VE LA RICORDATE QUESTA TARGA PUBBLICITARIA DEI GELATI MOTTA ?
:-)
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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30.5.08
29.5.08
tunisino ritira ilo permesso di soggiorno ed è già scaduto
dalla nuova sardegna del 28\5\2008
OLBIA.
Ben dice di essersi sentito improvvisamente clandestino, dopo venti anni di lavoro in Italia senza mai un problema. Si è molto spaventato e ha chiesto al personale della polizia chiarimenti.
«Mi preoccupato, visti i tempi duri per i lavoratori extracomunitari - spiega Ben, che ha raccontato la sua storia alla Cgil -. Ero da tempo in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. La questura mi ha chiamato e mi ha fissato l’appuntamento per ritirarlo. Sono andato al commissariato di Olbia nel giorno indicatomi, il 26 maggio. Mi è stato consegnato un foglio, che è il modulo di ricevuta e accettazione, e ho messo la mia firma. Ma, nello stesso momento, ho letto un’altra data, stampata sul permesso di soggiorno. La validità di quel documento scadeva il 30 marzo 2008».
Da due mesi, Ben era dunque un immigrato irregolare. «E io non lo sapevo, né ho colpa per questo perché nessuno mi ha avvisato» dice. Quel documento è stato rilasciato dallo Stato il 30 settembre 2007 ma, per una ragione o per l’altra, gli è stato consegnato con otto mesi di ritardo.
«Capita più volte di quanto si creda - spiegano dalla Cgil di Olbia, che ha un ufficio che si occupa di immigrati -. Per le lungaggini burocratiche da una parte, per l’insufficienza di personale delle questure davanti alle tante richieste dall’altra, spesso i permessi di soggiorno vengono consegnati ai titolari quando sono già scaduti».
A Ben non era mai successo. «Mi sono molto preoccupato perché avevano paura di essere considerato un clandestino, soprattutto con le nuove leggi». Ma non si è perso d’animo ed è andato al sindacato per chiedere aiuto. La Cgil si è mossa e ha cercato di contattare la questura per capire che cosa è successo e che cosa si può fare per risolvere l’incidente.
«Non ho altra scelta - spiega Ben -: devo presentare di nuovi tutti i documenti, pagare 80 euro e aspettare il nuovo permesso di soggiorno. Nel frattempo, continuerò a lavorare e spero che non mi accada nulla»
tu che credi
Sono sempre più convinta, che le guerre, sono un affare, per certi individui. C'è chi si arricchisce, c'è chi si compra casa, c'è chi la casa diventa un cumulo di macerie, c'è a chi distruggono la vita, c'è chi parte, convinto di portare pace e democrazia, c'è chi a casa non torna più. Mi dispiace per i giovani, che sono lontano dalle famiglie, forse, un giorno si chiederanno, se quello che hanno fatto, era giusto. Alla mia età, non credo che cambierà molto. Siamo sottosopra e sottosopra ci faranno stare.
Odio la guerra
odio le armi
odio la violenza
odio la pena di morte
odio la violenza piscologica
sottile
quella che ti entra dentro
e senza renderti conto
è come un cancro
quando tutte le metastasi
si sono posizionate
tutto ti lascia.
Il quadro è chiartissimo
il vuoto totale
l'impotenza ti assale
e tu piccolo essere umano
non puoi farci nulla.
La vita che credevi tua
che eri in grado di pensare
di gestire onestamente
tu credevi nella giustizia
tu credevi in un mondo pulito
tu credevi...credevi
ma era solo una tua illusione.
franca bassi
BOICOTTATE LA NAZIONALE
28.5.08
la chiesa prima di fare le solite crociate guardfi dentro se stessa
Le ultime dichiarazioni del cardinal Bagnasco sull'allarme pornografia nelle Tv satellitare mi fanno venire in mente questa strofa di Dio è morto di Guccini più precisamente questa : << (... ) il perbenismo interessato\ la dignità fatta di vuoto\l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto\e un dio che è morto (...) >> ciò mi permette di ricollegarmi e di riprendere la discussione intrapresa ad un mio precedente post
Bagnasco potrebbe anche non avere ha tutti i torti ad essere preoccupato ma non è solo attraverso la televisione la disponibilità di film porno è già molto ampia. Sul digitale terrestre sono già iniziate le grandi manovre del Consorzio Glamour, società svizzera, capitali francesi e italiani, dieci milioni di euro investiti che dovrebbero diventare 70 milioni in pochi mesi, per far partire un nuovo bouquet di canali porno sul digitale terrestre, canali criptati e a pagamento, ovviamente. Ma non c´è bisogno di attendere il 2012, già oggi, comunque, sono molte le televisioni private locali soprattutto che trasmettono porno a pagamento utilizzando il satellite, e moltissime le tv che si muovono ai confini fra erotismo e porno, trasmettendo a tutte le ore del giorno e dopo la mezzanotte le più "sobrie " in chiaro telefonate hard in diretta, restando al di qua del porno ma facendo grande pubblicità alle hotline telefoniche. Infatti come dice questo articolo ( di cui rilascio sotto un estratto ) la pornografia o erotismo spinto che dir si voglia : << (...) E' l'ultima frontiera della pubblicità, quella che ama far scandalo, quella che vuole farsi notare a tutti i costi e che, negli ultimi tempi, ha scelto con sempre maggior frequenza la strada del sesso spinto. Magari simulato,come può notare chi osserva anche in rete nella campagna pubblicitaria di due anni fà della Diesel, fatta di tre piccoli clip in cui le immagini all'inizio sembrano essere come quelle di un film porno ma che poi,nel finale, dimostrano di essere sicuramente più innocue. La nuova tendenza è comunque quella del sesso esplicito, come nella campagna promozionale della ditta tedesca di sigari Independance, che ha realizzato un video promozionale nel quale due ragazze arrotolano un sigaro in maniera tutt'altro che tradizionale. O patinato, come la serie di manifesti in stile "fetish" realizzati dalla catena di negozi Cosmos,in Austria,per pubblicizzare prodotti di elettronica di consumo. (...) A dettar legge in questo campo sono soprattutto le campagne promozionali delle aziende internazionali di profumi, di moda e di prodotti di bellezza, che hanno spostato di molto nel corso del tempo il confine del comune senso del pudore. Ma a giocare il ruolo più importante nell'uso di immagini sempre più esplicite è Internet, che ha permesso ad aziende come la Cosmos o la Shai di mettere in circolazione spot decisamente più osé proprio perché non sono dirette al grande pubblico televisivo. >> di repubblica non ricordo al data .
Quindi ecco che il Cardinale scopre l'acqua calda perchè come dice Antonio dipollina su repubblica d'ieri ( 27\5\2008 : << (...) Insomma, se proprio è un problema, la Chiesa sarebbe dovuta scendere in campo da tempo, al massimo della potenza e schierando tutte le proprie divisioni. Il richiamo invece alla sola tv e al moltiplicarsi dei canali (in realtà atteso come manna e segno di libertà in senso buono) rischia di indebolire il tutto: perfino l´avvio del discorso di Bagnasco, quello contro i modelli negativi che escono dal piccolo schermo e in programmi che di pornografico, a prima vista, non hanno nulla.(..) >> trovate l'intero articolo nell'archivio del sito giornalistico http://stage7.presstoday.com/
Ecco che l'appello lanciato da Bagnasco mi puzza e mi sa un po' d'ipocrisia e falso moralismo perchè : 1) prima di fare le solite ( giuste o sbagliate , condivisibili o meno ) crociate non si guarda casa e pretende da loro prima di farla a gli altri un po' di morale soprattutto sulla pedofilia Il più orrendo dei crimini. L'ombra peggiore sulla Chiesa. I silenzi, il dolore, le reticenze. Le parole delle vittime. Due dati, tra gli altri, che si possono leggere in Viaggio nel silenzio di Vania Lucia Gaito (Edizioni Chiarelettere, 273 pagine, 13 euro): in Italia i casi noti di pedofilia clericale sono una cinquantina ma le segnalazioni molte di più. L'elenco dei sacerdoti condannati per pedofilia è disponibile. Nel libro vengono ricostruiti episodi e si fanno nomi e cognomi. Ma quel che si vuol capire è il perché. Partendo dall'educazione nei seminari. Ne viene fuori un quadro allarmante: la mancanza di uno sviluppo psico-sessuale normale può spiegare la tendenza alla pedofilia. Le diocesi americane, dopo lo scandalo che le ha investite, hanno chiuso i seminari minori. In Italia continuano a essercene più di 100. E la testimonianza dell'ex sacerdote Alessandro Pasquinelli (che patteggia e sconta ingiustamente una condanna per pedofilia) accende i riflettori sul problema: "Ho l'impressione che nei seminari ci fosse una percentuale di omosessuali molto alta. È capitato anche a me di ricevere proposte". Oppure esponenti ecclesiastici che in barba al celibato hanno figli e mogli o rapporti sessuali . 2) Invece di preoccuparsi solo di televisione e digitale e non solo dove l'hard e l'erotismo sono in canali a pagamento o criptati o i quelli locali a notte tarda , non fa la stessa campagna su internet dove a differenza delle tv non si può scegliere il canale , e la pornografia ( o erotismo estremo ) spinta è dilagante ed è quasi imposta, spesso con furbizia e stratagemmi vari , ai navigatori e dove soprattutto non si fa come avviene in tv o nei giornali porno differenze fra le varie perversioni ed è bandita la pedofilia .
Ora Ora molti\e di voi leggendo tale post crederanno che
sia un bacchettone e simili invece sono come ho già dimostrato sempre in un altro mio precedente post un pornodipendente di 2 livello infatti al test del sito di psicolinea risulta : << Un po’ ti capita, ma sicuramente molto fai tu stesso/a per entrare in contatto con la pornografia: è un mondo che ti incuriosisce e ti affascina, nel quale ti senti veramente libero/a di poter ‘ascoltare’ ed esprimere i tuoi istinti meno confessabili. In ogni caso la tua vita appare ancora sotto controllo e non sembra vi siano rischi gravi di compromissione dell'equilibrio affettivo e sessuale >> . Infatti , a causa di questa mia "sindrome" ancora non acuta mi sono capitati equivoci con utenti splinder che hanno il blog privato . Ecco un a chiaccherata recente in una chat con una utente splinder ommetto per ragioni di privacy ogni riferimento,indicandola solo con il generico Lei, alla persona in questione e l'url della chat fuori da splinder in questione
Io = il tuo nik e la tua foto sensuale e arrapante , mi incuriosisce , cosi pure quei puntini di sospensione del tuo profilo , mandami l'autorizzazione ad entrare nel tuo blog
Io = ho scambiato un semplice un semplice blog privato un blog erotico . E sto cercando di sconfiggere la mia pornodipendenza concentrandomi sull'erotismo
Lei = immagino che la tua eroticodipendenza ed i tuoi interessi a riguardo io possa considerarli un tuo problema e non mio;) me lo permetti ? Le foto che ho adoperato non sono neanche erotiche.
Se sei un estimatore della materia penso tu lo sappia e lo abbia appurato quando sei passato.ti ringrazio della tua presenza.
Ma per ora scusami.;) non desidero essere circondata da studiosi di anatomia femminile e connessi. ciao.;)
Io = certo . Ma sappi che , lo ripeto ancora , NON SONO SOLO QUELLO come puoi vedere dal mio blog . Ok fa niente pazienza , mi sarebbe piaciuto visti i tuoi interessi che hai lasciato nei profilo , scambiarci pareri , sui libri , musica e quant'altro . ma se non vuoi pazienza . spero cmq di ritrovarti o come utente visto che ti ho mandato l'invito o come commentatrice nel mio blog .
con amicizia
Lei = per ora vorrei starmene tranquilla.con i miei nuovi amici.tranquilli anche loro;) ti ringrazio dell'invito; )hai un bel blog e anche molti interessi;)
mi complimento con te.ciao.
IO = ciao spero se lo vorrai ( altrimenti pazienza è stato belo conoscerti ) di poterci rincontrare e di leggere , quando lo vorrai , ,sul tuo se mi autorizzi a leggere i tuoi post o sul mio se accetti il mio invito o se commenti . Faccio presente che era già successa una cosa simile con una mia utente poi ci siamo chiariti , lei mi ha mandato l'invito ,di solo lettura - cioè impossibilità di scrivere e commentare sul suo blog -- dei suoi post
Lei = grazie della tua compresione.
Senza titolo 578
-Nazim Hikmet-
Il raggio è riempito di miele
i tuoi occhi son pieni di sole.
I tuoi occhi, mia rosa, saranno cenere
domani, e il miele continuerà
a riempire altri raggi.
Non mi fermo a rimpiangere i giorni passati
- salvo una certa notte d’estate –
e anche l’ultima luce dei miei occhi azzurri
ti annuncerà lieti giorni futuri.
Un giorno, madre natura dirà: “Mia creatura
hai già riso, hai già pianto abbastanza”.
E di nuovo, immensa
sconfinata, ricomincerà
la vita, senza occhi, senza parola, senza
pensiero...
27.5.08
ci sono cose che
Adriano Sofri, Il Foglio, 25 maggio
SPUTI E BOMBE NEL DESERTO
This I leave as my last message to those who I leave behind. I know you think Im a coward for this but in the face of existing as I am now I have no other choice. As the 1st Sgt said all I have to look forward to is a butt-buddy in jail, not much of a future.
I dont want to know what you people think I have going for me to think I should want to live, trust me, I have nothing. I have done nothing but bring dishonor to this unit, myself, but most importantly my family. I wanted one last chance to say goodbye to them but that was taken away like everything else.
Id like also to say goodbye to (blacked out) and (blacked out) the two people that have held me together until now. Split my things up amoung the platoon, after all that why people tolerated me, it's funny how getting your things taken away brings out the truth in people.Maybe finaly I can get rid of these demons, maybe finaly I can get some peace.
Il veterano dell'Iraq Jason Scheuerman si toglie la vita. Nelle poche parole scritte di suo pugno, non accenna alla patria, alla nazione, alla guerra, alle armi di distruzione di massa, all'islam, allo scontro di civiltà, all'Amministrazione, all'Esercito... No. Parla del suo piccolo minuscolo mondo. La famiglia in cui è nato e che non gli è concesso di abbracciare per l'ultima volta.
Non è un soldato che lascia il mondo per l'insensatezza di una guerra. Lascia il mondo per l'insensatezza di continuare a vivere.
La desolazione dell'anima è totale. Insieme alle bombe cadono sputi sulla sabbia del deserto. Sputi, imprecazioni e lettere di addio: ma Jason Scheuerman non ci lascia parlando di Dio, come vorrebbero Bush e McCain; dice invece che sparandosi, forse, riuscirà a liberarsi dai Demoni.
E per i molti soldati che realizzano sul proprio corpo il desiderio di morte concepito altrove, ci sono molti soldati che invece si esaltano. Come se quella fosse la loro vita. E non fosse concepita altrove.
Provate a vedere il video seguente. " Honor ". " Courage ". " Commitments ".
L'orripilante identificazione con la morte.
Il Deserto avanza... nel soldato che si suicida come nel soldato che celebra le proprie scariche di mitragliatrice. Nell'uno come nell'altro caso, il Deserto avanza e rende gli uomini sempre più prigionieri.
La gloria e il disonore
Com'è andata? Al solito. Cioè ottimamente.Anche perché, stavolta (e non era il primo caso, in verità), abbiamo fatto le cose in grande. All'appello, sostenuto da Mondo Senza Guerre, contro lo scudo spaziale hanno risposto in molti, e non proprio di secondo piano, come si dice: Lidia Menapace, Alex Zanotelli, Nichi Vendola, Luisa Morgantini, Giulietto Chiesa e moltissimi altri, fra cui associazioni e partiti.Il successo della manifestazione di ieri - dove non è mancato un minuto di raccoglimento in memoria di Giovanni Falcone - dimostra però che l'"opinione pubblica" è in realtà molto più variegata di quanto vogliano farci credere. E che fra l'illusione di chi non si accorge della complessità dei problemi attuali e la
volontà di costruire un mondo diverso, più ampio e orientato al futuro, non soffocato nello spazio angusto di una impaurita logica da struzzi, la differenza è abissale.Senza titolo 575
La mia africa
| CINEMA: USA; MORTO REGISTA SYDNEY POLLACK |
NEW YORK - Il regista americano premio Oscar Sydney Pollack è morto a 73 anni di cancro nella sua casa di Los Angeles. Pollack aveva diretto 21 film e 10 show televisivi, recitato in oltre trenta tra film e show tv e prodotto oltre 44 pellicole. Aveva vinto un Oscar come miglior regista per Out Of Africa nel 1985. Tra gli altri film da lui diretti, Tootsie (1982), Tre giorni del Condor (1975), e da ultimo L'Interprete con Nicole Kidman girato dentro le Nazioni Unite nel 2005. |
Küng, le sfide d'un
dalla cdv esterna Daniela Tuscano ( dimelaltra.blogspot.com/ )
Ha compiuto ottant'anni lo scorso 19 marzo, Hans Küng. Ma il piglio vivo e alacre con cui affronta la platea dell'Università della Bicocca sgombera subito il campo da equivoci: il primo volume della sua monumentale autobiografia, La mia battaglia per la libertà (Diabasis), non è un punto d'arrivo, e lui non intende "ricapitolare" nulla. "Mettere al centro l'idea di libertà - spiega l'illustre teologo - significa guardare avanti". La vita, continua Küng, scrive sempre le storie più interessanti. E per questo le vicende che racconta sono vere. Uno scorcio manzoniano in queste parole e, forse, non potrebbe essere altrimenti. Squarci d'una religiosità severa, vissuta con austera passione, ma esigente mistica.Libertà, verità: per Küng l'una non sussiste senza l'altra. E gli è stato chiaro fin dalla giovinezza, pur se la libertà è crescita e sviluppo: "All'inizio, per me svizzero di famiglia conservatrice, la libertà si declinava necessariamente con la lotta contro il fascismo e il nazismo". In seguito si è configurata come libertà interiore, ossia della coscienza. Più oltre ancora, è divenuta la libertà del Concilio Vaticano II - "l'evento più significativo nella storia della Chiesa non solo contemporanea, la cui portata dirompente oggi si cerca di ridimensionare" - e infine la libertà della teologia e della Chiesa.
Per comprendere il dono e la successiva banalizzazione del concetto di libertà, Küng ha osservato che le giovani generazioni, alcune delle quali affascinate da nostalgie temporaliste, non si rendono conto di come realmente fosse la cristianità occidentale prima del Concilio. "Era ancora il Medioevo", commenta lapidario.Medioevo che si concretizzava nel gelo d'una liturgia ingessata e immutabile, nei "fedeli" del tutto passivi, ridotti a gregge nel senso deteriore del termine, con un sacerdote-sciamano portatore di un insegnamento incontestabile, cui bisognava solo obbedire tacitamente. L'esaltazione del laicato contro una Chiesa clericale, il dialogo tra le diverse culture e religioni, l'apertura al "mondo" sono passi irrinunciabili che, malgrado i tentativi in tal senso, nessuno potrà mai cancellare. Non dimentichiamo, in questo senso, che anche il papa Pio XII aveva in mente un Concilio: ma, secondo lui, la costituzione La Chiesa nel mondo contemporaneo avrebbe dovuto recare un titolo leggermente ma significativamente diverso: al posto della preposizione, una congiunzione, però con significato disgiuntivo. La Chiesa "e" il mondo contemporaneo, a siglare una differenza e una distinzione incolmabili, un confine tra le due sfere, tra la città di Dio e la città dell'uomo, l'una perfetta e irriformabile, l'altra incompleta e fragile, soggetta al peccato. La Chiesa del Sillabo.
C. Urbino, La Pentecoste (sec. XVII), Milano, chiesa di San Marco.
l'apparizione inaspettata che sovvertì una Chiesa museale e asfittica. Ma le resistenze al rinnovamento, pur minoritarie, si sono rivelate forte e potenti. "Hanno abolito l'Indice dei libri proibiti, ma quest'ultimo funziona in modo indiretto nella condanna dei teologi e dei pensatori che osano affrontare temi considerati tabù: celibato dei preti, elezione dei vescovi, ruolo del papato. Le questioni irrisolte restano così le stesse di quarant'anni fa: il controllo delle nascite, la validità del matrimonio, la riforma della curia romana, i rapporti con le altre religioni, l'infallibilità papale. E tutto ciò ha un effetto pratico devastante, perché questa concezione autoritaria si riflette sull'azione della gerarchia ecclesiastica nella politica interna e mondiale. Küng, autore qualche anno fa d'un severo documento sul pontificato di Wojtyla, non esita ad additare come responsabile indiretta della fame e della diffusione del virus dell'Aids la lotta contro i metodi anti-concezionali portata avanti con pertinacia dal Vaticano.
be subito di qualsiasi autorità". Nemmeno il Protestantesimo, a cui Küng ha pure dedicato molta attenzione, è il suo modello: "Anche presso quella confessione sussistono problemi: talora troppe divisioni interne, poca sostanza". Non si tratta, insomma, di denunciare solo i propri mali, o di considerare perfette altre confessioni o credi. Rimarcare le differenze può essere salutare: Küng dice no a inutili e sincretisti sensi d'inferiorità, ma si oppone pure a un'autosufficienza perniciosa. "Credo che, col famoso discorso di Ratisbona, Ratzinger intendesse più che altro dimostrare la validità delle differenze. Ma, per operare in tal modo, occorre un'informazione politica seria: non si può portare come teste un imperatore bizantino, e ridimensionare le violenze operate dai cristiani. La reazione dei musulmani, comunque, è stata equilibrata: hanno creato una commissione di 138 saggi in dialogo col Vaticano e il mondo moderno, di recente anche gli sciiti hanno inviato a Roma una delegazione esplorativa. Ratzinger ha almeno dimostrato una capacità di correggersi cui gli va dato atto".
26.5.08
omaggio jazz a de andrè

Omaggio a Fabrizio De Andrè".

é con alcune delle più grandi sdar del jazz italiano: Stefano Di Battista ( sax alto e soprano ) Rita Marcotulli ( piano ) Fabrizio Bosso ( tromba ) Giovanni Tommaso( contrabasso ) e Roberto Gatto ( batteria ) straordinari musicisti riuniti sotto il nome omonimo “Casa del Jazz All Stars” ( trovate sotto a fine post alcuna scelta di loro dischi solisti ) tenuto con il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De Andrè, il 30 aprile alla Casa del Jazz di Roma . Tale disco è un buono , di notevole fattura da regalare e regalarsi , per chi incomincia l'ascolto de jazz o per chi è " seguace " di tale genere musicale .
Rimane la sensazione come ha ricordato Nicola Piovani << De Andrè non è mai stato di moda . E infatti la moda effimera per definizione passa >> cosi come è passata ormai nel dimenticatoio la versione di Georgie di da discoteca ( chi sa per quale insulso e recondito motivo gli eredi di de andrè abbiano concesso i diritti ) << le canzoni di Fabrizio restano >> In esso ci sono le canzoni più significative e più belle ( anche se è difficile scegliere in un repertorio cosi intenso e prondo come quello di i De Andrè) Ora vado come è mio solito analizzare le singole canzoni una per una nell'ordine in cui vengono riportate nel cd in questione .
1)La canzone di Marinella Versione molto bella,sensuale e struggente, che sembra quasi scritta da De Andrè ; 2)Don Raffaè pezzo bello dinamico troppo elucubrato da snaturare la canzone : 3) Inverno toccante da non riuscire a trovare le parole per descriverla . Malinconico l'attacco al pianoforte e l'accompagnamento al sax . In secondo piano,quasi assenti, per poi farsi sentire in crescendo dopo i primi 2 minuti gli altri strumenti per " accordarsi " con il piano e ìil sax . Buono la fusione fra i due stili tipici del jazz quello freddo ( Cool jazz ) e quello caldo ( hot jazz )
e il sax ; 4) Ho visto Nina volare Un raro esempio di cover che coglie il pensiero dell'artista dell'opera originale , uno ( almeno dai dischi comprati , regalati o dei genitori che ho ascoltato e conosciuti in quanto mi sono avvicinato da poco a tale genere musicale ) dei rari esempi del jazz di sincronia fra i vari elementi di una band .Ottima l'idea della vedova di Faber di aver messo a disposizione la traccia originale del brano .Cosi sembra che il gruppo suoni davvero con De Andrè ; 5) Creuza de ma ottima l'interpretazione , azzeccati gli interventi della Matcotulli e di Gatto e di Battista . Un po' elucubrato in alcuni tratti Di Battista , ma ciò passa in secondo piano grazie all'intensa affinità fra i componenti del gruppo ;6) Ballata dell'amore cieco o della vanità Senza parole . pezzo molto dinamico un pezzo jazz caldo ( hot jazz ) e poco di jazz freddo ( Cool jazz ) funzionale all'assolo di Gatto ; 7) Via del campo bella più malinconica e struggente dell'originale ; 8) La colina " più movimentata " dell'originale . Un pezzo privo di egocentrismi e voli pindarici tipici di hot Jazz uno dei pochi ( almeno in base alla mia esperienza in tale genere musicale ) esempi "scorrevolezza" del coll jazz .Una interpretazione che non snatura la che stravolge la canzone originale , anzi la rafforza ulteriormente , tanto da invitare ad ascoltare o riascoltarsi l'originale.Ottimo l'affiatamento del gruppo ;9)IL pescatore Versione dinamica e allegra di una canzone triste , un bel pezzo di hot jazz . si riusciti a portare una speranza in una canzone che è triste e molto pessimistica oltre che profetica sulla situazione del nostro bene-amato paese
Guida all'ascolto
* Rita Marcotulli
2002 Koinè, Anders Jormin,Andy Sheppard,Palle Danielsson,Jon Cristensen,Anja Garbarek,Lena Willemark
2006 The light side of the moon, Rita marcotulli
* Stefano di Battista
2004 Parker’s Mood /Blue Note
2007 Trouble Shootin’ /Blue Note
* G.TOMMASO
con Rava LA DOLCE VITA " 2000
con il suo quintet
"SECONDO TEMPO" special guest JOE LOVANO
* Roberto gatto
2007 Roberto Gatto "Traps" (CAM Jazz)
Mario Sotgiu e i suoi mille racconti: «Arzachena, una storia straordinaria»Il creatore del museo più piccolo d’Italia è il custode della memoria della sua città
Arzachena È più forte di lui. Anche quando dovrebbe essere il protagonista del racconto, Mario Sotgiu, il presidente dell’associazione “La ...
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Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...
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iniziamo dall'ultima news che è quella più allarmante visti i crescenti casi di pedopornografia pornografia...
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Ascoltando questo video messom da un mio utente \ compagno di viaggio di sulla mia bacheca di facebook . ho decso di ...
Quann'ero regazzina, cor dito in bocca e l'occhi verso er creato, pieni de speranza, me sentivo 'na Principessa, er Principé azzurro spettavo. Ancora regazzetta er Principé trovai, ma questo, fu er primo scherzo der destino, er Principé a cavallo c' annava solo lui, a me, lassava tirà la carrètta cor ciùccio. A Marchè er Principé era come te, faceva sempre li scherzi, 'na vorta ne fece 'no, un pò pesante, fece riccontà a l'amìchi ch'era morto, voleva vedè la reazione de costoro, dentro de me dissi: "Co' la vita e co' la signora morte, nu' se gioca". Comunque caro Marchè, sti scherzi durareno poco, er Principé volò in cèlo co' tutto er cavallo, lasciannome 'sta vorta senza corpa nè peccato, co' du fijetti ancora piccoletti.
Pe' eredità, me lassò sur terazzo du strani arberelli, più li guardavo e più nu' capivo, che frutti esotici sbocciaveno, 'na gìrannola colorata, ma quanno finii de riccoje, er canestro era pieno, comminciai a vedecce più chiaro. Farfalle colorate protestate, e nu' t'allungo er discorso, ma te dico, che ogni vorta che sonaveno ar portone, er batticore, le cianche me tremaveno, era sempre quer poraccio dell'uffizziale de giustìzia, se sentiva male, lui pe' me, un giorno, se vergognava puro de bussà ar portone, me disse, mettennome 'na mano sulla spalla: "Coraggio Principé, un giorno finiranno sti fojetti".Caro Marchè , è vero dopo tant'anni de sacrifici, sti fojetti colorati, ste farfalle svolazzanti so' finite, e mattone su mattone una reggia da sola, me regalai... Continua un'artro giorno e scusateme, se ce so sbaji. Franca Bassi