Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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13.10.05
Stop all'indignazione, via al virtual game politico.
Avete tutti visto «Virtual Attack», l'esercitazione di Milano e Roma, dove è stato messo in scena un possibile attacco terrorista, in modo che tutti (specialmente i terroristi) possano studiare bene cosa non ha funzionato. Se fosse una normale procedura di protezione civile, poco male. Ma sospettiamo che per il nostro governo abbia ben altro significato. Cioè la resa della politica alla logica militare, con un pizzico di nostrano terrorismo propagandistico. Meglio rassegnarsi al peggio che cercare di evitarlo, meglio la paura che il dialogo. Ma poiché tutti si sono divertiti un sacco (meno i cittadini) sono pronte altre esercitazioni e videogiochi ispirati alla realtà.
Rapinator numero due
La prima mossa virtuale di questa esercitazione è simulare che un cretino incompetente che ha già distrutto una volta l'economia italiana, possa tornare a guidarla. Questa sciagura riciclata, che chiameremo Tremont, allestisce una legge finanziaria che come al solito non tocca il patrimonio del capo e della gang, ma taglia le spese ai comuni, alle regioni, alla cultura, lascia crescere le bollette e debordare i falsi in bilancio. In questa esercitazione l'obiettivo primario è togliere le auto blu ai sindaci, mentre per dare il buon esempio il presidente del consiglio non userà più le auto blu, ma le farà tingere in fucsia.
Rome against rapinator
Anche la sinistra ufficiale fa la sua esercitazione, riunendo tutti a Roma contro la finanziaria e simulando che andare in piazza sia un diritto democratico. Il popolo di sinistra, stupito perché le chiedono di mobilitarsi anche senza Elton John, ci va volentieri. Ma qualcuno si chiede come mai in tutto questo tempo chiunque andava in piazza si sentiva dare del newglobal o del metalmekkanik. E se manifestare contro un governo che è il primo motore di illegalità, sia un problema di legalità, di decenza, o di sopravvivenza. Se insomma, la parola «legalità» sia un po' più complicata delle semplificazioni fatte anche da sinistra. L'esercitazione comunque ci sarà, anche se sarebbe stato meglio farne una al giorno in tutte le città e i paesi, fino alla scadenza elettorale. Ma si sa, a Roma c'è la copertura televisiva.
Save the president
Un premier vede i suoi amici e collaboratori finire uno per uno in galera o rischiare di andarci. Ha due opzioni: uno, dimettersi, ammettendo che ha violato le leggi e si è circondato di disonesti, oppure, due, cercare di truffare con leggi speciali. Purtroppo il tasto del videogioco che comanda l'opzione uno è bloccato e si può usare solo il tasto due. Nel videogioco (ovviamente ciò non può accadere nella realtà!) il premier, una legge per volta, riesce a depenalizzare o a mandare in prescrizione i suoi reati e quelli degli amici. Ma gli resta il labirinto col boss finale: Caesar Previti. Costui ne ha combinate tante che è difficile evitargli la condanna. La legge Salvacesare è difficile, e sulla sua strada ci sono mostri orribili come le togherosse, e guerrieri integerrimi come Follini, Casini, e anche un tale Toto Riina che dice: «allora anch' io». Riuscirà il presidente a salvare se stesso e i suoi amici? Comprate il gioco in tutti i negozi Fininvest.
Tiraemolla
Esercitazione di recitazione e simulazione politica. Un gruppo di ex-democristiani, portaborse e poltronofili, simula per un breve periodo di essere un gruppo politico autonomo, dotato di etica ferrea e capace di svincolarsi dal potere del malvagio Silvio. Parlano, gridano, giurano che mai e poi mai si piegheranno ai suoi diktat: poi l'esercitazione finisce, e il gruppo torna uggiolando a obbedire e incassare posti. Però è stato bellissimo: sai che brivido, per Follini parlare davanti a cinquanta microfoni, quando per registrare le sue balle basterebbe il verbale di un vigile?
Primarium certamen
Esercitazione-torneo nel quale la sinistra sceglie il campione che dovrà sfidare il campione avversario. Tutti sono a cavallo, meno Prodi che combatte sopra un Tir.
Kal Derool
Il barbaro Kal-Derool, il dentista di Dio, è l'eroe di un videogioco per palati forti e dentature sane. Aiutato da una tigre dipinta di verde che teneva nel giardino di casa, vaga per le lande di Padhania alla ricerca di mostri nemici quali islamici, culattoni e cittadini alfabetizzati. A colpi di mazza e trapano da dentista ne uccide a migliaia per arrivare fino alla Città Eterna e impossessarsi di Devolution, la spada che ha il potere di non far pagare più tasse. Kal-Derool entra nel palazzo reale, ma prima della stanza di Devolution e del boss Silvio, deve affrontare il mago Letta. Letta lo stordisce, gli offre un posto da ministro, un mazzo di sottosegretariati e un piatto di rigatoni con la pajata. Il terribile Kal-Derool, rivestito in un fracchettino verde, si rimangia tutto quello che ha detto. Resterà a Roma, a imparare il galateo di corte.
Uragano
Si simula con effetti speciali che un uragano distrugga una città americana. Il gioco consiste nel salvare tutti gli ospiti degli alberghi di lusso e lasciare a mollo i poveracci.
Virtual victory
Il wargame del momento. In una lontana terra mediorientale, si simula un bombardamento cosmico e si dichiara di avere vinto. Ma il paese precipita in un nuovo baratro, si continua a morire, e nessuno ha il controllo del territorio. L'esercitazione cercherà di far credere all'opinione pubblica, ai propri soldati e soprattutto agli iracheni che muoiono, che la vittoria c'è effettivamente stata, e che quella è la pace.
Intimidation
Gioco assai semplice e infantile ma di sicuro effetto. A ogni critica o rilievo rispondere « non ci lasceremo intimidire». Ultimamente l'hanno ripetuta tutti da Al Qaeda a Bush, da Berlusconi a Casini, da Castelli a Rutelli, da Luciano Moggi al cardinal Ruini. Vince chi riesce a dire tutto di un fiato: non ci lasceremo intimidire da quelli che non si lasciano intimidire da quelli che non si lasciano intimidire.
Sacrifice
Esercitazione in cui un commando di patrioti italiani entra nelle ville di Silvio ad Arcore e in Sardegna e gli porta via tutto. Il finto Partenone, i bronzi di Riace leopardati, i trecento water, le confezioni di pelo di orango e la scorta di orologi d'oro da regalare a Bush. E soprattutto, il libretto di assegni dei conti italiani e esteri triplicati. Così almeno ci rimette qualcosa anche lui.
Senza titolo 883
Ma che figure ci facciamo davamti all'opinione pubblica con questa news ? Peccato che non succeda con gli intellettuali ( quelli ufficiali ) , politici e gente dello show buinees ovvero con i potenti mentre chi sà perchè non succede con gli quelli scomodi ( come in questo caso ) o con i poveri cristi
Brescia, arrestato Ferlinghetti. “Macché poeta, è un clandestino” • da La Repubblica del 13 ottobre 2005, pag. 28
di Tiziano Cubani
Un giorno, forse, i due poliziotti bresciani protagonisti di questa storia la racconteranno ai loro nipotini. Ormai hanno capito chi è davvero quel signore con la barba bianca e l’aria simpatica che risponde al nome di Lawrence Ferlinghetti e che loro hanno arrestato, inflessibili, “in ottemperanza della legge sull’immigrazione Bossi-Fini”. Il fatto è accaduto ieri. Ferlinghetti era arrivato in Italia per partecipare a Trento a un incontro dal titolo “Oltre la Beat generation”. E’ la seconda volta in pochi mesi che il Prevert d’America – come l’ha definito Fernanda Pivano – viene in Italia. Recentemente era già stato proprio a Bresciaper un reading che aveva fatto impazzire il sindaco Paolo Corsini. Ma il grande rimpianto di quell’occasione fu per Ferlinghetti la mancata visita ai luoghi dei suoi genitori (Carlo Ferlinghetti, il papà, era della provincia di Brescia e aveva vissuto in città per qualche anno assieme con Clemence Alberatine Mendes-Monsanto). Mancanza di tempo, fu il motivo. Così questa volta il poeta si è organizzato, arrivando in Italia con alcuni giorni di anticipo. Insieme con l’organizzatore dell’appuntamento in Trentino Ferlinghetti si fa accompagnare in via Cossere, nel cuore della vecchia Brescia, una strada abitata quasi esclusivamente da anziani.Al civico 20 abitarono, un giorno, i suoi genitori. Il portone è chiuso. Comincia a suonare un po’ a caso ai citofoni, nella speranza che qualcuno apra. Esce un’anziana signora che non capisce una parola d’inglese. Lui le sorride, prova a spiegarsi ma quella niente. La donna a questo punto rientra in casa ma continua a tenere sotto controllo la situazione da dietro la finestra. Ferlinghetti comincia a scattare un po’ di fotografie, in attesa che qualcuno gli apra. L’anziana si insospettisce e chiama la polizia. Che arriva nel giro di dieci minuti. Gli agenti sono tranquilli. Chiedono i documenti. Stanno per lasciare andare i due quando si rendono conto che quello con la barba bianca è in Italia da otto giorni e non ha dato comunicazione ufficiale a nessuno. Inutili le grida dell’accompagnatore: “Fermi! Questo è Ferlinghetti”. La legge è chiarissima: in casi come questo devono scattare le manette, e poi “questo Ferlinghetti chi sarà mai?”. E così l’ottantaduenne Lawrence Ferlinghetti poeta beat diretto a Trento per una conferenza si è trasformato in Ferlinghetti lawrence immigrato irregolare diretto in Questura. Per sciogliere l’equivoco, qualche ora dopo, è dovuto intervenire lo stesso sindaco Corsini, chiamato dall’accompagnatore del poeta che si era fortunatamente ricordato del loro ultimo incontro bresciano.
Senza titolo 882
OCCHIO GENTE
ogni tanto mi vengono nuove idee o mi accorgo di errori ( nelle foto , do gramamtica , o nell'incomplettezza delle news , ecc ) e quindi aggiorno e visto che molta gente si è lamentata da oggi ho deciso che ogni qualvolta che faccio degli aggiornamenti vi avverto .
in questi giorni ho aggiornato : 1) quello su Lapo ; 2) quello sui reality ; 3) e aggiunto libri , canzoni ed altri riferimenti a quello sugli anni 60-80
Senza titolo 881
12.10.05
Senza titolo 880
Non ho molti pensieri oggi, forse..
Ecco alcuni spezzoni di alcune canzoni che da stamane ascolto ininterrottamente+ci sarebbe un sogno ad occhi aperti.. ma i sogni si postano altrove…
“Uno è il ritratto di me sotto il quale non c’è più il tuo cuore che osserva silenzio,
due labbra gravide che partoriscono lingue vestite di burro e d’argento,
tre corpi davanti a me che minacciano fiori cantando le lodi all’amore,
quattro tuoi petali rosa che bagnano d’aria le dita mie intrise di noia.
Cinque minuti d’assenza mi parlano di una banale invasione di scienza,
sei come il gioco più caldo del fuoco e più freddo del giorno che verrà domani,
sette secondi ed ho il tuo respiro capace di uccidere un uomo da dietro,
otto ed andrò a navigare in un cielo che parla ad un servo della sua morale.”
“Alzo lo sguardo e ad un passo da me sei tu ridente e instabile,
muovo le mani che neanche son mie, io non ti ferirò.
Sogno oro, vedo e attendo”
“Piccoli dettagli al buio che splendono,
colorano favole a cui non credo più... restano libere.”
“C’è da scegliere nuova immagine, non è più Settembre.
Io raccoglierò qualche foto in più, come farò sempre.”
“Un lembo di vita
mi cerca e si adagia su di me.
Cambiando i colori
di quello che ho avuto tranne te.
Non è che un istante d’immaginazione
che non c’è.
Mi osservo stupito per cosa ho perduto e perché”
“Prendo a calci te, io ti rovinerò tanto cosa me ne importa.
La tua vita è mia, la dimenticherò a stento.
Colpisci qui, vicino all’occhio.
Oh che male fa ma non commento,
non crescere all’ombra di un’idea,
capisci che è stata persa?”
“Sai di me anche più di me,
frasi nascoste in un angolo,
poi vola via il desiderio
di rimanere estasiato,
so che dirai vado via da te.”
“Leggo il tempo e vedo che
si scioglie al sole la mia inquietudine.
E non è, più non è
lo stesso cielo che ha urlato il mio stupore.
E non è, più non è
che il dolce amaro come volevi tu.”
“Gocce di gloria”
“Niente di me sembra comprendere
cosa non è impercettibile.
Colorerò sogni più tiepidi,
comprenderò cose invisibili. Oggi che sento il tuo sapore non mi muoverò,
sento odori che non saranno mai più vicini a me.
Oggi che sento il tuo profumo non aspetterò.
Il mio cuore non si spaventerà, sa che guarirò.”
Senza titolo 879
Come se non bastava la vicenda calisano adesso anche la vicenda Lapo . Oltre le trasmissioni di sia di uscio ad uscio porta a porta di Vespa e matreix di mentana , striscia e per foinire la la Nw di barzelette di super eva da cui ho tratto foto e testo ( e da cui con molta probabilità mi cancellerò visto il cinismo dimostrato in questa situazione ) ; FIAT" in latino vuol dire "Sia fatto". E Lapo Elkann pare abbia preso alla lettera il rilancio del marchio e "si è fatto" un po' troppo...(Grazie a Sandrino per la segnalazione) ; Ad un party esclusivo, pieno di VIP, Lapo Elkann avvicina Francesco Totti e gli chiede:- Scusa, che c'hai la coca ? Francesco, sorpreso dalla domanda, risponde:- No... a casa mia cucina mi' madre...
E' disponibile in tutti i concessionari la nuova Grande Punto "Elkann" con aspirapolvere (aspira la polvere più fina). Disponibile fino ad esaurimento (o ricovero).
Lapo Elkann, affettuosamente chiamato dagli amici "El Kannabis", ha saputo rilanciare il marchio automobilistico italiano con riuscitissime imprese di marketing. A breve annuncerà l'uscita della nuova Punto Turbo con overdose (al posto del più banale overboost).
E i discorsi al bar che oggi al bar ho sentito del tipo : "era meglio se morivano tutti, il frocio (lapo) e quei trans..."che schifo !!. stanno davvero infrangendo tutti i limiti del buon gusto facendo diventare la satira \ l'ironia cinismo . Infatti ironizzare su una persona in prognosi riservata non è una gran bella cosa, ma a parte questo, posso capire che facendo parte della nostra classe dirigente , economica ( come in questo caso ) e culturale\ sociale l'opinione pubblica abbia il diritto -- anche se io cerco il più possibile di non giudicare quelli che fanno gli altri perchè :<< ( ...) credo che non è giusto giudicare >> coem dice il personaggio del film radio freccia di Ligabue << perchè comunque non puoi sapee un cazzo dela vita degli altri >> ( per chi fosse interessato al dialogo integrale lo trova : o qui per eseguirlo subito oppure : qui solo l'url dell'elenco dei dialoghi del film è il secondo in lista ) -- di indignarsi sul fatto che sia un cocainomane o peggio tossico . Allo stesso modo anche per i suoi gusti sessuali i quali , pero', credo facciano comunque parte del mondo privato ed inviolabile di un individuo. che me ne frega se va con i transessuali, ma soprattutto, che
cazzo cavolo gliene frega a loro ? . Quell'intervista "a tradimento"al travone trans sul marciapiede mi ha sinceramente schifato e disgustato .Infatti ciascuno di noii ( compresa anche quella categoria di gente di cui parlavo prima ) ha , o meglio dovrebbe avere , il diritto di vivere la propria vita sessuale " perversa " o " normale che sia purchè questa non sia imposta a gli altri . in particolare in maniera ipocrita e falsamente bacchettona da gente dello show buinees o politici di entrambi gli schieramenti che si dicono difensori dei "valori tradizionali " ( leggi opposizione al referendum di giugno e opposizione a divorzio e aborto e ai pacs ) e poi invece fanno il contrario come chiedere l'annullamento del proprio matrimonio alla sacra rota per potersi sposare in chiesa ... .;. Si potrebbe continuare all'infinito ma preferisco fermarmi qui per evitare denunciae e querele perchè anche se molti fatti ( vedere dagospia o i giornali, non solo quelli di gossip ) sono di npubblicoi dominio ma si sa che il potere in tutte le sue forme e varianti non solo quelle politriche non ama ( se non quando è necessario per farsi pubblicità o usare il metodo parnem et circenses ) che si parli della propria vita privata . Concludo riportando questa frase finale tratta dal solito ng sulla tv ( it.media.tv ) -- da me citato più volte in argomenti \ post del genere -- Enzo Paolo : << anche le emorroidi non dovrebbero sconfinare dalla sfera strettamente privata. Benchè sia una patologia diffusa, c'e' chi la vive con tranquillità, ma c'e' pure chi la considera ancora un tabu' e quindi qualcosa di cui vergognarsi. Era dunque il caso di sputtanare una persona per un problema fisico ? Anche se tale problema puo' essere meno grave di altri, ho sempre ritenuto vomitevole ironizzare sugli handicap altrui >>. . Concludo questo mio post facendo mia la proposta di Marco travaglio su bananas ( rubrica del quotidiano , purtroppo solo cartacea unità ) del 13\10\2005 :<< premesso che per quantoi ci riguarda , i vizi privati dele persone dovrebbero restare privati . Premesso che ha ragione Furio Colombo , quando invita i voyer del mezzobustismo televisivo a lasciare in pace LapoElkann , paolo Calissano e tutti quelli come loro . Premesso che i fatti privati diventano pubblici solo quando qualche ricopre cariche pubbliche . Ecco, premesso tutto questo ci permettiamo di segnalare qualche spunto a " porta a porta " e " matrix " casomai fossero fossero a corto di argomenti e volessero insistere sul filone droga e vip per rissollevare un po' i loro deprimenti indici d'scolto . Potrebebro occuparsi (,,,) >> Potrebbero occuparsi del caso Martello pusher del ministero dele finanze e amico di del vice ministro dele finanze fgianfranco miciche ( trovarte qui qualcosa per chi lo avesse dimenticato o non lo sapesse ) ; oppure a di quello che è successo al figlio di dell'utrie di come è stato archiviato e di cui nessuna tv e nessun giornale ( salvo il giorno --- di cui trovate qui l'articolo --- il corriere dela sera e l'unità ) ha parlato chisa perchè ; delle le telefonate fra marcello dell'm utri e e mangano in particolare quella del febbraio 1980 in cui si parla di "un cavallo " da portare in albergo e di cui parla borsellino nell'ultimna intervista prima di morire Paolo Borsellino qui alcune e risposte significative in merito oppure per il testo integrale e nopn censurato \ epurato da rainews 24 lo trova qui Non credete a quello che vi dicono! Leggete voi stessi il decreto d'archiviazione del 3 maggio 2002 del gip di Caltanissetta per le stragi Falcone e Borsellino dopo le indagini su Berlusconi (Alfa) e Dell'Utri (Beta) (in formato PDF, dal sito www.societacivile.it ) . << ( ...) ora siamo certi che i due campioni dela libera informazione due scavezzacollo coem Vespa e Mentana , daranno presto il giusto spazio all'episodio .. L'audience è assicurata >> Con questo è tutto
Senza titolo 878
TRENO
Non sono una persona che viaggia spesso e quando mi trovo su un treno provo sempre una sensazione particolare… che è quasi profeta di avvenimenti straordinari, ed è un’idea di libertà e di riscatto. Più i viaggi sono lunghi e più questa sensazione acquista intensità. E’ strano, perché ogni volta, seduta su quel sedile affianco al finestrino, quello che accade non è niente di reale, è solo un lavorare concitato della mente. E quando scendo cosa succede? Niente di quello che avevo avvertito o pensato laboriosamente. Però rimane il fascino del viaggio, del buonumore dell’andata, della malinconia del ritorno. Rimane il fatto che spero sempre che qualcosa cambi e però ho sempre bisogno di un altro viaggio…
Senza titolo 877
olio su tela di Fabio Maria Turrini
La neve dell’anima
ha fiocchi di baci
nell’ essenza di chi ricorda.
I resti di un amore
- gocce di rugiada -
addensate d’illusione.
Ti ho detto addio
ed ora piango lungo i viali
del mio vivere.
Mai giungerò al tuo cuore,
perché sono l’amore stesso
con saette di dolore
nella scorza del cuore.
Verserò lacrime,
spargerò il mio tormento
come un bambino lasciato solo
in un favola stinta.
______________
Silvana
11.10.05
Senza titolo 875
Oggi ad Ostia è morto Sergio Citti, l'ultimo testimone della Roma di Pasolini. Lui e Pier Paolo si erano conosciuti a Ponte Mammolo, quando l'artista vagava per borgate, cercando di catturare l'anima di una città.
E cominciò la collaborazione: come Virgilio con Dante, Sergio guidava Pasolini per la strade e per i cuori della Periferia, insegnandogli la lingua ed il pensiero di un popolo diseredato.
Divenne regista. Fuggì a Fiumicino, perseguitato dal peso della vecchiaia. E ora lo immagino a chiacchierare con il vecchio amico, raccontandogli le storie e le leggende di Borghetto Gordiani
Senza titolo 874
Una passeggiata nel bosco ( la parte superiore ) della mia cittadina . Una delle prossime volte postero anche la parte bassa con il viale e le panchine
a volte e camminando nella natura che si trovano le idee migliori oltre mens sana in corpore sano . solo prendendoti qualche pausa ( e in questo momentio ne avevo bisogno dovevo rimettere ordine nella mia vita \ opeepera d'arte ) in solitario riesci ( almeno e per me ) a riflettere e ad allenarti e
Ci vuole un fisico bestiale
Luca Carboni
Ci vuole un fisico speciale
per fare quello che ti pare
perché di solito a nessuno
vai bene così come sei
Tu che cercavi comprensione sai, comprensione sai
Ti trovi lì in competizione sai, competizione sai
Ci vuole un fisico bestiale
per resistere agli urti della vita
a quel che leggi sul giornale
e certe volte anche alla sfiga
Ci vuole un fisico bestiale sai, speciale sai
anche per bere e per fumare sai, fumare sai.
Ci vuole un fisico bestiale
perché siam sempre ad incrocio
a sinistra a destra oppure dritto
il fatto e' che e' sempre un rischio
Ci vuole un attimo di pace sai, di pace sai
di fare quello che ci piace sai, mi piace sai
Come dicono i proverbi
e lo dice anche mio zio
mente sana in corpo sano
e adesso son convinto anch'io.
Ci vuole molto allenamento sai, allenamento sai
per stare dritti contro il vento sai, contro il vento sai
Ci vuole un fisico bestiale
per stare nel mondo dei grandi
e poi trovarsi a certe cene
con tipi furbi ed arroganti
Ci vuole un fisico bestiale sai, speciale sai
anche per bere e per fumare sai, fumare sai
ci vuole un fisico bestiale
o il mondo e' un grande ospedale
e siamo tutti un po' malati
ma siamo anche un po' dottori
e siamo tutti molto ignoranti sai, ignoranti sai
ma siamo anche un po' insegnanti sai, insegnanti sai
Ci vuole un fisico bestiale
perché siam barche in mezzo al mare.
Luca carboni 1992
Senza titolo 873
01.15:
"C’è da scegliere nuova immagine, non è più SETTEMBRE.
Io raccoglierò qualche foto in più, come farò sempre."
La laurea di un’amica
La stanchezza della sera prima,passata in un locale alquanto chic per me ma con la rimpatriata di amici e incontri con altri compagni dell’ISA
Meltin’pot e Max Mara
Mi ha mentito?
Forse di nuovo un IPERTESTO?
Un bagno caldo
Una sensazione bellissima lasciatami
Le ca****e di un film demenziale e ti chiedi: ma come cacchio le pensano certe cose?
È notte, metto le cuffie, ascolto DEASONIKA e scrivo ciò che sento…
Non importa il tempo…
10.10.05
Senza titolo 871
ATTIMI DI VITA
Tacita
come immagine lontana
Foglie morte
che il vento trascina via.
Ascolto…
solo il battito del mio cuore
che si perde
in desideri
ormai distanti…
spenti
per sempre.
Attimi di esistenza,
- paura -
Anima imprigionata da barricate
egoismo e spietatezza
malinconia, lacrime, sconforto
- attimi cercati -
nella scia dell’essere.
incisi nei ricordi
…senza fine
______________
Silvana
Senza titolo 870
CHE FREDDO ABBBIAMO GIA' ACCESSO IL CAMMINO E SIAMO AD OTTOBRE FIGURIAMOCI COSA SARA' L'INVERNO .
FOTO DEL MIO CAMINO
Senza titolo 869
dalla nuova del 10\10\2005
Con i laboratori di Guspini torno a casa e apro bottega
Li chiamano “Laboratori di transizione” e sono unici in Sardegna e in Italia. Un’esperienza analoga è stata attivata solo a Bologna e ha per nome “Le botteghe di transizione”. A Guspini questi “laboratori” sono una bella realtà produttiva partita due anni fa, bisognerebbe clonarla in tanti altri villaggi dell’isola dei nuraghi. Gli amministratori non si sono limitati a creare zone artigianali e industriali confidando poi nel “si arrangi chi può”. No, sono stati ostetrici di impresa, hanno consegnato chiavi in mano un locale di tot metri quadrati a chi era in grado di produrre. E poco importa che sforni mobili, coltelli o ripari la carrozzeria delle macchine. Può anche occuparsi di verde pubblico e privato ma anche di cablaggio multifilo e di automazione industriale. L’importante è accumulare fatturato, contribuire a mettere in moto la macchina lenta dell’economia. Meglio ancora se a far richiesta di questi laboratori sono emigrati di ritorno. Sì, perché a Guspini gli emigrati tornano a casa e si industriano mettendo su bottega. Non staranno vita natural durante in questa pianura dominata dalla collina di Urràdili, nella zona detta Cortes’e Muccu. Firmano un contratto di cinque anni, pagano l’affitto, poi dovranno lasciare il posto ad altri imprenditori. E se apriranno un negozio, un’officina all’interno del paese riavranno il 70% del canone versato nel quinquennio. Il sindaco, Francesco Marras, 45 anni, diploma di assistente sociale, emigrato tra l’Olanda e la Lombardia prima di vincere un concorso per vigile urbano a San Gavino, è soddisfatto di questa scelta: «L’amministrazione, da sempre, crede nella validità del creare posti di lavoro produttivi, il Comune deve sostenere e incoraggiare chi vuol fare impresa e anche la consegna di un locale attrezzato è utile. Chi più a lungo sta nei laboratori comunali più paga. Noi ci auguriamo che tra qualche anno ci siano nuovi arrivi, abbiamo già oggi alcune richieste. Anzi, ne siamo convinti: perché gli imprenditori che si sono insediati in questi laboratori, dopo il rodaggio e la messa a punto, sono decisi a transitare verso attività autonome». E per il futuro? «Abbiamno avviato un progetto per realizzare altri laboratori, ne faremo tredici, la richiesta c’è e noi dobbiamo assecondarla». I “Laboratori di transizione” sono nati con i fondi del primo Pip (Piano di insediamenti produttivi) decollato in Sardegna e sono rappresentati da un grande edificio a due piani nella zona di Cortes’e muccu, sulla strada verso San Nicolò d’Arcidano. All’interno diversi stand, uno per ogni azienda. C’è di tutto, a dimostrazione della versatilità di chi ha voglia e capacità di creare impresa. I fratelli Simone e Matteo Muscas, 33 anni il primo 28 il secondo, hanno un laboratorio di falegnameria e sono soddisfatti. «Il lavoro non manca, è importante essere professionali e puntuali nelle consegne». Simone ha lavorato in Piemonte e in Emilia dove si occupava di panfili e barche: «A Torino presso la Azimut, a Rimini presso il cantiere navale della Sagittarius off shore. Ero addetto alle rifiniture, ai trafori delle plancie. Qui ho imparato la precisione, la cura dei dettagli, è stata un’ottima scuola. Appena ho saputo di questi laboratori messi a disposizione dal Comune sono rientrato al volo». È emigrato di ritorno anche il fratello Matteo, andato a cercar reddito in Toscana, alberghi e trattorie, pulizia di camere e aiuto in cucina. Vicino ai Muscas falegnami c’è innovazione tecnologica con la”Elettrosolar System” di Marco Marongiu, 51 anni. Qui lavora la figlia Marcella, 22 anni, qualifica di operatrice elettronica conseguita all’Ipsia. «Papà era in cassa integrazione dopo aver lavorato per anni nella Sarda Telecomunicazioni, alla Sielte e alla Catel. Dopo il licenziamento è andato nella penisola dove fu impiegato in una ditta che costruiva impianti di fibra ottica. Questo laboratorio gli ha ridato fiducia e le commesse arrivano, c’è da sgomitare con la concorrenza ma siamo fiduciosi».
Un’altra falegnameria, quella di Davide Porta, 35 anni. «Ho lavorato per vent’anni nella bottega di Gianni Lampis, poi presso la Iter di Giovanni Ruggeri che commercia in legnami. E adesso l’attività in proprio cogliendo al balzo questa occasione offerta dal Comune. Faccio ciò che i clienti chiedono: dalla camera da letto alle cucine, da qualunque tipo di mobile alle scale interne alle abitazioni». Nello stesso filone c’è “Ambiente Casa”, di Denise Fanari, 31 anni. Anche lei è un’emigrata di ritorno: «Ho lavorato per dieci anni in Emilia, a Sassuolo, nel polo della ceramica più intraprendente del mondo. Ero in un’azienda che commercializzava piastrelle in tutte le regioni italiane ma soprattutto verso il Regno Unito e la Francia. È stata un’esperienza importante, mi ha fatto crescere, ho visto l’organizzazione del lavoro su scala industriale e mi è stata molto utile per l’attività che ho avviato adesso. È molto importante che nei nostri paesi riprenda vigore l’artigianato perché è in grado di favorire animazione economica a tutti i livelli». Old e anche new economy. Anche se restiamo sempre nel lavoro manuale, artigianale, ma con una marcia in più, orientata verso i mercati nazionali ed esteri. Onorio Caponi ha 37 anni, a scuola si è fermato alla terza media ma ha frequentato un’ottima pratica aziendale: «Sono entrato nel 1990 in un’azienda di cablaggi, ho frequentato contemporaneamente alcuni corsi di specializzazione a Ivrea ed eccomi qui a Guspini, alla Procol Srl, l’amministratore delegato è Maurizio Ciardelli. Ci occupiamo di cablaggi multifilo». Dove e come vengono utilizzati? «Solo per fare alcuni esempi: per i flash delle macchine fotografiche, per macchine che producono filati, per i quadri elettrici, per le strutture dei bancomat, dei computer, dei telefonini». Altro laboratorio e altra attività tradizionale. Questa è una carrozzeria per veicoli industriali, si fanno riparazioni e sostituzione di vetri, «dai tir all’utilitaria, lavori anche a domicilio», spiega Anacleto Vacca, 36 anni. Lavorava in Corsica, soprattutto tra Aiaccio e Bastia, «ma finalmente sono potuto rientrare a Guspini, questa opportunità non poteva essere sprecata, mi trovo bene, mi auguro di restarci il minor tempo possibile per consentire ad altri di avviare la propria impresa». Un po’ di creatività ha fatto sorgere “Cart’Idea” bottega dove si fa produzione e vendita di scatole di cartone. Forse è l’aziendina più giovane, nata a maggio per iniziativa di Andrea Nicola Cappai, 33 anni. «Facevo un lavoro analogo da un mio zio, sul viale Monastir di Cagliari, sto cercando di acquisire nuovi clienti, il packaging è abbastanza richiesto, gli spazi ci sono, mi auguro di poter crescere per poter creare anche un solo posto di lavoro, ne sarei strafelice». Ed è decollata anche la “Comart” di Marino Pilloni, tecnico di contabilità aziendale. Un altro emigrato di ritorno è Roberto Sibiriu, 46 anni: «Ho collezionato vent’anni di lavoro in Lombardia, soprattutto nell’hinterland milanese. Ero assunto da una ditta specializzata in isolamenti termici e acustici, in coibentazioni. Ero partito nel 1977 e sono rientrato nel 1996. Per un po’ mi sono guardato attorno e adesso ho colto la palla al balzo facendo partire la IsolSib, che sta per isolamenti Sibiriu. Lavoro anche l’alluminio, il rame, ho già due collaboratori. Questo è un settore dove si può crescere anche all’interno di questa nuova Provincia ma senza disdegnare lavori dovunque mi vengano richiesti». Non poteva certo mancare una specialità, anzi un’eccellenza locale. Ed ecco il laboratorio della “Coltelleria artigianale Guspinese” che ha innovato in Sardegna in questo settore che arriva la lontano. I titolari sono due signori di 46 anni, Efisio Spiga e Pietro Cossu. Quest’ultimo commercializzava i coltelli made in Italy, a Scarperia presso Firenze e a Maniago in provincia di Pordenone. Si è chiesto perché mai doveva vendere solo i cortelli prodotti oltretirreno. «Così ho deciso di metter su la bottega per fare anche da noi una produzione di tipo artigianale ma in serie. Naturalmente facciamo anche i pezzi interamente a mano, ci muoviamo insomma in base alle richieste del mercato. La produzione media è di 35 pezzi al giorno, all’anno arriviamo a duemila, abbiamo punti di vendita a Santa Teresa di Gallura, ad Alghero, e poi vendiamo direttamente ai negozi, senza intemediari». Le cose vanno bene. Tanto che in questo laboratorio a lavorare sono già in tanti. C’è Maura Dessì, mamma di due figli, prima di indossare la tuta blu di questa bottega ha frequentato un corso comunale di coltelleria. Con lei ci sono Giancarlo Piccioni, 26 anni, diploma di ragioneria e il fratello Antonello, geometra. Giulio Fanari è l’artista che disegna le sculture sui manici o sulle lame, è uscito dal liceo artistico di Cagliari, ha seguito un corso di intaglio sul legno”. C’è dell’altro. Giuseppe Pilloni e Cristiano Bimbati gestiscono la “Umc” attivandosi nell’automazione industriale. C’è una cooperativa, la “Viviverde” nata nel 2002 con quindici soci ridotti ora a nove. Leader del gruppo è Renato Forte, 49 anni, ex cassintegrato dell’Enichem di Sarroch, ex emigrato in Lombardia tra Milano e Como dove ha vissuto dodici anni. «Anche qui nel campo del giardinaggio c’è tanto da fare, si tratta soprattutto di far capire che il decoro urbano è necessario quando il decoro della casa del singolo cittadino. Il lavoro non ci manca, speriamo di poter consolidare la nostra attività». Nella stessa zona di “Cortes’e muccu” c’è anche un imprenditore - Adis Scopel di 57 anni - che osa già per conto proprio con un suo laboratorio privato. È un mastro birraio giunto in Sardegna da Seren del Grappa in provincia di Belluno. Figlio di una famiglia contadina, diploma all’istituto professionale per birrai, ha lavorato prima alla Pedavena, poi è stato tre anni in Germania, a Monaco presso la Hoffbraeuhaus, alla Kronen di Leverkusen nella Renania settentrionale, poi a Francoforte alla Henninger. Nel 1973 lo adocchia l’Ichnusa che aveva già lasciato lo stabilimento cagliaritano di via Bacaredda per traferirsi a Macchiareddu. E qui Scopel passa dodici anni come responsabile della produzione. Fino a quando decide di mettersi in proprio. Prima a Capoterra, adesso a Guspini «dove l’acqua è più abbondante e qualitativamente superiore». In omaggio all’epopea mineraria ha creato la “Birra Montevecchio”, venduta solo in spina. «Uso l’acqua locale, il malto d’orzo che acquisto a Pomezia dal gruppo Peroni, il luppolo che mi arriva dalla Germania o dalla Cecoslovacchia e il lievito dalla Germania. A Capoterra facevo la birra Dolomiti, ora nel nome l’ho sardizzata, e le cose mi vanno bene, l’attività mi consente di vivere». La birra “Montevecchio” viene offerta anche ai visitatori delle miniere del bacino di Guspini-Arbus. A proporla ai turisti è Ivano Quartu, 46 anni, leader della cooperativa “Promoserapis”, ex emigrato che ora parla bene inglese, tedesco, fancese e spagnolo. Faceva la guida turistica anche a Londra, in Svizzera, ha lavorato alle Seychelles dell’Oceano Indiano per la società On Time, è stato anche a libro paga di Franco Rosso. Ed ora eccolo qui a sperare che il Parco geomineraio diventi una realtà. Questa zona dove oggi sorgono i “Laboratori di transizione” ha una sua storia. Risale ai primi anni dell’Ottocento quando la panura di “Urràdili” era una palude. Un prete progressista di Santulussurgiu, Giovanni Antonio Carta, dottore in Legge, fu prima arrestato e poi esiliato a Guspini perché ritenuto un sobillatore. Anche qui continuò la sua missione cristiana e laica: aiutare i poveri, far prosciugare la palude, realizzare canalizzazioni, si lavorava con i carri a buoi. Bonificata la zona il vicerè ne rivendicò i beni ma “Predi Carta” vinse la causa e i terreni restarono ai contadini che li avevano migliorati. Sono questi i terreni dove oggi sorgono i “Laboratori di transizione”. Con un pioniere: Predi Carta.
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progetti della nuova task force del comune di Osilo «Pronti a trasformare il paese» «Edilizia, artigianato e turismo i nostri fiori all’occhiello»
L’idea è sicuramente ambiziosa ma si riassume in tre parole: trasformare il paese. Nasce da una presa di coscienza collettiva e carica d’allarme sulle condizioni attuali di Osilo lungo due versanti basilari: il fortissimo decremento di popolazione - da seimila a tremilacinquecento abitanti in pochi decenni - e la scarsa visibilità nel territorio. La voglia di “rivoluzione” è venuta a un gruppo di giovani soprattutto, di diversa appartenenza politica: la nuova maggioranza che da metà maggio governa il Comune va dai Ds a Forza Italia, fino ad An. Il sindaco - Nanni Manca - appartiene alla Margherita. «Il coinvolgimento del paese ci rincuora - dice -. Con le forze esterne tentiamo di fare grandi cose, senza di loro potremmo essere solo un’amministrazione mediocre. La collaborazione dei cittadini, nessuno escluso, è la base principale per ottenere buoni risultati». -Il primo obiettivo? «L’edilizia. Da decenni non si può costruire: fin dal 1967 sul nostro paese esiste il vincolo della Sovrintendenza. Sono passati quasi quarant’anni. Noi cercheremo di sbloccare questa situazion». -Ma come, se c’è ancora il vincolo?«Trovando spazi fuori dal centro storico, nelle zone di espansione contrassegnate burocraticamente con la lettera C.» -Che significa visibilità, per voi?«Tornare al centro dell’attenzione attraverso l’offerta turistica alternativa a quella del mare-spiaggia. Abbiamo un bel bacino di utenza che è la città di Sassari, la vicinanza al mare di Castelsardo, di Alghero e della costa di Valledoria. Ai turisti siamo in grado di offrire cultura, ambiente, paesaggio, castello, valle dei mulini, tradizioni equestri, costumi». -E anche formaggio di qualità. O sbaglio?«Noi abbiano ancora venticinquemila pecore. L’idea del formaggio a marchio dop (di origine protetta) era nata dieci anni fa. Nel 1998 avevamo stanziato dei soldi. Oggi abbiamo un consorzio con pochi produttori di cui il Comune è socio, però manca la promozione del nome di Osilo. Ci vogliono le vetrine commerciali. Vetrine di marketing. Oggi le chiamano alla francese, boutiques». -Un’altra delle perle di Osilo una volta si chiamava artigianato. Oro e pietre di pregio. Oggi?«Ancora, perché no? Abbiamo una fortuna, la presenza corposa di artisti in vari settori, dalla lavorazione del legno a quella dell’oro e delle pietre, fino alla pittura e alla creazione di coltelli antichi. Ottime manualità. Anche i nostri artigiani-artisti hanno bisogno di un supporto, ma il privato deve metterci del suo, non può aspettare solo il Comune». -Si parla tanto di turismo, però chi sale fin qui non trova neppure un albergo.Purtroppo è vero. La nostra idea forte è offrire una seppur minima capacità ricettiva. Per mangiare ci arrangiamo, per dormire ancora no. Lavoriamo per la prossima stagione: avremo una ventina di posti-letto come albergo diffuso. Offriremo pacchetti di due-tre giorni, comprenderanno un giro per le bellezze del paese e delle frazioni. Abbiamo acquisito delle case sotto il castello, arriveremo a cinquanta posti-letto». -Questo d’estate. E per l’inverno? Fa freddo, qui.«Pensiamo agli studenti universitari. A Sassari l’Ersu ha molte difficoltà e si rivolge ai paesi limitrofi. Noi abbiamo dato la disponibilità per i mesi invernali. D’estate nei vari pacchetti turistici metteremo questi alberghi». -Agriturismi?
«Ne abbiamo due, ma non dànno alloggio. Sono aziende agricole. I tempi debbono ancora maturare, forse. C’è, in verità, qualcuno che pensa ai bed and breakfast. Se lo fa uno e funziona, probabilmente gli altri seguono». -San Lorenzo, Santa Vittoria, le tanto decantate frazioni. Quali sogni cullate?«Abbiamo bellezze che molti ci invidiano. Purtroppo alcune tra queste attrattive oggi sono impraticabili o invisitabili. Lo diciamo a malincuore, a partire dal castello, un bel pezzo di storia. La valle dei mulini è unica. Ma dalle domus de janas alle tombe dei giganti fino alle chiese campestri, si registra un abbandono completo. Con una sola eccezione: il restauro di un mulino a Santu Larentu. Lo ultimeremo entro l’anno. Dobbiamo partire da un minimo di fruibilità». -Come?«Creando un percorso unico che abbracci tutto o privilegiando gli itinerari tematici: archeologia, ambiente, mulini. Oggi il nostro castello è pieno di erbacce, il turista non trova nulla all’infuori del bellissimo panorama che si può godere dalla cima. Ma non siamo con le mani in mano: il nostro Comune partecipa ad un progetto europeo, Interreg 3 A, transfrontaliero, con la Corsica e la provincia di Livorno tramite la Comunità montana dell’Isola d’Elba. Con noi ci sono altri sette paesi: Codrongianos, Ossi, Putifìgari, Romana, Tissi, Uri e Usini». -Alla fine dell’Ottocento il poeta nuorese Sebastiano Satta cantava i cavalli di queste alture.«Da una quindicina d’anni la passione antica è tornata in auge. Anche troppo, dice qualcuno. Ma l’unico luogo in cui la si può coltivare è l’agriturismo di Antonello Ruiu. Però abbiamo un comitato tecnico equestre, se ne occupa l’assessore Salvatore Sechi: dobbiamo costruire una struttura per tutto l’anno». -Vi è stato difficile formare la lista? «No, a parte qualche momento di confronto. Ma non sulprogramma, su quello erano tutti d’accordo: gli ostacoli venivano dalle appartenenze politiche. Ma li abbiamo superati, siamo persone serie, ci conosciamo bene. All’esterno contiamo su gruppi di giovani che fanno un grande lavoro dal punto di vista sociale. Il nostro obiettivo è di dare risposte a questi ragazzi». -Con quale spirito un sindaco giovane come te affronta la “summa dementia” di occuparsi della cosa pubblica?«Uno spirito combattivo, fatto di grande volontà e di buona consapevolezza: questo lavoro duro farà bene al paese. Dobbiamo dare risposte ai nostri elettori. Siamo però convinti di una cosa: non c’è amministrazione comunale al mondo che possa fare bene senza l’aiuto determinante dei cittadini. In questi cinque mesi di governo quello che stiamo dando ce lo contraccambiano con gli interessi. Oltre centotrenta persone collaborano con noi ogni giorno, a costo zero, con invidiabile spirito di sacrificio. Sappiamo di non essere soli». Lo diceva già Aristotele, nella “Politica”: l’uomo solo o è un dio o è un animale selvatico.
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«Un posto per il nostro pecorino nel paniere dell’Euromediterraneo»
OSILO. Nanni Manca ha 37 anni ed è sposato con una ragazza di Fonni, Graziella Piras, che gli ha dato due figli: Alessandro di due anni e mezzo e Marco di otto mesi. Fa una battuta: «Dobbiamo pur combattere il decremento demografico». Funzionario di un’azienda privata, non sa cosa sia il politichese: pane al pane, formaggio al formaggio. Nello specifico, è lecito modificare la forma dell’antico modo di dire, senza chiamare in causa il vino: la caseificazione è un antichissimo sapere osilese. Sapere unanimemente riconosciuto e oggi rinvigorito dalle possibilità di mercato. La più fresca tra le buone notizie viene da Bra, dalla mega fiera del formaggio che si è tenuta dal 16 al 19 settembre: «A Bra, con l’assessore all’agricoltura Pulinas, siamo andati per capire cosa potevamo portare a casa». Ma il viaggio in Piemonte aveva anche lo scopo di stare «vicini ai ragazzi del consorzio che forse negli ultimi anni erano stati trascurati e quindi hanno gradito molto la nostra presenza». L’altro aspetto fondamentale - per Nanni Manca - «è che abbiamo lavorato su tre fronti: il primo con Slow Food, il secondo con una rivista specializzata nel settore dei formaggi, Cheese Time, il terzo riguarda un inizio di rapporti con l’Ersat. C’era il capo, professor Benedetto Meloni». Di Slow Food esistono nove presidi in Sardegna, più uno o due in fase di costituzione. Ancora il sindaco: «Slow Food non ha una struttura che funziona, in Sardegna. I presidi si incontrano nelle fiere, pochissime volte all’anno, senza un coordinamento vero. Non c’è un’associazione che li tenga uniti almeno per promuoversi a livello di presidio. Come Slow Food, hanno fatto un bel lavoro in Veneto, dove un presidio si è fatto capogruppo, costituendo l’associazione regionale».Nanni Manca vorrebbe fare la stessa cosa in Sardegna? Risposta: «Noi ci siamo candidati a farci promotori di incontri preliminari per arrivare all’associazione regionale. Loro sono entusiasti perché finora non avevano grandi contatti con la nostra amministrazione comunale e quindi si lavorava con il consorzio ma solo per il tempo limitato e le possibilità ridotte che i nostri ragazzi avevano». Con la rivista Cheese Time, rivela il sindaco, «specializzata nel settore e curata da Stefano Mariotti, abbiamo iniziato un lavoro che si è concluso proprio pochi giorni fa in Sardegna. Mariotti è venuto ad Ollolai lo scorso fine settimana per il Fiore Sardo, in occasione di Cortes Apertas. Gli abbiamo chiesto di prolungare la sua visita di qualche giorno, ha fatto dei filmati e delle interviste ad Osilo con l’obbiettivo di farci aderire a una loro iniziativa: realizzare un dvd che dovrà essere oggetto promozionale e commerciale anche attraverso la catena di ristorazione. Mariotti scriverà su questa rivista, poi realizzerà i dvd, ce li darà e noi li promuoveremo». Capitolo Ersat. E’ sempre il sindaco a spiegare: «Con il professor Benedetto Meloni abbiamo iniziato un rapporto che fino a ieri non esisteva, parole sue. All’Ersat chiederemo l’assistenza tecnica per la valorizzazione del consorzio del formaggio pecorino. Abbiamo trovato un obbiettivo comune, per il quale ci siamo impegnati entrambi: inserire il pecorino di Osilo nel paniere dell’Euromediterraneo: una vetrina agroalimentare di tutte le regioni che si affacciano sul nostro grande mare». Quello di cui si ripete da sempre che separi il dire dal fare. E qui verrà il bello, ma il sindaco di Osilo è quel che ai tempi di Antonio Gramsci si sarebbe detto un ottimista della volontà
Senza titolo 868
PRIMARIE DELL'UNIONE 2005
QUANDO SI VOTA
Domenica 16 ottobre 2005 dalle ore 8 alle ore 22, senza interruzione. -Tutti i cittadini residenti che alle prossime elezioni voteranno per la Camera dei Deputati
CHI PUO’ VOTARE e COME SI VOTA.
- I giovani che compiranno il 18°anno entro il 13 maggio p.v.
- Gli immigrati residenti da 3 anni, che si siano registrati in appositi elenchi entro il 10 ottobre.
- Gli studenti o i lavoratori fuori sede, che si siano registrati in appositi elenchi entro il 10 ottobre.
E’ necessario:
- recarsi al seggio corrispondente alla propria sezione elettorale
- esibire un documento di identità e la tessera elettorale
- sottoscrivere il "Progetto dell’Unione"
- versare almeno 1 Euro come contributo alle spese per la Primaria
- tracciare una croce sul nome del candidato prescelto o nella casella posta accanto al suo nominativo.
Per vedere dov'è il seggio relativo al tuo comune e alla tua sezione elettorale (è scritta sulla tessera elettorale) andate su http://www.unioneweb.it/index.php/tessera
Ricordo che i candidati per cui si può votare sono:
Fausto Bertinotti (Rifondazione)
Romano Prodi (Ulivo)
Ivan Scalfarotto (Indipendente vicino ai movimenti, ma non troppo...)
Simona Panzino (Rappresentante dell'area dei Disobbedienti)
Antonio di Pietro (Italia dei Valori)
Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi)
Clemente Mastella (udeur, ma se dovete votare Mastella state a casa che è meglio ^_^)
VOTA PER CHI VUOI, MA VOTA!
Arrivederci dolce Pier Paolo...
"Io vi dico è stato meglio lasciarci, che non essersi mai incontrati..." De Andrè
Sono le ventuno circa,a rai tre Lucarelli sta parlando del delitto Pasolini...vedo quel volto così bello e delicato sfigurato da quelle bestie che l'hanno ucciso...sento Montale che grida che in un secolo di poeta ne nasce uno e uno solo e Pasolini era quello e ce l'eravamo fatto portare via,sento i maligni che sputano fango....ma soprattutto sento le lacrime che mi bagnano il viso e una sconfinata tristezza...addio dolce Pier Paolo,perdona un'Italietta che non sa difendere i suoi eroi,perdona questa "meretrice",che troppo spesso affoga in misteri mai risolti e in indignazioni presto dimenticate...
A Pa'
di Francesco De Gregori
- Non mi ricordo se c'era la luna
E né che occhi aveva il ragazzo
Ma mi ricordo quel sapore in gola
E l'odore del mare come uno schiaffo
A Pa'
C'era Roma così lontana
E c'era Roma così vicina
E c'era quella luce che ti chiama
Come una stella mattutina
A Pa'
A Pa'
Tutto passa, il resto va
E voglio vivere come il giglio nei campi
Come gli uccelli del cielo campare
E voglio vivere come i gigli dei campi
E sopra i gigli dei campi volare .
Buon inizio settimana...
tu ascolti i miei passi che s'avvicinano,
mentre la tua letizia si raccoglie
nei primi albori del mattino
ed erompe nell'esplosione di luce.
Più mi accosto a te, più profondo diventa
il fervore nella danza del mare.
Il tuo mondo è uno spruzzo di luce
che si diffonde, colmandoti le mani,
ma il tuo cielo è nel mio cuore segreto;
esso schiude lentamente
le sue gemme in timido amore.
Che il sole vi riscalda il cuore ♥ per una settimana meravigliosa...
Un bacio soffiato nel vento che vi arriva in diretto al cuore !!!
Melina
Senza titolo 867
Se prima il mio rapporto con i reality show era d'indifferenza ( come la famosa canzone the great song off indifference di Bob Geldof ripresa e tradotta dai modena ciity ramblers , e di pietà e compassione verso quelli che vi parrtecipano ( in buona o malafede ) idem per queli ( compreso il sottoscritto ne parlano per quello che ne sentono al telegiornale per non essere visti , quando stranno zitti -- la maggior parte dele volte -- come " marziani " dalla compagnia in cui escono o che li guardano ( ci sono caduto anch'io ) per motivi sudetti o perer evadere o rilassarli , ma meglio farsi una canna che rincitrulliersi con cqueste cazzate boiate o starsene zitti in silenzio con se stessi e suscitare lo stupore del resto della compagnia copme mi è capitato di recente ad una festa \ spuntino dove quasi tutti parlavano dell'isola dei famosi . . Spinto anche dai motivi sudetti ho visto : 1) il grande fratello I per curiosità di vedere come certe persone reagivano all'esperimento di essere sorvegliati 24 su 24 da una telecamera come nel romanzo 1984 di george orwell e perchè imposto da gli altri coinquilini e perchè la sera dopo le lezioni in facoltà e lo studio se stanco e non hai voglia di fare " guerre" per la tv ; 2 ) la prima edizione dell'isola dei famosi perchè m'ero fratturato la gamba non avevo voglia di leggere e vedere roba seria che mi facesse rifflettere e pensare . ma poi visto l'importanza ( di cui ho parlato altre volte nel corso di questo blog ) che vengono date dai media a queste cazzate boiate rispetto a news più importanti e nel vedere sentire nei locali e fra amici che non si parla d'altro che di questo ho incominciato ad odiarli sempre più , specialmente dopo aver visto la puntata "Una casa subito" (Stagione 14 - Episodio 5) \ Titolo originale: "Helter Shelter" ( trovate qui trama e ulteriori dettagli sulla puntata in questione ) dei simpsons in cui si faceva un paroddia dei reality che in america sono peggio di noi ; e dopo aver ricevuto nell'email ( giuseppe@censurati.it ) del sito gemello questo articolo che trovate sotto il testo , sono arrivato a considerarli ( salvo quello di campioni il meno falso e pompato dai media e il meno di " plastica " da quel poco che ho potuto vedere mentre aspettavo che dessero i simpsons ) come una specie di raccolta differenziata d'isulto all'intelligenza umana -- se ancora ne è rimasta -- ( scusate i paragoni ma non non sono riuscito a trovarne un termine migliore ) fatta di gente dello spettacolo e dello show business che invece di rimanere sull'onda del successo o con il silenzio ( ovvero al tecnica di comparire il meno possibile in maniera che la gente si chieda che fine ha fatto e faccia pressioni su chi fà programmi tv per riaverlo o magari se faceva delle trasmissioni come si deve richiamarlo senza d'esse ) o rimettersi in gioco come fanno nella tv Adriano Celentano , Diego Cugia , Renzo Arbore , nella musica Julian cope solo per citare i più importanti e più noti e non si venbdono allo show buinees ( o almeno in maniera cosi sfacciata come alcuni : << [...] Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni\voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni... \ Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, \un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate! [...] >> cit l'avelenata di Guccini ) . Non riesco trovare altre parole per esprimere il mio disgusto , il mio sdegno davanti a tale news che non tiene conto dei sacrifici del sud del modo che un tempo fino agli ultimi 50 anni erano anche io nostri , lascio quindi la parola all'email di cui ho parlato prima
-- Original Message -----
From: eugenio.melandri eugenio.melandri@tele2.it
To: Giusy Baioni ; africa@liste.beati.org
Sent: Wednesday, October 05, 2005 5:03 PM
Subject: [africa] protestiamo contro la talpa
Quando ignoranza e cattivo gusto si fondono, allo salta fuori la talpa. E' un programma televisivo di cui ho visto solo una decina di minuti, incuriosito dopo aver ricevuto una mail che diceva di boicottarla e di sommergerla di lettere di protesta. E' un “reality” (si chiamano così?) che si svolge, provate a dire dove? In Africa. Esattamente in Kenia. Ci sno i nostri divi i quali se ne vivono tranqillamente in Africa in un ambiente lussuoso e se ne stanno a perdere tempo ad usao dei telespettatori.Già la scelta dell'Africa, un contiinente dove le tragedie si assommano alle tragedie, dove esiste gente povera che fa fatica a vivere, appare come una scelta di cattivo gusto. I nostri signorini a fare il loro spettacolo dal vivo, se ne stiano in Europa o vadano negli USA. Non in Africa dove la loro presenza è offensiva in se stessa.Ma ad aumentare ancora di più lo schifo è stata la gara fatta due settimane fa. Ai concorrenti è stato chiesto – sentite bene – di traccannare 60 litri di acqua nel minor tempo possibile. Se si tiene conto del propblema grave dell'acqua in Africa, allora a questo punto non si può tacere. Vorrei invitare i nostri amici di “Chiama l'Africa a inviare lettere di protesta”.Una formuula potrebbe essere questa:Vi scriviamo in merito a une delle ultime puntate del programma “La Talpa” di cui casualmente e purtroppo ci è capitato di vedere una puntata. In particolare vorremmo porvi la seguente domanda: chi è la persona che ha avuto l’idea, di inserire tra le attività da far svolgere ai partecipanti del programma, quella di bere 60 litri d’acqua, considerando il fatto che il suddetto programma viene girato in AFRICA, laddove milioni di persone muoiono per non aver accesso all’acqua potabile?Il 2003 è stato l’anno internazionale dell’acqua, anno in cui nel nostro paese sono state organizzate molteplici iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su questo problema, in particolare sui conflitti in corso per le risorse idriche in diverse parti del mondo (tra cui il Kenia, come si può leggere nel documento qui sotto riportato) e sulla carenza delle suddette risorse che sta causando l’agonia di molti paesi poveri, soprattutto africani.Il vostro programma rappresenta un insulto per tutte le persone che soffrono di queste gravi guerre e carestie.Il vostro programma veicola il messaggio che il Nord del mondo possa continuare a bere fino a VOMITARE, sfruttando quanta più acqua possibile (più del necessario) quando in altre parti del mondo ci sono popolazioni che muoiono per la mancanza di tali beni.Ci auguriamo che la produzione del vostro programma prenda coscienza non solo della gravità dell’atto che ha compiuto mostrando quelle immagini, in quel particolare contesto, ma anche della estrema ignoranza e insensibilità dimostrata davanti ai telespettatori Con la speranza che la televisione diventi uno strumento, se non “educativo”, almeno “decente” nei messaggi da essa veicolati e augurandoci che questi messaggi non cadano nel vuoto, vi preghiamo di leggere con attenzione l’articolo in seguito riportato . Tratto da questo sito http://snipurl.com/ibdh Kenia: la guerra dell’acqua Hanno causato più di 70 morti gli attacchi dello scorso 12 luglio a Torbi, nel distretto settentrionale di Marsabit, in Kenia. Secondo quanto riferito dalla polizia, ci sono almeno 20 bambini tra le vittime del massacro. Dieci assalitori, invece, sono stati freddati durante un conflitto a fuoco con le forze di sicurezza. Secondo le fonti della Croce Rossa keniana, riportate da IRIN, almeno altri 18 sarebbero i feriti ricoverati nell’ospedale più vicino al piccolo villaggio. Robert Kipkemoi Kitur, assistente commissario del locale distretto di polizia, ha affermato che gli aggressori apparterrebbero all’etnia Borana. Non c'è ancora sicurezza sui numeri della carneficina. Alcune fonti, arrivano a contare almeno 95 vittime, smentendo i dati diffusi dalla polizia. Le forze di sicurezza, in seguito al raid, hanno comunque messo in moto una vasta operazione, riuscendo a recuperare molta della refurtiva razziata durante l’attacco. Secondo le notizie diffuse dalla Misna, le indagini delle autorità hanno già portato a risultati importanti. Sette individui armati sono stati fermati in queste ore: due di questi sarebbero coinvolti nel massacro della scorsa settimana. Antiche rivalità Quello del 12 di luglio è solo uno dei tanti massacri consumati in questi mesi in Kenia, quasi sempre per lo stesso motivo. Quelle dei Gobra e dei Borana sono due comunità di pastori tra le tante che condividono una terra estremamente arida e che più di una volta si sono travate a combattere per lo sfruttamento delle risorse: i pascoli e le fonti idriche sono i motivi principali di ostilità tra le tribù. Si sono generate così le faide che hanno portato il numero degli assassinati a lievitare di parecchio negli ultimi tempi. L’elenco compilato dall’agenzia IRIN è impietoso: 22 mlorti a marzo negli attacchi al villaggio di El Golicha e altri 20 in un precedente scontro etnico tra Murule e Garre. Ancora 14 morti sono il tragico bilancio di un altro scontro in gennaio. In particolare, secondo quanto riferito dall’agenzia Afrol, gli assalti di marzo nel nord-est del paese sono stati particolarmente cruenti. Le fonti UNICEF, citate nel rapporto, riferiscono di un accanimento particolare con armi da fuoco e da taglio nei confronti dei bambini e dei più giovani. Una sorta di rabbiosa pulizia etnica, insomma, sempre per la stessa ragione: accaparrarsi qualche pozzo in più. Un Fiume di rifugiati L’effetto collaterale più deleterio di questa serie interminabile di attacchi è la marea di profughi che abbandona le proprie case in cerca di rifugio dai possibili attacchi.Secondo le dichiarazioni dei portavoce della Croce Rossa keniana, riportate dalla IRIN, più di 9000 persone sarebbero fuggite dai villaggi più isolati dopo le uccisioni di martedì scorso. Gli sfollati, radunatisi per etnia, cercano scampo dalle pallottole e dalle lame delle opposte fazioni accampandosi nelle vicinanze di presidi della polizia. La Croce Rossa ha chiesto un contributo di circa 700 mila dollari per riuscire a sfamare coloro che hanno lasciato i villaggi e che , molto spesso, non hanno più alcun mezzo di sostentamento. Alcuni, infatti, si sono visti sottrarre preziosi capi di bestiame, rimanendo con un pugno di mosche in mano, in attesa che cessino per sempre le brutalità. Indirizzi a cui rivolgersi:triangle@triangle.it (produzione del programma) e italia1@mediaset.it eugenio
>>
Rileggendomi qesta email non so che altro dire \ aggiungere e quindi mi sembra giusro anzi opportuno chiudere qui anzi che dire cose ripetitive e magari inutiliche non aggioungono niente di più a quanto ho già detto con le mie impressioni e nel riportarer questa emaiil . Unica frase , che mi sento di aggiungere è tratta da un vecchio spot ormai non più trasmesso in tv per ovvi motivi e percle conseguenze recondite che avrebbe per il potere politico e culturale scusate la ripetizione ma quando ci vuole ci vuole è meditate gente meditate gente alla prossima sempervoster cdv
p.s
scusate se non metto fotro ma non ne ho trovato di adatte e di metterne una dei reality facendogli pubblicità gratuita o meglio da cassa di risonanza non mi andava
Le note che ci tengono in piedi
C’è qualcosa nella musica che non riusciamo a spiegare davvero. Possiamo dire che rilassa, che dà energia, che consola. Ma in realtà fa un...
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Come già accenbato dal titolo , inizialmente volevo dire Basta e smettere di parlare di Shoah!, e d'aderire \ c...
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iniziamo dall'ultima news che è quella più allarmante visti i crescenti casi di pedopornografia pornografia...
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