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26.11.07

Per non dimenticare: 27 anni fa il terremoto in Irpinia

Per non dimenticare: 27 anni fa il terremoto in Irpinia










uno dei  video  del reportage di agendaoline


se  volesse  saperne  di più  e vedere altre foto  e  video oltre  questo link può   consultare  la sezione approfondimenti  presente  a  fine post  . Prima di iniziare  con iol  post  d'oggi vorrei  rispondere  a tutti\e  coloro che  mi rimproverano  perchè riporto   , facendo copia ed incolla    anzi   che mettere mie impressioni  oppure   anzi che mettere  come fà  Pino Scaccia  gli url dell'articlo  citato  .
!) perchè certi eventi  i ricordi  sono labili , infatti   quando è avvenuto   taloe evento  avevo appena  4  anni   e ho soo  ricordi indiretti  ( appreso da  documentari   speciali ,  ecc  cartacei e telkevisivi  per  il deccenale  o ilventennale di tale  evento )  o ricordi  dei miei genitori   e  parenti  . 2) perchè  molto spesso  , gli url dei giornali online vengono sostituiti da altri  , o dopo un  detterminato periodo vengono archiviati  diventando non più gratuiti e quindi  fruibili da tutti  ma  a pagamento  e poi non tutti i  siti per  la loro politica di copy right  permettono  di usare  l'opzione  presene in google  e in altri motori di ricerca  della copia cache . Ma  ora  basta  con  le ciancie  inutili  e veniamo ai post  vero e proprio 



23 novembre 1980


Quel tragico ventitré novembre
correndo e scherzando per le strade,
una bella giornata di festa
avvolta dentro un tiepido sole.


Pensavo fra un mese è Natale
e quanti ricordi di amici e miei cari lontani,
vola il mio pensiero tra loro
rincorrendosi con la luce, il mio cuore palpita e mi dice,
questo giorno non finisce mai.


Vai speranza corri anche tu tra loro
non chiudere mai il tramonto,
e non fermarti a guardare,
fai che la notte non insegua più il giorno
e fermi il vento che mi porta il pianto,
e le grida di aiuto di quella povera gente.

Michele Bortone


Lugano, bortmik@freesurf.ch



Sono ormai trascorsi 27 lunghi anni dal terribile sisma che il 23 novembre 1980 rase al suolo alcuni centri dell’Alta Irpinia e della Basilicata, cancellando intere famiglie
decimando e stremando le popolazioni locali. Si trattò di un immane cataclisma, le cui rovinose conseguenze non furono causate solo da elementi naturali, bensì pure da fattori di tipo storico-politico e antropico-culturale. Ricordo che nei mesi immediatamente successivi alla catastrofe, non furono pochi gli osservatori e gli analisti politici che si spinsero a formulare l’agghiacciante ipotesi di una vera e propria “strage di Stato”. La furia tellurica investì in modo traumatico e devastante le comunità di Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni e Conza della Campania, i centri più gravemente danneggiati dal sisma. Ebbene, da quel funesto giorno sembra separarci un’eternità !

In tutti questi anni, le tematiche collegate al terremoto del 1980 e alla ricostruzione post-sismica sono state oggetto di validi e complessi studi, inchieste e approfondimenti, condotti e pubblicati anche su blog e siti Internet (naturalmente sono state scritte anche scempiaggini). Per cui sembrerebbe che non ci sia molto da aggiungere. Invece, credo che valga la pena di spendere qualche frase in occasione delle consuete e rituali commemorazioni, celebrate nel 27° anniversario del triste evento. Per gli abitanti dell’Alta Irpinia, in modo particolare per i cittadini di Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi e Conza della Campania (i tre Comuni più disastrati dell’area del cratere) il terremoto del 23 novembre 1980 ha costituito indubbiamente un avvenimento luttuoso, per cui quel giorno non rappresenta una data qualsiasi del calendario, ma segna un vero spartiacque storico-cronologico e antropologico-culturale. Equivalente all’11 settembre 2001 per gli Americani, oppure all’anno zero, ossia all’avvento di Gesù, per i cristiani.
L’espressione “data-spartiacque” indica anzitutto che, a partire da quel momento storico, la nostra vita quotidiana è radicalmente mutata sotto ogni profilo. La realtà delle nostre zone si è trasformata visceralmente sul versante economico e sociale, persino a livello psicologico ed esistenziale, facendoci letteralmente regredire sul piano antropologico e culturale. Il terremoto ha straziato le nostre vite, turbato le nostre emozioni e percezioni, segnando profondamente le nostre menti, i nostri stati d’animo, la sfera interiore degli affetti e dei sentimenti più intimi, perfino i nostri istinti più elementari. Il cambiamento, inteso come imbarbarimento, si è insinuato dentro di noi, negli atteggiamenti e nelle relazioni più comuni, penetrando fino in fondo alle viscere della terra. Una terra sempre più infetta e corrotta dall’inquinamento chimico-industriale, avvelenata dai rifiuti e dalle scorie d’ogni genere. Così pure l’aria e l’acqua, che un tempo erano assolutamente pure e incontaminate.Ciò che invece sembra mantenersi perennemente intatto, immutato e quasi indisturbato, è l’assetto del potere politico-clientelare che continua a ricattare i soggetti più deboli e indifesi, a condizionare la libertà di scelta delle coscienze individuali, influenzando gli orientamenti elettorali dei singoli, vale a dire di vasti strati della popolazione. Pertanto, al fine di non dimenticare l’immane tragedia collettiva che 27 anni or sono fece precipitare nel lutto più doloroso ed insanabile le comunità dell’Alta Irpinia e della Basilicata, vi propongo una suggestiva testimonianza del noto scrittore irpino Franco Arminio. Buona lettura.“Dalle mie parti siamo tutti esperti di terremoto, almeno quelli che quando venne la scossa erano adulti: ventitré novembre 1980, le sette e mezza della sera, la terra fa tremare tutto l’Appennino meridionale, l’epicentro è tra le province di Avellino, Salerno e Potenza, una decina di paesi completamente distrutti (Conza, Laviano, San Mango, Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, solo per ricordarne alcuni) altre centinaia danneggiati più o meno gravemente, tremila persone morte, schiacciate dal peso delle case rotte, adesso penso al fatto che non tutte sono morte subito, c’è chi sarà rimasto in agonia per qualche ora, chi avrà sentito i soccorritori che stavano per raggiungerlo e non ce l’hanno fatta a prendergli le mani, il terremoto dal punto di vista dei morti è una cosa fatta di travi sulla pancia, di buio, di gambe rotte, è un trovarsi nella spina della vita all’improvviso, sei con la bocca davanti alla maniglia della tua stanza, guardi un televisore spento, stavi vedendo la partita, tua moglie era in cucina che preparava la cena, giocavano la Iuventus e l’Inter, ma non sai com’è andata a finire, sai che sta finendo la tua vita e ti fa rabbia che continua quella degli altri, ombre che staranno lì a spartirsi questo curioso bottino che è il tempo che passa, tu sei stato appena riportato tra loro, non puoi sapere che stanno polemizzando sui soccorsi che non sono arrivati, è arrivato il presidente della Repubblica e ha fatto una scenata alla classe politica, quella che ignorava che il cemento della tua casa era disarmato, quella che non si è preoccupata che la casa in cui è morta tua madre era fatiscente nonostante tu vivessi nel mondo che si dice progredito, il mondo che anche nel tuo paese aveva voltato le spalle alla civiltà contadina per sistemarsi nella modernità incivile, è in nome di questa modernità che cominciarono a ricostruire la tua casa e quella degli altri, pensarono perfino che non bastavano le case, ci volevano anche le industrie, ora molte di quelle case sono chiuse come la tua cassa da morto e lo stesso è avvenuto per quelle industrie, non sai che questo fatto a un certo punto è stato utilizzato per combattere quelli che comandavano in queste zone, non sai che le persone del nord Italia che vennero qui ad aiutare furono assai deluse dal sapere di tanti sprechi (si parla di una spesa di sessantamila miliardi di lire, ma i conteggi cambiano a seconda di chi li fa) e diedero credito a un partito che nasceva per dire basta con questa storia del sud, il problema siamo noi, i soldi che facciamo col nostro lavoro non ce li deve togliere nessuno, e infatti nessuno glieli ha tolti, come nessun scandalo a noi ci ha tolto quelli che comandavano e che comandano ancora e che adesso fanno coi fondi europei quello che fecero col terremoto, pure questa è una faccenda scandalosa, ma per ora non fa notizia, manca il detonatore della tragedia, intanto pure l’ingegnere che ha costruito la tua casa caduta non è andato in galera e neppure chi l’ha ricostruita in maniera piuttosto orrenda, il terremoto per te è finito con la fine della scossa, ma per gli altri è continuato molti anni ed è stato una corsa a fare soldi, in questa corsa non c’era tempo per pensare alla bellezza dei paesi, il problema era solo allargali, allungarli e l’opera è stata compiuta con genio e vi hanno partecipato un poco tutti, dal parlamentare che ha fatto la legge per cui si potevano aggiustare anche case che non si erano rotte, all’architetto che ha disegnato con la matita della venalità, al cittadino che si è messo in fila ad attendere quello che gli spettava e se possibile anche qualcosa di più, ora tutti si lamentano, tutti a dire che si stava meglio prima del terremoto, tutti a rimpiangere un tempo in cui si era più uniti e più buoni, a me pare di averla vista questa bontà e questa unione solo fino a quando è durata la paura, fino a quando la gente ha dormito nelle macchine, fino a quando abbiamo cercato di salvarti, poi è andata un po’ come ti ho detto.” (Franco Arminio)

 fonte www.girodivite.it




P.s 


approfondimenti


Senza titolo 2320

NAPOLI - L'Accademia Palasciania presenta "Toccata e fuga. Incontri musicali intorno a un pianoforte in transito, III edizione: Stupor Mundi". Quattro concerti a ingresso gratuito, sullo strumento messo a disposizione come sempre dalla ditta Napolitano, che si terranno al Museo Campano, nella Sala Federiciana, alle ore 11.15 di domenica 25, martedí 27, venerdí 30 novembre e martedí 4 dicembre.

Marco Palasciano eseguirà, come nelle scorse edizioni, una serie di concerti nel solco della grande tradizione europea dal medioevo al Novecento, realmente irripetibili poiché di pura improvvisazione; e se si spera che susciteranno lo «stupore del mondo» (che è anche il soprannome dell'imperatore Federico II cui si intitola la Sala) è perché, com'è noto, si tratta d'un totale autodidatta in musica, al pari del proverbiale "pianista sull'oceano".

La scorsa serie di cinque concerti, "I dieci mondi dell'umano spirito", era dedicata ai pianeti moralizzati della mitologia astrologica; stavolta, per ciascuna puntata il programma prevede due momenti pianistici di circa 25 minuti l'uno, intervallati da una lettura di testi poetici atti a rievocare Pier delle Vigne, Federico II, il suo perduto arco trionfale e il Museo che ne ospita le statue.

Si raccomanda gentilmente la puntualità assoluta: i concerti inizieranno alle 11.15 anche in assenza di pubblico (a "riscaldamento"), per avere conclusione alle 12.15. Per informazioni: palasciania@iol.it.


PROGRAMMA

Domenica 25 novembre
"UN'ANIMA E IL MONDO"
Nell'intervallo: Dante, "Inferno", c. XIII, vv. 1-78; M.P., "Le strade e le storie di Capua", quadro "Vita di Pier delle Vigne nel racconto di lui medesimo, presso i resti dell'Arco trionfale di Federico II di Svevia".

Martedì 27 novembre
"LA MERAVIGLIA PERDUTA"
Nell'intervallo: M.P., "Tra forti e pianoforti", quadro "L'architetto Ambrogio Attendolo mostra al figlio il Castello di Carlo V e la visita dell'imperatore", scene 1.1, 1.2 e parte della 1.3.

Venerdì 30 novembre
"ALLA CORTE DI FEDERICO II"
Nell'intervallo: Giacomo da Lentini, "Meravigliosamente"; Rinaldo d'Aquino, "Un oseletto che parla d'amore"; Pier delle Vigne, "Amore, in cui disio" e parte di "Amando con fin core".

Martedì 4 dicembre
"NEL TEMPIO DELLE MUSE"
Nell'intervallo: M.P., "Le strade e le storie di Capua", parte del quadro "L'ambiente poetico, filosofico e teatrale della Capua cinque-secentesca nel racconto di Camillo Pellegrino, presso il Museo Campano".

Ho bisogno

Zinnia elegansImmagine donata dall'agronomo Pasquale Venerito
 Zinnia elegans il fiore della semplicità


Ho bisogno di colore
ho bisogno di pulito
ho bisogno di un fiore
ho bisogno  di semplicità
ho bisogno di pulito
ho bisogno di un fiore
che il sorriso mi ridà
ho bisogno del sole
che la pelle scalderà
ho bisogno.
 Franca Bassi

Senza titolo 2319

Ricevo e pubblico dal COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA, il seguente comunicato stampa

 
FIRENZE - DOMENICA 2 DICEMBRE A CAMPI SI SVOLGE IL REFERENDUM SULL'INCENERITORE DI CASE PASSERINI (frazione di Campi Bisenzio) - LA CITTADINANZA DEVE DIRE SE VUOLE L'INCENERITORE A CASE PASSERINI E SE VUOLE CHE I RIFIUTI SIANO SMALTITI TRAMITE INCENERIMENTO. VOTA E FAI VOTARE 2 VOLTE NO 
NO ALL'INCENERITORE DI CASE PASSERINI
NO A TUTTI GLI INCENERITORI - I CITTADINI CHIEDONO RACCOLTE DIFFERENZIATE SPINTE CON IL SISTEMA DEL PORTA A PORTA - LA PIANA E' MALATA - 173 MEDICI HANNO LANCIATO UN APPELLO IN DIFESA DELLA SALUTE
 NE PARLIAMO 
Mercoledì 28 novembre (ore 21) a Campi Bisenzio, preso l'auditorium Rodari un 
incontro pubblico con tema " le problematiche sanitarie ed i rischi derivanti dagli impianti di 
incenerimento.Le anternative messe in pratica" Intervengono la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa infantile (isde) ) e il Dott. Federico Valerio (istituto tumori di Genova ISTGE)., Rossano Ercolini 
(ass.ne ambientefuturo Lucca)
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Senza titolo 2318

Pistoia - Un sit in di protesta è stato attuato sabato scoro dinanzi all'inceniritore di Montale. I cittadini hanno evidenziato i seguenti punti:
 



NO ALLA RIAPERTURA DELL’INCENERITORE DI MONTALE, AI LAVORI DI AMPLIAMENTO E ALLA COSTRUZIONE DEL TERZO FORNO e PER CHIEDERE UNA URGENTE BONIFICA DEL TERRITORIO


BASTA CON LA TRUFFA DEGLI INCENTIVI MONETARI AGLI INCENERITORI ( CIP6 E CERTIFICATI VERDI ). NON VOGLIAMO PIU’ PAGARE  PER  FARCI AVVELENARE !


SI A POLITICHE DI RIDUZIONE DEI RIFIUTI, DI RIUTILIZZO, DI RICICLAGGIO E ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO  2020


SI ALLE RACCOLTE DIFFERENZIATE PORTA A PORTA


SI ALLA DIFESA DELLA SALUTE


NO ALLA SCELTA DELL’ INCENERIMENTO  E AGLI IPOTIZZATI INCENERITORI DEL CALICE (PRATO) E DI CASE PASSERINI (FI); E ALL’ AMPLIAMENTO DI SELVAPIANA (PONTASSIEVE).



Comitato contro l’Inceneritore di Montale - Presidio Permanente “Giulio Maccacaro” per la non riapertura dell’ inceneritore di Montale -   Costituendo Comitato di Montemurlo - Coordinamento dei Comitati della Piana Fi-Po-Pt - Circolo Legambiente di Agliana/Quarrata – Collettivo Liberate gli Orsi, Pistoia – Associazione “Adelmo Santini  ”, Agliana - Amici di Beppe Grillo, Pistoia - Confederazione Cobas, Pistoia – CUB, Pistoia – Sinistra critica, Pistoia.





Fot.in.prop.  viale Petrocchi, 152  Pistoia



Senza titolo 2317

CASAGIOVE. Presentato il programma per l’avvento 2007 della parrocchia di Santa Maria della Vittoria di Casagiove, guidata da Don Stefano Giaquinto. Il tema di quest’anno sarà “Vi riconosceranno da come vi amerete”. Le iniziative partiranno dal 2 dicembre fino alla sera del 24 dicembre 2007. Sull’argomento è intervenuto Don Stefano il quale ha evidenziato: “Come sempre alla base di tutto vi è la formazione ed il diritto alla cittadinanza attiva, sempre dopo la formazione spirituale. Quest’anno verranno tra di noi, per testimoniarci il vero Natale e non quello commerciale Valeria Gosti della Comunità di Sant’Egidio, Padre Massimo Rastrelli, Don Pierino Gelmini. Inoltre, come sempre molto vicini alla nostra Comunità parrocchiale ci saranno: Sua Eccellenza l’Arcivescovo della Diocesi di Capua, Mons. Bruno Schettino, che parlerà ai nostri giovani ed il Sindaco della Città di Casagiove, Vincenzo Melone sempre molto disponibile. Un occhio particolare, sarà dato, alla pastorale giovanile con il progetto ‘Una luce nella notte’ che quest’anno avremo l’impegno di visitare la strada adiacente al Carcere di Santa Maria Capua Vetere, oggi frequentata da persone di strada. Il nostro scopo è concretizzare un Natale non fatto di esteriorità bensì dare ai giovani, i nostri amati giovani, una speranza per il futuro che si può ricercare solo attraverso quel piccolo bambino che nacque a Betlemme duemila anni fa il cui messaggio rivoluzionario echeggia ancora oggi in tutto il mondo. Una importante occasione per la nostra Comunità sarà l’arrivo della ‘Luce della Pace’ che giungerà da Betlemme. Ad accoglierla, il 16 mattina ci sarà il Sindaco di Casagiove, Vincenzo Melone e Don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro; a quest’ultimo sarà dimostrata tutta la solidarietà e la riconoscenza dell’intera cittadinanza casagiovese per il suo operato a favore dei bisognosi”. 

Senza titolo 2316

CASAGIOVE. Questa mattina il Sindaco della Città di Casagiove Vincenzo Melone ha presenziato alla cerimonia dell’Albero presso la scuola materna statale “Basile” di via Brescia. I bambini dell’asilo statale hanno piantumato ed addobbato uno dei tre pini consegnati dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione comunale guidato dall’Assessore Nicola Sabatino alle due scuole materne statali ed alla materna comunale. Un momento di festa ed un occasione di riflessione sull’importanza dell’Avvento e della preparazione per il Natale 2007. Inoltre, sempre questa mattina gli alunni della scuola elementare “A. Moro” di Casagiove si sono recati in visita, accompagnati dai propri docenti, presso la Casa comunale per conoscere da vicino le attività degli uffici che compongono il Comune di Casagiove. I bambini, hanno incontrato i dipendenti dell’Ente e da loro hanno avuto delle indicazioni sul funzionamento della “macchina comunale”. Inoltre gli alunni, guidati dalla professoressa Pina Martino, hanno incontrato il Sindaco Vincenzo Melone ponendogli delle domande e ricevendo delle delucidazioni sui più svariati argomenti quali: l’ambiente, le funzioni degli organi comunali, il progetto sicurezza civica, eventi culturali e sociali che si svolgono sul territorio casagiovese, le attività per i giovani e per il mondo scolastico. Un’iniziativa, quella dei bambini della elementare “Aldo Moro” che ha puntato alla creazione di un contatto diretto tra due delle istituzioni più importanti per i nostri giovani ossia la Scuola ed il Comune. Insieme ai bambini ed alle insegnanti era presente anche Antonio Gambardella, rappresentante del Consiglio di Circolo.

categoria: chiacchiere

Senza titolo 2315

Pistoia - Il Wwf diffida la ripapertura dell'inceneritore di Montale. "Tramite la nostre Sezioni locali - recita il loro comuicato stampa - avevamo suggerito alla Provincia di Pistoia un percorso per uscire dalla spirale che vede l’inceneritore quale punto strategico della gestione dei rifiuti dell’A.T.O. n. 5. Innanzitutto avevamo chiesto garanzie precise prima di procedere ad un'eventuale riapertura dell’impianto: analisi dei terreni ed indagine epidemiologica su tutte.  Contestualmente avevamo chiesto che si investissero forti risorse ed adeguati strumenti sul fronte della raccolta differenziata e della riduzione a monte dei rifiuti. Alla fine, abbiamo dovuto amaramente prendere atto che da un lato si intende procedere alla riapertura dell’impianto, ‘a prescindere’ dalle nostre richieste e da quelle dei Comitati, mentre dall’altro si è deciso di investire soltanto pochi spiccioli sul fronte della raccolta e della riduzione a monte, questioni per noi dirimenti". Gli ambientalisti, tra la'ltro ricordano che l'anno scorso vi è stato uno sforamento delle diossine dall'impianto. La provincia di Pistoia ha giusitificato la riapertura dell'impianto con la storia dei carboni attivi difettosi."A questo modo di gestire la ‘patata bollente’ dei rifiuti  il WWF ha ribadito il proprio NO,  si legge nel comunicato -accanto ad un convinto SI ad una politica diversa che metta in fuori gioco i cosiddetti termovalorizzatori, gli unici impianti di smaltimento ad essere presi in considerazione in Italia (a discapito di quelli assai meno inquinanti come ad esempio gli impianti di trattamento a freddo)".


Romilda Marzari


 

Senza titolo 2314

Prato- Spesso si sente parla re di malsanità ma devo dire che vi sono anche ospedale che fanno l'eccezzione alla regola. Sono alla 17esima settimana di gravidanza, una settimana fà mi hanno effettuato una biopsia per condilomatosi al collo dell'utero (il bambino non  ha accussato l'intervento, anzi ogni volta che mi faccio un'ecografia di controllo lui è sempre lì che si muove come un foresennato). Devo dire che tutto lo staff socio sanitario mi ha dato un ottimo sostegno morale, conquistandosi la mia fiducia e sopportando le mie ansie. Ogni piccola perdita mi fà temere di perdere il bambino e lui, invece, si mostra sempre vispo e iperattivo (tutto sua madre). La ginecologa del consultorio che mi segue, tra l'altro, qualche giorno fà mi ha visitata anche se non aveva appuntamento soolo perchè volevo ,la sicurezza che il bambino non avesse risentito dell'intervento. Oggi, poi, noto una perdita di prima amttina. Mi reco al pronto soccorso. Il ginecolo di guardia che mi conosce di già mi rassicura ancora prima di fare l'ecografia. E tutto va bene. Il pupone mio è sempre vispo. La perdita era dovuta alla cicatrice della biopsia.


Importanza del pap - test


Ora bando alla ciance. Esistone delle infezioni virali, quali quella che ho preso io, che se non curate possono trasformarsi in cancro all'utero. Grazie al pap test  (tra l'altro previto negli esami di protocollo della gravidanza) i ginecologi sono riusciti a scoprire questo cellule infette che si erano ramificate all'inizio del collo dell'utero. Tali cellule in gravidanza si moltiplicano molto facilmente  e si possono trasmettere al feto (una cinese ha trasmesso i suoi condilomi al figlio al momento del parto). Se non si blocca la loro evoluzione  possono degenerare in cancro. Ora attendo il risultato della biopsia. Forse dopo il parto, se l'esito sarà di gravità media, mi dovranno asportate perte di utero (anche con mezzo utero sdi ha una vita sessuale normale e si possono fare anche figli se si vuole). Però voglio fare presente che un pap - test ha salvato la salute mia e del mio pupo. E come mi disse l'anestesista in risposta alla mia frase "Io penso solo alla salute del bambino" una gestante deve curarsi per curare anche il figlio che porta in grembo.


Romilda


Senza titolo 2313

Lo so  che  rischierei di annoiare ( in particolare  a chi  , non è colpa loro  ,  non distingue  politica da politika  )  parlando sempre  delle  donne  e della manifestazione del 24  , ma  in base  a quel post  ho ricevuto  lettere    con delle accuse   che   di solito ignoro cestinandole  , ma  stavolta   non  c'è l'ho fatta  ed  intendo  rispondere  ( fugando ogni dubbio ) un a volta per tutte  .

ne prendo due  a caso che indicano  entrambe le   tipologie  .
 la prima  : <<  come ami parli sempre  di donne   non sarai mica  effeminato  ?  o  vuoi per caso cambiare  sesso ?   o  vuoi farti amiche  le donne per  ..... . >>
La seconda  : <<  dici d'essere  a nostro favore  , e  poi  ci getti fango ? hanno fatto bene   , si sono presi quello che meritavano  ,  idem la7  che voleva strumentalizzare  la cosa  .
Rispondiamo ora punto per  punto  a ciascuna d'esse
La prima .
Innanzitutto sono etero (  e poi  se fossi  trans , bi sex , o gay\  omo sex  non cambia  la questione  ) .,  e  se cosi  fosse   che male  c'è di male ?  che male  c'è  se  , almeno per ora  ( poi magari che  sa  )  preferisco vivere  il mio rapporto  con l'Altro sesso  senza  legami amorosi  \ sentimentali  ?  E poi schierarsi  in difesa dei problemi  della  gente  , le donne in questo caso , è  vera lotta . Infatti  essa  è più vera  ( scusate se  rispondo con  slogan o frasi  fatte , ma  mi viene spontaneo  )  quando  è di tutti per  tutti  senza  guardare  , etnia , sesso, religioni
La seconda 
Non sapevo  che  criticare  determinate posizioni  del movimento significasse  gettargli   fango  .
Cosa  lontana  di me  , non attacco mai  , se non c'è  una motivazione  e se  nel caso mi capita faccio autocritica .  replico  con questo articolo qui  sul giornale di Sardegna  di oggi

  Noemi Sanna  Psichiatra clinico e forense

Le donne sono scese   in piazza, ed in piazza hanno portato la  loro esasperazione, per fare rispettare il sacro santo diritto a non essere vittime, spesso ignorate, di violenza. Il fenomeno è una drammatica realtà, diffusa in ogni ceto ed in ogni cultura ed è ancora troppo tollerato. Vi sono almeno due circostanze,tuttavia, nelle quali sono proprio le donne che ostacolano la loro piena affermazione sul piano della creatività e del rispetto dei loro diritti. La prima è rappresentata da quel fenomeno che gli studiosi del comportamento umano definiscono “omovestitismo”. Si tratta di una forma di pervesione sociale del comportamento caratterizzato da un acritico e passivo appiattimento ed adattamento della donna alla volontà maschile, anche quando questa è espressione di manifestazioni intrusive ed aggressive che hanno il solo scopo di dominarla e sfruttarla tipico il rapporto tra la “donna di strada” ed il suo protettore . Senza arrivare a questi estremi si tratta di un tipo di donna assai comune che non è in grado di realizzare alcuno dei suoi desideri non sul piano professionale,non sul piano della scelta educativa sui figli, non sul piano della scelta degli amici da frequentare. E’ l’emblema di una passività ben conosciuta in ambito vittimologico di chi è nato vittima e che continua ad essere vittima per tutta la vita.Il secondo tipo di estremizzazione, apparentemente opposto al precedente ma altrettanto pericoloso, è rappresentato da quel comportamento femminile noto come parodia del “maschilismo” aggressivo e deteriore. Sono donne che vivono nei confronti dell’uomo sentimenti esclusivi di ostilità e che, attraverso un meccanismo psicologico di difesa noto come “identificazione all’aggressore”, si comportano come
i peggiori uomini, adottando comportamenti inutilmente aggressivi e distruttivi.La maggior parte delle donne sanno che, al posto del passivo omovestitismo e dell’aggressivo maschilismo, vi è una terza via. uella che permette l’affermazione dei propri valori e dei propri diritti attraverso il miglior uso dell’intelligenza, il maggiore controllo delle emozioni violente, il rispetto degli altri e di se stessi e l’adozione di mezzi più adeguati alla realtà quali la sensibilizzazione sociale, la maturazione culturale e l’adozione di leggi  eque ed adeguate.

  e con quest'altro articolo satirico sempre  dallo stesso giornale   Chicco Gallus  ripondo anche alla prima 

 Ma se al corteo contro la  violenza sulle donne non erano ammessi gli uomini, cosa vorrà dire Non sarà naturalmente che si lasci velatamente intendere un ragionamento del tipo «gran parte delle violenze contro le donne le perpetrano gli uomini, tu sei un uomo quindi sei potenzialmente colpevole». Il cosiddetto spannologismo. Il sillogismo a spanne. Non sarà cos , vero Sarebbe lo stesso ragionamento di condanna per categorie che
si sente anche troppo spesso in giro per altri casi. Contro nazionalità intere, contro fedeli di certe religioni, contro categorie di persone prese all’ingrosso. Sei parte di una categoria, di un genere, di un gruppo: sei responsabile. Con lo stesso ragionamento se si fa una manifestazione contro i maltrattamenti ai bambini si dovrebbero cacciar fuori dai cortei le mamme: i maltrattamenti li commettono di solito persone adulte, e le mam-
me sono persone adulte. E i cortei per la tutela degli animali Uguale, la maggior parte dei maltrattamenti li perpetrano gli esseri umani. Fuori tutti
gli esseri umani, quindi. Fanno parte, evidentemente della categoria che fornisce la maggior parte dei colpevoli. Non si sceglie di esser maschi o femmine. Non c’è in questo nè merito nè colpa. Non si è migliori o peggiori. Abbiamo già avuto abbastanza dispiaceri da un certo concetto di peccato
originale, per metterci ad inventarne anche di nuovi.

Senza titolo 2312


Emily  Dickinson


       Dalla zolla, così,
       d’oro e scarlatto
   sorgerà più d’un bulbo
che scaltramente fu nascosto
       ad occhi esperti
      Dal bozzolo, così,
  balzerà più d’un verme
     con tanti lieti colori
    I contadini come me,
     i contadini come te
     guardano perplessi
     (Poesia 66, 1859 ca)

----------------- 

Un sepalo ed un petalo e una spina
 in un comune mattino d’estate,
un fiasco di rugiada, un’ape o due,
            una brezza,
 un frullo in mezzo agli alberi —
       ed io sono una rosa!
       (Poesia 19, 1858 ca.)

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 La pallida colonna del soffione
      sgomenta l’erba — ed ecco
 che l’inverno d’un tratto si trasforma
    in un coro di gemiti infinito —
   Una sontuosa gemma dallo stelo
spicca seguita da un fiore sgargiante —
   sono i soli che danno l’annuncio
        delle esequie compiute
         (Poesia 1519, 1881 ca.)

----------------


Fiorire - è il fine - chi passa un fiore
          con uno sguardo distratto
             stenterà a sospettare
            le minime circostanze
         coinvolte in quel luminoso
                   fenomeno
      costruito in modo così intricato
       poi offerto come una farfalla
              al mezzogiorno —
Colmare il bocciolo — combattere il verme —
 ottenere quanta rugiada gli spetta —
regolare il calore - eludere il vento —
      sfuggire all’ape ladruncola
     non deludere la natura grande
 che l’attende proprio quel giorno —
      essere un fiore, è profonda
           responsabilità —
(Poesia 1058, 1865 ca.)

Senza titolo 2311

 VI PIACEVA QUESTO FILM ?   :-)


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Senza titolo 2310

 TI SPUNTA UN FIORE IN BOCCA !  VE LA RICORDATE QUESTA PUBBLICITA' ?   :-)


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Senza titolo 2309

L'AVETE LETTO QUESTO FUMETTO ?   :-)


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Senza titolo 2308

 QUESTA E' UNA MACCHINA  CARDATRICE PER LA LANA !  LA CONOSCEVATE ?   :-)


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25.11.07

Senza titolo 2307

 VI PIACEVA QUESTO GIOCO ?   :-)


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manifestazione del 24




Ti lamenti.. ma che ti lamenti?
Pigghia lu bastuni e tira fora li denti
Nu servu tempu fa rintra na piazza
prigavu a Cristu 'n cruci e ci ricia:
Cristu lu me padruni mi strapazza
mi tratta comu 'n cani pi la via
si pigghia tuttu culla so manazza
mancu la vita mia rice ch'è a mia
distruggila Gesù sta malarazza
distruggila Gesù fallu pi mia
si, fallu pi mia!
Ti lamenti.. ma che ti lamenti?
Pigghia lu bastuni e tira fora li denti
E Cristu gli arrispunni dalla cruci:
forse si so spezzati li to vrazza?
cu voli la giustizia si la fazza
nisciunu ormai chiù la farà pi tia
si tu si n'omo e nun si testa pazza
ascolta bene sta sintenzia mia
ca io inchiudatu 'n cruci nun saria
s'avissi fattu ciò ca ricu a tia
ca io inchiudato 'n cruci nun saria
Ti lamenti.. ma che ti lamenti?
Pigghia lu bastuni e tira fora li denti
Si na stu munno c'è la malarazza
cu voli la giustizia si la fazza!
Ti lamenti.. ma che ti lamenti
Pigghia lu bastuni e tira fora li denti 




Ti lamenti.. ma che ti lamenti?
Prendi il bastone e tira fuori i denti

Un servo tempo fa in una piazza

pregava Cristo in croce e gli diceva:

"il mio padrone mi strapazza

mi tratta come un cane bastardo

si prende tutto con la sua mano

e neanche la mia vita dice che è mia,

distruggila Gesù questa "malarazza"

distruggila Gesù, fallo per me

si fallo per me!"
Ti lamenti.. ma che ti lamenti?
Prendi il bastone e tira fuori i denti
 


E Cristo gli risponde dalla croce:

"hai forse le braccia spezzate?

chi vuole giustizia se la faccia

nessuno ormai la farà per te

se tu sei un uomo e non sei un cretino

ascolta bene quello che dico.

Se io avessi fatto quello che ti dico 

non sarei qua inchiodato in croce.

Ti lamenti.. ma che ti lamenti?

Prendi il bastone e tira fuori i denti!

Se in questo mondo c'è la "malarazza"

chi vuole giustizia, se la faccia.
Ti lamenti.. ma che ti lamenti
Prendi il bastone e tira fuori i denti!"





Care  manifestanti


La  vostra manifestazione di'ieri 24 novembre  era ped  è  più che  giusta, gustissima  e perchè no   leggitima  visto   che  ancora  a causa del riflusso  degli anni  '80    dovuto anche alla stanchezza  di un 20 di lotte c'è il perseverare   con delle  sacche di resistenza delle discriminazioni culturali e  retrograde  che ancora  continuano ad esserci  sia  in ambito culturale , che sociale  e politico  , ma   per  quello  che   è sucesso   << Comincia male: fischi alle deputate di Forza Italia Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo; spintoni e calci a un fotografo e a un giornalista con l'unico torto di essere maschi; insulti ai ministri Pollastrini, Turco e Melandri   che hanno "osato"--repubblica online--di oggi tentare di mettere il cappello [  strumentalizzare la  cosa  ] , facendosi intervistare da microfoni e telecamere, su una manifestazione che - va detto - è stato organizzata dal basso, da associazioni che non hanno mai l'onore delle cronache eppure fanno un lavoro sommerso e oscuro ma importantissimo.>>. Certo   avete avvisato  di non  volere nè rapressentanti di Sinistra  nè di Destra   o  megliiio di entrambi  gli schieramenti  che hanno partecipato al family D , e  anch'io se  fossi stato li con voi avrei fischiato  loro , pero non sarei sceso al  vostro livello   spintonando   un fotografo e un paio di giornalisti s'imbattono nel rigore separatista delle femministe organizzatrici. Cori, spintoni, fuori anche loro, o peggio ( come dimostra il video  qui sotto )  interrompendo la diretta de la7 sul vostro evento  , l'unica  tv   che faceva informazione (  quella cheun tempo,SIC, nel linguaggio  televisivo  si chiamava o servizio pubblico ) ,  trasmettendo in diretta  tale  evento 












non vi rendete  conto che cosi  rovinate  e : << (...) Il fatto è che la manifestazione, organizzata molto in sordina, quasi ignorata fino a due-tre giorni fa, -- sempre  repubblica online -- è stata messa in piedi da un gruppo di collettivi femministi tra cui Amatrix, Libellule, Feramenta, Associazione femminista via dei Volsci, a cui sicuramente non fa difetto la rabbia e le idee chiare. "L'idea della manifestazione è stata nostra" spiega Amelia, "non vogliamo cappelli politici anche perché delle scelte di questa politica non condividiamo quasi nulla. E non vogliamo uomini, abbiamo fatto una scelta sessista e separatista perché in questo modo si capisca che il problema in Italia è di tipo culturale e serve scardinare la società di tipo patriarcale..." (..)  >> . Comunque  sperando in una vostra  autocritica  per il  prossimo corteo  \  manifestazione 











  che  vi faccia  evitare  di  " predicare bene  e razzolare male  "  e  alcuni errori  come questo e  quello segnalato   nel precedente post   vi faccio il complimento  per come  è stato organizzato , per la  vostra capacità  di  coinvolgere  anche le nuove generazioni di donne   continuate  cosi   in maniera  che  non  solo la violenza   verso di voi  sia  sradicata  o  quanto meno  ridotta  ma  che siano  eliminati  certi stereotipi e luoghi comuni  maschilisti e   si formi   , grazie  a  voi , in noi   uomini  una  nuova  cultura  etica  e  morale  più rispettosa  verso  di voi . Ed  aprendo  a maschi  , come dice  anche  Rita  Armeni sulo  il  epolis  d'ieri  (potete leggere  l'articolo da me  riportato  in un  post precedente )  quelli  più numerosi  , ma  silenziosi e spesso cosi accondiscendenti  per  evitare  prese in giro   da parte  dei loro colleghi  i maschilisti  che la  battaglia  può essere  vinta  o  il fenomeno ( secondo me  inevitabile ) ridotto  a minoritario e d innocuo 

Senza titolo 2306

 VE LO RICORDATE QUESTO CANTANTE ?   :-)


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GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

no-mobbing

24.11.07

Senza titolo 2305

 L'AVETE LETTO QUESTO LIBRO ?   :-)


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Senza titolo 2304

fra i tanti bla  bla  bla   sulla  giornata  contro la  violenza    ( ne  ho  parlato  precedentemente   qui  sul blog  )  verso le donne  ho letto due articoli interessanti   che dovrebbero  far  riflettere  coloro che picchiano  (  anche  durante  un litigio   , come nel mio caso  ) le   donne  e le  considerano  tutte    di facili costumi  o   zitelle acide   e bavose  (    a  volte  qualche  volta  è scappato al sottoscritto  )   .

il primo è dello  scrittore ( qui i suoi libri )  ed  inviato del Tg2  Angelo  frigorilli 
Scriviabiglietti@gmail.com

Grandi  << donne coraggio in terre lontane >>


Nella piccola hall dell’hotel Akropole archeologi, inviati, ingegneri,
  camionisti da deserto si fermano a riposare e leggere i giornali. Sono quelli che ognuno porta con se e regala alla bacheca comune quando arriva a Khartoum,Sudan.
Per cui puoì esserci il  financial times di ieri, Le Monde di due giorni fa, La Repubblica che ci avevano da to in aereo, insomma, notizie non proprio freschissime ma non importa. Allora uno sfoglia i giornali e pensa all’Italia, citata solo una volta a proposito dello stop al campionato di calcio. Così gli tornano in mente gli italiani che ha incontrato qui in Africa in questi giorni e decide che sì,vale la pena dedicare a loro questo biglietto perchè non hanno mai pensato di andare in televisione o su un giornale.
Ne scelgo tre, capita che sono tutte e tre donne e scrivo subito il loro nome, Bianca, Gabriella e Francesca.
Bianca ha più  di 70 anni e vive qui da quasi 10.quando la andiamo a trovare nella Casa delle suore comboniane ci accoglie con un sorriso come
se ci conoscesse da sempre.
Gli chiediamo se è difficile vivere qui e ci racconta che sì,facile non è stato, soprattuttonei 20 anni della guerra civile che aveva diviso il sud cristiano dal nord mussulmano ma che mai aveva perso la speranza in una convivenza
possibile e oggi, nonostante tutto, il sogno si è fatto vicino. uole che la mattina dopo andiamo con lei nel loro ospedale. Ora una struttura nata per madri cattoliche e straniere, oggi donne mussulmane, anche loro, vengono lì a far nascere i loro figli. Ci porta in giro per i reparti,non si stanca mai, la salutiamo mentre spiega in arabo al nostro autista la strada che dobbiamo fare. Gli occhi chiarissimi di Gabriella sono  l’unica cosa che vediamo tra cuffia e mascherina ma anche lei parla e spiega, vuole che capiamo bene quello che stanno facendo ora. È la trecentesima operazione a cuore aperto, in una sala operatoria che forse nemmeno in Italia,e qui siamo nel cuore dell’Africa. Lei è anestesista alle Molinette ed è qui da tre mesi, fa il suo turno per   emergency e poi tornerà indietro. orse racconterà agli amici di questo ospedale che sembra quello di dr. house solo che attorno c’è il deserto e quelli che hanno bisogno vengono operati, gratis.   Francesca la incontriamo, in mezzo al deserto. Nel senso che il campo tendato che dirige sta proprio sulle dune di fronte alle piramidi di Meroe   a ventisette anni, il padre la voleva in banca, lei ha studiato scienze naturali e voleva stare all’aria aperta. Ora ci sta davvero. Si è conquistata il rispetto di tutti quando ha chiesto a quelli che lavorano al campo di portarle tutti i tipi di insetti che capitavano tiro, per poterli vedere da vicino. Italiane, altre italiane.
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il secondo  della  discussa  ma  in  questo  caso  , fra le tante boiate  , ne dice  una  giusta  ,  Rita  Armeni

Oggi le donne manifestano contro la violenza.
Manifestazione sacrosanta di fronte all’aumento dei crimini nei loro confronti. Solo nel 2006 ci sono state un milione e 150mi la vittime.
Sono sicura che la manifestazione sarà grande perch l’indignazione di fronte a quello che ormai viene definito femminicidio è altissima. E perchè giusto finalmente svelare quella violenza, portarla in piazza, eliminare l’omertà che copre i crimini perpetrati da padri, mariti, fidanzati. Le cronache ne parlano poco perchè nessuno li denuncia e nessuno li rende pubblici perch fanno parte di una orribile normalità che le famiglie italiane comprendono e sopportano.
Ma in piazza oggi non ci saranno gli uomini. Le organizzatrici hanno voluto una manifestazione rigorosamente separatista.
Ne capisco le ragioni, ma non le condivido. Capisco che in corteo contro la violenza nei confronti delle donne si possa non volere la presenza di coloro che sono i soggetti di questi crimini. Che senso ha che coloro che praticano questa violenza siano al fianco delle loro vittime
Questo hanno sicuramente pensato le organizzatrici. Eppure la presenza maschile sarebbe stata opportuna.
Il separatismo è stato un fatto importante. Agli inizi del movimento femminista ha avuto un senso e un significato perch le donne dovevano prendere pienamente coscienza di se . Avevano bisogno di comunicare fra loro, di  commentare e riflettere sui modi in cui si esercitava l’oppressione maschile. Allora la presenza degli uomini poteva intimidire, poteva inquinare,poteva ostacolare un discorso femminile che era agli inizi.Separandosi dagli uomini si è conquistata una forza che poi si è estesa e si manifestata nel la società.
Oggi molte cose sono cambiate e sono cambiate soprattutto le donne, più forti, più consapevoli e capaci parlare agli uomini con una nuova e diversaviolenza becera autorevolezza. E allora non sarebbe meglio raccogliere i frutti del lavoro faticoso di questi anni Non sarebbe meglio costruire un’alleanza con quegli uomini che hanno portato avanti - grazie alle donne - un processo di revisione critica dei loro comportamenti, [ infatti è l'amicizia  con alcune dobnne sia  dal "vivo " siua in rete comprese  alcune   di voi,che  mi ha  fatto  cambiare e mi aiuta  a resistere ad i miei impulsi  da mandrillo effetto meglio noto  come maschio arrappato  atteggiamento  nei loro  confronti , anche se  ogni tanto  , ma molto , molto , meno di  prima  , cui ricado quando sono  in compagnia ] cominciano a dimostrare una vigile consapevolezza Conosciamo molti uomini violenti o che mantengono comportamenti oppressivi, ma sappiamo anche che molti sono cambiati, che riflettono, che si rimettono in gioco e, soprattutto, che sono pronti ad ascoltare. Coinvolgerli in una manifestazione contro la violenza sessuale, avrebbe significato fare un passo in avanti, se non altro costringerli ad una ulteriore riflessione.Così non è stato deciso e, secondo me, è stato un errore.


fonte  il  giornale di sardegjna  rispettivam,ente del 21 e del  24  c.m  
        

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