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8.5.07

Senza titolo 1811

 Nel sito  I - www.mobbing-sisu.com -  della  nostra  utente  Giovanna  Nigris e  in questa intervista   da me rilasciatail 30 maggio 2006  potete leggere tutta la storia e il calvario di Giovanna Nigris,vittima del mobbing,del silenzio, e del menefreghismo delle nostre istituzioni.

Diamo voce a Giovanna Nigris

Cos’è il mobbing? Etimologicamente il termine fu inventato agli inizi degli anni settanta dallo studioso Konrad Lorenz, che analizzava il comportamento degli animali; l’etologo Konrad, coniò questo vocabolo per descrivere una particolare condotta di alcuni tipi animali; nei sui studi notò che alcune specie circondavano un proprio simile assalendolo in gruppo al fine di allontanarlo dal branco. Finché si parla di animali, alcuni comportamenti sono plausibili. La cosa cambia quan-do questo modo di agire bestiale è prerogativa dell’uomo cosiddetto “sapiens” ma che di sapiente a poco e niente. Di casi come quello che analizziamo oggi chissà quan-te decine di migliaia ne esistono in Italia. Cerchiamo di dare voce a chi voce non ha. Il mobbing sa bene cos’è Giovanna Nigris, nata ad Auronzo di Cadore (BL) il 16/07/1950, residente a Milano.
La Nigris quotidianamente combatte con il suo male, esattamente dal lontano 1994. “Tutto è iniziato tantissimi anni fa – racconta Giovanna – e oggi sono ridotta in condizioni gravissime a causa di una malattia che ho contratto in servizio: la tubercolosi. Sono stata vittima di lesioni colpose gravissime, omissione di atti d’ufficio, falso ideologico, violenza privata da mobbing, però non ho mai avuto giustizia in tribunale”. La bestialità dell’uomo si evidenzia già in queste poche parole. La storia della Nigris inizia agli albori di tangentopoli. “Il mio calvario è iniziato con il periodo di Mani Pulite. Lavoravo come assistente amministrativo presso il reparto oftalmico del Fatebenefratelli di Milano; un giorno, il mio capo ufficio, fu arrestato ed io trasferita senza preavviso. Da allora ho lavorato alla accettazione dei referti clinici, a contatto con campioni da analizzare, presso lo stesso ospedale. E’ una mia supposizione, ma credo fortemente che l’azione di mobbing nei miei confronti iniziò proprio con l’arresto del mio capo; pensavano sapessi qualcosa di importante e compromettente o che avessi assistito a dei fatti a cui non avrei dovuto assistere”. Trasferita per punizione in un reparto ad alto rischio, ma soprattutto senza alcun dispositivo di protezione individuale - previsto invece ai sensi del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 TITOLO IV - chiesti più volte dalla Nigris, ma mai consegnati; anzi, derisa e insultata perché, a loro dire, polemica e paranoica. Costretta in un ufficio stretto davanti allo sportello per l’accettazione senza alcun vetro di protezione. La discriminazione inizia così: la lenta e inesorabile bestialità umana parte da quell’ospedale, che in quanto tale dovrebbe garantire la salute pubblica e dei propri dipendenti. Ma il calvario della Nigris è soltanto all’inizio: si ammala di tubercolosi, il progredire della malattia complica sempre più la sua condizione fisica: “Le mie difese immunitarie sono scarse a causa del-le cure antitubercolari – dichiara Giovanna - effettuo una ossigenoterapia quotidiana e ho problemi neurologici alle gambe che, unitamente alla frattura dei menischi non operabili a causa della pregressa Tbc, mi hanno creato difficoltà di deambulazione. Spesso mi ritrovo degli stati febbrili che devo curare con antibiotici che debilitano ancora di più il mio già cagionevole stato di salute”. E lo Stato che fa? E’ latitante come sempre in questi casi. Varie denunce alla Magistratura tutte cadute nel vuoto... Ma non fanno certo di meglio i media: Rai e Mediaset, con i loro cavalli di battaglia, “Maurizio Costanzo Show”, “Le Iene”, “[i]Mi manda Rai 3[/]”, quei programmi che si occupano di dare spazio a casi come questo, da costoro, nemmeno una risposta; e non va meglio con la carta stampata.

Prosegue l'opera di

"La Civiltà Cattolica" rompe il silenzio. Su Romano Amerio
 
Era il più autorevole e colto rappresentante della critica alla Chiesa in nome della Tradizione, eppure per decenni fu come vietato discutere il suo pensiero. La rivista dei gesuiti di Roma ha rotto il tabù. Autorizzata dall'alto

di Sandro Magister


dal sito http://chiesa.espresso.repubblica.it





ROMA, 23 aprile 2007 – Su "La Civiltà Cattolica", la rivista dei gesuiti di Roma stampata col previo controllo e l'autorizzazione della segreteria di stato vaticana, è uscita una recensione che segna la fine di un tabù.

Il tabù è quello che ha cancellato dalla pubblica discussione, per decenni, il pensiero del più autorevole e colto rappresentante della critica alla Chiesa del XX secolo in nome della grande Tradizione: il filologo e filosofo svizzero Romano Amerio (nella foto), morto a Lugano nel 1997 a 92 anni di età.

Amerio, che pure fu sempre fedelissimo alla Chiesa, condensò le sue critiche in due volumi: “Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel XX secolo”, cominciato nel 1935 e ultimato e pubblicato nel 1985, e “Stat Veritas. Séguito a Iota unum”, uscito postumo nel 1997, entrambi per i tipi dell’editore Riccardo Ricciardi, di Napoli.

Le parole latine nel titolo del primo volume, "Iota unum", sono quelle di Gesù nel discorso della montagna: "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure uno iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto" (Matteo 5, 17-18). Lo iota è la più piccola lettera dell'alfabeto greco.

"Iota unum", di 658 pagine, fu ristampato tre volte in Italia per complessive settemila copie e poi tradotto in francese, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, olandese. Raggiunse quindi molte decine di migliaia di lettori in tutto il mondo.

Ma nonostante ciò scese su Amerio un quasi totale censura, nella Chiesa, sia quando era in vita sia dopo.

La recensione della "Civiltà Cattolica" segna quindi una svolta. Sia per dove e come è stata pubblicata, con l'autorizzazione della Santa Sede, sia per le cose che dice.

Propriamente, la recensione riguarda un libro su Amerio pubblicato nel 2005 dal suo discepolo Enrico Maria Radaelli. Ma al centro dei giudizi del recensore c'è indiscutibilmente il grande pensatore svizzero.

E i giudizi sono largamente positivi: sia su "la statura intellettuale e morale di Amerio", sia su "l’importanza della sua visione filosofico-teologica per la Chiesa contemporanea".

Il recensore, Giuseppe Esposito, è psicologo e fine conoscitore di teologia. Pur non concordando in tutto con Amerio, sostiene che il suo pensiero "merita una discussione più approfondita" e "senza pregiudizi".

In particolare, scrive, "appare riduttivo archiviare la sua riflessione – e quella di Radaelli – nell’ambito del tradizionalismo nostalgico, come una posizione ormai superata, incapace di comprendere le novità dello Spirito".

Al contrario, sostiene il recensore, il pensiero di Amerio "conferisce una forma e un contenuto filosofico a quella componente ecclesiale che, sulla scia della Tradizione, è protesa a salvaguardare la specificità-identità cristiana".

Forma e contenuto filosofico che si identificano per Amerio nel "primato della verità sull’amore".

Il nesso tra verità e amore, come si sa, è al centro dell'insegnamento di Benedetto XVI.

Ecco dunque riprodotta qui sotto la recensione apparsa su "La Civiltà Cattolica" del 17 marzo 2007, n. 3762, alle pagine 622-623.

Il libro recensito, il primo organicamente dedicato alla vita e al pensiero di Romano Amerio, è il seguente:

Enrico Maria Radaelli, "Romano Amerio. Della verità e dell’amore", Marco Editore, Lungro di Cosenza, 2005, pp. XXXV-340, euro 25,00.

Senza titolo 1810

n.4 - Aprile-Maggio 2007
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Liberoreporter

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costume cultura e politica anche in edicola
che va oltre le solite notizie scontate,

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a dar voce a chi,
come me, ha bisogno di uscire
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divulgare l'articolo in formato pdf

nigris

Senza titolo 1809

forse i chiodi
non son arrivati
al petto,ma il
peso di ­questo
universo è
lo stesso,inutile
continuare a
legarsi ­alla croce,
il tormento sfinisce
la voce,tutto si
fa ­cielo riflesso nei
cori angelici,per
il volto di mia ­
madre che non ho
saputo sfamare,
per il padre che
stupra ­i legni,per i
fratelli e tutti i
miei discepoli,ma
solo ­il tuo sorriso
è diverso,a te
che ho affidato il
mio ­Milagro eterno,
Maddalena infinita
luna,salmastra
sorte che ­solo io
ho saputo capire,se
non ti dico t'amo
e perchè non ­ti voglio
sposa nel lutto

7.5.07

La rabbia del presidente

 




Il presidente aveva convocato lo stato maggiore senza preavviso. Le cose andavano male. La concorrenza aveva guadagnato altri dodici punti. Osservò i consiglieri che entravano con un’attenzione famelica. Poi chiamò la segretaria e le ordinò di non passare più telefonate Inoltre, nessuno doveva entrare in sala riunioni fino a nuovo ordine. Questo dette il segnale di pericolo. Non era il solito brief settimanale. I colpevoli sprofondarono nelle loro poltrone, cercando di diventare trasparenti.


“Lei, Vincenzi. Ieri mi diceva che ci sono ottime possibilità di guadagno in Sud America. Ma come?” L’interpellato cercò di guadagnare tempo. Il giorno prima, invece di lavorare, era andato a fare shopping: “Veramente…devo ancora verificare.” Non ebbe risposta. Il capo si mise letteralmente a ruggire, allargando la bocca a dismisura, fino a mostrare affilati denti da squalo. Saltò sul tavolo, e con un rapido movimento lo raggiunse e lo addentò, staccandogli un braccio di netto. Gli erano anche cresciute unghie mastodontiche, che usò per lacerare il viso della sua preda. Poi sembrò calmarsi, si girò su se stesso e balzò dal responsabile della produzione, al quale chiese conto di alcuni ritardi nelle consegne. L’uomo non fece in tempo a giustificarsi. Il presidente lo azzannò sul collo subito dopo. Nella sala regnava ormai il panico, ma fuori nessuno sentì nulla. Era insonorizzata e chiusa ermeticamente.


Fu una carneficina. Alla fine, c’erano corpi smembrati ovunque. Schizzi di sangue avevano raggiunto il ritratto del fondatore, trasformandolo in una mostruosa caricatura. Rimaneva solo l’amministratore delegato. Il presidente lo squadrò in attesa del momento migliore per colpire. Trascorse qualche istante carico di tensione. Il cacciatore fissava la preda negli occhi. Atterrò giusto davanti al viso della vittima che, invece di scansarsi, spalancò a sua volta la bocca. Morse con decisione, lasciando la presa solo quando il presidente spirò. Il capo dei capi aveva dimenticato un detto fondamentale, in voga tra gli uomini marketing: - Cane mangia cane. – Amen

Nick And Bart

Here's to you Nicola and Bart

Rest forever here in our hearts

The last and final moment is yours

That agony is your triumph!


Vanzetti, per soprappiù, fu anche accusato di un tentativo di rapina a Bridgewater (Massachusetts). Processato, fu riconosciuto colpevole. Venne così tramutato, da pescivendolo, in notorio criminale, prima che Sacco e lui fossero processati per duplice omicidio.
Era colpevole, Vanzetti, di quel reato di rapina? Forse sì, ma non importava molto. Chi lo disse, che non importava molto? Il giudice che diresse il processo disse che non importava molto. Costui era Webster Thayer, rampollo di ottima famiglia del New England. E disse alla giuria: "Quest'uomo, benché potrebbe non aver effettivamente commesso il reato contestatogli, è tuttavia moralmente colpevole, poiché è un nemico giurato delle nostre vigenti Istituzioni”.
Parola d'onore: questa frase fu pronunciata da un giudice nell'aula di un tribunale americano. Traggo la citazione da un libro che ho sottomano: Labor's Untold Story (Storia inedita del sindacalismo) di Richard O. Boyer e Herbert M. Morais (ed. United Front, San Francisco 1955).
E toccò poi a quello stesso giudice Thayer processare per omicidio Sacco e il noto criminale Vanzetti. Furono dichiarati colpevoli dopo un anno circa dal loro arresto; era il luglio del Millenovecentoventuno, e io avevo otto anni.
Quando alla fine salirono sulla sedia elettrica, io ne avevo quindici. Se udii qualcuno a Cleveland parlarne, l'ho dimenticato.
L'altro giorno in ascensore ho attaccato discorso con un fattorino della RAMJAC. Uno della mia età. Gli ho chiesto se ricordava niente di quell'esecuzione, avvenuta quando lui era ragazzo. Sì, mi rispose, aveva udito suo padre dire ch'era stufo marcio di sentire parlare di Sacco e Vanzetti, e che era contento che fosse finita.
Gli chiesi che cosa facesse suo padre, di mestiere.
"Era direttore di banca a Montpellier, nel Vermont" mi rispose. Il vecchio fattorino indossava un pastrano militare, residuato di guerra.
Al Capone, il famoso gangster di Chicago, trovava giusto che Sacco e Vanzetti venissero giustiziati. Anche lui era convinto che fossero nemici del modo di pensare americano sull' America. L'indignava che fossero così ingrati verso l'America, quegli immigrati italiani.
Stando a Labor's Untold Story, Capone disse: "Il bolscevismo bussa alla nostra porta... Dobbiamo tener i lavoratori lontani dall'ideologia rossa e dalle astuzie rosse".
Il che mi ricorda una novella di Robert Fender, il mio amico galeotto. Vi si narra di un pianeta sul quale il crimine peggiore è l'ingratitudine. La gente viene condannata a morte, se ingrata. La condanna a morte viene eseguita, come in Cecoslovacchia, mediante defenestrazione. I condannati vengono buttati da un'alta finestra.
Il protagonista del racconto viene alla fine scaraventato giù da una finestra per ingratitudine. Le sue ultime parole, mentre precipita dal trentesimo piano, sono: "Grazie miiiiiiiiilllllllleeeeee!".
Prima che Sacco e Vanzetti venissero giustiziati per ingratitudine nello stile del Massachusetts, però, grandi proteste si levarono in tutto il mondo. Il pescivendolo e il calzolaio erano divenuti celebrità planetarie.
"Mai ci saremmo aspettati, in vita nostra," disse Vanzetti, "di poter compiere un tale lavoro in favore della tolleranza, della giustizia, della comprensione reciproca fra gli uomini, come ora vuole il caso che compiamo."
Se da ciò si ricavasse una Passione teatrale moderna, gli attori chiamati a interpretare le autorità, i Ponzi Pilati, dovrebbero esprimere sdegno per le opinioni della massa. Ma sarebbero più in favore che contro la pena di morte, in questo caso.
E non si laverebbero le mani.
In effetti erano tanto fieri del loro operato che incaricarono un comitato - composto da tre fra i più saggi, rispettati, equanimi e imparziali individui del momento - di dire al mondo intero se giustizia sarebbe stata fatta.
Fu soltanto questa parte della storia di Sacco e Vanzetti che Kenneth Whistler volle raccontare, quella sera di tanto tempo fa, mentre Mary Kathleen e io l'ascoltavamo tenendoci per mano.
Si dilungò con molto sarcasmo sulle risonanti credenziali dei tre saggi.
Uno era Robert Grant, giudice in pensione, che conosceva le leggi a menadito e sapeva in che modo farle funzionare. Presidente del comitato era il rettore di Harvard, e sarebbe stato ancora rettore quando m'iscrissi io. Figurarsi. Si chiamava A. Lawrence Lowell. Il terzo che, secondo Kenneth Whistler, "s'intendeva molto di elettricità, se non di altro", era Samuel W. Stratton, rettore del Politecnico del Massachusetts (MIT).
Mentre eran dietro a deliberare, ricevettero migliaia di telegrammi: alcuni in favore dell'esecuzione ma la maggior parte contro. Fra i mittenti c'erano Romain Rolland, George Bernard Shaw, Albert Einstein, John Galsworthy, Sinclair Lewis e H.G. Wells.
Il triunvirato dichiarò alla fine che, se Sacco e Vanzetti fossero stati messi a morte, giustizia sarebbe stata fatta.
Questo dice la saggezza degli uomini più saggi del momento. E sono indotto a chiedermi se la saggezza sia mai esistita e possa mai esistere. E se la saggezza fosse tanto impossibile in questo particolare universo quanto il moto perpetuo?
Chi è l'uomo più saggio della Bibbia, ancor più saggio, si suppone, del rettore di Harvard? Re Salomone, naturalmente. Due donne che si contendevano un bambino comparvero davanti a Salomone, chiedendo che applicasse la sua leggendaria saggezza al loro caso. Lui suggerì allora di tagliare in due il bambino.
E gli uomini più saggi del Massachusetts dissero che Sacco e Vanzetti dovevano morire.
Quando il loro parere fu reso noto, il mio eroe Kenneth Whistler guidava una manifestazione di protesta davanti al palazzo del governo di Boston. Pioveva.
"La natura si mostrava partecipe" disse, guardando proprio Mary Kathleen e me, seduti in prima fila. E rise.
Mary Kathleen e io non ridemmo con lui. Né rise alcun altro fra il pubblico. La sua risata risuonò agghiacciante. La natura se ne frega di quello che provano gli esseri umani e di quello che loro succede.
La manifestazione davanti al palazzo del governo di Boston durò ininterrotta per altri dieci giorni, fino alla sera dell'esecuzione. Quella sera lui guidò i dimostranti per le strade tortuose e oltre il fiume, fino a Charlestown, dov'era la prigione. Fra i dimostranti c'erano Edna Saint Vincent Millay e John Dos Passos e Heywood Broun.
C'erano polizia e Guardia nazionale ad attenderli. C'erano mitragliatrici, in cima alle mura del carcere, puntate contro la popolazione che chiedeva clemenza a Ponzio Pilato.
Kenneth Whistler aveva con sé un pacco pesante. Era un enorme striscione, arrotolato. Lo aveva fatto preparare quel mattino.
Le luci del carcere cominciarono ad abbassarsi.
Quando si furono abbassate nove volte, Whistler e un amico si precipitarono alla camera ardente dove i corpi di Sacco e Vanzetti sarebbero stati esposti. Lo stato non sapeva più che farsene, delle salme. Venivano restituite a parenti e amici.
Whistler disse che due catafalchi eran stati eretti nella camera ardente, in attesa delle bare. Allora Whistler e il suo amico dispiegarono lo striscione e l'appesero alla parete, sopra i catafalchi.
Su quello striscione erano dipinte le parole che l'uomo che aveva condannato Sacco e Vanzetti a morte, il giudice Webster Thayer, aveva detto a un amico poco dopo aver emesso la sentenza:


Hai visto che cosa gli ho fatto a quei due bastardi anarchici, l’altro giorno?


Estratto da "Un pezzo di Galera" di Kurt Vonnegut


Per tutti i Sacco e Vanzetti che abbiamo ora in Italia.


Per chi viene giudicato perchè straniero e magari pure islamico.


Contro l'ingiusta giustizia.


Father, yes, I am a prisoner
Fear not to relay my crime
The crime is loving the forsaken
Only silence is shame


And now I'll tell you what's against us
An art that's lived for centuries
Go through the years and you will find
What's blackened all of history
Against us is the law
With its immensity of strength and power
Against us is the law!
Police know how to make a man
A guilty or an innocent
Against us is the power of police!
The shameless lies that men have told
Will ever more be paid in gold
Against us is the power of the gold!
Against us is racial hatred
And the simple fact that we are poor


My father dear, I am a prisoner
Don't be ashamed to tell my crime
The crime of love and brotherhood
And only silence is shame


With me I have my love, my innocence,
The workers, and the poor
For all of this I'm safe and strong
And hope is mine
Rebellion, revolution don't need dollars
They need this instead
Imagination, suffering, light and love
And care for every human being
You never steal, you never kill
You are a part of hope and life
The revolution goes from man to man
And heart to heart
And I sense when I look at the stars
That we are children of life
Death is small


sarko


Sarko ha vinto perchè ha una proposta e un modo nuovo di fare politica. Segolene ha impostato tutto sulla comunicazione, sul fatto di essere donna, sulla quella sorta di titanic usato che è l'ulivismo mondiale, vecchio e vincente nella sua figura più alta: Clinton.


6.5.07

Senza titolo 1808

Il crak delle banche

S'affondano le mani nelle casse -- crak!
si trovano sacchetti pieni d'oro -- crak!
e per governare, come fare?
Rubar, rubar, rubar, sempre rubare!
I nostri governator son tutti malfattor,
ci rubano tutto quanto per farci da tutor.
Noi siam tre celebri ladron
che per aver rubato ci han fatto senator.
Mazzini, Garibaldi e Masaniello -- crak!
erano tutti quanti malfattori; -- crak!
gli onesti sono loro: i Cuciniello,
Pelboux, Giolitti, Crispi e Lazzaroni.
I nostri governator...
Noi siam tre, ladri tutti e tre,
che per aver rubato ci han fatto cugini del re.
Se rubi una pagnotta a un cascherino -- crak!
te ne vai dritto iii cella senza onore; -- crak!
se rubi invece qualche milioncìno
ti senti nominar comnìendator
I nostri governator...
Noi sìam tre celebri ladron
che per aver rubato ci han fatto senator.



dall'archio www.ildeposito.org


5 Maggio 2007
Dal Blog di Beppe Grillo:





Speravo che Bertinotti tra una comparsata da Fiorello e un viaggio sul monte Athos trovasse il tempo. O che i nostri dipendenti presi da un attacco di vomito lo cacciassero. Invece Previti, condannato per corruzione di magistrati, è ancora lì. Un cesso è un cesso, non si può cambiare la sua destinazione. Ma ogni tanto va pulito, disinfettato. Altrimenti, chi lo frequenta rischia di prendersi una brutta malattia infettiva: la tangentite, la corruttite, la previtite, la mastellite.
Iprevitil Parlamento può sicuramente sopportare la presenza di Previti. E’ uno di loro. Ma io non posso. Non è un fatto personale. Previti è un signore di una certa età che ha passato la vita a proteggere lo psiconano nei tribunali. Un’attività a tempo pieno, di responsabilità. Di preoccupazioni. Ma il suo stipendio da parlamentare non lo voglio più pagare. Il sigaro se lo paghi da solo, non con le mie tasse.
Previti è un simbolo. Il simbolo dell’impunità. Della legge uguale per i ricchi e diversa per tutti gli altri. Se Previti rimane lì, ogni altro parlamentare ne è responsabile. E dimostra che è peggio di lui. Si nascondono dietro le procedure, le priorità, gli accordi in commissione, la solidarietà di partito. Previti fa sicuramente una figura migliore con la sua spocchia, ostentata senza vergogna, di tutto il resto del Parlamento. Tutti insieme appassionatamente. Chi tocca Previti tocca ognuno di loro. Una proposta per il Presidente della Camera. Apra le sedute con un segno di pace e con una preghiera.



" Previti nostro, che sei in Parlamento,
sia santificato il tuo cognome,
venga il tuo regno,
sia fatta la volontà del tuo mandante
come alla Camera così in Senato.
Dacci oggi
la legge ad personam quotidiana,
rimetti le nostre corruzioni
come noi le rimettiamo ai nostri corruttori,
e se ci induci in tentazione,
salvaci con la prescrizione.
Amen."


chiedo scusa  ai credenti ,  ma  è  troppo forte  e serve a dimostrare  che  Previti è il  simbolo   del malcostume  ,  visto che  è anche la sinistra parlamentare  è biuona solo a parlare  e   non ad  incazzarsi   veramente.  E che la corruzione   è  un male endemico del nostro paese   comedimostra  la canzone anarchica   di fine '800  dello scandalo più  noto e più importante  dell'età liberale  pre fascista  , quello della banca  romana  nel 1892   ex Banca dello Stato Pontificio qui maggiori news 

Senza titolo 1807

Vagando in rete prima  di pranzo  ( cosa che faccio spesso  per evitare diche spilluccando qua e la  mangi  troppo e metta su  dei kg  di troppo )  più precisamente sul  bellissimo  blog tiberi.blog.tiscali.it/jw3272607 della  come lei  si definisce  nel suo blog << poliedrica, sfaccettata come un caleidoscopio e curiosa della vita >>  come potete notare  anche da  questo  suo profilo niente male  http://www.myspace.com/lauratiberi in cui trovate delle  sue vignette  molto ironiche  e salaci ) la signorina\a Laura Tiberi , il cuii  link l'ho trovato   cazzeggiando  nei commenti  di un  post  del  blog  --- lo trovate nell'elenco dei preferiti --- del mio  compagnoi di strada il poliedrico artista mario Pischedda  ho trovato  questo  post  emozionante  e  profondo





VERBO ESSERE
PRESENTE INDICATIVO

IME IO SONO
ISE TU SEI
INE EGLI è
IMASTE NOI SIAMO
ISTE VOI SIETE
INE ESSI SONO

VERBO AVERE

EKO HO
EKIS HAI
EKI HA
EKUME ABBIAMO
EKETE AVETE
EKUN HANNO




QUESTE LEZIONI SONO PER LA MIA AMICA MONICA CHE VIENE IN GRECIA CON ME, MA ANCHE PER TUTTI QUELLI CHE HANNO INTENZIONE UN GIORNO DI ANDARCI: è UN POSTO MERAVIGLIOSO E I GRECI SONO LE PERSONE PIù CORDIALI CHE ABBIA MAI INCONTRATO.
VALE LA PENA PARLARE LA LORO LINGUA.




Finalmente qualcuno\a che si libera  che  non è prigioniero di uno dei caratteri dell'italiano medio e non solo  il viaggiare passivo ( standardizzata  e omologante  )  cioè : 1) andare solo ed esclusivamente  nei locali  ; 2) cercare  solo la cucina italiana o peggio quella  globalizzata  dei Mc donald  e  non sperimentare \ provare la cucina del  paese in cui si và  ., 3) non sforzarsi magari  per pigrizia e paura  --- ma questo  è comune  a tutti\e  anche in quei viaggiatori non conformisti e attivi


d'imparare qualche parola  d'usodella lingua  del paese  scelto   ed usare solo ed esclusivamente l'inglese,spesso improvvisando o magari neanche quello ed esprimendosi a gesti ., 4) non adeguarsi  alle usanze  ed al galateo del paese ospitante  o   giudicarlo strampalato usando il nostro  metodo di giudizio  occidentale ., 5)  accontentarsi di quel che passa il convento   e non uscire  dalle rotte - mete  tradizionali  \  comuni  , ovvero quelli che  sono sul 90% delle guide turistiche  non vedendo  come è capitato  a me   a venezia  un posto ( adesso non ricordo quale  )  stupendo  non  riportato nè da tv  nè  da guide turistiche  .

Senza titolo 1806

sono arrivata. oggi le cose sono più chiare; la moda primavera-estate per chi non se ne fosse accorta è davvero in difficoltà, manca il disegno, dopo le contaminazioni, l'ecumenismo precoce, il pro e il no global è il silenzio. meglio andare in giro nudi in quel paradiso del sud della Francia, io e la speranza che la sinistra che viene sia democratica, nuova, dei lavoratori e dei studenti.....forza Mussi


votate la Fatanuda     www.fatanuda.splinder.com

5.5.07

Senza titolo 1805



Ecco la legge sul conflitto d'intressi che  vuole Berlusconi .
Il bello è che   stima l'America  come paese dela  democrazia , poi quando  si vuole applicare in Italia  una  legge  Americana  o  meglio ( perchè l'orgine  è  inglese  )  Anglosassone,non gli và  bene  .
Gli manca la  telecom è  siamo a cavallo  .
Non capisco perchè berlusconi strepiti.In fondo è la democrazia che richiede che chi ha il potere massmediatico non possa governare.Spero che fassino e la finocchiaro dopo aver fondato la Neo Dc ( legi partito democratico ) non siano troppo buoni, o troppo deboli come  nei governi dal 1996 al  2001 altrimenti sarà chiaro l'inciucio .

Colloqui randagi

Oggi ci facciamo una chiacchierata con Andrea Cristofori, responsabile del settore randagismo della sede territoriale di Roma della LAV, a proposito dello sconosciuto e discusso canile di Colle Arpea (Rieti), ma vi conviene leggere perché ci saranno brutte sorprese, sorprese che hanno stupito persino me, che ho visto Mentana da vicino.

[Continua a leggere su "Il Satiro Saggio"]

Senza titolo 1804

Fatwa

L'osservatore romano, ha emesso una fatwa. Contro una persona che ha solo espresso la propria opinione:

"Ha ragione il Papa ad essere contro l'evoluzionismo: la Chiesa non si è mai evoluta".

“Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato il funerale a Welby, cosa che non ha fatto per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana.”

Esprimere la propria opinione in modo civile, e nello stesso tempo dire cose vere, in questo ormai incivile paese significa essere TERRORISTI. Terrorista non è più chi ammazza, o fa esplodere bombe in luoghi affollati, ma semplicemente chi esprime opinioni che danno fastidio ai potenti.

E i potenti oggi sono la chiesa, il vaticano, i vescovi, la CEI, che tengono sotto scacco un parlamento ed un governo debole e prono persino al più piccolo capriccio del più insignificante parroco di provincia.

I danni culturali subìti da questo paese sono incalcolabili. Anni di bombardamento mediatico hanno ormai reso incapace di pensare la metà degli italiani.

Sono triste.


4.5.07

Senza titolo 1803


 


SKIN CANCER DAY


5 MAGGIO 2007


QUI


Senza titolo 1802


Proprio mentre riordino  le idee per questo post   dal cd " in canna "  nel lettore   salgono le  prime  note  di  questa canzone   del cantautore  Francesco Baccini tratta  dall'album " nomi e cognomi " del 1992  prima che si vendesse  allo show business e ai reality show  .



Renato Curcio


Cos'e' sta pioggia che mi batte in testa
non c'ero abituato piu'
E questa gente che cammina
e va di fretta
e non si guarda mai
Ma la catena che mi hai dato tu
la porto sempre non l'ho tolta piu'.
Mi pento
vuoi questo
vuoi che ti dica cosi'
Adesso, c'e' vento
mi piace tornare qui.
Sai quante torte
con la lima che ho inghiottito
per capire se
Il nostro amore imbavagliato
era piu' forte di uno sparo
eh.....
Ma il nosto covo
adesso non c'e' piu'
cian fatto sotto
la fermata del bus.
Mi pento , ma questo
non puo' aiutarmi lo sai
adesso nel vento
mi piace pensarti qui.
Comunicato numero 18
lasciamo stare quel che e' fatto e' fatto
Comunicato di un uomo solo
torniamo insieme non sono mica matto
Non sono mica matto....
sono solo un uomo solo.
Mi pento
ma non svendo
non sono fatto cosi'
Adesso ti prego torniamo insieme


 


Qualche  giorno fà  stavo chiaccherando  sulle panchine della fonte nuova  ( il salotto estivo  della mia cittadina  )  con alcuni amici sul  tabula rasa elettrificata  e  sui Pgr e il suo   un nuovo libro, intitolato Reduce,pubblicato nel 2006  nel quale descrive la sua nuova poetica esistenziale attraverso una biografia fitta di memorie d'infanzia, poesie e anatemi sulla società contemporanea . Ad un certo punto si  è  toccato l'argomento della  conversione  di Lindo ferretti  ai conservatori e ai reazionari ( ai neocons-teocons  per usare un temine alla moda  ) . Alcuni d'essi  : << ma dai è un imbecille, è un robboso sconnesso non ce la fa più , oppure ,poi dicono che le droghe non fanno male!!! Giovanni lindo si è bevuto il cervello !!! haio  visto le sue dichiarazioni sull'intervento all'iraq  wee sulla procreazione assistita  , o  ha votato la Cdl  >>  . Io  invece   : << me e` parso invece come una persona estremamente lucida. Il modo in cui parla trasmette una profonda serenita` ed anche calore, gioia, ed una pacata vitalita` >> . Loro   hanno detto  che non capivo  una sega  e  io  sono rimasto  sulle  mie  , e  altri  loro amici  hanno detto pacamente  : << tanto  ogni uno   rimane sulle  sue   , cambiamo discorso  che è meglio  va >>  .
Ora  sia immaginando di  continuare  il discorso con loro ma  soprattutto  trovare conferma o smentire  le mie dichiarazioni fatte  per partito preso   per  fare il bastian contrario , il voler andare controcorrente  \ controvento e  sia  per  comprendere il perchè di tale  scelta   ( perchè , almeno per me  è cosi ,  non si può  dire  che una cosa  è giusta o  sbagliata  oppure  ha torto o  ha ragione, ha fatto bene o male,se non  si capisce  cosa  c'è dietro  tale  scelta,ecc) ho fatto  una  ricerca in rete    , ed ho trovato  questa intervista
( ne trovate  qui il video integrale e  sotto  un estratto preso  da youtube



Dopo aver sentito questa  intervista alla  7  e
 questa sua intervista   liberazione  quotidiano di rifondazione   <<

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Politicamente sono un orfano. La sinistra a cui appartenevo è morta"  Politicamente sono un orfano. La sinistra a cui appartenevo è morta (...)  Sono pessimista ma in modo sereno. Nel passato ho immaginato cose orribili che poi non sono successe e ho assistito a cose orribili che non avevo neanche immaginato. Ciascuno fa i conti con il proprio tempo. I nostri vecchi anche nei momenti bui sono riusciti a portare un po' più avanti la storia. Spero che anche noi si possa fare altrettanto >> posso di che  comprendo benissimo  pur non condividendone certe cose come lo schierarsi con gli americani  nella  guerra in Iraq o  contro la fecondazione assistita  o l'aver  votato per la cdvl alle elezioni del 2006 , ma soprattutto  come afferma  in un'intervista che preannuncia  La sua "conversione" ( già latente ), rilasciata  ad Antonio Socci e pubblicata dal quotidiano  Libero in cui Ferretti dichiara che  la scoperta dei testi del neo eletto papa Ratzinger e di cattolici come il fondatore  di Comunione e liberazione don Luigi Giussani. E che   la sua svolta  ,  è avvenuta  coerentemente   senza rinnegare   quello   in cui credeva  ( vedere  le  canzoni Annarella  quando era  con i Ccp  o l'altra bellissima canzone  Cupe vampe e in viaggio ---  di cui che trovate  il testo  nell'archivio di questo blog ---  quan do era  nei Csi   solo per citare   i più significativi in cui tali problematiche    che hanno detterminato la sua svolta  erano già latenti  ) .
Inoltre  è  un conservartore  con cui si  può parlare  che non ( almeno dll'idea che mi sono fatto  sentendo entrambe le campane  dopo l'allontanamento  dai Pgr della bravissima  e sensuale  cantante 
Ginevra Di Marco e il marito Francesco Magnelli hanno lasciato il gruppo ) impone  le sue idee  agli altri  pseudo convertiti  sulla  via di Damasco  e che  : <<  Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Luca 6,41- 42; 6,45 >> ma  è avvenuto coerentemente proprio  come  la  canzone riportata  all'inizio  e come il romanzo autobiografico  il voltagabbana  dello scrittore   davide lajolo . E soprattutto  non ha voltato gabbana per  oportunismo  e non insulta  gli altri  con  astio  odio  e falsità  come  faceva ( che Dio  ne abbia misericordia  )  la  famosa  Oriana Fallaci  ( 1929-2006 ) con La rabbia e l'orgoglio risposta all'orrore dell'11 settembre 2001, Oriana Fallaci rompe un silenzio durato dieci anni dando alle stampe , uno sfogo duro e appassionato che pone a confronto due culture, l'America e l'Italia, «lontani non solo sulle cartine, ma anche nell’anima». Riemersa da un esilio autoimposto, l'autrice espone come un fiume in piena le proprie idee sulla politica, la società, la Guerra Santa, l'Islam, inframezzando il tutto con i ricordi delle proprie esperienze personali, di giornalista e scrittrice.e con un'altro libro polemico e al vetriolo La forza della Ragione,scrito Il 12 marzo 2004, all'indomani della strage alla stazione Atocha di Madrid [11 marzo n.d.r.], compare sugli scaffali delle librerie, nelle edicole, sui banchi dei supermercat un altro libro controverso, denso di pensieri e di esperienze personali che mostrano al lettore il percorso di maturazione di un sincero rancore verso l'Islam e verso il mondo arabo in generale. Un libro di attualità, discutibile, ma pregno anche di spunti e di interessanti riflessioni anche se  con pregiudizi  . 


 





Senza titolo 1801

forse si spegne
il sole dietro le
spighe ma
l'amore perenne
rompe le rime
tra onde ed
ombre che
non vogliono
sapere di
dormire canto
la ninna nanna
senza capire che
l'unico sogno
che mi tiene
sveglio e la vita
leggiadra che
io rinnego

Sul Partito Popolare

(innanzitutto grazie per avermi dato la possibilità di scrivere in questo blog ed eccovi quindi il mio primo post dedicato a ciò che oggi più mi dà angoscia...)


Mi domando se Fassino e gli altri si rendono conto di quello che stanno facendo, Io sono di Torino e l'altro ieri, qui c'è stata la grande sfilata del I maggio con tutti i politici della cosiddetta sinistra. C'erano tutti e tutti immancabilmente quando venivano intervistati parlavano di due cose. Uno direbbe: salari e pensioni, potere d'acquisto e lavoro precario, equità e conflitti di interessi? no, manco per sogno. Si parlava solo di Partito Democratico e di leadership.


Mi sono fatto un'idea precisa di quello che succede. VI ricordate la bolognina? Il Signor Nessuno della Gioiosa macchina da guerra che piangeva le sue lacrime di coccodrillo e gli altri che facevano i conti in tasca al nuovo partito. Nanni Moretti fece un bellissimo documentario, "la cosa" che ci parlava del travaglio di tutti quesgli ex-comunisti (28% alle elezioni del 1987) spaesati che non sapevano dove andava questa "cosa". Quella gente faceva pena. (16% alle politiche del '92, prima elezione del nuovo partito) eppure votava il PDS. Dall'altra parte erano rimasti i rifondaroli, sembravano avere un'insegna al neon sulla testa che diceva "poveri sfigati condannati dalla storia a sparire". Invece sparivano gli altri. Nel giro di pochi anni, infatti nascevano i DS che imbarcavano, già allora, un po' di tutto:






























Federazione Laburista (ex PSI) Valdo Spini, Giorgio Ruffolo 8%
Comunisti Unitari (ex PRC) Famiano Crucianelli 6%
Cristiano Sociali (ex DC) Pierre Carniti, Ermanno Gorrieri 6%
Sinistra Repubblicana (ex PRI) Giorgio Bogi 3%
Riformatori per l'Europa (ex PSI) Giorgio Benvenuto                         


i PDS avevano perso la P per diventare moderni, giovani; per non restare legati alle antiche convenzioni politicistiche del partitone nazionale così demodè e radicato sul territorio...  Nel frattempo venivano su giovani che si erano fatti le ossa non più nella politica ma negli affari e nelle università americane. Io mi ricordo che non ho più sentito parlare nessuno di loro di pensioni, di stipendi, di equità sociale mentre i bisogni che si sentivano maggiormente erano quelli di riempire le poltrone e di crearne altre nuove. Alcuni avevano anche la premura di risciacquare il loro passato prendendo le distanze dalla falce-e-martello che, nel frattempo, veniva anche cancellata dal simbolo del partito.


Ora si tratta di imbarcare un altro bel carico di dubbi personaggi, soprattutto democristi:


La margherita, cioè: teo-dem (Binetti), UdEur, Alleanza democratica, i popolari, rinnovamento italiano... etc. etc.


Soprattutto si tratta di fare ingoiare a tutti quei poverini che già hanno tappato il naso diverse volte, la scomparsa TOTALE non soltanto dell'elemento comunista, ma anche quello del socialismo europeo dal partito per diventare una compagine di tante cose, diversissime fra loro, che naviga a vista e che non tarderà, per necessità di potere, ad appiattirsi sulle posizioni del centro (e del Vaticano). E così abbiamo liquidato la maggior forza progressista di sinistra del paese in appena 16 anni! Niente male, neppure Licio Gelli aveva mai sognato tanto. La democrazia cristiana rifondata...

3.5.07

vignetta di vauro sulle plemiche del 1 maggio





Senza titolo 1800

Super eroi...





A faccia in giù sull'asfalto, giacendo poco distante da un secchione della spazzatura. E' questa la conclusione che si fa quando si finisce di fare il proprio tempo?


Che ci faccio qui? Io sono un super-eroe. Sono Spiderman. L'uomo ragno. Non mi aspettavo questa fine ingloriosa, e poi sono ancora un gran bel giocattolo.


Ho indosso la mia tuta speciale rossa e blu con lo stemma di un grosso ragno nero sul petto e faccio la mia bella figura. Non ho nemmeno un graffio.


La mia plastica è ancora perfetta. La mia testa, le mie braccia e le mie gambe si trovano al loro posto.


Sono nuovo nuovo...e allora perché mi hanno buttato via?


Quando sono uscito dalla fabbrica e mi hanno alloggiato nella mia scatola di cartone, portandomi in un negozio di giocattoli, assieme ai miei fratelli gemelli, non avrei mai immaginato che mi aspettasse un destino simile.


E' pensare che, qualche mese fa, mi avevano anche avvolto in una carta da regalo tutta d'oro e deposto sotto l'albero di Natale, in attesa di essere scartato da Nino.


Ero il regalo che aveva tanto desiderato per tutto l'anno, il giocattolo che aveva chiesto insistentemente a Babbo Natale, richiedendoglielo nella sua letterina.


Anche Martina, quando mi ha visto, è stata un po' invidiosa di suo fratello.


A lei era andata in dono una di quelle bamboline nanerottole che hanno due occhioni enormi e delle grosse labbra rosse da far spavento.


Una Bratz. Mi sembra che si chiamasse cosi, anche se poi Martina l' ha ribattezzata il nome di Susanna.


Nino non ha voluto nemmeno farmi sfiorare da lei. Mi è dispiaciuto che abbiano litigato per causa mia.


Era geloso di me e voleva che appartenessi solo a lui.


Mi ha portato in camera sua, posandomi sullo scaffale della sua libreria, assieme agli altri suoi giocattoli.


Ho fatto amicizia anche con un bell'imbusto di plastica lucida che si chiamava Ken e chissà come e perché, Martina, aveva dimenticato tra i giochi di Nino.


Nonostante si desse un po' troppe arie, era un giocattolo molto simpatico e di notte, quando nessuno poteva vederci, trascorrevamo ore ed ore a scambiarci le nostre opinioni sulla giornata appena trascorsa.


Assieme a Nino, ho vissuto dei bei momenti. Passavamo intere giornate a giocare assieme senza stancarci mai e la sera, spesso, mi portava a letto con se, addormentandosi mentre mi teneva stretto al suo cuoricino.


Non sono state poche le volte in cui ho preso delle sonore botte sulla schiena, quando lui mi lasciava cadere giù da qualche mobile per vedere se ero in grado di fare la ragnatela ed aggrapparmi alla spalliera di una sedia prima di precipitare sul pavimento.


Peccato che il giocattolaio che ci ha ideato non ci abbia fornito di questo potere. In fondo io non sono il vero Uomo Ragno.


Sono solo il suo clone di plastica e sotto questa tuta non c'è nulla. Io non ho ne un viso e ne un corpo, ma un cuore....un cuore, però, lo possiedo.


Peccato che questo i bambini non lo capiscano e non sappiano quanto soffriamo quando ci accantonano per passare a giocare con qualche gioco più accattivante e tecnologico.


E' proprio quello che accaduto a me. Qualche giorno fa, papà Marco, è entrato in casa, portando con se un grosso scatolone di cartone.


Non capivo cosa conteneva, ma sia Nino che Martina, gli saltellavano intorno, tirandolo per i pantaloni, tutti contenti e felici mentre lui estraeva fuori da esso un altra scatola un po' più piccola e tutta nera.


Grazie, papino. Non vedevamo l'ora che ci comprassi la nuova Playstacion3”, hanno esultato in coro, mentre papà Marco armeggiava con i cavi della televisione per collegarla a quello strano aggeggio dall'aria cupa e minacciosa.


Pensate poi che beffa. Quando Martina e Nino, l'hanno accesa per giocarci assieme, sono apparso proprio io sullo schermo....era il mio video-game.


Loro hanno preferito uno stupido personaggio virtuale, che non potevano ne vedere e toccare, a me.


Certo, potevano fargli compiere più azioni di quelle che erano concesse al mio corpo di plastica ...ma la fantasia? Dove troveranno più la bizzarria dei giochi che compivano quando erano in mia compagnia, se tutto, in quel video-game, è già predefinito ed impostato?


Mi hanno dimenticato. Sono rimasto a far polvere per diversi giorni sullo scaffale della scrivania di Nino, fino a quando, questa mattina, Mamma Rosa, senza un reale perché, mi ha preso con se, è portato qui dove mi trovo ora, accanto a questo cestino della spazzatura che puzza e mi da il voltastomaco.


Nonna Orsa, la matrona di tutti i giocattoli di Nino e Martina, una volta mi raccontò, di questo luogo selvaggio e maleodorante, dove era finita per “sbaglio”, a causa di uno strappo alla zampa destra che le aveva fatto fuoriuscire un po' di bambagia e per il quale i genitori dei bambini avevano deciso di liberarsi di lei.


Era stato solo per i capricci disperati di Martina, che aveva avuto una secondo possibilità di ritornare in casa, dove mamma Rosa le aveva dato due punti d'ago e filo per farla tornare come nuova tra le braccia della piccola Martina.


Ed io? Chissà se avrò questa possibilità? Chissà se torneranno a riprendermi?


Intanto me ne resto qui e piango, perché il cuore mi duole..ed in questo istante mi sento veramente poco un super-eroe.


Ehi! Ma di chi è questa mano che ora mi sta alzando dall'asfalto?


E' un signore anziano. Chissà dove mi porta? Questo sacco e buio. Ma guarda quanti giocattoli, come me ci sono!


Allora non sono l'unico ad essere stato abbandonato. Chissà quante Playstacion3 hanno venduto in questi ultimi tempi?


E quest'uomo, ora,cosa vorrà da me? Mi sta distendendo su un lenzuolo bianco al di sotto di un albero...però, mica male la Barbie che mi ha messo accanto e nemmeno quella bambolina di porcellana vestita tutta di bianco.


Ed adesso cosa ci fanno tutti questi bambini attorno a noi? Ecco la manina di uno di loro che mi afferra.


Sta chiedendo alla mamma se può tenermi con se. Un euro? Valgo cosi poco? Non importa. Bimbo portami con te!


Che bello, stiamo andando via! Allora non sono ancora da gettare nella spazzatura....e poi che begli occhi ha questo fanciullo.


Sono occhi che sanno ancora immaginare senza inutili artifici e futili tecnologie, occhi colmi di fantasia e colori.


Solo ora comprendo che sarà finché, al mondo ci saranno bambini, come lui, capaci di sognare attraverso la propria immaginazione e libertà di pensiero che noi giocattoli potremmo definirci, veramente, dei super-eroi... ma, bimbo, non mi getterai via anche tu? Vero?...


(Tratto dal blog di Pachucha)


Senza titolo 1799





Pascal Renoux


Ogni attimo del nostro incontro


Lo zefiro dolce dà inizio ad una danza con i miei capelli.

Verdi fronde s’intrecciano al mio seno,

il cielo apre una gioiosa  e persistente armonia di note.


Frammenta le miei angosce e  ricompone il mio spirito.

Mi penetra, scaturendo in me sensazioni perdute.

Una gioia immensa è ospite della mia anima,



sosta sulle vellutata guance,

gentile come una farfalla.

Attorno a me tutto si dilegua,

restiamo solo io ed il vento…l’amore e la vita.

Negli scomposti tuoi silenzi

vivo purissime emozioni… misteriose impronte



che incidono pian piano il tuo nome


già  distinto nel mio cuore.

Rivivo con gaiezza, ogni attimo del nostro incontro.

La prima luce dei desideri coincide col sorgere del sole



e…. avverto che sveleremo sempre  il nostro amore.



Silvana

Global warming - dal sito effedieffe.com




Global warming
Maurizio Blondet
30/04/2007

Ci fu un tempo in cui l’umanità ridusse enormemente le emissioni di CO2, il colpevole dell’effetto-serra, e dunque del riscaldamento globale: fu nella grande Depressione del ‘29.
Nel 1928, il biossido di carbonio (CO2) prodotto dalle industrie nel mondo ammontò a 1,1 miliardi di tonnellate.
Nel 1929, salì ancora a 1,7 milioni.
Poi, il crollo di Wall Street, e la grande depressione cominciò.
Nel 1932, l’emissione di CO2 dovuta alle industrie umane era crollata a 0,88 miliardi di tonnellate.
Un calo del 30%.
Poi la curva ricominciò a salire, lentamente e in modo continuo, nel 1939 era a 0,90 miliardi di tonnellate.
La ripresa tuttavia fu lentissima.
Solo con la guerra e la ricostruzione del dopoguerra, verso il 1945-50, si tornò ai valori antecedenti al 1029.
Il 30% in meno di emissioni di CO2: è un calo enorme, molto maggiore di ciò che si possa sperare di raggiungere con le norme che gli ecologisti vorrebbero imporre al mondo, come i «crediti» sulle emissioni di carbonio (volute dalla convenzione di Kyoto: i Paesi che emettono troppo possono «comprare» crediti da Paesi che emettono poco).
Molto più di quello che vorrebbe l’ecologista politico Al Gore.
Molto più di quanto chiede, esige, l’ONU, o l’Inter-Governmental Panel on Climate Ch’ange.
Un calo del 30%.
Dietro questa percentuale c’è la tragica paralisi della produzione e dei commerci industriali, la spaventosa riduzione dei consumi in Europa e in America.
Ci sono le fabbriche chiuse, le decine di milioni di disoccupati, i tempi durissimi per la massima parte della popolazione del pianeta.
Il decennio (1929-39) del tirare la cinghia, il più duro per una generazione che non avrebbe visto la luce alla fine del tunnel, se non sotto forma della seconda guerra mondiale - l’altra tragedia immane, la grande consumatrice di prodotti industriali e di vite umane - nei cinque anni seguenti.
Ma almeno, il CO2 prodotto dall’uomo bruciando carbone e petrolio calò.
L’aria sarà stata più pulita.
I cieli più sereni.
Il mutamento climatico da effetto-serra (di cui sicuramente il CO2 è responsabile) sarà stato bloccato.
Invece no, non fu così.




La concentrazione di CO2 nell’atmosfera terrestre, espressa in parti per milione (ppm) non fece che salire.
Lentamente, di poco, ma inesorabilmente.
Nel 1928 era a 306 ppm.
Nel 1929, era 306.
Nel 1932, a 307.
E così via salendo, a piccolissimi ma inesorabili passi, fino al nostro oggi, dove siamo a 380 parti per milione.
Gli strumenti che controllano la concentrazione del gas-serra nell’aria a Mauna Loa (Hawaii) dal 1958, e i controlli sulle bolle d’aria intrappolate nei carotaggi estratti dai poli, mostrano sì variazioni, ma dovute alla natura: per esempio, tra l’estate e l’inverno la concentrazione può variare anche di 5 ppm, a causa del ciclo della fotosintesi delle foglie.
Ma la caduta verticale della produzione industriale dei primi anni ‘30 non ha causato nemmeno un calo di 1 ppm.
Immaginiamo di sovrapporre i due grafici relativi: quello delle emissioni industriali sale, scende a precipizio nel 1930/31, poi risale.
Quello della concentrazione di CO2 atmosferico sale lentamente ma senza mai scendere, e specialmente non scende quando scende l’altro.
A sovrapporre i due grafici è stato il professor Martin Hertzberg già nel 2001. (1)
Oggi Hertzberg è in pensione, ma è stato meteorologo per la US Navy; chimico e fisico laureato a Stanford, si è occupato per tutta la vita di combustioni esplosive, diventando il massimo esperto mondiale nell’accurata misurazione delle particelle sub-microscopiche nell’atmosfera (ha due brevetti in apparecchi di misurazione all’infrarosso).
Hertzberg non si è esposto come scettico della teoria sulla causa industriale del «global warming», ma ha tratto le semplici conclusioni dalla sovrapposizione dei due grafici.
Sì, la concentrazione di CO2 è cresciuta del 21% nel corso del secolo appena passato.
La temperatura terrestre è aumentata, anche se molto meno: mezzo grado centigrado tra il 1880 e il 1980, e da allora sale più rapidamente, più nelle regioni polari che altrove.
Ma, si domanda Hertzberg, è il CO2 a 380 ppm per milione a trattenere il 94% della radiazione solare assorbita nell’atmosfera?
Egli nota che il vapore acqueo è un assorbitore di calore altrettanto potente, e può essere presente nell’aria in percentuali fino al 2%, equivalenti a 20 mila parti per milione (ppm).
L’acqua, dunque?




L’acqua, onnipresente sulla Terra: oceani, nubi, ghiacci, nevi, vapore.
Una presenza enormemente più evidente del biossido di carbonio.
Eppure, i modelli elaborati dalla «scienza» del global warming non ne tengono conto.
L’attuale concentrazione di CO2 si ebbe anche nell’Eocene, 20 milioni anni prima della rivoluzione industriale: allora il biossido di carbonio salì a 300-400 ppm.
Che cosa causò, a quei tempi, l’effetto-serra?
Milutin Milankovitch, serbo, uno dei fondatori dell’astrofisica, studiò in ogni particolare, tra il 1915 e il 1940, tutte le possibili variabili all’opera nelle ere glaciali e post-glaciali.
Egli spiegò il ciclo dei riscaldamenti e raffreddamenti planetari con le variazioni dell’esposizione della Terra al Sole, dovute all’orbita ellittica, e alle variazioni di inclinazione (oscillazioni) dell’asse terrestre.
Egli ritenne che questa - la maggiore o minore irradiazione solare - fosse la causa primaria delle rilevanti variazioni di temperatura media tra glaciazioni e disgeli.
Hertzberg inclina alla stessa conclusione: oggi ci troviamo nella coda d’uscita dell’ultima era glaciale.
L’acqua copre oltre il 70% della superficie del pianeta.
E negli oceani, intrappolato in forma di carbonati, giace una quantità di CO2 almeno cento volte superiore a quello atmosferico.
Mentre avanza l’era post-glaciale gli oceani, riscaldati, emettono gas carbonico, proprio come una bibita gassata estratta dal frigorifero, che svapora mentre raggiunge la temperatura ambiente.
«E’ il riscaldamento degli oceani che provoca l’aumento del CO2 nell’atmosfera, non il contrario», sostiene perciò Hertzberg.
Difatti, recenti studi mostrano che negli scorsi milioni di anni l’aumento del CO2 nell’aria ha fatto seguito al riscaldamento climatico, con un ritardo fra gli 800 e i 2.600 anni.
Se Hertzberg ha ragione, allora tutte le misure invocate dall’ecologismo per ridurre le emissioni industriali non hanno senso alcuno.
In particolare, non ne ha il cervellotico meccanismo dei «crediti di emissione» pensato a Kyoto, questa compra-vendita di diritti di inquinare che vuole introdurre un incentivo di «mercato» alla decrescita produttiva.
Un’escogitazione ideologica - del liberismo - a soccorso dell’ideologia dell’ambientalismo malthusiano, che vede nella popolazione umana un «eccesso» e una malattia.




Il liberismo globale e l’ecologismo uniti a creare complessi di colpa a un’umanità che ha dimenticato il senso del peccato, ma non l’oscuro rimorso.
Il commercio dei «crediti d’emissione» equivale, dice Alexander Cockburn, alla «vendita delle indulgenze» del Papato di sei secoli fa: il peccatore poteva, con un esborso, comprarsi il purgatorio anziché l’inferno.
Lo stesso meccanismo di indulgenze viene offerto oggi dalla religione del liberismo ecologico, ma stavolta su basi ovviamente tecnocratiche.
Proprio vero quel che diceva Chesterton: l’uomo miscredente è quello che crede a qualunque cosa.
Invece, se Hertzberg ha ragione, a comprare «diritti» a man bassa dovrebbe essere Poseidon, il dio del mare.
Lui il vero colpevole.


Maurizio Blondet




Note
1) Alexander Cocburn,  «Is global warming a sin?»,  Counterpunch, 29 aprile 2007.



2.5.07

laicità questa sconosciuta




E’ polemica per  " gli attacchi " al Vaticano quella  che  dal 1929  quando con i patti lateranensi \  concordato poi confermati,sic,dalla costituzione, è diventata non più un semplice  gruppo di pressione, che  ha caraterizzato  direttamente  e indirettamente  la nostra storia   come  una  seconda  istituzione   .
E’ ancora polemica dopo le dichiarazioni di Andrea Rivera ( www.andrearivera.it/  ) uno dei tre conduttori della  15 edizione del  concerto del Primo Maggio in piazza S.Giovanni (insieme a Claudia Gerini e Paolo Rossi) che ieri, durante la manifestazione, ha detto: “Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la chiesa non si è mai evoluta”. “Non sopporto - ha proseguito - che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. E’ giusto così assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni”. Sarà ( anche se non sono di tale parere )  pure offensiva   e poco rispettosa delle sacre scritture  , ma  è satira  e come talòe  và accettata  o  se dovess'essere criticata  non in quiel modo  li   che è come predicare bene  e  razzolare male   . Infatti  il linguaggio della Chiesa negli ultimi tempi non è linguaggio dell'amore e punta ad eccitare gli animi del cattolicismo(visto che ci chiamano laicisti io li chiamo cattolicisti). Tutto ciò è conseguenza della pesante ingerenza della Chiesa nell'agenda politica istituzionale  che la rende inevitabilmente attaccabile e criticabile  .
Per chi  come me   affronta  le questioni con ironia  guardatevi questa cronaca  di Emilio fede il tirapiedi  più  comico che abbia mai visto 







Immediate le reazioni del mondo politico . Critici verso Rivera i segretari di Cgil, Cisl e Uil . “Sono dichiarazioni molto stupide che non condivido - ha detto Luigi Angeletti della Uil - in un Paese civile la libertà religiosa e della Chiesa è altrettanto importante della libertà politica e sindacale”.
Per Raffaele Bonanni della Cisl “il concerto del primo maggio non è il luogo adatto per fare politica e fare divisioni”.
Duro anche Maurizio Ronconi, vice capogruppo dell’Udc alla Camera: “Un laicismo d’accatto contagia anche il concerto del primo maggio. E’ inqualificabile ed ingiustificabile che un concerto organizzato dalla federazione sindacale scada in un anticlericalismo offensivo per tutti i cattolici”.
Sullo stesso tono le critiche del presidente dell’Udc, Rocco Bottiglione: “Qualcuno a sinistra al concerto del primo maggio non sente il bisogno di esprimere solidarietà a monsignor Bagnasco, oggetto di inqualificabili attacchi alla libertà di espressione dei cristiani. Qualcuno non ha nemmeno la prudenza e la dignità di tacere. Da piazza S.Giovanni si elevano parole di sarcasmo e di incitamento all’odio. Questa è una mancanza di rispetto a tutti i lavoratori cristiani ed a tutti gli uomini che amano il dialogo e la libertà”.
Anche Giorgio Lainati, capogruppo di Forza Italia in Vigilanza Rai non ha apprezzato l’ “attacco gratuito e privo di senso a Papa Benedetto XVI e alla Chiesa cattolica”.
“Il tutto è avvenuto naturalmente dagli schermi del servizio pubblico radiotelevisivo, quello pagato da milioni di abbonati. Siamo curiosi di sapere se la sortita del signor Rivera sia stata concordata con il direttore di Raitre il cattolico Paolo Ruffini sempre così attento alla difesa e al rispetto di tutte le Confessioni religiose nei vari programmi della sua rete”, ha poi aggiunto.
“Le farneticanti parole espresse da Andrea Rivera, uno dei conduttori della manifestazione del primo maggio a San Giovanni, di fatto buttano altra benzina sul fuoco della pericolosa polemica contro la libertà di espressione dei credenti e in particolare del clero cattolico italiano”.
Così il capogruppo dell’Udeur alla Camera, Mauro Fabris.
“Ora mi auguro – ha proseguito - che i sindacati vorranno condannare, come è nella loro tradizione di rispetto per ogni cultura e ogni religione, le parole di sarcasmo e di incitamento all’odio di Andrea Rivera”.
E in una nota congiunta le parlamentari di Forza Italia, Isabella Bertolini, Patrizia Paoletti Tangheroni, Gabriella Carlucci, Simonetta Licastro Scardino e Laura Bianconi chiedono al Governo di “prendere immediatamente una posizione istituzionale, netta ed inequivocabile”.
“Le gravi minacce a Bagnasco, gli epiteti del patetico Rivera rivolti al Santo Padre dal palco di Piazza S. Giovanni, sono atti di gravità inaudita, figli del clima di odio e di derisione laicista, ormai imperante nel Paese. Il Governo deve dissociarsi pubblicamente”, si legge nella nota.
Marco Cappato, segretario dell’Associazione Coscioni e deputato europeo dei Radicali, invece è stato l’unico a difendere Rivera: “Un ‘bravo’ ad Andrea Rivera, che ha ricordato il comportamento del Vaticano sui funerali negati a Welby. Grazie a Rivera, almeno per un attimo, si è intravista la possibilità che questa piazza San Giovanni non consegni il testimone ideale alla ‘San Giovanni clericale’ convocata per il 12 maggio, ma aiuti, lo speriamo e lo chiederemo, la mobilitazione per il ‘coraggio laico’ del 12 maggio, a piazza Navona”.
E mentre ‘L’Osservatore Romano’ considera le parole di Andrea Rivera “terrorismo”, altri ritengono che la reazione del quotidiano sia stata esagerata.
A cominciare dal consigliere Rai Sandro Curzi che ha parlato di “pericolosa provocazione”, dal capogruppo Prc al Senato Giovanni Russo Spena che ha invece sottolineato la mancanza di “senso delle proporzioni” e dal Verde Mauro Bulgarelli che ha giudicato “immotivati gli attacchi del Vaticano ad Andrea Rivera”.
Il protagonista della vicenda, Andrea Rivera, all’indomani del suo tanto discusso intervento rivolto dal palco del Concertone del Primo maggio, si è edetto “dispiaciuto” per le polemiche nate a causa delle sue affermazioni e ha precisato di non aver voluto “offendere alcuna persona o religione”.
Al tempo stesso però ha sottolineato che le battute erano state “concordate con gli autori del Primo maggio”.
Quando c’è una diretta e a salire su un palco è un mattatore, gli autori di un programma mettono in conto “eventuali interventi ‘scomodi’”come quello fatto ieri da Andrea Rivera sul palco del Concertone. Sembrerebbe questa la posizione emersa dall’entourage degli autori del Primo Maggio, secondo i quali “anche per lo spettacolo di ieri si è lavorato su concetti più che su singole frasi il cui peso specifico è responsabilità diretta di chi sul palco è anche autore di se stesso”. Insomma, fanno notare che “si concorda la performance, ma poi il presentatore-mattatore di turno va a ruota libera, modella sul momento il copione”. Impossibile, quindi, secondo gli autori, concordare ogni singola parola. Ma che tristezza  sia che  governi la   sinistra  sia che governi al destra   guai  a criticare  e  a fare satira ( sia bella o brutta  che sia  )  sulla chiesa  e sulle gerarchie    siamo uno stato confessionale e aservito  al Vaticano  . E assistiamo  ad uno stuolo " bipartisan "   di politici  e giornalisti  per  giunta ipocrita   dove pochi sono  realmente cattolici credenti  e non decidono d'aderire a tali valori perchè lo sentono  dentro di loro  , sono persone che predicano bene e razzolano male  e hanno il piede in due staffe  . infatti sono quelle persone  che magari ( come il caso di Pier ferdinado casini )  sono divorziati e  risposati  e poi conducono  la caccia  ale streghe  verso coloro sono  nella sressa situazione  .,  oppure sono contro i Dico / Pacs  però  alcuni di loro ne  usufruiscono  .,  contro l'omosessualità  e  contro la droga , però  sono  tra  quelli  che  loro  condannano \ crociffiggono  , dicono  contro l'aborto ma  poi non solo  condannano  coerentemente  chi lo  fà  a cuor leggero  , ma  anche  chi lo fà  per seri problemi  ( incesto, strupro, non voler  trasmettere  terribili malattie  ereditarie ,. ecc )  e non si preoccupano   dell'aumento  del numero degli aborti in netto aumento  fra le minorenni  .
Potrei continuare  a lungo  , ma  rischierei d'annoiarvi  , continuate  voi se volete .

SOLIDARIETA' AD ANDREA RIVERA


Concertone primo maggio

Le frasi di Andrea Rivera

 

COSA HA DETTO DI TERRORISTICO?

 


- «Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»

- «Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma c'erano due ladroni».

-ooo-


 

MA STIAMO SCHERZANDO?

 

Prodi invita ad abbassare i toni, i sindacalisti si dissociano e condannano queste frasi...Certo il Vaticano non si tocca, poi, ora che Bagnasco ha ricevuto minacce ( tutta la mia solidarietà, intendiamoci), tutto diventa terrorismo, attacco.

Sono disgustata. Ma è vero che Andrea ha chiesto scusa?

Che è stato costretto ad abiurare?

Meno male che c'è qualcuno che ha preso le sue difese: Cappato e Curzi e sicuramente tutti quelli che come me ne hanno piene le tasche dell'ipocrisia...



"Quando si arriva a parlare di terrorismo per la battuta di un giovane comico o di un artista di strada mi pare che si faccia, anche se involontariamente, della pericolosa provocazione". Cosi' il consigliere Rai Sandro Curzi ha commentato l'intervento dell'Osservatore Romano.


 


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Il prossimo appuntamento sarà per il 12 maggio a PIAZZA NAVONA, ALLE 15.00


Coraggio laico!


Rosalba


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