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20.7.09

Senza titolo 1568

Folla accalcata all`estrata.
In fila riunita vociando aspetta
l`ultimo verdetto
e che si apra una porta o l`altra.
Poco importa quale dovrà essere.
Difficile è stabilire che cosa ci si deve aspettare.
Insieme nervosi e calmi,
colpevoli e innocenti,
ascoltano la voce con attenzione.
I passi sono quasi impercettibili.
Volti curiosi cercano di scorgere ciò che sarà.
Una volta superata la soglia
una luce immensa fa diventare quasi ciechi.
Le immagini sempre più nitide
rivelano la cruda realtà.
Non v`è disperazione o sensi di colpa
in quegli sguardi rassegnati.
L`accettazione giunge di colpo
ma con naturalezza.
Le voci vengono sostituite dal silenzio della colpa.
L`espiazione durerà per un tempo che non avrà scansioni o definizioni.
Solo un continuo ripetersi di azioni meccaniche,
l`alienazione dagli altri
ma soprattutto da se stessi.
All`inizio si era folla composta da individui
Ora invece automi.
Non vi è distinzione nè differenza
ma uniformità ai più
e cancellazione dell`io.

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