. Hanno portato il loro carico di storie allegre, tristi,commoventi, buffe, insomma il solito concentrato di vita: lo sport come detonatore di emozioni, mentre le fotografie sono il selezionatore dei ricordi.
In testa, per commozione e gratitudine, ci sono due donne italiane, entrambe trentacinquenni, entrambe con due medaglie d’oro al collo. Nella foto in copertina, davanti a Federica Brignone, che poco più di un anno fa si era fratturata tutto il fratturabile e ignorava non se avrebbe potuto ancora sciare, ma anche solo camminare, si inchinano le avversarie dopo che lei le aveva fratturate in pista. Un gesto così sportivo da risultare toccante: un omaggio non all’atleta, ma alla persona.
La svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund rendono onore a Federica Brignone dopo la medaglia d'oro nel gigante (Ansa)Francesca Lollobrigida festeggia invece con Tommaso, due anni e mezzo, un’altra vita che sarà la sua vita futura quando le vittorie saranno un ricordo, e per suo figlio un esempio più valido di mille lezioni.

Poi c’è Lindsey Vonn, la sciatrice americana che si è rotta la tibia, quattro interventi, fine di una carriera ripresa nel ’24 dopo cinque anni di stop, e per colmo di sfortuna mentre si faceva male in Italia le moriva pure il cane in America.
Ilia Malinin, americano, ventunenne, star riconosciuta del pattinaggio artistico, re dei salti quadrupli, qualsiasi cosa significhi, vincitore annunciato con l’arroganza inconsapevole del predestinato, baciato dal Dio del ghiaccio, che invece fa un errore, cade, finisce ottavo e in lacrime. Un moralista ne trarrebbe una bella predica, ma se Ilia è intelligente la lezione di vita servirà, se sei finito con il lato B per terra non potrai che tornare in alto.
L'altro pattinatore è Maxim Naumov, anche lui americano di origini russe, che ha commosso tutti mostrando la foto dei genitori morti un anno fa nel disastro aereo di Washington. Lui si salvò perché salì su un altro aereo: ed è chiaro che era su quel ghiaccio anche e forse soprattutto per loro. Il rischio, quando si parla di sport, è sempre quello della retorica che però è arte nobile, non commozione facile. Per Aristotele, “la facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto”.
L'Ucraino Vladyslav Heraskevych, atleta dello skeleton, ha cercato di persuadere tutti che il suo Paese è vittima di un’aggressione feroce e ingiustificata e ha messo sul suo casco le fotografie di ventiquattro sportivi ucraini uccisi dal russo invasore. Sapeva che sarebbe stato squalificato, cosa puntualmente avvenuta, ma ha ricordato al mondo che alle Olimpiadi si gareggia anche “per l’onore del proprio Paese”, il suo diritto a sopravvivere, il dovere di tutti perché ciò avvenga
infine, Sergio Mattarella sul tram guidato da Valentino Rossi, il colpo di genio della cerimonia inaugurale e un colpo al cuore per chi pensa che il Presidente sia la faccia perbene, seria e pulita della nostra Repubblica.





