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6.3.26

Oksana, figlia di Chernobyl e altre storie . Più forti dei limiti: le atlete da tenere d’occhio alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026



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Oksana Masters, dal disastro di Chernobyl alla caccia alla 20ª medaglia alle Paralimpiadi. E al matrimonio dopo i Giochi

corriere  della sera  4\3\2026

                                           di Maria Strada













La statunitense Oksana Masters è uno dei volti più noti nel mondo paralimpico sia ai Giochi estivi che in quelli invernali. Nata nel 1989 — tre anni dopo il disastro nucleare di Chernobyl — nell'Ucraina occidentale come Oksana Bondarchuk, a causa delle radiazioni aveva diversi problemi congeniti come tibie fragili e inadatte a sostenerla, una gamba più lunga dell'altra, un solo rene, le dita palmate e senza pollici, e la polidattilia — presenza di dita in eccesso — in ciascun piede.Questo, e la miseria, spinsero i suoi genitori ad affidarla a un orfanotrofio ucraino dove comunque le condizioni erano di indigenza totale. All'età di sette anni, quando era alta appena come un normale bambino di tre anni a causa della malnutrizione, fu adottata da Gay Masters, una professoressa americana di logopedia, non sposata e senza figli biologici. La sua nuova vita a Louisville, Kentucky, non è però stata semplice: prima dei 13 anni anni si è reso infatti necessario amputarle entrambe le gambe.

Questo però non le ha impedito di avere una carriera sportiva a dir poco brillante, a cominciare dai successi nel canottaggio a Londra 2012 insieme a Rob Jones, ex marine che aveva perso le gambe in Afghanistan. A quel punto, però, il destino ha fatto sì che la schiena le impedisse di continuare a remare. Ma non di fare sport, perché dopo soli due anni era di scena a Sochi, ma nello sci di fondo ( un argento nel nordico 12 km e un bronzo nella 5), trovando poi due ori, due argenti e un bronzo a Pyeongchang 2018. Anche per questo nel 2020 è stata eletta atleta paralimpica dell'anno, aggiudicandosi il premio Laureus, poi ci sono stati i trionfi anche a Pechino: a Milano Cortina parteciperà alla sua ottava edizione delle Paralimpiadi tra estate e inverno, con un palmarès incredibile. Ha già vinto, infatti, ben 19 medaglie in quattro discipline: sci di fondo, biathlon, ciclismo e canottaggio.Quattordici di queste, tra cui tre ori, arrivano nelle edizioni sulla neve.Eppure il percorso verso Milano Cortina è stato particolarmente difficile per lei: diversi ricoveri ospedalieri le hanno fatto perdere 103 giorni di allenamento. All'inizio della stagione ha subito anche il 28° intervento chirurgico della sua vita alla mano destra, quella che usa per sparare nel biathlon, ma non si è lasciata fermare. E a Lago di Tesero, con come guida Aaron Pike — che sposerà alla fine dei Giochi — sarà tra le grandi protagoniste e cercherà altre medaglie.


Oksana Masters nel 2022 (Fred Lee/Getty Images)

La  sua  storia  come    quelle  che  leggerete  sotto   fanno     si  che 
I Giochi Paralimpici rappresentano molto più di un evento sportivo. Sono una celebrazione del talento, dell’inclusività e della forza interiore. In Italia, il movimento paralimpico sta crescendo, anche grazie al sostegno di scuole, enti sportivi e media che iniziano a raccontare queste storie con il giusto tono: non come “miracoli”, ma come percorsi reali fatti di fatica, sudore, cadute e ripartenze.
C’è  dovunque   uno spazio, al confine tra determinazione e sogno, dove le barriere si spezzano e i limiti diventano orizzonti: è lì che si muove lo spirito olimpico   ed   in particolare  quello  paralimpico. Dietro ogni medaglia, dietro ogni traguardo tagliato con le lacrime agli occhi e i muscoli tesi dallo sforzo, c’è una storia. Una storia di riscatto. Di coraggio. Di rinascita.
Come    fa  notare << Storie di riscatto paralimpico: quando lo sport cambia la vita >>  di   Aspettando Milano Cortina 2026 esso  ha  un Il potere trasformativo .  Infatti lo  sport paralimpico non è semplicemente competizione. È un atto di affermazione personale, una forma di resistenza. Per molti atleti, rappresenta la via per ritrovare sé stessi dopo un trauma, una malattia, o una condizione che la società tende ancora a vedere come limite.In discipline come lo sci alpino paralimpico, il para ice hockey o il biathlon paralimpico, si vedono atleti che non solo gareggiano, ma sfidano un’intera narrazione culturale. Dimostrano che il corpo può adattarsi, reinventarsi, e che la forza più potente risiede nella mente.Ecco     alcune  storie   tratte    ,  vedere  sito  grafia   inizio  post   ,  dal  web 

    Oksana, figlia di Chernobyl, rinata negli Stati Uniti passando fra orfanotrofi, violenze e operazioni. E poi Declan, che in clinica da bambino comincia a giocare a hockey poco dopo l’amputazione delle gambe, nate con malformazioni. E il Team Aigner, cinque fra fratelli e sorelle, che messi insieme sarebbero entrati fra le prime dieci nazioni del medagliere tanto hanno vinto. Ancora Jesper, al quale non è importato nascere con la spina bifida, via con pallamano o calcio o atletica, prima di diventare il più forte del mondo fra gli sciatori sitting, quelli che usano il guscio sotto il quale c’è uno sci. Ci sono loro, ma quante storie ci sarebbero da raccontare fra le stelle che brilleranno a Milano, Cortina e Tesero nei prossimi giorni, anche fra chi magari non vincerà. Come Ralf Etienne, otto ore appeso a testa in giù dal quarto piano dopo il terremoto che distrusse vite ed edifici ad Haiti nel 2010 e nel quale perse una gamba. Prima gli studi negli States e poi la scoperta dello sci.


DUE MONDI—
Due mondi Oksana Masters, dita palmate su ogni mano e senza il pollice, sei quelle nei piedi, gamba sinistra più corta, entrambe senza tibia, senza un rene e una parte dello stomaco, è la donna dei due mondi, Giochi estivi e invernali. La mamma era rimasta esposta alle radiazioni, lei è ora l’atleta più vincente dei 655 ai Giochi: sette Paralimpiadi con 19 medaglie, 9 delle quali d’oro, fra sci nordico e biathlon in quelle invernali (dove è l’atleta paralimpica statunitense più decorata di tutti i tempi e la prima a vincere 7 medaglie in una sola edizione, a Pechino 2022) e canottaggio e ciclismo in quelle estive (a Tokyo e Parigi, ha vinto 4 medaglie d’oro, in ogni gara alla quale ha partecipato con l’handbike). Si è qualificata fra infortuni e interventi chirurgici: "Possono anche segnare il percorso, ma non voglio siano la fine".
LEGGENDE
Declan Farmer è alla sua quarta Paralimpiade, è uno dei giocatori più forti nella storia del para ice hockey e il giocatore oggi dominante a livello internazionale. Con lui, gli Stati Uniti sono diventati la squadra più forte di tutti i tempi. Con la maglia a stelle e strisce ha vinto tre medaglie d’oro paralimpiche e cinque titoli mondiali. È nato con emimelia fibulare bilaterale e le sue gambe non si sono sviluppate correttamente, gli sono state amputate quando era molto piccolo. C’è poi la famiglia Aigner, che a Pechino 2022 ha dominato il medagliere quasi fosse una nazione: quattro fra fratelli e sorelle, giunti dalla fattoria di famiglia alle piste cinesi, hanno vinto quattro medaglie d’oro, due d’argento e di bronzo. Orgoglio d’Austria, forma una delle squadre più forti dello sci alpino per atleti con disabilità visiva. Hanno fatto la storia: Johannes, avversario principale di Giacomo Bertagnolli, Barbara e Veronika, guidata dall’altra sorella Elisabeth, che avranno davanti le nostre Chiara Mazzel e Martina Vozza, sono uniti nella vita e nello sport.
QUEL FORMAGGIO
Jesper Saltvik Pedersen, nato il 23 agosto 1999 a Haugesund, in Norvegia, è considerato una delle stelle assolute dello sci alpino. Ha riscritto libri di record e vittorie. Nato con spina bifida, malformazione del midollo spinale che gli ha causato paralisi dalla vita in giù, è cresciuto in una famiglia amante della montagna e dello sport. Spesso ha trovate originali: nel 2021, per sensibilizzare sull’uguaglianza, ha messo all’asta cinque chili di formaggio ricevuti come premio in Coppa del Mondo per attirare l’attenzione sulle enormi disparità di compenso tra atleti con e senza disabilità.

Sofia, la campionessa dello snowboard

Sofia, 28 anni, ha perso la gamba destra in un incidente stradale. Dopo mesi di fisioterapia e depressione, è salita su una tavola da snowboard per la prima volta. Oggi è tra le favorite per Milano Cortina 2026 nella categoria snowboard paralimpico. “All’inizio pensavo di non avere più un futuro”, ha raccontato. “Poi ho capito che avevo solo bisogno di cambiare prospettiva”.

Ahmed e lo sci di fondo

Ahmed è arrivato in Italia come rifugiato. Dopo aver perso l’uso delle gambe per una mina antiuomo, è stato accolto da un’associazione sportiva. Ha scoperto lo sci di fondo paralimpico e oggi si allena sulle piste della Val di Fiemme, pronto a rappresentare un nuovo paese con orgoglio.

Luca e il riscatto del team

Luca, nato con una malformazione agli arti inferiori, è uno dei pilastri del para ice hockey italiano. A 16 anni era emarginato, senza sport né amici. Oggi, all’età di 30, è una bandiera nazionale. “Non mi interessa la pietà. Voglio rispetto. E sul ghiaccio me lo prendo”.


Oltre  alle   storie      prima     citate   , tra centinaia di sciatori e sciatrici, biatleti e biatlete, fondisti e fondiste, le storie notevoli, e meritevoli di essere conosciute, non mancano: tra atleti plurimedagliati (qualcuno in più sport, non solo invernali), famiglie vincenti e matrimoni imminenti. Tra loro c’è Giacomo Bertagnolli, che già il primo giorno potrebbe vincere la sua prima (e non per forza ultima) medaglia di Milano Cortina: lui potreste conoscerlo perché a fine febbraio è stato a Sanremo insieme alla sua guida Andrea Ravelli.

Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli
Bertagnolli ha 27 anni e otto medaglie paralimpiche, tra cui quattro ori, oltre 70 podi in Coppa del Mondo e 16 medaglie ai Mondiali. Ipovedente dalla nascita, gareggerà con Ravelli – che lo precederà lungo le discese dandogli con la voce indicazioni sulla pista – in tutte le specialità dello sci alpino. Nato nel 1992 ed ex sciatore della Nazionale, Ravelli è atleta guida dal 2019. Bertagnolli ha vinto medaglie in ogni specialità di sci alpino, dallo slalom speciale (la più tecnica) alla discesa libera (quella con le velocità più elevate). La sua prima gara sarà la discesa libera di sabato 7 marzo. Se ne riparlerà e ne riparleremo, anche nella newsletter Doposcì, ma intanto è un nome da conoscere.



Giacomo Bertagnolli e Andrea Ravelli nel 2022 (AP Photo/Andy Wong)

I futuri coniugi Masters-Pike
Gli statunitensi Oksana Masters e Aaron Pike sono una coppia molto sportiva: 39 anni lui e 36 lei, alle Paralimpiadi di Milano Cortina saranno nelle gare sitting – da seduti – di sci di fondo e biathlon. Ma hanno entrambi partecipato anche alle Paralimpiadi estive e ad alcune tra le più importanti maratone al mondo, compresa New York.
Masters è nata a Khmelnitsky – in Ucraina, a circa 400 chilometri da Chernobyl, sede dell’incidente nucleare del 1986 – ed è cresciuta prima in un orfanotrofio e poi negli Stati Uniti. Entrambe le gambe le furono amputate da sopra il ginocchio quando era ragazza; ha gareggiato nel canottaggio e nel paraciclismo. Arriva alle Paralimpiadi invernali dopo una stagione complicata, con infortuni e operazioni (nella sua vita ne ha avute quasi 30 alla mano destra, che usa per sparare nel biathlon).
Pike è in sedia a rotelle da quando a 13 anni fu colpito accidentalmente da un cacciatore. Lei ha 19 medaglie paralimpiche, estive e invernali, e decine di migliaia di follower su Instagram, dove a proposito della sua altezza scrive: «A volte è un metro e settanta, altre un metro e venti; dipende dai giorni»; lui per ora nessuna medaglia, e pure meno follower. Finite le gare, si sposeranno a Milano.



Oksana Masters il 5 marzo a Tesero (Buda Mendes/Getty Images)

Oleksandra Kononova
Atleta ucraina di 35 anni, sarà in gara in sei eventi di due sport, il biathlon e lo sci di fondo, con l’obiettivo di vincere il suo sesto oro olimpico. Orfana e cresciuta dalla nonna, Kononova gareggia con un solo bastoncino a causa di un problema al braccio destro, cosa che rende parecchio più faticosa la sciata. Vinse i suoi primi tre ori paralimpici nel 2010, a 19 anni, e fu scelta come atleta ucraina dell’anno. Dopodiché ha avuto diversi infortuni. Sia nel fondo che nel biathlon sarà in gara contro atlete in molti casi ben più giovani di lei.
Andrew Kurka
Uno dei 70 atleti in gara per gli Stati Uniti, più di un decimo rispetto a quelli totali. Kurka ha 34 anni e sarà in gara nello sci alpino nella categoria sitting, in cui si gareggia seduti su un monoscì, cioè uno sci unico e largo, quasi una tavola da snowboard, con una seduta ammortizzata. Nel 2018 vinse un oro nella discesa libera; nel 2022 arrivò quarto dopo una brutta caduta in prova in cui si fratturò un braccio, un dito e il naso. Già nel 2014, peraltro, aveva saltato le Paralimpiadi a causa di una caduta prima dell’evento. Originario dell’Alaska, dove ancora vive, è un tipo interessante, spigliato e piuttosto attivo su Instagram.

Andrew Kurka nel 2022 (Christian Petersen/Getty Images)

Johannes e Veronika Aigner
Sono fratello e sorella, austriaci: lui ha 20 anni e lei 23; entrambi ipovedenti. Gareggiano nello sci alpino e lui sarà in gara contro Bertagnolli in tutte le specialità. Nel 2022, alle Paralimpiadi di Pechino, in gara c’erano anche Barbara, sorella gemella di Johannes, ed Elisabeth, come guida di Veronika. Insieme arrivarono a nove medaglie, di cui quattro d’oro. Prima ancora un’altra sorella, Irmgard, era stata guida. Da buoni austriaci, gli Aigner arrivano da una famiglia di sciatori. La disabilità visiva di tre di loro, legata alla cataratta, è la stessa della madre.
Barbara non gareggerà a Milano Cortina perché si è ritirata, Elisabeth avrebbe voluto esserci ma si è infortunata a febbraio durante una gara. Come è talvolta il caso nelle categorie vision impaired, Veronika avrà due diverse guide: una per le specialità tecniche e una per quelle veloci.



Le principali storie da seguire ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 I padroni di casa di Beijing 2022 riusciranno a mantenere lo slancio?

L'Austria e la Norvegia sono le nazioni di maggior successo ai Giochi Paralimpici Invernali in termini di medaglie: l'Austria è in testa alla classifica generale con 345 medaglie, mentre la Norvegia detiene il primato per numero di medaglie d'oro con 140. Ma è stata un'altra nazione a prendersi la scena nell'ultima edizione dei Giochi.
Da tempo potenza dei Giochi Paralimpici Estivi, la Repubblica Popolare di Cina ha vinto la sua prima medaglia ai Giochi Paralimpici Invernali a PyeongChang 2018: l'oro nel wheelchair curling alla sua quinta partecipazione ai Giochi Invernali.
Il conteggio è salito a ben 61 medaglie a Beijing 2022 grazie ai significativi investimenti del governo in vista dei Giochi in casa. La Repubblica Popolare di Cina ha conquistato il primo posto nel medagliere, ottenendo medaglie in tutti e sei gli sport: 18 ori, 20 argenti e 23 bronzi.
Milano Cortina 2026 dimostrerà se la Repubbica Popolare di Cina sarà in grado di mantenere questo dominio e consolidare il suo status di protagonista dei Giochi Paralimpici Invernali.



La sciatrice alpina Paralimpica cinese Zhang Mengqiu è stata una delle star sportive e di stile più in vista dei Giochi Paralimpici casalinghi, con cinque medaglie e un nuovo taglio di capelli per ogni podio....Leggi di più
Oksana Masters punta alla ventesima medaglia Paralimpica prima del matrimonio con il collega Aaron Pike
La statunitense Oksana Masters è uno dei volti più noti nel mondo Paralimpico, sia nei Giochi estivi che in quelli invernali.
La 36enne ha partecipato a sette edizioni dei Giochi Paralimpici, conquistando 19 medaglie in quattro discipline: sci di fondo Paralimpico, biathlon Paralimpico, ciclismo Paralimpico e canottaggio Paralimpico. Quattordici di queste medaglie sono state conquistate nelle discipline invernali, tra cui tre ori a Beijing 2022.
Il percorso verso la sua ottava partecipazione ai Giochi Paralimpici è stato difficile per Masters. Diversi ricoveri ospedalieri le hanno fatto perdere 103 giorni di allenamento nella stagione 2024-25, il che significa che ha avuto solo 16 giorni sulla neve prima della sua prima competizione. Un intervento chirurgico alla mano destra - il 28° della sua vita - all'inizio della stagione Paralimpica è stato un altro grave contrattempo, soprattutto perché questa è la mano che Masters usa per sparare nel biathlon Paralimpico.
Già la Paralimpica invernale più decorata di tutti i tempi degli Stati Uniti, Masters cercherà di aumentare il suo record di medaglie sulla pista di Tesero, con il fidanzato Aaron Pike al suo fianco.
Pike, anch'egli atleta Paralimpico invernale ed estivo, punta a vincere la sua prima medaglia Paralimpica a Milano Cortina 2026, con il matrimonio della coppia che avrà luogo subito dopo i Giochi. per   il  video  Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026: le storie principali, gli atleti e le atlete da tenere d'occhio (olympics.com)
Esclusiva con Oksana Masters: “È tutta una questione mentale”

Dopo aver portato a 19 il numero delle medaglie Paralimpiche conquistate nella sua carriera a Parigi 2024, Oksana Masters ha raccontato in esclusiva a Olympics.com come lo sport l'abbia aiutata a guarire dopo aver vissuto esperienze traumatiche da bambina in un orfanotrofio ucraino. Ora desidera essere fonte di ispirazione per i bambini e le bambine che hanno subito traumi che hanno cambiato la loro vita.

I fratelli Aigner riempiranno nuovamente la bacheca dei trofei di famiglia?

Mentre Masters e Pike sperano di ricevere qualche regalo di nozze anticipato sul podio di Milano Cortina 2026, i fratelli Aigner cercheranno di rendere orgogliosi i loro genitori.

I fratelli austriaci, atleti Paralimpici di sci alpino, hanno collezionato un totale di nove medaglie, di cui quattro d'oro, al loro debutto Paralimpico a Beijing 2022.
Veronika Aigner, che ha sciato con la sorella Elisabeth come guida, ha vinto l'oro nello slalom gigante e nello slalom nella categoria ipovedenti. La sorella minore Barbara l'ha affiancata sul podio con l'argento nello slalom e il bronzo nello slalom gigante, mentre il fratello gemello di Barbara, Johannes, ha concluso con medaglie in tutte e cinque le gare, tra cui l'oro nella discesa libera e nello slalom gigante.
Petra e Christian Aigner erano al National Alpine Ski Centre quattro anni fa per tifare i loro quattro figli e questa volta sono pronti a festeggiare ancora, visto il continuo successo dei fratelli ai Campionati del mondo di sci alpino Paralimpico e alle tappe di Coppa del mondo.

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Veronika and Elisabeth Aigner won gold medals in giant slalom and slalom at Beijing 2022, to take the Aigner family tally to nine overall.

Canada e Stati Uniti pronti a sfidarsi per l'oro nel Para ice hockey nella terza finale Paralimpica consecutiva

I Giochi Olimpici del 2026 si sono conclusi con una straordinaria partita di hockey su ghiaccio che ha visto Canada e Stati Uniti affrontarsi nella finale Olimpica maschile per la prima volta in 16 anni. Mentre gli Stati Uniti hanno avuto la meglio ai Giochi Olimpici, la celebre rivalità avrà il suo prossimo capitolo ai Giochi Paralimpici, dove le teste di serie USA e Canada sembrano destinate a contendersi nuovamente l'oro.
Il Team USA punta a vincere il suo quinto titolo consecutivo e il sesto in totale a Milano Cortina 2026, con il tre volte Campione e uno dei marcatori più prolifici della squadra, Declan Farmer, nel roster.
Il Canada è arrivato secondo dietro agli Stati Uniti nelle ultime due edizioni dei Giochi, PyeongChang 2018 e Beijing 2022, ma ha ricevuto una grande iniezione di fiducia battendo i suoi rivali di lunga data in casa propria ai Campionati del mondo di Para ice hockey 2024.
Gli Stati Uniti hanno riconquistato il titolo nel maggio 2025, ma il ghiaccio italiano potrebbe essere proprio quella fortuna in più di cui il Canada ha bisogno. I canadesi hanno vinto la loro ultima e, finora, unica medaglia d'oro Paralimpica l'ultima volta che l'Italia ha ospitato i Giochi Paralimpici, a Torino 2006.
La squadra di Para ice hockey della Cechia è un'altra storia interessante da seguire.
Si è classificata terza nelle ultime tre edizioni dei Campionati del mondo, ma è stata meno fortunata sul palcoscenico Paralimpico, finendo quinta o sesta nelle sue quattro partecipazioni. Milano Cortina 2026 sarà l'edizione in cui la Cechia conquisterà finalmente la sua prima medaglia Paralimpica?




USA and Canada have met in the last two Para ice hockey finals at the Paralympics with USA taking gold both times.
Chi vincerà il torneo inaugurale di doppio misto nel wheelchair curling?
Il wheelchair curling ha fatto il suo debutto come sport Paralimpico a Torino 2006, quindi è giusto che, a distanza di 20 anni, l'evento doppio misto venga introdotto nel programma di Milano Cortina 2026.
La squadra mista è composta da quattro giocatori, più un sostituto, mentre la squadra di doppio misto è composta da un uomo e una donna.
La Repubblica di Corea è in testa alla classifica del doppio misto alla vigilia del debutto Paralimpico di questa disciplina, ma la squadra giapponese non è molto indietro. Sarà una di queste due a vincere la medaglia d'oro?



La Repubblica Popolare di Cina ha vinto i tornei di wheelchair curling nelle ultime due edizioni dei Giochi Paralimpici e continua a dominare la classifica a squadre miste, ma nella gara di doppio misto non c'è un chiaro favorito per la medaglia d'oro....Leggi di più
Il Team USA riconquisterà il dominio nello snowboard Paralmpico o i padroni di casa interromperanno la sua marcia trionfale?
Gli atleti statunitensi hanno conquistato il podio maschile quando lo snowboard Paralmpico ha fatto il suo debutto ai Giochi Paralimpici di Sochi 2014, con Amy Purdy che ha aggiunto un'altra medaglia - un bronzo - per gli Stati Uniti nella gara femminile. Il Paese è stato rappresentato anche su nove dei dieci podi di snowboard Paralmpico a PyeongChang 2018.
Ma le cose sono cambiate a Beijing 2022, dove il numero di medaglie statunitensi è sceso a quattro su 24 e Brenna Huckaby è stata l'unica a riuscire a vincere l'oro.
A Milano Cortina 2026 gli Stati Uniti cercheranno di riconquistare il loro antico dominio in questo sport con diversi veterani in rosa, tra cui Huckaby e il tre volte medaglia Paralimpica Mike Schultz.
Ma il ritorno al vertice potrebbe essere difficile.
Ora, oltre agli snowboarder Paralimpici cinesi, che hanno vinto 10 medaglie ai Giochi di Beijing 2022 in casa, gli Stati Uniti dovranno anche difendersi dagli attuali padroni di casa dell'Italia. Con il due volte Olimpico e per la prima volta Paralimpico Emanuel Perathoner al timone, la squadra italiana di snowboard Paralimpico dovrebbe essere una vera forza sulle piste di casa, con i suoi rider che cercheranno di tornare alla ribalta dopo il digiuno di medaglie di quattro anni fa.




Dopo due partecipazioni ai Giochi Olimpici, Emanuel Perathoner si prepara a fare il suo debutto ai Giochi Paralimpici sulla neve di casa.