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8.5.26

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti Antonio Bianco, aggressione Antonio Bianco cintura nera di karate, 6° dan.puntata n.LXXXIII DORMIRE BENE MIGLIORA LA PERCEZIONE DEL PERICOLO

 N.b                                                                                                                                                                 


Lo che tale consiglio dato da Antonio Bianco in quest'ultimo n. di Giallo. settimanale potrebbe essere ovvio ed scontato ma. viste le. continue aggressioni non solo alle donne sono in aumento meglio essere : ovvi, scontati , ripetitivi fino alla noi
a



Infatti  : << [...]  Credo sia ormai fin troppo evidente che proporre una efficace strategia difensiva in poche lezioni sia roba da imbonitori. L’onestà intellettuale ci impone di spiegare insieme all’utilità, i limiti della proposta. Occorre evidenziare che solo una pratica continuativa e costante può dare risultati apprezzabili. Inoltre occorre tenere presente che spesso i fenomeni di violenza sono racchiusi tra le pareti di casa. Deve essere l’occasione per affrontare socialmente il tema della violenza e della prevaricazione, che sia la molestia, lo stalking, il maltrattamento nell’ambito famigliare, l’aggressione a fini sessuali od  ol’omicidio. È evidente che c’è un lavoro culturale e sociale enorme da fare, ma nel frattempo bisogna sui singoli soggetti, potenziali vittime, per fornirli di strumenti di difesa, che sia prevenzione o strategia di fuga o reazione. Nel confezionare i corsi dobbiamo trovare tutte le alleanze ed i partner possibili (Forze dell’ordine; USL; Associazioni femminili e antiviolenza; EE LL; ecc …)                                                       

da https://www.uisp.it/discorientali/files/principale/compendio%20sulla%20difesa%20personale_1.pdf 

 Ecco  cosa. dice  nell'ultimo n. di giallo Antonio Bianco 


Dormire bene è una forma di prevenzione anche sul piano della sicurezza personale, un aspetto raramente

considerato ma supportato da evidenze sempre più solide.

La privazione di sonno altera infatti alcune funzioni cognitive fondamentali per riconoscere e gestire situazioni di ri-

schio. Quando si è stanchi, il cervello elabora più lentamente gli stimoli, riduce la capacità di attenzione e fatica a

interpretare correttamente i segnali sociali e ambientali.






Uno degli effetti più rilevanti riguarda la percezione del pericolo. Studi di neuroscienze mostrano che, in con-

dizioni di deprivazione di sonno, aumenta l’attività dell’amigdala, quella struttura coinvolta nelle risposte emotive,

mentre si riduce il controllo della corteccia prefrontale.

Questo squilibrio può portare a sottovalutare situazioni che sono potenzialmente minacciose o, al contrario, a rea-

gire in modo impulsivo e poco lucido. In entrambi i casi, il rischio di trovarsi coinvolti in un’aggressione cresce. Il sonno incide anche sui tempi di reazione e sulla coordinazione motoria. 

Una persona affaticata è comprensibilmente più lenta nel prendere decisioni, meno pronta a cambiare direzione, a chiedere aiuto o a mettere in atto strategie di evitamento. 

Anche la comunicazione non verbale ne risente: postura, sguardo e tono della voce possono trasmettere insicurezza o distrazione, segnali che possono essere percepiti come una forma di vulnerabilità.

C’è poi una dimensione comportamentale: la stanchezza cronica riduce la capacità di pianificare e adottare com-

portamenti prudenti. Si abbassa la soglia di attenzione, si tende a esporsi maggiormente a situazioni rischiose, a trascurare dettagli che, da riposati, verrebbero colti. 

Promuo vere un buon sonno significa anche rafforzare le difese nonsoltanto sul piano fisico, ma anche su quello percettivo, decisionale e relazionale. In un equilibrio complesso tra men-te e ambiente, essere riposati può fare la differenza.

  concludendo. Sì, dormire bene migliora significativamente la percezione del pericolo e le capacità cognitive complessive, mentre la privazione del sonno altera la capacità del cervello di valutare i rischi e reagire prontamente.

Ecco come un buon riposo influisce sulla gestione del pericolo e sulla sicurezza:
  • Maggiore Lucidità e Attenzione: Dormire a sufficienza mantiene il cervello vigile, migliorando la concentrazione e l'attenzione, fondamentali per identificare tempestivamente minacce o situazioni di rischio.
  • Migliore Regolazione Emotiva: Un sonno di qualità stabilizza le emozioni, riducendo l'irritabilità e l'aggressività, il che permette di gestire le situazioni stressanti con maggiore calma e razionalità.
  • Risposte più Rapide: La mancanza di sonno altera i livelli di neurotrasmettitori, rallentando i riflessi e la capacità di prendere decisioni corrette in situazioni critiche.
  • Prevenzione di Incidenti: Un sonno ristoratore riduce la sonnolenza diurna, prevenendo incidenti sul lavoro o durante la guida.
Al contrario, la carenza di sonno compromette le funzioni cognitive, rendendo più difficile la valutazione delle situazioni. di pericolo . 

per oloro. che. volessero approfondire. 

2.4.26

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco. puntata. n LXXVIII SMARTPHONE E CUFFIETTE FANNO AUMENTARE I RISCHI

La distrazione da iPhone e smartphone è un fenomeno crescente, spesso legato alla dipendenza da notifiche e social media, che impatta la vita quotidiana, la sicurezza stradale e la produttività. 
Ecco i punti chiave basati sulle informazioni disponibili:
Rischi e incidenti: L'uso dello smartphone mentre si cammina è una causa in aumento di infortuni dal 2007, anno di lancio del primo iPhone. Le distrazioni digitali contribuiscono in modo significativo agli incidenti stradali, con stime che variano notevolmente tra i dati ACI (fino al 75% dei sinistri) e quelli Istat (circa 15-20%).
Impatto sul cervello: L'uso costante del telefono provoca picchi di dopamina legati ai "like" e
gratificazioni artificiali, che possono portare a una diminuzione della capacità di concentrazione e a un rallentamento dei processi cognitivi.
Frammentazione del lavoro: Le abitudini digitali portano a giornate lavorative o di studio composte da compiti frammentati, rendendo difficile il completamento di progetti complessi che richiedono tempo ininterrotto.
Digital Detox e Soluzioni: 
Tenere il cellulare in un'altra stanza durante il lavoro o lo studio.
Utilizzare app o impostazioni del telefono per limitare il tempo di utilizzo.
Sperimentare dispositivi minimali, come il "Metaphone", un esperimento sociale volto a far riflettere sulla dipendenza.
Per combattere la dipendenza, si consiglia il "digital detox", un periodo di astensione volontaria dai dispositivi. Strategie pratiche includono:Tenere il cellulare in un'altra stanza durante il lavoro o lo studio.Utilizzare app o impostazioni del telefono per limitare il tempo di utilizzo.
Sperimentare dispositivi minimali, come il "Metaphone", un esperimento sociale volto a far riflettere sulla dipendenza.Utilizzare launcher minimali come Blloc Ratio per ridurre le distrazioni. 


In sintesi, la distrazione da smartphone rappresenta una sfida moderna alla gestione del tempo e alla sicurezza personale, che richiede una consapevolezza maggiore dell'uso dei dispositivi e, talvolta, una disconnessione programmata. 
Distrazioni digitali - Società Italiana di Neurologia12 set 2020 — Negli habitué delle distrazio- ni digitali le giornate si compongono di compiti frammentati, abbandonati e rincorsi, che magari po...
Incidenti da cellulare, così l'Aci arriva al dato "3 incidenti su 4 ...3 ott 2016 — Secondo l'Automobile club arrivano al 75 per cento dei sinistri, secondo l'Istat tutta la distrazione (smartphone compresi) non va...

Oltre  agli effetti accennati  sopra un uso  distratto e non consapevole  rende più vulnerabili  alle. aggressioni.    Infatti Antonio Bianco  nella. sua. rubrica.   sul. settimanale  Giallo 


Quando si parla di difesa personale, si pensa a tecniche fisiche, a corsi di arti marziali o a strumenti di autodifesa. In realtà, la prima forma di protezione è più semplice e passa dall’eliminare le distrazioni. Gran parte delle aggressioni avviene quando la vittima è impegnata in altre attività e non percepisce ciò che sta accadendo attorno a sé.
La principale fonte di distrazione è lo smartphone.
Camminare con lo sguardo fisso sullo schermo riduce la percezione dell’ambiente circostante. Questo fa sì che nonsi notino le persone che si avvicinano, non si percepiscanoi cambiamenti nel contesto e si trasmetta un segnale di vulnerabilità. Purtroppo chi cerca una vittima ha una certa scaltrezza e tende a scegliere proprio chi appare meno at-tento e più isolato dal contesto in cui si trova. Anche l’uso delle cuffie rappresenta un fattore di rischio. Ascoltare musica a volume alto impedisce di percepire suoni importanti come passi che si avvicinano, una persona che chiama,un veicolo che rallenta. In situazioni di potenziale pericolo, l’udito è decisamente uno dei sensi più utili per anticipare ciò che potrebbe accadere attorno a noi.
Un’altra distrazione frequente è la ricerca di oggettinella borsa o nello zaino mentre si cammina. Se dovetefermarvi, fatelo in un punto illuminato e visibile. Sarà deci-samente più sicuro che frugare mentre si sta camminando,con l’attenzione catturata da quello che stiamo facendo.
Anche lo stato mentale conta. Camminare immersi nei pensieri, magari leggendo i messaggi che abbiamo ricevuto, riduce la capacità di osservare segnali d’allarme come una persona che cambia direzione, qualcuno che si avvicina troppo, un’auto che rallenta. Tenere la testa alta, osservare l’ambiente, incrociare lo sguardo delle persone e mantene-re un 'andatura sicura comunica attenzione e presenza. Non è garanzia di protezione, ma vi permetterà di guardare ilmondo attorno a voi con maggiore attenzione.


 

20.3.26

manuale. di autodifesa i consigli dell'esperto anti aggressione. Antonio bianco. puntata. n. LXXVI NON USATE BORSE GRANDI O RIGIDE: LIMITANO I MOVIMENTI






Quando si parla di sicurezza personale e di come provare a ridurre il rischio di aggressione, la scelta della borsa non è solo una questione di moda, ma anche di funzionalità e di gestione del corpo in movimento. Vediamo perché e quale modello può risultare più efficace. La prima regola è che la borsa non deve limitare i movimenti. Una borsa troppo grande, rigida ingombrante può impedire di sollevare le braccia per proteggersi o di correre senza sbilanciarsi. Il modello ideale è compatto e leggero, qualcosa che possa accompagnare il corpo senza ostacolarlo. Un’altra considerazione riguarda la posizione della borsa sul corpo.
Le borse portate a tracolla incrociata sul busto, le cosiddette “crossbody”, sono più sicure rispetto a quelle tenute con la mano o sul solo fianco perché il corpo stesso “copre” la borsa: è più difficile che qualcuno possa afferrarla di sorpresa, tanto più che la tracolla incrociata




aiuta a mantenere l’equilibrio quando ci si deve spostare rapidamente. Questo modello lascia le mani libere: avere una mano occupata con una borsa a manico può rallentare la fuga o impedire di usare le braccia per proteggersi.
La borsa ideale ha chiusure robuste e sicure, zip di qualità, magari con cursori che si possono unire, e tasche interne organizzate. Una borsa con un bottone semplice è più vulnerabile davanti alle mani dei malintenzionati. Le tasche interne aiutano a tenere gli oggetti essenziali come il telefono, i documenti e le carte in posti difficili da raggiungere. Il materiale è un altro elemento di differenziazione: tessuti troppo morbidi o elastici possono essere facilmente
strappati o afferrati. Meglio materiali resistenti. Infine, il colore e la visibilità non sono irrilevanti: borse troppo vistose o costose attirano più facilmente l’attenzione. Optare per
tonalità neutre e sobrie contribuisce a non farsi individuare come obiettivo facile, anche se in un mondo ideale ciascuno dovrebbe sentirsi libero di indossare ciò che vuole.




tenentebianco@gmail.com

ottima. iniziativa in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, gli studenti della scuola Futura Istruzione e Formazione Professionale

 da   Cristian Adriano Porcino Ferrara In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, gli studenti della scuola Futura Istru...