Cerca nel blog

7.6.08

Senza titolo 604

  08 / 06 2008 / SAN MEDARDO !  AUGURI DA LUCKY !  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 

a chi è che doveva chieder scusa de magistris





Luigi De Magistris CATANZARO - Da quando questa storia è iniziata, è stato tutto un susseguirsi di colpi di scena, veleni, attacchi su tutti i fronti, tentativi di ogni tipo finalizzati allo screditamento. L’ondata emotiva della gente che aveva bisogno di far sentire la sua vicinanza ad un magistrato che altro non faceva che il suo dovere nel pieno rispetto della Costituzione, poi un’avocazione su cui nessuno ancora si è voluto pronunciare sull’effettiva legittimità e di l’inizio del ‘calvario’ di un giovane magistrato come tanti, arrivato agli onori della cronaca con l’unica colpa di aver espletato il suo dovere come meglio non avrebbe potuto fare.

Attacchi, pesantissimi attacchi. Qualcuno lo ha etichettato come un ‘cattivo magistrato’ prima ancora che se ne vagliasse il caso nella stessa sede competente, qualcun altro lo ha accusato di voler fare l’eroe, altri ancora lo hanno additato come il magistrato amante i processi di Piazza… ‘non rispetta le regole!’ qualche suo superiore ha detto, e qualche membro della Procura del capoluogo calabrese si è sentito offeso da quel magistrato che stava gettando discredito sul Palazzo di Giustizia parlando di corruzione, collusioni e tentativi di fermare le inchieste.
Poi i procedimenti disciplinari, le innumerevoli accuse, molte delle quali cadute nel vuoto (a  proposito, che fine ha fatto l’addebito sulla violazione della legge Boato?), rivolte da chi pareva non dormire la notte per cercare quale nefandezza imputare al Pm.

Abbiamo assistito ad un vero e proprio processo in cui pareva di aver di fronte il peggiore dei criminali, colui che doveva essere punito subito, senza riserbo, colui che doveva essere messo a tacere in fretta perché pericoloso e rappresentante di minaccia incombente per il sistema.

Per lui si sono tirati fuori termini inusuali, paroloni da pulpito ed anche i pregi sono stati trasformati in difetti… mai infatti vedere il proprio lavoro come una missione, mai amarlo troppo, mai mettere troppo zelo in ciò che si fa!
Poi dopo il criminale è bene ‘coprire’ e colpire anche i suoi misfatti. Semplicemente cancellarli, smembrarli, ridurli in piccoli pezzettini facendo in modo che nessuno ne possa capire più la forma.
Ed ecco che l’inchiesta su cui il magistrato ha passato intere giornate e tante notti, viene smembrata e messa in discussione anche da chi, forse un po’ per ‘eccesso di protagonismo giudiziario’  giudica l’operato del Pm inopportuno, mentre i Tg nazionali si affrettano a dare  ampio  risalto alla notizia del Ministro, vittima del magistrato senza scrupoli in cerca di fama, che ‘non sarebbe neppure dovuto essere iscritto nel registro degli indagati’. Ed ecco che si scatena ancora la bufera, con la vittima che chiede i danni al suo ‘carnefice’ perché ha osato indagare su di lui, giornali che riportano titoloni a caratteri cubitali in sostegno del Ministro – vittima, sostenendo la tesi del risarcimento con domande inquietanti del tipo ‘E chiedere scusa?’.
No, non è un racconto inventato. Tutto ciò è successo davvero. E’ successo in un capoluogo di regione dimenticato da tutti, per tutto. In un capoluogo dove la gente ha dimostrato la capacità di non farsi prendere per il naso. Questo capoluogo si chiama Catanzaro e quel magistrato tanto demonizzato dai media nazionali si chiama Luigi De Magistris.
In questi mesi d’incontri e dibattiti, questo magistrato ci ha insegnato a sperare, a credere nella Giustizia perché ‘alla fine trionfa sempre’ ad avere fiducia e a non farci prendere dalla sindrome della sconfitta. Era difficile crederci. Era difficile trovare una reale speranza di riscossa in quelle parole, quando tutto intorno pareva crollare, quando tutto intorno si stava freneticamente adoperando per darci torto. Eppure in quelle parole riscontravamo la serenità di chi sa di essere nel giusto, di chi sente davvero che alla fine la Giustizia sarebbe trionfata.
Così è stato. Oggi i giornali hanno dato la notizia e la vicenda comincia finalmente a trovare ristoro. Dopo mesi di attacchi senza tregua che lasciavano alludere a  pensieri del tipo ‘Al rogo, al rogo!’, si scopre che il magistrato tanto screditato, svilito e demonizzato, trascinato dinanzi al Consiglio superiore della magistratura per gravi irregolarità nell’esercizio delle proprie funzioni giurisdizionali, ‘ ha agito in maniera assolutamente legittima e corretta’ , e che quello stesso magistrato accusato da tutti di aver gettato discredito sui suoi colleghi della Procura è stato prosciolto dai ‘reati di calunnia, abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio’, e che dagli atti della procura di Salerno , si evidenziano ‘continue ingerenze sull’attività inquirente’ e che ‘ il contesto giudiziario in cui si è trovato ad operare Luigi De Magistris, appare connotato da un’allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato dal perseguimento di interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura’. Stiamo parlando dello stesso magistrato visionario che denunciò a suo tempo disperatamente il tutto, addossandosi la colpa di aver risvegliato le coscienze dei cittadini.
Oggi tutto tace. Oggi chi nei mesi scorsi si è freneticamente adoperato per costruire l’immagine del magistrato visionario, che non rispetta le regole, malato di eccesso da  protagonismo, ha dato la notizia che quello stesso magistrato aveva semplicemente ragione. Oggi nessun giornalista SERIO del tubo catodico ha osato dar voce agli atti della Procura di Salerno.
Perché? Perché forse è difficile fare un passo indietro e rendere Giustizia (è proprio il caso di dirlo) a chi è stato condannato da tutti con un processo sommario che non ha precedenti. E’ ancora più difficile forse, mettere in evidenza l’errore grossolano compiuto dagli autorevoli membri del Csm che hanno ‘colpito’ la persona più sbagliata che potessero colpire all’interno della ‘Procura dei veleni’, dal Procuratore Generale della Cassazione, dai famosi ispettori dell’allora  Ministro della Giustizia e da tutti coloro che hanno imputato a Luigi De Magistris addebiti inconsistenti e da tutti quelli che hanno dato a questi addebiti ampia risonanza mediatica aggiungendo anche ‘del loro’. E’ forse tanto difficile ammettere che, adesso, a chiedere scusa, dovrebbero essere altri.
E queste scuse, adesso, noi le esigiamo. Sì le esigiamo anche noi, perché con Luigi De Magistris in questi mesi abbiamo sofferto e trepidato sentendoci lesi nei nostri diritti ed espropriati delle nostre libertà. E vogliamo le scuse da parte di tutti. Anche da chi si è fatto artefice di una campagna mediatica di screditamento e che adesso ha il cattivo (o forse buon?) gusto di tacere. Tace per vergogna,per imbarazzo o forse per fedeltà nei confronti del suo padrone.





Ed ora, aspettiamo fiduciosi la decisione definitiva della Suprema Corte di Cassazione, che speriamo, possa ristorare noi e lo stesso Luigi De Magistris dai danni subiti… perché tanto << bisogna sempre avere fede che alla fine, la Giustizia trionferà>>.

Rosaria Lucia Altilia
Ammazzateci Tutti Catanzaro


c'era una volta gli stazzi




per i non sardi  che  mi chiedono  visto che ne  ho parlato  molto nei primi post  di  questo notro blog  cosa sono gli stazzi   ecco qui la risposta

Ridiamo un pò...



Due amiche d'infanzia, dopo alcuni anni di matrimonio, riescono finalmente a convincere i rispettivi mariti a lasciarle uscire a cena da sole, per ricordare i vecchi tempi.Dopo una serata divertentissima nel loro ristorante preferito, ma soprattutto dopo due bottiglie di limoncello... e qualche amaro escono dal ristorante completamente brille.Nel viaggio di ritorno entrambe, certamente per aver troppo bevuto, vengono colte da un impellente stimolo... non sapendo, per l'ora tarda, dove andare a fare pipì... una ha un'idea :


 


 



 


 Entriamo in quel cimitero: certamente non c'è nessuno ! 
E l'altra:- OK!

 

Entrano... la prima si leva le mutandine fa la pipì, si asciuga con le mutande, e le butta...La seconda vede la scena e riflettendo sul fatto che indossa un capo firmato molto carino, si leva lo slip e se lo mette in tasca, fa la pipì e strappa un nastro da una corona per asciugarsi.


 

L'indomani il marito della prima chiama l'altro:  Carlo non puoi capire cosa è successo. Il mio matrimonio è finito !

 
Perché?

 

-E' tornata completamente ubriaca alle 2 di mattina e senza mutande! L'ho cacciata di casa!

 

Mario, ma non è nulla. Tu non sai che cazzo ha combinato la mia!!! Non solo era ubriaca e senza mutande... ma aveva anche una coccarda rossa infilata nel culo con scritto: 'Non ti scorderemo mai. Giulio, Ignazio, Pino, e tutti gli amici della palestra.'

Basta! ho deciso

    






gil-violet.jpg Pin Up 2 image by fairyprincess74





Cari amici,  questo post che questa matina vengo a riportare per voi,  l'ho letto su blogfriends, dove io posto. Lo trovo interessante, anche se mi preoccupa molto, l'economia sta andando a rotoli, l'immobiliare è bloccata, ci sono sempre più poveri. Facciamo qualcosa, ma facciamola, io dico Basta! ho deciso, fermate il mondo voglio scendere. Abbiamo ancora le nostre gambe, abbiamo la bici,  abbiamo i mezzi di trasporto, anche se sono sempre in ritardo e affollatissimi. Acconteniamoci lasciamo le vettura a chi non può fare veramente ammeno. Diciamo basta al caro barile. Franca Bassi



O sole quando ritorni

Va  bene  la pioggia  serve  ai campi e  alla natura  , ma quando  è troppo  fà male  . Va bene  che in regioni come   dive le precipitazioni sono (   o almeno erano un tempo  , poi con questo clima impazzito non si capice più niente  )  scarse e le  estati molto trorride  o  servono per  creare  riserve  d'acqua  dato che in estate    per  via  del turismo soprattutto  quello dei vip  e  deio politici spocchiosi  arroganti e caffoni ( ovviamente senza ggeneralizzare  perchè , anche  se  sono  quelle  che un tempo si chiamavano mosche  bianche  , fra loro posso esserci   anche  gente  come  si deve   e poco prezzemolina come evidenzia  l'ironico e gustoso   libretto  ironico ed  autoironico   di Maria Serena Patriarca è giornalista free-lance specializzata in mondanità, glamour, costume e fitness. Collabora con "Il Messaggero" e "Il Sole 24 Ore Sport". Nel marzo 2003 le è stato conferito il premio giornalistico "Cortina Top Press" ---  una  scheda del libro che sprecano l'acqua per matenersi il loro   sterminati ed inutili giardini e  i loro campi da golf  costruiti  illegalmente  come il caso Is arenas ( oristano ) , di cui ne ho parlato  nei precedenti post
. D'accordo  che nelle giornate  di pioggia posso  avvenire  degli incontri  ineressanti  con la scusa  che uno\a  ( come  è successo a me  )  sia  senza ombrello  e tu  gli offra un passaggio  . Oppure  che le giornate di piogia siano  suggestive coem questo video ( qui in un'altra versione ) di una famosa canzone   dei Mcr  una dele colonne sonore dela mia  adolescenza





o ch'essa possa essere suggestiva  come la  famosa  poesia  di  D'annunzio la  pioggia  nel Pineto


Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,


.....


ma  quando  è troppo  è troppo  .  Quindi  t'aspetto o  sole 


 


TESTO ORIGINALE IN NAPOLETANO

Che bella cosa na jurnata 'e sole,
n'aria serena doppo na tempesta!
Pe' ll'aria fresca pare gia' na festa
Che bella cosa na jurnata 'e sole.
Ma n'atu sole
cchiu' bello, oi ne'.
'O sole mio
sta 'nfronte a te!
'O sole, 'o sole mio
sta 'nfronte a te,
sta 'nfronte a te!
Lùcene 'e llastre d''a fenesta toia;
'na lavannara canta e se ne vanta
e pe' tramente torce, spanne e canta
lùcene 'e llastre d'a fenesta toia.
Ma n'atu sole
cchiu' bello, oi ne'.
'O sole mio
sta 'nfronte a te!
Quanno fa notte e 'o sole se ne scenne,
me vene quase 'na malincunia;
sotto 'a fenesta toia restarria
quanno fa notte e 'o sole se ne scenne.
Ma n'atu sole
cchiu' bello, oi ne'.
'O sole mio
sta 'nfronte a te!


TRADUZIONE IN ITALIANO

Che bella cosa una giornata di sole,
un'aria serena dopo la tempesta!
Per l'aria fresca pare già una festa...
che bella cosa una giornata di sole!
Ma un altro sole
più bello non c'è
il sole mio
sta in fronte a te
Il sole, il sole mio,
sta in fronte a te
sta in fronte a te
Luccicano i vetri della tua finestra,
una lavandaia canta e si vanta...
mentre strizza, stende e canta.
luccicano i vetri della tua finestra!
Ma un altro sole
più bello non c'è
il sole mio
sta in fronte a te
Quando fa sera e il sole se ne scende,
mi viene quasi una malinconia...
Resterei sotto la tua finestra,
quando fa sera ed il sole se ne scende.
Ma un altro sole
più bello non c'è
il sole mio
sta in fronte a te


con questo  è tutto  resto a disposizione ovviamente nel limite del possibile  per  critiche    richieste  email alla mia  email    che trovate  cliccando " per  contattare  compagnidiviaggio "  sotto i post  affianco  ai   commenti 







Senza titolo 603

  L'AVETE LETTO IL LIBRO LE AVVENTURE DI GORDON PYM ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us

Senza titolo 602

  VI PIACEANO LE CANZONI DI SANDRO GIACOBBE ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us

6.6.08

I EDIZIONE PREMIO INTERNAZIONALE STRAVAGARIO EMOZIONALE 2008 Concorso per la pubblicazione d’inediti





Art. 1
Edizioni Stravagario , indice il PREMIO INTERNAZIONALE LETTERARIO
Stravagario Emozionale - Concorso per la pubblicazione d’inediti.


Art. 2
E’ possibile partecipare con raccolte di racconti o di poesie, con romanzi o poemi lunghi, con racconti singoli o brevi sillogi di poesie, con opere critiche o saggi. Il tema è assolutamente libero. Non v’è limite di estensione né inferiore né superiore.

Art. 3
Il primo premio consiste nella pubblicazione in 150 copie dell’opera vincitrice, senza alcun contributo da parte dell’autore.
Il secondo premio consiste nella pubblicazione in 100 copie dell’opera vincitrice, senza alcun contributo da parte dell’autore.
Il terzo premio consiste nella pubblicazione in 50 copie dell’opera vincitrice, senza alcun contributo da parte dell’autore.
Verranno altresì fatte altre proposte di co-produzione tra Edizioni Stravagario e gli autori a tal fine selezionati. L’editore si impegnerà ad investire sugli autori selezionati, i quali se accetteranno la proposta, dovranno investire una cifra minima al massimo la metà del’importo, pagabili anche a rate, su se stessi e sul progetto. Tali volumi verranno stampati a partire da 100 copie forniti di Isbn.

Art. 4
La giuria è composta da elementi selezionati dalla casa editrice.

Art. 5
La scadenza del concorso è fissata al 30 ottobre 2008. Farà fede il timbro postale.

Art. 6
L’iscrizione al concorso ammonta a 20,00 €, inviabili direttamente con l’elaborato, via posta, all’indirizzo sotto riportato, oppure versabili sulla carta ricaricabile postepay 4023600455299000, intestato a Irene Sparagna.
E’ possibile partecipare a più sezioni oppure ad una stessa sezione con più elaborati, inviando o versando le relative quote, cioè 20 euro ad elaborato.
Tutti gli iscritti saranno automaticamente iscritti alla ricezione del bollettino informativo dell’Assoziazione Culturale Gennaro Sparagna, per un anno, con relativa promozione del testo selezionato; e co la libertà di scrivere nel bollettino.

Art. 7
I partecipanti saranno informati delle decisioni della giuria entro il mese di febbraio 2009.
Le pubblicazioni avverranno in aprile 2009.

Art. 8
La giuria si riserva di premiare altre opere, particolarmente distintesi per originalità o altro.

Art. 9
I testi in lingua straniera o vernacolare dovranno essere inviati con traduzione allegata.

Art. 10
Inviare dunque: l’opera/e in copia singola cartacea e digitale (floppy o cd); la fotocopia della ricevuta del versamento oppure il denaro contante; i dati personali, una breve biografia letteraria ed i propri recapiti (indirizzo, telefono e e-mail) a:

Concorso per la pubblicazione d’inediti
c/o Edizioni Stravagario – Irene Sparagna
Via Stazione snc
04026 Minturno (LT)

Art. 11
La partecipazione al concorso implica ovviamente l’accettazione di tutti gli undici articoli.

Per informazioni:
irenesparagna@alice.it
Tel. 393.6593511

Berlusconi sale al Vaticano e il papa scende a palazzo Chigi




Genova, 06 giugno 2008 – Il sogno berlusconiano si è compiuto: sulla via del monte Quirinale, il governo peggiore della storia italiana ha ricevuto la Cresima, officiante papa Benedetto XVI che clima primaverile e bucolico! Solo Virgilio avrebbe potuto celebrare l’idillio amoroso aggiungendo una undicesima bucolica alle dieci già esistenti. Che aria distesa! Se si chiudeva l’audio della tv (di Stato) era facile immaginare Melibeo e Titiro che descrivono il dolce tramonto romano, mentre umile e gaio si eleva nel terso cielo dell’Urbe il fumo dei camini! Che « clima cioioso» e festante per la nuova èra italo-vaticana. Il Tevere è ora biologico e le sue acque si possono bere tranquillamente senza più pericolo. La consacrazione e l’incoronazione hanno avuto successo e tutti vissero felici e contenti per la perfetta sintonia di vedute tra Governo e Vaticano. Firmate le transazioni economiche ancora sospese, come le scuole private, rimosso ogni sospetto di autonomia dello Stato, seppellita la nozione stessa di laicità, non ci resta che farci tutti preti e suore e finire gli ultimi giorni in convento o in sacrestia.

Berlusconi, dunque, è apparso al papa in tutta la lunghezza della sua piccola statura (dicono le cronache che per l’occasione abbia rinforzato i tacchi), fiato trattenuto per esprimere i pettorali, segno deciso di un governo decisionista. Come in tutti gli idilli, c’è un «però»: nessuno, però, si fidava del capo Narciso per lasciarlo solo col papa. Per la prima volta nella storia bimillenaria della diplomazia vaticano, il presidente italiano del consiglio dei ministri è accompagnato e assistito, anche durante l’udienza privata, da Gianni Letta, il cardinale Richelieu del caso. Tutti avevano paura del Narciso e delle sue solite gaffes. Il papa temeva che lo abbracciasse e dichiarasse di essere suo convivente di fatto. La curia aveva paura che si sedesse al posto del papa e si auto-proclamasse «Dio che manda in missione i suoi apostoli di partito». La casa pontificia che si travestisse da papa e presentasse il Benedetto come suo autista, oppure che scambiasse qualche prelato effeminato per una donna e la «distendesse» lì nei sacri palazzotti. Era necessario che l’uomo fosse guardato a vista con un cane da guardia accanto. Dicono le indiscrezioni che Gianni la Guardia avesse uno spillone per prevenire e, extrema ratio, una pistola da tasca per farlo fuori in caso di irreparabile necessità. Tutto però è andato bene: per il papa che ha ricevuto le chiavi del governo d’Italia, per Berlusconi che ha visto pompare il suo «super-ego» insaziabile, per tutti tranne che per l’Italia che ora dovrà pagare i conti a saldo.


Apprendiamo con compunto interesse che il cane da guardia, Mons. Gianni (per gli amici e la Segreteria di Sato), è stato insignito delle infule di «Gentiluomo di Sua Santità». Ora sappiamo che non vi sono solo atei devoti, ma anche atei gentiluomini di là e di qua dal Tevere. Questa nomina è significativa perché esprime una duplice fedeltà: il Gentiluomo del papa è anche sottosegretario del presidente del consiglio. A molti è sfuggita la mossa: ora a Palazzo Chigi governa Berlusconi che è governato dal Gianni-Richelieu, che è nominato Gentiluomo dal papa per conto del quale governa il governo delle banane. Las sua prossima nomina sarà: cardinale di Santa Ratzingheriana Chiesa.

Ci sentiamo completamente estranei a questa euforia e a questa, almeno per noi, invereconda sceneggiata: un papa che consacra un uomo come Berlusconi sarà certamente un capo di Stato che fa i suoi interessi, ma cessa di essere un Pastore (anche tedesco) in difesa del bene comune del suo popolo. Avrebbe dovuto dirgli: Non licet che tu ti arricchisca sulle debolezze della gente; non licet che tu vada in guerra; non licet che tu abbia fatto eleggere inquisiti e condannati anche per reati di mafia; non licet che un papa che è padre dei poveri e degli immigrati si presenti alle tv con te accanto: prima vai, vendi quello che hai, dàllo ai poveri, poi vieni e seguimi. Avrebbe dovuto, ma non lo ha fatto. Nonostante ciò, a noi non interessa la diplomazia, o il protocollo o la ragion di Stato, a noi interessa la simbologia dei gesti che parlano più di ogni discorso. Papa Giovanni, nel giorno dell’inizio del suo pontificato (28 ottobre 1958) disse: «Le altre qualità umane, la scienza, l’accorgimento, il tatto diplomatico, le qualità organizzative, possono riuscire di completamento per un governo pontificale, ma in nessun modo possono sostituire il compito di pastore».






Paolo Farinella, prete - Genova



Note a làtere:
1. Il cardinale Bagnasco all’assemblea generale della Cei ha fatto la sua prolusione di circa 50 mila parole (dodici pagine). Ci siamo presi la libertà di spulciare. Gesù Cristo è citato solo una volta e in una citazione scritturistica (quindi come se non ci fosse). Anche la parola vangelo non è mai menzionato. Dio è nominato 13 volte di cui 3 in citazioni. Il papa complessivamente è citato 11 volte (+ 5 volte Giovanni Paolo II) e Chiesa ricorre 25 volte.
2. Il capo dei lefebvriani, il vescovo scismatico Fallay, ha dichiarato che non è in vista alcun accordo con il Vaticano perché il motu proprio sul ritorno alla messa preconciliare non è sufficiente: l’accordo si farà solo quando verranno abrogate tutte le riforme del Vaticano II. Con buona pace di chi pensava che la «restaurazione benedettina» fosse in vista del rientro dei lefebvriani. Anzi, questa risposta dimostra che il papa ha agito perché convinto da sé e per sé che il concilio è una sciagura per la Chiesa e si sta impegnando lentamente, pantofola dopo pantofola, paramento dopo paramento, a riportare la gerarchia ai tempi del merletto (peccato che manchi l’arsenico).
3. Intanto il cardinale Martini, con la libertà di chi sta per morire, accusa preti e vescovi di essere carrieristi invidiosi e maldicenti, che, pur di avere le mutande a strisce rosso-cardinalizio, vendono Gesù Cristo con Madonna e Apostoli incorporati. Non si chiama più «gerarchia cattolica», ma Associazione «Et cum spiritu tuo». Amen.


intervista a me stesso

Alcuni  miei ops  nostri   nuovi  utenti   che invito (   se nel caso l'url della tag aggiornamento post  che si trova  sul lato  destro  del blog  dovesse funzionare male    , come molti si stanno lamentando , di cliccare la   tag  aggiormamento faq   che trovano  nei post in cui usano tale catgoria  o cliccando su aggiornamento faq  che trovano nell'elenco delle categorie   )  mi  chiedono uleriori detagli su di me    gli accontento   riutilizzando ed  aggiornando   alle mie carateristiche   questo testo  che s'intitola  appunto



CONFESSIONI...



Pubblicato in occasione del ventennale della morte di Ignazio Silone, avvenuta a Ginevra il 22 agosto 1978, su «Quaderni Siloniani», rassegna internazionale diretta da Luce d’Eramo e Vittoriano Esposito, (Pescina), n. 2, 1998, pp. 3-5.
Il testo originale si compone di quattro cartelle dattiloscritte ritrovate dal nipote Romolo Tranquilli, di fatto una vera e propria autointervista


N.b


si ringrazia  l'associazione  http://www.qualevita.it/ per  avermela  scannarezzatita  dall'agenda  giorninonviolenti 2008  ( dedicata  quest'anno a a tre  grandi  dell a  Nonviolenza : Martin Luter King  , Gandhi  , Ignazio Silone   di cui questy'anno si celebra il 30° della morte  )  Se non riuscite  a trovare l'originale   scrivetemi   cliccando sopra " per contattare Compagni di Viaggio "  lo trovate  affianco  ai commenti sottomi post 




1) Come spieghi la tua tendenza alla riflessione e all’autocritica ? Forse mi viene dalla mezz’ora di“meditazione”serale e non solo   che facevo da ragazzo . Non ne posso fare a meno.Infatti i miei gentori e i  miei  amici mi dicono che  mi piango  addosso e mi prendo colpe non miei  ( adesso un po' meno perchè  ho imparato a  discernere  quando  è autocritica  e quando  è solo piangersio addosso e  quando  prendermi colpe  non mie  e quando prendermele  ) ; 2) Hai riflettuto a questa domanda: perché scrivi ?  Per comunicare.Per mantenerrmi vivo 3) A quali lettori pensi, di preferenza, quando scrivi ? A donne, a uomini inquieti, disposti anch’essi a riflettere. 4) Cosa pensi di offrire a essi coi tuoi scritti ? Almeno un po’ di compagnia.una  voce  fuori dal coro  ,  dare voice  a chi non ha voce nei media ufficiali  . Come difenderti dal conformismo acritico  e  di  come evitare di mandare il cervello all'ammasso  5) E agli altri, ai lettori occasionali ?  Una pulce nell’orecchio, un granello  di sabbia  6) Quale influenza ha  la critica ?   se sono costruttive    ( anche se  feroci   )  ben vengano  , se  sonoi strumentali  o  gratuite  \ innoportune   mi scivolano via  e  sono come  il << ( .. )  Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.  (..) (dalla Divina Commedia, Inferno, Canto III, 51 ) opure  come  risponde  lo stesso  Silone  a tale  domanda  : <<  Forse nessuna. Ho sempre avuto l’impressione, leggendo le recensioni dei miei libri, che non si tratti di me >> 7) I tuoi narratori preferiti? Quelli che talvolta torni a leggere ? Cervantes, Tolstoi, Alende  , Marquez ,Omero ,  ecc 8 ) Quale mestiere, allora, sognavi per più tardi ? lo  storico . 9) il dono di natura più ambito ? La buona salute 9) Adesso, le tue occupazioni preferite? Leggere, conversare e cazzeggiare 10 )  Quali sono stati gli incontri più importanti della tua vita ? Carlo Gubitosa ( il responsabile  e tra i   fondatori di www.peacelink.it  ) , Vincenzo Cirami, Paolo Fresu  11) Quali personaggi della storia italiana  Della nostra epoca e non  ?sono ora per te più stimolanti ? Gramsci , Pertini,Giovanni XXIII  , Giovanni Paolo II , Gioacchino da Fiore, Francesco d’Assisi, Pietro da Morrone (Celestino V), Carlo Cafiero , Sante Caserio  , Enrico Malatesta   , Salvemini  ,  la francese Simone Weil., Don Lorenzo Milani , Padre  ernesto balducci  e  padre  Maria turoldo , don luigi  ciotti  , ecc  12) La data più importante della storia universale e nella cronaca recente ? Il 25 dicembre dell’anno l anno  in cui   nacque   quello che io  considero il pri o rivoluzionario dela storia  ; e il 14 luglio 1789  anno della  rivoluzione francese  . La primainternazionale  . Il Concilio Vaticano Il ., 13 )  Gli eroi militari più ammirati ? qui concordo con Silone  : << Giosuè, nell’atto di fermare il sole, e il bravo soldato Schweik.>> 14 )  Perché ti sei allontanato dalla vita di partito ? Perchè  come diceva  Silone  stesso  La lotta per il potere non m’interessa.Ma  soprattutto perchè ( per  parafrasare  de  Andrè )  non esistono  poteri biuoni   15)  Sei però stato in un partito per molti anni  Perchè  ho imparato  in famiglia mia nonno paterno fascista  , mio padre  e mio zio  sinistra extraparlamentare ( marxista -lenninista  il primo   potere operaio \ volante rossa il secondo ) mia madre berlingueriana    e cosi credevo anch'io   prima d'aver  letto gli scrittori anarchici  o comunisti libertari  , per un certo numero di noi, la politica era, in quel tempo, un'altra cosa . Poi dopo aver letto la  storia " segreta  " degli ultimi 60  del nostro paese ( di gladio ,  strategia dela  tensione  , p2 , mafia  ,  crak economici  , ecc )  ho  cambiato idea 16) I partiti sono però anche portatori di idee. Si,in teoria  ma un’idea adottata da un’istituzione diventa facilmente ideologia, e i suoi fautori, propagandisti, e quindi vuota  o sovrastruttura  come diceva Marx 17)  Puoi concepire una vita politica democratica senza partiti ? Una bella domanda  No se  s'intendono  come  gruppi ideologici  Si  se s'intendono come liste civiche.Infatti Lo diceva  anche Silone  : <<  Sarebbe tuttavia utile che i partiti non avessero il monopolio della politica.>> 18)  Che ne pensi del parlamento ? Non credo che quella parlamentare sia la sola forma possibile di democrazia.19)  A tuo parere, quale sarebbe preferibile? Quella che si basasse maggiormente su forme di democrazia diretta e riducesse al minimo la delega dei poteri a dei politicanti professionali.e  favorisse  le spinte dal basso  comne  sta facendo  (   anche  se  con un po' d'ambiquità  ) beppe Grillo .,  20 )  Che ne pensi dell’impegno degli intellettuali ? qui la penso come  Silone   : << Lo ritengo degno di rispetto se corrisponde a una vocazione personale; abietto o commiserevole, secondo i casi, quando comporta la subordinazione a un apparato.>>.,  21)  Credi nella fatalità del progresso? Non credo in nessuna fatalità. Il progresso è possibile. Per progresso intendo una ulteriore umanizzazione delle relazioni umane ,22)  Credi che l’uomo sia libero? Penso che l’uomo possa essere libero. se usa  il libero arbitrio cioè il suo spirito critico e il cervello ., 23)  È anche responsabile dei propri atti ? Certo, nella misura in cui è libero e  nonmanda il cervello all'ammasso .24) Credi che sia possibile un ordine politico perfetto? No, purtroppo., 25) Non credi nella possibilità di istituzioni, autorità perfette?  Disgraziatamente no. l'autoritànon è mai perfetta  . 26 ) Non credi in uno stato cristiano ? Fra i due termini, stato e cristianesimo, mi pare che vi sia incompatibilità. 27)  Credi almeno in una società cristiana ?  Sarebbe cristiana la società in cui l’amore e il rispetto e la solidarietà  quella disinteressata sostituisse le leggi.28) Cosa decide, in ultima analisi, il suo carattere? La coscienza. Voglio dire, la coscienza dei suoi militanti.29)  Insomma, sei pessimista.A volte sono come leopardi 30) Hai fede nell’uomo?  Ho una certa fiducia. Ho fiducia nell’uomo che accetta l’inevitabile dolore dell’esistenza e lo sopporta con qualche certezza.

con questo è tutto ala prossima

Auguri













112 anni, fuma, beve e va a donne
E' l'uomo piu' anziano della Gran Bretagna

(ANSA) - LONDRA, 06 GIU - Henry Allingham, uomo piu' anziano di tutta la Gran Bretagna, festeggia oggi un altro compleanno spegnendo, sulla torta, ben 112 candeline. 'Il mio segreto?', ha scherzato l'arzillo Allingham, ''sigarette, whisky e donne focose''. Nato a Londra il 6 giugno del 1896, ovvero quando regnava ancora la regina Vittoria, Henry ha visto passare davanti ai suoi occhi sei monarchi e 21 primi ministri. Festeggera' il suo compleanno presso il 'Royal Air Force College' di Cranwell, nel Lincolnshire.


 



                                                           






vecchio.jpg vecchio image by Micheal_Kelso

chiarezza in primo piano

dal fronte del video del 6\6\2008



Maria Novella Oppo



Bellissime dichiarazioni del sindaco Cacciari l’altra sera a Primo piano. Spiegando con chiarezza la situazione creatasi a Venezia attorno alla costruzione di abitazioni civili per i rom, ha messo in guardia contro chi diffonde paura e odio nei confronti di tutti i «diversi». Anche se poi sono assolutamente uguali, come i rom veneziani, stanziali da tempo. Non a caso, coloro che hanno organizzato la protesta contro una civilissima decisione, presa a maggioranza dal consiglio comunale, hanno avuto vergogna di presentarsi in tv. Anche se poi qualcuno si è presentato, sui titoli di coda, ma per esibire ragioni del tutto pretestuose. Il programma è riuscito così piuttosto squilibrato, ma sempre interessante. Del resto Primo piano, più che un programma è uno spazio del Tg3, confezionato ogni giorno con materiali vari. E questa è la cosa che lo rende attaccabile. Per salvare, come è giusto, questo spazio prezioso, bisognerebbe dargli una struttura stabile e una funzione chiara, che lo renda indispensabile per il pubblico, più che per il Tg3.

 

Senza titolo 601

  07 / 06 / 2008 / SAN ROBERTO !  UN GRANDE AUGURIO A TUTTI LORO DA LUCKY !  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 

Anna Magnani, una e due


 


 

I



Anna profumo di trifoglio,
sventagliata di fiordalisi,
pupille sgranate.



Anna orizzonte di prateria,

Anna dai sogni smunti,

Anna del ferrobedò.



Anna falcemartello,

un sole di lamiera

e un sogno di carne.



Anna peccato di corallo,

smarrita e lustra

su fogli patinati.



Anna gravida di sorrisi,

rimpianto subitaneo

nel dorato esilio.



II

Anna un bambino e la dissolvenza,

gli tende la mano

a lui sembra dio.



Gli accende in cuore

bizzarre fantasie,

orizzonti sbilenchi

di pensieri proibiti



Anna gl'inventa

suoni remoti,

strane passioni

di trine perdute...



"Ciao Nì!" gli grida,

ed è già lontana.

"Sta' buono, composto"

è un'eco vicina.



Lui sembra obbedire.

Ma con i suoi occhi

ne cattura il profumo,

e una notte, nel buio,

per lei fuggirà.





                                      Daniela Tuscano







Senza titolo 600

  LA CONOSCETE LA FIABA IL PESCIOLINO D'ORO ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 

intervista alla Poetessa erotica donatella Camatta

"Perle poetiche tu mi doni/sono come gemme/che indosserei solo per te./Gira felice passione,/variopinta nei giorni/mirabile spettacolo.//Come sultano eletto/scivoli silenzioso/fra danzatrici e ancelle.../immagine del piacere". Questi versi di Amore puro ben delineano l'estro creativo di Donatella Camatta (nelle foto), veneta d'origine e milanese d'adozione, scrittrice alata e passionale. Scrittrice perché donna.


Si parla di erotismo in poesia, nell'arte, e il termine sembra limitante, circoscritto, quasi un tema "minore"...


"Per me non c'è nessuna differenza tra eros e amore. Ho sempre scritto poesie d'amore. O di eros. Non esistono categorie distinte. L'eros, la passione, fa comunque parte del mio Dna [sorriso]... Ogni grande poeta, d'altronde, nella gioventù si è buttato con gli ormoni su un foglio di carta bianco o su un tovagliolo da ristorante.....e vi ha riversato sensazioni, emozioni e molto di più. Io ho fatto la stessa cosa, scrivere mi dà un piacere fisico, è eccitante. Mentre scrivi vivi fortemente, e lo comunichi al lettore. Glielo comunichi proprio a pelle. Se questo avviene, potrai ritenerti soddisfatta. E' il tuo modo di comunicare quella parte di eros nascosta in te!".



Questa visione "cosmica" e circolare, unificante della poesia, e dell'arte in generale, è a parer mio tipicamente femminile. Gli scritti erotici maschili sono molto diversi...



"La poesia è un fiore che sboccia pian piano: sfiora l'anima e il cuore ,e la mente 'immagazzina' e conserva nel ricordo! Il racconto coglie, come in una fotografia, l''attimo' dell'autore e fornisce al lettore le risposte alle sue domande più intime e segrete. Per quanto riguarda l'eros maschile, è molto diretto, a volte troppo: quasi pornografico. Quello femminile è soffice, raffinato e molto sensuale. Ciò non toglie, naturalmente, che esistano poesie maschili bellissime, eccitanti...".






Scrivi da sempre ma, come autrice, sei un'esordiente. E' difficile oggi trovare un editore?



"Bisogna impegnarsi davvero molto. Gli editori si pagano in anticipo e poi si recupera parte del denaro nel lancio del libro. Se quest'ultimo entra nel web è possibile effettuare la vendita diretta. Purtroppo l'artista (come penso tutti sappiano) non gode di grandi appoggi, a meno che non disponga di potenti 'sponsor' o abbia una fortuna sfacciata! L' artista rimane un dolcissimo folle sognatore che regala proprie emozioni, sentimenti e dolori a chiunque voglia ascoltarlo".



Tu difendi strenuamente la dignità femminile. Come spieghi il rinnovato attacco a diritti che sembravano acquisiti e la recrudescenza dell'aggressività nei nostri confronti ?



"E' sintomatico che, oggi, i simboli della pace e della giustizia perseguitata siano proprio due donne: Ingrid Betancourt e Aung San Suu Kyi. In verità, le violenze contro le donne si perpetrano dalla notte dei tempi: stupri, pestaggi, pedofilia, incesto... Oggi il potere (androcentrico) reagisce perché teme la nostra libertà. Molte più donne trovano la forza e il coraggio di condannare e denunciare le violenze. Non si considerano più colpevoli, o vittime designate cui spetta solo subire e tacere. Questo è molto importante. E' migliorata anche l'assistenza pubblica e privata per le donne in difficoltà: ma, naturalmente, non basta. Occorre proteggere ogni singola donna. Non dimentico, comunque, gli uomini che operano in queste strutture, e di cui si parla troppo poco. Sono persone splendide e coraggiose, che sanno superare difficoltà e diffidenze: conquistare la fiducia femminile, infatti, non è facile".



I tuoi prossimi impegni?...



"A breve uscirà la raccolta Il viola che c'è in me..., realizzata con un amico poeta di Latina e impreziosita dalle fotografie di un professionista salernitano. La presentazione avverrà a Roma, poi andremo a Salerno e quindi, finalmente, a Milano".



Buona fortuna, e a presto.









Daniela Tuscano





Memoria, speranze e futuro

PELLEROSSA E MERIDIONALI

Con questo articolo vorrei rievocare la memoria di alcune terribili esperienze storiche in cui sono stati consumati veri e propri eccidi di massa, troppo spesso dimenticati o ignorati dalla storiografia e dai mass-media ufficiali. Mi riferisco allo sterminio degli Indiani d’America e ai massacri perpetrati a danno dei “Pellerossa” del Sud Italia, vale a dire i briganti e i contadini del Regno delle Due Sicilie.


Dopo la scoperta del Nuovo Mondo ad opera di Cristoforo Colombo nel 1492, quando giunsero i primi coloni europei, il continente nordamericano era popolato da circa un milione di Pellerossa raggruppati in 400 tribù e in circa 300 famiglie linguistiche. Quando i coloni bianchi penetrarono nelle sterminate praterie abitate dai Pellerossa, praticarono una caccia spietata ai bisonti, il cui numero calò rapidamente e drasticamente rischiando l’estinzione totale. I cacciatori bianchi contribuirono così allo sterminio dei nativi che non potevano vivere senza questi animali, da cui ricavavano cibo, pellicce ed altro ancora.



Ma la strage degli Indiani fu operata soprattutto dall’esercitocinematre_conquistawest statunitense che pur di espandersi all'interno del Nord America cacciò ingiustamente i nativi dalle loro terre attuando veri e propri massacri senza risparmiare donne e bambini. I Pellerossa vennero letteralmente annientati attraverso uno spietato genocidio. Oggi i Pellerossa non formano più una nazione, sono stati espropriati non solo della terra che abitavano, ma anche della memoria e dell’identità culturale. Infatti una parte di essi si è integrata completamente nella civiltà bianca, mentre un'altra parte vive reclusa in alcune centinaia di riserve sparse nel territorio statunitense e in quello canadese.



Un destino simile, anche se in momenti e con dinamiche diverse , accomuna i Pellerossa d'America e i Meridionali d'Italia. Questi furono chiamati “Briganti”, vennero trucidati, torturati, incarcerati, umiliati. Si contarono 266 mila morti e 498 mila condannati. Uomini, donne, bambini e anziani subirono la stessa sorte.

Processi manovrati o assenti, esecuzioni sommarie, confische dei beni. Ma noi Meridionali eravamo cittadini di uno Stato molto ricco. Il Piemonte dei Savoia era fortemente indebitato con Francia e Inghilterra, per cui doveva rimpinguare le proprie finanze.

Il governo della monarchia sabauda, guidato dallo scaltro e cinico Camillo Benso conte di Cavour, progettò la più grande rapina della storia moderna: cominciò a denigrare il popolo Meridionale per poi asservirlo invadendone il territorio: il Regno delle Due Sicilie, lo Stato più civile e pacifico d'Europa. Nessuno venne in nostro soccorso.                        Soltanto alcuni fedeli mercenari Svizzeri rimasero a combattere fino all'ultimo sugli spalti di Gaeta, sino alla capitolazione.
















I vincitori furono spietati. Imposero tasse altissime, rastrellarono gli uomini per il servizio di leva obbligatoria (che invece era già facoltativo nel Regno delle Due Sicilie); si comportarono vigliaccamente verso la popolazione e verso il regolare ma disciolto esercito borbonico, che insorsero. Ebbe così inizio la rivolta dei Briganti Meridionali.

Le leggi repressive furono simili a quelle emanate a scapito dei Pellerossa. Le bande di briganti che lottavano per la loro terra avevano un pizzico di dignità e di ideali, combattevano un nemico invasore grazie anche al sostegno delle masse popolari e contadine, deluse e tradite dalle false e ingannevoli promesse concesse dal pirata massone e mercenario Giuseppe Garibaldi.

Contrariamente partigianiad altre interpretazioni storico-meridionaliste, non intendo equiparare il fenomeno del Brigantaggio meridionale alla Resistenza partigiana del 1943-45. Per vari motivi, anzitutto per la semplice ragione che nel primo caso si è trattato di una vile aggressione militare, di una guerra di conquista violenta e sanguinosa (come è stata del resto anche la guerra tra fascisti e antifascisti), ma che ha avuto una durata molto più lunga (un intero decennio) dal 1860 al 1870. Una guerra civile che ha provocato eccidi spaventosi, massacri di massa in cui sono stati trucidati centinaia di migliaia di contadini e briganti meridionali, persino donne, anziani e bambini, insomma un vero e proprio genocidio perpetrato a scapito delle popolazioni del Sud Italia.






Una guerra che si è conclusa tragicamente dando inizio al fenomeno dell’emigrazione di massa dei meridionali. Un esodo di proporzioni bibliche, paragonabile alla diaspora del popolo ebraico. Infatti, i meridionali sono sparsi e presenti nel mondo ad ogni latitudine, in ogni angolo del pianeta, hanno messo radici ovunque, facendo la fortuna di numerose nazioni: Argentina, Venezuela, Uruguay, Stati Uniti d’America, Svizzera, Belgio, Germania, Australia, eccetera.


Ripeto. Se si vuole comparare la triste vicenda del Brigantaggio e della brutale repressione subita dal popolo meridionale, con altre esperienze storiche, credo che l’accostamento più giusto da suggerire sia appunto quello con i Pellerossa e con le guerre indiane combattute proprio nello stesso periodo storico, ossia verso la fine del XIX secolo.




Guerre feroci e sanguinose che hanno provocato una strage altrettanto raccapricciante, quella dei red indiannativi nordamericani. Un genocidio troppo spesso ignorato e dimenticato, come quello a danno delle popolazioni dell’Italia meridionale. Nel contempo condivido in parte il giudizio (forse troppo perentorio) rispetto al carattere anacronistico, retrivo e antiprogressista, delle ragioni politiche, storiche, sociali, che stanno alla base della strenua lotta combattuta dai briganti meridionali. In politica ciò che è vecchio è (quasi) sempre reazionario. Tuttavia, inviterei ad approfondire meglio le motivazioni e le spinte ideali che hanno animato la resistenza e la lotta di numerosi briganti contro i Piemontesi invasori. Non voglio annoiare i lettori con le cifre relative ai numerosi primati detenuti dalla monarchia borbonica e dal Regno delle Due Sicilie in vasti ambiti dell’economia, della sanità, dell’istruzione eccetera.




Né intendo in tal modo esternare sciocchi sentimenti di inutile nostalgia rispetto ad una società arcaica, di stampo dispotico e aristocratico-feudale, ossia ad un passato che fu prevalentemente di barbarie e oscurantismo, di ingiustizia ed oppressione, di sfruttamento e asservimento delle plebi rurali del nostro Meridione. Ma un dato è certo e inoppugnabile: la monarchia sabauda era molto più retriva, molto più rozza, ignorante e dispotica, meno illuminata di quella borbonica.

Il Regno delle Due Sicilie era indubbiamente molto più ricco, avanzato e sviluppato del Regno dei Savoia, tant’è vero che esso rappresentava un boccone assai invitante ed appetibile per tutte le maggiori potenze europee, Inghilterra e Francia in testa.








Tuttavia, questo è un argomento vasto e complesso che richiederebbe un approfondimento adeguato. Infine, concludo con una breve chiosa a proposito della tesi circa le presunte spinte progressiste incarnate dai processi di unificazione degli Stati nazionali nel XIX secolo e dello Stato europeo oggi.




Non mi pare che tali processi abbiano garantito un reale, autentico borghezioprogresso sociale, morale e civile, ma hanno favorito e generato quasi esclusivamente uno sviluppo prettamente economico. Voglio dire che l’unificazione dei mercati e dei capitali, prima a livello nazionale ed ora a livello europeo, o addirittura globale, non coincide affatto con l’unificazione e con l’integrazione dei popoli e delle culture, siano esse locali, regionali o nazionali. Ovviamente, le forze autenticamente democratiche, progressiste e rivoluzionarie devono puntare a raggiungere il secondo traguardo.







P.S.: Riconoscete il famigerato "brigante padano" raffigurato nella caricatura a destra ?

Mario Sotgiu e i suoi mille racconti: «Arzachena, una storia straordinaria»Il creatore del museo più piccolo d’Italia è il custode della memoria della sua città

Arzachena È più forte di lui. Anche quando dovrebbe essere il protagonista del racconto, Mario Sotgiu, il presidente dell’associazione “La ...