Visto che è un pessimo tempo per andare al mare e non avendo voglia di studiare , ne aproffitto per rimettere ordine nelle mie idee . Ecco che riprendo l'argomento di cui ho già parlato precedentementeiin un post del blog ( purroppo non ricordo quando l'hjo scritto e quindi non riesco a trovarlo nell'archivo , unica cosa che ricordo e che la foto era il n.153 ovvero la bellissima storia : La strada verso il nulla Soggetto Carlo Lucarelli Sceneggiatura Tiziano Sclavi Disegni: Giovanni Freghieri Copertina Angelo Stano ). L'argomento in questione era : se è giusto percorrere le strade senza uscita e poi ritornare al bivio, oppure se si deve iniziare a percorrerle e poi vedendo he non portano a niente ritornare indietro e riprendere il cammino dal bivio a da cui s'era scelto la strada da percorrere Ora rileggendo la storia Scelte sbagliate ( Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju Disegni: Luigi Piccatto ) contenuta sull'ultimo Super Book n. 35, trimestrale di Dylan Dog ( qui per la trama ) e da un mio sogno ad essa coneesso ( costernato a tratti dall'incubo ) come quei sogni che se non scritti o meglio bloccati sun carta scompaiono , mi viene in mente rileggendola la risposta al quel post : Quando si fà una scelta sbagliata ( ovvero la classica strada senza uscita o via negativa ) può capitare di ritrovarsi fuori dale vie del destino , come un treno sul binario morto e allora è troppo tardi anche per il rimpianto non ci resta che percorrere quel binario fino alla fine
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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21.8.05
scelte sbagliate ( strade senza uscite )
20.8.05
Shell manda in galera ingiustamente 5 irlandesi. Il governo appoggia.
Gli abitanti irlandesi della Contea di Mayo chiedono a gran voce la liberazione dai propri territori degli impianti Shell che, molto presto, dovrebbero invadere una vasta area della zona ad ovest dell'Irlanda. Il governo irlandese qualche anno fa, ha venduto per pochi spiccioli una grossa riserva di gas alla multinazionale petroifera che ora conta di poter istallare un gigantesco impianto per la raffineria ed un condotto lungo oltre 9 km ad una profondità di 1,2 metri e a 70 metri dalle abitazioni. Con tutti i danni all'ambiente che strutture del genere possono trasportarsi dietro.
I cittadini della piccola località di Rossport hanno tentato e stanno tentando strenauamente di bloccare l'avanzata illegale Shell in quanto, priva ancora delle opportune autorizzazione, gli uomini dell'impresa che rifornisce anche la casa automobilistica Ferrari durante i GP, hanno gia sistemato alcune sezioni del grosso serpentone a gas.
Risultato? Gli accutatori diventano nel volgere di poco tempo accusati e ben cinque di loro sono stati arrestati. Il tentativo di far passare una mozione per fermare la multinazionale è stato vano: il consiglio di Contea non l'ha approvato dopo aver ricevuto le minacce del rappresentante legale Shell. L'avvocato dei petrolieri infatti, ha annunciato nuove azioni legali nei confronti dei cittadini nel caso tentassero di bloccare le operazioni e quindi gli interessi dell'azienda.
Il tutto s'è consumato con l'appoggio dei giudici e soprattutto del governo irlandese che non solo ha dato il proprio assenso alla costruzione degli impianti, ma ha posto nelle mani di Shell il monitoraggio ambientale dei siti interessati. Ancora una volta, la politica risponde agli interessi delle lobby piuttosto che ai bisogni dei cittadini.
Assenzio: Verde Speranza
"After the first glass you see things as you wish they were.
After the second, you see things as they are not.
Finally you see things as they really are,
and that is the most horrible thing in the world."
"Absinthe has a wonderful colour, green.
A glass of absinthe is as poetical as anything in the world.
What difference is there between a glass of absinthe and a sunset?"
Oscar Wilde
Volete una breve storia sull'assenzio? Vi consiglio di visitare questa pagina: http://www.sifattack.com/assenzio.htm
certe cose non si cancelano ; non si può spegnere la luce dello spirito
Mentre sostituivo i giornali della lettiera del mio gatto fra quelli usati precedentemente a tale scopo ho trovato nell'inserto dela domenica del quotidiano la repubblica del 14\08\2005 poi recuperato via internet ( per leggerlo occorre il file acrobat \ pdf che potete scaricare qui ) questa storia poco conosciuta in Itralia ( se non nell'ambiente dei cattolici del dissenso ) e da pochi media coraggiosi e poco o non influenzabili dal vaticano e gerarchie cattoliche . Poichè : 1) non sono bravo a raccontare " ) la difficoltà ad essere obbiettivo e chiaro visto il disgusto la rabbia venuti in me dopo aver letto di questa storia , lascio la parola all'introduzione del bellissimo libro di Miriam Therese Winter -- che racconta la sua storia --- Dal profondo La storia di Ludmila Javorova,ordinata sacerdote della Chiesa Cattolica Romana . "a protagonista " è ora interdetta dalle sue funzioni ma che strano prioma la chiesa le gerarchie \ il vaticano l' usano facendone un veicolo di propaganda anticomunista e per diffondere la loro ideologia ( per chi è ateo o laico non credente ) o per difendere e diffondere la fede ( per chi è un laico credente come me oppure tiepido non praticante ) ; << I grandi fatti della storia spesso succedono in sordina, senza enfasi, quasi giocando a nascondino con l'attenzione dei grandi commentatori che se li ritrovano tra i piedi quando meno se lo aspettano come cose accadute per ragioni imprevedibili e che però, una volta accadute, segnano una discontinuità nel succedersi della tradizione e diventano inizio anche glorioso di tutt'altre storie.I grandi fatti della storia spesso succedono in sordina, senza enfasi, quasi giocando a nascondino con l'attenzione dei grandi commentatori che se li ritrovano tra i piedi quando meno se lo aspettano come cose accadute per ragioni imprevedibili e che però, una volta accadute, segnano una discontinuità nel succedersi della tradizione e diventano inizio anche glorioso di tutt'altre storie.La donna di Madrid, che in memoria del terribile attentato di quest'anno alla stazione ferroviaria della sua città, si è caricata sulle spalle la croce nella Via Crucis al Colosseo, probabilmente neppure ha percepito la portata dello scandalo di cui è stata protagonista - portare la croce nella più stretta Imitatio Christi è onore/onere solo maschile, che io sappia, nella Chiesa cattolica - ma è accaduto con l'autorizzazione della regia vaticana, dunque nessuno lo ha sottolineato come tale. Non così per Ludmila Javorova ( vedere foto a sinistra ) a cui è capitata l'avventura di vivere la maggior parte della sua vita in Cecoslovacchia perseguitata per via della sua fede cattolica durante la dittatura comunista. Ma a cui è capitato soprattutto di essere ordinata prete a 38 anni dal vescovo Felix Maria Davidek, fondatore del movimento clandestino cattolico dei Koinotes, diffuso in tutto il paese, ma con centro a Brno, città natale di Ludmila, dove vive tuttora. La sua vita si è svolta
nell'ombra, che più alla lettera non si può, fino a che non è stata scoperta. In questo volume se ne narra la storia percorrendone i fatti sui due binari del loro svolgersi: quello esterno e quello del procedervi accanto dall'interno del mondo interiore di lei, tutto segnato dalla necessità di cautela, la quale si configura come un vero e proprio modo d'essere più che semplicemente un modo in cui è stata costretta a vivere. >> fatta da Rosetta Stella ( saggista e studiosa della differenza sessuale e delle forme di spiritualità cristiana). Per coloro volessero acquistarlo lo trovano nella sezione ordini del sito religioso appuntidiviaggio da cui ho tratto questa introduzione e la foto del libro ivi riportata . Concludo questo apost con una frase tratta dall'articolo dell'inserto domenticale di repubblica ( che potete leggere interamente cercando fra i tanti , cliccando sul primo collegamento iperteatuale ) che ha ha anche dato il titolo al post : << Non sono una fuorilegge , non mi rivolto contro nessuno ma non si può spegnere la luce dello spirito (.... ) ; Un sacramento non si cancella >> e " ringraziando " il mio gattone persiano visto che ormai ha 12 anni senza il quale non avrei scoperto tale fatto
Senza titolo 728
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Carezza di un sogno....
nostalgia dell'infinito....
giorno che s'infrange tra le onde
di un mare agitato.....
notte che giunge.
Speranza......
desiderio....
di non restare sola ancora una volta.......
risvegliandomi alla ricerca di te
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Silvana
19.8.05
Staminali cervello: ricerca avanza ma in italia non si può studiare
Cazzeggiando come d'abitudine quando non ho voglia di studiare in rete ritrovo questa news << Staminali cervello: ricerca avanza ; Scoperto un moltiplicare per le cellule neurali ; Nuova scoperta: dalle staminali alle cellule cerebrali >> -- data dal tg3 riserva indiana ( ancora per quanto ? ) di raimediast ---- e la dimenticanza in mala fede o in buona fede ( a voi ogni giudizio in merito ) dell’ansa fonte della notizia --- se nel caso dovessero toglierla la trovate anche qui --- che tace che fra gli scienziati ci sono anche gli Italiani , mi fa sentire a posto con la mia coscienza d’aver fatto qui sul blog e nelle piazze della mia cittadina campagna per il SI al referendum di giugno e d’aver votato ( anche se due sono stati sofferti e laceranti ) per tale scelta , ma soprattutto mi ritorna in mente ( ne ho già parlato nel mio blog ) la trasmissione tv viva la ricerca , andata in onda qualche mese fa, el bravissimo i Riccardo Icona . Ora voi direte che bisogna accettare la sconfitta e andare avanti e non restare legati al passato , benissimo , se agli elettori fosse stata data la possibilità dio scegliere e se ( anche da parte d el SI ) ci fosse stata una campagna meno faziosa e una corretta informazione , ma soprattutto a causa di alcuni articoli della legge : 1) gli scienziati italiani che studiano tali fenomeni debbano andare all’estero 2) cosi pure chi ( come amici di amici cattolici di destra e uno di sinistra ) si debba andare in Spagna per adottare un embrione di quelli congelati nel periodo precedente e intermedio alla legge e di cui ormai prossimi al limite della conservazione saranno distrutti poiché tale legge vieta sia l’adozione sia l’uso a scopo medico \ scientifico ; 3) o se venissero trovate tramite le staminali cure per tumori io altre malattie debba andare all’estero nei paesi del nord Europa ( dove l’assistenza medica e è migliore ) i ricchi \ chi se lo può permettere oppure nei paesi dell’est ( dove c'è ancora il farwesat sono ammessi anche casi di eugenetica ovvero scegliere il colore dei capelli,il sesso,ilcolore degli occhi , ecc del nascituro e dove secondo alcune news l'asistenza medica lascia a desiderare ) i poveri e chi vuole avvalersi ( anchje se pochi per fortuna ) tali opportunità.Concludoil post d'oggi con questa domanda che è la stessa domanda che sio pone dall'interessantissimo e niete male ( a prioma vista ) blog www.simplicissimus.it (vedere secondo colleganmento ipertestuale ) : << [...] A proposito, dove sono finiti tutti quelli che - professor Vescovi in testa - asteniamoci, che le modifiche necessarie le faremo subito dopo in parlamento ? .Medidate gente , Meditate
APPROFONDIMENTO
intervista ad elena Cattaneo la rapressentrante italiana in questa ricerca
un articolo scritto a due mani da me e un mio cdv( non telematico ) responsabile per la campagna del SI http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2004/07/senza-titolo-150.html
18.8.05
Senza titolo 727
Se volete qualche "faccina" andate qui, ce ne sono a centinatia!!! anche animate!
http://digilander.libero.it/jurada2003/smile.htm
abusi del potere ; e e storei di povertà
Tornando dal ponte di ferragosto e d'essendo stanco per uscire dopo cena mi dedico alla lettura dei giornali ( quello nazionale e quello regionale ) ed ecco che trovo queste due news che " mi hannmo lasiato estereffatto " tanto da lasciarmi sgomentato e senza parole . KLascio a voi ognio giudizioo in merito .
la prima presa nuova sardegna del 15\8\2005
"Zio Silvio " è un vicino troppo ingombrante»
Il servizio d’ordine di Berlusconi sconfina e armato entra in casa di Gesuino Deiana
di MARCO BITTAU
PORTO ROTONDO
Lui lo chiama familiarmente «Zio Silvio», perché suo padre e suo nonno gli hanno insegnato che il vicino di casa è come un parente. E poco importa se il Silvio in questione è Berlusconi, cioè il presidente del Consiglio dei ministri. Gesuino Deiana non ha nulla contro quel vicino così ingombrante, ma gli agenti e i militari del servizio d’ordine proprio non li sopporta più. Da anni gli rendono la vita impossibile a Bena Longa, la tenuta affacciata sul golfo di Marinella, di fianco a Villa Certosa.
Suo malgrado, Deiana quasi ogni giorno (soprattutto in queste settimane d’estate) deve fare i conti con «visite non autorizzate», mitra in pugno, nella sua abitazione, ogni volta che si affaccia alla finestra, ogni volta che decide di far due passi tra i ginepri della sua casa, quando inevitabilmente si ritrova gomito a gomito con gli illustri ospiti (capi di Stato e ministri) della blindatissima residenza estiva di Silvio Berlusconi, presidiata come fosse Palazzo Chigi.
Alla fine l’ultima goccia, quella che ha fatto traboccare il vaso del malessere: il pacifico Gesuino - musicista dei Cordas e Cannas, patron di Etnos e amico personale di Peter Gabriel, conosciuto in tutto il mondo per la sua intensa attività culturale - dopo aver subìto l’ultimo altolà nel vialetto di casa («Chi è lei? Cosa fa qui? Favorisca i documenti...») ieri ha deciso di raccontare la sua estate impossibile con Silvio Berlusconi e il suo inflessibile servizio d’ordine dall’altra parte del cortile di casa.
«Niente di personale contro di lui, ci mancherebbe - dice mostrando il suo vecchio stazzo gallurese e quel fazzoletto di terra preziosa che si affaccia direttamente sulle lussuose piscine di Villa Certosa - il problema è che il suo servizio d’ordine ormai impedisce a me e alla mia famiglia di vivere serenamente nella nostra casa. Le intrusioni, spesso con le armi in pugno, ormai non si contano più, l’ultima appena sabato mentre facevo jogging in un vialetto, tra i miei ginepri».
«Ogni volta si ripete la stessa scena - racconta ancora Deiana - appena gli agenti del servizio di sicurezza mi vedono si sentono in dovere di chiedermi chi sono e cosa faccio lì. Poco importa se quella è casa mia, di mio padre. Poco importa se la nostra famiglia è sempre stata lì, ben prima che arrivasse Berlusconi. Adesso queste ripetute violazioni ci stanno togliendo la serenità e la gioia di vivere nella nostra casa che con tanta cura abbiamo conservato nella struttura originaria dello stazzo, preservando lo stato dei luoghi dalla tentazione del cemento così diffusa da queste parti. Per non parlare della sicurezza: anche noi ne abbiamo bisogno e diritto, e certamente la presenza invadente di questi uomini armati costituisce un pericolo ancora prima che un fastidio».
Per Gesuino Deiana non ci sono ragioni di sicurezza che tengano. «Vogliamo vivere la nostra vita in pace, a casa nostra, senza l’incubo di un soldato in armi che da un momento all’altro può affacciarsi nel nostro stazzo per chiedere chi siamo, oppure per controllare i numeri di targa delle auto dei nostri amici ospiti».
«Ci deve essere un modo per garantire la sicurezza e allo stesso tempo anche la normale e tranquilla vita dei cittadini - propone il musicista - penso, ad esempio, a un progetto mirato, un piano di sicurezza condiviso dalla popolazione, dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine. Che sia però rispettoso della vita altrui, della cultura locale, dell’habitat, della architettura del posto, della sua storia».
Storia e cultura, appunto, perché Bena Longa non è soltanto la «casa» di Gesuino Deiana, violata dalle ferree regole della sicurezza da garantire a Berlusconi e agli ospiti illustri che ogni estate ospita a Villa Certosa. È anche un piccolo tempio sacro della musica internazionale, uno studio di registrazione frequentato dal circuito della Real World di Peter Gabriel. Lo stesso musicista inglese più volte è stato ospite nello stazzo.
Un laboratorio di arte e creatività rimasto intatto nel tempo, così come era stato costruito. Un pezzo di Sardegna antica e moderna che ha resistito all’incedere del tempo e all’insidia del cemento, ma che oggi deve fare i conti con le regole spietate della sicurezza. Un pezzo di Sardegna che Gesuino Deiana vuole difendere a ogni costo.
la seconda è questa
di n cui nessun giornale nazionale ( salvo l'unità e il giornali locali , in primis l'unione sarda , ormai come tutti a pagmento se si vuole leggerlie usarli online ) e nesssun tg ( salvo un semplice flash dell'ansa sardegna ) e nessun blog (tranne,almeno dalle mie richerche fatte in merito, poi posso anche sbagliarmi questo blolg http://battelloebbro.splinder.com/ )
(ANSA web)
Lavora gratis per il Comune, per pagare funerale della madre A Sardara, disoccupato non aveva denaro per seppellimento
CAGLIARI, 13 AGO
Un disoccupato sardo di Sardara (Medio Campidano), Giuseppe Serra, lavorera' gratis per 4 mesi alle dipendenze dell'amministrazione comunale del suo paese per rimborsare il denaro anticipato dal Comune per il seppellimento della madre Sarina Careddu, morta a 91 anni. La singolare soluzione ha permesso la celebrazione dei funerali dell'anziana donna nonostante il figlio possedesse al momento del decesso solo 100 euro. La vicenda e' stata resa nota dal quotidiano di Cagliari L'Unione Sarda. Serra, che aveva dovuto lasciare il lavoro di bracciante agricolo a causa di problemi di salute e per assistere la madre diabetica, cieca e semiparalizzata, non avrebbe potuto far fronte alle spese necessarie per il seppellimento della madre nonostante i 500 euro messi a disposizione, come previsto dalla legge in casi di indigenza, dall'amministrazione comunale. La bara piu' economica costava, infatti, 1.500 euro. L'uomo ha proposto allora la soluzione, accettata dagli amministratori: altri 800 euro saranno rimborsati da Serra lavorando gratis per il Comune. Gli ultimi 200 euro sono stati offerti dai vicini di casa.
Senza titolo 726
___________________
Sei con me, dentro di me
accarezzo un sogno....
di un amore vissuto....
desiderio.....
di un'altro che sta nascendo?
voglia d'amore ancora...
tentazione di provare
la passione di un'ora
di molti momenti da trascorrere
con te?
utopia.........
speranza....
nostalgia?
Intanto ...
....continuo a sognare
la tua mano che stringe il panno
che copre i nostri corpi nudi....
_________________________
Silvana Bilardi
17.8.05
i tabu si possono rompere ,; quando la mkalattia
16.8.05
RISPOSTA AI FONDAMENTALISMI E A CHI VUOLE FARE DI ME UN CAPO ESPRIATORIO
piccolo pensiero...
Stella perduta,
nell'immensità del cielo
una macchia d'inchiostro nero
piena di scintillanti astri come te,
ma un diamante anche se in mezzo a cento
agli occhi del cuore,
rimarrà sempre un diamante,
la più preziosa tra le gemme.
Lascia che il nulla ti penetri,
quando passerà
tu sarai ancora li
il nulla sarà altrove,
la purezza delle tue forme
saranno ancora intatte,
la brillantezza
della luce che rifletti,
sarà ancora splendente.
Coyotedream
15.8.05
Senza titolo 725
Sapete dove prende l'aperitivo Ronaldiño?
Al Bar Cellona!!
Uahauahauahauah!!! ^__^ Questa l'ho inventata io!!!
13.8.05
all'idiozia non c'è fine
L'unico commento che mi sento di fare alla news ivi riportata è che peggio dei bambini dato che anch'io a 9\12 anni mi divertivo a lanciare sassi contro le macchine , poi dopo averne preso la fincata di una , e dopo la strigliata e dei genitori ho capito la cazzata che stavo facendo e grazie al can can dei fatti di tortona che ho evitato di ricaderci e di cadere in un gesto emulativo
Era un ricordo sopito nella memoria degli italiani, il lancio dei sassi dal cavalcavia: un incubo di quelli che non si possono del tutto cancellare, anche se sono trascorsi nove anni da quando a Tortona una banda di ragazzi di paese trovò quel gioco estremamente eccitante, e finì per ammazzare una donna. Venerdì notte, poco prima delle due, l'incubo è tornato. L'hanno vissuto sei poveracci che su due auto avevano scelto la «partenza intelligente» per andare in vacanza al sud, ma che hanno trovato nel bel mezzo dell'A1 deserta un masso di una quarantina di chili scalgliato appunto da un cavalcavia fra i caselli di Pontecorvo e Cassino. Il bilancio è pesante: un morto, tre feriti di cui uno in condizioni disperate, e due contusi. Paradossalmente, a cavarsela con il minimo danno sono stati gli occupanti della macchina che si è schiatata contro il masso, una Clio su cui viaggiavano due giovani di Rignano Flaminio, un paese vicino a Roma: Radiano D'Abruzzo e Giuseppe Martone, 23 e 22 anni, diretti a Gallipoli, in Puglia. Se la sono cavata con qualche ammaccatura, niente di più, nonosante che la macchina sia stata distrutta. Il peggio è venuto subito dopo, quando è arrivata una Golf con quattro persone a bordo: ha colpito in pieno le lamiere e alcuni pezzi di motore che si erano staccati dalla Clio, con conseguenze drammatiche. Il conducente, Natale Gioffrè, 46 anni, nato a Messina e residente a Milano, è morto. Suo figlio Francesco, un ragazzo di 15 anni, è in condizioni piuttosto gravi. Anche due amici di Gioffrè, Claudio e Clemente Schinco, foggiani emigrati molti anni fa a Torino, sono rimasti feriti: il primo è in fin di vita, l'altro ce la farà. Si conoscevano da vent'anni, i fratelli Schinco e Gioffrè, tutti e tre operai di origini meridionali, accomunati dalla giovinezza vissuta a Torino prima che Natale si trasferisse a Milano. Continuavano a frequentarsi, e quest'anno avevano deciso di trascorrere le vacanze insieme a Pizzo Calabro, nella casa paterna di Gioffrè. Anche se ufficialmente non possono escludere altre possibili cause dell'incidente, polizia e carabinieri hanno pochi dubbi: il masso è stato scagliato dal cavalcavia numero 439 fra Pontecorvo e Cassino, nel comune di Piedimonte San Germano. Lì, ieri pomeriggio, il sostituto procuratore Carlo Morra, il comandante della polstrada Italo Acciaioli e i funzionari della squadra mobile e della digos di Cassino hanno fatto un lungo sopralluogo, durante il quale hanno trovato frammenti della pietra (assieme, sembra, ad alcune impronte) sulla rete metallica che dovrebbe rendere impossibile proprio il lancio di oggetti sull'autostrada. Il condizionale, in questo caso, è d'obbligo, perchè la protezione è alta appena due metri. Per i teppisti, sicuramente in gruppo, è stato un gioco da ragazzi sollevare il masso e lasciarlo cadere oltre la rete. Anche trovare il masso da gettare è stato facile. Il cavalcavia si raggiunge percorrendo una stradina di campagna poco distante dallo stabilimento Fiat di Cassino e frequentata di notte solo da prostitute africane e qualche coppietta: una via isolata, costeggiata da campi incolti in cui i camion spesso scaricano quintali di pietre e mattoni, materiale di risulta proveniente dai cantieri abusivi della zona. Gli inquirenti sperano che qualche testimone, se esiste, si faccia vivo, o che i responsabili del disastro si costituiscano. Non a caso il questore di Frosinone, Salvatore Margherito, ha lanciato un appello riferendosi proprio ai teppisti: «Sono sicuro che non avevano intenzione di uccidere, chi sa qualcosa o li conosce si faccia vivo o li convinca a confessare prima che sia troppo tardi». Nel frattempo la polizia sta indagando fra i tanti gruppi di ragazzi di Cassino e dei paesi vicini. Setaccia pub e discoteche, interroga titolari di bar e pizzerie. Ma è un lavoro maledettamente difficile.
concludo con questo articolo tratto da una rivista online uno dei più interessanti w migliori che jop letto su talke argomento
di GIANFRANCO BETTIN
NE’ SFIDA NE’ GRANDEZZA IN QUESTO VIGLIACCO GIOCO
GIANFRANCO BETTIN
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Cosa passa per la testa di chi tira pietre da un cavalcavia contro persone ignare? Qual è il movente? Quale la ragione, se ragione può esserci? A volte li hanno presi. Erano persone normali. Giovani, a volte neanche tanto. Quasi mai «disturbati» o «dropout», al contrario più spesso integrati ed espressione di gruppi sociali del tutto ordinari. Incensurati. Insomma, né Arancia meccanica né Ludwig né Gioventù bruciata e nemmeno Unabomber. Teste di... scriveremmo se potessimo, certi di cogliere più nel segno. Nessuna «grandezza», per così dire, nemmeno criminale, nelle loro bravate. Che non sono neanche tali, poiché in genere una «bravata» dovrebbe implicare qualche rischio, qualche sfida. Ma che rischio c’è, e quale sfida, nell’attendere nel buio di un viadotto e poi, alla cieca, lanciare un sasso contro dei fari in avvicinamento? Il rischio di essere presi? Si tratta, spesso, di un rischio aleatorio. L’indomani, in compenso, c’è da godere - certi, infatti, godono così - guardando la tv e i giornali che parlano del terrore seminato, dei misteriosi mostri in agguato nel buio. Un protagonismo da prima pagina, locale o nazionale a seconda dei danni provocati, costato così poco, ma così gratificante. Ecco, è a questo che dovremmo prestare attenzione, oltre, ovviamente, a provvedere a mezzi e norme più adeguati per prevenire questi atti (e a sanzioni più pesanti per chi li commette). Prestare attenzione, cioè, a quello che ottengono questi assassini o quasi assassini dei viadotti, alla gratificazione che ricevono dai loro ignobili atti. Atti che ci parlano del potenziale di violenza che alligna in tanti e che è pronto ad esplodere quando l’occasione giusta si presenta, e cioè quando uno o più vigliacchi pronti all’efferatezza si trovano di fronte a una ragionevole possibilità di impunità («non ci vede nessuno») per gesti di gratuita aggressione rivolti contro un casuale prossimo («chi passa passa: io sono il tuo destino, questa pietra ti sarà fatale - quindi io sono onnipotente, almeno in quest’attimo notturno»).
Ecco, dev’essere qualcosa del genere che frulla per la testa a chi è pronto a sollevare un masso di oltre 40 chili come quello che, a quanto pare, è stato lanciato sull’Autosole in prossimità di Cassino l’altra notte, e che è costato la vita al conducente di una Golf e il ferimento di altri cinque passanti. Che gli autori del gesto, come tante volte è successo, non siano probabilmente dei «mostri» non è una consolazione, anzi. Che non basti paragonarli ai terroristi, come fa il solito ministro sparaidiozie, va da sé. E’ proprio la loro normalità che ci deve inquietare ma è sempre da essa che ci possono derivare indizi importanti su quello che sono. Insieme ai provvedimenti specifici che si possono prendere - più sorveglianza dei punti a rischio, in primo luogo, e appunto sanzioni maggiori con aggravanti pesantissime - è fondamentale che non si perda di vista la percezione dell’intreccio tra stili di vita e «valori» assai diffusi e questi e altri gesti analoghi. Sono tra noi, quelli che li commettono. Sono «come» noi. Solo, più teste di..., che proprio e solo per questo diventano a volte assassini e basta.
La VERITA' ...Unisce
Innanzitutto grazie per l'invito...per me è un onore scrivere qui..
Come presentazione, vi ripropongo un mio vecchio post.
A presto
Tempo fa, girovagando per il Web, ho trovato questo articolo a mio avviso molto significativo...
..leggerlo mi fa sentire sempre più libera da "schemi"..
..più studio le varie religioni, filosofie, dottrine, ideologie..
..più sento la mia essenza "appartenere" a tutte e a nessuna di esse..
..perchè la vera fede è libera.. è la verità che risiede nell'intimo di ognuno..
..e che, aldilà di ogni diversità esteriore, unisce le essenze in un unico Credo fondamentale.
..Fede è la parte di noi che tende affannosamente alla Verità..
..e al tempo stesso le si abbandona fiduciosa..
..come un bimbo tra le braccia della madre.
Fede è anche la risposta.. è l'abbraccio..è la Verità stessa..
..che solo cercando riusciremo a trovare..
..solo passando attraverso il segreto..
..distaccandoci per un po' dal mondo..
..svuotando il cuore da ogni ostacolo, da ogni preoccupazione e paura..
..facendoci canali, e cercando sintonie..con fiducia e abbandono..
..solo allora la Verità stessa ci verrà incontro..
..ci si svelerà..ci riempirà..
..la riconosceremo..ricorderemo..
..ci illuminerà..
Bacini
Cecilia
L' AUREA REGOLA
BUDDISMO Udanavarga, 5 V/18
...Non offendere gli altri con quello che offende pure voi.
CRISTIANESIMO Matteo, VII/12
...Tutto quello che vorreste che gli altri facessero a voi, fatelo voi a loro: questa è la Legge ed i Profeti.
CONFUCIANESIMO Analecta, XV/23
...Vi è qualche massima che si dovrebbe applicare per tutta la vita? Certamente, la massima della gentilezza amorevole che consiste di non fare agli altri quello che non si vorrebbe venisse fatto a voi
EBRAISMO Talmud
...Ciò che offende voi non farlo al vostro prossimo. Questa regola riassume tutta la "Torah".
INDUISMO Mahabharata, V/1517
...Quest'è il dovere: non fare agli altri quello che se fosse fatto a te, ti darebbe dispiacere.
ISLAMISMO Detti di Maometto
...Nessuno è un vero credente fino a quando non desidera per il prossimo suo quello che desidera per sé stesso.
JAINISMO Jogashastra, II/20
...Nella felicità e nella sofferenza, nella gioia e nel dolore dobbiamo considerare tutte le creature come consideriamo noi stessi, dobbiamo perciò astenerci dall'infliggere agli altri qualsiasi offesa che sarebbe indesiderabile se fosse inflitta a noi stessi.
SIKISMO Kabir
...Come consideri te stesso cosi considera gli altri.
TAOISMO T'ai shan kan Ying p'ien
...Considera il guadagno del tuo prossimo come fosse il tuo guadagno e considera la perdita del tuo prossimo come fosse la tua perdita.
ZOROASTRISMO Dadistan - i - dinik, XCIV/5
...Solo quella natura è buona che non restituisce agli altri quello che non fa piacere a lei stessa.
Grazie a Cornelio
dal forum di Riflessioni.it
12.8.05
Senza titolo 723
Per i miei compagni di viaggio
Il viaggio
Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superficie dei luoghi
nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare
chiunque abbia una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita
camminando si conoscono le cose camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso. (Rubén Blades)
11.8.05
anche dalle altre religioni si può imparare qualcosa ...
ecco perchè come affermava padre Balducci : << non posso dirmi solo cristiano >>
Prima vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi nulla perchè non ero comunista.
Poi vennero a prendere i socialisti,
e io non dissi nulla perchè non ero socialista.
Poi vennero a prendere i sindacalisti,
e io non dissi nulla perchè non ero un sindacalista.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e io non dissi nulla perchè non ero un ebreo.
Poi vennero a prendere me,
e nessuno disse niente a mia difesa”.
Martin Niemoller
Pastore Luterani , internato per sette anni in un campo di concentramento nazista.
10.8.05
Il sangue degli innocenti......
Chiedo scusa E' estate e bisognerebbe pensare solo a divertirsi. Lo so, ma......Un commento sul blog scolastico, (www.broccati.splinder.com), di una mia studentessa di 14 anni sugli attentati di Londra, che io ho letto solo in questi giorni, mi ha fatto riflettere, ancora una volta, sulla violenza fisica, certamente, ma anche psicologica a cui i più giovani sono sottoposti quotidianamente. Veramente i giovanissimi sembrano non avere certezze nel domani. La mia studentessa mi chiedeva: Perchè? Io non le ho dato una risposta!!! Girotondo di Edward Sgubj | |
_Chi sei, da dove vieni tu, bambina, che sei coperta di polvere bianca come un mugnaio e te ne stai da sola a guardare curiosa i nostri giochi? Vieni qua a giocare con noi al girotondo! _Io sono Jane e quando con la mamma fui travolta dal crollo delle torri, pensai al babbo e a Jimmy, il fratellino che non avrei più visto. Mi ero fatta portare fin là sopra per guardare la città dall'alto. Da lassù si vedeva la foresta dei palazzi che sembravano alveari e le strade brulicanti di persone che correvano, frenetiche formiche. Anche nel giardino della nostra casa di campagna, nel New Jersey, c'erano colonne di formiche; e il babbo le schiacciava sotto il tacco. Quando il fumo ci avvolse e fra le grida disperate e i pianti comprendemmo che non c'era più nessuna via di scampo, per un attimo pensai che Lui ci vede, per i suoi fini, che noi non comprendiamo, come piccoli insetti da schiacciare. Oh, come è grande la bestialità dell'uomo! La mano omicida che ha colpito provocando una strage di innocenti non è giusto che resti impunita! Ma nessuno potrà mai sapere i limiti esatti della giustizia umana, della vendetta impietosa e del pretesto ingordo! Una sola cosa è certa: altri bambini moriranno ancora dilaniati dalle bombe o sepolti sotto mura sgretolate, vittime ignare di un rancore sordo portatore di dolore, sangue e morte. E tutto il mondo poi sarà travolto da una spirale di morte e di violenza, mentre l'odio si diffonde come un virus e infetta la crosta della terra. Oh, questo orrore non avrà mai fine? perché sono gonfie le vene del mio collo ti dirò che di tetano son morto. Abitavo a Bagdad, coi miei fratelli. Un giorno mio padre ci chiamò in casa e, dopo aver pregato tutti insieme, ci parlò commosso e ci baciò uno alla volta. Poi se ne andò col suo fucile sopra un camion diretto nel deserto, mentre mia madre piangeva sotto il chador, e più non lo vedemmo. Quando mi ammalai per una stupida ferita che mi procurai frugando fra i rottami, mia madre raccolse in un fagotto le sue povere cose e le portò al mercato per venderle e comprar le medicine; non trovò nulla e ritornò piangendo. Di notte, mentre stavo male, vidi il padre mio che mi veniva incontro sorridendo e mi diceva: _Vieni con me, Mohamed, nel deserto che è coperto di fiori, andiamo a giocare coi cammelli che vanno nel vento e trottano leggeri. E così dicendo mi prese sulle spalle. a morte mentre lanciavamo i sassi, come per gioco, contro i carri armati, mia madre pianse e maledì la terra, quella nostra arida terra che da sempre è intrisa di lacrime e di sangue. Ora che cosa faranno i miei fratelli, umiliati e scacciati dalle loro misere case e poi privati di ogni minima speranza? Impugneranno la clava di Caino, grideranno la loro disperazione, si faranno saltare col tritolo! Finiranno prima l'odio o le pietre, in Palestina? ma prendimi per mano, io sono Yoko e ho gli occhi seccati dalla bomba che deflagrò nel cielo di Hiroshima. Ho la pelle ustionata e le mie carni sono come infette e piagate. Non si chiuderanno più le mie ferite. Ora di nuovo sono tornati a fiorire nei giardini di Hiroshima le piante dei ciliegi ed è ripresa la vita operosa della gente; ma io piango, coi miei occhi incrostati di sale, perché gli uomini hanno già dimenticato le atrocità bestiali della guerra e stanno preparando chissà quali altri orrori! _ e vidi coi miei occhi deportare i miei cari nei campi di sterminio. Erano marchiati come bestie e andavano in fila come agnelli scortati da una muta di cani feroci che latravano. Dopo l'interminabile inverno che passammo, io e altri bambini, in una fredda e umida baracca, i miei polmoni erano consunti dalla tisi. Poi venne il disgelo e in una limpida giornata d'aprile vidi un filo di fumo che saliva. E avrei voluto librarmi leggera con quel fumo nel cielo terso della primavera; perché era una bella giornata per morire.... e quel fumo era mio padre. è Buba, che è morto di fame; non sa parlare perché è piccolino, ha le gambe stecchite e la panciona grossa e piena di vermi, ma vuole sempre ridere e giocare. Venite qua bambini, facciamo il girotondo! gira sempre il mondo, il mondo è sempre in guerra, si distruggerà la terra, morirà tutta la gente, a nessuno importa niente. Uno, due, tre, di mo-ri-re toc-ca a te! | |
a volte penso di metter da parte la mia cultura non violenta ed applicare in casi come questi il contro passo dantesco
La citazione del post d'ieri e quest'altro sono ancora attuale dopo tale fatto che m'accingo a narrare . Di cui sono talmente atterrito e disgustato che , oltre a quello che ho già detto nel titolo non ho altri commenti e quindi lascio che a parlare siano : questo articolo ee la lettera ( SIC ) non firmata tratti dalla uno dei quotidiani regionali La Nuova Sardegna del 10\8\2005 , e l'orripilante foto ivi allegata
Legato per le zampe e appeso sul fuoco Cucciolone barbaramente ucciso e abbandonato nell’agro di Sassari
PIER LUIGI PIREDDA
SASSARI
Gli hanno legato le zampe posteriori con un cavo elettrico, poi l’hanno probabilmente impiccato a testa in giù sopra un falò. Infine, l’hanno trascinato per strada fino a un cespuglio dove è stato gettato come uno straccio vecchio. Il cucciolone della Funtana di la figga è morto così.
Una barbarie senza fine. Povero cucciolone, che fino a qualche giorno fa correva abbaiando felice dietro le auto degli abitanti delle villette immerse nel verde della panoramica collina tra la strada per Bancali e quella per Monte Oro. Il grosso cane nero era scomparso da qualche giorno, ma nessuno ci aveva fatto caso, anche perchè era solito sparire quando s’innamorava di qualche cagnetta ospite di uno dei giardini della zona.
Ieri mattina, la drammatica scoperta. Alcuni ragazzini che giocavano con le biciclette, nella notte tra lunedì e martedì avevano sentito un odore nauseabondo provenire da un grande cespuglio lungo la stradina della Funtana di la figga e avevano avvertito i genitori. Ma a fare la macabra scoperta è stato un automobilista che di prima mattina ha percorso la stradina e ha trovato i resti del cane in mezzo alla carreggiata. È stato dato immediatamente l’allarme e sul posto sono intervenuti i vigili urbani di quartiere. Quando hanno visto il muso del cucciolone completamente scarnificato dal fuoco e quel lungo filo elettrico legato alle zampe posteriori hanno intuito quel che era successo e avvertito il comando.
Alla Funtana di la figga sono arrivati, dopo pochi istanti, il vicecomandante Gianni Serra insieme al vicensindaco Valerio Meloni, che è rimasto impressionato dalla scena anche perché lui quel cane lo conosceva visto che spesso trascorreva le giornate nel cortile della poco distante sede dell’Isogea. I vigili urbani hanno subito avviato le indagini per cercare di risalire al torturatore. Tutti gli abitanti delle villette, che erano particolarmente affezionati a quel cucciolone giocherellone, hanno collaborato alle indagini fornendo quanti più particolari possibili per cercare di dare un volto e un nome allo spietato torturatore.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Fiori, che ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il reato di maltrattamento di animali, contenuto nella legge 189 del 20 luglio 2004 che sanziona penalmente i maltrattamenti con la reclusione fino a un anno, con pena aumentata della metà in caso di morte dell’animale. Su disposizione del magistrato, che ha ordinato minuziosi accertamenti sulle cause della morte del cane, il veterinario dell’Asl 1, Giorgio Frongia, ha svolto una prima sommaria ricognizione sui resti dell’animale accertando che, prima di essere torturato e gettato nel cespuglio, al cucciolone erano anche state mozzate le orecchie: una pratica adottata nelle campagne quando si vuole far scomparire senza complicazioni una pecora o una vacca, che hanno solitamente il microchip identificativo nelle orecchie.
Secondo una sommaria ricostruzione, sembrerebbe che il cane sia stato impiccato a testa in giù sopra un fuoco acceso, con le zampe posteriori legate con un lungo e robusto cavo elettrico nero. Forse quand’era ancora vivo. Poi, il cavo è stato avvolto attorno al collo del cane, che è stato presumibilmente trascinato per alcune centinaia di metri legato a qualche auto fino al cespuglio lungo la stradina della Funtana di la figga dove è stato gettato,
Un gesto di inaudita ferocia, inspiegabile. E adesso, tra gli abitanti delle villette della collina serpeggia la paura. Temono che il torturatore possa colpire ancora, magari accanendosi contro i loro cani che fanno la guardia nei giardini.
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Il sangue lavato con l’acqua
Scrivo per denunciare un fatto molto cruento, come tanti altri purtroppo, che riguarda la violenza sugli animali. Qualche giorno fa, ero andata a letto da circa mezzora ed ero già addormentata, quando un acuto miagolio di dolore mi ha bruscamente svegliata: è stata una frazione di secondo in cui ho sentito delle bastonate e poi più nulla. Mi sono subito affacciata, ma era troppo tardi, c’era solo un’ ombra e il silenzio di quella notte maledetta. Il mio riposo è finito lì, come probabilmente la vita di quel gatto, il cui dolore e il cui sangue, sono stati cancellati con pochi secchi d’acqua, per tornare l’indomani a giocare e ridere in quello stesso giardino come se nulla fosse accaduto. Io ho 15 anni e nessuna prova, solo la mia rabbia, il mio disprezzo e il rimorso per non essermi svegliata prima, per non essere riuscita a fermare quella violenza,quella crudeltà su un essere indifeso. Nel paesino dove abito,Putifigari,la violenza sugli animali non è considerata reato,perché pochi secchi d’acqua, la pioggia o il sole cancellano tutto,ma io non voglio e non posso cancellare, perché ho una coscienza e un cuore. Infatti,mentre chi si dovrebbe vergognare di aver compiuto un simile gesto, probabilmente ha già dimenticato tutto, in quanto non distingue un animale che soffre da un oggetto; la mia mente continua a immaginare quel sangue, quel dolore che i miei occhi non hanno visto, ma le mie orecchie hanno sentito. Qui per alcuni uccidere animali è un divertimento e per fermarli non basta una legge, perché nessuno li denuncia, nessuno si assume l’onere di farlo, né sente il dovere morale e etico, forse per timore, per vergogna o semplicemente per una spregevole indifferenza.Per questo scrivo,perché le mie lacrime si asciugano e spariscono senza cambiare niente, l’inchiostro no, anche se forse non basterà per fare giustizia, né per sperare che ci possa essere un po’ di civiltà in chi compie tali gesti, violando le norme civili e morali che dovrebbero essere alla base della società in cui viviamo, una società che troppe volte vede, sente e tace.
Lettera firmata
Senza titolo 722
°UNA GIORNATA LUNGA UNA VITA°
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LASCIATEMI UN MOMENTO A RIPOSARE
MENTRE DAL SANGUE MI LAVA QUESTO MARE
MENTRE HIROSHIMA BRUCIA DALL'INTERNO
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VOI CHE COMMEMORATE QUEST'INFERNO
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E I NUOVI
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E QUELLI CHE VERRANO
RIDATEMI QUEL GIORNO E L'AQUILONE
O ALMENO IL MIO PUPAZZO PREFERITO
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MA HO VISTO COSE...
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E PORTO OCCHIALI SCURI.
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MA ANCORA CREDO ESISTA UN'ENEGIA
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DENTRO DI NOI CHE POSSA FARE CONTRAPPESO AL MALE ...
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E ANCORA SPERO, E ANCORA.
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BUONE VACANZE, BLOGGER
9.8.05
Senza titolo 721
Hermann Hesse
7.8.05
autocritica e richiesta d'aiuto
Mi è stato rimproverato \ fatto notare via email che uso molte citazioni . Ed è vero , come è vero che chi si loda s'imbroda ma come dimostra questo commento ad uno dei miei ultimi post o restano di più nella nostra memoria storica le citazioni e le foto , ecco spiegato anche il motivo delle mie continue citazioni .
Ora Perche' ( almeno per me e alcuni di voi ) Non Dimentichiamo La Storia Siamo Tutti Noi ! Letterati E Illetterati . Infatti, ho adottato come Filosofia Del Sito questo concetto ; "Dalla Base Per La Base " Con Internet Solo Oggi Possibileo quasi visti i continiu tentativi di censura chiusura coem dimosttrra il caso di indymedia ( http://italy.indymedia.org/features/cyber/#2471 ) MA DATO CHE SONO UN OTTIMISTA DI NATURA, TUTTAVIA DICO PARTECIPATE, CORREGGETTEMI, O INSERITE POSt O COMMENTI - INSOMMA ESPRIMETEVI !!! ( con le Vs. idee, opinioni, studi, esperienze , letture ) GIUDIZI, OPINIONI, FATTI, FONTI, STUDI, TESI, TEORIE, POSSONO ESSERE ( e si accettano ) DIVERSE, LIBERE, PLURALISTE ( fin che si può ).Ringrazio ch collabora , ha collaborato e , o vuole collaborare e chi desidera criticare per migliorare.Ma attenzione se deve criticare, senza però dire nulla di costruttivo ( questo valòe anche per il sottoscritto ) rinunci a farlo, si tenga il difetto di non essere tollerante verso chi tollerante vuole essere, si tenga l'incapacità di essere libero. Ricordo che spesso il sapere è una cosa, il conoscere è ben altra cosa. Ma se si è ostinatamente di parte, quindi insofferenti e ottusi,( copme mi è anchje capitato in alcuni post , anche se pochi e rari ) anche la stessa conoscenza resta piuttosto limitata, resta da una parte sola. Ed è veramente poco !!!" SE DUE UOMINI SANNO OGNUNO UNA COSA E SE LA SCAMBIANO, DOPO, ENTRAMBI SANNO DUE COSE"
chi l'ha detto che solo la vittoria emozioni il caso di Giuseppe Romele, per tutti “Beppe pluri atleta paraolimpico
Nato 34 anni fa con una rara patologia congenita, ha primeggiato in molti sport, partecipando a Parigi 2024 nel paratriathlon ed a Milano ...
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ecco come dicevo nel titolo perchè guarderò anche le paraolimpiadi .In attessa d'esse un nuovo sunto con aggiunte a qua...
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