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12.4.26

quando il treno era un salotto con una porta scorrevole.



I giovani di oggi non lo sanno, ma fino agli anni ’80 e ’90, sia sui treni veloci che su quelli lenti, c’erano dei veri e propri salotti con una porta scorrevole. Bisogna. precisare però che non tutti i treni avevano scompartimenti, ma sono stati lo standard predominante nei treni a lunga percorrenza in Italia fino agli anni '80 e '90. Le carrozze erano spesso divise in piccoli salotti chiusi da porte, con corridoio laterale, creando un'atmosfera condivisa e un'esperienza di viaggio tipica.Ecco. da Aimode alcuni dettagli sul loro utilizzo:


Diffusione: Erano comuni su treni a lunga percorrenza ed espressi, mentre i treni locali o regionali avevano spesso configurazioni a sala aperta.
Esperienza: Gli scompartimenti offrivano maggiore privacy o, al contrario, intensa socializzazione tra sconosciuti.
Evoluzione: Con il tempo, le carrozze a scompartimenti sono state sostituite da configurazioni a sala aperta ("open coach") più moderne, funzionali e facili da pulire.
Oggi: Gli scompartimenti sono ormai rari nei treni diurni moderni, rimanendo comuni quasi esclusivamente nei vagoni cuccette o carrozze letto notturne.

Comunque nel caso.  dei treni   con scompartimento una volta chiusa, ti isolava completamente dal resto del mondo. Questi salotti potevano ospitare sei poltrone o sei poltroncine, a seconda che si viaggiasse in prima o seconda classe.





La cosa bella di quelle carrozze divise in scompartimenti-salotti era che si faceva subito amicizia. Era impossibile non farla. Lo scompartimento era una piccola proiezione di casa propria dove la regola era l’incontro casuale con persone sempre nuove. Chi ti sedeva a fianco o di fronte immancabilmente dopo le prime parole ci si presentava e ci si conosceva. Quel piccolo salotto dotato di una finestra sui panorami più belli e più diversi diventava un vero e proprio confåessionale. Qualcosa di inevitabile spingeva a farlo. Ciascuno, dopo la presentazione, spontaneamente oltre a confidare i motivi del viaggio raccontava esperienze della propria vita. Fatti che nessuno aveva chiesto di raccontare ma che, si vedeva, si provava piacere nel raccontare. Capite? Una persona che minuti prima era un perfetto sconosciuto, diventava così un vecchio amico che con piacere non vedeva l’ora di raccontarsi. Nessuno si sottraeva a quel piacere. Tanto grande era la magia di quel salottino viaggiante.

quando il treno era un salotto con una porta scorrevole.

I giovani di oggi non lo sanno, ma fino agli anni ’80 e ’90, sia sui treni veloci che su quelli lenti, c’erano dei veri e propri salotti con...