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15.5.26

sfatiamo i luoghi comuni sulle monache dei clausura

 

da.  le-suore-di-clausura-dialogano-con-il-cuore-sul-web di https://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/

SORESINA 

All’ombra di San Siro è web-mania. Ma ad andar di moda in queste settimane non sono le classiche star del mondo online. Sono le suore Visitandine. Centinaia di visite e condivisioni tra sito e social. E per contenuti con qualità ‘da Piero Angela’. Le sorelle: «Eccoci, sfatiamo i luoghi comuni sulle monache».Perché di clausura, sì. Ma mica fuori dal mondo. Anzi, pure interconnesse. Non c’è bisogno di essere come ‘quella di Monza’ o puntare a essere influencer per cambiare l’idea che una città si fa della vita claustrale. E le sorelle Visitandine di Soresina lo insegnano così: un blog alla volta. Esatto, le 






suore del convento di Soresina hanno un loro sito internet e ci scrivono. Ma la novità non sta esattamente qui, anche perché formalmente il portale ha aperto i battenti 12 anni fa. Il punto è che, come negli anni ’90 in tutte le case c’era il calendario di Frate Indovino, adesso sui social corre e scorre in ogni feed la preghiera e il pensiero del giorno delle consorelle. E non è solo moda, è la dimostrazione del fatto che centinaia di soresinesi vogliono sapere cos’hanno da dire. Il concetto è semplice: la clausura è clausura, quindi non possiamo farvi entrare, però possiamo parlarci e dialogare. O meglio, come hanno scritto loro: «Vi invitiamo a seguirci, un po' in punta di piedi, all’interno della nostra vita. Lo facciamo seguendo come traccia le tante domande che ci sentiamo porre da coloro che, per l’uno o l’altro motivo, bussano alla porta della nostra casa. Quello che si apre è, dunque, un dialogo del cuore, un modo di conoscerci dal di dentro». Il punto infatti è tutto qui. Ci sono voluti quasi cinquant’anni perché Stato, Comuni, associazioni iperattive e perfino grandi marchi si accorgessero del potere del web. Le suore di Soresina, che come abbiamo detto già una dozzina d’anni fa avevano intuito l’occasione, non solo stanno al passo coi tempi ma fanno pure una silenziosa campagna d’informazione. E di promozione. Sì perché, per dire, c’è il pensiero del giorno, e prendendo quello di ieri è «Lasciatevi portare da Dio come un bambino tra le braccia della madre», citando il patrono dei giornalisti San Francesco di Sales, ma c’è anche il focus storico dal 1583 all’altro ieri su Ariadello. E prima ancora Madre Anna che ripercorre la storia dell’Ordine da Annecy a Soresina. Roba che se la fai fare pure a un giornalista, restando sul punto, se ce la fa ci riesce con fatica.                                                                  Ma non è finita qui: c’è la fotogallery, ci sono i filmati, c’è un pensiero delle suore aggiunto a ogni frase dei santi del passato che spiega il perché della pubblicazione, c’è il calendario con tutti gli eventi, c’è lo spazio per organizzare momenti di ritiro spirituale o semplicemente conoscere le consorelle. Di nuovo insomma, un racconto social che però mantiene una dignità estrema, anche nello stile. Il tutto condito da perle di cultura che non si potrebbero leggere altrove, anche perché custodite da 210 anni spaccati in via Cairoli.                                                                                                                                                      Piccola chicca: quello della chiesa smart e vicina a tutti, a partire dai ragazzi, è un bel vizio di Soresina. Non a caso la parrocchia ha una pagina Facebook che rilancia tutte le ‘news’ delle suore. E, ancor meno a caso, al Sirino i ragazzi studiano gratis come diventare videomaker. La Tettoia, insomma, non ha smesso di giungere le mani: solo che lo fa pure col mouse in mano.

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