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4.4.15

pasqua laica ed atea ., pasqua religiosa \ i riti della settimana santa in sardegna

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                             Pasqua  religiosa 
http://it.wikipedia.org/wiki/Riti_della_Settimana_Santa_in_Sardegna
a  sassari  I  II  III

inizio dalla seconda   perchè  anche a  per  chi non è credente  o  credente  non praticante   tali riti   hanno  un qualcosa  di  affascinante  e misterioso  . Oltre  ad  essere  confusi   , in quanto in Sardegna    si mescolano  nella  celebrazione   di tali riti   sia  tradizioni orientali ( bizantine in particolare ) sia catalano \ spagnole ( vedere sotto )come  mi  ha  fatto notare l'amica  e  compagna  di viaggio  Donatella Camatta <<  stessa tradizione in spagna Saragozza . >>
E' per questo    che , chiedo  scusa  ai  miei  13  lettori  fissi     se mi ripeto  , io identifico la mia sardegna non con  centro italia (con cui non abbiamo niente in comune culturalmente , se non la comune appartenenza nazionale forse prima del risorgimento , dato che la sardegna passo ai Savoia dal 1720 e poi con essi all'Italia ) come fanno  molti ma  con il sud  con cui abbiamo molto in comune  appena sento questa  canzone  e  vedo  tali immagini ( anche se  sono   della  calabria  )



rivado indietro  nel tempo ai racconti  dei mie nonni e  zi\e , prozii\zie specie  quelli paterni , di mio padre  e mia  madre   bambini  e alla mia  prima infanzia .
Ma soprattutto ritornando al discorso di prima  e   come potete leggere  dai commenti  alle   foto  da me  scattate    alla processione del venerdì santo cittadina  



  del mio account ( quello primario  )  di  fb   la gente  oltre  a  scherzarci su   confonde   tali riti  con manifestazioni  dei Ku Klux Klan.
Ecco  alcune  news  prese  dalla  nuova sardegna del  3\3\2015

 Mentre  totalmente  catalana  è  Alghero  dove  i Lampioni dell'illuminazione pubblica   vengono velati  di rossso  (  foto a sinistra  )     . Infatti   << il Venerdì Santo rappresenta >>  , sempre  secondo  la  nuova  sardegna   <con la Catalogna >>  anche    se  ormai  il catalano antico e quasi  scomparso in quanto  parlato    solo dagli anziani   << che si percepisce nei  canti che accompagnano le processioni.
Si comincia presto, alle 8, nella Cattedrale di Santa Maria,con le Lodi Mattutine presiedute dal vescovo   Alle 11 si  muoverà la processione della Via Crucis che attraverserà le vie del centro storico, senza mai uscire dalla città murata, per  rientrare in cattedrale dove si  procederà al rito dell'Innalzamento del Cristo che viene svolto dai Confratelli della Misericordia.



Ancora a Santa Maria alle 16,c'è ancora il vescovo ed è il momento dell'Adorazione della Croce. Poi arriva il momento più  significativo, alle 20 comincia il Rito che precede la grande processione del Venerdì Santo, la chiesa nonostante le sue dimensioni  è gremita, non riesce a contenere all'esterno
sarà allestito uno schermo gigante  per consentirà la visione di tutta la cerimonia.
Sono sempre i Germanz della  Confraria a calare dalla croce la statua del Cristo e ad adagiarla sul feretro e da quel momento  comincia il lungo percorso della  processione che visiterà tra due  ali di folla imponente, buona  parte dei quartieri della città. Sul  percorso, oltre che nel corteo,sono decine di migliaia le persone  che formano una straordinaria  cornice che accompagna il rito  fino al rientro, a tardissima  notte, nella chiesa della Misericordia.
Alla suggestione della cerimonia  si uniscono i canti dei  cori provenienti da ogni parte  della Sardegna che al passaggio  del feretro intonano canti sacri  in sardo e catalano. Momenti di grande suggestione che si rinnovano  ogni anno a conferma delle  profonde radici di fede della  comunità algherese. Sabato è giornata di riflessione  e di preghiera, e dalle 22 nella  Cattedrale di Santa Maria ci sarà  la Veglia Pasquale presieduta  dal vescovo  Poi la Domenica  di Pasqua, quella della  Resurrezione, dell'Incontro tra  la Madonna e il Figlio Risorto sui bastioni Cristoforo Colombo. Incontro  che sarà segnalato dagli  spari a salve dei Cacciatori dell' Associazione Tanda Sport. Poi il
rientro in Cattedrale per la messa  solenne. Alle 12 il rientro nella  chiesa della Misericordia dove si
svolgerà un altro momento significativo delle celebrazioni  della Settimana Santa : la distribuzione
del pane benedetto.

E per  finire  quella   laica  ed  atea  


2.4.15

"Una bomba esploderà in metro a Milano " per l'expo' 2015 , la bufala diventerà diventa psicosi

Davanti a news  come quella  che trovate  sotto   mi  vengono questi pensieri 
MA FNCL . AI BUFALISTI ECCESSIVI . NON VI RENDETE CONTO DI CHI VUOLE REPRIMERE IL DISSENSO E ALIMENTATA UNA NUOVA STRATEGIA DELLA TENSIONE . NON BASTA . QUELLA CHE C'è GIà STATA DAL 1960 AL 1992\3 CON LE BOMBE NELLE PIAZZE , SUI TRENI E LE STRAGI . ma quello che era successo prima del g8 genova 2001 e poi alle tre giornate  del G8  non vi ricorda niente ?  se  avete sospetti  non fondati  non usate  i  social  e non rivolgetevi    alle forze  dell'ordine  create  solo  l'effetto al lupo al  lupo 


Sui social voci di un imminente attentato in vista dell'Expo. Centralini della polizia inondati di telefonate. Le autorità rassicurano: "E' una leggenda metropolitana. Ma vigiliamo".
"L'altro giorno, a Milano, ho trovato un portafoglio. Era di un manager arabo. L'ho chiamato e gliel'ho restituito. E lui, per ringraziarmi, anziché darmi una mancia mi ha svelato un segreto: "Il Primo maggio tieniti lontana dalla metropolitana, perché i terroristi faranno scoppiare una bomba"". La leggenda metropolitana, che aveva spopolato, con variazioni più o meno significative, in tutta Italia dopo l'11 settembre, torna a diffondersi a macchia d'olio in vista dell'inaugurazione dell'Expo. Merito (o meglio colpa) di Whatsapp, Facebook, Twitter e dei numerosi strumenti social a disposizione dei creduloni. Un vero e proprio allarme virale, che ha prodotto negli ultimi giorni decine di telefonate ai centralini dei carabinieri e della polizia di Milano e costretto le autorità a diffondere comunicati per rasserenare gli animi. "Investigatori e inquirenti milanesi dell'antiterrorismo stanno da tempo monitorando il fenomeno - fanno sapere le forze dell'ordine meneghine attraverso le agenzie di stampa - ed effettuando gli opportuni riscontri i quali hanno rivelato l'inconsistenza di questi episodi e, quindi, di un reale pericolo di atti terroristici. Si tratta di storie che spesso si sono ripetute in concomitanza di grandi eventi oppure in seguito al verificarsi, all'estero, di attentati. I racconti che sono stati verificati sono stati riconducibili ad un effetto suggestivo relativo agli attentati che si sono succeduti in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in altri paesi. Dopo la verifica di questi racconti l'antiterrorismo milanese è giunto alla conclusione che non vi sia un reale pericolo".

1.4.15

c'era volta uno stazzo

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 i mie precedenti post  in cui parlo  degli stazzi
  questo sito


Fra   le  canzoni  che descrivono meglio  il post  d'oggi ed  quindi  anche  la mia  esperienza  ed  i ricordi  familiari diretti e  indiretti    della  mia infanzia  (  ne  ho parlato  in altri  post    del blog   sia quando  si chiamava  cdv.splinder   sia  dopo quando  ha   avuto la denominazione   attuale    )      ci sono   oltre  al cd   la terra, la guerra , una questione privata 
queste  due  canzoni   (  la  seconda  è una     cover  della  sua   canzone   )   di  un autore  che non ha   bisogno di presentazione  



con la  collaborazione dell'altro   blog (  in realtà  è di mio padre  dico nostro  perchè mi serve  come spunto  d'idee     per eventuali    i post   da mettere   sul  il mio   è questo  è  un caso )   . http://costasmeraldagarden.blogspot.com/




Lo stazzo è una forma di insediamento rurale tipica della Gallura.Esso Ha origini molto antiche come testimonia 


La sua peculiarità consiste  nella contemporanea presenza di più colture e allevamenti.La forma di allevamento predominante è quella del bovino ma anche degli ovini, caprini e  suini.
Lo stazzo è un'unità produttiva autosufficiente,la produzione è volta in primo luogo verso il consumo del nucleo familiare.La superficie media è intorno ai 20-30 ettari.
Oggi dello stazzo rimangono quasi esclusivamente i fabbricati, mentre  non vi sono le famiglie che vi risiedevano  , eccetto poche eccezioni nelle zone vicine ai centri abitati prossimi al mare.
Il fabbricato dello stazzo ha forma rettangolare, con poche finestre di piccola dimensione perchè la porta d'ingresso, quasi sempre aperta serve anche da sorgente luminosa.
Questa casa "stazzina" è abbastanza  importante, con muratura curata e graniti lavorati nei capitelli e nei riquadri. Al suo apice il fabbricato diviene "lu palazzeddu", quando si aggiunge un piano superiore,spesso con balcone. Ma in questo caso siamo all'evoluzione "da  pastori a signori"  per  parafrasare    il  famoso testo di  Giusepe Mele sulla storia  della  Gallura  .
Confermo quanto detto da  mio padre   aggiungendo  un  piccolo estratto    dalla mia tesi di laurea

In Gallura   come  in  tutta la  Sardegna fino agli inizi del XX secolo è quella del   popolamento dell'interno e l'abbandono delle coste. Infatti : « ( .... )   Le condizioni storiche che causarono lo spopolamento sono da ricercare nello stato di  abbandono generale nel quale si trovava tutta la 
Sardegna, dopo alcuni secoli di dominazione spagnola [  anche  prima secondo alcuni storici  corsivo mio   ]  a questa si aggiungevano le frequenti incursioni saracene lungo le coste e si capisce il motivo per cui nella Gallura marittima esisteva il solo villaggio di Olbia. Gli altri erano raggruppati alle falde del Limbara (Aggius, Bortigiadas, Tempio, Luras, Calangianus e Nuchis ) ». ( .... da   P.SUELZU Lo stazzo Gallurese,in Atti del Convegno. "Coment'era” ,Viddalba 9 giugno 2007.pp.69-76 ,Alghero 2008 )
La colonizzazione delle zone abbandonate fu la conseguenza di una notevole immigrazione dalla vicina Corsica; in seguito ulteriormente rafforzata, nei primi anni del Settecento, anche dal movimento della gente dell’interno, per lo più pastori, che dai villaggi, nelle loro transumanze, si spingevano fino alle zone disabitate. Si trattava in genere di migrazioni temporanee. Erano soliti abbandonare il villaggio nel tardo autunno per poi rientrare al villaggio d’origine, all’inizio dell’estate, quando era terminata l’annata agricola. Durante questo periodo, all’inizio, soggiornavano in strutture di fortuna utilizzando come abitazione qualche nuraghe o, più spesso le spelonche scavate nella roccia dagli agenti atmosferici. In seguito furono costruiti i “cuponi”, capanne circolari di pietre a secco con il tetto ricoperto di frascame, in pratica gli antenati della casa dello stazzo.
La prima fase della colonizzazione, caratterizzata dalla presenza di insediamenti temporanei presenta quindi in  prevalenza un’economia di tipo pastorale allo stato  brado. In seguito con il formarsi dei primi insediamenti   fissi si intraprendono anche attività agricole e di   allevamento più intensivo Tale insediamento rurale fu   tipico del nord Sardegna e della Corsica principalmente  della Gallura.
IL termine "stazzo"(in gallurese lu stazzu) deriva dal  latino "statio", stazione, luogo di sosta Esso Indica  contemporaneamente l'azienda contadina e la  costruzione in cui abita il proprietario ed è costituito da  un'abitazione di forma grossomodo rettangolare  costituita da blocchi di granito e all'interno suddivisa in  massimo due ambienti ,ma più spesso da un  monolocale. All'esterno era spesso annesso il forno (lu  furru) ed un piccolo magazzino (lu pinnenti). Raramente  un edificio nato come stazzo si eleva oltre il piano  terreno, ed in questo caso viene definito palazzo (lu palazzu) ,. Si può quindi parlare organismi \ strutture a  funzione complementare agricola e pastorale, organizzati in modo da essere autosufficienti, disponendo di coltivi, pascoli, seminativi, nonché di una  o più dimore.
Un insieme di stazzi formavano la cussorgia (la cussogghja), un'entità geografica e sociale unita da
vincoli, particolari ed insoliti, di forti di amicizia e collaborazione soprattutto di ordine prevalentemente morale, specie durante il ciclo agricolo o in occasioni particolari come la trebbiatura, la vendemmia o la costruzione di un recinto, tutti i vicini di un proprietario formano una squadra di lavoro che presta gratuitamente la propria opera.
Un altro esempio di vincolo esistente tra i "cussoghjali" è  quello della punitura. Questa norma di comportamento prevede che chiunque abbia perduto il gregge, per sorte avversa o per furto o per ritorsione, riceva in dono dai vicini un capo bovino o ovino.
Le case erano, prima d'essere abbandonate o “modernizzate”, piccoli capolavori di quella che può  essere definita un'architettura molto semplice e  spontanea. Difficilmente si notano le poche che non hanno subito radicali trasformazioni, spesso pacchiane: il loro impatto ambientale è pari a quello, di quelle poche  che vengono curate, dei muretti a secco, ulteriore e fondamentale elemento della geografia gallurese, segni  dell'uomo integrati nel tessuto agrario. Infatti essi hanno rappresentato in Gallura il fulcro della vita rurale di  migliaia di pastori-agricoltori per centinaia di anni cioè  fino alla fine XIX e inizi del XX secolo, quando la sua  caratteristica viene messa discussione negli anni ‘50
con il fenomeno di migrazione dalle campagne verso i  nuovi centri abitati (il cosiddetto boom economico e  l’avvento del turismo) con l’affermarsi di nuovi sistemi  economici e nuovi modelli di vita, e poi dagli anni '60\80  quando si sono diffusi i fenomeni dell'inurbamento delle  coste e poi la sub-urbanizzazione delle campagne  portano in pratica alla fine della civiltà dello stazzo. Ma  ancora persiste soprattutto nelle località marittime  snaturato nella sua funzione originaria dal fenomeno  delle seconde e terze case e secondo alcuni dalla trasformazione \ riadattamento in agriturismi e B&B
dotati dei migliori comfort.I motivi della scomparsa del modo di vita, della civiltà dello stazzo, sono da ricondurre all'evoluzione del sistema economico.L'economia basata sull'autoconsumo, sull'impiego  intensivo della forza lavoro non può reggere di fronte alla concorrenza delle grandi aziende basate su una spinta meccanizzazione, elevata standardizzazione del prodotto. Il supermercato decreta la fine della  produzione artigianale,parcellizzata. La politica agraria e sociale della regione sarda non ha saputo cogliere  l'importanza dello Stazzo, insieme ad esso sono  scomparse, l'insediamento sparso, la cura del territorio e dell'ambiente rurale, la civiltà ad esso legate, una parte pezzo importante irriproducibile della nostra Isola.





29.3.15

L'appello di Velia: "Aiutatemi a trovare la donna misteriosa che mi tenne tra le sue braccia" Una follonichese trova in soffitta una foto di lei in fasce coccolata da una ragazza: "Nessuno vuole dirmi chi è, non mi do pace"

Come  ho scritto  nel  sms    alla  protagonista  l'ipotesi che mi sono fatto  ,  appassionato  di  gialli , misteri  e  storie simili  (  infatti mi chiamano   ispettore  scaneau  )  è che essa  sia  stata  1)   addottata., 2)   che  alla  madre  vera  che poi  l''ha ceduta  in cambio di   soldi   gli sia stato concesso di tenerla  in braccio   prima di dirle  addio  .,  2)     che  suo padre  l'abbia avuta    da una relazione  extra  coniugale  ,  con il personale di servizioo  altro   , ma   abbia deciso  di tenerla  perchè la  sua  vera  moglie   non pteva  avere  figli ., 3)  una  figlia  fatta  fare  su  commissione  perchè  la  madre  era  sterile  .
Lo  so   che   potrtebbe  esssere  una storia  come  tante  ma  una mia  amica    giornalista  per   *****  a  cui  ho segnalato  la  stortia   mi  ha  risposto cvhe  :<< Grazie Giuseppe, ma una storia senza finale, non me la lasciano fare. Se questa donna scopre, per esempio, che quella nella foto era sua madre, potrei proporla. Mi chiedono storie FORTI ma che finiscono bene, possibilmente.  (....)  >>  Ma  ora   prima  di  riportare la  storia   tratta  da  http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca del  29\3\2015 ,  v'invito  se  sapete   anche qualcosa  informa  anonima  ad  aiutarla  Il numero per contattare la follonichese è 342 6484866 oppure  (  cercando  in rete )  Via Puccini 16,- 58022 Follonica (GR).0566 56333 .  : chiunque sapesse qualcosa può chiamarla.


FOLLONICA. Una foto, una donna di profilo con una bambina di poche settimane in braccio. Un’immagine ritrovata per caso in soffitta durante un trasloco, che ha fatto riaffiorare ricordi ma che ha portato anche tanti dubbi.
Velia Cristallini, 55 anni di Follonica, da alcune settimane ogni tanto guarda quella foto dell’agosto del 1959 che ritrae lei neonata in collo a una bellissima donna sorridente, che la guarda con occhi pieni di amore. Dai vestiti indossati, Velia ha capito che il giorno in cui è stata scattata è quello del suo battesimo. Dopo aver visto il volto della donna sono iniziati dei flashback. «Mi ricordo che questa ragazza veniva a trovarmi all’asilo dalle suore. Sono memorie sfumate, alle quali non avevo proprio più pensato e che mi sono tornate in mente quando ho trovato questa foto», dice.

La foto di Velia Cristallini, il...
La foto di Velia Cristallini, il giorno del suo battesimo, in braccio alla ragazza misteriosa
Chi era la giovane? Perché la teneva in braccio il giorno del suo battesimo? E soprattutto come mai andava spesso a trovarla a scuola? Domande a cui la follonichese non riesce a dare risposta. Ha chiesto ai parenti, agli amici di famiglia, ma nessuno, a quanto racconta, ha saputo, o forse ha voluto, dirle chi era quella giovane con i capelli scuri e un profilo marcato.
Un mistero fatto di pochi ricordi a cui Velia vorrebbe dare una conclusione o per lo meno un nome. «Da quando ho trovato questo scatto non riesco a darmi pace – racconta – Se non avessi sistemato la soffitta non avrei mai ricordato quella donna; a quanto ho capito, facendo domande su domande a parenti e amici, la ragazza doveva passare dalla scuola di nascosto, aveva chiesto di mantenere l’anonimato non voleva essere invadente, ma veniva lo stesso per vedermi. Ciò mi porta a pensare che ci tenesse a me, ma non so che legame che ho con lei».
Ed ecco che scattano altri dubbi: perché non voleva che Velia sapesse chi era? Perché il mistero intorno a lei? Il padre della follonichese è scomparso da più di dieci anni e la mamma, anziana, non l’aiuta in questa ricerca.
Velia pochi giorni fa è andata a trovare una delle suore dell’asilo di via Trento, che all’epoca era abbastanza giovane e adesso vive fuori Follonica. La sorella vedendo la foto ha confermato che quella ragazza passava a trovarla ma non ha saputo dirle di più. «I miei ricordi hanno trovato un appiglio, ma purtroppo non mi ha detto un nome o in che rapporti la ragazza era con la mia famiglia o come mai la lasciavano entrare per incontrarmi», spiega Velia.
La verità ancora non è venuta a galla, ma i dubbi continuano e Velia ha deciso di raccontare la sua storia così da capire se qualcuno nel Grossetano conosce la vicenda e sa chi è la donna del mistero. «Mi piacerebbe capire quale è il rapporto che ci lega: chiedo a chi riconosce quella ragazza di farmi avere qualche notizia anche in forma anonima. Per me è veramente importante, ho bisogno di capire»





Alcune domande all’autore di “Pensiero Riflesso” Cristian A. Porcino Ferrara

Leggendo   sia  l'intervista    citata  sotto (  che trovate  qui in un mio precedente post  )  e  alcune recensioni su questo libro   mi sono  venute delle  curiosità  che ho rivolto all'autore   . Ecco le sue  risposte

1) Il tuo ultimo libro  "Pensiero riflesso. La filosofia come la vedo io" ( in vendita su Amazon) è da intendersi  un libro  egocentrico,  dedicato a se stesso come  i Dialoghi con Leuco'  di Cesare Pavese  o Lettere a Lucillo di Seneca?  O  è un libro corale,  socratico  come sembra  di capire  da  quanto dici  in una recente  intervista:  << Il libro di un filosofo sulla filosofia. Al giorno d'oggi, un'impresa rischiosa, persino azzardata... «Beh, a 34 anni   posso pure permettermi di scrivere un libro senza dover pensare necessariamente al tipo di pubblico che lo leggerà. Sono stanco d’inseguire qualcuno. Volevo raccontare la filosofia così come l’ho percepita io. Credo che dietro questa splendida disciplina ognuno di noi può facilmente trovare un terreno fertile per raccogliere validi spunti riflessivi. Quando ho deciso di scrivere questo libro non mi sono posto il problema di chi lo avrebbe successivamente pubblicato. È da un pezzo che non mi pongo più simili domande. Non l’ho nemmeno proposto alle case editrici tradizionali >>

«I libri non si devono spiegare ma leggere, motivo per cui non posso definire in alcun modo il mio ultimo lavoro. In quel passaggio da te citato, non mi riferivo al tema trattato nel libro, bensì all’attuale condizione in cui versa l’editoria italiana. Io sostengo che non c’è molto spazio per gli scrittori indipendenti che non tentano di ammorbare il lettore, e di conseguenza il mercato, con le solite paccottiglie di pornografia splatter spacciata per erotismo raffinato. Nel senso che: o questo spazio te lo prendi senza alcuna concessione, oppure diventi servo del sistema vigente! Il mio libro racconta la filosofia con un linguaggio narrativo, poco accademico. Il testo si rivolge a chiunque desidera accostarsi ai temi della nostra esistenza senza pregiudizio o antichi retaggi culturali. Non ho un pubblico di riferimento, semplicemente perché non mi occupo di foraggiare i gusti della massa. Per intenderci non scrivo un tanto al chilo o  su commissione. Io sono un filosofo e guardo al mondo e all’essere umano nella sua completezza. Inoltre ogni autore ha il sacrosanto diritto di scrivere ciò che vuole senza dover pensare alla tipologia di lettore che si accosterà all'opera. Proprio per questo non propongo più alle case editrici tradizionali i miei lavori. Tale  discorso vale soltanto in Italia, in quanto ho la fortuna di aver incontrato un editore americano che ha tradotto la mia opera in inglese e l’ha distribuita in Usa, Canada e Inghilterra senza chiedermi un centesimo. Dunque perché sprecare del tempo con case editrici che non desiderano accostarsi a qualcosa di non omologato? Grazie ai diversi attestati di stima che ricevo quotidianamente dai lettori e dai giornalisti, mi sento lusingato per aver effettuato la scelta più giusta. Tengo molto  a questo mio lavoro e i risultati mi fanno ben sperare» . 


2) Tu  giustamente  parli di contaminazioni   tra  la filosofia   e le arti  ed il mondo circostante ( 
http://solferino28.corriere.it/2012/09/26/perche-ha-senso-iscriversi-a-filosofia-anche-per-trovare-lavoro )  Infatti è  evidente che  nei secoli,  ed  in particolare  a partire dal primo decennio del  XX secolo,  la  filosofia si contamina  con altri mezzi di comunicazione. E quindi anche  in cartoni animati,  vedi gli studi  sui  Simpsonshttp://goo.gl/kLFIYf ) su South Parkwww.amazon.it/South-Park-filosofia-R-Arp/dp/8876383581 )  e  i  fumetti,  come  la  prima  e  la seconda  serie   di Orfani della Bonelli o  "  la filosofia di Paperino  " di  Guido Giorello - Tito Faraci (  soggetto e sceneggiatura)  - Silvia Ziche  ( disegni  )  in   topolino  n 3054  Speciale  Paperino  . Ma   come   hai detto  tu   anche  con  i  cantanti  e  nello sport. Ma   non c'è  il rischio   che  : <<  (....)   Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimer già si scorgeva \e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva.(...)   >>  Guccini “Nostra  signora dell'ipocrisia”  (www.testitradotti.it/canzoni/francesco-guccini/nostra-signora-dellipocrisia).


«Il sapere è diventato ormai prerogativa di determinate caste. Per ogni argomento o dibattito televisivo si convocano in studio solamente docenti universitari, giornalisti che scrivono per i settimanali e quotidiani più importanti del paese, e così via. Poi ci sono i nomi famosi che mettono soltanto la firma tanto a scriverlo, nella maggior parte dei casi, ci pensa  un ghostwriter, oppure uno scribacchino che si presta al gioco incassando una bella somma.
Ma ritornando a noi i discorsi filosofici non sono qualcosa di morto. La Filosofia è vita. Se si guarda bene la filosofia si cela dietro ad ogni cosa. Occorre soltanto osservare con molta attenzione, senza i soliti paraocchi che questa società tenta di metterci per deviare l’attenzione su altro. A mio avviso l’ipocrisia sta nel mascherare determinate verità per poi camuffarle da scoop e propinarle al volgo. Se esiste un messaggio sincero e vero poco importa che  a svelarlo sia uno scrittore o un cantautore o un fumettista.  Conta il risultato finale. Comunque in “Pensiero Riflesso” mi occupo anche  di sport e di certi fenomeni di violenza che si verificano negli stadi. Nel testo, ad esempio, racconto di essere un sopravvissuto della strage di Heysel e molto altro».

3)  Ritornando al discorso di prima, in  che modo  e  come  vedi la  filosofia  nello sport  che  vada oltre il classico  motto   di  Pierre de Coubertin  l'importante  non è vincere   è partecipare  o il film http://it.wikipedia.org/wiki/Running_-_Il_vincitore?


«Come dicevo esiste una filosofia dello sport che non si discosta molto dall’etica del rispetto del proprio avversario. In “Pensiero Riflesso” porto come esempio pratico Alessandro Del Piero. La mia riflessione si concentra soprattutto sullo sport che seguo personalmente, il calcio. Anche in questo caso rimando inevitabilmente alla lettura del testo perché un tema così delicato non può essere liquidato in due parole. Altrimenti si corre il rischio di apparire superficiali e populisti. Quindi vi consiglio la lettura dell’apposito capitolo».

26.3.15

in tempo di crisi riusiamo il passa parola . Per gli amici bolognesi - piemontesi aiutiamo Dario Chicchero

Da  quando    sono passato da  splinder  a   blogger ,  delegando   tali post  a  facebook . Ma  per  un amico   pre facebookino  e  pre  blog  . ho deciso di fare  un eccezione  .
Esso  è come me  uno degli ex  di   www.testedatagliare.it \ www.comemiele.it \ https://www.facebook.com/groups/testedatagliare/

Caro Giuseppe,
mi permetto di romperti le scatole perché, purtroppo causa esternalizzazione del settore comunicazione dell’OMCeO Torino (con cui collaboro da 7 anni) da maggio, nel migliore dei casi, vedrò il mio trattamento economico ridotto di un quarto/terzo o, nella peggiore delle ipotesi, il mio rapporto di lavoro con loro terminerà. Visto che il mio rapporto di lavoro con L’OMCeO è il principale, mi permetto di romperti le scatole (spargo la voce in ogni modo) per chiederti, se puoi e se ti va di farlo, di spargere in giro il mio curriculum (allegato) e la voce che sto cercando altre situazioni lavorative che possono essere realizzare videomusicali, spot, cortometraggi, interviste, videoindustriali, riprese audio-video o fotografiche di concerti, spettacoli teatrali, danza, di eventi vari o la loro “fotografia” nel senso di gestione delle luci ecc… o anche aiutarmi a contattare altri ordini professionali, fondazioni o qualsiasi altra realtà a cui possa proporre, naturalmente nel campo di interesse del committente, un progetto simile a quello che ho creato all’OMCeO (videomedica.org e in particolare la rubrica “Oltre il Giardino” http://www.videomedica.org/videomedica/?cat=1162 o cosa simile) o altra cosa che rientra nelle mie competenze, unica cosa che, sembrerà assurdo ma è così, non rientra nelle mie competenze video e fotografiche sono i matrimoni in cui farei solo dei disastri (è una cosa molto difficile da fare se non si è mai fatto), per quanto riguarda il montaggio invece rientrano anche i matrimoni.
Ti ringrazio per il tempo dedicatomi e “citando la lingua cinese” spero che questa "crisi” si trasformi in “un’opportunità”
Ti mando un abbraccio

 Dario  

 ecco il suo curriculum  
Dario Cicchero.
Regista, Montatore, Direttore della fotografia (anche per spettacoli teatrali, concerti e danza), Operatore video
“Artigiano dell’intervista” e Sceneggiatore
Fotografo (concerti, teatro, danza, eventi ecc…, per vedere alcune gallerie delle sue foto , altre gallerie “da spulciare” )
Nato a Torino il 07/04/1965 divide la sua vita tra Torino e Bologna
Tel..: 3485924560
email:
dario_cicchero@yahoo.it
Possiede Partita IVA, Automunito
Titolo di studio:
Diploma di qualifica in fotolitografia.
Attrezzatura e software di proprietà:
Computer Macintosh MacBook Pro 2.66 GHz core 2 duo con 8 giga di ram, più vari tera in dischi esterni, 1 Telecamera
Panasonic AGAC8,
1 Telecamera GOPRO Hero 2, 1 Telecamera Panasonic NV 500, 2 microfoni rode M3, 1 microfono rode
NTG2,
con sospensione, 1 BoomPole Rode 0,853,28
metri, convertitore audio MAUDIO
Mobilepre USB, convertitore audio
BeachTek DXA2S,
accessori vari, Final Cut studio, e vari software gestionali.
Macchina Fotografica digitale: Canon 450 D con ottiche 15/85 e 55/250
Sistemi di ripresa usati nella carriera:
Betacam sp, sx e digitale, DVCAM, DVCPRO, DV (Panasonic, JVC), miniDVsemiprofessionali (canon XL1, Panasonic
AGDVX
100 ), HDTV e HD (Sony, Canon e Panasonic), sia in troup ENG che EFP.
Varie tipologie di macchine fotografiche dal banco ottico alla Minox.
Software conosciuti e usati nella carriera:
FinalCut studio, (i programmi Mac li uso quotidianamente), Media 100, Edition (software di montaggio della pinnacle), Avid,
Première, Speedrazor, Photoshop, Peak, Soud Forge, Paris, Logic pro, Flash, Fireworks, Office e applicativi vari.
Curriculum Vitae
Dopo un inizio come montaggista litografo e fotomeccanico i suoi interessi si sono spostati prima alla fotografia poi al video,
attraverso un percorso disegnato da una serie di ruoli concatenati fra loro: assistente generico, elettricista/macchinista
cinematografico (mansioni tenute con fotografi e direttori della fotografia a livello nazionale), assistente operatore, operatore,
montatore video, direttore della fotografia, regista e “artigiano dell’intervista (Per vedere alcune delle sue interviste c liccare
qui )”.
2012/2014 O
ltre a continuare la collaborazione con il portale “ Torinomedica.com/videomedica.org” realizza, in qualità di
sceneggiatore, regista, direttore della fotografia e montatore i cortometraggi “ La Quinta volta”, “PreOccupato” e
“L’apprendista”, u na serie di spot per il MuuhFilmFestival e partecipa come giurato al “ Piemonte Movie Glocal Festival” di
Torino, realizza il videoclip “ Oggi No” brano che da il titolo all’ultimo disco della “B anda Elastica Pellizza”, realizza durante il
MuuhFilmFestival, curandone regia, riprese e fotografia, il cortometraggio “ B uona la prima:quando la realtà sembra
finzione”, e sperimento di cortometraggio con attori scelti tra il pubblico del festival e realizzato in 24 ore in modo da essere
proiettato nella seconda e finale serata del festival, crea e gestisce una rubrica per il sito w ww.videomedica.com chiamata “ Oltre
il giardino: due chiacchiere con personaggi italiani su sanità e dintorni” in cui realizza le interviste non solo in qualità di
operatore e regista ma anche come “intervistatore”, incontrando personaggi come G ermana Pasquero, Massimo Cirri, Marco
Ardemagni, Sara D’Amario, Enza Negroni, Sara Zambotti, Andrea Satta, Edoardo Sylos Labini, Paolo Maggioni, Danilo
Bertazzi, Tommaso Cerasuolo, Francesco Filippi, Erika Biavati, Francesco Filippi, Pia Tuccitto e altri professionisti di vari
settori, ad oggi ha realizzato oltre 50 interviste per questa rubrica, realizza una serie di servizi giornalistici in qualità di regista,
montatore e operatore per l ’ANAAO Piemonte, realizza il documentario “ Ortoliquiando:dell’orto e delle sue declinazioni”,
partecipa al progetto “ Lavoro cercasi… nella tradizione locale Mestieri
del passato, opportunità per il futuro” in
collaborazione con la “ Cooperativa Orso” di Torino curandone la realizzazione delle interviste in qualità di operatore,
montatore e regista, inizia le riprese di un documentario su una ricerca sulla demenza, realizza uno spot dedicato alla “ Medicina
di Genere” per la C ommissione Pari Opportunità dell’ordine dei medici di Torino, p artecipa al progetto europeo
“BABE(Bodies Across Borders: Oral and Visual Memory in Europe and Beyond)” r ealizzando una serie di video di
documentazione e un videoriassunto
dei video di documentazione in qualità di regista, montatore e operatore, r ealizza due v ideo
promozionali (uno breve e uno più esteso) per il cantautore Giangilberto Monti, r ealizza lo spot “Identità” c ontro la violenza
sulle donne e 5 video di un concerto simulato per la promozione dei concerti di Jino Touche (bassista di Paolo Conte) .
2011Oltre
a continuare collaborazioni con le ditte sottocitate e soprattutto con il portale “Torinomedica.com”, di cui realizza il
“restyling” della parte video creando il sito dedicato ai videoservizi “ w ww.videomedica.org” , realizza una serie di “videolive”
di concerti e “reading teatrali” come regista (del videolive), direttore della fotografia e montatore, di artisti come “ Guido
Catalano , Les SansPapier, Fryda (duo composto da Francesco MonetiMRC
e Daniele Contardo) , Almamediterranea e Luca
Morino ” , realizza le riprese e il montaggio del secondo spettacolo teatrale della compagnia “ gli Extranei:L’importanza di
chiamarsi Ernesto” . Realizza in qualità di sceneggiatore, regista, direttore della fotografia e montatore il cortometraggio “ La
Televisione”, il cortometraggio “ Okkupato” s elezionato dalla trasmissione, di Rai Radio2, “ Il Ruggito del Coniglio” per il
concorso nazionale “ Cortoconiglio”. A luglio 2011 realizza la d ocumentazione filmata (con la ripresa dei concerti e riprese di
back stage) del festival musicale “ Glocal Sounds” svoltosi a Torino. Nel 2011 con l’associazione “ Colori Quadri” partecipa
all’organizzazione della seconda edizione del “ Muuh Film Festival” e realizza in qualità di regista, direttore della fotografia e
montatore i cinque “ spot promozionali” distribuiti in rete, sempre con l’associazione “ ColoriQuadri” gira un nuovo
cortometraggio “ Corto o son desto” in qualità di direttore della fotografia, operatore glidecam e montatore, realizza tre
videoclippresentazione
del gruppo “Prisma” .
2008/2010 Oltre
all’attività video, negli ultimi anni, torna alla fotografia con una serie di servizi fotografici di vario genere dalla
documentazione fotografica della “ View Conferente 2008” a vari concerti e spettacoli teatrali svolti a Torino. A febbraio 2009
realizza una serie di spot e istituzionali per il “ training center Apple Espero” di Milano. Ad inizio 2009 partecipa come
ottimizzatore dei testi e supervisore tecnico allo spettacolo “ Grembiulini taglia unica” curando anche le riprese di
documentazione dello spettacolo e il loro montaggio. Oltre a collaborare con alcune delle aziende sopra citate continua a
realizzare i video per il portale dell’ordine dei medici di Torino “ Torinomedica.org( oggi la parte video [ situata su
videomedica.org)” , a settembre 2009 partecipa alla realizzazione dei testi di “ Grembiulini taglia unica, la svendita” e poi ne
seguirà la regia (lo spettacolo andrà in scena il 5 marzo del 2010), a novembre 2009 realizza tre videomusicali con il gruppo
musicale “ Bandakadabra” di Torino in qualità di regista, direttore della fotografia e montatore, nel dicembre del 2009 gira, in
qualità di regista, direttore della fotografia e montatore, il videomusicale del brano “ Mi Ma” della “ Banda Elastica Pellizza” , a
gennaio 2010 gira il video “ Il Bassista” del gruppo “ Ambaradan” i n qualità di regista, direttore della fotografia e montatore. A
febbraio 2010 fonda, con altre sei persone provenienti dai più disparati settori l’associazione culturale “ C olori Quadri” con cui
realizza il cortometraggio, in qualità di regista, “ L’insostenibile indifferenza dell’essere”, sempre con l’associazione “ Colori
Quadri” o rganizza la prima edizione della rassegna di cortometraggi “ Muuh Film Festival” c he si svolge a metà settembre a
Grugliasco alla “ cascina Duc” . A fine luglio 2010 realizza un “videolive”, come regista, direttore della fotografia e montatore, di
un concerto dei gruppi musicali (che condivideranno lo stesso palco) “ Les SansPapier” e “Le C.U.L.” . Ad ottobre 2010 realizza,
in qualità di sceneggiatore, regista, montatore e direttore della fotografia il videoclip “ Le quartier” d el gruppo musicale “ Les
SansPapier” e monta “ 12 pillole di Backstage” d el processo di realizzazione del videoclip. A novembre r ealizza le riprese e il
montaggio dello spettacolo teatrale “Family Circles” messo in scena dalla compagnia teatrale di Torino “gli Extranei”.
2006/ 2 007A
settembre 2006 torna ad abitare a Torino e, oltre a continuare sporadicamente a collaborare con alcune delle
aziende sottocitate, ad ottobre 2006 inizia una collaborazione con “l ’OMCeO Torino” ( Ordine dei Medici Chirurghi ed
Odontoiatri della provincia Torino) o ccupandosi della realizzazione dei filmati da pubblicare sul portale Torinomedica.org ( oggi
www.videomedica.o rg) , di questi filmati cura regia, montaggio e fotografia. Nel 2006 realizza con l’azienda “ Creative Image”
un’istituzionale per la “ Apple” sulla divisione di elaborazione grafica del gruppo “ Fininvest” . A maggio 2007 inizia a
collaborare al progetto del sito “ ANAAOPIEMONTE” supervisionandone la grafica e la progettazione dei database e dopo la
presentazione ufficiale del sito ne cura la realizzazione della parte video in qualità di Regista, Montatore e Direttore della
fotografia.
2000/2005 Si
trasferisce in Toscana in pianta stabile e inizia a collaborare con lo studio “ Sport Video Action ” di Firenze, in
qualità di montatore e regista, con lo studio “ Artape ” di Piombino, in qualità di montatore, operatore, direttore della fotografia e
regista, con “ l’Accademia di Cinematografia Sperimentale ” di Bologna in qualità di operatore. Continua la collaborazione con
la “ Uommo entertainment ” di Torino, in qualità di direttore della fotografia, montatore e regista, e occasionalmente con il
regista “ Willy Darko ” in qualità di operatore, direttore della fotografia e montatore. In questi ultimi anni realizza molti
industriali, degli istituzionali e alcuni documentari. A giugno 2000 ha realizzato le riprese video e la fotografia dell'ultima opera
di " Grazia Toderi ", Audience, r ealizzata per il “ Museo Nazionale del cinema di Torino ” . Nel 2004 realizza, oltre le solite
collaborazioni, in qualità di direttore della fotografia e di montatore, il cortometraggio “ Demented Forever ” di “M auro Russo” ,
uno spot per la concessionaria auto “ D i Viesto” di Torino e inizia una collaborazione con la ditta “ Caos” di Torino partecipando
al montaggio della trasmissione Tv “Ciau bale” ( trasmissione satirica dell’emittente piemontese Quartarete tv).
Nel 2005 inizia una collaborazione con la ditta C reative Image di Firenze come responsabile tecnico/creativo, per la
realizzazione di authoring dvd, montaggio, direzione della fotografia e regia. Sempre nel 2005 realizza 4 documentari in qualità
di coautore, regista, direttore della fotografia e montatore: “ Operazione Shingle ” dedicato allo sbarco di Anzio, “ Il museo dello
sbarco ” d edicato al piccolo museo sullo sbarco di Anzio, “ La villa di Nerone e il museo archeologico di Anzio ” , realizza come
direttore della fotografia e montatore “F los Duellatorum” , d ocumentario dedicato ad un “manuale” medioevale di scherma.
Sempre nel 2005 in qualità di direttore della fotografia, regista e montatore realizza una serie di documentari/istituzionali dedicati
agli “Ormeggiatori” .
1999Continua
a collaborare con la “ Uommo entertainment ” e il regista “ Willy Darko ” realizzando il montaggio del video per
i “ 15 anni di esistenza del Castello di Rivoli museo d’arte moderna” , inizia la sua collaborazione con l'associazione culturale
" 2Parole " di Firenze, per la progettazione e la realizzazione di spettacoli multimediali, come regista, direttore della fotografia e
del montaggio, come sceneggiatore per quanto riguarda la parte video.
Realizza 3 spettacoli: “Il sogno di Dracula”, “Maria Teresa di Gesù” e “La Discesa”.
1997/1998I
nizia la collaborazione con la " Uommo entertainment " di Torino come operatore di ripresa, direttore della
fotografia, regista e montatore video su sistemi non lineari ( c on le schede di montaggio Targa, Pinnacle Reeltime, DC1000 e
Media 100 e utilizzando i programmi Première, Final Cut, Media 100 e Speedrazor). Collabora in qualità di montatore con il
regista “ Willy Darko” , l avorando soprattutto per i l " Castello di Rivoli museo d'arte moderna " e alla realizzazione di video su e
per artisti del circuito dell’arte moderna internazionale come “ Gilberto Zorio ” , “ Grazia Toderi ” e molti altri ( link ad alcuni
video realizzati al tempo) .
1995/1996Inizia
a collaborare a vari cortometraggi con artisti Torinesi e non, occupandosi, secondo le esigenze, delle riprese,
della fotografia, del montaggio e talvolta della regia.
1993/ 1 994Fonda
con altri tecnici provenienti dai vari settori del campo audiovideo
la " cooperativa Magnetica " con la quale
termina il suo percorso professionale lavorando spesso con la società “Unistudio” di Torino .
1990/1992E
ntra in contatto con la casa di produzione video di Torino " Progetti Delta ", dove inizia a collaborare come aiuto
generico per poi diventare assistente operatore di ripresa e dopo un anno operatore.
Formazione:
Corso per Videomaker, realizzato dall'associazione " Movie club " a Torino, con docente " Vincenzo Badolisani " (regista di: “I
ragazzi Di Torino sognano Tokio e vanno a Berlino” e “Cinecittà Cinecittà”).
Corso di sceneggiatura realizzato dall'unione culturale " Franco Antonicelli " a Torino, con docente " Enrico Cerasuolo "
(sceneggiatore e regista molto attivo nella realtà piemontese e non solo, specializzato in documentari e spot, socio fondatore della
cooperativa “Zenit” di Torino).
Corso di narrativa, realizzato dall'unione culturale " Franco Antonicelli " a Torino, con docente " Gabriele Romagnoli "
(Giornalista, scrittore e sceneggiatore. Inviato per due anni de La Stampa negli Stati Uniti, inviato dagli stati uniti per la
trasmissione “Pinocchio”, è editorialista de La Repubblica e collabora (e ha collaborato) con molte riviste e quotidiani tra cui
Diario, autore di alcune sceneggiature di fiction televisive, tra cui Uno Bianca e Distretto di polizia e di vari libri.
Corso biennale di tecnico del suono, realizzato dal " C.P.M. " di Milano a Milano, con docenti, " Walter Conti " ( ingegnere che si
occupa del suono tra i più stimati in Italia, autore di molti articoli tecnici su riviste del settore audio italiane e non) e i tecnici
dello " studio Rexon " di Milano e dello studio interno al " C.P.M. " di Milano.
Stage per fonico di presa diretta e di montaggio, realizzato dall’azienda " Poliedra " a Torino, con docenti " Claudio Cormio "
(montatore cinematografico, tra i film montati troviamo: “Il caso Martello”, “La seconda volta”, Tutti giù per terra”, “Le
acrobate”, “Figli di Annibale” “Chiedimi se sono felice”, “La leggenda di Al, John & Jack”) e " Giuseppe Napoli " (fonico di
presa diretta e musicista).
Stage di sceneggiatura, realizzato dalla ditta “ Poliedra ” presso il “ D.A.M.S. ” a Torino, con docente “ Francesco Bruni”
(sceneggiatore di film di Paolo Virzì, Mimmo Calopresti, Francesca Comencini, David Riondino, Dominik Tambasco, Kiko
Stella, Vito Zagario)
Corso di montaggio su sistemi A vid, realizzato “ all ’ accademia di Cinematografia Sperimentale " di Bologna, docente " Paolo
Vanghetti" (Oltre ad insegnare montaggio all’accademia di cinematografia è docente al “ N.U.C.T.” di Roma e come montatore
ha collaborato e collabora tutt’oggi con produzioni televisive come “Superquark”, “MilanoRoma”,
“Geo&Geo” con “Discovery
(GB)”, “Nova (USA)” e “NHK (JAP)).
Corso di giornalismo presso l’università popolare di Torino con docente “ Piero Abrate” .
Per visionare alcuni suoi lavori video e fotografici potete recarvi sui siti sotto citati o cliccare sui link all’intero del
curriculum:
http://www.videomedica.org/
http://www.videomedica.org/videomedica/?cat=1162 (rubrica “oltre il giardino”)
http://ortiloquiando.wordpress.com/ortioquiandoildocumentario/
(documentario “Ortiloquiando”)
http://www.dariocicchero.com (in fase di “ristrutturazione”)
http://www.youtube.com/user/muuhfilmfestival/videos?view=0&flow=grid (cortometraggi vari)
http://www.coloriquadri.com/
Autorizzo il trattamento dei dati in base al D.Lgs. 196/2003
Dario Cicchero
 


25.3.15

Il giovane favoloso ( il film su leopardi ) di Mario Martone come fare un film letterario senza stravolgerlo


ti  potrebero  interessare 

« E 'l naufragar m'è dolce in questo mare »
(Giacomo Leopardi, L'infinito, v.15)


Come promesso nel post precedente sono riuscito, fra cazzeggio , lavoro  , ecc   a ritagliarmi un po' di spazio e a scrivere il post sul film di Giacomo Leopardi .

Nei giorni scorsi in attesa impaziente, visto che si è anche da poco si è celebrato il centenario della brigata sassari una delle brigate più decorate della grande guerra , che   al cinema del mio  paese   il e portino tornavano i prati ( III ) di Olmi , ho visto  due  film  :    1)  Uomini contro un film del 1970 diretto da Francesco Rosi, liberamente ispirato al romanzo di Emilio Lussu Un anno sull'Altipiano. Insomma un classico del cinema italiano prima della decadenza,della mediocrità e dell'appiattimento   ed omologazione al modello  hollywoodiano ( quasi totale salvo eccezioni  come questa ) ., 2) il film  su Leopardi   il giovane favoloso di Mario Martone .
Il primo sul web ( lo so che non si dovrebbe ma .... questa è un altra storia prima o poi ne riparleremo  . IL  secondo al  cinema Ed è di questoi film  che  intendo parlavi  .
IL mio   giudizio è  stupendo   * * * 1/2 -
 Ma  andiamo  ad  analizzarlo  .
Un film bello , triste e profondo . Sembra una lezione di eltteratura . Buon gioco quello dei padroni della sala di organizzare una giornata speciale per le scuole . Peccato visto che qui in sardegna arrivano diei film , non da " cassetta " \ dozzinali solo poche copie , e quindi i cinema dei piccoli paesi lo possono tenere ( e quindi farlo vedere pubblico ) solo per pochissimo tempo massimo due giorni .Nonostante la sua lunghezza sembra renderlo pesante esso è recitato magistralmente da un buon cast in particolare 
Elio Germano un giovane attore che racchiude il talento di un grande io lo adoro e sicuramente in questa performance è superlativo !! . Esso e' riuscito ad immegersi nel mondo del poeta restituendone un ritratto complesso e inedito raccontando il poeta come un giovane ribelle. E alla fine, a ventiquattro anni, quando riesce a lasciare il natìo borgo selvaggio la dura esperienza dell'alta società italiana: prima Firenze, poi Napoli dove viene prima celebrato, poi criticato e emarginato. Il bravissimo il regista Mario Martone che racconta anche il lato umano e meno conosciuto del poeta de L’Infinito , riuscendo a rimanere fedele alla sua opera . 
 
 
 
 
Infatti La produzione ha avuto l'autorizzazione degli eredi a girare in Casa Leopardi e in luoghi simboli come la sala dedicata allo studio e alla lettura in particolare la biblioteca dei Conti leopardi e quindi sui veri luoghi di famiglia . ILl film mostra il percorso di Leopardi insieme all'amico Ranieri (Michele Riondino), dopo aver lasciato Firenze l'arrivo a Napoli che è un colpo al cuore e un colpo di fulmine. Leopardi si innamora della gente dei quartieri popolari: degli scugnizzi, delle prostitute,
delle taverne, dei bicchieri di vino e dei taralli. Finché scoppia il colera e l'amico Ranieri lo trascina a Torre Annunziata ai piedi del Vesuvio dove scrive La ginestra, la lunga poesia che racchiude il suo pensiero e con la quale si chiude il film. "La sfida era pronunciare quelle parole senza declamarle, dire quei versi portandoli nella carne, nella quotidianità - dice Germano - Ho cercato di non pensare di essere un attore che recita una poesia, ma di immaginare di essere la persona che li ha scritti. Mi sono immedesimato in un Leopardi che li stava rileggendo, li provava per vedere se funzionavano. La mia grande fortuna è stata che ho avuto un grande sceneggiatore. Ogni battuta che pronuncio nel film proviene dai suoi scritti: lettere, poesie o saggi. Una cosa folle per un attore al cinema, ma un grandissimo regalo".
Concludo    concordando con  quanto dice   quest''ottima recensione  di myomvies.it    : << [... ]   Il giovane favoloso è  << un film erudito sulla sensibilità postmoderna che ha collocato Leopardi fuori del suo tempo, origine della sua immortalità e causa della sua umana dannazione. Martone costruisce una grammatica filmica fatta di scansioni teatrali, citazioni letterarie e immagini evocative ai limiti del delirio, come sanno esserlo le parole della poesia leopardiana. All'interno di una costruzione classica si permette intuizioni d'autore, come l'urlo silenzioso di Giacomo davanti alle intimidazioni del padre e dello zio, o le visioni del poeta nella parte finale della vita. Il giovane favoloso "centra" in pieno la parabola di un artista che sapeva guardare oltre il confine "che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". E ci invita a riconoscerci nel suo desiderio di infinito. >>


 
 

24.3.15

quando si dice morir contento La storia del soldato Stefanelli: il corpo trovato grazie a un articolo del Tirreno. Era in un ossario in Polonia, il fratello è riuscito a riportarlo a casa prima di morire

   da  http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/  del 17 \3\2015


Dino, dato per disperso ora ha una tomba a Volterra
La storia del soldato Stefanelli: il corpo trovato grazie a un articolo del Tirreno. Era in un ossario in Polonia, il fratello è riuscito a riportarlo a casa prima di morire di Rino Bucci







                                       Una foto di Dino Stefanelli prima della partenza per la guerra

VOLTERRA. La guerra che strappa un figlio ad una madre, il tempo che passa e non lascia speranza, un uomo che prima di morire realizza il suo ultimo desiderio e in una giornata d’ottobre seppellisce in patria il fratello. Sembra la trama di un bellissimo film, invece, è la parabola di una famiglia di Volterra che dopo circa settant’anni è riuscita a regalare un giusto finale ad una vicenda drammatica.
Dino Stefanelli aveva venti anni quando morì, forse di stenti magari di malattia, nel campo di concentramento tedesco di Drewitz. Di lì a qualche mese i russi avrebbero liberato quella nazione flagellata dalla guerra e i prigionieri nei campi di concentramento.
A Drewitz, Dino Stefanelli era arrivato da prigioniero militare. Classe 1923, aveva lasciato la madre Maria Pietrosi, il padre Luigi e il fratello Gino a Volterra. Si era vestito da soldato semplice e non aveva più fatto ritorno sul Colle. Morto il 16 febbraio 1943 e dato, in un primo momento, per disperso.
«La lettera arrivò a mia nonna - racconta la nipote Ortensia Stefanelli, 52 anni e residente a Montopoli - alla vigili di Pasqua del 1943. Fece sprofondare mia nonna nello sconforto». La donna, per tutta la vita, ha custodito insieme al ricordo del figlio maggiore partito in guerra anche un piccolo altare con la sua foto. «Spesso pregava davanti a quell’altarino. E anche mio padre ha sempre cercato e mai abbandonato il ricordo di mio zio», racconta Ortensia.
Ufficialmente, Dino è rimasto negli elenchi degli scomparsi per diversi anni. Non a caso la sua foto si trova ancora a Volterra nel milite ignoto di porta a Selci. «Diversi anni fa, ero una bambina - continua Ortensia - arrivò una lettera col timbro dello Stato dove si metteva definitivamente un punto alle ambiguità». E lo status di Dino Stefanelli passò da disperso a deceduto in guerra. In realtà, per la famiglia fu una formalità anche se rimase forte il desiderio di riportare la salma a casa.
«La svolta è arrivata qualche anno fa - racconta Ortensia - proprio sul Tirreno leggemmo del database “Dimenticati dalla Stato” e ci mettemmo in contatto con il suo ideatore Roberto Zamboni. Grazie al suo aiuto siamo riusciti a rintracciare il luogo di sepoltura di mio zio. Era in un ossario vicino Varsavia. Mio padre era entusiasta».
I contatti con il ministero della Difesa per il rimpatrio dei resti di Dino Stefanelli sono iniziati nel febbraio del 2014. «L’unico ostacolo - racconta la donna - era la sepoltura. Dovevamo verificare se mio zio fosse stato sepolto in un ossario comune e da solo. Quando abbiamo scoperto che i suoi resti non erano in un ossario comune abbiamoattivato tutte le procedure per riprendercelo e riportarlo in Italia a spese nostre».
Il 17 ottobre scorso all’aeroporto di Bologna è atterrato un volo da Varsavia con le spoglie del soldato volterranno morto 70 prima in Polonia. In prima fila, c’era Gino il fratello più giovane di quattro anni, i suoi figli Ortensia e David insieme ad altri partenti.
«Dopo qualche giorno abbiamo seppellito mio zio a casa sua, a Volterra - racconta Ortensia - insieme agli amministratori e ad un prete che ci hanno accolti. E’ stato un momento bellissimo, una giornata da ricordare e che ci ha uniti». Dopo due mesi, Gino il fratello minore di quel soldato si è addormentato per sempre, con la leggerezza nel cuore di aver riportato a casa quel parente che conobbe per soli venti anni.


non sempre si riesce a riportare tutto soprattutto quiando nessuno\a ti aiuta

 da quando  sono passato da  splinder  a  blogger  il  blog   collettivo  \  multi autore   langue  ed   a scrivere   sono  solo  io   e ogni tanto   una vecchia  utente  di splinder o  blogggeriana  chi   di voi    volesse   scrivere   da me    lo faccia sapere  o in  privato  redbeppe@gmail.com   su.whatsapp. 3286849962  . Infatti  non riesco  , da  solo  ( i comoagni di viaggio  che scrivono  latitano  ) a stare  dietro a tutte le storie  belle  e curiose  che   che circolano sul  web  e    che  i media  ufficiali relegano  in ultima pagina  o  ltime  news  salvo che non  abbiamo  la  forza  di suscitare   interesse morboso   nellla gente  . Comunque   chi è interessato  a   tali post  ne  ritrova  molte  nela mia bacheca  di facebook  o  di twitter

ahi l'amore compra l'anello di fidanzamento per lei lei lo tradisce e lui lo rivende via web ., l'amore ( ? ) scocca al semaforo

 

 

"Era per una ragazza seria
che si è rivelata una b..."
il testo dell'annuncio


In mezzo ai tanti annunci del gruppo Facebook "Il mercatino messinese" è comparso anche quello di un utente che recitava: "Vendesi trilogy causa regalo fatto a ragazza seria rivelatasi gran bagascia, valuto offerte", abbinato a una foto dell'anello. Il post ha suscitato grande curiosità sul web, ed è stato condiviso centinaia di volte; a raccontare la storia di quella tentata vendita è Selvaggia Lucarelli che nel suo profilo ha spiegato: "Prima che attacchiate lui, è bene che sappiate che lei, dopo averlo cornificato con due amici, gli ha chiesto indietro un integratore da 5 euro!".











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"Ragazza con bici nera ti cerco"
L'amore scocca fermi al semaforo.Salutista)

"Ragazza con bici nera ti cerco" L'amore scocca fermi al semaforo                                       IL cartello in via Massarenti
Lui in motocicletta si ferma al semaforo accanto a una ragazza con una bici nera e l'amore scocca. Al verde però lei scompare. Ecco cosa si è inventato un bolognese per ritrovare la giovane.
È successo in via Massarenti a Bologna, così come riporta La Repubblica.it: pochi secondi al semaforo e scocca l'amore. Il ragazzo in moto però la perde di vista così, per ritrovarla, decide di affiggere un cartello all'angolo, galeotto, di quella strada: "Ragazza bici nera, ti cerco. Ragazzo vespa rossa innamorato!! Incontrati al semaforo il 19 marzo alle 18.20", con tanto di indirizzo email. Il messaggio sta facendo il giro del web.

E' stato poco vispo e per nulla intraprendente. Oramai ha perso il treno. Le bici nere.............saranno milioni !!!!!!!!!

l'europa sta diventando come gli ultimi anni dell'impero romano non produce quasi più e\o vende le sue industrie alla cina ovvero Prede e predatori nel nuovo capitalismo

  a dirlo non  sono  io  o i "  comunisti no global  "  ma  Il Sole 24 ORE  <<   un quotidiano economico italiano. È il secondo quotidiano italiano per diffusione totale (cartacea + digitale) dopo il «Corriere della Sera»[2]. >>( dalla voce il sole 24 ore di wikipedia   )        quotidiano    di proprietà    della   Confindustria
           
    
La vicenda Pirelli ha un valore paradigmatico. La sua acquisizione da parte di Chem China rappresenta la definitiva uscita dal Novecento industriale italiano. E l'ingresso nelle nuove mappe di un capitalismo globalizzato in cui Europa e Cina si affrontano con durezza.
L'operazione sancisce la fine di un secolo lungo segnato per il nostro Paese dalla capacità di essere uomini di fabbrica e da una spinta all'internazionalizzazione che hanno sempre dovuto fare i conti con un capitalismo familiare interessato al controllo dell'impresa e dotato di minori capitali rispetto ai concorrenti stranieri. Un profilo, dunque, molto italiano. Ma l'operazione di Chem China su Pirelli è anche l'ulteriore prova del nuovo confronto fra grandi aggregati politico-territoriali, in cui il nuovo soggetto forte della globalizzazione – la Cina – sceglie di assimilare pezzi tecnologici e manifatturieri occidentali, secondo scelte di politiche industriali a cui invece l'Unione Europea – lacerata da micro politiche nazionali - non riesce a replicare. Qualcosa che, dunque, riguarda tutta l'Europa. «Questo episodio – riflette Franco Amatori, decano degli storici economici della Università Bocconi – si iscrive in una vicenda di lungo periodo in cui la spinta a crescere sui mercati esteri, essenziale fin dagli anni Cinquanta vista la piccola dimensione del mercato italiano, ha sempre avuto un freno in due caratteristiche del nostro capitalismo nazionale: l'ansia di controllo della famiglia fondatrice sull'impresa e i mezzi finanziari inferiori alle ambizioni». Franco Amatori, che ha avuto modo di raccogliere la testimonianza di Leopoldo Pirelli poco prima della sua scomparsa otto anni fa e che poi ha avuto accesso al suo archivio, ricorda il passaggio a vuoto del 1971. Allora si arrivò a pochi centimetri dalla fusione fra Pirelli e Dunlop. In quel passaggio storico Michelin aveva il predominio commerciale e tecnologico. L'operazione Pirelli-Dunlop aveva una significativa ragione industriale: i prodotti erano complementari. Ma Dunlop aveva un azionariato diffuso.
Era una public company. «Leopoldo – rammenta Amatori – non se la sentì di vedere la sua quota diluita in una nuova impresa in cui avrebbe faticato non a comandare, ma anche solo a determinare l'indirizzo strategico». C'è la questione del desiderio del controllo. E c'è il tema dei soldi. Ai Pirelli e alla Pirelli degli anni Settanta e Ottanta - «assolutamente centrali nel sistema di Mediobanca», secondo Giandomenico Piluso, docente di Storia di impresa all'Università di Siena - non si attaglia il giudizio severo che, su quel mondo ormai prossimo all'autunno, avrebbe formulato nel 1991 Napoleone Colajanni nel saggio pubblicato da Sperling & Kupfer “Il capitalismo senza capitale”. Ma, di certo, Leopoldo comprese la differenza delle regole e delle misure in gioco quando nel 1988 provò ad acquisire negli Stati Uniti la Firestone. Un mondo – fra Akron in Ohio, Chicago e Wall Street – in cui non valeva la frase di Enrico Cuccia «le azioni si pesano, non si contano». Il tentativo di scalata fallì per l'offerta dei giapponesi di Bridgestone, di gran lunga migliore sotto il profilo finanziario. Il tema della capacità finanziaria al servizio dell'espansione internazionale – cruciale in ogni periodo storico, anche quando i mercati erano più chiusi come negli anni Ottanta – rappresenta una continuità di lungo periodo per la Pirelli, che in questo appare davvero paradigmatica della fisiologia del nostro capitalismo. Fra il 1990 e il 1991 l'impresa italiana imposta una scalata alla Continental.
Una operazione che non ha una origine ostile. «Dopo una fase iniziale positiva – sottolinea Amatori – i negoziati prendono una brutta piega non soltanto quando Pirelli mostra di volere comandare non rispettando il principio di condivisione del potere proprio del capitalismo renano, ma soprattutto quando la proposta finanziaria viene formulata parte in denaro e parte conferendo la Pth, la holding quotata ad Amsterdam che racchiudeva delle attività internazionali. A quel punto, il sistema tedesco, formato in particolare da Deutsche Bank, da Volkswagen e da Bmw, dice no». Nella continuità di lungo periodo, gli anni Novanta e gli anni Duemila sono stati segnati sul piano micro dalla leadership familiare e societaria di Marco Tronchetti Provera che, nonostante il vulnus rappresentato dall'investimento in Telecom Italia, ha perversato in Pirelli nella strategia di risanamento e di sviluppo, di razionalizzazione delle procedure e dei processi interni e di internazionalizzazione. Questa consistenza industriale ha fatto il paio con il binomio formato dal controllo della società attraverso catene societarie e dalla ricerca di investitori in grado di apportare, appunto, nuovi capitali.
Una ricerca di nuovi capitali, all'interno delle ragioni e degli interessi sia della famiglia che dell'impresa, che alla fine ha appunto portato all'arrivo dei cinesi. Invece, sul piano macro, nella dialettica fra particolare e generale fra gli anni Ottanta e gli anni Novanta in Europa è successo qualcosa i cui effetti perdurano ancora oggi. E che mostrano le cause dell'assenza di una risposta sistemica europea – di qualunque genere, beninteso - di fronte a una Cina che procede, rispettando le regole del mercato, come un cingolato, in questo come in altri casi. Fra il 1985 e il 1994 Jacques Delors da presidente della Commissione Europea prospettò la necessità di politiche industriali comunitarie. «Il suo consigliere Alexis Jacquemin – nota Franco Mosconi, docente di Economia industriale all'Università di Parma – dimostrò che era necessario abbandonare politiche industriali difensive su base nazionale. I singoli Stati preferirono, invece, procedere in autonomia. Il risultato è che, oggi, manca una politica industriale comunitaria, all'interno della quale si muovano i grandi gruppi industriali come Pirelli, che non sono italiani, ma europei». Che non erano italiani, ma europei, viene da dire. Dato che, ora, sono cinesi. «Pirelli doveva crescere. Aveva bisogno di capitale nuovo, per aprire per esempio un mercato come quello cinese che, fra il 2020 e il 2025, varrà quanto quello europeo», afferma Roberto Crapelli, amministratore delegato di Roland Berger Italia. Che aggiunge: «Non ha più senso parlare di Paesi. Ormai il confronto è fra piattaforme produttive di grandi dimensioni, soprattutto alla luce delle nuove tecnologie Industry 4.0. Dunque, anche le policy devono misurarsi su queste scale. I cinesi si muovono con decisione. L'Europa non sempre sa che cosa vuole dalla sua identità manifatturiera». E se non lo sa l'Europa, figuriamoci l'Italia.

a volte l'invenzione ti salava la vita . veterinario s'nventa una protesi e ricostruisce il becco dilaniato da una volpe ad un oca che difendeva ila siua comunità

BONASCOLA. Un'oca con un becco di rame: è stato questo lo strano ospite degli studenti di alcune classi dell'istituto comprensivo Fossola Gentili, che qualche giorno fa hanno accolto nella palestra della scuola "A. Dazzi" il veterinario toscano Alberto Briganti e la sua oca prodigio, denominata appunto "Becco di rame" in seguito all'installazione di una vera e propria protesi in metallo che le consente di utilizzare il becco e di nutrirsi dopo un incidente che l'ha vista protagonista poco più di un anno fa.
 
 
"Becco di rame", la favola per bambini tratta dalla vera storia di quest'oca, scritta dallo stesso medico, che ha effettuato questo singolare intervento, narra la vicenda di un animale da cortile come tanti, reso famoso dalla sua incredibile storia: dopo un'aggressione subita da parte di una volpe, che le era costato l'uso del becco, è stata salvata grazie a questa protesi, frutto del genio e dell'impegno del dottor Briganti, che da quando ha ottenuto questo successo veterinario, sta girando l'Italia per mostrare a tutti la sua impresa e per insegnare a grandi e piccini cosa significa accettare le diversità degli altri, oltre che amare gli animali, tutti gli animali, senza distinzioni: «Quando mi sono trovato davanti quest'animale - ha detto Briganti ai bambini - non ho pensato neanche per un istante che si trattava di un animale semplice, come ne avevo visti a migliaia nella mia vita: per me quello che contava era consentirgli di continuare a vivere, e ho effettuato l'intervento con questo unico scopo. Riuscire in un'impresa di cui neanche io stesso potevo prevedere l'esito, e salvare una vita, mi ha reso molto soddisfatto, come medico e come uomo».

ma tina montinaro vedova di mafia non sa che traferire i deportati al 41 bis in altre zone portare al radicamento delle mafie

  #sardegna #41bis #falcone #stragedicapaci ma che razza di vedova di #mafia è #tinamontinaro che invita la sardegna ad...