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23.4.26

Manuale di autodifesa e. Anti agrressione I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco, cintura nera di karate, 6° dan. puntata. n.LXXXI LA “VISIONE A TUNNEL”: CHE COS’È E COME AGGIRARLA

La puntata  di oggi. della  affronta  il fenomeno tunnel vision  cioè la << [...] restrizione del campo attentivo che ci fa apparire gli oggetti più grandi e ravvicinati di quanto non lo siano realmente. Gli occhi si concentrano su quanto avviene davanti, attenuando la visione periferica. [....] >> (  da  aggressione le distorsioni percettive attivate dalla paura di https://www.latinapsicologa.com/ ) 
AGGRESSIONE : LE DISTORSIONI PERCETTIVE ATTIVATE DALLA PAURA

Infatti. Antonio Bianco.  non si tratta di una metafora. È piuttosto un effetto fisiologico reale, potente, spesso decisivo, che si verifica durante un’aggressione. Quando il cervello percepisce una minaccia improvvisa, il sistema nervoso entra in modalità di sopravvivenza: l’adrenalina schizza, il battito accelera, i muscoli si tendono e lo sguardo si restringe. Il campo visivo si riduce, come se qualcuno avesse oscurato tutto ciò che si trova ai lati lasciando soltanto un cono centrale. È un meccanismo antico che serve a concentrarsi sul pericolo immediato, sull’aggressore, sull’arma e sul gesto che può ferire. Il cervello “sceglie” quindi cosa è essenziale e cosa non lo è.                                                                                                                                  Il problema è che ciò che scompare può essere vitale: una via di fuga, un’altra persona, un ostacolo, un dettaglio che potrebbe cambiare la reazione. Non si tratta di distrazione e nemmeno di incapacità: è la biologia, che porta il corpo a prendere il comando e semplifica il mondo per reagire più velocemente. Alla “visione a tunnel” si accompagnano altri effetti: i suoni possono attenuarsi o distorcersi, il tempo può sembrare rallentato o accelerato e i movimenti diventano automatici. È come entrare in una bolla percettiva in cui tutto è orientato alla sopravvivenza. Perciò è importante conoscere questo fenomeno. Sapere che accadrà – o che perlomeno può accadere – permette di contrastarlo almeno in parte. L’allenamento, anche minimo, insegna a “forzare” lo sguardo, a muovere la testa, acercare attivamente l’ambiente intorno. Non elimina la risposta automatica, ma in qualche modo la modula. La “visione a tunnel” non è un difetto, lo precisiamo, ma è piuttosto una strategia evolutiva, anche se di fatto, in un contesto moderno, urbano, imprevedibile, può diventare un limite.Prenderne coscienza è il primo passo per non restarne pri-gionieri proprio nel momento in cui vedere di più può fare la differenza.

Dopo la  lettura hit. approfondito

  E AI mode

effetto tunnel (tunnel vision) durante un'aggressione è una distorsione percettiva causata dall'adrenalina che restringe il campo visivo e attentivo, focalizzandolo solo sulla minaccia. Questa reazione della paura riduce la capacità di vedere l'insieme, altera la percezione delle distanze e può limitare l'udito (esclusione uditiva).
Ecco i principali dettagli sugli effetti tunnel:
  • Restrizione Visiva: Il campo visivo si riduce notevolmente, eliminando la visione periferica.
  • Focalizzazione Esagerata: Gli oggetti o l'aggressore appaiono più grandi e vicini di quanto non siano in realtà.
  • Perdita di Consapevolezza: La mente si concentra ossessivamente sul pericolo immediato, impedendo di percepire vie di fuga o altre minacce circostanti.
  • Fisiologia: È una conseguenza del picco di adrenalina e della reazione di "lotta o fuga" (fight or flight) del sistema nervoso autonomo.
Questi effetti sono particolarmente comuni in situazioni di violenza, dove la paura domina l'istinto.

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In occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la scuola Futura Istruzione e Formazione Professionale promuove una mattinata ...