambiato San Siro per lo Stadio Olimpico e la presidente del CIO per la figlia di Mattarella, è stato per mesi il direttore di RaiSport. Prima ancora dirigeva RaiNews24, dove mandava in onda assoluzioni inventate e apriva i telegiornali col festival di Pomezia al posto delle elezioni francesi. Due redazioni lo hanno sfiduciato. La Rai lo ha promosso.
Tommaso Cerno, direttore del Giornale di proprietà Berlusconi, già opinionista e co-conduttore a Domenica In, sta per ottenere una striscia quotidiana su Rai 2 da 848mila euro. Undicimila euro a puntata.
Ricapitolando: alla RAI i soldi ci sono per Cerno, ci sono per Petrecca, ma per Alberto Angela il contratto può aspettare.
Funziona così, nella Rai , e con questo governo è peggiorato . Infatti se sei utile alla propaganda, ti danno un programma. Se sei utile al Paese, ti lasciano senza contratto e possibilmente ti spingono alla porta. ecco quindi che Telemeloni impone i Petrecca e strapaga 848.000 euro (!!!!) di soldi pubblici giornalisti graditi come Tommaso Cerno, c’è un fuoriclasse in Rai che da mesi è ancora senza un contratto ed è costretto a lavorare di fatto da precario, passando da un gettone all’altro per programmi che da soli tengono sulle spalle il peso della cultura e degli ascolti del Servizio Pubblico.
Alberto Angela, uno dei più grandi patrimoni della televisione pubblica, jche a differenza di altri non ha abbandonato la rai per passare alle private , eppure nessuno ancora ai vertici Rai lo ha chiamato per proporgli un nuovo contratto, come ha denunciato il Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai.
"Come è possibile che si invochino costantemente risparmi su tutto e che si sia addirittura nella condizione di avere un personaggio come Alberto Angela senza contratto, o programmi come quello di Mario Tozzi in bilico, e poi si buttino dalla finestra tutti questi soldi?"
Avanti di questo passo, riusciranno nell’impresa (voluta?) di perdere, dopo Fazio, Littizzetto e Augias, un altro fuoriclasse come Alberto Angela.
Uno che, quando è arrivato in visita Re Carlo ai Fori Imperiali, ha fatto da Cicerone in inglese per la stima che hanno di lui, relegando il ministro alla Cultura Giuli al ruolo di comprimario.
E chissà che qualcuno non se la sia legata al dito, conoscendoli.
A prescindere dai perché e i per come, solo una Rai culturalmente e politicamente in macerie può anche solo rischiare di perdere il più grande divulgatore culturale, televisivo e scientifico che abbiamo nel nostro Paese.
Teniamocelo stretto.