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23.5.25

La scomparsa di Sebastião Salgado, fotografo di fama mondiale, segna una grande perdita per il mondo della fotografia e della cultura

La scomparsa , come  ho  già  scritto nel   titolo  , di Sebastião Salgado, fotografo di fama mondiale,
segna una grande perdita per il mondo della fotografia e della cultura .
Salgado era noto per il suo lavoro documentaristico, in particolare per le sue potenti immagini in bianco e nero che raccontavano storie umane e sociali .
La sua eredità vivrà attraverso le sue opere, che continueranno a ispirare generazioni di fotografi e appassionati d'arte  . un ottimo fotografo  . viidi per la  prima volta   le sue foto  e  conobbi la sua  storia e  la sua  tecnica  fotografica   al corso  organizzato   all'associazione  fotografica    la  sardegna  vista 
da  vicino  -  Seguitata prima dal diìocumentario il sale della  terra  e   poi  dalla mostra sul  suo lavoro  genis  tenutasi al palazzo diucale  di genova nel lontano 2016  .   
Nelle sue  opere   e  nella  sua attività     sono state frutto  di uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.La mostra    di Genesi  che  visitai  a  Genova  è nata  da  quello che  ricordo   della lettura  dell panello espositivo   da un viaggio alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta, durato 8 anni e  il  frutto di questa curiosità sono le oltre 200 fotografie esposte in mostra, opere d’arte che ci raccontano con sguardo straordinario ed emozionante luoghi che vanno dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia.




  Ha  descritto Il mondo come era, il mondo come è. La terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare. Questo è lo scopo e il valore del  suo   straordinario progetto  . Confermo  quanto  ho detto      da qualche parte  su  quyesto blog  : <<  E' come    trovarsi  in quei luoghi    e  con  quella  persone ed  animali    che lui  ha  fotografato   .  Egli  è  riuscito  a  bloccare  il mondo  e  la  sua  diversità   prima   della  sua  distruzione  e  della   scomparsa   >> . Un uomo  d'immensa generosità  . Infatti , sono cose  che   capitano  una  volta  su  un milione nella  vita    , egli  ha regalato gratuitamente    100 foto per inaugurare il locale  . « Sono Salgado, so che mi state cercando. Cosa posso fare per voi?». È iniziata così la telefonata con cui uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi ha regalato a tre giovani un sogno impossibile: esporre nel nascituro caffè letterario Binario 49 di Reggio Emilia 100 foto tratte da una sua retrospettiva che racchiude 30 anni di reportage realizzati nell’Africa sub-sahariana. Scatti mai visti prima in Italia, che immortalano gli effetti devastanti di guerre, carestie, malattie e deforestazioni.
Tematiche molto care a Salgado, che ha preso a cuore il progetto di Claudio Melioli, Khadija Lamami e **Alessandro Patroncini **di creare un incubatore di economia solidale in un quartiere - quello della stazione di Reggio - da sempre zona franca; un guazzabuglio di emarginazione e disillusione in cui gravitano balordi, pusher e giovani extracomunitari senza identità e futuro.
«Quando ho visto la chiamata da Parigi non capivo chi fosse» ci ha raccontato Claudio. «Salgado si è presentato e ci ha chiesto di spiegargli il nostro progetto. È nata subito una buona energia. Siamo rimasti in contatto e, quando eravamo a buon punto per l’inaugurazione del Binario 49, ci siamo risentiti. E ora eccoci qui, pronti per la mostra, che si chiamerà Africa, e si   è  tenuta   dal 9 febbraio al 24 marzo  del 2019  ».Dopo 10 anni da ricercatore astrofisico all’Università di San Paolo, Claudio  Melioli è tornato in Italia, nella sua città natale, con tanta voglia di fare. Poco più di un anno fa ha deciso di partecipare a un bando pubblico indetto dal Comune di Reggio per la bonifica e riqualificazione degli spazi abbandonati al 49 di via Turri, coinvolgendo l’associazione «Casa d’altri». È così che ha conosciuto Kadija Lamami, marocchina di origini e italiana d’adozione: «Il nostro obiettivo era quello di rigenerare uno ambiente urbano e creare reti sociali. Arrivati qui abbiamo rimesso in piedi tutto, usando per gli arredi vecchie strumentazioni delle ferrovie regalateci dalla Regione Emilia-Romagna. Volevamo sanare un quartiere dalla pessima reputazione e fare in modo che l’integrazione arrivasse anche in periferia».   ......    continua    su  : Se il più grande fotografo di viaggi ti regala 100 foto per inaugrare il locale    di Vanity Fair Italia


di  cui riporto     qui sotto   il  loro comunicato sutale  evento 
 
Si è spento il cuore di una delle prime persone che ha creduto, dopo di noi, in Binario e nel quartiere stazione.Binario49 non sarebbe questo luogo se non fosse iniziato tutto da questa idea folle di portare la sua bellezza, i suoi occhi e la sua passione, a Reggio Emilia. Non possiamo che ringraziare infinitamente oggi, come allora, Salgado e tutta la sua famiglia.Oggi è una giornata doppiamente brutta per questo mondo.

Dalla strage di Capaci è cambiato tutto, tranne la retorica: una bella cerimonia e tutto torna come prima o peggio di prima

La strage di Capaci( e poi quella di via d'amelio ) ci ha insegnato che la mafia non scompare: cambia pelle. E torna,sempre che se ne sia andata , quando abbassiamo la guardia. Strage Capaci, 1992: un
i resti del'auto  di giovanni falcone 

attentato che scosse per modo di dire perchè poi cambio la musica ma non i suonatori . Trentatré anni dopo, tra memoria e nuove sfide, l’Italia fa i conti con l’eredità lasciata da Giovanni Falcone e da quegli : « [....]  uomini che hanno scritto pagine\ Appunti di una vita dal valore inestimabileInsostituibili perché hanno denunciato\il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato [....]  »



33 anni. 12.053 giorni. È il tempo che ci separa da quel sabato 23 maggio 1992. Da quel sabato pomeriggio in cui tutto è cambiato.33 anni. 12.053 giorni. È il tempo che ci separa da quel sabato 23 maggio 1992. Da quel sabato pomeriggio in cui tutto è cambiato. Anzi, da cui nulla è cambiato. E non serve scomodare — di nuovo — la citazione più abusata della letteratura sulla Sicilia



. Certo, è cambiata la moneta. Sono cambiati i nomi degli aeroporti, delle piazze, delle strade. È cambiata persino la tonalità delle sirene, che quel pomeriggio tagliavano l’aria insieme agli elicotteri. E che avrebbero fatto lo stesso appena due mesi dopo.Sono cambiate le facce, i partiti, le sigle. Abbiamo visto scomparire la Prima Repubblica, nascere la Seconda, sprofondare nella Terza. O forse nella quarta. O magari perdere pure il conto. Sono cambiati i cellulari, le auto, i modi di parlare, forse anche la lingua che usiamo. Ma una cosa non è mai cambiata: la voglia di seppellire. In pompa magna e con tutti gli onori, sia chiaro.
Seppellire Giovanni Falcone. E con lui Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Seppellirli sotto corone d’alloro e bande musicali che suonano le note del silenzio. Come se non ve ne fosse stato già abbastanza. Seppellire con tutta la retorica dello Stato – e delle fasce tricolori e le alte uniformi – che onora i suoi servitori. Meglio quando sono morti.
Perché la memoria, se svuotata del conflitto, diventa cerimonia. E la cerimonia è rassicurante. Addomestica il dolore. Sterilizza la rabbia. La rabbia autentica di quelle giornate. La rabbia di una città che non voleva morire tra miseria, disoccupazione, emarginazione e pallottole e autobombe.
Così, ogni 23 maggio, si recita una liturgia salvifica. E chiariamolo, non recitano i ragazzi e le ragazze, la cosa forse più bella e viva, che scendono dalle navi e attraversano le vie di Palermo come stazioni di una via crucis. La liturgia è celebrata da uno stato che onora il sacrificio, piange il martirio, recita il

copione. E poi tutto torna al suo posto.  Infatti  non ci servono martiri per svegliarci, ma più semplicemente il coraggio di vivere con dignità. Di denunciare. Di schierarsi . 
Un sistema stato che non protesse in vita Falcone e Borsellino – e prima di loro Costa e Terranova e Giuliano e Cassarà e Basile e Montana e Chinnici e tanti, troppi, uomini colpevoli di fare bene il proprio lavoro – oggi si presenta con il vestito impeccabile alle commemorazioni. Ma lascia sepolte le domande. Quelle vere. Quelle scomode. Come se la morte di Falcone bastasse a mondare i peccati di ieri, di oggi, di domani.
Ci vuole coraggio per presentarsi, come ha fatto la Presidente del Consiglio Meloni, alla giornata in memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta e affermare testualmente che “Il loro esempio continua a guidare la nostra azione”.
Proprio a poche ore dal tentativo di infilare nel Decreto Infrastrutture una norma con cui il suo governo ha tentato di accentrare - e derogare di fatto - le norme del Codice antimafia.
E solo l’intervento in extremis del Presidente Mattarella lo ha scongiurato.
Ricordare è giusto, anzi il minimo sindacale.
Usare per propaganda politica il nome di Falcone, uno che per una vita intera è stato umiliato, infangato e infine sacrificato da parte delle istituzioni, è un’appropriazione indebita di un eroe nazionale.
Il tutto da parte di chi ha passato gli ultimi tre anni ad attaccare e delegittimare in ogni modo la magistratura di cui Falcone è l’esempio forse più alto e spesso dimenticato.
“Cara” Presidente, se vuole celebrare Falcone, non lo faccia a parole e con fiumi di retorica ma con i fatti, le azioni e, soprattutto, con le leggi ben  fatte   e   dei garbugli  e  fatte rispettare . Concludo questo post     oltre  al ricordo   della  figura    di Falcone  e   della  sua  scorta    anche    dell'altra protagonista 
poco ricordata    morta   con lui  ovvero la moglie  Francesca  Morvillo 
Francesca Laura Morvillo è nata il14 dicembre 1945 a palermo ed è morta  il 25 maggio 1992 a Palermo
La sua voce continua a parlare  di coraggio .Francesca Laura Morvi!lo è stata l'unica donnamagistrato assassinata in Italia Brillante giurista, figlia di un sostituto procuratore e sorella di
un futuro magistrato, sì laureò con lode e vinse il  premio Giuseppe Maggiare” per la migliore tesì  penalistica. Ricoprì ruoli di rilievo come giudice ad Agrigento, sostituto procuratore per i minorenni e consigliere della
Corte d'Appello di Palermo. Fu anche dotente universitaria, impegnata nella tutela dell'infanzia. Nel 1979 conobbe Giovanni Falcone, con cui si sposò nel 1986. Il 23 maggio 1992, mentre viaggiava accanto al marito   fu gravemente  ferita dalla bomba mafiosa della strage di Capaci Morì
ore dopo in ospedale, diventando ia quinta vittima dell'attentato Aveva 47 anni Decorata con la Meciaglia d'oro al valor civile, è ricordata pericoraggio silenzioso, la dedizione alla giustizia e Il sostegno incrollabila al marito nella lotta contrò la mafia. In suo onore
sono stati intitolati centri minorili e spazi pubblici, simbolo di una vita spesa al servizio della legalità e del dovere civile.
 

22.5.25

Leone XIV e la concezione di famiglia di © Cristian A. Porcino Ferrara

da  Le Recensioni del Filosofo Impertinente




Papa Leone XIV durante l'udienza al Corpo diplomatico presente in Vaticano ha detto che è responsabilità di chi governa investire sulla famiglia "fondata sull'unione stabile tra uomo e donna, 'società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società'". Quest'ultima è una citazione della Rerum Novarum del suo illustre predecessore Leone XIII. Evidentemente la concezione di famiglia di Robert Francis Prevost è identica alla concezione ampiamente diffusa nel 1891 (anno della pubblicazione dell'enciclica citata). Ora nessuno si aspetta da un pontefice una totale apertura alle unioni non tradizionali ma certamente nemmeno un ritorno al passato che è totalmente anacronistico e fuori dal tempo. È evidente che per Prevost noi non esistiamo e non possiamo costruire famiglie e a questo punto sorge un dubbio. Ieri ha affermato: "Sono stato scelto senza alcun merito e, con timore e tremore, vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia, camminando con voi sulla via dell’amore di Dio, che ci vuole tutti uniti in un’unica famiglia".
Come possiamo definirci membri di un'unica famiglia se al suo interno esiste chi ti ritiene invisibile e ti nega il diritto alla felicità?
Come ha ricordato la sociologa Chiara Saraceno a Left (19/12/2014) la famiglia naturale non esiste perché:
"La famiglia è una costruzione sociale, legale e normativa. Sono le norme che definiscono quali rapporti di sesso o di generazione sono familiari oppure no. E se noi guardiamo la famiglia da un punto di vista antropologico e storico, scopriamo che il modo in cui questo processo normativo è avvenuto è variato molto nel tempo e nello spazio".
Non abbiamo quindi certamente bisogno dell'approvazione più o meno benevola di un rappresentante religioso per esistere ed essere legittimati né tantomeno di carità selettiva.
Fortunatamente a bilanciare certe dichiarazioni è intervenuto il nostro caro e amato Presidente della Repubblica che ha compreso il dolore che si cela dietro l'indifferenza e la discriminazione. In occasione della giornata contro l'omofobia Sergio Mattarella ha detto: "Il tema della Giornata odierna - il potere delle comunità - richiama al valore del vivere insieme, con rispetto. Una comunità inclusiva sa di dover proteggere le differenze per costruire una società più giusta e più coesa, ampliando così la libertà di tutti".Senza uguaglianza non c'è libertà.

                  © Cristian A. Porcino Ferrara

la nuova legge sulla caccia una cambiale pagata ai cacciatori e alle lobby venatorie

inizialmente   la  tentazioe era  di   scrivere  un  commento volgare    a  tale  news  . Ma  poi   misono reso conto che  sarebbe stato troppo riduttivo  e  che avreifatto il loro gioco . Poi mi è arrivata  suwatsapp  da  firmare    tale  petizione  
  
Voglio condividere con voi una petizione contro una nuova legge in Italia che mira ad ampliare l’attività venatoria. Questa proposta mette seriamente a rischio la sicurezza delle persone e dell’ambiente.
Se anche voi pensate che sia importante tutelare la natura e la sicurezza pubblica, vi invito a firmare e diffondere la petizione. Grazie per l’attenzione! https://chng.it/g9CHM5J2cr 

Io lo l'ho fatto perchè essa rappresenta un attacco diretto alla biodiversità, alla sicurezza dei cittadini e ai principi costituzionali e comunitari in materia ambientale.infatti La nuova proposta di legge:
Permette la caccia nelle spiagge, nei boschi, nelle foreste pubbliche e persino nelle aree protette, mettendo a rischio la sicurezza di chi frequenta la natura: famiglie, escursionisti, ciclisti, cercatori di funghi, bambini.
Riduce le aree protette, invece di aumentarle come richiesto dall’Unione Europea (30% entro il 2030).
Riabilita pratiche vietate come i roccoli e i richiami vivi, favorendo bracconaggio e traffico illegale di fauna selvatica.
Elimina il ruolo vincolante dell’ISPRA, ente scientifico imparziale, sostituendolo con organismi controllati dalla politica e dalle lobby venatorie.
Autorizza spari notturni e l’uso di cani in gara anche a caccia chiusa, con gravi danni alla fauna in riproduzione.
Trasforma la caccia in “attività sportivo-motoria”, tentando di legittimarla come strumento di tutela della biodiversità. Un’assurdità che capovolge la logica, la scienza e la Costituzione.
 
📢 PERCHÉ È INACCETTABILE

🔴 Violazione dell’art. 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente e la biodiversità.

🔴 Contrasto con le Direttive UE su habitat e avifauna: rischiamo nuove procedure d’infrazione.

🔴 Privatizzazione della natura, a vantaggio di élite economiche italiane e straniere.

🔴 Rischio per la sicurezza pubblica, con fucili nei luoghi di svago e turismo.

🔴 Svuotamento del ruolo della scienza, a favore di interessi lobbistici.

 


ANCHE LE CINTURE DI SICUREZZA POSSONO SALVARTI DA UN’AGGRESSIONE - Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco PUNTATA n XXVII

 Il tema della sicurezza in macchina è di importanza cruciale. Per questo abbiamo scelto di raccogliere in pillole tuti i suggerimenti e i consigli di cui è bene teniate conto.

1. Evitate strade isolate, soprattutto di notte.
2. Scegliete itinerari ben illuminati e frequentati.
3. Assicuratevi che la vostra auto sia dotata di un sistema di allarme funzionante e, se possibile, di dispositivi di sicurezza come telecamere o Gps per tracciare la posizione.
4. Durante la guida, mantenete le porte bloccate e i finestrini chiusi, in particolare in situazioni di traffico poco intenso.
5. Se qualcuno si avvicina al finestrino, valutate attentamente la situazione prima di aprire o rispondere a domande.
6. Conservate il cellulare in una posizione facilmente accessibile per poter chiamare immediatamente i soccorsi.
7. Se vi rendete conto di essere in una situazione di pericolo, valutate se è possibile allontanarvi in sicurezza.
8. La preparazione e la consapevolezza sono strumenti fondamentali. Se possibile, cercate di creare
spazio o di raggiungere una zona più sicura.
9. Se la vostra auto dispone di un sistema antifurto o allarme, a!ivatelo appena possibile per scoraggiare l’aggressore.
10. Non esitate a contattare il numero di emergenza (in Italia il 112 o il 113 per la polizia) non appena siete in grado di farlo in sicurezza. Se siete passsive a causa della minaccia, valutate se attivare un’app di emergenza.
11. Anche se può sembrare difficile, cercate di mantenere la calma per poter prendere  decisioni razionali.

Nell’immagine accanto, un consiglio su come mettervi in sicurezza in auto grazie alla cintura di sicurezza.


per chi volesse  approfondire  le tecniche     eccone alcune  ( qui  se   l'incorporazione  non lo dovesse  far vedere  ) 


  
[...] 
  Sicurezza in auto pag 37\38
 Appena entri in auto attiva la chiusura centralizzata. Tutto il resto (sistemarti, accendere la radio, ecc.) lo potrai fare dopo. Aumenta al massimo il livello di attenzione nel momento in cui entri o esci dall’auto: la maggior frequenza nelle aggressioni si ha proprio quando la portiera e aperta. Non fermarti se vedi che qualche automobilista in luogo isolato ti fa segno di avere problemi all’auto. Potrebbe essere una trappola. Chiama il soccorso stradale: se avra realmente bisogno di aiuto sa ranno loro ad assisterlo. Se vedi che qualcuno sta male, presta la massima attenzione nel soccorrerlo. Non dare e non chiedere passaggi in autostop: e troppo rischioso. Usa come antifurto un bloccasterzo che, in caso di bisogno, rap presenta un’efficace arma contundente da tenere in auto. Come pure una torcia tipo Maglite, lunga e pesante. Non arrabbiarti e non litigare con gli altri automobilisti. Non ne vale la pena: se ti fanno gestacci o ti suonano ripetutamente, la sciali fare. Se effettivamente hai sbagliato qualcosa nella guida scu sati con un gesto della mano. Se sono loro nel torto, non dare im portanza alla cosa e lasciali andare per la loro strada. Non scende re mai dall’auto per discutere. Potresti rovinarti la vita per una questione da nulla. Clicca qui per accedere al video corso Krav Maga Efficace  Strategia difensiva contro dirottamento auto Se l’aggressore e riuscito a salire in auto e ti minaccia mentre sei alla guida, gioca d’astuzia e tampona (piano) l'auto che ti sta di fronte: quest’azione potrebbe salvarti la vita poiche quasi certa mente lui fuggira
[....] 

i pitbull non sono solo una razza pericolosa ma anche intelligente . Da vittima a eroina: il pitbull salvato in Sicilia che ha protetto la sua proprietaria in Friuli Il cane era scampato alle torture di una baby gang a Bagheria

il fatto che il Pitbull sia aggressivo è un luogo comune assolutamente da smentire. E  queste     due  storie    lo dimostrano   








                      Immagine a scopo illustrativo realizzata con l'Intelligenza Artificiale © StrettoWeb



Era scampata insieme a un altro cucciolo alla ferocia di una baby gang a Bagheria nel Palermitano. L’amministrazione comunale con l’assessore al benessere degli animali Giuseppe Tripoli era riuscita a salvarli e farli curare al Dog’ Garden di Sambuca di Sicilia. Da lì Kasia era stata adottata da una famiglia in provincia di Gorizia. Anche l’altro cane Eros ha trovato una famiglia. Una benedizione per la nuova proprietaria visto che il suo cucciolo le ha salvato la vita. Dea, adesso si chiama così il cane, ha soccorso la donna durante una crisi respiratoria notturna. La storia è raccontata dal Piccolo di Trieste.Partita dalla Sicilia Dea adesso vive con Elisabetta e la figlia a San Canzian di Isonzo. Qualche notte fa, la donna ha avuto un grave episodio di apnea notturna seguito da una paralisi da panico: il respiro si è bloccato, il corpo non rispondeva e la paura ha preso il sopravvento. Dea, che dormiva nella sua cuccia, si è accorta subito della situazione. È balzata sul letto e ha iniziato a saltare sulla schiena della sua proprietaria, mettendo in atto una manovra che ha sbloccato la respirazione di Elisabetta, permettendole di riprendere fiato. Una manovra che, spiegano gli esperti, i cani fanno con i loro simili per smuoverli da un pericolo.
“Ringraziamo Elisabetta per questa sua preziosa testimonianza. Questi cani non sono mostri o creature pericolose come troppo spesso vengono dipinti da una certa narrazione nelle cronache –sottolinea Patrizia Munarin di Animai Pride – sono anzi compagni di vita straordinari. Sono animali eccezionali, capaci di amore e di grande intelligenza. La storia di Dea è solo un esempio di quanto possano essere preziosi nelle nostre vite. Nessuna delle nostre adozioni ha mai leso fisicamente nessuno, anzi, ha donato gioia, ha difeso, ha curato, ha amato in-condizionatamente“.


Questa storia mi fa ricordare quela avvenuta nel 2023 ,  sempre a taranto . Non è, che è l'aria delle acciarie 😇😂 dove sempre un pitbull con il suo fiuto   

Il caso del bambino lasciato tra i rifiuti
Il fiuto di un pitbull ha salvato il neonato abbandonato
 

È stato il fiuto di un pitbull a salvare il bambino appena nato abbandonato tra i cassonetti dei rifiuti, a Taranto, tra via Pisanelli e via Principe Amedeo. Una circostanza insolita, se si considera che spesso questi cani balzano agli onori della cronaca per la loro temibile aggressività. Questa mattina, per fortuna, la storia è andata diversamente e a lieto fine.
Dopo essere stato trasportato in ospedale, il «piccolo - fa sapere l'Asl - è stato immediatamente trasferito in UTIN per le cure e l'adeguata assistenza; è in condizioni cliniche stabili, di peso adeguato all'età gestazionale e costantemente monitorato per i parametri vitali».
«È importante ricordare - spiega l'azienda sanitaria - che già dal 1997 la legge italiana tutela la diade madre figlio assicurando in ospedale il parto in anonimato e consentendo di garantire la massima riservatezza, garantendo interventi sanitari adeguati ed efficaci a tutela della salute degli stessi. Il neonato, appena giunto al presidio ospedaliero, è stato prontamente preso in carico dal prof. Federico Schettini e dalla dr.ssa Lucrezia De Cosmo, direttrice dell'Unità di Terapia Intensiva Neonatale.
«Ringrazio tutti gli operatori sanitari intervenuti questa mattina per salvare il neonato – afferma Vito Gregorio Colacicco, direttore generale della ASL Taranto – Seguo personalmente e costantemente la situazione, consapevole che il piccolo è in ottime mani: i nostri medici e infermieri garantiranno al piccolo tutte le cure e l'affetto necessari».
Ma torniamo alle circostanze del ritrovamento. L’episodio è accaduto intorno alle 7.00. Un uomo era per strada con il suo cane, un pitbull, appunto, per la solita passeggiata mattutina ed è stato proprio l’animale ad attirare l’attenzione verso un sacchetto di plastica depositato tra i cassonetti della spazzatura. L’uomo sulle prime avrà forse pensato che si trattasse di uno dei tanti sacchetti di rifiuti depositati al di fuori dei cassonetti e quindi ha cercato di trascinare il suo pitbull lontano da quel fagotto. Ma all’arrivo di una signora con un altro cane lo scenario è cambiato: entrambi gli animali cercavano di attirare l’attenzione dei loro padroni verso quel sacchetto e proprio in quegli istanti si sono uditi dei vagiti provenire da quel sacchetto. Ecco allora la scoperta: all’interno, avvolto da un lenzuolino e in compagnia di un orsacchiotto di peluche, c’era il neonato. I due cittadini hanno allora immediatamente chiamato i soccorsi e gli operatori del 118 sono giunti sul posto in pochissimi minuti. Il bambino è stato così trasportato in ospedale, al Santissima Annunziata, e ricoverato nell’Unità di terapia intensiva prenatale, dove è tuttora coccolato con amore da tutto il personale. Il piccolo gode di buona salute. Secondo una prima ricognizione, il bambino sarebbe nato non più di un paio d’ore prima del ritrovamento e aveva ancora una parte di cordone ombelicale attaccata al suo corpicino e questo lascia temere per lo stato di salute della madre del piccolo che potrebbe aver bisogno di cure e assistenza. Per questo si attende che la donna si faccia viva. Anche la Polizia segue la vicenda e indaga per ricostruire l’episodio e rintracciare la madre del piccolo.
L'appello di Balzanelli
Il caso sta suscitando grande clamore ed emozione. «Voglio fare un appello - dice a TarantoBuonasera il dottor Mario Balzanelli, presidente del Sis 118 - alle donne in difficoltà: non abbandonate i bambini. Chiamateci e da noi avrete tutto il sostegno di cui c’è bisogno. Non dovete temere nulla».
Il Comune segue la vicenda
«Sul caso del neonato abbandonato accanto al cassonetto - fa sapere l'assessore ai servizi sociali Gabriella Ficocelli - ho sentito il Direttore Generale dell’Asl di Taranto, Dott. Colacicco.
Il neonato ritrovato stamattina nei pressi di via Pisanelli sta bene. Ed è l’unica cosa che conta.
La burocrazia farà il suo corso, ma adesso siamo tranquilli perché il bambino è stato accolto ed ha avuto tutte le cure e l’affetto che gli spettano di diritto. Come ogni creatura che viene al mondo».
«I Servizi Sociali del Comune - prosegue l'assessore - stanno seguendo questa vicenda, l’unica cosa che voglio e posso anticipare è che è già partita una gara di solidarietà verso questo bambino.
La città in queste circostanze si dimostra accogliente e capace di regalare amore incondizionato.
Un grazie di cuore, inoltre, alla signora che questa mattina all’alba non ha fatto prevalere la paura e l’indifferenza e ha consegnato il bambino ai sanitari. A lei e ai nostri medici e infermieri la gratitudine di tutti noi».
Melucci: «Partita la gara di solidarietà»
«È partita la gara di solidarietà e la corsa a coccolare il neonato ritrovato stamattina in via Pisanelli.
Lui sta bene e la città lo sta già riempiendo di cure e d’amore». Lo dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
«Grazie - prosegue il sindaco - a chi ha chiamato subito i soccorsi, grazie ai nostri medici, grazie alla Taranto che cura, protegge e non si tira indietro quando serve tendere la mano.
Al piccolo, la cui vita è cominciata in salita, l’augurio di continuare a ricevere tutto l’amore che c’è.
Taranto e l’amministrazione resteranno al suo fianco».


Infatti   


da  : « Pitbull: carattere, malattie e come educarlo »  di    greenMe.it

[.... ]

 Quando sentiamo parlare di Pitbu ll che hanno attaccato delle persone, il più delle volte il loro comportamento è da imputare  ad una potenziale aggressività spesso incentivata anche dal proprietario.Quest’ultimo servendosi del cane come protezione l’ha probabilmente addestrato ad agire e a reagire con queste modalità. La situazione può poi sfuggire di mano. Moltissimo dipende dall’ambiente in cui il cane crede e da come cresce qui.Cani di questa razza allevati in ambienti emotivamente stabili ed affettuosi hanno la possibilità di sviluppare il loro vero carattere dolce e amorevole, proprio come quello di altri amici a quattro zampe.Ovviamente se il Pitbull si trova invece a dover vivere in un ambiente violento sarà sicuramente più incline a ripetere ciò che ha visto sviluppando dunque una certa aggressività. Ciò non è una caratteristica del Pitbull, ovviamente è valido anche per altre razze di cani. [...]

Annalisa e il suo singolo- Maschio sotto attacco della Lega: "Questa è una canzone blasfema"

Lo so che  ci sono  cose  più  importanti  di cui parlare, scrivere  e   su   certe  cose  alle  soglie del 2025     ci   sarebbe    da riderci sopra    .  Ma   è più  forte  di me  . Annalisa Scarrone è tornata e va fortissimo con il nuovo singolo in cui si strasforma, anche fisicamente e nel look, per diventare Maschio. Il brano ha già oltre due milioni di ascolti ed è fra i più "gettonati" su tutte le piattaforme. Ma su esso nasce una polemica, di cui si fa portavoce  come  al  solito quando si tratta    di  tali tematiche   Simone Pillon, senatore in quota Lega di Salvini e sempre molto radicale quanto a temi gender e della famiglia. Infatti Annalisa viene accusata  dai  " conservatori " di cantare un testo blasfemo. Perché? Scrive Pillon:


 "Inverte i ruoli di genere, accosta perversioni e religione". Il senatore leghista paragona Maschio alle metafore su sesso e verginità con cui Madonna scandalizzò negli anni 80 con Like a Virgin. Ora   fra i passaggi del testo(  che   trovate  integralmente    sotto  )   contestati e considerati blasfemi: "Ma te lo giuro su Maria / L'amore ci eco è una teoria" e "Mi diresti pervertita / O peggio fai tu/ Ma perdona i miei peccati / Come ha fatto Gesù" e ancora "Per seguire una chimera / Invertire Adamo ed Eva". Pillon, e tutta una parte politica e di opinione dietro a lui, chiedono  ancora  una  volta   come   un disco  rotto    ai social perché Annalisa non prova a sfottere l'Islam


 Mh-mh-mh-mh
Mh-mh-mh-mh
Mh-mh-mh-mh
Mh-mh-mh-mh

Faccio il diavolo per te
Vado al massimo per te
Io mi illumino per te
Anche quando non mi baci per orgoglio
Posso farlo io per te
Vado in terapia per te
Scaglio io la prima pietra
Mi rovino la carriera
Presa da una furia cieca
Per calmarmi sto svuotando il portafoglio
Io mi indebito per te
Ma te lo giuro su Maria
L'amore cieco è una teoria
Non parli mai di gelosia
Ma io lo so
Anche un maschio a volte piange
Se fossi nella tua camicia, o anche più giù
Mi diresti: "Pervertita", o peggio: "Fai tu"
Ma perdona i miei peccati come ha fatto Gesù
Come hai fatto con lе altre
Se fossi un maschio io
Mi vendеrei per tutto, per zero
Mi venderei per finta, e davvero
Io mi venderei solo col pensiero
Solo per lei-ei
Solo per lei-ei
Che succede la notte?
Ma che succede la notte?
L'orologio si mette a correre
Come me nella bufera
Per seguire una Chimera
Invertire Adamo ed Eva
Fare a botte anche se non c'è bisogno
Spacco il tavolo per te
Ma te lo giuro su Maria
L'amore cieco è una teoria
Non parli mai di gelosia
Ma io lo so
Anche un maschio a volte piange
Se fossi nella tua camicia, o anche più giù
Mi diresti: "Pervertita", o peggio: "Fai tu"
Ma perdona i miei peccati come ha fatto Gesù
Come hai fatto con le altre
Se fossi un maschio io
Mi venderei per tutto, per zero
Mi venderei per finta, e davvero
Io mi venderei solo col pensiero
Solo per lei-ei
Solo per lei-ei
Che succede la notte?
Ma che succede la notte?
Ma te lo giuro su Maria
L'amore cieco è una teoria
Non parli mai di gelosia
Ma io lo so
Anche un maschio a volte piange
Se fossi nella tua camicia, o anche più giù
Mi diresti: "Pervertita", o peggio: "Fai tu"
Ma perdona i miei peccati come ha fatto Gesù
Come hai fatto con le altre
Se fossi un maschio io
Mi venderei per tutto, per zero
Mi venderei per finta, e davvero
Io mi venderei solo col pensiero
Solo per lei-ei
Solo per lei-ei

Ora   sarà  pure   per  loro  una canzone  blasfema  , ma  se invece  di romperci le ...  si occupassero di cose  serie    anzichè   di una  canzone   . Secondo   il mo punto di vista  essa è si agnostistica e  atea  ma non blasfema  .  Ma  soprattutto la  reputo , in un Italia , in cui ci  sono ancora  forti sacche  di bigottismo ,  una  canzone  coraggiosa   nel trattare  \ affrontare  i tabu   e   nel descrivere  il  mondo transgender  senza  in maniera   laica . Con un  testo in cui   non giudica  e  non condanna  persone  che  chiedono d'essere  ascoltati   e non emarginati .
Quindi  è  evidente  che  un  testo   del genere  crea  ancora  , soprattutto in certi ambienti  culturali   ed  in certe pesone   un mal di pancia  ed un acidità di stomaco   vuol  dire   che   testi che  dovrebbero  essere ovvi  e  scontati  sono  sempre più necessari . 

21.5.25

Tutto quello che so sulla Palestina, sull'amore.. e sul sionismo

"Spesso, leggendo i commenti sotto i video o post che parlano del genocidio di Israele contro il popolo palestinese, si nota molta confusione. Tante persone non sanno nemmeno cosa sia il sionismo e
l'ideologia sionista" .

A spiegarlo, in modo chiaro e diretto, é Karem Rohana, un attivista italo palestinese, nato ad Haifa da padre palestinese e mamma italiana.

Ascoltatelo con attenzione, ne vale veramente la pena, per l'analisi lucida e spietata che fa di un popolo ma anche per l'amore che invita a coltivare anche quando l'ultima fiammella di speranza sembra spegnersi. E un invito finale su tutti, quello di non perdere la nostra umanità e la nostra capacità di sentire l'altro come portatore di diritti uguali ai nostri.Un capolavoro di video. È di una potenza inaudita, un dono prezioso per chiunque l'ascolti, infonde consapevolezza e umanità. Grazie per essere il cambiamento in questo mondo assopito da un sistema al potere che ci vuole tutti buoni e zitti, individualisti e manipolati inconsapevoli
La delicatezza con cui hai trattato tanta sofferenza è imbarazzante. La tua profondità di pensiero è estremamente rara. Il tuo cuore è grande. Grazie

convivere o cancellare il dolore ? no . trasformarlo in forza

leggi anchei  miei precedenti Post


 Ogni notte prima  d'andare  a   dormire     mi faccio   un riassunto  della    giornata  . E  prorio durante una di queste mi è venuto  alla mente   questo il video  di    che  afferma 


La malattia e il dolore fanno parte della vita e si manifestano per darci un segnale o un messaggio che sta a noi capire e interpretare. La malattia non va combattuta, ma compresa e accolta attraverso l'amore che proviamo verso noi stessi e l'amore che ci arriva dalle persone a noi care
Mi sono chiesto ma con il dolore dobbiamo conviverci , cancllarlo \ rimuoverlo oppure trasformarlo ? poi mi durante la notte mi è ritornata alla mente una discussione che ebbi con il mio analista
Trasformare o cancellare il dolore sono due approcci molto diversi, con implicazioni significative per il benessere.Infatti dopo inutili e frustanti tentativi di rimuovere il dolore e la sofferenza ho capito che Il dolore non scompare. Cambia forma. Impariamo a conviverci, a camminarci accanto… e, a volte, a trasformarlo in forza. il dolore non è una fine, ma un inizio . Infatti   Spesso l'istinto primario è quello di cancellare il dolore, di farlo sparire. Questo desiderio è comprensibile, poiché il dolore, sia fisico che emotivo, è un'esperienza sgradevole. Tuttavia, la totale cancellazione del dolore è raramente possibile o desiderabile.Il dolore, specialmente quello psicologico ed emotivo, non è semplicemente qualcosa da eliminare. È un segnale, un'informazione che il nostro corpo e la nostra mente ci stanno dando. Ignorarlo o reprimerlo può portare a problemi maggiori nel lungo periodo. Ad esempio, il dolore emotivo non elaborato può trasformarsi in ansia, depressione o difficoltà relazionali. Cercare di "anestetizzarlo" a forza può aggravare la sofferenza, rendendo ancora più difficile il momento che stiamo attraversando.Trasformare il dolore: un percorso di crescita è un concetto molto più potente e realistico. Si tratta di accettare la presenza del dolore e di utilizzarlo come catalizzatore per la crescita, la comprensione e il cambiamento. Questo processo implica:
  • Accettazione: Il primo passo è riconoscere e accogliere il dolore, senza giudicarlo o cercare di scacciarlo. Permettersi di sentire ciò che si prova, anche se spiacevole, è fondamentale.
  • Comprensione: Chiedersi cosa il dolore stia cercando di comunicarci. Qual è la sua origine? Quali lezioni possiamo imparare da questa esperienza? Spesso, il dolore ci indica che qualcosa non va bene nella nostra vita o che abbiamo bisogno di fare dei cambiamenti.
  • Elaborazione: Il dolore va elaborato, non represso. Questo può avvenire attraverso la riflessione personale, la scrittura, l'arte, o il confronto con persone fidate o professionisti. Dare un significato al proprio vissuto, anche caotico, lo rende più comprensibile e meno disturbante.
  • Resilienza e risorsa: Molte persone riescono a trasformare il dolore in una vera e propria risorsa, una fonte di forza interiore e creatività. Le esperienze difficili, una volta elaborate, possono renderci più empatici, più consapevoli delle nostre risorse e più aperti a nuove prospettive. Non si tratta di rendere il dolore piacevole, ma di far sì che, una volta attraversato, le "lacrime si trasformino in perle".
  • Azione: Il dolore può essere una spinta per agire, per cambiare ciò che non funziona, per creare nuove opportunità o per rafforzare i legami con gli altri.

In sintesi cancellare il dolore è spesso un obiettivo irrealistico e controproducente. La trasformazione del dolore, invece, è un percorso che, sebbene difficile, offre la possibilità di crescere, imparare e rafforzare la propria resilienza. Imparare a "lasciare che il dolore sia semplicemente quello che è" e ad attraversarlo, piuttosto che fuggirlo, è la chiave per superarlo e farne una fonte di crescita personale.In alcuni casi, soprattutto quando il dolore è cronico, opprimente o paralizzante, il supporto di uno specialista (psicologo, psicoterapeuta) può essere fondamentale per guidarci il processo di elaborazione e trasformazione.
«  semplice   a  dirsi  ma  difficile  a  farsi   » .
  Vero . Ognuno di noi reagisce in modo diverso al dolore, quindi trovare ciò che funziona per te è fondamentale.  Trasformare il dolore è un processo che richiede tempo, ma può diventare un'opportunità per crescita e cambiamento. Ecco alcune strategie che possono aiutarti:
  • Espressione creativa: Scrivere, dipingere, suonare uno strumento o qualsiasi altra forma d’arte può dare voce alle emozioni in modo potente.

  • Movimento e corpo: Lo sport, la danza o persino una passeggiata nella natura possono aiutare a canalizzare e rilasciare il dolore.

  • Meditazione e respirazione: Tecniche come la mindfulness e la respirazione profonda possono favorire l’accettazione e la trasformazione delle emozioni difficili.

  • Connessione con gli altri: Parlarne con amici fidati o un terapeuta può alleggerire il peso e aiutarti a trovare nuove prospettive.

  • Trasformare il dolore in azione: Molti trovano senso nel contribuire a una causa o nel supportare altri che affrontano sfide simili.

  • Dare un nuovo significato: Cercare di vedere la propria esperienza come un’opportunità di apprendimento e crescita può cambiare completamente il rapporto con il dolore

Quindi Il dolore è una parte inevitabile della vita, ma il modo in cui lo affrontiamo può fare una grande differenza. Cancellarlo completamente potrebbe non essere possibile, ma trasformarlo è una scelta potente  .
Alcuni trovano sollievo esprimendolo attraverso l’arte, la scrittura, la musica o il movimento. Altri scelgono di imparare da esso, trovando forza nelle difficoltà e trasformandolo in crescita personale. A volte, il dolore può diventare il motore di un cambiamento positivo, spingendoci a riscoprire ciò che conta davvero.
Ci sono molte tecniche che possono aiutarti a gestire il dolore e trasformarlo in qualcosa di più gestibile.
E quali ? eccone altre che potrebbero esserti utili:
  • Scrittura terapeutica: Tenere un diario, scrivere lettere (anche se non le invii) o creare poesie può essere un modo potente per dare forma ai tuoi sentimenti.

  • Tecniche di rilassamento: Lo yoga, la respirazione diaframmatica e la visualizzazione guidata possono calmare la mente e il corpo.

  • Esposizione graduale: Se il dolore è legato a un evento traumatico, affrontarlo a piccoli passi può aiutare a ridurre la sua intensità nel tempo.

  • Rituali simbolici: Creare un gesto simbolico—come accendere una candela per una persona cara o scrivere ciò che vuoi lasciare andare su un foglio e poi distruggerlo—può aiutare nel processo di guarigione.

  • Terapie alternative: Tecniche come la musicoterapia, l'aromaterapia, la terapia del suono o l'agopuntura possono favorire un senso di benessere.

  • Atti di gentilezza: Fare qualcosa di positivo per gli altri può aiutarti a sentirti connesso e trovare un senso di scopo.

a  te  scegliere   quale . 
Ok grazie  


In sottofondo 
Shkodra Elektronike – Zjerm  (  qui  la  traduzione di  https://lyricstranslate.com/it/  Shkodra Elektronike - Zjerm (traduzione in Italiano)  da  Eurovision 2025

Ci mancherai Giuseppe Casula,, camionista 44enne di Pirri. Eroe moderno senza nessun riconoscimento da parte di nessuno. Un riconoscimento che meritano oggi le sue figlie.



da https://www.cronachedallasardegna.it/ 21\5\2025 







Un anno fa, il 20 maggio 2024, è morto Giuseppe Casula, camionista 44enne originario di Pirri, in provincia di Cagliari.Un anno ad oggi si svolsero i suoi funerali a Monserrato, con il tributo dei suoi colleghi camionisti andati in massa insieme a decine di altre persone per dargli l’ultimo saluto.
Casula era un eroe moderno: tre anni fa, il 22 settembre 2022, aveva sventato una strage sulla 131 DCN impedendo ad una donna anziana e ad altri automobilisti, di perdere la vita a causa di un andamento contro mano della signora nella quattro corsie. Il fatto avvenne nei pressi del bivio di Lula, provincia di

Nuoro.
Il video di Giuseppe che si rivolgeva nei confronti della donna per avvisarla che doveva cambiare verso di marcia con il suo “Signoraaa” divenne virale. Casula bloccò con il suo camion la strada per impedire che qualche auto ci andasse dritta contro, salvando la vita all’anziana e ad altri automobilisti che potevano scontrarsi contro l’auto guidata dalla donna, in una strada nella quale si guida con velocità sostenuta.
Mettendo in pericolo il suo stesso mezzo di trasporto e la sua stessa vita. Ma Giuseppe non ebbe alcun riconoscimento per quel gesto eroico. Purtroppo. Nessuna medaglia, niente di niente.
Ha proseguito il suo lavoro come ogni altro camionista, macinando chilometri su chilometri, facendo turni massacranti, senza che nessuno parlasse più di lui sulla stampa. E’ tornato alla ribalta solo al momento dell sua morte ed allora mi chiedo perché quel riconoscimento per quel gesto eroico compiuto dal padre, non possa essere dato alle sue figlie. Magari dalla presidente Todde o dal primo cittadino di Monserrato. O da chi per loro.
Ho conosciuto Casula solo virtualmente. Dopo quel gesto eroico ci sentimmo, mi complimentai con lui, entrò tra i miei contatti Facebook e vedevo l’amore per il suo lavoro, la voglia di vivere, il sorriso sempre stampato in faccia. Un uomo che ispirava simpatia.
Date a quest’uomo ciò che merita. Date a chi ne erediterà gli insegnamenti, un ricordo del padre.  E’ il minimo che potete fare per lui.

20.5.25

l'incoerenza della Bramilla si dice vegana ed animalista ma poi alleva e vende salmoni

Non  sono  vegano   non sto qui a  spiegare il perchè  in quanto ne  ho parlato  ampiamente  in diversi post  sia  dela  vecchia   versione  (  cdv.splinder  ) sia   di quella attuale .Ma  s  dovessi  capitare  ad un  pranzo o a  una  cena      di un vegano  non faccio  lo schizzinoso  o l'intollerante  . Odio soprattutto di certe  persone che   si dicono vegane  ed  ne  dicono portare  avanti   le motivazioni  ma poi   fanno l'opposto      vedi i Salmoni   della Brambilla  . Infatti  è proprio  vedendo tale   inchiesta   , che  come


sto  cercando di  fare con la  carne ,  farò la stessa cosa con i pesci .  Infatti   acquisterò  come faccio con la carne  ,   quelle  prodotte non in maniera  intensiva  \ industriale   ( prodotti   processati e  surgelati   principalmente  )   cioè    non d'allevamento ma  pescato naturalmente . Ora  mi     chiedo     Si può promuovere la dieta vegana e un'alimentazione priva di crudeltà nei confronti degli animali se si hanno legami con un'azienda che commercia salmoni? È la domanda che emerge guardando l'ultima inchiesta presentata a Report, "Salmoni vegani", ancora una volta incentrata sulla deputata animalista Maria Vittoria Brambilla.

Non  sono  vegano   non sto qui a  spiegare il perchè  in quanto ne  ho parlato  ampiamente  in diversi post  sia  dela  vecchia   versione  (  cdv.splinder  ) sia   di quella attuale .Ma  s  dovessi  capitare  ad un  pranzo o a  una  cena      di un vegano  non faccio  lo schizzinoso  o l'intollerante  . Odio soprattutto di certe  persone che   si dicono vegane  ed  ne  dicono portare  avanti   le motivazioni  ma poi   fanno l'opposto      vedi i Salmoni   della Brambilla . Infatti  è proprio  vedendo tale   inchiesta   , che  come sto  cercando di  fare con la  carne ,  farò la stessa cosa con i pesci .  Infatti   acquisterò  come faccio con la carne  ,   quelle  prodotte non in maniera  intensiva  \ industriale   ( prodotti   processati e  surgelati   principalmente  )   cioè    non d'allevamento ma  pescato naturalmente  

 https://www.fanpage.it/kodami/report-i-salmoni-vegani-di-michela-vittoria-brambilla-finiscono-sotto-inchiesta/

Secondo l'inchiesta firmata dalla giornalista Giulia Innocenzi, la deputata di Noi Moderati, nota per il suo animalismo, avrebbe un ruolo in aziende che commerciano salmone proveniente dalla Scozia. Salmoni moribondi che agonizzano in superficie, bastonati, con gli occhi scoppiati.
L'inchiesta di Report e le contraddizioni di Brambilla
Innocenzi è andata in Scozia per verificare le condizioni in cui vivono i salmoni negli allevamenti riconducibili a Brambilla. Secondo la giornalista, esiste un legame tra la presidente dell'associazione animalista Leidaa e l'azienda Food from the world, specializzata nel commercio di salmoni e gamberetti aperta nel 2022. L'azienda in alcune posizioni avrebbe chiave collaboratori molti vicini a Brambilla, e anche una collaborazione con IoVeg, dichiaratamente di Bambilla. Questa, nonostante promuova un'alimentazione vegana, quindi priva di ingredienti di origine animali, ha i codici Ateco necessari per il commercio all'ingrosso di prodotti pesca fresca.
Report, i salmoni e i gamberetti fanno finire sotto processo Michela Vittoria Brambilla
Grazie all'aiuto di un investigatore, le telecamere di Report hanno potuto filmare diverse criticità nelle strutture scozzesi, a cominciare dall'infestazione massiva di pidocchi di mare, parassiti che consumano tessuti e sangue dei salmoni e proliferano grazie all'alta concentrazione di pesci in uno spazio ridotto. Ma non è tutto: è stato filmato anche un operatore che preleva da una vasca un salmone moribondo per poi finirlo a bastonate, mentre un altro salmone vivo viene lasciato tra quelli morti.
L'allevamento è stato però giudicato "altamente tecnologico", dai parlamentari scozzesi che si sono recati in visita e che hanno apprezzato l'uso di "telecamere per monitorare comportamento dei pesci e quindi il loro benessere", come emerge dall'inchiesta. Di avviso diverso è invece Abigail Penny, direttrice esecutiva di Animal Equality Uk, tra le maggiori organizzazioni di tutela animale, la quale ha sottolineato le sofferenze estreme a cui sono sottoposti i salmoni degli allevamenti.
Queste sofferenze possono riflettersi anche sul consumatore finale: non siamo noi infatti i primi a mangiare i salmoni scozzesi che arrivano nel reparto frigo, ma i pidocchi. Persino i prodotti usati per combattere l'infestazione hanno un impatto devastante sull'ecosistema: le sostanze chimiche, insieme ai resti del mangime, si depositano sul fondale, annientando tutto che c'è al di sotto dell'allevamento.
L'allevamento di Salmone in Scozia: insostenibile per animali e ambiente
La Scozia è il terzo produttore mondiale di salmone atlantico d’allevamento che esporta in oltre 50 paesi. L’Italia non ha un ruolo è fra i primi 10 importatori di salmone scozzese. Nel corso degli anni le indagini delle organizzazioni animaliste hanno rivelato sempre le stesse problematiche: gravi infestazioni di pidocchi di mare, pesci stipati in gabbie sottomarine dove questi migratori naturali nuotano senza meta in condizioni anguste fino all’età di 2 anni.Il grado di sofferenza di questi animali è tale che la mortalità può raggiungere il 25% prima che il gruppo sia destinato alla macellazione.

19.5.25

Rinascere dopo una condanna Un corso per educatori cinofili rivolto ai minori che hanno commesso reati

 Legi anche

https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2025/05/sulle-ali-del-vento-contro-il-tumore-le.html


fonte  unione  sarda 19\5\2025


Nel Campo Accademia cinofila di Margine Rosso c’è un gran fermento. Biassu, Wendy, Dylan, seguono attentamente i comandi degli istruttori: si siedono, si alzano, corrono, si fermano. Accanto a loro ci sono alcuni ragazzi: emozionati, guardano e imparano, per riuscire anche loro a rapportarsi con i cani coinvolti. Perché uscire dal tunnel, e trovare la speranza di una vita migliore, è possibile anche grazie a un amico a quattro zampe. Ed è questo che si prefigge il progetto “Il filo conduttore” rivolto ai minori che hanno compiuto reati ma che non si trovano in carcere e sono sotto la supervisione di servizi specializzati. Un progetto promosso dalla Bau Club Onlus assieme a Vsm (area minori esterna penale) che prevede un corso per assistenti educatori cinofili per favorire l’inclusione.
L’impegno per crescere
«Lo scopo di questi corsi», spiega la presidente della Bau Club Onlus Elena Pisu, «è garantire che il minore abbia la possibilità di crescere in un ambiente positivo, facendosi carico dei propri errori e lavorando per crescere e maturare». Le lezioni, spiega, «stanno andando benissimo, tutti i partecipanti sono felicissimi. Stanno lavorando con cani che frequentano l’Accademia cinofila, sotto la guida di istruttori esperti. Sono ragazzi che hanno bisogno di essere indirizzati in qualcosa, di avere uno scopo e si stanno dimostrando molto attenti e collaborativi».
Il rispetto manifestato
A guidarli in questa avventura è l’educatrice cinofila Erika Striulli che spiega, «mi sono commossa quando uno di loro mi ha detto “lei è bellissima, troverà il modo di conquistarla”, riferendosi ovviamente al cane, Olanda, che gli era stato assegnato. Una frase che denota un rispetto massimo per il cane che spesso non troviamo neanche negli adulti. Ragazzi così giovani che arrivano a dire cose molto profonde con un approccio delicatissimo. Una cosa che mi ha colpito molto». Questa esperienza, «è per noi, come centro cinofilo, molto positiva. Ci sta dando tanto sia dal punto di vista emotivo che professionale. I ragazzi stanno imparando valori come quello della collaborazione, e il cane diventa un veicolo sociale molto importante».
Teoria e pratica
Il corso prevede prima una parte teorica, «nella quale ad esempio spieghiamo come comunicare con il cane, parliamo delle differenze tra le diverse razze e così via». Poi si passa alla pratica, «con il team dei cani. A ogni ragazzo ne viene affidato uno. Un cane che dovrà preparare. E questo richiede da lui impegno e responsabilità». Il lavoro con il cane, sottolinea, «entusiasma di base tantissimi giovani. Ti fa vivere un’esperienza all’aria aperta, e tutti sono molto felici di partecipare». Sulle storie dei ragazzi non trapela niente: essendo anche minori c’è la massima segretezza. Certo è che spesso, per lasciarsi alle spalle una vita difficile, a volte basta un campo all’aria aperta e un nuovo amico.

l'amore può anche essere schiavitù "Ho sposato un nazista", la storia di Hilde Keller: "Mi diceva di frequentare solo la razza ariana"




Giuseppe Brindisi, conduttore di "Zona Bianca", intervista Hilde Keller, coautrice e protagonista del libro "Ho sposato un nazista", nel quale ripercorre la sua esperienza di convivenza con un uomo divenuto parte di una rete internazionale di estremisti. "Insieme a un gruppo di ex soldati, oltre 95enni, voleva formare il quarto Reich" racconta la donna.
"Il gruppo adescava ragazzi giovani con l'idea di ricreare la grande Europa fondata sui valori del "Blut und Boden" ovvero "sangue e suolo" tanto cara ai nazionalsocialisti - prosegue. - Nel gruppo anche ragazzi italiani adolescenti stanchi della mancanza di eleganza, finezza e cultura presente in CasaPound, e in cerca di qualcosa di più rigoroso ed estetico. Si tratta di un'ideologia militare suprematista pericolosa".
E sulla vita che conduceva accanto al marito neonazista confida: "Una vita di pura devozione totale all'ideale, ogni cosa che io facevo era per glorificare questa idea utopica che avevo del terzo Reich. Ero convinta di fare la cosa giusta ma in realtà stavo abnegando a me stessa, ero succube di una relazione tossica e malvagia. In me ricorreva il sogno idilliaco di un mondo di contadini guerrieri con i bambini felici che ballano sulle canzoncine folkloristiche, era diventata una sorta di ideale che mi permetteva di sopportare una situazione di grande violenza. Mio marito mi trattava come una schiava reclusa, mi aveva sequestrato il telefono e mi lasciava frequentare solo la razza ariana, neanche la mia famiglia era degna di me".

Mario Sotgiu e i suoi mille racconti: «Arzachena, una storia straordinaria»Il creatore del museo più piccolo d’Italia è il custode della memoria della sua città

Arzachena È più forte di lui. Anche quando dovrebbe essere il protagonista del racconto, Mario Sotgiu, il presidente dell’associazione “La ...