«L'Ikea ha rubato il mio disegno». L'illustratrice italiana Cristina Cati fa causa al colosso svedese e vince

La causa

Una specie di Davide contro Golia che non avrebbe portato a nulla. E invece, sottolinea Cristina, lei si sentiva in dovere di farlo, proprio per difendere l'importanza del suo lavoro creativo. Un lavoro particolare, dietro il quale ci sono ore di lavoro, tempo, ma anche idee, tentativi, ricerca, lo sviluppo di un linguaggio personale. Nel corso di questi anni c'è stato anche un tentativo di trovare un accordo amichevole e un'offerta in denaro con l'intenzione di chiudere la questione, giudicata però esigua. Cati dunque è andata avanti, facendo causa davanti al giudice della sezione civile del Tribunale di Bologna, specializzata nelle controversie in materia di proprietà intellettuale. Si è quindi arrivati ad una sentenza, ora passata in giudicato, favorevole all'autrice e nella quale è stato riconosciuto che la grafica esposta nello store di Casalecchio era una sua «opera d'ingegno» tutelata dalla legge in materia. Ikea ora dovrà risarcirla. Ma soprattutto ha vinto il principio per cui un lavoro creativo, deve e può essere tutelato.