< Sia che Gesù sulla croce abbia realmente detto quelle parole esse sono molto coerenti con il messaggio che ci ha proposto sacrificandosi sulla croce per noi : credenti , non credenti\agtei,laici .
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
vezzo di imporre i costumi sociali, sessuali, affettivi e famigliari agli altri salvo poi fare quello che ti pare, peraltro affidando incarichi istituzionali alla più giovane che confessa, in un'intervista, che sì ha una relazione con il capo del Viminale, ecco se imponi una morale agli altri, tra cui pure la meritocrazia, ma sei il primo a farti i cazzi tuoi e a piazzare i tuoi cortigiani* dove ti pare, allora me ne importa.Quando si parla di difesa personale, si pensa a tecniche fisiche, a corsi di arti marziali o a strumenti di autodifesa. In realtà, la prima forma di protezione è più semplice e passa dall’eliminare le distrazioni. Gran parte delle aggressioni avviene quando la vittima è impegnata in altre attività e non percepisce ciò che sta accadendo attorno a sé.La principale fonte di distrazione è lo smartphone.Camminare con lo sguardo fisso sullo schermo riduce la percezione dell’ambiente circostante. Questo fa sì che nonsi notino le persone che si avvicinano, non si percepiscanoi cambiamenti nel contesto e si trasmetta un segnale di vulnerabilità. Purtroppo chi cerca una vittima ha una certa scaltrezza e tende a scegliere proprio chi appare meno at-tento e più isolato dal contesto in cui si trova. Anche l’uso delle cuffie rappresenta un fattore di rischio. Ascoltare musica a volume alto impedisce di percepire suoni importanti come passi che si avvicinano, una persona che chiama,un veicolo che rallenta. In situazioni di potenziale pericolo, l’udito è decisamente uno dei sensi più utili per anticipare ciò che potrebbe accadere attorno a noi.Un’altra distrazione frequente è la ricerca di oggettinella borsa o nello zaino mentre si cammina. Se dovetefermarvi, fatelo in un punto illuminato e visibile. Sarà deci-samente più sicuro che frugare mentre si sta camminando,con l’attenzione catturata da quello che stiamo facendo.Anche lo stato mentale conta. Camminare immersi nei pensieri, magari leggendo i messaggi che abbiamo ricevuto, riduce la capacità di osservare segnali d’allarme come una persona che cambia direzione, qualcuno che si avvicina troppo, un’auto che rallenta. Tenere la testa alta, osservare l’ambiente, incrociare lo sguardo delle persone e mantene-re un 'andatura sicura comunica attenzione e presenza. Non è garanzia di protezione, ma vi permetterà di guardare ilmondo attorno a voi con maggiore attenzione.



Roberto Baggio, quindici anni fa. Era il lontano 2011 e a ogni dramma sportivo azzurro torna d'attualità la rievocazione, come uno spettro dei Natali passati, del dossier firmato dal Divin Codino. Ritiratosi dal calcio giocato da appena sei anni, allora era stato voluto a da Giancarlo Abete nel ruolo di presidente del Settore Tecnico della FIGC (Federazione italiana giuoco calcio). E in quella manciata di mesi, meno di tre anni, alla guida di un progetto di rifondazione del calcio italiano a livello federale e soprattutto giovanile, in una approfondita relazione rimasta inascoltata dava le indicazioni per le necessarie riforme, sottolineando le criticità di un sistema già in via di auto-implosione. Tra digitalizzazione, scouting e dedizione formativa, 900 pagine che rimasero lettera morta, per citare le sue stesse parole: l'ex Pallone d'Oro si dimise (ai tempi succedeva) nel disinteresse generale. Ma cosa dicevano quelle pagine ?

Dalla pagina fb quel che non sapevi
21 agosto 1962. Una scossa di magnitudo 6,0 devasta Apice, piccolo borgo in provincia di Benevento.Le autorità firmano l'ordinanza: sgombero totale, immediato, obbligatorio. Il paese è pericolante. Non si torna indietro. I 7.500 abitanti di Apice leggono l'ordinanza. E rimangono Non per un giorno, non per una settimana. Per diciotto anni interi, queste persone continuano a vivere tra le case sbrecciate, i muri incrinati, le chiese con le volte spaccate. Riparano quello che possono con le proprie mani. Coltivano gli orti. Tengono aperti i negozi. Lo Stato dice di andarsene. Loro dicono no. Spoiler: ci vorrà qualcosa di molto peggio per farli muovere. Il 23 novembre 1980, il terremoto dell'Irpinia — magnitudo 6,9, uno dei più devastanti del secondo Novecento italiano — torna su quello che restava di Apice e finisce il lavoro che il '62 aveva cominciato. Questa volta non c'è niente da riparare. Questa volta si va. Gli abitanti abbandonano il paese. In fretta, con quello che hanno. E lì, Apice si ferma. Non viene demolita. Non viene restaurata. Non viene trasformata in resort o in set fotografico. Rimane esattamente com'era nel momento dell'abbandono: strade intatte, chiese aperte sul vuoto, mobili e oggetti personali ancora al loro posto tra le macerie. La vegetazione cresce lenta attraverso i muri, le finestre, i pavimenti.l FAI — Fondo Ambiente Italiano — ha inserito Apice Vecchia tra i Luoghi del Cuore, e oggi la chiama esplicitamente la Pompei del Novecento.Non è un'esagerazione.A Pompei ci ha pensato il Vesuvio, in un pomeriggio del 79 d.C.Ad Apice ci hanno pensato due terremoti, diciotto anni di disobbedienza civile silenziosa, e una comunità che non riusciva — o non voleva — immaginare di esistere altrove.
In breve:
Nel 1962 un terremoto di magnitudo 6,0 colpisce Apice (BN) e le autorità ordinano lo sgombero immediato.I 7.500 abitanti ignorano l'ordinanza e restano per 18 anni, vivendo tra case danneggiate e macerie.Solo il terremoto dell'Irpinia del 1980 (magnitudo 6,9) li costringe ad andarsene definitivamente. Oggi Apice Vecchia è un borgo fantasma congelato nel tempo, tutelato dal FAI.
Ho visto a casa di un amico il film The Immortal Man. della serie The peaky blinders Ora pur non avendo finito di vedere tutta la. serie, sono alla. 4\1 su 6 stagioni posso dire. che leggendo sinossi e recensioni delle rimanenti che i veri peaky blinders si
[....] Dopo sei stagioni impeccabili, Tommy Shelby, veterano della prima guerra mondiale affetto da Ptsd che aveva gestito con pugno di ferro le attività illecite di Birmingham, si accomiatava dalla vita criminale: moriva di una morte simbolica, bruciando letteralmente il simbolo della sua vecchia vita e abbandonandola, dopo aver scoperto che l’unico in grado di eliminare Tommy Shelby era Tommy Shelby. Sembrava l’ultimo capitolo della saga, una saga corale con un protagonista assoluto perseguitato da mille demoni. La guerra, i lutti, i tradimenti, le dipendenze da alcol e droghe avevano divorato i fratelli Shelby, inghiottiti dalla disperazione e dai sensi di colpa, in bilico tra tendenze suicide e auto/distruzione, tra ricerca disperata del pericolo e fuga da un vuoto esistenziale camusiano che curavano con la violenza e l'omicidio. Gli Shelby sono stati i re di Birmingham negli anni tra le due guerre, anni in cui le loro imprese hanno incrociano la politica e la corruzione, il fascismo e il nazismo. Quando Tommy Shelby torna in scena in Immortal Man, sembra essersi lasciato dietro tutto questo. Segregatosi in una dimora enorme e vuota che cade a pezzi come una nuova Miss Havisham (Knight è un grande fan di Dickens) vive perseguitato dai ricordi suoi peccati e dai fantasmi dei cari perduti. Tra le sue colpe più cocenti c’è l’abbandono del figlio, boss che si dice più feroce e amorale di lui.
Mah. staremo a vedere se saprà mantenere intatta la tensione narrativa del precedente e non porterà a qualcosa di noioso e concluso in fretta come il film \ spin off. della. serie Breaking Bad e il film della serie Ray Donovan .



L’ho 


Se 

Stefano Massini immagina le ultime parole di Gesù Cristo in croce, come se egli vedesse tutte insieme le manovre di chi per secoli userà la...