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5.5.26

DIARIO DI BORDO. ANNO IV Nº143 Mariellis Rosario , dal razzismo per l’abito sardo alla laurea a Cagliari: «La mia rivincita» ., «Il nostro è un amore senza età» All’altare il sì di Gesuino Soru, 85 anni, e la 73enne Maria Assunta Manca


come  ho avuto modo. di dire  nel post precedente Su gli insulti xenofibici e razzisti qui sotto,sulla nuova sardegna d'oggi una sintesi  della vicenda per  chi non vuole aprire l'url )

Che  ha subito , questa volta ,una bambina dunappens 12/13 anni nata  qui ma d'origine senegalese rea  di sfiliare con il costume  tradizionale  di tempio pausania ecco da  l'unione  sarda online del  4\5\2026 la risposta  alla 💩 ...  Ehm ... Letame  razzistico ed exenofobico ,le cui scorie  ancora oggi   , nonostante la condanna della  storia , tracimano ed riemergono  . 
Si tratta di Mariellis F. Rosario che è riuscita a passare 

dal razzismo per l’abito sardo alla laurea a Cagliari: «La mia rivincita»La giovane era stata bersaglio di attacchi a causa del colore della sua pelle, ora è dottoressa con una tesi sull’immigrazione

Marellis alla laurea e con l'abito tradizionale (Foto: Unica)


«Oggi non festeggio solo una laurea: festeggio la mia rivincita». Mariellis F. Rosario è nata a Madrid, è cresciuta tra Domingo e la Spagna ed è arrivata definitivamente in Sardegna nel 2018. Oggi è diventata dottoressa in Lingue e Comunicazione alla Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari. Un traguardo che ha tanti significati, per lei
Il suo percorso di integrazione non è stato privo di ostacoli: spinta dal desiderio di sentirsi parte di una comunità che l’ha accolta subito con calore, fanno sapere dall’Ateneo, «ha scelto di sfilare con l'abito tradizionale oristanese sfidando feroci critiche ed episodi di razzismo». Sui social erano piovute le critiche.
Ma lei, nonostante le difficoltà linguistiche, le lacune dovute agli studi superiori svolti all'estero e la fatica nello svolgere gli esami stando al passo con i tempi, non si è arresa. «Ha scelto le lingue e la comunicazione per trasformare la sua passione per il viaggio e la scoperta in un futuro professionale». Per la sua tesi di laurea, ha scelto di trattare un tema vissuto in prima persona: l'immigrazione in Italia, con un focus specifico sul territorio oristanese. Attraverso le interviste ad amici migranti, ha raccontato storie di resilienza e la forza necessaria per costruire un domani in una nuova terra. «Questo traguardo dimostra che nessun percorso definisce il valore di una persona. Credete in voi stessi e non mollate mai, nonostante tutto», dice Mariellis. 


...... 

sempre  dall'unione  ma. del 5\5\2026

«Il nostro è un amore senza età» All’altare il sì di Gesuino Soru, 85 anni, e la 73enne Maria Assunta Manca 



All’altare il sì di Gesuino Soru, 85 anni, e la 73enne Maria Assunta Manca 

L’amore oltre l’età, un sentimento fortissimo che spazza via stereotipi regalando una storia semplice e bella. A Terralba pochi giorni fa hanno detto sì all’altare Gesuino Soru, 85 anni, e Maria Assunta Manca, classe 1953. La promessa in Cattedrale, circondati da parenti e amici, poi una grande festa.
La storia
Gesuino e Maria Assunta, entrambi vedovi da tempo, stanno insieme da 13 anni ma si conoscono da sempre. Lui per una vita ha fatto l'autista per conto di diverse aziende dell’Isola, lei ha lavorato come commessa in vari supermercati. «Mi ricordo ancora quando, tanti anni fa, incontravo Gesuino alla Fata, dove allora lavorava - racconta Maria Assunta - Mi recavo spesso da lui per acquistare il biglietto del pullman per mio figlio Marco, all’epoca studente». Il corteggiamento vero inizia quando i due si incontrano per caso in una scuola di ballo ad Arborea: «Ho sentito le farfalle nello stomaco da subito, durante il primo ballo» racconta Maria Assunta. Poi le prime passeggiate in auto «per non farci vedere - racconta- mi vergognavo come una bambina, anche se non stavo facendo nulla di male. Mi ha corteggiato per un anno con eleganza, garbo ed educazione. Un uomo d’altri tempi e, alla fine, si è trasferito a casa mia. Adesso siamo qui, con la fede al dito perché si può dire sì anche alla nostra età». Gesuino, che è anche il sacrestano nella chiesa di San Pietro Apostolo, è di poche parole quando racconta questo grande amore. «L'avrei sposata subito – dice con un pizzico di emozione- appena è finito il primo ballo ho capito che era lei la donna che mi avrebbe accompagnato per il resto della mia vita. Era bellissima, lo è ancora oggi». Per stare bene hanno un segreto: «Quando litighiamo facciamo subito pace, le discussioni fanno male. Bisogna stare sereni, soprattutto alla nostra età».
Il matrimonio
Prima di convolare a nozze, però, c'è stata una richiesta: è stato Marco, figlio di Maria Assunta, a convincere la madre che forse era arrivato il momento di sposarsi con Gesuino. «Alcuni mesi fa mio figlio mi ha comunicato che si sarebbe sposato in Comune il 2 maggio con la sua compagna Alessandra - racconta Maria Assunta Manca - dicendo che avrebbe avuto piacere di festeggiare tutti insieme dopo le nozze mie e di Gesuino. È stato un colpo al cuore, non ho potuto dire di no». All'altare, Maria Assunta è stata accompagnata dal figlio Marco, che si è sposato due ore dopo in Municipio. Gesuino, invece, era accompagnato dalle figlie Loredana e Michela.



29.4.26

gli esperti di grazia (ma non di giustizia) il caso della Minetti

Sia chiaro fin da subito: non avrei voluto commentare questa notizia a caldo. Avrei preferito restare nel silenzio dell’attesa, lasciando che il ticchettio degli orologi della Procura facesse il suo corso senza interferenze. che. si. chiarisse. visto la. gravità delle. accuse. rivoltegli. . Ma leggendo i vostri tantissimi messaggi e i commenti sui. social. e. sui media. che cercavano un punto di vista in questo mare in tempesta, ho capito che il silenzio, a volte, può essere scambiato per indifferenza. E noi indifferenti non lo siamo mai stati. Fra gli interventi più interessanti ci sono. i due articoli che trovate sotto di G.Cassitta . Ad essi. aggiungo che c’è illegalità ed ed Illegalità cioè due tipi di illegalità . La prima etica come nel caso della. triste. vicenda. di Serena. Cruz ( https://it.wikipedia.org/wiki/Serena_Cruz ) l’illegalità. Fu commessa per il bene delle ragazze. La seconda opportunistica per garantirti un privilegio un salvacondotto giuridico. 







La dis-grazia 27 Aprile 2026 


Ritorno sulla grazia a Nicole Minetti perché mi ero espresso a favore del gesto senza entrare nel merito della motivazione. Oggi la notizia, sorprendente, è che vi sarebbe una presunta falsità nelle motivazioni che hanno portato il Presidente della Repubblica a concedere la grazia, e che tutto potrebbe essere rimesso in discussione con un’eventuale revoca da parte di Mattarella.
Che cosa è accaduto? In parole semplici: un condannato chiede la grazia al Presidente ma, naturalmente, quella domanda, prima di giungere al Quirinale, attraversa gli uffici del Ministero della Giustizia. Il fascicolo viene istruito da funzionari che devono mettere chi esprimerà il giudizio finale nelle condizioni di disporre di tutti gli elementi necessari, affinché la valutazione sia il più possibile oggettiva.
Per un detenuto in carcere sono fondamentali i progressi trattamentali, il comportamento, la capacità di rivedere il proprio percorso e, naturalmente, anche i rapporti con l’esterno. Nel caso di Nicole Minetti, ci troviamo invece di fronte a una condannata che non è detenuta e che quindi non ha un fascicolo nelle matricole di un penitenziario: il Ministero deve attingere ad altri canali, verificando in modo accurato le motivazioni poste a fondamento della richiesta di grazia.
Ed è proprio qui che, con ogni probabilità, qualcosa non ha funzionato. A quanto emerge, Nicole Minetti non avrebbe detto la verità sulla presenza di un minore in affidamento e, soprattutto, nessuno avrebbe verificato fino in fondo la fondatezza di questa circostanza. Il Presidente Mattarella ha deciso sulla base di atti che, forse, non corrispondevano alla realtà.
Entro 24 ore, ha promesso Nordio, ci sarà una verifica. Resta però un dato: gli uffici preposti escono da questa vicenda con un’immagine compromessa. La grazia è uno strumento delicatissimo, difficile da maneggiare. Non si può porre davanti al Capo dello Stato un dossier impreciso o, peggio, errato. È da lì che nasce la decisione. Ed è lì che tutto dovrebbe essere, prima di tutto, rigorosamente vero.


gli esperti di grazia (ma non di giustizia)
 

Come in ogni tragedia che si rispetti, siamo scivolati nella farsa, attraversando il melodramma e la serie a puntate. Gli esperti di grazia – ma non di giustizia – si sono subito schierati, nell’ordine: contro Nicole Minetti, contro il compagno, contro il Presidente della Repubblica perché non ha svolto le indagini (non è la Presidenza della Repubblica a doversene occupare, ma gli esperti non accettano critiche), contro il Procuratore della Repubblica. I più attenti lettori di frasi ripescate qua e là nel web hanno chiamato in causa polizia, carabinieri, assistenti sociali, Silvio Berlusconi, Forza Italia e, ovviamente, il ministro Carlo Nordio.Qualcuno – esperto della parte avversa – ha urlato contro Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio e Peter Gomez, accusando una stampa che getta fango sempre e comunque. I più sottili, quelli che effettivamente hanno letto gli articoli, sono arrivati fino a Donald Trump, evocando giri di squillo, pedofilia e via dicendo, in un crescendo di urla, insulti, prese di posizione che nulla hanno a che fare con l’oggetto del contendere: la concessione della grazia a un condannato. Tema delicato, che dovrebbe essere affrontato senza pubblicità, perché si tratta di una decisione personale, meditata, davvero complessa. Molte persone sconosciute, graziate negli anni dai vari Presidenti della Repubblica, restano tali. Nessuno conosce l’esito di questi procedimenti se non gli interessati, i familiari, gli avvocati e, nel caso dei detenuti, l’ufficio matricola che scarcererà il graziato.



diario di bordo \ buone. notizie n 1 anno I , Aline Kamakian Essere chef in tempi di guerra ., LA VOCE DI OMAR CHE FA BENE AGLI ALTRI , Cieco, professione fotografo La luce di Giovanni Caruso ed altre. storie

  Corriere della Sera 19 ma 2026 Di Marta Serafini Aline Kamakian Essere chef in tempi di guerra «Cibo e speranza per il Libano» L’imprendit...