Le mani fredde della sera
trasportano ricordi lontani
soffiati nel vetro, aloni rossi
fotografie dal bordo consumato
dal cuor mio non dimenticato.
Di sabbia vestivo al tempo
un ferro in mano, decantando amore
traccianti in tasca per l'onore
un bimbo, soldato, arruolato
lo stemma sul petto, il mio dolore.
Ora come ieri, ieri come oggi.
Roventi giornate all'orizzonte straniero
giovani nonne piangenti distese
avvinghiavano il nero anfibio, urlavano
un figlio sparito, un marito ferito
aiuto risuonava nel sonno.
Bardato dal reggimento
muovevo al comando ordinato
fine non arrivava, terra sanguinava
secchi, nudi, denutriti figli vedevo.
Un cimitero senza bare,
fiori macchiati di sangue innocente
il vento sabbioso predominava
spazzava forte, non abbastanza
per dar fine al lamento.
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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9.1.09
Triste momento
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1 commento:
carloesse è davvero un testo/poesia dolorosamente bello nella sua cruda realtà.
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