da la nuova sardegna 26\4\2026

TempioPausania
Ama così tanto raccontare storie che è disposta persino a “rubarle”, sottraendole all’ordinario e all’indifferenza. Prima o poi scriverà il suo primo romanzo, ma, data la sua giovane età (40 anni splendidamente portati), è solo questione di tempo. Al momento, ma è solo un modo di dire, il tempo lo inganna raccontando storie sui social. Una volta la si sarebbe chiamata “contastorie”; oggi, nell’era della grande rete, il titolo che meglio la può definire è quello di blogger. Una definizione che a Licia Azara sembra però un po’ troppo boriosa. «Mi fa sempre molto strano essere definita così – dice, schermendosi – blogger mi sembra un titolo altisonante. Più semplicemente mi definisco una persona che racconta». E, in effetti, è così. La blogger tempiese (ci perdonerà se la chiamiamola così) ha già raccontato tante storie, molto lette e apprezzate, nei social. Tutto a questo a partire dal settembre 2021 sulla sua pagina instagram personale e solo per il semplice piacere di raccontare qualcosa.
Strada facendo (e anche questo nel caso di Licia non è un modo di dire), la scrittura è diventata per la blogger tempiese una passione da coltivare con più intensità. «Ho iniziato a pensare che sarebbe stato bello poter condividere le storie poco conosciute con le altre persone. E allora ho iniziato a mettere le basi per il mio progetto de la rubastorie, nato nel settembre del ‘23». La “rubastorie” è un contenitore di storie che raccontano luoghi, persone, libri che hanno il loro comune denominatore nella Sardegna. «Quello che mi premeva e mi preme ancora oggi raccontare non è l’evento in sé. Mi piace andare a recuperare la parte umana della vicenda, scoprire in che modo alcune persone hanno saputo superare ostacoli con mezzi scarsi, oppure hanno saputo aiutare altre persone a farlo, o hanno cambiato completamente il modo di vivere e di pensare della collettività».