Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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25.4.06
Senza titolo 1257
Milano vi manda il suo cuore / il vento delle pianure / le sue nevi / bianche di tanti morti, di tante case / il lungo inverno in cui attese / l’ora e l’urlo della riscossa / Vi manda la sua bandiera rossa / il cielo d’aprile / le fabbriche difese ad una ad una / la gioia che l’invase / d’esser viva e libera nel mondo./ Milano vi manda il suo cuore / compagni./ E batte sull’Europa, questo cuore / batte sull’Italia / sveglia i morti / sveglia i vivi nel cielo d’Aprile
Alfonso Gatto, «Rinascita» 1945
Senza titolo 1256
Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettari e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita
24.4.06
Donne nella Resistenza
Partigiane: 35.000 - Patriote: 20.000 - Gruppi di difesa: 70.000 iscritte - Arrestate, torturate: 4.653 - Deportate: 2.750 - Commissarie di guerra: 512 - Medaglie d'oro: 16 - Medaglie d'argento: 17- Fucilate o cadute in combattimento: 2.900
Donne che sono state attivamente al centro degli eventi e che
la Storia , quella con la esse maiuscola, ha deciso di ignorare per troppo tempo. Eppure, se si pensa che il numero complessivo dei partigiani è valutato in circa 200.000 persone, si può vedere che le donne rappresentarono circa il 20% del movimento per la resistenza.
La politica, la guerra e le armi…cose da uomini! Così, all’indomani della Liberazione, a sfilare per le strade delle città italiane furono solo gli uomini. Le donne si limitarono a sventolare i fazzoletti tricolori e a ballare sulle note dei nuovi motivetti che arrivavano dall’America. Come se il sacrificio delle partigiane che si erano prodigate per combattere contro il fascismo e il nazismo fosse stato cancellato con un energico colpo di spugna dalla memoria pubblica e istituzionale repubblicana. La storiografia della Resistenza fu imperniata, fino alla metà degli anni ‘70, ad esaltare le imprese eroiche e gli aspetti militari della lotta partigiana, negando visibilità all’universo femminile, ugualmente coinvolto nella resistenza. A loro fu concesso uno spazio esiguo, subalterno e secondario, come se il fatto di non aver impugnato le armi avesse in qualche modo attenuato l’importanza del ruolo svolto. [continua a leggere]
Senza titolo 1255
APPUNTi DI VIAGGIO
Su bartali
La vita Una breve biografia del campione.
Le vittorie Giro d'Italia, Tour de France, corse a tappe...
Galleria fotografica Alcune delle sue foto più note.
Hanno detto di lui testimonianze online nei giorni della sua scomparsa.
- http://www.ciclomuseo-bartali.it/
- http://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Bartali
sul ciclismo
- Il Ciclismo nella rete
I link ai migliori siti dedicati alla storia di questo sport, gli eventi, i campioni, i ricordi.
Senza titolo 1254
A rendere più sicuro il viaggio occorre provvedere l’equipaggiamento necessario alle mani e ai piedi. Bisogna coprirci i piedi, perché le spine di questa vita, che sono i peccati, non ci danneggino.
Ci occorrono perciò calzature robuste (che fuor di metafora sono le austerità e le mortificazioni), capaci di spezzare la punta delle spine, di impedire cioè che il peccato penetri nell’anima fin dagli inizi, quando cioè si presenta in forma attraente ed entra in noi furtivamente.
Una tunica lunga fino ai piedi e chiusa tutt’intorno non pare molto adatta per un viaggio, che Dio vuole condotto speditamente.
Essa dovrebbe essere interpretata come il simbolo delle piacevoli comodità della vita che la retta ragione, al pari di una fascia attorno ai fianchi, deve cercare di ridurre al minimo indispensabile.
Questa fascia è la saggezza. Il bastone, destinato a tener distanti i cani, rappresenta invece le parole della speranza cui ci appoggiamo nelle stanchezze dell’anima e con ie quali ci difendiamo dai rabbiosi assalti dei nemici.
23.4.06
Senza titolo 1253
Convocazione nazionale gruppi RnS
22.4.06
Ultime ore
Senza titolo 1252
Financial Times, 21 aprile
21.4.06
Senza titolo 1251
Sono 18 le militanti del gruppo "Granny Peace Brigade", la brigata delle nonne della pace, che negli Stati Uniti, a New York, sono sotto processo per aver tenuto una "condotta disordinata" durante una manifestazione contro la guerra in Iraq. Hanno tutte tra gli 80 e i 90 anni e rischiano due settimane di carcere. Ad ottobre organizzarono un sit-in di fronte ad un centro di reclutamento militare bloccando il traffico. (Agr)
20.4.06
Senza titolo 1250
RICOMINCIA.....
Se sei stanco e la strada ti sembra lunga,
se ti accorgi che hai sbagliato strada,
...Non lasciarti portare dai giorni e dai tempi, Ricomincia.
Se la vita ti sembra troppo assurda,
Se sei deluso da troppe cose e da troppe persone
...Non cercare di capire il perché, Ricomincia.
Se hai provato ad amare ed essere utile,
Se hai conosciuto la povertà dei tuoi limiti,
...Non lasciar là un impegno assolto a metà, Ricomincia.
Se gli altri ti guardano con rimprovero,
Se sono delusi di te, irritati,
...Non ribellarti, non domandar loro nulla, Ricomincia.
Perché l'albero germoglia di nuovo dimenticando l'inverno,
Il ramo fiorisce senza domandare perché,
E l'uccello fa il suo nido senza pensare all'autunno,
Perché la vita è speranza e sempre ricomincia...
19.4.06
Senza titolo 1249
ASPETTANDO
LA LIBERAZIONE
@
CAMMARONE
Aspettando la liberazione quest’anno raddoppia!
Lunedì 24 aprile 2006, live set con:
SUPER REVERB (rock’n’roll)
KYUURI (female rock from Emilia)
ROIPNOL WITCH (female rock from Emilia)
CHILD FROM HELL (stoner punk)
HOPESEND (metal)
ASHRAM (metal)
Sabato 29 aprile 2006, dj set con:
CESKO + CORDELLA from APRES
LA CLASSE
SKAKKOMATTO from SKA IN TOWN
MR MOON from CUCUWAWA
Entrambi gli appuntamenti si terranno, a partire dalle h 17, e per 10 ore di fila !, presso il CAMMARONE, incantevole area ricavata attorno ad un caseddhu, sulla provinciale Taviano-Torre Suda, naturalmente ad ingresso libero!
Vuoi arrivare al CAMMARONE? Segui fiaccole e frecce!
18.4.06
Rew
...ho schiacciato il tasto REW...
e in questo viaggio indietro nel tempo
però
c'è questo presente che si mescola
e fa riflettere
questo specchio dell'anima
al quale non mi sottraggo
e che certamente
è punto di partenza e punto d'arrivo
è punto di non ritorno
Senza titolo 1248
INCARICO AL PIU' PRESTO A ROMANO PRODI
E' stata lanciata in rete una raccolta di firme di singoli cittadini e di associazioni di base a sostegno di una Petizione nazionale (vedi allegato) rivolta al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, affinché - nel pieno rispetto del dettato costituzionale - dia al più presto l'incarico di formare il governo a Romano Prodi.
Se condividi l'iniziativa ti chiediamo tre cose:
a) invia la tua adesione con nome, cognome e città a:
incaricoaprodi@libero.it
b) promuovi il passaparola telematico
c) promuovi anche l'adesione di associazioni, comitati, organizzazioni di base ecc ecc
Segui e sostieni la petizione sui siti www.welfareitalia.it , www.welfarelombardia.it e www.welfarecremona.it
Grazie per l'attenzione.
PETIZIONE DI CITTADINI ED ASSOCIAZIONI
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI
Carlo Azeglio Ciampi
Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale
Roma
Signor Presidente,
corrisponde ai più alti interessi della nostra democrazia l’esigenza da Lei espressa di voler concludere nel pieno rispetto della prassi istituzionale un settennato condotto con grandissimo equilibrio ed altissimo senso dello Stato. Per questi sette anni gli italiani devono ringraziare la Sua grande statura morale, politica e istituzionale.
In forza di questa nostra convinzione sentiamo l’urgenza di rappresentarLe una stringente necessità, che noi viviamo sia come cittadini sia in quanto associazioni, ma che siamo sicuri incontri anche gli interessi fondamentali del nostro amato Paese.
L'Italia é una grande nazione democratica ed é in grado di affrontare tutte le prove che le si parano davanti. La complessiva situazione economica, sociale, morale e politica - interna ed internazionale - esige però che il nostro Paese entri al più presto nel pieno della propria funzionalità istituzionale.
In assoluto adempimento del dettato costituzionale, verificati i tempi tecnici, una volta eletti i Presidenti dei due rami del Parlamento e i Presidenti dei Gruppi parlamentari, le nuove Camere saranno nel pieno delle proprie funzioni. A quel punto non ci sarà alcun impedimento istituzionale a che Lei possa iniziare le consultazioni e conferire l’incarico per la formazione del nuovo governo.
Per questo, con la presente petizione, chiediamo rispettosamente a Lei di voler affidare al più presto l'incarico per la formazione del Governo all'on. Romano Prodi, leader della coalizione che ha legittimamente vinto le recenti elezioni politiche
17.4.06
Senza titolo 1247
immagini del piccolo ucciso regalate al funerale oggetto di compravendite La famiglia insorge: "Rispettare il dolore, stop ai traffici"
Foto e pellegrinaggi, no degli Onofri
"Basta all'horror show su Tommaso"
PARMA - "Ci repelle l'idea di un 'horror show'". I genitori di Tommaso, Paolo Onofri e Paola Pellinghelli, intervistati da Sky Tg24, hanno criticato aspramente quanto sta accadendo nei luoghi che hanno segnato il triste percorso della scomparsa del loro bimbo. Le fotografie del piccolo distribuite durante il funerale e fatte stampare dalla famiglia pare che siano attualmente oggetto di compravendita tra collezionisti del macabro. Mentre diversi "turisti dell'orrore", come sono stati ribattezzati, si recano in lugubri pellegrinaggi davanti alla cascina di Casalbaroncolo, dove è avvenuto il sequestro, o sulla sponda del fiume Enza, dove è stato ritrovato il corpo del bambino, per scattare foto da inviare agli amici.
"Ci è giunta voce da più parti - ha spiegato nell'intervista Paolo Onofri - di un uso dell'immagine di nostro figlio a scopo commerciale. Le immagini che abbiamo fate stampare sono state regalate, che questo diventi un business, sia per rispetto al nostro dolore che per rispetto a nostro figlio, non lo vogliamo accettare. Qualora venissimo a sapere che qualcuno ha lucrato sull'immagine di Tommaso, avvertiremo immediatamente la Guardia di finanza". Dopo le iniziali 50.000 copie, gli Onofri hanno fatto stampare altre 60.000 foto di Tommaso distribuendole a chi porta un fiore alla cascina di Casalbaroncolo.
Saputo dei pellegrinaggi nei pressi della cascina, Paolo Onofri ha commentato gelido: "Facevano la foto del luogo dove è stato trovato Tommaso per mandare gli auguri di Pasqua". "Io mi auguro che sia una bufala - ha aggiunto la moglie Paola Pellinghelli - ma se fosse vero, invito queste persone a usare il buon senso, se ce l'hanno". La coppia ha anche ringraziato per gli attestati di solidarietà ricevuti dal Papa e dal presidente della Repubblica, inviando un messaggio al presidente Ciampi per bocca della signora Pellinghelli: "Una cosa al Presidente della Repubblica vorrei dirgliela: bisogne cambiare le leggi. Se ci fosse stata una legge più rigida, probabilmente Tommaso sarebbe ancora con noi".
Senza titolo 1246
The Guardian, 12 aprile
16.4.06
Senza titolo 1245

come ho già spiegato nel mio blog(visitami!) ho pensato di organizzare per l'imminente festa dell'arte uno stand basato sul tema di woodstock: Pace & Musica...che ne pensate? Avete qualche suggerimento al riguardo?please comment!
PS Buona Pasqua a tutti!
Senza titolo 1244
| Una copertina di un recente albo di Spiderman. � Marvel. | |
I fumetti hanno da sempre una doppia vita: cultori e gli appassionati li considerano alla stessa stregua di opere letterarie; per i lettori occasionali e per certi tipi di pubblici, invece, sono e rimangono soltanto dei divertenti quanto innocui passatempi poco impegnativi.
Una recente ricerca, per�, sembra avvalorare una nuova tesi: i fumetti sarebbero un'ottima risorsa per capire e interpretare la realt� e - oltretutto - non sarebbero cos� innocui come li si dipinge.
I fumetti, e in particolare quelli che narrano le gesta dei supereroi, sarebbero uno specchio della societ� in cui sono stati creati. E sarebbero stati usati anche come mezzo di propaganda e di sottile manipolazione dell'opinione pubblica.
L'affascinante ipotesi � stata avanzata in uno studio pubblicato nell'ultimo numero di Political Psychology, pubblicazione della International Society Political Psychology, un'associazione statunitense che analizza le interrelazioni tra i processi politici e quelli psicologici.
Specchio delle mie trame. La ricerca ha evidenziato l'esistenza di analogie tra certe tematiche presenti nei fumetti e le problematiche presenti nella realt�. � risultato oltremodo chiaro che in situazioni di crisi economica, instabilit� politica e periodi bellici i supereroi abbiano molto di pi� da fare, e le paure e il sentimento di minaccia provocato dalla instabilit� sociale sono riflessi totalmente nelle vicende raccontate dalle strisce.
I comics, quindi, si animano di episodi di violenza piuttosto crudi a cui i supereroi devono porre rimedio.
Che storia! I fumetti raggiungono la loro maturazione e identit� come mezzo espressivo attorno al 1917. A partire da questi anni, soprattutto negli Stati Uniti, il genere vive un periodo d'oro. Nascono personaggi storici come Braccio di Ferro, Felix the Cat, Topolino (e a seguire tutta la banda disneyana), Betty Boop e Buck Rogers. A questa schiera di fumetti �familiari�, si contrappone il filone dei supereroi, che nascono tra gli anni trenta e quaranta.
Personaggi quali Flash Gordon, l'Uomo Mascherato, Superman,�Mandrake e Prince Valiant vengono alla luce proprio a cavallo tra i due conflitti mondiali.
Con l'entrata in guerra degli Stati Uniti, i fumetti diventano anche strumento di propaganda, dando modo ai loro autori di prendere posizione. Si sviluppa un genere definibile "ultrapatriottico" (Captain Marvel) che simboleggia la cosiddetta "Justice Society of America�.
tratta da www.focus.it
15.4.06
Giuda Iscariota
Senza titolo 1241
Io ho trovato queste informazioni sul sito internet di Porsche....magari a qualcuno puo' interessare...
Giro Rapido e' una manifestazione riservata a coloro che vorranno scrivere un racconto sul tema del viaggio.Giro Rapido non è un concorso, ma una selezione a carattere nazionale, con sei prove eliminatorie in altrettante città e una finale che si terrà nella Comunità di San Patrignano. Il racconto che sarà giudicato il migliore in assoluto sarà pubblicato sul mensile Gente Viaggi, mentre l’autore sarà gratificato con un viaggio offerto da Porsche Italia. I 20 racconti più meritevoli saranno pubblicati in un libro dal titolo Giro Rapido e potranno essere presentati nell’ambito della rassegna Cinque sensi d’autore in varie città italiane.
Riviera del Brenta, motonave Burchiello – 25 maggio; Desenzano del Garda, Le Terrazze – 31 maggio; Roma, battello Agrippina (Isola Tiberina) – 9 giugno; Napoli, Caffè Gambrinus – 12 giugno; Genova, Jolly Hotel Marina al porto vecchio – 20 giugno; Milano, Scimmie (chiatta sul Naviglio) – 23 giugno; Ospitaletto di Coriano, Comunità di San Patrignano – 29-30 giugno
Per richiedere la scheda di adesione contattare la segreteria organizzativa: attivita.culturali@porsche.it, fax 0498706831.
Senza titolo 1240
fonte google news del 15\4\2006
| Incastra l'assassino e viene ripudiata | ||
| Fa arrestare l'assassino della studentessa di Partinico dal quale era stata aggredita anche lei. Il fratello la ripudia, il datore di lavoro la licenzia |
Per 'premiarla' del suo coraggio, il fratello, dopo averla spinta a ritrattare, le ha incredibilmente voltato le spalle ripudiandola, e il proprietario del bar in cui lavorava l'ha licenziata. Il giorno dopo la svolta nelle indagini, parla la donna di 38 anni, rivendica il diritto di puntare il dito contro il suo aggressore e ad avere una vita normale. «Ho fatto la cosa giusta. Ora vorrei che anche gli altri la facessero. Voglio continuare a lavorare, facendo le mie piccole cose. Nulla di più».
L'esame del Dna eseguito dai carabinieri del Ris di Messina, ha consentito di risolvere il giallo dell'uccisione di Roberta Riina. Dagli accertamenti erano emersi elementi a carico dell'uomo arrestato pochi giorni fa con l'accusa di violenza carnale. Zanini, aveva diversi precedenti penali per reati di tipo sessuale. È addirittura accusato di avere usato violenza tre anni fa sulla nonna ottantenne. Per questo motivo, da allora, era rimasto in attesa di perizia psichiatrica e di sentenza, libero di aggredire e di uccidere. Fino alla sua ultima aggressione.
Ma già nel 2003 per i carabinieri era un soggetto «pericolosissimo, capace di qualunque delitto e che può tornare a commettere reati». L'allarme però cadde nel vuoto.
«Non ho esitato a denunciare quell'uomo - aggiunge la vittima - i miei genitori sono morti e mi terrorizzava l'idea che quell'uomo potesse ancora andare in giro, che potesse riprovarci una seconda volta. Questa volta, magari, ammazzandomi. E quando lo hanno arrestato, mi sono sentita libera, come se la mia vita ricominciasse».
Adesso vive in una casa famiglia: «Qui mi vogliono bene e mi sento protetta. Sto provando a recuperare la mia serenità. Ogni tanto penso a Roberta, alla sua fine orribile e ingiusta. Oggi però bisogna essere contenti: quell'uomo è in galera».
A suo favore è scattata una grande mobilitazione. Il commissario di polizia, Carmine Mosca, ha convinto il datore di lavoro a riassumerla, mentre il sindaco Giuseppe Motisi assicura: «Siamo pronti a difenderla e ad aiutarla in tutti i modi».
Quindi ex e nuove femministe datevi da fare i vostri diritti ( vedere sconfitta al referendum del giugno 2005 e le ultime dichiarazioni del Pontefice sui pacs ) vengono sempre di più rimesse indiscussione svegliatevi finchè siente in tempo
La bambina e il vento, ovvero del viaggiare controcorrente
La bambina e il vento, ovvero del viaggiare controcorrente
Una mattina come tante, nel corso di un anno come tanti, in un mondo come tanti, la bambina decise di uscire per fare una passeggiata, in modo da aprire i suoi piccoli occhi sul grande mondo. Uscì e si ritrovò all'aperto dove tirava un forte vento, un vento così forte da trascinarla via. Lei non aveva mete. Avrebbe potuto seguire la forza del vento e lasciarsi trasportare in qualche luogo senza opporre resistenza: sarebbe stato facile. E invece la bambina, indispettita dalla violenza del vento, si oppose con tutte le sue forze e scelse la sua direzione per scoprire le meraviglie del mondo. Il vento non le dava tregua, per ogni piccolo passo doveva fare ricorso a tutte le sue energie, e a volte le sembrava di non farcela. La bambina continuava ad incedere con fatica, stremata dalla continua violenza del vento, ma non si arrese e non tornò indietro, e non cambiò idea. Più il vento si ostinava ad osteggiarla e più la bambina andava avanti con il suo intento. Ad un certo punto, avendo fatto un bel percorso ed avendo visto le meraviglie del mondo, la bambina stramazzò al suolo esausta, ed il vento le chiese: «Bambina, non sarebbe stato meglio per te seguire la mia corrente? Avresti visto molto di più e adesso saresti fresca e riposata. Perché non hai voluto seguire il percorso che ti suggerivo?». E la bambina rispose: «No, non sarebbe stato meglio! Se ti avessi seguito io non saprei chi sono. Se mi fossi lasciata trasportare dalla corrente non avrei potuto misurare la mia forza. Se non mi fossi opposta io non sarei nulla. Adesso so chi sono, conosco la mia forza e so che valgo qualcosa». (copyright Tigì)
Senza titolo 1238
Questa è l'intenzione del Sindaco di Mosca, che ha assunto più di un centinaio di giovani writers (graffitari), col compito di combattere il grigiore e il degrado, ereditato dal passato regime e dalla sua arte realista. La visione di Luzhkov sembra più lungimirante di quella di Stefano Bruni, in materia di politica giovanile e urbanistica.
Chissà che ne penserà il sindaco di Como ?
Senza titolo 1237
Ora mi verebbe da chiedermi , ma tanto è inutile, perchè in italia ( salvo pochi matti o nostalgici come viene chiamato chi ricorda o tiene viva la memoria ) tutto debba diventare nebbia&stato ovvero un mistero irisolto come tanti in questo paese ( http://www.almanaccodeimisteri.info/ )
15 anni e 140 morti senza ancora un perchè Una strada luminosa in mare ricordera' le 140 vittime del Moby Prince, morte nel '91 per la collisione con la petroliera Agip Abruzzo. Lo ha annunciato il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi presentando le iniziative di 'Per non dimenticare la piu' grande sciagura della marina civile italiana' in occasione del 15/o anniversario. 'Sara' una strada di luce in mare - ha spiegato Rispoli, presidente del Comitato Moby Prince 140 - la strada luminosa che avrebbe potuto portare alla salvezza'. (ansa)
Perchè non ci scorderemo mai di loro... perchè i processi, le commissioni possono insabbiare tutto ma non la nostra memoria, quella non riusciranno ad insabbiarla mai! Mille domande senza una risposta sono la vera condanna per chi non ha voluto far piena luce su quello che accadde quella notte nella rada di Livorno, gli anni passano, si nasce e si muore e qualcuno si porterà nella tomba il macigno della verità, autentico fardello, sulla triste fine di quelle 140 vittime innocenti...........
Sul tema i miei ricordi sono vaghi perchè avevo appena 15 anni . ma fu proprio questa insieme a quella di ustica di cui si celebrava l'anno prima il ventennale a farmi interessare ai misteri d'italia . E proprio in virtù di tale avvenimento che segnalo l'ottima trasmissione di RAI Edu "La storia siamo noi - La tragedia del Moby Prince" di Minoli rintracciabile in rete anche in rete esattamente qui ( con la ricostruzione di tutti i retroscena e tentavi di insabbaimento ) e l'ultimo libro di E. Fedrighini "Moby Prince - Un caso ancora aperto" ( trovate qualcosa nei collegamenti ipertestuali riportati sotto )
E per chi avesse ancora dubbi riporto anche questa news del bellissimo sito archivio900 che cita un articolo del settimanale Carta del 13/06/2005 l'articolo Originale qui
Moby Prince, ovvero una Ustica del mare. Ora gli Usa dicono: c'erano nostre navi
di Erasmo D'Angelis
È L'ALBA TRAGICA dell'undici aprile di dodici anni fa. Nel piccolo spazio di coperta della bettolina che fende le onde del mare livornese e ci fa scivolare verso quella tragica camera ardente che è diventato il traghetto Moby Prince, ormai del tutto annerito e in fiamme, c'è un portuale che si tormenta. "Adesso le hanno portate via, le hanno fatte sparire!", sbotta rabbioso. Cosa? Chi?, chiediamo. "Le navi americane…erano cinque le navi militari americane… erano qui ieri sera e dovevano scaricare a Camp Darby. Sparite!".
Sparite, appunto. Dodici anni dopo, quella strage con 140 morti carbonizzati, arsi vivi o soffocati dal fumo, la più grave tragedia nella storia della marineria italiana, torna alla ribalta insieme al suo doppio, la base statunitense di Camp Darby. La base è a due passi da qui, al Tombolo. È il più grande arsenale di George W. Bush all'estero, da qui provenivano le munizioni usate in Iraq nel 1991 e la maggior parte delle bombe cadute sulla Serbia nel 1999. La strage e la base. Legate da una crepa che può allargarsi o inesorabilmente restringersi, e da una domanda, proprio quella che frullava nella testa di quel portuale: dove erano posizionate quelle navi militari al momento dell'incidente?
Già, dove erano posizionate? Chi lo sa? Possibile che non esista uno straccio di documento, di tracciato radar, di foto satellitare, che possa chiarire il dubbio? Possibile che quella sera maledetta del 10 aprile 1991 non vi fosse un solo satellite militare in orbita e in funzione di controllo, quando il traghetto della Navarma si schiantò contro la superpetroliera Agip Abruzzo, nella rada di Livorno? Possibile che, dopo tre processi, la nebbia avvolga ancora tutto e tutti e che dobbiamo accontentarci del destino cinico e baro? Perizie e documenti ufficiali agli atti dei processi parlano di cause tecniche, distrazione, addirittura nebbia. C'è chi ha parlato anche di traffici di armi o di carburante che erano in corso a quell'ora nel porto di Livorno. Già, perché sono rimaste sullo sfondo le imbarcazioni militari che facevano la spola tra il porto e Camp Darby?
Abbiamo chiesto per anni lumi all'ambasciata Usa a Roma e, con nostra grande sorpresa, è ora giunta una riposta ufficiale, inviata al gruppo della Margherita nel Consiglio Regionale della Toscana. È l'unico documento ufficiale statunitense sull'incidente del Moby Prince. È una lettera del governo Usa, firmata dal Capitano di Vascello della Marina Militare John T. Oliver capo ufficio responsabile dell'avvocatura militare del Dipartimento della difesa degli Stati uniti. I militari si dicono certi che "il governo degli Stati uniti abbia ampiamente contribuito alle indagini ufficiali svolte dalle autorità italiane".
"Niente radar a Camp Darby"
Aggiunge il Capitano Oliver: "Sono convinto che non vi sia altro in possesso del governo americano che possa gettare luce sul disastro del Moby Prince". Ma la risposta getta poi più di un'ombra sulla più grande santabarbara statunitense fuori dai confini nazionali: "Camp Darby - si legge ancora - non è in possesso, né lo era all'epoca, di attrezzature in grado di intercettare le comunicazioni radio del Moby Prince. Poiché non si tratta di una base portuale, Camp Darby non ha motivo di intercettare le comunicazioni che le navi trasmettono a terra. Allo stesso modo Camp Darby non è dotata di attrezzatura radar… Il governo Usa non aveva alcun motivo di monitorare il porto di Livorno con un sistema di immagini satellitari e non lo stava facendo. Non sono quindi disponibili immagini o registrazioni di alcun tipo".
Il Dipartimento della difesa chiarisce poi definitivamente: "Non vi erano navi della Marina militare Usa nel porto di Livorno la notte dell'incidente. Vi erano, al contrario, cinque navi merci noleggiate dal Comando Trasporti Militari Usa nel porto, una delle quali dovette essere rapidamente allontanata perché minacciata dalle fiamme del Moby Prince… le autorità italiane hanno avuto la possibilità di interrogare i capitani e gli equipaggi delle cinque unità nel corso delle indagini ufficiali". La missiva così si conclude: "A nome del Presidente degli Stati uniti e dell'ambasciatore Usa in Italia desidero rivolgere a Lei e alle famiglie delle vittime l'espressione della mia comprensione per le perdite e il dolore causati dalla continua incertezza sullo svolgersi degli eventi. Sfortunatamente però non siamo in possesso di alcun ulteriore elemento che possa spiegare la tragedia".
Pur apprezzando la disponibilità dell'ambasciata e del Dipartimento della difesa, prendiamo atto che, dopo due processi in primo grado [tutti assolti] e un processo di appello [con la condanna, prescritta, di un marinaio dell'Agip Abruzzo], i misteri che ancora avvolgono la tragedia restano tali e ricordano molto da vicino quelli della strage di Ustica. È davvero strano infatti che, pur avendo ben cinque navi militarizzate cariche di armamenti e munizioni alla fonda all'interno del porto di Livorno, e al termine dell'operazione di guerra "Desert storm", il governo Usa non abbia predisposto un sistema di controllo e di monitoraggio satellitare del porto e, soprattutto, non esistesse un sistema di comunicazione via radio in grado di coordinare le delicatissime operazioni militari in mare tra Camp Darby e la Capitaneria del Porto. Se ciò fosse vero, alla vigilia della guerra in Iraq, dovremmo tutti essere preoccupati per le condizioni di elevata insicurezza del porto livornese.
Le uniche due certezze che restano, a questo punto della nostra storia, riguardano la lentezza assassina dei soccorsi [il traghetto bruciava nella rada, i primi soccorritori sono giunti con un ritardo pazzesco e nessuno si è potuto salvare] e l'impossibilità di raggiungere un qualche credibile spiraglio di verità. Il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, chieda al suo amico Bush di collaborare, perché è del tutto evidente che esistono tracciati e foto satellitari. Ci dicano, in particolare, dove erano posizionate almeno le tre navi, "Cape Flattery", "Cape Breton" e "Gallant 2". È assai probabile che in quelle foto e in quei tracciati si nasconda il segreto di quel tragico speronamento. Nessuno può escludere, infatti, che una delle navi-arsenale di ritorno dalla Guerra del Golfo - che al momento dell'incidente stazionavano, tutte, nella rada livornese navigando con codici militari senza alcun coordinamento con la Capitaneria del porto - possa essere divenuta un ostacolo improvviso sulla rotta del Moby Prince per una manovra incauta e non comunicata.
Dopo anni di silenzio è l'ora di aprire gli archivi, anche per eliminare qualsiasi dubbio sul ruolo attivo delle navi nella strage senza colpevoli. Soprattutto, è interesse del nostro governo fugare ogni dubbio sui sistemi di sicurezza nel porto livornese, alla vigilia di un possibile conflitto in Iraq. Ancora oggi il traghetto Moby Prince, costruito nei cantieri inglesi di Birkenhead, entrato in esercizio in Italia l'8 maggio 1986, con stazza lorda di 6187 tonnellate e quattro motori entrobordo che consentivano una velocità di 19 nodi, continua a bruciare accanto ai bunker di Camp Darby. Senza un colpevole.
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14.4.06
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Diaciamo basta a questa stupida mattanza.
13.4.06
Le beau geste
12.4.06
Senza titolo 1235
concludo questo reportage sulle elzioni politiche italiabne ( le più brutte e le più dure difficili e dure degli ultimi 60 anni ) con una battuta : << «IL mandare i comunisti al potere per un paio di mesi, magari farsi aggiustare da loro il bilancio, e poi tornare più forte di prima: dunque ha vinto ancora una volta. Avremo due mesi di governo dei comunisti, poi dieci anni ancora di S progetto politico di Silvio era quello di perdere le elezioni, in modo da Silvio >> di Antonio cornacchione e questa vignetta qui
del forattini di sinistra overo sergio staino
la notte delle matite spezzate
camminare per quasi tutti è una questione normale...
respirare è quasi per tutti un'azione automatica, che si compie senza pensare
alzare lo sguardo e potere godere della luce, dei colori, è per la maggior parte di noi la normalità.
Bene, vorrei ricordare che ci sono persone che non camminano, non respirano e non vedono....
Ieri sera ho visto un film..."La notte delle matite spezzate"
E' ambientato nell'argentina ai tempi dei colonnelli....
Si intitola così perche' tutti quelli che sono diventati desaparesidos dopo quella notte erano studenti.
E io mi chiedo quante Argentine ci siano in giro per il mondo...
11.4.06
Senza titolo 1234
Pane bianco, pane nero..
"Attorno a te il pane non manca.
Non si tratta solo di farina.
Tu stesso hai bisogno di altro pane
per vivere una vita veramente umana:
il pane bianco dell'amicizia, dell'accoglienza,
del rispetto, dell'aiuto reciproco,
dell'amore fraterno, della giustizia, della libertà,
quello dei diritti e delle responsibilità,
quello della salute e della cultura.
Tutto questo, condividilo:
sarai "fratello" con tutti gli uomini.
Ma c'è anche il pane nero:
quello della povertà,
della sofferenza, della solitudine,
della disperazione, della malattia, dell'ignoranza.
Se non saprai condividere anche questo,
non sei discepolo del Signore.
Se non condividerai il pane,
quello bianco e quello nero,
resterai nella situazione dei due discepoli di Emmaus:
erano vicinissimi al Cristo,
camminavano accanto a Lui,
ma non potevano riconoscerlo...
lo riconobbero solo allo spezzare del pane".
(Card. KIM - Corea)
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